Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 287 D.P.R. 115/2002 – Estinzione legale di crediti relativi a spese processuali e di mantenimento di un certo importo

    Art. 287 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Sino all'emanazione del regolamento previsto dall'articolo 228, per l'importo previsto dall' articolo 12 bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 , l'ufficio non effettua l'iscrizione a ruolo in caso di inadempimento di crediti relativi a spese processuali e di mantenimento.

  • Art. 164 D.Lgs. 209/2005 – Modalità per la gestione dei sinistri

    Art. 164 D.Lgs. 209/2005 – Modalità per la gestione dei sinistri

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. L'impresa che esercita l'attività assicurativa nel ramo tutela legale adotta, per la gestione dei sinistri e per la relativa attività di consulenza, una delle modalità, di cui deve essere data preventiva comunicazione all' IVASS , previste dal comma 2.

    2. 2. L'impresa può: a) svolgere direttamente l'attività di gestione dei sinistri e quella di consulenza; b) affidarla ad un'impresa distinta; c) prevedere nel contratto il diritto per l'assicurato di affidare la tutela dei suoi interessi in caso di sinistro, non appena abbia il diritto di esigere l'intervento dell'impresa di assicurazione, a un avvocato o ad altro professionista abilitato dalla legge da lui scelto.

    3. 3. Qualora l'impresa si avvalga della facoltà di cui al comma 2, lettera a), devono ricorrere congiuntamente le seguenti condizioni: a) se l'impresa è multiramo, il personale di cui si avvale non deve svolgere, per conto della stessa, attività di gestione dei sinistri o di consulenza in un altro ramo esercitato dall'impresa; b) indipendentemente dal fatto che l'impresa sia multiramo o specializzata, il personale non deve svolgere, per conto di altra impresa autorizzata all'esercizio delle assicurazioni contro i danni che abbia con la prima legami finanziari, commerciali o amministrativi, attività di gestione dei sinistri o di consulenza in altri rami esercitati dall'impresa con la quale intercorrono i predetti legami.

    4. L'impresa deve dichiarare nel contratto se intende avvalersi della facoltà di cui al comma 2, lettera b), indicando la denominazione sociale dell'impresa alla quale affida la gestione dei sinistri. Quando l'impresa ha legami con un'altra impresa che esercita le assicurazioni contro i danni, il personale incaricato della gestione dei sinistri o della relativa consulenza non può esercitare la stessa o analoga attività in altri rami esercitati da quest'ultima impresa. L'impresa cui sia affidata la gestione dei sinistri è soggetta alla vigilanza dell' IVASS .

    5. L'impresa può adottare una diversa modalità operativa previa comunicazione all' IVASS e con effetto solo per i contratti stipulati successivamente alla comunicazione medesima.

  • Art. 286 D.P.R. 115/2002 – Modalità di pagamento della copia su compact disk

    Art. 286 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Per la copia su compact disk il diritto è corrisposto con le modalità previste per il pagamento del contributo unificato.

  • Art. 163 D.Lgs. 209/2005 – Requisiti particolari

    Art. 163 D.Lgs. 209/2005 – Requisiti particolari

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. L'impresa che esercita l'assicurazione di tutela legale osserva nei rapporti con gli assicurati le disposizioni previste agli articoli 173 e 174 e rispetta i requisiti per la gestione dei sinistri di cui all'articolo 164.

    2. La disciplina di cui al presente capo non si applica alle assicurazioni di tutela legale che concernono controversie derivanti dall'utilizzazione di navi marittime o connesse comunque a tale utilizzazione ed all'attività esercitata dall'impresa di assicurazione della responsabilità civile per resistere all'azione dei danneggiati ai sensi dell' articolo 1917 del codice civile .

  • F24 e 730 senza sostituto: saldo e acconti come si versano

    In sintesi

    • 730 senza sostituto: si usa quando non c’è un datore di lavoro o un ente pensionistico che possa fare il conguaglio, oppure quando si sceglie di non avvalersene. Nel frontespizio si indica la lettera «A» nella casella «730 senza sostituto».
    • Se dalla dichiarazione emerge un debito, si paga con il modello F24 nei termini del modello REDDITI Persone fisiche: nel 2026 saldo e primo acconto entro il 30 giugno (o entro il 30 luglio con lo 0,40% in più), secondo acconto entro il 30 novembre.
    • Saldo e primo acconto si possono dividere in 2-7 rate, da chiudere entro il 16 dicembre, con gli interessi di rateazione.
    • Se emerge un credito, il rimborso lo eroga l’Agenzia delle Entrate a partire dal mese di dicembre: sul conto corrente se l’IBAN è stato comunicato, altrimenti con titoli di credito di Poste Italiane.
    • Con il 730 precompilato presentato da sé, l’F24 si può pagare online dall’applicazione, indicando l’IBAN del conto da addebitare, oppure stamparlo già compilato.
    • Codici tributo principali: 4001 saldo IRPEF, 4033 e 4034 acconti, 3801 addizionale regionale, 3844 e 3843 addizionale comunale.

    Cosa cambia se presenti il 730 senza sostituto d'imposta

    Quando si lavora come dipendente, di solito è il datore di lavoro (il cosiddetto ‘sostituto d’imposta’) a trattenere direttamente dalla busta paga le imposte dovute o a rimborsare quelle in eccesso. Ma non sempre questo è possibile: se non hai un datore di lavoro che presta assistenza fiscale, oppure se scegli volontariamente di non avvalertene, presenti il 730 nella modalità ‘senza sostituto’.

    In questo caso la gestione delle somme dovute o dei rimborsi cambia completamente: tocca a te pagare direttamente usando il modello F24, e i rimborsi li eroga l’Agenzia delle Entrate, non il tuo datore di lavoro.

    Le scadenze e le modalità di versamento con il modello F24 seguono quelle previste per il modello REDDITI Persone fisiche. Questo significa che devi rispettare le stesse date di pagamento che valgono per chi presenta il modello REDDITI. Di seguito trovi le date del 2026, che non cadono di sabato né di domenica.

