Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 295 D.P.R. 115/2002 – Rinvio per la copertura finanziaria

    Art. 295 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Per l'onere finanziario derivante dall'attuazione delle norme della legge 28 marzo 2001, n. 134 , comprese nel presente testo unico, si provvede a norma dell'articolo 22 della legge stessa.

  • Art. 170-bis D.Lgs. 209/2005 – (Durata del contratto)

    Art. 170-bis D.Lgs. 209/2005 – (Durata del contratto)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Il contratto di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti ha durata annuale o, su richiesta dell'assicurato, di anno più frazione, si risolve automaticamente alla sua scadenza naturale e non può essere tacitamente rinnovato, in deroga all' articolo 1899, primo e secondo comma, del codice civile . L'impresa di assicurazione è tenuta ad avvisare il contraente della scadenza del contratto con preavviso di almeno trenta giorni e a mantenere operante, non oltre il quindicesimo giorno successivo alla scadenza del contratto, la garanzia prestata con il precedente contratto assicurativo fino all'effetto della nuova polizza. 62

    1-bis. La risoluzione di cui al comma 1 si applica anche alle assicurazioni dei rischi accessori al rischio principale della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli, qualora lo stesso contratto, ovvero un altro contratto stipulato contestualmente, garantisca simultaneamente sia il rischio principale sia i rischi accessori.

  • Rimborsi spese e compensi a volontari di associazioni: quando si tassano

    In sintesi

    • Non tutti i rimborsi sono tassabili: i rimborsi spese documentati (viaggio, vitto, alloggio) per missioni fuori sede non concorrono al reddito se debitamente giustificati.
    • Indennità forfetarie e compensi: attenzione: le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa e i premi erogati da cori, bande e filodrammatiche dilettantistiche sono tassabili solo se superano complessivamente 10.000 euro nell’anno (vanno nel Quadro D, rigo D4, codice 7).
    • Compensi per attività amministrativa nelle associazioni sportive: chi svolge attività amministrativo-gestionale in un’associazione sportiva dilettantistica tramite co.co.co. dichiara il compenso nel Quadro C come reddito assimilato al lavoro dipendente.
    • Lavori socialmente utili: i compensi per lavori socialmente utili (in conformità a specifiche normative) vanno nel Quadro C, Sezione I, con il codice ‘3’ in colonna 1 e godono di un regime agevolato se il percettore ha raggiunto l’eta’ pensionabile.
    • La fonte della CU e’ sempre il punto di partenza: controlla cosa c’è nella tua Certificazione Unica 2026 prima di compilare qualsiasi rigo.

    Rimborsi spese e compensi nelle associazioni: quando scatta la tassazione

    Molte persone partecipano alla vita di associazioni di volontariato, culturali, sportive dilettantistiche o religiose ricevendo rimborsi spese o piccoli compensi. La domanda che tutti si pongono è: questi soldi vanno dichiarati? La risposta dipende da cosa si riceve esattamente e in che forma.

    Il principio di base è semplice: i rimborsi delle spese effettivamente sostenute e documentate (il biglietto del treno, la ricevuta dell’albergo, lo scontrino del pranzo fuori sede durante un’attivita’ associativa) non sono reddito e non si dichiarano. Il problema sorge quando si ricevono somme forfetarie o compensi che vanno oltre il puro rimborso delle spese vive: in quel caso la legge prevede soglie di esenzione e modalità di dichiarazione specifiche.

    Un caso frequente riguarda chi collabora con cori, bande musicali e filodrammatiche dilettantistiche: la legge prevede per questi soggetti indennità di trasferta, rimborsi forfetari, premi e compensi, ma solo la parte che supera i 10.000 euro complessivi nell’anno diventa imponibile e va dichiarata. Sotto quella soglia, niente da fare in dichiarazione.

