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Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 2118 c.c. – Recesso dal contratto a tempo indeterminato
Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)
Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato, dando il preavviso nel termine e nei modi stabiliti dalle norme corporative, dagli usi o secondo equità.
In mancanza di preavviso, il recedente è tenuto verso l’altra parte a un’indennità equivalente all’importo della retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso.
La stessa indennità è dovuta dal datore di lavoro nel caso di cessazione del rapporto per morte del prestatore di lavoro.
⚖ Aggiornato dalla Legge di Bilancio 2026
Questo articolo è interessato da 2 commi della Legge 30 dicembre 2025, n. 199.
Vedi anche
→Cod. civ. art. 2117 - Art. 2117 c.c.: Fondi speciali per la previdenza e l’assistenza→Cod. civ. art. 2119 - Articolo 2119 Codice Civile: Recesso per giusta causa→Cod. proc. civ. art. 1 - Articolo 1 Codice di Procedura Civile - Giurisdizione dei giudici…→Imp. successioni art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 346/1990 - Oggetto dell’imposta→Cost. art. 2 - Diritti inviolabili→Articolo 2116 Codice Civile: Prestazioni→Art. 2120 c.c.: Disciplina del trattamento di fine rapporto→Articolo 2115 Codice Civile: Contribuzioni→Art. 2121 c.c.: Computo dell’indennità di mancato preavviso→Articolo 2114 Codice Civile: Previdenza ed assistenza obbligatorie→Art. 2122 c.c.: la stessa anticipazione è detratta dall’indennit→Articolo 2113 Codice Civile: Rinunzie e transazioni
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il recesso dal contratto a tempo indeterminato: struttura della norma
L'art. 2118 c.c. disciplina il recesso unilaterale dal contratto di lavoro a tempo indeterminato, sancendo la liberta di entrambe le parti di sciogliere il rapporto con il solo obbligo del preavviso. La norma si inserisce in un sistema piu ampio che, con l'evoluzione legislativa (Statuto dei Lavoratori del 1970, L. 604/1966, Jobs Act del 2015), ha progressivamente limitato il potere di recesso del datore di lavoro, richiedendo una giusta causa o un giustificato motivo per il licenziamento.
Il preavviso: funzione e determinazione
Il preavviso svolge una duplice funzione: consente alla parte che riceve il recesso di organizzarsi (il lavoratore per trovare un nuovo impiego, il datore per reperire un sostituto) e rappresenta la corrispettivita del vincolo contrattuale fino alla sua naturale cessazione. I termini di preavviso sono oggi quasi universalmente fissati dai CCNL di categoria, che li modulano in base alla qualifica (operaio, impiegato, quadro, dirigente) e all'anzianita di servizio. In assenza di contrattazione collettiva, si fa riferimento agli usi o, in ultima istanza, all'equita.
L'indennita sostitutiva del preavviso
Chi recede senza rispettare il preavviso deve corrispondere all'altra parte un'indennita equivalente alla retribuzione che sarebbe spettata per l'intero periodo. Cosi, se il CCNL prevede tre mesi di preavviso per un quadro con dieci anni di anzianita, e il datore Caio licenzia il dipendente Tizio con effetto immediato, dovra versargli tre mensilita di retribuzione globale di fatto come indennita sostitutiva. Questa indennita e soggetta a contribuzione previdenziale e a tassazione IRPEF con le stesse modalita della retribuzione ordinaria.
La peculiare ipotesi della morte del lavoratore
Il terzo comma estende l'obbligo dell'indennita al caso di cessazione del rapporto per morte del prestatore di lavoro. In questa ipotesi, il datore di lavoro e tenuto a corrispondere agli aventi diritto (eredi o soggetti indicati dall'art. 2122 c.c.) l'indennita corrispondente al periodo di preavviso. La ratio e quella di garantire alla famiglia del lavoratore deceduto una tutela economica immediata, analoga a quella che il lavoratore avrebbe percepito se avesse continuato a lavorare durante il preavviso.
Rapporto con la normativa limitativa del licenziamento
E fondamentale distinguere tra il piano del recesso ex art. 2118 e quello delle tutele contro il licenziamento illegittimo. L'art. 2118 regola le modalita formali del recesso e l'obbligo di preavviso, ma non incide sulla legittimita sostanziale del licenziamento. Un licenziamento con regolare preavviso puo essere comunque illegittimo per mancanza di giusta causa o giustificato motivo, con le conseguenti tutele reintegratorie o indennitarie previste dalla legge.
Pronunce della Corte Costituzionale
Corte Cost., sent. n. 45/1965
La Corte dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2118, primo comma, c.c. in riferimento all'art. 4 Cost. La Consulta afferma che il diritto al lavoro costituisce una libertà della persona e un obbligo dello Stato di creare condizioni economiche favorevoli, ma non garantisce di per sé la conservazione del posto di lavoro già acquisito. La disciplina dei licenziamenti deve comunque coordinarsi con le garanzie costituzionali, compito che la Corte rimette al legislatore.
Corte Cost., sent. n. 2/1986
La Corte conferma la legittimità costituzionale dell'art. 2118 c.c. nella parte in cui consente il recesso ad nutum del datore di lavoro per le imprese di minori dimensioni (sotto la soglia dimensionale prevista per la tutela reale). Pur ritenendo non fondate le censure, la Consulta auspica un futuro intervento del legislatore che estenda l'obbligo di giusta causa anche alle piccole imprese.
Domande frequenti
Cosa si intende per preavviso nel contratto di lavoro a tempo indeterminato?
Il preavviso e il periodo di tempo che deve intercorrere tra la comunicazione del recesso e la cessazione effettiva del rapporto di lavoro, durante il quale entrambe le parti continuano ad adempiere le loro obbligazioni contrattuali.
Quanto dura il periodo di preavviso?
La durata e stabilita dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicabile, e varia in base alla qualifica (operaio, impiegato, dirigente) e all'anzianita di servizio del lavoratore.
Cosa succede se il datore licenzia senza rispettare il preavviso?
Il datore e tenuto a pagare al lavoratore un'indennita sostitutiva del preavviso, pari alla retribuzione globale di fatto che sarebbe spettata per l'intero periodo di preavviso non goduto.
Il lavoratore che si dimette senza preavviso deve pagare qualcosa?
Si. Anche il lavoratore che recede senza rispettare il preavviso deve al datore un'indennita equivalente alla retribuzione del periodo non lavorato, salvo accordo tra le parti.
Gli eredi del lavoratore deceduto hanno diritto all'indennita di preavviso?
Si. L'art. 2118 c.c. prevede che l'indennita sostitutiva del preavviso spetti agli aventi diritto anche in caso di morte del lavoratore, come forma di tutela economica immediata per la famiglia.