    Versamenti con F24 per il 730/2026 senza sostituto
    Voce Scadenza 2026 Codice tributo
    Saldo IRPEF 2025 30 giugno, oppure 30 luglio con lo 0,40% in più 4001
    Primo acconto IRPEF 2026 30 giugno, oppure 30 luglio con lo 0,40% in più 4033
    Addizionale regionale (saldo) 30 giugno, oppure 30 luglio con lo 0,40% in più 3801
    Addizionale comunale: saldo e acconto 30 giugno, oppure 30 luglio con lo 0,40% in più 3844 (saldo), 3843 (acconto)
    Cedolare secca: saldo e primo acconto 30 giugno, oppure 30 luglio con lo 0,40% in più 1842 (saldo), 1840 (acconto)
    Secondo o unico acconto IRPEF 30 novembre 4034
    Secondo o unico acconto cedolare secca 30 novembre 1841
    Interessi sulle rate Con ciascuna rata dalla seconda in poi 1668

    Le scadenze e i codici sono quelli indicati nelle istruzioni del modello REDDITI Persone fisiche 2026 (fascicolo 1, paragrafo 7), a cui le istruzioni del 730 rinviano per i versamenti senza sostituto.

    Esempio pratico

    • Tizio presenta il 730/2026 senza sostituto d’imposta perché nel 2025 ha lavorato con contratti brevi e non ha un datore attivo. Dal prospetto di liquidazione emerge un debito di 400 euro. Tizio deve versare tale somma con il modello F24 entro il 30 giugno 2026 (codice 4001 per il saldo, 4033 per l’eventuale primo acconto), oppure entro il 30 luglio con lo 0,40% in più, o in rate fino al 16 dicembre. Se invece Tizio avesse avuto un credito di 300 euro, l’Agenzia delle Entrate glielo avrebbe rimborsato a partire da dicembre, direttamente sul suo conto corrente se ha già comunicato l’IBAN, oppure tramite titoli di credito emessi da Poste Italiane.

    Documenti necessari

    • Modello F24 (disponibile sul sito Agenzia delle Entrate)
    • Prospetto di liquidazione 730-3 (fornito dal Caf o dal professionista)
    • IBAN del conto corrente (per accredito rimborsi)
    • Copia del modello 730 presentato
    • Quietanze degli F24 già pagati, compresi gli acconti versati nel 2025

    Caio presenta il 730 senza sostituto e ha un debito da versare

    Scenario. Caio è un lavoratore con contratto a termine scaduto. Nel 2026 non ha un datore di lavoro che possa fare i conguagli. Presenta il 730 ordinario senza sostituto tramite un Caf. Dal calcolo emerge un debito IRPEF di 520 euro.

    Come si applica. Il Caf trasmette telematicamente all’Agenzia delle Entrate il modello F24 precompilato con i dati di Caio, oppure gli consegna il modello F24 compilato entro il decimo giorno prima della scadenza, affinché Caio possa pagare. I versamenti devono essere eseguiti con le stesse modalità e nei termini previsti per il modello REDDITI Persone fisiche. Caio può pagare online, in banca, in posta o presso un agente della riscossione.

    In pratica

    • Il Caf consegna il modello F24 già compilato oppure lo trasmette direttamente in via telematica.
    • Caio rispetta le scadenze del modello REDDITI PF: se paga in ritardo, si applicano interessi e sanzioni.
    • Se sceglie la rateizzazione (da 2 a 7 rate), dalla seconda rata paga gli interessi dello 0,33% al mese, con il codice 1668.

    Sempronio presenta il 730 senza sostituto e ha un credito da rimborsare

    Scenario. Sempronio è pensionato ma ha scelto di presentare il 730 senza sostituto per gestire autonomamente i conguagli. Dal modello 730-3 emerge un credito di 280 euro.

    Come si applica. Poiché non c’è un sostituto che effettua il rimborso in busta paga, il rimborso viene erogato dall’Agenzia delle Entrate a partire dal mese di dicembre. Se Sempronio ha già comunicato all’Agenzia il proprio IBAN, l’accredito avviene direttamente sul conto. Altrimenti riceverà un titolo di credito a copertura garantita emesso da Poste Italiane S.p.A.

    In pratica

    • Per ricevere il rimborso sul conto corrente bisogna aver registrato l’IBAN sul sito dell’Agenzia delle Entrate (tramite Fisconline o modello apposito).
    • Se non si vuole usare la compensazione, il credito viene rimborsato direttamente dall’Amministrazione finanziaria.
    • La compensazione con F24 (art. 17 D.Lgs. n. 241/1997) richiede obbligatoriamente i servizi telematici dell’Agenzia.

    Rateizzare il debito del 730 senza sostituto

    Nel quadro F del 730, rigo F6, colonna 7, si indica il numero di rate in cui dividere saldo, primo acconto e addizionali. Con il 730 senza sostituto le rate vanno da 2 a 7, con le stesse scadenze del modello REDDITI, e il pagamento rateale deve chiudersi entro il 16 dicembre. Il secondo acconto di novembre non si rateizza.

    Rate del 730 senza sostituto nel 2026 (prima rata al 30 giugno)
    Rata Scadenza Interessi
    1ª 30 giugno 0,00%
    2ª 16 luglio 0,18%
    3ª 20 agosto 0,51%
    4ª 16 settembre 0,84%
    5ª 16 ottobre 1,17%
    6ª 16 novembre 1,50%
    7ª 16 dicembre 1,83%

    Chi parte dal 30 luglio, con gli importi maggiorati dello 0,40%, ha la seconda rata al 20 agosto e l’ultima al 16 dicembre.

    Pagare l’F24 del 730 precompilato online con l’IBAN

    Se il 730 precompilato senza sostituto è presentato direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella stessa applicazione si può pagare il debito indicando l’IBAN del conto corrente da addebitare, oppure stampare l’F24 già compilato e pagarlo in banca, in posta o con l’home banking. Se la dichiarazione passa da un Caf o da un professionista, questo trasmette l’F24 in via telematica oppure lo consegna compilato entro il decimo giorno prima della scadenza.

