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Permessi ROL ed ex festività: come funzionano

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Nelle buste paga compaiono spesso le voci ROL ed ex festività: sono permessi retribuiti che molti lavoratori non sanno bene come usare. Questa guida spiega che cosa sono, come si accumulano, come si richiedono e cosa accade se restano non goduti a fine anno o quando il rapporto finisce. Attenzione: sono istituti contrattuali, quindi le quantità precise vanno sempre cercate nel proprio CCNL.

Che cosa sono i permessi ROL

La sigla ROL sta per riduzione dell’orario di lavoro. Sono ore di permesso retribuito introdotte dalla contrattazione collettiva in alternativa a una riduzione effettiva dell’orario settimanale: invece di lavorare meno ore ogni settimana, il lavoratore accumula un monte ore di permessi da utilizzare durante l’anno.

I ROL si usano per esigenze personali (visite, pratiche, impegni familiari) e sono retribuiti come normale orario di lavoro. La quantità annua e le modalità di fruizione dipendono dal CCNL e, talvolta, dall’anzianità di servizio.

Le ex festività: un retaggio storico

Le ex festività (o festività soppresse) nascono dall’abolizione, avvenuta con la legge del 1977, di alcune festività religiose e civili che prima erano giorni di riposo retribuito. Per non penalizzare i lavoratori, quelle giornate sono state trasformate in permessi retribuiti, recuperabili come ore o giornate.

Le festività soppresse comunemente recuperate sono quattro (in passato erano giornate come l’Ascensione, il Corpus Domini, i SS. Pietro e Paolo dove non patroni, San Giuseppe). Oggi si traducono in un monte ore aggiuntivo, gestito dal CCNL insieme ai ROL.

Come si maturano e come si usano

ROL ed ex festività si maturano in genere in modo progressivo, in proporzione ai mesi (o alle settimane) effettivamente lavorati nell’anno. Chi entra o esce in corso d’anno matura la quota proporzionale.

La fruizione avviene di norma su richiesta del lavoratore, compatibilmente con le esigenze organizzative aziendali. Alcuni contratti consentono l’uso a ore (utile per brevi assenze), altri prevedono giornate intere. È buona norma presentare la richiesta con un congruo preavviso.

Cosa succede ai permessi non goduti

Se a fine anno restano permessi non goduti, le soluzioni tipiche previste dai CCNL sono due:

  • liquidazione in denaro del residuo (i permessi non goduti vengono pagati);
  • riporto all’anno successivo entro un certo termine.

Alla cessazione del rapporto, i ROL e le ex festività maturati e non goduti vengono di regola monetizzati nella busta paga di liquidazione. Diversamente dalle ferie — che hanno una specifica tutela legale al godimento effettivo — per ROL ed ex festività la disciplina è prevalentemente contrattuale.

Casi pratici

Caso 1 — uso a ore. Un impiegato usa due ore di ROL per una visita medica e rientra al lavoro: la mezza giornata resta retribuita e si scala dal monte ore.

Caso 2 — residuo a fine rapporto. Una lavoratrice si dimette con 18 ore di permessi non goduti: nella busta paga finale gli viene liquidato il corrispondente importo, secondo il CCNL.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra ROL ed ex festività?

I ROL derivano dalla riduzione dell’orario di lavoro contrattata; le ex festività compensano le festività soppresse per legge nel 1977. In pratica entrambi sono permessi retribuiti che alimentano un monte ore, gestito dal CCNL.

Quanti permessi ROL spettano all'anno?

Non c’è una misura di legge: la quantità è fissata dal CCNL applicato e può variare con l’anzianità. Va verificato il proprio contratto collettivo.

Il datore può negarmi un permesso ROL?

Può differirne la fruizione per comprovate esigenze organizzative, ma non sopprimere il diritto. Conviene richiederli con preavviso; in caso di reiterati dinieghi ingiustificati ci si può rivolgere al sindacato o all’Ispettorato del lavoro.

Se non uso i permessi entro l'anno li perdo?

Di norma no: i CCNL prevedono la liquidazione in denaro del residuo o il riporto all’anno successivo. Alla cessazione del rapporto i permessi maturati e non goduti vengono monetizzati.

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I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.