    Rimborsi e compensi nelle associazioni: riepilogo della tassabilità
    Tipo di somma ricevuta Soglia di esenzione Dove dichiarare
    Rimborso spese documentato (viaggio, vitto, alloggio) Nessuna soglia: esente se documentato Non si dichiara
    Indennità forfetaria, premi, compensi da cori/bande/filodrammatiche dilettantistiche Esente fino a 10.000 euro annui D4, codice 7 (solo la parte eccedente)
    Compenso co.co.co. per attività amm.-gestionale in ass. sportive dilettantistiche Esenzione per la parte sportiva (15.000 euro) Quadro C, codice '2'
    Compensi per lavori socialmente utili (pensionati in regime agevolato) Agevolato se reddito complessivo non supera 9.296,22 euro Quadro C, codice '3'

    Esempio pratico

    • Tizio suona nella banda municipale della sua città, che ha finalità dilettantistiche. Nel 2025 ha ricevuto dall’associazione un rimborso forfetario mensile di 200 euro per 12 mesi, più un premio per una rassegna musicale di 500 euro: in totale 2.900 euro. Poiché l’importo è inferiore a 10.000 euro, Tizio non deve dichiarare nulla in relazione a queste somme. Se invece avesse ricevuto 11.000 euro totali, dovrebbe dichiarare solo i 1.000 euro eccedenti nel rigo D4 con codice 7. La parte eccedente va riportata al lordo delle eventuali ritenute già subite.

    Documenti necessari

    • Certificazione Unica 2026, se l’associazione è sostituto d’imposta e ha rilasciato la CU (causale ‘N’ per cori, bande, filodrammatiche)
    • Documenti di rimborso spese (ricevute di viaggio, scontrini, fatture alberghi) per dimostrare che il rimborso e’ analitico e non forfetario
    • Prospetto riepilogativo dei compensi ricevuti nell’anno dall’associazione
    • Eventuale contratto o delibera associativa che stabilisce le indennità e le modalità di rimborso

    Caio: direttore artistico di una filodrammatica

    Scenario. Caio dirige una piccola compagnia teatrale amatoriale con finalità dilettantistiche. Nel 2025 ha ricevuto dall’associazione rimborsi forfetari di spesa per un totale di 8.500 euro e un premio di produzione di 2.000 euro, per un totale di 10.500 euro. La compagnia gli ha rilasciato la CU 2026 con causale ‘N’.

    Come si applica. Il totale e’ 10.500 euro, quindi supera la soglia di esenzione di 10.000 euro. Caio deve dichiarare solo la parte eccedente: 500 euro (10.500 – 10.000). Riporta 500 euro nel rigo D4, colonna 4, con il codice 7 in colonna 3. Le eventuali ritenute già subite sulla parte eccedente vanno nella colonna 6 del rigo D4; l’eventuale addizionale regionale trattenuta va invece nella colonna 5 del rigo F2.

    In pratica

    • Se nella CU hai la causale ‘N’, confronta sempre il totale annuo con la soglia di 10.000 euro: solo l’eccedenza e’ imponibile.
    • Riporta nel rigo D4 il totale dei compensi al lordo della quota esente (cioe’ l’intera somma), non solo la parte imponibile: è l’assistenza fiscale che gestisce il calcolo.

    Sempronia: volontaria con rimborsi spese documentati

    Scenario. Sempronia fa volontariato per un’associazione culturale. Nel 2025 ha partecipato a tre convegni fuori regione: l’associazione le ha rimborsato i biglietti del treno (140 euro), le notti in albergo (320 euro) e i pasti (60 euro), per un totale di 520 euro. Ha conservato tutte le ricevute.

    Come si applica. Questi rimborsi sono analitici e documentati, non forfetari. Non costituiscono reddito e Sempronia non deve dichiarare nulla. La distinzione chiave è che si tratta di rimborso delle spese effettivamente sostenute, provate dai documenti, e non di una somma forfetaria. Se l’associazione le avesse dato invece 520 euro ‘a pioggia’ senza rendicontazione, il trattamento fiscale avrebbe potuto essere diverso.

    In pratica

    • Conserva sempre le ricevute delle spese rimborsate: in caso di controllo devi poter dimostrare che il rimborso è reale e documentato.
    • Se l’associazione ti da’ una somma fissa mensile senza rendicontazione (rimborso forfetario), non è la stessa cosa del rimborso documentato: verifica se e come deve essere dichiarata.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    I rimborsi spese documentati dei volontari sono sempre esenti?

    Sì, i rimborsi delle spese effettivamente sostenute e documentate (viaggio, vitto, alloggio per missioni fuori dalla sede dell’associazione) non costituiscono reddito e non vanno dichiarati. È fondamentale conservare le ricevute.