    Il credito che risulta dal 730 si può anche usare per pagare altre imposte in compensazione: in questo caso l’F24 va presentato solo con i servizi telematici dell’Agenzia. Limiti e passaggi sono spiegati nella guida alla compensazione del credito 730 con F24.

    Rimborso del 730 senza sostituto: quando arriva

    Senza sostituto il rimborso non arriva in busta paga: lo esegue l’Agenzia delle Entrate a partire dal mese di dicembre. Per riceverlo sul conto bisogna aver comunicato l’IBAN all’Agenzia, online con l’applicazione dedicata (anche tramite Fisconline) oppure con il modello cartaceo firmato, consegnato in ufficio o inviato via PEC. Senza IBAN il rimborso arriva con titoli di credito emessi da Poste Italiane. Se la dichiarazione è sottoposta a controllo preventivo, il rimborso parte dopo il controllo, entro il sesto mese successivo al termine di trasmissione.

    Se il debito del 730 senza sostituto non è stato pagato a giugno

    Le istruzioni rinviano ai termini del modello REDDITI e non prevedono proroghe legate alla data di presentazione del 730. Chi non ha pagato entro il 30 giugno può ancora versare entro il 30 luglio con lo 0,40% in più; dopo, il versamento è tardivo e si può regolarizzare con il ravvedimento operoso, pagando sanzione ridotta e interessi.

    Quando rivolgersi a un professionista

    Se nel 730 ci sono redditi o imposte sostitutive particolari, o se hai dubbi sugli acconti da versare, conviene far controllare il prospetto di liquidazione prima di pagare. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Per il significato dei singoli codici vedi anche le schede sul codice tributo 4001, sul codice 4033 e sul codice 4034.

    Domande frequenti

    Quando devo pagare il saldo IRPEF con il F24 se ho il 730 senza sostituto?

    Nei termini del modello REDDITI Persone fisiche: nel 2026 saldo e primo acconto entro il 30 giugno, oppure entro il 30 luglio con lo 0,40% in più; il secondo acconto entro il 30 novembre. Il Caf o il professionista trasmette l’F24 o te lo consegna compilato entro il decimo giorno prima della scadenza.

    Quali codici tributo si usano per il 730 senza sostituto?

    4001 per il saldo IRPEF, 4033 per il primo acconto, 4034 per il secondo o unico acconto, 3801 per l’addizionale regionale, 3844 e 3843 per saldo e acconto dell’addizionale comunale, 1842, 1840 e 1841 per la cedolare secca. Gli interessi delle rate si versano con il codice 1668.

    Come funziona il rimborso se ho un credito e nessun sostituto?

    Il rimborso lo eroga l’Agenzia delle Entrate a partire dal mese di dicembre. Se hai comunicato il tuo IBAN, ricevi i soldi direttamente sul conto; altrimenti arrivano titoli di credito emessi da Poste Italiane.

    Posso rateizzare il debito risultante dal 730 senza sostituto?

    Sì: saldo, primo acconto e addizionali si possono dividere da 2 a 7 rate, con le scadenze del modello REDDITI e l’ultima entro il 16 dicembre. Dalla seconda rata si pagano gli interessi dello 0,33% al mese (codice 1668). Il secondo acconto di novembre non è rateizzabile.

    Il secondo acconto IRPEF di novembre come funziona se non ho il datore di lavoro?

    Lo versi tu con l’F24 entro il 30 novembre, codice 4034. Se ritieni di dovere meno (per esempio perché il reddito del 2026 sarà più basso), puoi versare un importo inferiore sotto la tua responsabilità; se versi meno del dovuto paghi interessi e sanzioni sulla differenza. La comunicazione entro il 10 ottobre riguarda solo chi ha un sostituto che trattiene l’acconto in busta paga.

    Posso pagare l’F24 del 730 direttamente sul sito dell’Agenzia?

    Sì, se presenti da solo il 730 precompilato senza sostituto: nell’applicazione puoi pagare online indicando l’IBAN del conto da addebitare, oppure stampare l’F24 già compilato e pagarlo con le modalità ordinarie.

    Posso usare il credito del 730 per compensare altre imposte con F24?

    Sì, ma in questo caso l’F24 va presentato esclusivamente con i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, anche se il saldo finale è zero.

    Cosa scrivo nel riquadro ‘sostituto d’imposta’ se non ne ho uno?

    Nella casella ‘730 senza sostituto’ si indica la lettera ‘A’ e nel riquadro dedicato al sostituto si barra la casella ‘Mod. 730 dipendenti senza sostituto’. Se hai un datore di lavoro ma scegli questa modalità volontariamente, il procedimento è lo stesso.

    Vedi anche: IRAP: dichiarazione, acconti e come si versa, Ritenuta d’acconto su provvigioni di agenti e rappresentanti, Ritenuta d’acconto di professionisti e autonomi al 20%, Ritenuta d’acconto, Versare le ritenute con F24 e Come si pagano i contributi INPS con l’F24.

  • Art. 285 D.P.R. 115/2002 – Modalità di pagamento del diritto di copia, del diritto di certificato e delle spese per le notificazioni a richiesta d’ufficio nel processo civile

    Art. 285 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Il pagamento del diritto di copia, del diritto di certificato, nonché delle spese per le notificazioni a richiesta d'ufficio nel processo civile è effettuato mediante l'applicazione di marche da bollo.

    2. Per le spese relative alle notificazioni a richiesta d'ufficio nel processo civile, la parte applica le marche sulla nota di iscrizione a ruolo o su atto equipollente, di cui all' articolo 165 del codice di procedura civile .

    3. Per il diritto di copia e per il diritto di certificato la marca si applica sull'originale o sull'istanza.

    4. Il funzionario addetto all'ufficio annulla mediante il timbro a secco dell'ufficio le marche, attesta l'avvenuto pagamento sulla copia o sul certificato, rifiuta di ricevere gli atti, di rilasciare la copia o il certificato se le marche mancano o sono di importo inferiore a quello stabilito.

