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La guida

CCNL Editoria Libraria

Part-time e lavoro a orario ridotto nel CCNL Editoria Libraria

Il contratto a tempo parziale consente di ridurre l’orario rispetto al tempo pieno mantenendo tutte le tutele del lavoro subordinato, riproporzionate alla durata della prestazione. Forma scritta, lavoro supplementare, trasformazione e diritto di precedenza ne sono i punti chiave, regolati dal D.Lgs. 81/2015 e dal CCNL di settore.

In sintesi

Il contratto part-time richiede forma scritta con indicazione di durata e collocazione dell’orario. Il lavoro supplementare e le clausole elastiche operano nei limiti di legge e di CCNL; il trattamento è riproporzionato; la trasformazione FT/PT è volontaria e opera il diritto di precedenza al tempo pieno (D.Lgs. 81/2015).

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Dati contrattuali

Parti firmatarie
Assografici · AIE · ANES · SLC-CGIL · FISTEL-CISL · UILCOM-UIL
Istituti trattati
Forme del part-time · Lavoro supplementare · Trasformazione e diritto di precedenza
Riferimenti
D.Lgs. 81/2015, artt. 4-12 (disciplina del part-time) · D.Lgs. 66/2003 (riposi) · CCNL per limiti, maggiorazioni e clausole
Fonte
Testo del CCNL depositato presso il CNEL

Le forme del part-time

Il tempo parziale può articolarsi in tre forme, a seconda di come la riduzione dell’orario si distribuisce nel tempo. La distinzione rileva soprattutto per l’applicazione del lavoro supplementare e delle clausole elastiche.

Le tre forme di part-time
Forma Come si articola l’orario Esempio
Orizzontale Riduzione dell’orario giornaliero, su tutti i giorni lavorativi 4 ore al giorno, dal lunedì al venerdì
Verticale Orario pieno ma solo in alcuni giorni, settimane o mesi Tre giornate intere a settimana
Misto Combinazione di orizzontale e verticale Alcuni giorni pieni e altri a orario ridotto
Il contratto part-time deve essere stipulato per iscritto e indicare durata e collocazione dell’orario (D.Lgs. 81/2015). Il CCNL (art. 26, lett. a) fissa: forma scritta con indicazione di durata e collocazione dell’orario (anche mediante rinvio a turni programmati), lavoro supplementare fino al 25% delle ore medie settimanali concordate, maggiorato del 15% della retribuzione oraria globale di fatto, e variazioni dell’orario con accordo scritto, preavviso di 2 giorni e maggiorazione del 15%.

Lavoro supplementare e clausole elastiche

Anche dove il part-time è meno diffuso, la sua gestione passa per due istituti che la legge disegna e il CCNL completa.

Lavoro supplementare

È la prestazione resa oltre l’orario part-time concordato, entro il limite del tempo pieno. Il D.Lgs. 81/2015 ne ammette il ricorso e rimette al CCNL la disciplina: il datore può chiedere supplementare fino al 25% delle ore medie settimanali concordate, con maggiorazione del 15% della retribuzione oraria globale di fatto (comprensiva dell’incidenza sugli istituti indiretti e differiti); il lavoratore può rifiutare per comprovate esigenze lavorative, di salute, familiari o di formazione professionale. È cosa diversa dallo straordinario, che presuppone il superamento del tempo pieno.

Clausole elastiche

Permettono di variare la collocazione dell’orario o di aumentarne la durata; richiedono l’accordo scritto del lavoratore e un preavviso di 2 giorni; la durata può aumentare fino al 25% della normale prestazione annua a tempo parziale; ogni modifica dà diritto a una maggiorazione del 15% della retribuzione oraria globale di fatto (art. 26 CCNL). Il rifiuto di sottoscriverle non può giustificare il licenziamento.

Tutele per categorie protette

Studenti, lavoratori con patologie oncologiche, genitori di figli piccoli e titolari di permessi L. 104 godono di facoltà rafforzate di revoca o non adesione alle clausole elastiche e, in alcuni casi, di un diritto alla trasformazione del rapporto.

