Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Contributi fondi integrativi SSN: deduzione fino a 3.615,20 euro nel 730

    In sintesi

    • Massimale complessivo 3.615,20 euro: il limite vale sommando i contributi ai fondi integrativi SSN (codice 6) e quelli versati da pensionati a casse sanitarie (codice 13).
    • Deduzione, non detrazione: questi contributi riducono il reddito imponibile, non l’imposta direttamente.
    • Conta anche quanto dedotto dal datore di lavoro: il punto 441 della Certificazione Unica riporta i contributi già dedotti in busta paga e concorrono al tetto di 3.615,20 euro.
    • Spetta anche per i familiari a carico: se versi contributi per un familiare fiscalmente a carico, puoi dedurre la parte che questi ultimi non hanno potuto dedurre.
    • I pensionati hanno una regola specifica: chi versa contributi a casse sanitarie dopo la pensione (codice 13) segue le stesse regole e lo stesso massimale.
    • Dove indicarli nel 730: rigo E26, codice 6 per i fondi SSN e codice 13 per i pensionati, nella Sezione II del Quadro E.

    Cosa sono i fondi integrativi del SSN e come funziona la deduzione

    Se la tua busta paga o il tuo contratto collettivo prevede il versamento di contributi a un fondo sanitario integrativo del Servizio sanitario nazionale, o se sei andato in pensione e continui a versare contributi alla cassa sanitaria a cui eri iscritto durante il lavoro, puoi portare questi importi in deduzione nel Modello 730.

    La deduzione riduce il tuo reddito complessivo, quello su cui si calcola l’IRPEF. Non abbassa direttamente l’imposta, ma la base da cui parte il calcolo: in pratica paghi le tasse su un reddito più basso. L’effetto concreto dipende dall’aliquota IRPEF a cui sei soggetto.

    Il limite complessivo è 3.615,20 euro. Attenzione: non si tratta solo di quello che indichi tu nel 730. Concorre al tetto anche la quota già dedotta automaticamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico e riportata al punto 441 della Certificazione Unica (il documento che ricevi ogni anno con il riepilogo dei redditi).

    Massimali e codici per la deduzione dei contributi sanitari
    Tipo di contributo Codice rigo E26 Massimale complessivo
    Contributi a fondi integrativi SSN (art. 10, co. 1, lett. e-ter TUIR) 6 3.615,20 euro
    Contributi pensionati a casse sanitarie ex-datoriali (art. 51, co. 2, lett. a TUIR) 13 3.615,20 euro (stesso tetto, sommati)
    Quota dedotta dal datore di lavoro (punto 441 CU) – (già dedotta) Concorre al limite 3.615,20 euro

    Esempio pratico

    • Tizio lavora come impiegato e il contratto collettivo prevede il versamento di 800 euro l’anno a un fondo sanitario integrativo. Il datore di lavoro ne ha già dedotti 800 euro (punto 441 della CU). Tizio versa di tasca sua altri 2.000 euro allo stesso fondo. Nel 730 può dedurre al massimo 3.615,20 – 800 = 2.815,20 euro aggiuntivi. I 2.000 euro versati autonomamente rientrano in questo spazio, quindi sono deducibili per intero.

    Documenti necessari

    • Certificazione Unica 2026 del datore di lavoro (punto 441 per i contributi già dedotti)
    • Ricevute o estratto conto dei versamenti effettuati autonomamente al fondo
    • Comunicazione annuale del fondo sanitario con riepilogo dei contributi versati
    • In caso di contributi per familiari a carico: prova che il familiare non li ha dedotti (ad esempio il suo 730 o dichiarazione)

    Dipendente con contributi in busta paga e versamento aggiuntivo

    Scenario. Caio riceve dalla sua azienda il versamento di 1.200 euro l’anno a un fondo sanitario contrattuale (già indicati al punto 441 della CU). Decide di versare autonomamente altri 1.500 euro allo stesso fondo per avere una copertura sanitaria più ampia.

    Come si applica. I 1.200 euro già dedotti in busta paga hanno consumato parte del massimale. Caio può dedurre nel 730 solo i 1.500 euro versati autonomamente, perché la somma complessiva (1.200 + 1.500 = 2.700 euro) è ancora sotto i 3.615,20 euro.