  • Art. 162-ter D.Lgs. 209/2005 – (Dati statistici)

    Art. 162-ter D.Lgs. 209/2005 – (Dati statistici)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. L'impresa con sede legale nel territorio della Repubblica che opera in coassicurazione comunitaria mantiene dati statistici che mettano in evidenza l'entità delle operazioni di coassicurazione comunitaria alle quali partecipa e gli Stati membri interessati.

  • Art. 284 D.P.R. 115/2002 – Raccordo

    Art. 284 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Sino all'emanazione del regolamento previsto dall'articolo 196, si applicano le norme che seguono.

  • Bonus acqua potabile 2025: credito d’imposta nel 730

    In sintesi

    • Credito d’imposta del 50% delle spese sostenute dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2023 per acquisto e installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di CO2 alimentare per acqua da acquedotto.
    • Tetto di spesa 1.000 euro per unità immobiliare: il credito massimo ottenibile è quindi 500 euro per ciascuna unità immobiliare.
    • Se si fruisce del credito per piu unita immobiliari, occorre compilare un rigo G15 separato per ciascuna di esse.
    • Il credito si indica nel quadro G, rigo G15 con codice 10 del modello 730/2026.
    • Il credito e utilizzabile anche in compensazione nel modello F24.
    • Le informazioni sugli interventi effettuati erano trasmesse per via telematica all’ENEA a fini di monitoraggio.

    Come funziona il credito d'imposta per i depuratori d'acqua

    Il bonus acqua potabile e un credito d’imposta pensato per incentivare l’uso dell’acqua di acquedotto in sostituzione delle acque in bottiglia, riducendo il consumo di plastica. A differenza di una detrazione che abbatte l’imposta a rate, il credito d’imposta agisce direttamente sull’imposta dovuta e puo essere anche usato in compensazione.

    Il beneficio riguardava le spese sostenute dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2023. Rientrano nell’agevolazione i sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare E290, installati per migliorare la qualita delle acque destinate al consumo umano erogate da acquedotti pubblici. In parole semplici: i depuratori fissi collegati alla rete idrica, non le semplici caraffe filtranti.

    Il limite di spesa ammessa e di 1.000 euro per unita immobiliare. Su tale importo il credito e pari al 50%, quindi il massimo ottenibile e 500 euro a immobile. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 22 marzo 2024 e stata stabilita la misura effettiva del credito spettante con riferimento alle spese sostenute nel 2023, tenendo conto del totale delle domande pervenute.

    Chi ha ancora credito residuo da dichiarazioni precedenti puo continuare a indicarlo nel rigo G15. Verificare il rigo 130 del prospetto 730-3/2025 o il rigo RN47 del Mod. REDDITI PF 2025 per l’importo residuo.

    Riepilogo bonus acqua potabile
    Voce Importo / Aliquota
    Percentuale credito d'imposta 50% delle spese
    Tetto di spesa per unita immobiliare 1.000 euro
    Credito massimo per unita immobiliare 500 euro
    Periodo di spesa agevolato 1° gennaio 2021 – 31 dicembre 2023
    Dove si indica nel 730 Quadro G, rigo G15, codice 10
    Utilizzo alternativo Compensazione nel modello F24

    Esempio pratico

    • Tizio installa nel 2023 un sistema di filtraggio e raffreddamento collegato alla rete idrica del suo appartamento, spendendo 800 euro. Il credito d’imposta spettante e il 50% di 800 euro, cioe 400 euro. Caio, invece, acquista e installa nello stesso anno un sistema piu completo per 1.400 euro. Poiche il tetto e 1.000 euro, il suo credito massimo resta 500 euro (50% di 1.000). I 400 euro eccedenti non danno diritto ad agevolazione.

    Documenti necessari

    • Fattura dell’impresa installatrice o del fornitore del sistema di filtraggio
    • Ricevuta di pagamento tracciabile (bonifico, carta di credito o debito, ecc.)
    • Eventuale ricevuta di invio dati all’ENEA (trasmissione richiesta a fini di monitoraggio)
    • Documentazione tecnica del dispositivo che attesti la conformita ai requisiti

    Installazione del depuratore nell'abitazione principale

    Scenario. Sempronio e proprietario di casa e nel 2023 spende 600 euro per installare un depuratore a osmosi inversa collegato direttamente al rubinetto della cucina.

    Come si applica. Sempronio ha diritto a un credito d’imposta del 50% su 600 euro, pari a 300 euro. Nella dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025) indica l’importo residuo del credito nel rigo G15 con codice 10, nella colonna ‘importo’. Il credito si porta in detrazione dell’IRPEF dovuta o in compensazione F24.

    In pratica

    • Rigo G15, colonna codice: inserire 10.
    • Verificare nel prospetto 730-3/2025 l’eventuale residuo di credito non ancora utilizzato.
    • Il credito non utilizzato si riporta nelle dichiarazioni successive.

    Piu unita immobiliari dello stesso contribuente

    Scenario. Caio possiede due appartamenti e nel 2023 installa un sistema di filtraggio in ciascuno, spendendo 900 euro per il primo e 700 euro per il secondo.

    Come si applica. Caio ha diritto a due crediti separati: 450 euro per il primo appartamento (50% di 900) e 350 euro per il secondo (50% di 700), per un totale di 800 euro. Deve compilare due righi G15 distinti, uno per ciascuna unita immobiliare. Il limite di 1.000 euro si applica separatamente a ogni immobile.

    In pratica

    • Due righi G15 separati con codice 10, uno per ogni unita immobiliare.
    • Il tetto di 1.000 euro vale per singolo immobile, non cumulativamente.
    • Totale credito usufruibile: 800 euro.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Il bonus vale anche per le caraffe filtranti?

    No. L’agevolazione riguarda esclusivamente i sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare installati e collegati all’acquedotto. Le caraffe filtranti non rientrano perche non sono sistemi fissi collegati alla rete idrica pubblica.

    Posso ancora usufruire del credito nel 730/2026?

