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Art. 565 c.c. Categorie dei successibili
In vigore
Nella successione legittima l’eredità si devolve al coniuge, ai discendenti […] (1), agli ascendenti […] (2), ai collaterali, agli altri parenti e allo Stato nell’ordine e secondo le regole stabilite nel presente titolo.
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In sintesi
Il fondamento delle successioni legittime
L'art. 565 c.c. apre il Titolo II del Libro II e detta il principio cardine delle successioni legittime: l'individuazione dei soggetti chiamati all'eredità quando manca, in tutto o in parte, una valida disposizione testamentaria. La norma elenca le categorie dei successibili secondo un ordine di vicinanza familiare presunta al de cuius, espressione della volontà tipica che il legislatore presume in capo a chi non abbia disposto altrimenti dei propri beni.
L'ordine dei successibili
L'eredità si devolve, secondo l'ordine stabilito: al coniuge; ai discendenti (figli, nipoti per rappresentazione, ecc.); agli ascendenti (genitori e oltre); ai collaterali (fratelli, sorelle e loro discendenti); agli altri parenti entro il sesto grado (art. 572 c.c.); infine, in mancanza di tutti, allo Stato (art. 586 c.c.). L'ordine non è rigido: la legge stabilisce concorsi (es. coniuge con figli, coniuge con ascendenti) e ripartizioni proporzionali tra categorie.
L'evoluzione storica e la riforma del 2012-2013
Il testo originario distingueva tra figli legittimi, naturali riconosciuti e naturali non riconoscibili. La L. 219/2012 e il D.Lgs. 154/2013 hanno eliminato ogni distinzione, parlando ora di «figli» senza qualificazioni, in attuazione del principio costituzionale di parità (art. 30 Cost.). I riferimenti tra parentesi quadre nel testo dell'art. 565 c.c. testimoniano gli aggiustamenti normativi che hanno rimosso categorie ormai abrogate (filiazione naturale come categoria autonoma).
Rapporto con la successione testamentaria
La successione legittima è residuale rispetto a quella testamentaria: opera quando manca un testamento valido, quando il testamento dispone solo di parte dei beni, o quando le disposizioni testamentarie risultino inefficaci. Le due forme possono coesistere: il de cuius può aver disposto solo di una parte del patrimonio, lasciando il resto alla devoluzione legale. Il sistema è quindi flessibile e rispettoso della volontà presunta del defunto.
Coordinamento con la successione necessaria
L'art. 565 c.c. non va confuso con la successione necessaria (artt. 536 ss. c.c.), che riguarda i legittimari — coniuge, figli, ascendenti in mancanza di figli — e opera anche contro la volontà del testatore. La successione legittima opera, invece, in mancanza di volontà testamentaria. Le due tutele possono cumularsi: un legittimario che non riceva nulla per testamento può agire in riduzione e poi essere chiamato anche come erede legittimo sulle quote non disposte.
Caso pratico
Tizio muore senza testamento, lasciando la moglie Caia, due figli Mevio e Sempronio, e un fratello Filano. La successione si devolve secondo l'art. 565 c.c.: chiamati in primo grado sono il coniuge e i discendenti, con esclusione del fratello (collaterale) e degli altri parenti più lontani. La ripartizione concreta segue le quote degli artt. 581 e 566 c.c. Filano nulla riceve, perché la legge presume che Tizio avrebbe preferito moglie e figli ai collaterali.
Domande frequenti
Quando opera la successione legittima?
La successione legittima opera in mancanza, totale o parziale, di un testamento valido. Può operare anche in concorso con la successione testamentaria, quando il testatore non abbia disposto di tutti i beni o le disposizioni testamentarie risultino inefficaci.
Quale ordine seguono le categorie dei successibili?
L'ordine è: coniuge, discendenti, ascendenti, collaterali (fratelli, sorelle e loro discendenti), altri parenti entro il sesto grado, infine lo Stato. Non si tratta di un ordine rigido di esclusione, perché la legge prevede concorsi tra alcune categorie (es. coniuge con figli, coniuge con ascendenti).
Esiste ancora una differenza tra figli legittimi e naturali nella successione?
No. Con la L. 219/2012 e il D.Lgs. 154/2013 è stata eliminata ogni distinzione: la parola «figli» indica tutti i figli, a prescindere dallo status. Tutti hanno pari diritti successori, in attuazione dell'art. 30 Cost.
Fino a quale grado di parentela si può essere chiamati all'eredità per legge?
Fino al sesto grado di parentela (art. 572 c.c.). Oltre tale limite la successione si devolve allo Stato, ai sensi dell'art. 586 c.c., con acquisto automatico e senza necessità di accettazione.
Successione legittima e successione necessaria sono la stessa cosa?
No: la successione necessaria (artt. 536 ss. c.c.) riserva una quota inderogabile ai legittimari anche contro la volontà del testatore; la successione legittima (art. 565 c.c.) opera in mancanza di volontà testamentaria, individuando chi eredita per legge. I due sistemi possono cumularsi.