    Fino a che importo i compensi da filodrammatiche e bande non si dichiarano?

    La soglia è di 10.000 euro complessivi nell’anno per le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari, i premi e i compensi erogati da cori, bande musicali e filodrammatiche con finalità dilettantistiche. Solo la parte eccedente va dichiarata nel rigo D4 codice 7.

    Dove si dichiarano i compensi di un collaboratore amministrativo di un'associazione sportiva?

    Se il rapporto è una co.co.co. per attività amministrativo-gestionale, i compensi vanno nel Quadro C, Sezione I, con il codice ‘2’ in colonna 1, come redditi assimilati al lavoro dipendente. Se invece si tratta di attivita’ sportiva vera e propria (istruttore, allenatore), si applica il regime dei redditi sportivi dilettantistici con codice ‘8’ e una franchigia di 15.000 euro.

    Cosa cambia se l'associazione non è sostituto d'imposta?

    Se l’associazione non e’ sostituto d’imposta, non ti rilascia la CU e non trattiene le ritenute. In questo caso devi calcolare autonomamente il reddito imponibile e versare le imposte in dichiarazione. Consulta un CAF o un professionista: potrebbe essere necessario usare il Modello Redditi invece del 730.

    I compensi per lavori socialmente utili come si trattano?

    Vanno nel Quadro C, Sezione I, con il codice ‘3’ in colonna 1. Per chi ha raggiunto l’eta’ pensionabile, si applica un regime agevolato: la soglia del reddito complessivo (al netto della deduzione per abitazione principale) entro cui i compensi non vengono ulteriormente tassati è di 9.296,22 euro. Sopra quella soglia, si paga IRPEF anche sulla quota esente riconosciuta in CU.

  • Art. 170 D.Lgs. 209/2005 – Divieto di abbinamento

    Art. 170 D.Lgs. 209/2005 – Divieto di abbinamento

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Ai fini dell'adempimento dell'obbligo di assicurazione dei veicoli a motore, le imprese non possono subordinare la conclusione di un contratto per l'assicurazione obbligatoria della responsabilità civile alla conclusione di ulteriori contratti assicurativi, bancari o finanziari.

    2. In deroga al comma 1, al fine di garantire il recupero della franchigia eventualmente prevista a carico del contraente, le imprese possono pattuire idonee forme di garanzia, se le stesse non determinano spese aggiuntive e se il premio risulta inferiore a quello che sarebbe stato altrimenti applicato in assenza di franchigia con recupero garantito.

    3. In deroga al comma 1, le imprese possono proporre polizze per l'assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli in abbinamento ad altri contratti assicurativi, bancari o finanziari a condizione che tali proposte non costituiscano l'unica offerta dell'impresa e siano osservate le disposizioni previste dal testo unico bancario e dal testo unico dell'intermediazione finanziaria per l'offerta dei contratti dai medesimi disciplinati.

    4. I contratti conclusi ai sensi dei commi 2 e 3, compresi quelli bancari e finanziari, possono essere contestualmente risolti dal contraente nel caso previsto dall'articolo 172.

  • Art. 294 D.P.R. 115/2002 – Relazione al Parlamento sul patrocinio a spese dello Stato

    Art. 294 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Il Ministro della giustizia, entro il 30 giugno 2003, e successivamente ogni due anni, trasmette al Parlamento una relazione sull'applicazione della nuova normativa sul patrocinio a spese dello Stato, che consente di valutarne tutti gli effetti ai fini di ogni necessaria e tempestiva modifica della normativa stessa.

  • Art. 169 D.Lgs. 209/2005 – Effetti della liquidazione coatta di imprese di assicurazione

    Art. 169 D.Lgs. 209/2005 – Effetti della liquidazione coatta di imprese di assicurazione

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Ad integrazione di quanto previsto dall' articolo 1902, secondo comma, del codice civile , i contratti di assicurazione in corso di esecuzione alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del provvedimento di liquidazione continuano a coprire i rischi fino al sessantesimo giorno successivo.

    2. Gli assicurati hanno facoltà di recesso, dopo la pubblicazione del provvedimento di liquidazione, mediante raccomandata con avviso di ricevimento. Il recesso ha effetto dal giorno successivo a quello di ricevimento della comunicazione da parte della liquidazione.