    Solo se hai un credito residuo da anni precedenti (2021, 2022 o 2023) che non hai ancora completamente utilizzato. Le nuove spese sostenute dopo il 31 dicembre 2023 non danno piu diritto all’agevolazione.

    Dove trovo l'importo del credito residuo?

    Se hai presentato il 730/2025, il residuo e indicato nel rigo del prospetto di liquidazione 730-3/2025. Se hai usato il modello REDDITI PF 2025, cerca nel rigo RN47.

    Il credito e rimborsabile se supera l'imposta dovuta?

    No, il credito d’imposta non da luogo a rimborsi in denaro. La parte non utilizzata nell’anno si riporta nelle dichiarazioni successive, oppure puo essere compensata nel modello F24.

    Cosa succede se l'AdE riduce la percentuale effettiva del credito?

    Con provvedimento del 22 marzo 2024 l’Agenzia delle Entrate ha stabilito la misura definitiva del credito per le spese 2023. Se hai gia indicato il credito nelle dichiarazioni precedenti in misura superiore a quella riconosciuta, potresti dover correggere la posizione. Verifica il provvedimento o rivolgiti al tuo CAF.

  • Art. 162-bis D.Lgs. 209/2005 – (Riserve tecniche)

    Art. 162-bis D.Lgs. 209/2005 – (Riserve tecniche)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. L'impresa avente sede nel territorio della Repubblica, che partecipa a un contratto di coassicurazione comunitaria, determina le riserve tecniche in conformità alle disposizioni del Titolo III.

    2. In ogni caso, l'ammontare delle riserve tecniche di cui al comma 1 è almeno uguale a quello identificato e comunicato dal coassicuratore delegatario secondo le norme del suo Stato membro di origine.

    3. Se l'impresa di cui al comma 1 riveste la qualifica di delegataria, la stessa deve tener conto dei rischi per l'intero contratto.

  • Rateizzare le imposte del 730/2026: rate, interessi e scadenze

    In sintesi

    • Quante rate si possono chiedere: da 2 a 6 rate per i lavoratori dipendenti, al massimo 5 per i pensionati (rigo F6, colonna 7). Con il 730 senza sostituto da 2 a 7 rate.
    • Quante se ne fanno davvero: la rateizzazione deve finire con le trattenute di novembre, versate entro il 16 dicembre. Partendo da luglio, i dipendenti arrivano quindi a 5 trattenute; i pensionati, che partono da agosto o settembre, a 4 o 3.
    • Interessi: 0,33% al mese su ogni rata successiva alla prima, calcolati dal sostituto d’imposta. Se lo stipendio non basta, la parte non trattenuta slitta con l’interesse dello 0,4% mensile.
    • Cosa si può rateizzare: saldo 2025 di IRPEF, addizionali e cedolare secca; prima rata di acconto IRPEF e della cedolare secca 2026; acconto dell’addizionale comunale; acconto del 20% sui redditi a tassazione separata. Il secondo acconto di novembre no.
    • Senza sostituto: si paga con l’F24 alle scadenze del modello Redditi: 30 giugno 2026, poi il 16 di ogni mese (20 agosto per agosto), fino al 16 dicembre.
    • Come si chiede: indicando il numero di rate nella colonna 7 del rigo F6 del quadro F.

    Come funziona la rateizzazione nel 730

    Quando dalla dichiarazione risulta un importo da versare, non è necessario pagare tutto in un colpo solo. Il modello 730 permette di dividere le somme dovute in più rate mensili, trattenute direttamente dallo stipendio o dalla pensione.

    Il datore di lavoro o l’ente pensionistico, ricevuto il prospetto di liquidazione (modello 730-4), trattiene ogni mese la rata dalla busta paga o dalla pensione e aggiunge l’interesse dello 0,33% per ogni mese successivo al primo. I dipendenti vedono le trattenute dalla prima retribuzione utile dopo l’arrivo del prospetto, in genere da luglio; i pensionati dal secondo mese successivo, in genere da agosto o settembre.

    Nella colonna 7 del rigo F6 si possono indicare da 2 a 6 rate, al massimo 5 per i pensionati. Per effetto del D.Lgs. 1/2024, però, il pagamento rateale deve concludersi entro il 16 dicembre: l’ultima trattenuta è quella di novembre e il sostituto d’imposta riduce il numero di rate se quelle chieste non ci stanno. Se si presenta il 730 tardi, per esempio a settembre, le rate possibili sono di meno.

    Parametri della rateizzazione nel 730/2026
    Parametro Valore
    Numero di rate nel rigo F6, colonna 7 Da 2 a 6 (pensionati: al massimo 5)
    Trattenute effettive con partenza a luglio (dipendenti) Al massimo 5: luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre
    Trattenute effettive per i pensionati Da agosto o settembre a novembre: 4 o 3
    Numero massimo di rate con il 730 senza sostituto 7, con l’F24
    Interesse sulle rate trattenute in busta paga 0,33% per ogni mese successivo alla prima rata
    Interesse se lo stipendio non basta 0,4% al mese sulla parte trattenuta nei mesi successivi
    Termine ultimo Trattenute di novembre, versate entro il 16 dicembre

    Rate del 730 senza sostituto: il calendario 2026

    Chi presenta il 730 senza sostituto d’imposta paga con il modello F24 e, se rateizza, segue le scadenze del modello Redditi Persone fisiche 2026: le rate successive alla prima scadono il 16 di ogni mese, e quelle che cadono dal 1° al 20 agosto si pagano entro il 20 agosto senza maggiorazione. Gli interessi si versano a parte con il codice tributo 1668.

