La guida
In sintesi
- Detrazione per lavoro dipendente 2025 e 2026: 1.955 euro fino a 15.000 euro di reddito; poi scende fino a 1.910 euro a 28.000; da lì cala fino a zero a 50.000 euro (art. 13 TUIR). Le regole sono le stesse nei due anni.
- +65 euro per i redditi tra 25.000 e 35.000 euro.
- No tax area a 8.500 euro: fino a quella cifra un dipendente senza altri redditi non paga IRPEF.
- Cuneo fiscale dal 2025: fino a 20.000 euro una somma esentasse (art. 1, comma 4, L. 207/2024); da 20.001 a 40.000 euro un’ulteriore detrazione fino a 1.000 euro (comma 6). Nel 2024 era invece uno sconto sui contributi.
- Nel 2026 cambia solo l’aliquota tra 28.000 e 50.000 euro: dal 35% al 33%.
- Le applica il datore di lavoro ogni mese su una stima; il conguaglio di fine anno o il 730 sistemano la differenza.
La detrazione per lavoro dipendente: gli importi 2025 e 2026
L’art. 13, comma 1, del TUIR riconosce a chi ha redditi di lavoro dipendente, e ad alcuni assimilati, una detrazione dall’imposta lorda. È più alta per i redditi bassi e si azzera a 50.000 euro. È rapportata ai giorni di lavoro nell’anno. Dal 2025 l’importo della prima fascia è 1.955 euro anziché 1.880: la legge di bilancio 2025 (L. 207/2024, comma 2) ha reso stabile l’aumento già previsto per il solo 2024.
| Reddito complessivo | Detrazione |
|---|---|
| Fino a 15.000 euro | 1.955 euro (non meno di 690; non meno di 1.380 per i contratti a tempo determinato) |
| Da 15.001 a 28.000 euro | 1.910 + 1.190 × (28.000 − reddito) / 13.000 |
| Da 28.001 a 50.000 euro | 1.910 × (50.000 − reddito) / 22.000 |
| Oltre 50.000 euro | Nessuna |
| Da 25.001 a 35.000 euro | +65 euro (comma 1.1) |
Il reddito da usare è il «reddito di riferimento»: comprende gli affitti in cedolare secca e il reddito forfettario, esclude la casa di abitazione. I rapporti si calcolano con quattro decimali.
Il cuneo fiscale: cosa è cambiato dal 2024 al 2026
| Anno | Misura | Chi |
|---|---|---|
| 2024 | Esonero sui contributi INPS a carico del lavoratore: 6 punti con retribuzione mensile fino a 2.692 euro, 7 punti fino a 1.923 euro (L. 213/2023, comma 15) | Dipendenti, esclusi i domestici |
| 2025 | Somma esentasse del 7,1%, 5,3% o 4,8% del reddito di lavoro (comma 4); ulteriore detrazione fino a 1.000 euro (comma 6) | Dipendenti fino a 20.000 euro (somma) o da 20.001 a 40.000 euro (detrazione) |
| 2026 | Stesse misure del 2025; in più seconda aliquota IRPEF al 33% | Come il 2025 |
Le due misure del 2025 sono spiegate nel dettaglio in somma art. 1 c. 4 L. 207/24 e ulteriore detrazione art. 1 c. 6 L. 207/24. Il trattamento integrativo (fino a 1.200 euro, ex bonus Renzi) è un’altra misura ancora: vedi trattamento integrativo 2025 e 2026.