    3. In deroga al comma 1, i contratti di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile per i danni causati dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, in corso di esecuzione alla data di pubblicazione del provvedimento di liquidazione, continuano, nei limiti delle somme minime per cui è obbligatoria l'assicurazione, a coprire i rischi fino alla scadenza del contratto o del periodo di tempo per il quale è stato pagato il premio.

  • Art. 293 D.P.R. 115/2002 – Processi davanti al tribunale superiore delle acque pubbliche e ai tribunali regionali delle acque pubbliche

    Art. 293 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Nei processi davanti al tribunale superiore delle acque pubbliche e ai tribunali regionali delle acque pubbliche si applicano le norme del presente testo unico, a regime e transitorie, relative al processo civile.

    2. Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono dettate le disposizioni per la chiusura della contabilità.

  • Art. 292 D.P.R. 115/2002 – (R) Versamenti di somme alle casse di previdenza degli accertatori dei reati finanziari

    Art. 292 D.P.R. 115/2002 – (R) Versamenti di somme alle casse di previdenza degli accertatori dei reati finanziari

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. In applicazione dell' articolo 6, quarto comma, della legge 15 novembre 1973, n. 734 , le somme di cui all'articolo 291 sono liquidate con decreto dirigenziale del Ministero dell'economia e delle finanze.

    2. Con decreto dirigenziale del Ministero dell'economia e delle finanze sono individuate le modalità e le regole tecniche telematiche per acquisire le notizie utili dai concessionari.

  • Art. 168 D.Lgs. 209/2005 – Effetti del trasferimento di portafoglio, della fusione e della scissione

    Art. 168 D.Lgs. 209/2005 – Effetti del trasferimento di portafoglio, della fusione e della scissione

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Ad integrazione di quanto previsto dall' articolo 1902, primo comma, del codice civile , il trasferimento di portafoglio, che sia autorizzato in conformità a quanto previsto dagli articoli 198 e 200, non è causa di risoluzione dei contratti, ma i contraenti che hanno il domicilio o, se persone giuridiche, la sede legale nel territorio della Repubblica possono recedere entro il termine di sessanta giorni dalla pubblicazione del provvedimento di autorizzazione, se il trasferimento avviene a favore di un'impresa di assicurazione che ha la sede legale all'estero oppure a favore di una sede secondaria all'estero di un'impresa che ha la sede legale nel territorio della Repubblica.

    2. Nei casi previsti dal comma 1, se il trasferimento riguarda contratti per l'assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, i soggetti che hanno diritto ad un risarcimento possono agire direttamente, entro i limiti delle somme per le quali è stata stipulata l'assicurazione, nei confronti dell'impresa italiana cedente sino alla pubblicazione del provvedimento di autorizzazione rilasciato dall' IVASS .

    3. Ad integrazione di quanto previsto dall' articolo 1902, primo comma, del codice civile , il trasferimento del portafoglio di imprese di assicurazione di altri Stati membri, che sia stato autorizzato dall'autorità di vigilanza dello Stato membro di origine dell'impresa cedente ed effettuato con l'assenso dell' IVASS , non è causa di risoluzione dei contratti trasferiti, ma i contraenti che hanno il domicilio o, se persone giuridiche, la sede legale nel territorio della Repubblica possono recedere dai rispettivi contratti entro il termine di sessanta giorni dalla pubblicazione dell'avviso di cui all'articolo 199, comma 6.

    4. Ad integrazione di quanto previsto dall' articolo 1902, primo comma, del codice civile , le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai trasferimenti di portafoglio conseguenti ad una fusione o ad una scissione.

  • Art. 167-bis D.Lgs. 209/2005 – (Diritto di recesso in caso di vendita a distanza)

    Art. 167-bis D.Lgs. 209/2005 – (Diritto di recesso in caso di vendita a distanza)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. 1. Il diritto di recesso dai contratti di assicurazione conclusi a distanza non può essere esercitato se: a) il contraente richiede all'impresa di assicurazione o all'intermediario assicurativo, come definito dall'articolo 1, comma 1, lettere cc-quinquies) e cc-septies), la liquidazione dell'indennizzo o delle somme assicurate, entro il termine previsto dall' articolo 59-octies, comma 1, del codice del consumo , di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 ; b) il sinistro si verifica entro il termine previsto dall' articolo 59-octies, comma 1, del codice del consumo di cui al decreto legislativo n. 206 del 2005 , in caso di polizza obbligatoria.