Trattamento e principio di non discriminazione

Il lavoratore part-time non può ricevere un trattamento meno favorevole rispetto al collega a tempo pieno comparabile: ha gli stessi diritti, riproporzionati alla minore durata della prestazione (art. 7, D.Lgs. 81/2015). Sono riproporzionati, tra l’altro, la retribuzione, le ferie, le mensilità aggiuntive e il TFR; restano invece pieni i diritti non frazionabili (ad esempio le tutele in materia di salute e sicurezza). Anche l’anzianità di servizio si calcola per intero, come per un rapporto a tempo pieno.

Trasformazione del rapporto e diritto di precedenza

Il passaggio da tempo pieno a part-time, e viceversa, è volontario: richiede l’accordo delle parti e la forma scritta. Il rifiuto del lavoratore di trasformare il rapporto non costituisce giustificato motivo di licenziamento.

La legge tutela inoltre alcune situazioni: chi è affetto da patologie oncologiche o gravi, i genitori di figli piccoli e chi assiste familiari con L. 104 hanno priorità o un vero e proprio diritto alla trasformazione in part-time. Specularmente, il lavoratore che ha trasformato il rapporto da tempo pieno e indeterminato in part-time ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo pieno per le stesse mansioni o di pari livello e categoria legale (art. 26 CCNL). Il lavoratore può inoltre chiedere, una sola volta, in luogo del congedo parentale, il part-time con riduzione d’orario non superiore al 50%: l’azienda deve provvedere entro 15 giorni.

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Casi pratici

Tizio — trasformazione da tempo pieno a part-time
Tizio chiede di passare al part-time. La trasformazione non è un atto unilaterale: richiede l’accordo delle parti e la forma scritta. Il suo rifiuto di trasformare il rapporto, o quello del datore, non può di per sé giustificare un licenziamento. Se in futuro vorrà tornare al tempo pieno, avrà un diritto di precedenza sulle assunzioni a tempo pieno per mansioni equivalenti.
Caia — ferie e tredicesima nel part-time
Caia è part-time verticale (lavora solo il mattino). Ferie, tredicesima e TFR le spettano riproporzionati alla durata effettiva della prestazione, secondo il principio di non discriminazione: non un trattamento diverso, ma proporzionato. La maturazione segue le regole del CCNL applicate alla quota di orario svolto.

Domande frequenti

Il contratto part-time deve essere scritto?
Sì. La forma scritta è richiesta e il contratto deve indicare la durata della prestazione e la collocazione dell’orario. La sua assenza può essere fatta valere dal lavoratore per ottenere l’accertamento del rapporto e, a certe condizioni, il riconoscimento di un orario pieno.
Che differenza c’è tra lavoro supplementare e straordinario?
Il lavoro supplementare è quello reso dal part-time oltre l’orario concordato ma entro il tempo pieno; lo straordinario presuppone invece il superamento dell’orario a tempo pieno. Hanno discipline diverse: per il supplementare il CCNL prevede la maggiorazione del 15% e il limite del 25% delle ore medie settimanali; per lo straordinario valgono le maggiorazioni dell’art. 2 delle Parti II e III (35% feriale, 60% notturno e festivo).
Ferie e tredicesima del part-time sono dimezzate?
Non dimezzate, ma riproporzionate alla durata della prestazione, in applicazione del principio di non discriminazione. L’anzianità di servizio, invece, si computa per intero.
Da part-time ho diritto a tornare a tempo pieno?
Hai un diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo pieno per mansioni equivalenti, secondo i criteri del D.Lgs. 81/2015 e del CCNL. La trasformazione vera e propria richiede comunque l’accordo tra le parti.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi contrattuali, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi parentali e tredicesima, quattordicesima e premi.

Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (D.Lgs. 81/2015). Limiti, maggiorazioni e clausole elastiche sono quelli dell’art. 26, lett. a), del CCNL grafici editoriali del 19 gennaio 2021.

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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