    Rate di saldo e primo acconto 2026 con l’F24 (fonte: istruzioni Redditi PF 2026)
    Rata Scadenza Interessi Se si parte il 30 luglio (con lo 0,40% in più) Interessi
    1ª 30 giugno 2026 0,00% 30 luglio 2026 0,00%
    2ª 16 luglio 2026 0,18% 20 agosto 2026 0,18%
    3ª 20 agosto 2026 0,51% 16 settembre 2026 0,51%
    4ª 16 settembre 2026 0,84% 16 ottobre 2026 0,84%
    5ª 16 ottobre 2026 1,17% 16 novembre 2026 1,17%
    6ª 16 novembre 2026 1,50% 16 dicembre 2026 1,50%
    7ª 16 dicembre 2026 1,83% – –

    Nessuna di queste date del 2026 cade di sabato o di domenica. Fonte: istruzioni Redditi PF 2026, fascicolo 1, paragrafo «Rateazione». Per chi non ha più un datore di lavoro vedi anche 730 senza sostituto d’imposta.

    Esempio pratico

    • Tizio ha un saldo IRPEF da pagare di 900 euro e sceglie di rateizzare in 3 rate da luglio a settembre. La prima rata è di 300 euro senza interessi. La seconda, ad agosto, ha un interesse dello 0,33%: 300 + (300 x 0,33%) = 300,99 euro. La terza, a settembre, ha due mesi di interesse: 300 + (300 x 0,66%) = 301,98 euro. Il totale pagato è di 902,97 euro invece di 900, con un costo degli interessi di circa 3 euro. Il sostituto d’imposta (il datore di lavoro di Tizio) provvede automaticamente al calcolo e alla trattenuta.

    Documenti necessari

    • Modello 730/2026 compilato (in particolare il rigo F6, colonna 7)
    • Prospetto di liquidazione modello 730-3 (consegnato dal CAF o dal professionista)
    • Buste paga o cedolini della pensione dei mesi in cui vengono effettuate le trattenute (per verifica)
    • Certificazione Unica 2027, che riporterà le somme trattenute nel 2026

    Caso 1: lavoratore dipendente che rateizza il saldo

    Scenario. Caio è un impiegato. Dal suo 730/2026 emerge un saldo IRPEF di 600 euro più addizionali per 120 euro. Non vuole pagare tutto a luglio e chiede la rateizzazione in 4 rate.

    Come si applica. Caio scrive 4 nella colonna 7 del rigo F6. Il datore di lavoro trattiene quattro rate da 180 euro a partire da luglio, aggiungendo lo 0,33% di interessi per ogni mese successivo al primo: 180,59 euro ad agosto, 181,19 a settembre, 181,78 a ottobre. L’ultima trattenuta è a ottobre, quindi rispetta il termine di dicembre. Tutto avviene in busta paga: Caio non deve fare alcun versamento.

    In pratica

    • Indicare il numero di rate nella colonna 7 del rigo F6 al momento della presentazione del 730.
    • Il sostituto d’imposta calcola gli interessi: non serve calcolarli da soli.
    • Se la busta paga del mese non copre l’importo della rata, la parte residua viene trattenuta nei mesi successivi con l’interesse dello 0,4% mensile.

    Caso 2: pensionata che presenta il 730 a luglio

    Scenario. Sempronia, 70 anni, è pensionata INPS. Presenta il 730 al CAF a luglio e risulta un debito di 500 euro. Vorrebbe pagarlo in 5 rate.

    Come si applica. Per i pensionati il massimo indicabile è 5 rate, e le trattenute partono dal secondo mese successivo a quello in cui l’INPS riceve il prospetto di liquidazione. Se il prospetto arriva all’INPS a luglio, le trattenute partono a settembre: tra settembre e novembre ci sono solo 3 mesi, quindi l’INPS riduce le rate a 3. Se il prospetto arriva ad agosto, le trattenute partono a ottobre e le rate possibili sono 2.

    In pratica

    • I pensionati vedono la trattenuta un mese dopo rispetto ai dipendenti, in genere da agosto o settembre.
    • Più tardi si presenta il 730, meno rate restano prima di novembre.
    • Anche in caso di rateizzazione, a novembre viene trattenuto il secondo acconto IRPEF per il 2026, che non si può rateizzare.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Quante rate si possono fare con il 730?

    Nella colonna 7 del rigo F6 da 2 a 6 se hai un datore di lavoro, al massimo 5 se sei pensionato; da 2 a 7 se presenti il 730 senza sostituto e paghi con F24. Il pagamento deve però finire con le trattenute di novembre, quindi le rate effettive possono essere meno.

    Quanto costano gli interessi sulla rateizzazione del 730?

    Lo 0,33% al mese su ogni rata successiva alla prima: 0,33% sulla seconda, 0,66% sulla terza e così via. Il calcolo lo fa il sostituto d’imposta. Con l’F24 si usano le percentuali delle istruzioni Redditi (0,18% sulla rata del 16 luglio, poi +0,33% al mese) e gli interessi si versano con il codice 1668.

    Entro quando deve finire il pagamento rateale?

    Entro il 16 dicembre: l’ultima rata è trattenuta con lo stipendio o la pensione di novembre. Con l’F24, l’ultima rata scade il 16 dicembre 2026.

    Come si chiede la rateizzazione nel 730 precompilato?

    Indicando il numero di rate nella colonna 7 del rigo F6 del quadro F, al momento della presentazione del 730, sia che lo invii da solo dal sito dell’Agenzia sia che lo presenti al CAF, al professionista o al sostituto.

    Se presento il 730 a luglio da pensionata posso chiedere 5 rate?

    Puoi indicarle, ma l’INPS trattiene dal secondo mese successivo a quello in cui riceve il prospetto e deve chiudere a novembre: con prospetto ricevuto a luglio le trattenute vanno da settembre a novembre, quindi le rate diventano 3.

    Cosa succede se la busta paga non basta a coprire la rata?

    La parte residua viene trattenuta nei mesi successivi, fino alla fine dell’anno, con l’interesse dello 0,4% mensile previsto per l’incapienza.

    Cosa si può rateizzare nel 730?

    Il saldo 2025 di IRPEF, addizionali regionale e comunale e cedolare secca; la prima rata di acconto IRPEF e della cedolare secca 2026; l’acconto dell’addizionale comunale; l’acconto del 20% sui redditi a tassazione separata. Il secondo acconto di novembre non si rateizza.