Quanto pesano insieme: quattro redditi a confronto
Lavoratore dipendente, anno intero, nessun altro reddito, nessun familiare a carico. Importi in euro, arrotondati.
| Reddito | IRPEF lorda 2026 | Detrazione lavoro | Ulteriore detrazione | IRPEF netta | Somme esentasse |
|---|---|---|---|---|---|
| 10.000 | 2.300 | 1.955 | – | 345 | Somma c. 4: 530; trattamento integrativo: 1.200 |
| 20.000 | 4.600 | 2.642 | – | 1.958 | Somma c. 4: 960 |
| 30.000 | 7.100 | 1.801 (con i 65 euro) | 1.000 | 4.299 | – |
| 45.000 | 12.050 | 434 | – | 11.616 | – |
A 20.000 euro il trattamento integrativo non spetta: la detrazione per lavoro (2.642) è inferiore all’imposta lorda (4.600) e mancano altre detrazioni. A 30.000 e 45.000 euro l’IRPEF lorda tiene conto del 33%: nel 2025, con il 35%, sarebbe stata 7.140 e 12.390 euro.
Come si applicano in busta paga
Il datore di lavoro, come sostituto d’imposta, applica ogni mese la detrazione per lavoro dipendente, la somma del comma 4 o l’ulteriore detrazione, e il trattamento integrativo, sulla base del reddito che prevede per l’anno. Non serve una domanda. Le detrazioni per familiari a carico invece vanno comunicate al datore.
A dicembre, o alla fine del rapporto, il conguaglio ricalcola tutto sul reddito effettivo. Se il reddito è stato più alto della stima, parte dei benefici non spettava e viene recuperata: il trattamento integrativo in 8 rate se oltre 60 euro, la somma del comma 4 e l’ulteriore detrazione in 10 rate se oltre 60 euro.
Caso pratico: due lavori nello stesso anno
Scenario. Tizia ha due part-time contemporanei da 12.000 euro ciascuno. Ognuno dei due datori, da solo, vede 12.000 euro.
Come si applica. Se entrambi applicano tutto, Tizia riceve due volte la detrazione piena, due volte la somma del comma 4 e due volte il trattamento integrativo. Ma il suo reddito vero è 24.000 euro: la somma del comma 4 non spetta (oltre 20.000), spetta l’ulteriore detrazione di 1.000 euro, e il trattamento integrativo non spetta senza detrazioni sufficienti. La circolare 4/E chiede che con più part-time i benefici li riconosca un solo datore, al quale il lavoratore comunica gli altri redditi. Altrimenti il conto arriva nel 730.
In pratica
- Con più rapporti contemporanei, scegli un datore che applichi i benefici e chiedi all’altro di non applicarli.
- Con rapporti in periodi diversi, consegna la CU del precedente al nuovo datore.
Risorse correlate
- Trattamento integrativo 2025 e 2026: a chi spetta e quanto
- No tax area 2026: chi non paga IRPEF
- Art. 13 TUIR: testo e commento
- Addizionali IRPEF regionali e comunali in busta paga
- Tredicesima e quattordicesima: come si calcolano
- Come leggere la busta paga
Fonti e approfondimenti
- Art. 13 TUIR (Normattiva)
- L. 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1, commi 2-9 (Normattiva)
- L. 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 3 (Normattiva)
- L. 30 dicembre 2023, n. 213, art. 1, comma 15 (Normattiva)
- Agenzia delle Entrate, circolare n. 4/E del 16 maggio 2025
I contenuti hanno finalità divulgativa. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.
Approfondimento
Indice dei contenuti
Nel cedolino di ogni lavoratore dipendente convivono due meccanismi fiscali che incidono direttamente sul netto in tasca: le detrazioni da lavoro dipendente e il trattamento integrativo, cioe quello che il linguaggio comune chiama ancora bonus 100 euro. Pur agendo entrambi a favore dei redditi medio-bassi, hanno natura giuridica diversa e seguono regole proprie. Capire come operano e essenziale per leggere correttamente la busta paga e per non farsi sorprendere dai conguagli.
