Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- Fino a 1.200 euro annui: il trattamento integrativo vale al massimo 1.200 euro per chi ha un reddito complessivo fino a 15.000 euro.
- Fascia 15.001-28.000 euro: spetta anche in questa fascia, ma solo se la somma di alcune detrazioni supera l’imposta lorda; l’importo non può comunque superare 1.200 euro.
- Solo per redditi di lavoro dipendente: riguarda i lavoratori dipendenti e alcuni redditi assimilati, non i pensionati.
- Lo eroga il datore di lavoro in busta paga: viene riconosciuto ogni mese a partire da gennaio; il 730 verifica che l’importo sia corretto.
- Può essere recuperato nel 730: se il datore non lo ha erogato (in tutto o in parte), chi presta l’assistenza fiscale lo riconosce nella dichiarazione.
- Può essere restituito: se risulta erogato in eccesso (perché il reddito complessivo annuo è più alto di quanto stimato), l’eccedenza viene recuperata con il 730.
Che cos'è il trattamento integrativo (ex 'bonus 100 euro')
Il trattamento integrativo è una somma aggiuntiva riconosciuta ai lavoratori dipendenti per alleggerire la pressione fiscale sui redditi bassi e medi. In vigore dal 1° luglio 2020, ha preso il posto del vecchio ‘bonus 80 euro’ e viene spesso chiamato ancora ‘bonus 100 euro’ perché, rapportato ai dodici mesi, vale fino a 100 euro al mese (1.200 euro annui). Non è un bonus fisso: spetta a condizione che si verifichino certi requisiti di reddito e di capienza dell’imposta.
Per il 2025 – anno a cui si riferisce il 730/2026 – il trattamento integrativo è confermato nella misura di 1.200 euro annui per i lavoratori il cui reddito complessivo non supera 15.000 euro. Deve però essere rispettata una condizione tecnica: l’imposta lorda calcolata solo sui redditi di lavoro dipendente (e alcuni assimilati) deve essere maggiore della detrazione per lavoro dipendente ridotta di 75 euro. In parole semplici, ci vuole una capienza minima di imposta: se non paghi abbastanza IRPEF, il beneficio non si ‘aggrappa’ a nulla.
Esiste poi una seconda fascia: se il reddito complessivo è tra 15.001 e 28.000 euro, il trattamento integrativo può ancora spettare, ma solo se la somma di alcune detrazioni specifiche (per familiari a carico, lavoro dipendente, mutui e ristrutturazioni ante 2022, ecc.) è maggiore dell’imposta lorda. In questo caso l’importo riconosciuto è pari alla differenza tra quelle detrazioni e l’imposta lorda, con un tetto massimo di 1.200 euro. Sopra i 28.000 euro di reddito complessivo, il trattamento integrativo non spetta.
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- Le 4 regole che fanno perdere le detrazioni (tracciabilit\xc3\xa0, tetto oltre 75.000 \xe2\x82\xac...)
- Documenti da preparare e date del 730/2026
| Reddito complessivo | Condizione | Importo massimo |
|---|---|---|
| Fino a 15.000 euro | Imposta lorda > detrazione lavoro – 75 euro (rapportata ai gg. lavorati) | 1.200 euro |
| Da 15.001 a 28.000 euro | Somma detrazioni specifiche > imposta lorda (rigo 16 del 730-3) | Differenza detrazioni – imposta lorda, max 1.200 euro |
| Oltre 28.000 euro | Nessuna condizione applicabile | 0 euro (non spetta) |
Esempio pratico
-
Tizio ha un reddito complessivo di 14.000 euro nel 2025, ha lavorato tutto l’anno. La sua imposta lorda sul reddito di lavoro dipendente è 2.000 euro. La detrazione per lavoro dipendente è 1.955 euro; ridotta di 75 euro dà 1.880 euro. Poiché l’imposta lorda (2.000) supera 1.880, la condizione è rispettata e Tizio ha diritto al trattamento integrativo per intero: 1.200 euro. Il datore di lavoro glielo ha già erogato in busta paga durante l’anno; il 730 conferma che spettava.
Documenti necessari
- Certificazione Unica 2026 (punto 390: codice 1 se il datore ha erogato il trattamento; punto 391: importo erogato)
- Modello 730/2026 – rigo C14
- Prospetto di liquidazione 730-3 (rigo 16: imposta lorda; mostra il calcolo del trattamento integrativo)
Lavoratore con reddito basso: trattamento integrativo pieno
Scenario. Caio è un lavoratore part-time con reddito di lavoro dipendente di 12.500 euro nel 2025. Non ha altri redditi (reddito complessivo = 12.500 euro). Ha lavorato 365 giorni. L’imposta lorda sul suo reddito di lavoro è superiore alla detrazione per lavoro dipendente ridotta di 75 euro.
Come si applica. Caio rientra nella fascia fino a 15.000 euro con la condizione di capienza verificata. Ha diritto al trattamento integrativo di 1.200 euro annui. Il datore di lavoro lo ha già erogato ogni mese in busta paga (100 euro al mese). Il rigo C14 del 730 serve a indicare l’importo già ricevuto: il CAF verifica che sia corretto. Se il datore ha erogato l’importo giusto, niente rimborso né recupero.
