Quanto resta in busta dello stipendio lordo? Inserisci la RAL (reddito annuo lordo) e scegli il numero di mensilità: il calcolatore stima i contributi INPS a carico del lavoratore, l’IRPEF con le detrazioni da lavoro dipendente e il netto annuo e mensile. È una stima indicativa: non comprende addizionali regionali e comunali, trattamento integrativo e voci specifiche del contratto. Per capire le singole voci vedi la guida su come leggere la busta paga.
Questo calcolatore risponde a una domanda molto comune: quanto resta in busta paga partendo dalla retribuzione lorda annua. Lo usano lavoratori dipendenti che valutano un’offerta di lavoro o un aumento, ma anche datori di lavoro e consulenti che vogliono avere un ordine di grandezza prima di elaborare il cedolino.
Si inserisce la RAL e si sceglie il numero di mensilità. Lo strumento stima i contributi INPS a carico del lavoratore, applica l’IRPEF con le detrazioni da lavoro dipendente e restituisce il netto annuo e quello mensile. Sotto il modulo la pagina illustra i passaggi: dal lordo si tolgono i contributi per ottenere l’imponibile fiscale, poi si applicano gli scaglioni e le detrazioni, ed eventualmente le addizionali locali.
La cifra ottenuta è una stima e non coincide necessariamente con il cedolino: il calcolatore lascia fuori addizionali regionali e comunali, trattamento integrativo e voci specifiche del contratto, come premi, indennità o welfare. Chi ha familiari a carico o altre detrazioni troverà un risultato diverso. Per confrontare con il netto reale conviene leggere la busta paga e, per dubbi sulle singole voci, rivolgersi al proprio ufficio del personale, al CCNL applicato o a un professionista abilitato.
Dal lordo al netto: come funziona il calcolo
Per passare dalla retribuzione lorda allo stipendio netto in busta paga occorre sottrarre due componenti principali: i contributi previdenziali a carico del lavoratore e le imposte sul reddito (IRPEF e addizionali regionale e comunale).
I passaggi del calcolo
- Contributi INPS: si sottrae dalla retribuzione lorda la quota a carico del lavoratore (per i dipendenti del settore privato, di norma il 9,19%), ottenendo l’imponibile fiscale.
- IRPEF lorda: si applicano all’imponibile gli scaglioni progressivi vigenti. Dal 2026 gli scaglioni sono: 23% fino a 28.000 euro, 33% oltre 28.000 e fino a 50.000 euro (era il 35% fino al 2025: la riduzione arriva dall’art. 1, comma 3, della L. 199/2025), 43% sulla parte eccedente 50.000 euro.
- Detrazioni: dall’IRPEF lorda si sottraggono le detrazioni per lavoro dipendente (art. 13 TUIR) ed eventuali detrazioni per familiari a carico, ottenendo l’IRPEF netta.
- Addizionali: si aggiungono le addizionali regionale e comunale, che variano in base al domicilio fiscale.
Esempio
Su una RAL di 30.000 euro, dopo contributi (circa 2.757 euro al 9,19%) si ottiene un imponibile di circa 27.243 euro; su questo si calcola l’IRPEF a scaglioni al netto delle detrazioni, da cui deriva il netto annuo, poi suddiviso nelle mensilità previste dal contratto.
Scaglioni, detrazioni e addizionali sono soggetti a modifiche normative annuali: il risultato è una stima indicativa e non sostituisce il cedolino.