Le detrazioni da lavoro dipendente: l'art. 13 del TUIR
L'art. 13 del Testo unico delle imposte sui redditi riconosce ai titolari di reddito di lavoro dipendente una detrazione d'imposta, cioe una somma che si sottrae direttamente all'IRPEF lorda gia calcolata. Non e una riduzione dell'imponibile, ma uno sconto sull'imposta. La caratteristica fondamentale e la sua natura decrescente: l'importo e piu elevato per i redditi bassi e diminuisce progressivamente man mano che il reddito cresce, fino ad azzerarsi superata una soglia stabilita dalla legge. E un congegno di progressivita che rafforza quella propria delle aliquote IRPEF.
La no tax area
Proprio perche le detrazioni sono piu alte in basso, esiste la cosiddetta no tax area: una fascia di reddito da lavoro dipendente entro la quale la detrazione spettante e tale da annullare del tutto l'imposta dovuta. Sotto quel livello, in sostanza, il lavoratore non paga IRPEF. La no tax area non e un'esenzione formale, ma il risultato matematico del confronto tra imposta lorda e detrazione spettante: quando la seconda eguaglia o supera la prima, l'imposta netta e zero.
Il trattamento integrativo: cos'e e da dove nasce
Il trattamento integrativo e una somma erogata in busta paga ai dipendenti con redditi medio-bassi. E l'evoluzione del bonus introdotto nel 2020, a sua volta erede del cosiddetto bonus 80 euro del 2014. La differenza tecnica rispetto alle detrazioni e sostanziale: non si tratta di uno sconto sull'imposta, ma di un'integrazione che si aggiunge al netto. In pratica e una somma che il datore eroga e poi recupera in compensazione. Spetta in misura piena ai redditi piu bassi e si azzera oltre una determinata soglia di reddito complessivo.
Il nodo della capienza delle detrazioni
Per una fascia intermedia di reddito il diritto al trattamento integrativo non e automatico, ma e subordinato a una condizione di capienza: il beneficio spetta solo se l'ammontare di alcune detrazioni spettanti supera l'imposta lorda di un certo importo. E un criterio pensato per evitare di erogare il trattamento a chi gia azzera l'imposta per altra via. Per questo, a parita di reddito, due lavoratori con carichi familiari o oneri detraibili diversi possono trovarsi in posizioni differenti rispetto al trattamento integrativo.
Come operano in busta paga
Entrambe le voci sono gestite dal datore di lavoro nella sua veste di sostituto d'imposta. Le detrazioni vengono applicate mese per mese sulle mensilita ordinarie, ragguagliate al periodo di lavoro; il trattamento integrativo viene erogato in quota mensile a chi ne ha diritto. Va ricordato che le detrazioni da lavoro si applicano sulle mensilita ordinarie ma seguono regole proprie sulle mensilita aggiuntive, e questo spiega perche su tredicesima e quattordicesima la trattenuta fiscale appare proporzionalmente piu alta.
Conguaglio e dichiarazione dei redditi
Poiche detrazioni e trattamento integrativo dipendono dal reddito effettivo dell'anno, la loro misura provvisoria applicata mese per mese viene verificata a consuntivo. In sede di conguaglio di fine anno, o tramite la dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF), si ricalcola quanto effettivamente spettava: se il reddito e cresciuto oltre le previsioni, parte del beneficio puo dover essere restituito; se invece e sceso, puo emergere un credito. Per questo cambi di lavoro, piu rapporti nello stesso anno o redditi aggiuntivi possono generare conguagli a debito.
Perche soglie e importi cambiano
Le soglie di reddito e gli importi di detrazioni e trattamento integrativo sono fissati dalla legge e vengono periodicamente aggiornati, anche nell'ambito delle manovre di bilancio e delle riforme dell'IRPEF. Per questo, quando si verifica una situazione concreta, occorre sempre fare riferimento ai valori dell'anno di competenza e alla normativa vigente in quel periodo, evitando di applicare meccanicamente cifre relative ad anni passati.