    2. L'impresa di assicurazione informa il contraente che non può esercitare il diritto di recesso se richiede esplicitamente l'esecuzione del contratto, entro il termine di cui all' articolo 59-octies, comma 1, del codice del consumo , di cui al decreto legislativo n. 206 del 2005 . 82

  • Contrassegno disabili (CUDE): chi ne ha diritto e come si ottiene

    Il contrassegno per disabili – oggi nel formato europeo CUDE – consente di parcheggiare negli stalli riservati, accedere alle zone a traffico limitato e sostare dove altri non potrebbero. Ma non spetta a chiunque abbia un’invalidità: la legge lo lega a una condizione precisa. Vediamo chi ne ha diritto, come si richiede e quali sono le regole d’uso.

    Chi ne ha diritto

    Il contrassegno è riservato alle persone con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta e ai non vedenti. Non basta dunque avere un’invalidità riconosciuta in percentuale: ciò che conta è la difficoltà a camminare e a muoversi autonomamente. Può essere rilasciato anche a tempo determinato in caso di disabilità temporanea (per esempio dopo un grave intervento).

    L’accertamento sanitario

    La condizione che dà diritto al contrassegno deve essere certificata dal punto di vista medico: l’interessato si rivolge all’azienda sanitaria (di norma l’ufficio di medicina legale dell’ASL), che accerta la ridotta capacità di deambulazione. Per i titolari di indennità di accompagnamento o di verbali che già attestino tale condizione le procedure sono in genere semplificate.

    La domanda al Comune

    Con la certificazione sanitaria si presenta domanda al Comune di residenza: il contrassegno è rilasciato dal sindaco. Il modello è quello europeo, riconosciuto in tutti i Paesi dell’Unione, di colore azzurro, con il simbolo della persona in carrozzina, il numero e la scadenza. Va esposto in originale sul parabrezza quando si utilizzano le agevolazioni.

    A cosa dà diritto

    Il contrassegno consente, tra l’altro, di:

    • sostare negli stalli riservati ai disabili;
    • accedere e sostare nelle zone a traffico limitato e nelle aree pedonali, secondo i regolamenti comunali;
    • sostare, in molti Comuni, nelle aree di parcheggio a pagamento senza oneri quando gli stalli riservati sono occupati o assenti.

    Le regole di dettaglio variano da Comune a Comune, perciò conviene verificare il regolamento locale.

    È legato alla persona, non all’auto

    Un punto spesso frainteso: il contrassegno è personale. Vale per la persona disabile a bordo, su qualunque veicolo la trasporti, e non è abbinato a una targa specifica. Per questo può essere usato anche su auto di familiari o di terzi, purché la persona titolare sia effettivamente presente. Usarlo in assenza del titolare costituisce un abuso sanzionato.

    Durata e rinnovo

    Il contrassegno ordinario ha validità fino a cinque anni; alla scadenza si rinnova, in genere con una procedura semplificata se la condizione è permanente. Per le disabilità temporanee la validità è più breve e legata alla durata prevista della condizione. È bene attivarsi per il rinnovo per tempo, per non restare scoperti.

    Articoli di legge da consultare

    Domande frequenti

    Chi può avere il contrassegno disabili?

    Le persone con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta e i non vedenti. Conta la difficoltà a camminare, non la sola percentuale di invalidità.

    Il contrassegno vale per una sola auto?

    No. È personale e segue la persona disabile: può essere usato su qualunque veicolo la trasporti, purché il titolare sia a bordo. Non è legato a una targa.

    Quanto dura il contrassegno?

    Fino a cinque anni per le disabilità permanenti, con rinnovo alla scadenza; durata più breve per le disabilità temporanee.

    Risorse correlate

    I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.

    Vedi anche: Spese mediche e assistenza disabili, Spese sanitarie e ausili per disabili, Detrazione veicoli e ausili per disabili, Congedo straordinario per assistere un familiare disabile (L. 104), Spese assistenza disabili e Bollo auto.