    Il rimborso del 730 si può rateizzare?

    No. La rateizzazione riguarda solo le somme da versare. Il rimborso viene pagato dal sostituto d’imposta in busta paga o sulla pensione, oppure dall’Agenzia delle Entrate con il 730 senza sostituto.

    Da leggere insieme

  • Alloggi per studenti universitari 2026: cosa prevede il piano con CDP, esempio

    Detrazione nel 730. Se sei uno studente fuori sede, o lo è un familiare a carico, verifica la detrazione del 19% sui canoni di locazione per studenti fuori sede.

    In sintesi

    • Il MUR può affidare a Cassa Depositi e Prestiti (CDP) l’attuazione del Fondo PNRR per gli alloggi studenteschi per un importo di 599 milioni di euro.
    • I contributi sono erogati a fondo perduto in favore di soggetti pubblici e privati per la messa a disposizione di nuovi posti letto.
    • Il contributo massimo è di 20.000 euro per ciascun nuovo posto letto realizzato.
    • La convenzione MUR-CDP definisce soggetti beneficiari, criteri di selezione, entità del contributo individuale e fasi di esecuzione.
    • La norma è in attesa della convenzione MUR-CDP e del relativo avviso pubblico: non ci sono ancora domande aperte né procedure definitive.

    Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

    I commi 883-894 della L. 199/2025 autorizzano il MUR ad affidare a CDP l’attuazione del Fondo PNRR per gli alloggi studenteschi (investimento 5, M4C1) per 599 milioni di euro. I contributi a fondo perduto arrivano fino a 20.000 euro per ciascun nuovo posto letto realizzato da soggetti pubblici e privati. La convenzione MUR-CDP e il decreto attuativo non sono ancora stati pubblicati.

    Approfondimento normativo completo: Commi 883-894 LB 2026: alloggi studenti universitari e ricerca.

    Il piano alloggi PNRR per gli studenti universitari: cosa cambia con i commi 883-894

    I commi 883-894 della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) intervengono su uno degli investimenti più rilevanti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in materia di istruzione superiore: il Fondo per gli alloggi destinati agli studenti (investimento 5 della missione 4, componente 1 del PNRR). Il Ministero dell’università e della ricerca (MUR) viene autorizzato ad affidare a Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. (CDP), nella sua qualità di istituto nazionale di promozione, l’attuazione dell’investimento per un importo di 599 milioni di euro, sulla base di un’apposita convenzione.

    Il meccanismo previsto è quello dei contributi a fondo perduto in favore di soggetti pubblici e privati che realizzano nuovi posti letto presso alloggi o residenze per studenti delle istituzioni della formazione superiore. Il contributo massimo è di 20.000 euro per ciascun nuovo posto letto realizzato. La convenzione MUR-CDP definirà nel dettaglio i soggetti beneficiari, la tipologia e i criteri di selezione degli interventi ammissibili, l’entità del contributo spettante a ciascun beneficiario, le fasi di esecuzione e le modalità di controllo e monitoraggio.

    Attenzione: la norma è in attesa della convenzione MUR-CDP e dell’avviso pubblico per la presentazione delle domande. È inoltre atteso l’aggiornamento del decreto del MUR entro 60 giorni. Fino alla pubblicazione di tali atti, non è possibile presentare domande né conoscere le procedure operative. I commi 883-894 prevedono anche uno stanziamento separato di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 a favore dell’INDIRE, per potenziare i percorsi scolastici in materia di educazione al rispetto e al contrasto alla violenza di genere: si tratta di una misura distinta, destinata alle istituzioni scolastiche e non agli studenti universitari.

    Checklist: cosa fare in attesa della convenzione MUR-CDP e dell'avviso pubblico

    • Monitorare il sito del MUR e del PNRR per la pubblicazione della convenzione MUR-CDP e dell’avviso pubblico per la presentazione delle candidature.
    • Verificare se la propria istituzione (università, ente gestore di residenze universitarie, soggetto privato) rientra tra i potenziali soggetti beneficiari come definiti dalla convenzione.
    • Predisporre la documentazione relativa ai posti letto che si intende realizzare o mettere a disposizione, poiché i criteri di selezione degli interventi ammissibili saranno definiti dalla convenzione.
    • Tenere presente che il contributo massimo è di 20.000 euro per ciascun nuovo posto letto: utile per una stima preliminare della copertura finanziaria.
    • Non presentare domande prima della pubblicazione dell’avviso pubblico: le procedure non sono ancora operative.

    Caso 1 – Tizio: rettore di un ateneo che valuta la realizzazione di nuove residenze universitarie

    Scenario. Tizio è il rettore di un ateneo statale. L’università dispone di un’area edificabile su cui potrebbe costruire una nuova residenza universitaria con 100 posti letto. Vuole capire se e come potrà accedere ai contributi previsti dai commi 883-894.

    Come si legge in pratica. L’ateneo di Tizio, in quanto istituzione della formazione superiore, è potenzialmente tra i soggetti beneficiari dei contributi. Con 100 nuovi posti letto, il contributo massimo teorico sarebbe di 2 milioni di euro (100 × 20.000 euro), da sommare alle altre risorse dell’ateneo per finanziare la costruzione. Tuttavia, l’ammissibilità dell’intervento, i criteri di selezione e l’entità effettiva del contributo saranno definiti dalla convenzione MUR-CDP. Tizio deve attendere la pubblicazione dell’avviso pubblico e verificare che il progetto rispetti i requisiti che saranno indicati.

    Riepilogo caso Tizio (rettore)

    • L’ateneo è potenzialmente beneficiario in quanto istituzione della formazione superiore.
    • Il contributo massimo è di 20.000 euro per ciascun nuovo posto letto realizzato.
    • Con 100 posti letto il contributo massimo teorico è 2 milioni di euro (calcolo esemplificativo).
    • I criteri di selezione e l’entità effettiva del contributo saranno definiti dalla convenzione MUR-CDP.
    • Tizio deve attendere l’avviso pubblico prima di presentare la candidatura dell’ateneo.