In pratica
- Reddito ≤ 15.000 euro + condizione capienza = trattamento integrativo pieno (1.200 euro).
- Rigo C14, colonna 1: codice 1 (il datore ha erogato); colonna 2: importo erogato (es. 1.200 euro).
Lavoratore che ha cambiato reddito a fine anno: recupero nel 730
Scenario. Sempronio ha ricevuto il trattamento integrativo per tutto il 2025 (1.200 euro totali in busta paga), ma a dicembre ha incassato un premio straordinario che ha portato il reddito complessivo a 29.000 euro, superando la soglia di 28.000 euro.
Come si applica. Con un reddito complessivo di 29.000 euro, il trattamento integrativo non spetta affatto. Il datore di lavoro, che aveva stimato un reddito inferiore, ha erogato 1.200 euro senza averne il diritto. In sede di 730, chi presta l’assistenza fiscale calcola che Sempronio deve restituire i 1.200 euro ricevuti: l’importo viene trattenuto dalla busta paga di luglio o agosto (mese di conguaglio del 730).
In pratica
- Se il reddito complessivo supera 28.000 euro, il trattamento integrativo già erogato viene recuperato nel 730.
- La restituzione avviene tramite trattenuta nella busta paga del mese di conguaglio (luglio per la maggior parte dei lavoratori).
Quando rivolgersi a un professionista
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Fonti e approfondimenti
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Domande frequenti
Quanto vale il trattamento integrativo nel 2025?
Al massimo 1.200 euro annui (100 euro al mese) per chi ha reddito complessivo fino a 15.000 euro e soddisfa la condizione di capienza dell’imposta. Nella fascia 15.001-28.000 euro l’importo è variabile e può essere inferiore.
I pensionati hanno diritto al trattamento integrativo?
No. Il trattamento integrativo spetta ai titolari di redditi di lavoro dipendente e ad alcuni redditi assimilati. I pensionati ne sono esclusi.
Cosa significa 'condizione di capienza dell'imposta'?
Significa che la tua imposta lorda calcolata sul reddito di lavoro (e assimilati) deve essere superiore alla detrazione per lavoro dipendente ridotta di 75 euro (rapportata ai giorni lavorati). Se non paghi abbastanza IRPEF, il beneficio non può essere riconosciuto.
Devo fare qualcosa per ricevere il trattamento integrativo?
No, se hai i requisiti il datore di lavoro lo eroga automaticamente ogni mese. Devi però compilare il rigo C14 nel 730, indicando il codice e l’importo già ricevuto (punti 390 e 391 della Certificazione Unica 2026).
Cosa succede se il datore di lavoro non me lo ha riconosciuto?
Nessun problema: se spetta, chi presta l’assistenza fiscale lo riconosce direttamente nel 730. Riceverai l’importo come rimborso con la busta paga del mese di conguaglio.
Se ho lavorato solo metà anno, il trattamento integrativo si dimezza?
Sì, in due sensi: il trattamento è rapportato al periodo di lavoro e, soprattutto, la condizione di capienza (detrazione per lavoro – 75 euro) viene anch’essa ridotta proporzionalmente ai giorni lavorati.
Domande frequenti
Quanto vale il trattamento integrativo nel 2025?
Al massimo 1.200 euro annui (100 euro al mese) per chi ha reddito complessivo fino a 15.000 euro e soddisfa la condizione di capienza dell'imposta. Nella fascia 15.001-28.000 euro l'importo è variabile e può essere inferiore.
I pensionati hanno diritto al trattamento integrativo?
No. Il trattamento integrativo spetta ai titolari di redditi di lavoro dipendente e ad alcuni redditi assimilati. I pensionati ne sono esclusi.
Cosa significa 'condizione di capienza dell'imposta'?
Significa che la tua imposta lorda calcolata sul reddito di lavoro (e assimilati) deve essere superiore alla detrazione per lavoro dipendente ridotta di 75 euro (rapportata ai giorni lavorati). Se non paghi abbastanza IRPEF, il beneficio non può essere riconosciuto.
Devo fare qualcosa per ricevere il trattamento integrativo?
No, se hai i requisiti il datore di lavoro lo eroga automaticamente ogni mese. Devi però compilare il rigo C14 nel 730, indicando il codice e l'importo già ricevuto (punti 390 e 391 della Certificazione Unica 2026).
Cosa succede se il datore di lavoro non me lo ha riconosciuto?
Nessun problema: se spetta, chi presta l'assistenza fiscale lo riconosce direttamente nel 730. Riceverai l'importo come rimborso con la busta paga del mese di conguaglio.
Se ho lavorato solo metà anno, il trattamento integrativo si dimezza?
Sì, in due sensi: il trattamento è rapportato al periodo di lavoro e, soprattutto, la condizione di capienza (detrazione per lavoro - 75 euro) viene anch'essa ridotta proporzionalmente ai giorni lavorati.