Pesando i costi con la probabilità di vittoria otteniamo il valore atteso: una stima teorica del risultato economico, dal punto di vista di chi agisce in giudizio.
Compila gli step: qui troverai il giudizio di convenienza con le mosse operative.
Il preventivo riassume costi, scenari e convenienza con le tue ipotesi, pronto da portare all'avvocato.
| fino a 1.100 € | 662 € |
|---|---|
| 1.100 - 5.200 € | 2.552 € |
| 5.200 - 26.000 € | 5.077 € |
| 26.000 - 52.000 € | 7.616 € |
| 52.000 - 260.000 € | 14.103 € |
| 260.000 - 520.000 € | 22.457 € |
Valori medi delle 4 fasi (studio, introduttiva, istruttoria, decisionale) per il giudizio ordinario davanti al Tribunale. In appello e in Cassazione si applicano le tabelle dedicate del DM 55/2014. Su questi si aggiungono 15% di spese generali, 4% di cassa forense e 22% di IVA. Il giudice o l'accordo possono variare il compenso di circa ±50%.
Stima orientativa dei costi di una causa civile di cognizione. Puoi scegliere il grado: il contributo unificato è aumentato del 50% in appello e del 100% in Cassazione (art. 13 c.1-bis DPR 115/2002) e gli onorari seguono le tabelle dei parametri forensi per ciascun grado (DM 55/2014 agg. DM 147/2022). Il compenso dell'avvocato non è una tariffa obbligatoria: l'importo concordato può variare. La sezione convenienza calcola un valore atteso teorico sulla base della probabilità di vittoria che indichi tu, assumendo il punto di vista di chi agisce in giudizio: è uno strumento di ragionamento, non una previsione dell'esito. Non sono inclusi trasferte, domiciliazioni, registrazione della sentenza e i riti speciali (lavoro, famiglia) con regole proprie. La condanna alle spese e la compensazione (artt. 91-92 c.p.c.) sono decise dal giudice. Non sostituisce il preventivo di un avvocato.
Il costo di una causa civile non è mai una cifra sola: si compone del contributo unificato (la tassa per iscrivere la causa a ruolo, da 43 a 1.686 euro secondo il valore, art. 13 DPR 115/2002), dell'onorario dell'avvocato calcolato sui parametri forensi del D.M. 55/2014, della marca da bollo forfettaria di 27 euro e dell'eventuale consulenza tecnica d'ufficio (CTU). Sull'onorario si aggiungono il 15% di spese generali, il 4% di cassa forense e il 22% di IVA per chi non la può detrarre.
C'è poi il fattore che pesa di più sulla decisione: la soccombenza. Di regola chi perde è condannato a rimborsare le spese legali dell'altra parte (art. 91 c.p.c.), quindi se vinci le spese tendono a ricadere sulla controparte, ma se perdi rischi di pagare anche l'avvocato avversario, quasi raddoppiando il conto. In alcuni casi il giudice può invece compensare le spese (art. 92 c.p.c.): ognuno paga il proprio legale. Questo simulatore mette in fila tutte le voci e ti mostra i tre scenari, per arrivare preparato al colloquio con l'avvocato.