  • Premi e vincite: come sono tassati e quando vanno nel 730

    In sintesi

    • Ritenuta a titolo d’imposta: per lotterie, concorsi e giochi nazionali la ritenuta è definitiva e non vai in dichiarazione
    • Ritenuta a titolo d’acconto: per alcuni premi (es. riconoscimento meriti artistici, scientifici o sociali non soggetti a ritenuta definitiva) il reddito entra nel 730
    • Vincite dall’estero: le vincite conseguite all’estero (es. giochi on line esteri) senza ritenuta italiana vanno dichiarate nel rigo D4, codice 9
    • Premi da lavoro autonomo: i premi attribuiti in riconoscimento di meriti artistici, scientifici o sociali non soggetti a ritenuta d’imposta si indicano nel rigo D5
    • Quadro da compilare: rigo D4 (codice 9) per vincite estere senza ritenuta; rigo D5 (codice 2) per premi da meriti non assoggettati a ritenuta definitiva
    • Premi erogati da enti internazionali a cittadini italiani: esclusi dall’obbligo di dichiarazione

    Premi e vincite: quando l'imposta è già pagata e quando no

    Quando vinci a una lotteria italiana, a un gratta-e-vinci o a un concorso a premi organizzato in Italia, l’organizzatore trattiene una ritenuta alla fonte a titolo d’imposta. Questo tipo di ritenuta ‘chiude’ il conto con il Fisco: non devi dichiarare la vincita nel 730 e non c’è altro da versare. La ritenuta è infatti sostitutiva dell’IRPEF ordinaria.

    La situazione cambia se hai partecipato a giochi on line organizzati da operatori esteri o hai incassato vincite all’estero senza che nessun intermediario italiano abbia applicato la ritenuta. In quel caso sei tu a dover dichiarare il provento come ‘altro reddito diverso’ nel rigo D4 del Quadro D, indicando il codice 9.

    Un capitolo a parte riguarda i premi assegnati in riconoscimento di meriti artistici, scientifici o sociali. Se questi premi non sono stati assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta (cioè se la ritenuta è solo un acconto oppure non c’è stata ritenuta), devono essere indicati nel rigo D5 come redditi da attività di lavoro autonomo non esercitata abitualmente. Fanno eccezione i premi corrisposti da Stati esteri o enti internazionali a cittadini italiani: questi sono esclusi dall’obbligo dichiarativo.

    La regola generale, quindi, è: se qualcuno ha già applicato una ritenuta definitiva, il Fisco è soddisfatto e non devi fare nulla in dichiarazione. Se invece la ritenuta era un acconto oppure non c’è stata alcuna ritenuta (in particolare per vincite estere), devi dichiarare il reddito e pagare l’imposta attraverso il 730.

    Premi e vincite: quadro sintetico della tassazione
    Tipologia Trattamento fiscale Da dichiarare nel 730?
    Lotterie e concorsi nazionali (operatore italiano) Ritenuta a titolo d'imposta definitiva No
    Gratta-e-vinci e giochi nazionali Ritenuta a titolo d'imposta definitiva No
    Vincite giochi on line esteri senza ritenuta italiana Tassazione ordinaria IRPEF Sì – rigo D4, codice 9
    Premi per meriti artistici/scientifici/sociali (ritenuta definitiva) Ritenuta a titolo d'imposta definitiva No
    Premi per meriti artistici/scientifici/sociali (senza ritenuta definitiva) Tassazione ordinaria IRPEF Sì – rigo D5, codice 2
    Premi da Stati esteri o enti internazionali a cittadini italiani Esclusi da imposizione No

    Esempio pratico

    • Tizio partecipa nel 2025 a un torneo di poker on line gestito da un operatore con sede a Malta. Vince 2.000 euro. Nessun intermediario italiano applica ritenute. Tizio deve dichiarare i 2.000 euro nel rigo D4 del Quadro D, colonna 3 (tipo di reddito: codice 9), colonna 4 (reddito: 2.000 euro), colonna 6 (ritenute: 0). L’importo confluirà nel reddito complessivo e sarà tassato con le aliquote IRPEF ordinarie. Se invece Tizio avesse vinto la stessa cifra a un gratta-e-vinci Lotterie Nazionali, la ritenuta sarebbe già stata applicata dall’ente e lui non avrebbe nulla da dichiarare.

