Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Editoria Libraria

Maternità e congedi parentali nel CCNL Editoria Libraria

Per le redattrici, le impiegate e le quadri delle case editrici librarie la tutela della genitorialità si fonda sul d.lgs. 151/2001, che garantisce il congedo obbligatorio di maternità, il congedo parentale e i permessi per allattamento. Il CCNL di settore può integrare questi minimi legali, migliorando l’indennità economica e ampliando i periodi di astensione autorizzati.

In sintesi

Il congedo obbligatorio di maternità dura cinque mesi (art. 16 d.lgs. 151/2001) con indennità INPS all’80% della retribuzione media giornaliera; il CCNL Editoria Libraria può prevedere integrazioni a carico del datore. Il congedo parentale facoltativo, riformato dal d.lgs. 105/2022, si estende fino ai dodici anni del figlio. Il licenziamento durante la gravidanza e fino a un anno di età del figlio è nullo per legge, salvo giusta causa.

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Dati contrattuali

Parti firmatarie (lavoratori)
SLC-CGIL · FISTEL-CISL · UILCOM-UIL
Parti firmatarie (datori)
Associazioni degli editori di libri
Categorie
Impiegati, quadri e redattori delle case editrici librarie
Ambito
Dipendenti delle aziende che producono e commercializzano libri
Vigenza
Rinnovo periodico; per le decorrenze esatte si rinvia al testo vigente
Fonte
Testo del CCNL depositato presso il CNEL

Il congedo obbligatorio di maternità: la base legale

Il d.lgs. 151/2001 (Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità) costituisce la fonte primaria di riferimento per le lavoratrici delle case editrici. L’astensione obbligatoria dura complessivamente cinque mesi: nella distribuzione ordinaria due mesi precedono la data presunta del parto e tre mesi seguono il parto effettivo.

La legge ammette la cosiddetta flessibilità del congedo: la lavoratrice può chiedere di posticipare l’inizio dell’astensione alla settimana precedente la data presunta del parto, prolungando così a quattro mesi il periodo post-partum, a condizione che il medico specialista e il medico competente dell’azienda attestino che tale soluzione non comporta pregiudizio per la salute della gestante e del nascituro.

Durante il congedo obbligatorio il rapporto di lavoro è sospeso ma non interrotto: maturano regolarmente l’anzianità di servizio, le ferie, la tredicesima mensilità e il TFR. L’indennità giornaliera erogata dall’INPS è pari all’80% della retribuzione media giornaliera calcolata sull’imponibile previdenziale. Il CCNL di settore può prevedere che il datore integri tale indennità sino alla retribuzione lorda intera o ad altra percentuale migliorativa: si rinvia al testo contrattuale vigente per i valori specifici applicabili.

Il congedo di paternità obbligatorio e facoltativo

La l. 234/2021 (legge di bilancio 2022) ha reso strutturale il congedo di paternità obbligatorio, la cui durata è fissata annualmente dalla legge ed è indennizzata dall’INPS al 100% della retribuzione. Il padre dipendente di una casa editrice ha l’obbligo di fruirlo entro i primi cinque mesi di vita del figlio (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione).

Il padre può inoltre fruire del congedo parentale in alternativa o in aggiunta alla madre, alle stesse condizioni economiche previste dalla legge per quest’ultima. La riforma operata dal d.lgs. 105/2022 ha ampliato i periodi indennizzati in capo a ciascun genitore; per la durata e le percentuali aggiornate si rinvia al testo del d.lgs. 151/2001 nella versione vigente all’anno di riferimento, poiché la legge di bilancio annuale può modificare i parametri quantitativi.

Il congedo parentale facoltativo: struttura e indennità

Il congedo parentale facoltativo consente a ciascun genitore di astenersi dal lavoro per un periodo complessivo la cui durata massima e il cui livello di indennizzo sono disciplinati dagli artt. 32 e seguenti del d.lgs. 151/2001, come modificati dal d.lgs. 105/2022. Il congedo è fruibile in modo continuativo o frazionato (a giorni o, se previsto dal CCNL, anche a ore) fino ai dodici anni di età del figlio.

La quota di congedo fruita entro determinati limiti di età del figlio è indennizzata dall’INPS in percentuale della retribuzione; la quota eccedente tali limiti è tendenzialmente non indennizzata, salvo miglioramenti contrattuali. Il CCNL Editoria Libraria può stabilire:

  • una copertura economica integrata a carico del datore per i periodi non indennizzati o parzialmente indennizzati dall’INPS;
  • modalità di preavviso più flessibili rispetto al minimo legale di cinque giorni;
  • la fruizione oraria del congedo parentale, con criteri di computo concordati fra le parti.