    Caso 2 – Caia: imprenditrice privata che gestisce appartamenti per studenti

    Scenario. Caia possiede e gestisce un complesso di appartamenti arredati vicino a un’università. Vuole ristrutturare un immobile adiacente per creare 30 nuovi posti letto da destinare agli studenti. Vuole sapere se può accedere ai contributi.

    Come si legge in pratica. I commi 883-894 prevedono espressamente che i contributi possano essere erogati a favore di soggetti pubblici e privati. Caia, in quanto soggetto privato che intende creare nuovi posti letto per studenti delle istituzioni della formazione superiore, è potenzialmente ammissibile. Con 30 nuovi posti letto il contributo massimo teorico sarebbe di 600.000 euro (30 × 20.000 euro). La convenzione MUR-CDP definirà tipologia e criteri degli interventi ammissibili: Caia dovrà verificare se la ristrutturazione di un immobile esistente rientra tra gli interventi finanziabili. Nessuna domanda può essere presentata prima dell’avviso pubblico.

    Riepilogo caso Caia (privata)

    • I contributi sono erogabili anche a soggetti privati: Caia è potenzialmente ammissibile.
    • Con 30 nuovi posti letto il contributo massimo teorico è 600.000 euro (calcolo esemplificativo).
    • La convenzione MUR-CDP stabilirà se la ristrutturazione di immobili esistenti è ammissibile.
    • Caia deve verificare i requisiti della convenzione e attendere l’avviso pubblico.
    • Le risorse dell’investimento costituiscono patrimonio autonomo e separato da quello di CDP.

    Caso 3 – Sempronio: studente universitario fuori sede che cerca un posto letto a costi accessibili

    Scenario. Sempronio, 21 anni, è iscritto a un corso di laurea in un’altra città e fatica a trovare un alloggio a prezzi sostenibili. Vuole capire se il piano PNRR per gli alloggi studenteschi lo riguarderà direttamente.

    Come si legge in pratica. Il meccanismo dei commi 883-894 non eroga contributi direttamente agli studenti: i fondi vanno agli enti (pubblici o privati) che realizzano nuovi posti letto. L’effetto per Sempronio è indiretto: un aumento dell’offerta di posti letto nelle residenze universitarie potrebbe tradursi, nel tempo, in condizioni di accesso più favorevoli. Sempronio non presenta alcuna domanda nell’ambito di questa misura. Per le agevolazioni dirette agli studenti fuori sede (es. contributo affitto), deve fare riferimento agli strumenti specificamente dedicati, come il contributo gestito dall’INPS.

    Riepilogo caso Sempronio (studente)

    • I contributi PNRR non vanno agli studenti ma agli enti che realizzano nuovi posti letto.
    • L’effetto per Sempronio è indiretto: aumento dell’offerta di alloggi universitari nel medio termine.
    • Sempronio non presenta alcuna domanda nell’ambito dei commi 883-894.
    • Per il sostegno diretto all’affitto, Sempronio deve fare riferimento al contributo INPS (commi 373-375).
    • La piena operatività del piano dipende dalla convenzione MUR-CDP e dall’avviso pubblico, non ancora pubblicati.

    Quando conviene una verifica

    Un esperto può aiutarti ad analizzare l’ammissibilità del tuo progetto e a prepararti per l’avviso pubblico. Vuoi valutare le opportunità PNRR per alloggi studenteschi o orientarti tra le misure 2026?.

    Norme e fonti collegate

    Domande frequenti

    Chi può presentare domanda per i contributi PNRR sugli alloggi per studenti universitari?

    I commi 883-894 prevedono che i contributi siano erogati a soggetti pubblici e privati per la messa a disposizione di nuovi posti letto presso alloggi o residenze per studenti delle istituzioni della formazione superiore. La platea esatta dei soggetti ammissibili – università, enti per il diritto allo studio, fondazioni, operatori privati – sarà definita dalla convenzione MUR-CDP e dall’avviso pubblico, non ancora pubblicati.

    Qual è l'importo massimo del contributo per ciascun nuovo posto letto?

    Il comma 886 della L. 199/2025 fissa il contributo massimo in 20.000 euro per ciascun nuovo posto letto realizzato. Si tratta di un contributo a fondo perduto. L’entità effettiva del contributo spettante a ciascun soggetto beneficiario sarà determinata dalla convenzione MUR-CDP, che può prevedere importi inferiori al massimo in base ai criteri di selezione.

    Quando sarà possibile presentare la candidatura per i contributi alloggi studenteschi?

    La norma è in attesa della convenzione MUR-CDP e dell’avviso pubblico per la presentazione delle domande. È inoltre atteso l’aggiornamento del decreto del MUR entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della disposizione. Fino alla pubblicazione di questi atti, non è possibile presentare candidature. Si consiglia di monitorare il sito del MUR e la sezione PNRR del governo per gli aggiornamenti.

    Le risorse del fondo PNRR alloggi studenteschi sono separate dal patrimonio di CDP?

    Sì. Il comma 885 prevede espressamente che le risorse dell’investimento affidate a CDP costituiscano patrimonio autonomo e separato, a tutti gli effetti, dal patrimonio di Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. Questo garantisce che le risorse PNRR siano contabilmente distinte e non confuse con le attività ordinarie di CDP.

    Cosa prevede la norma per le scuole in materia di educazione al rispetto e contrasto alla violenza di genere?

    Il comma 883 autorizza una spesa di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 a favore dell’INDIRE, per potenziare i percorsi già attivati nelle istituzioni scolastiche in materia di educazione al rispetto, alle relazioni e al contrasto a ogni forma di violenza di genere. Si tratta di una misura distinta dal piano alloggi universitari, destinata alle scuole e non agli atenei né agli studenti universitari.

    Vedi anche: Aumento stipendio personale tecnico-amministrativo università 2022-2024, Aumento stipendi Università, AFAM ed enti di ricerca 2022-2024, Donazioni a università ed enti di ricerca, Figli maggiorenni studenti a carico, Università non statali e Prima dichiarazione dei redditi.

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