Casi pratici
Caso 1: lavoratore nella no tax area
Tizio ha un reddito da lavoro dipendente molto contenuto. La detrazione spettante ai sensi dell'art. 13 TUIR e tale da superare l'IRPEF lorda calcolata sul suo imponibile: il risultato e che l'imposta netta dovuta e pari a zero. Tizio rientra cosi nella no tax area e percepisce un netto sostanzialmente coincidente con l'imponibile fiscale, fatte salve le ritenute previdenziali.
Caso 2: conguaglio dopo due rapporti nello stesso anno
Caia ha lavorato per due datori diversi nel corso dell'anno. Ciascun sostituto ha applicato detrazioni e trattamento integrativo come se fosse l'unico, senza conoscere l'altro reddito. In sede di dichiarazione, sommati i due redditi, la detrazione complessivamente spettante risulta inferiore a quella gia goduta: emerge percio un conguaglio a debito. E una situazione fisiologica quando piu rapporti si cumulano nello stesso periodo d'imposta.
Domande frequenti
Quanto è la detrazione per lavoro dipendente nel 2025 e nel 2026?
Fino a 15.000 euro di reddito complessivo 1.955 euro (non meno di 690, o 1.380 per i contratti a termine). Tra 15.001 e 28.000 euro: 1.910 + 1.190 × (28.000 − reddito) / 13.000. Tra 28.001 e 50.000 euro: 1.910 × (50.000 − reddito) / 22.000. Oltre 50.000 euro nulla. Tra 25.001 e 35.000 euro si aggiungono 65 euro. Gli importi sono uguali nei due anni.
Cos'è il cuneo fiscale 2025 e 2026 per i dipendenti?
Dal 2025 il taglio del cuneo è fiscale: una somma esentasse pari al 7,1%, 5,3% o 4,8% del reddito di lavoro per chi ha reddito complessivo fino a 20.000 euro (art. 1, comma 4, L. 207/2024) e un'ulteriore detrazione fino a 1.000 euro tra 20.001 e 40.000 euro (comma 6). Nel 2026 restano uguali. Nel 2024 era invece un esonero di 6 o 7 punti sui contributi.
Fino a quale reddito un dipendente non paga IRPEF?
Senza altri redditi, fino a 8.500 euro: la detrazione di 1.955 euro copre l'imposta lorda al 23%. È la no tax area, ampliata a 8.500 euro dalla legge di bilancio 2025 come ricorda la circolare 4/E del 2025.
Trattamento integrativo e cuneo fiscale si possono avere insieme?
Sì. Il trattamento integrativo (D.L. 3/2020) e la somma del comma 4 della L. 207/2024 sono norme distinte con requisiti propri, e nel 730 hanno colonne diverse del rigo C14. Un dipendente con 10.000 euro di reddito, per esempio, prende 1.200 euro di trattamento integrativo e 530 euro di somma del comma 4.
Perché a dicembre mi trattengono parte delle detrazioni?
Perché il datore le applica ogni mese su una stima del reddito. Se il reddito vero è più alto, per un premio o un secondo lavoro, al conguaglio parte delle detrazioni e dei benefici non spetta e viene recuperata: il trattamento integrativo in 8 rate e la somma o l'ulteriore detrazione della L. 207/2024 in 10 rate, se l'importo supera 60 euro.
Cosa succede se ho due datori di lavoro?
Ognuno calcola sul proprio reddito. Con più part-time contemporanei la circolare 4/E chiede che somma del comma 4 e ulteriore detrazione siano riconosciute da un solo datore, al quale vanno comunicati gli altri redditi. Con rapporti in periodi diversi conviene consegnare al nuovo datore la CU del precedente. Altrimenti la differenza si paga o si recupera nel 730.
Cosa cambia nel 2026 per i dipendenti?
Le detrazioni per lavoro dipendente, il trattamento integrativo e il cuneo fiscale restano uguali al 2025. Cambia l'aliquota IRPEF sulla parte di reddito tra 28.000 e 50.000 euro, che scende dal 35% al 33% (art. 1, comma 3, L. 199/2025).