Per i valori percentuali e le durate indennizzate aggiornate si rinvia al testo vigente del d.lgs. 151/2001 e alle circolari INPS di riferimento, poiché tali parametri sono soggetti a modifica annuale.

Il divieto di licenziamento e le tutele occupazionali

L’art. 54 del d.lgs. 151/2001 sancisce il divieto assoluto di licenziamento della lavoratrice dall’inizio del periodo di gestazione (accertato con certificato medico) fino al compimento di un anno di età del figlio. Il divieto si estende:

  • al lavoratore padre che fruisce del congedo di paternità obbligatorio, per la durata del congedo stesso;
  • al genitore adottivo o affidatario, per un anno dall’ingresso del minore in famiglia;
  • alla lavoratrice che fruisce del congedo parentale, per la sua durata.

Il licenziamento intimato in violazione del divieto è nullo di diritto, indipendentemente dalla motivazione addotta. La lavoratrice ha diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro e al risarcimento del danno per il periodo di illegittima estromissione. Unica eccezione ammessa è la giusta causa di licenziamento, la quale deve essere provata dal datore con rigore, trattandosi di un’eccezione a una norma di protezione assoluta.

Il datore di lavoro non può neppure adibire la lavoratrice gestante a lavori pericolosi, faticosi o insalubri elencati negli allegati al d.lgs. 151/2001; l’obbligo di adibizione a mansioni equivalenti o inferiori (con conservazione della retribuzione) s’impone anche nell’ambiente di lavoro tipico di una casa editrice, ove possono ricorrere condizioni che richiedono una valutazione del rischio specifica (es. videoterminali per periodi prolungati in gestanti).

Permessi per allattamento e altri permessi genitoriali

Nel primo anno di vita del figlio la madre lavoratrice ha diritto a due ore di permesso giornaliero retribuito (una sola ora se l’orario di lavoro giornaliero è inferiore a sei ore), denominate riposi per allattamento o permessi per allattamento. Tali permessi sono a carico dell’INPS e non del datore, salvo che il CCNL preveda condizioni più favorevoli.

In alternativa alla madre, i riposi possono essere fruiti dal padre nei casi previsti dall’art. 40 del d.lgs. 151/2001 (madre lavoratrice autonoma non avente diritto ai permessi, madre deceduta o gravemente infermiera, figlio affidato esclusivamente al padre). Il padre dipendente di una casa editrice che si trova in tale situazione deve darne comunicazione scritta al datore con congruo preavviso.

Ulteriori permessi legali di rilievo per i dipendenti del settore editoriale librario includono:

  • Permessi per malattia del figlio (art. 47 d.lgs. 151/2001): illimitati e non retribuiti fino ai tre anni del figlio; cinque giorni lavorativi all’anno non retribuiti tra i tre e gli otto anni;
  • Congedo per figlio disabile grave (art. 42 d.lgs. 151/2001, richiamato dalla l. 104/1992): tre giorni mensili retribuiti per assistere il figlio con disabilità grave riconosciuta;
  • Congedo straordinario biennale (art. 42-bis d.lgs. 151/2001): per i genitori di figli con disabilità grave, retribuito al 100% nei limiti del reddito dell’anno precedente, con conservazione del posto.

Il trattamento economico durante i congedi: legge e contratto a confronto

La struttura dell’indennità di maternità e parentale si articola su due livelli:

Schema del trattamento economico durante i congedi
Tipo di congedo Indennità legale (INPS) Possibile integrazione CCNL
Congedo obbligatorio di maternità (5 mesi) 80% retribuzione media giornaliera Integrazione fino al 100% o altra percentuale migliorativa
Congedo di paternità obbligatorio 100% retribuzione media giornaliera Non necessaria (già integrale per legge)
Congedo parentale facoltativo (quota indennizzata) Percentuale variabile per fascia di età del figlio Integrazione per i periodi parzialmente o non indennizzati
Permessi per allattamento Indennità a carico INPS Eventuale estensione oraria
Permessi per malattia figlio (0-3 anni) Non retribuiti per legge Eventuale retribuzione a carico datore

I valori esatti delle integrazioni datoriali sono fissati dal CCNL Editoria Libraria in vigore. Per consultare i valori aggiornati si rinvia al testo contrattuale depositato presso il CNEL o alle organizzazioni sindacali firmatarie.