    Documenti necessari

    • Documentazione della vincita (ricevuta, estratto conto dell’operatore on line estero, attestazione del concorso)
    • Eventuale Certificazione Unica 2026 se il premio è stato certificato da un sostituto d’imposta italiano
    • Prova del mancato assoggettamento a ritenuta italiana (estratto conto o documentazione dell’operatore estero)

    Vincita a un casinò on line straniero senza ritenuta italiana

    Scenario. Caio, residente in Italia, gioca su una piattaforma di poker registrata in Gibilterra. Nel 2025 accumula vincite nette per 3.500 euro. La piattaforma non applica alcuna ritenuta italiana e non rilascia Certificazione Unica.

    Come si applica. Caio deve dichiarare i 3.500 euro nel rigo D4 del Quadro D: colonna 3 con codice 9 (‘altri redditi diversi senza ritenuta’), colonna 4 con l’importo 3.500. Non ci sono ritenute da indicare in colonna 6. Il reddito entra nel calcolo dell’IRPEF ordinaria insieme agli altri suoi redditi.

    In pratica

    • Conserva la documentazione dell’operatore estero (storico delle sessioni di gioco, estratti conto) per dimostrare l’importo delle vincite in caso di controllo
    • Se l’operatore estero ha applicato ritenute nel suo Paese, potresti avere diritto al credito d’imposta per redditi prodotti all’estero (Quadro G, rigo G4): verifica se l’imposta estera è diventata definitiva

    Premio per merito scientifico senza ritenuta definitiva

    Scenario. Sempronia, ricercatrice universitaria, vince nel 2025 un premio da 5.000 euro assegnato da una fondazione privata italiana per una pubblicazione scientifica. La fondazione applica una ritenuta del 20 per cento a titolo d’acconto (non a titolo d’imposta definitiva).

    Come si applica. Poiché la ritenuta è ‘a titolo d’acconto’ e non definitiva, Sempronia deve dichiarare il reddito. Indica i 5.000 euro nel rigo D5, colonna 2 (reddito lordo), e la ritenuta di 1.000 euro nella colonna 4 (ritenute). Il reddito si aggiunge agli altri redditi di Sempronia e la ritenuta già pagata verrà scomputata dall’IRPEF dovuta.

    In pratica

    • Controlla la Certificazione Unica rilasciata dalla fondazione: se il punto ‘Causale’ riporta la lettera ‘M’, il reddito va in D5 codice 2; se la ritenuta è indicata come ‘titolo d’imposta’ non devi dichiararlo
    • I premi corrisposti da Stati esteri o enti internazionali a cittadini italiani sono esclusi dall’imposizione e non vanno mai dichiarati

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Ho vinto al Superenalotto: devo dichiarare la vincita?

    No. Le vincite delle lotterie nazionali sono soggette a ritenuta a titolo d’imposta definitiva applicata dall’ente. Non devi indicare nulla nel 730.

    Ho vinto un viaggio come premio di un concorso aziendale: è tassato?

    Dipende da come l’ha trattato l’azienda organizzatrice. Se ha applicato la ritenuta a titolo d’imposta sul valore del premio, non hai nulla da fare. Se invece hai ricevuto una Certificazione Unica con ritenuta a titolo d’acconto, devi dichiarare il reddito nel rigo D5.

    Le vincite al casinò fisico italiano vanno dichiarate?

    Le vincite ai giochi gestiti dallo Stato o con concessione statale (casinò autorizzati, slot machine nei locali autorizzati) sono generalmente soggette a prelievo fiscale alla fonte. Non occorre dichiarazione aggiuntiva. Verifica in ogni caso se hai ricevuto documentazione fiscale.

    Devo dichiarare i premi in natura (es. un'auto, un viaggio)?

    Sì, se non è stata applicata una ritenuta definitiva. Il valore normale del bene ricevuto costituisce reddito imponibile. Se l’organizzatore ha certificato il reddito con Certificazione Unica, segui le istruzioni riportate in quella certificazione.

    Come si calcola l'imposta sulle vincite estere dichiarate nel 730?

    L’importo dichiarato nel rigo D4 (codice 9) si aggiunge agli altri redditi nel calcolo del reddito complessivo. L’IRPEF si calcola applicando le aliquote ordinarie per scaglioni sull’intero reddito complessivo. Non esiste un’aliquota fissa separata.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.