Casi pratici

Tizia — Redattrice, congedo obbligatorio e integrazione datoriale
Tizia lavora come redattrice presso una casa editrice di narrativa. Comunica la gravidanza al datore in forma scritta allegando il certificato del ginecologo. Due mesi prima della data presunta del parto inizia il congedo obbligatorio. L’INPS le corrisponde l’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera calcolata sull’imponibile previdenziale degli ultimi dodici mesi. Se il CCNL applicato prevede un’integrazione datoriale, la casa editrice verserà la differenza affinché Tizia percepisca una somma complessiva più elevata; per la percentuale esatta Tizia deve verificare il testo contrattuale vigente al momento del congedo. Durante tutto il periodo maturano regolarmente il TFR, le ferie e la tredicesima.
Caio — Impiegato, congedo di paternità obbligatorio e parentale
Caio è impiegato nell’ufficio commerciale di una casa editrice scolastica. Alla nascita del figlio, comunica al datore entro i termini di legge la volontà di fruire del congedo di paternità obbligatorio, allegando il certificato di nascita. Per la durata del congedo obbligatorio l’INPS gli corrisponde il 100% della retribuzione. Successivamente, d’accordo con la moglie (che a sua volta fruisce di una parte del congedo parentale), Caio presenta domanda per una quota di congedo parentale facoltativo nei mesi successivi, ricevendo dall’INPS l’indennità prevista dalla norma vigente. La casa editrice non può negargli il congedo né adottare misure ritorsive per la sua fruizione.

Approfondisci con la guida pratica

Permessi Legge 104: requisiti, domanda e casi →

Domande frequenti

Quanti mesi di congedo obbligatorio spettano alla lavoratrice di una casa editrice?
Il congedo di maternità obbligatorio dura cinque mesi complessivi ai sensi del d.lgs. 151/2001. La distribuzione ordinaria è due mesi prima del parto e tre mesi dopo, ma la lavoratrice può optare per la flessibilità (un mese pre-parto e quattro post-parto) se il medico e il datore lo consentono. Durante l’assenza obbligatoria l’INPS corrisponde un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera; il CCNL di settore può prevedere un’integrazione datoriale.
Il padre lavoratore di una casa editrice ha diritto al congedo di paternità?
Sì. La l. 234/2021 ha reso strutturale il congedo di paternità obbligatorio, indennizzato al 100% dall’INPS. Il padre può inoltre fruire del congedo parentale alle stesse condizioni previste per la madre. Per la durata in vigore nell’anno corrente si rinvia al testo aggiornato del d.lgs. 151/2001.
Quanto dura il congedo parentale facoltativo e come viene indennizzato?
Il congedo parentale è fruibile da ciascun genitore fino ai dodici anni di vita del figlio, nei limiti e alle condizioni del d.lgs. 151/2001 come modificato dal d.lgs. 105/2022. Il CCNL può integrare i periodi indennizzati o aumentare la percentuale di copertura; si rinvia al testo contrattuale vigente per i valori specifici.
La lavoratrice può essere licenziata durante la maternità?
No. L’art. 54 del d.lgs. 151/2001 vieta il licenziamento dall’inizio della gravidanza fino a un anno di età del figlio, salvo giusta causa. Il licenziamento in violazione del divieto è nullo e la lavoratrice ha diritto alla reintegrazione e al risarcimento del danno.
I permessi per allattamento spettano anche nelle case editrici?
Sì. Il d.lgs. 151/2001 garantisce due ore di permesso giornaliero retribuito (una se l’orario è inferiore a sei ore) per il primo anno di vita del figlio. Il CCNL editoria libraria non può ridurre questo diritto, ma può prevedere condizioni migliorative.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi contrattuali, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, tredicesima, quattordicesima e premi e malattia e infortunio.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e si fondano sulle disposizioni del d.lgs. 151/2001 e sulle previsioni tipiche del CCNL per i dipendenti delle case editrici librarie. I valori delle indennità integrative a carico del datore dipendono dal testo contrattuale in vigore al momento del congedo; per situazioni specifiche è consigliabile consultare le organizzazioni sindacali firmatarie (SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL) o un consulente del lavoro.

In sintesi

  • La tutela della genitorialità nel CCNL Editoria Libraria si fonda sul D.Lgs. 151/2001, che il contratto collettivo può integrare migliorando i minimi legali.
  • Il congedo obbligatorio di maternità dura cinque mesi, con indennità INPS calcolata sulla retribuzione media giornaliera secondo le percentuali e le regole INPS vigenti.
  • Il congedo parentale, riformato dal D.Lgs. 105/2022, è fruibile da entrambi i genitori fino ai dodici anni del figlio, con le indennità stabilite dalla normativa.
  • Il licenziamento è nullo dall'inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di età del figlio, salve le eccezioni di legge.
  • Sono previsti permessi per allattamento, congedi per malattia del figlio e tutele per il padre lavoratore.
Indice dei contenuti

Per le redattrici, le impiegate e le quadri delle case editrici librarie la tutela della maternità e della genitorialità poggia su un solido impianto di legge, il D.Lgs. 151/2001, che il CCNL Editoria Libraria può rafforzare. Comprendere come si articolano congedo obbligatorio, congedo parentale e divieto di licenziamento è essenziale per esercitare con consapevolezza diritti che la legge configura come irrinunciabili.

Il congedo obbligatorio di maternità

Il D.Lgs. 151/2001 prevede un congedo obbligatorio di maternità della durata complessiva di cinque mesi, ripartiti tra il periodo precedente e quello successivo al parto, con possibilità di flessibilità nei limiti di legge. Durante il congedo spetta un'indennità a carico dell'INPS, calcolata sulla retribuzione media giornaliera secondo le percentuali fissate dalla normativa; il CCNL di settore può prevedere integrazioni a carico del datore, da verificare nel testo vigente.

Il divieto di licenziamento

Una delle tutele più forti è la nullità del licenziamento intimato dall'inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino. Il divieto opera in modo oggettivo, salvo ipotesi tassative quali la giusta causa, la cessazione dell'attività o l'esito negativo della prova. La lavoratrice che riceve un licenziamento in questo periodo può ottenerne la dichiarazione di nullità e la conseguente prosecuzione del rapporto.

Il congedo parentale dopo la riforma del 2022

Il congedo parentale, profondamente innovato dal D.Lgs. 105/2022, può essere fruito da entrambi i genitori, anche in forma frazionata, fino al dodicesimo anno di età del figlio. La riforma ha valorizzato la condivisione delle responsabilità genitoriali, rafforzando le quote e le indennità. Le percentuali e i periodi indennizzati seguono la disciplina di legge e le circolari INPS aggiornate, cui occorre fare riferimento per il calcolo concreto.

Permessi per allattamento e per il figlio

Nel primo anno di vita del bambino la lavoratrice ha diritto a permessi giornalieri per allattamento, fruibili anche dal padre nei casi previsti. Sono inoltre riconosciuti congedi e permessi per la malattia del figlio, modulati in funzione dell'età, che consentono al genitore di assistere il minore conservando la tutela del rapporto.

La tutela del padre lavoratore

La disciplina non è più declinata al solo femminile: il padre lavoratore ha diritto al congedo di paternità obbligatorio e può fruire del congedo parentale, in coerenza con l'obiettivo di una più equa distribuzione dei carichi di cura. Anche per il padre operano garanzie contro condotte ritorsive collegate all'esercizio di questi diritti.

Come muoversi in concreto

La lavoratrice o il lavoratore che intenda fruire dei congedi deve presentare le comunicazioni e le domande nei termini previsti, conservando copia della documentazione. È utile verificare nel CCNL Editoria Libraria vigente le eventuali integrazioni di settore, perché il contratto può migliorare il trattamento di legge, mai peggiorarlo.

Domande frequenti

Quanto dura il congedo obbligatorio di maternità?

Cinque mesi complessivi, ripartiti tra prima e dopo il parto, ai sensi del D.Lgs. 151/2001. Durante il congedo spetta un'indennità INPS calcolata sulla retribuzione media giornaliera secondo le regole vigenti.

Posso essere licenziata durante la gravidanza?

No. Il licenziamento è nullo dall'inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di età del figlio, salvo ipotesi tassative come giusta causa, cessazione dell'attività o esito negativo della prova.

Fino a quando si può usare il congedo parentale?

Dopo la riforma del D.Lgs. 105/2022, il congedo parentale è fruibile da entrambi i genitori, anche in forma frazionata, fino ai dodici anni di età del figlio, con le indennità previste dalla normativa.

Il CCNL Editoria Libraria migliora le tutele di legge?

Può integrare i minimi del D.Lgs. 151/2001, ad esempio con integrazioni dell'indennità o ampliamenti dei periodi. Per le condizioni concrete occorre consultare il testo del CCNL vigente, che può solo migliorare, mai peggiorare, la legge.

Anche il padre ha diritto ai congedi?

Sì. Il padre lavoratore ha diritto al congedo di paternità obbligatorio e può fruire del congedo parentale, secondo la disciplina riformata che promuove la condivisione dei compiti di cura.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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