    In pratica

    • Verifica il punto 441 della Certificazione Unica: mostra i contributi già dedotti dal datore.
    • Nel rigo E26 (codice 6) indica solo i versamenti autonomi non già dedotti in busta paga.
    • Non indicare quello che è al punto 441: sarebbe una doppia deduzione e potrebbe causare un accertamento.

    Pensionato che versa contributi alla ex-cassa sanitaria

    Scenario. Sempronio, 68 anni, è in pensione da tre anni. Il contratto collettivo che aveva da lavoratore gli permetteva di rimanere iscritto alla cassa sanitaria aziendale anche dopo la pensione. Versa 900 euro l’anno di tasca sua, senza contributo datoriale.

    Come si applica. Questi contributi rientrano nel codice 13 del rigo E26. Il massimale di 3.615,20 euro è lo stesso del codice 6, e i due codici si sommano nel conteggio del tetto. Sempronio può dedurre i 900 euro per intero, visto che non ci sono altri contributi sanitari che concorrono al limite.

    In pratica

    • Indica i contributi nel rigo E26 con codice 13.
    • Verifica che la cassa a cui sei iscritto rientri nella tipologia prevista: deve essere una cassa con fini esclusivamente assistenziali che consente l’iscrizione degli ex-lavoratori dopo la pensione.
    • Il massimale è condiviso tra codice 6 e codice 13: se usi entrambi, controlla che la somma non superi 3.615,20 euro.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Quanto posso dedurre per i contributi a fondi sanitari integrativi?

    Il massimale complessivo è 3.615,20 euro. In questa cifra si sommano i contributi che indichi tu nel 730 (codici 6 e 13) e quelli già dedotti automaticamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico (punto 441 della Certificazione Unica).

    Come faccio a sapere quanti contributi ha già dedotto il mio datore di lavoro?

    Guarda il punto 441 della tua Certificazione Unica 2026. Quella cifra è già stata tolta dal tuo reddito imponibile e concorre al tetto di 3.615,20 euro.

    Posso dedurre i contributi versati per mio figlio fiscalmente a carico?

    Sì, puoi dedurre la parte che il familiare a carico non ha potuto dedurre dal suo reddito. In pratica se il figlio ha un reddito basso e non deduce nulla, puoi farlo tu nel tuo 730.

    Dove indico questi contributi nel Modello 730?

    Nel rigo E26 della Sezione II del Quadro E. Usa il codice 6 per i fondi integrativi SSN, il codice 13 se sei un pensionato che versa a una cassa sanitaria ex-datoriale.

    I contributi ai fondi sanitari aziendali sono sempre deducibili?

    Dipende: solo i contributi ai fondi integrativi del SSN (art. 10, co. 1, lett. e-ter TUIR) danno diritto alla deduzione con codice 6. I contributi a casse con fine esclusivamente assistenziale per pensionati vanno indicati con codice 13. Non tutti i fondi sanitari aziendali rientrano in queste categorie: verificalo nel regolamento del fondo o con il CAF.

    Cosa succede se supero il massimale di 3.615,20 euro?

    La parte eccedente non è deducibile. Chi presta l’assistenza fiscale (CAF o commercialista) calcolerà la deduzione solo fino al limite e scarta il resto.

  • Art. 62 L. 689/1981 – (Esecuzione della semilibertà e della detenzione domiciliare sostitutive)

    Art. 62 L. 689/1981 – (Esecuzione della semilibertà e della detenzione domiciliare sostitutive)

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato

    Quando deve essere eseguita una sentenza di condanna a pena sostitutiva della semilibertà o della detenzione domiciliare, il pubblico ministero trasmette la sentenza al magistrato di sorveglianza del luogo di domicilio del condannato. Il provvedimento di esecuzione è notificato altresì al difensore nominato per la fase dell'esecuzione o, in difetto, al difensore della fase del giudizio. Il magistrato di sorveglianza procede a norma dell' articolo 678, comma 1-bis, del codice di procedura penale e, previa verifica dell'attualità delle prescrizioni, entro il quarantacinquesimo giorno dalla ricezione della sentenza provvede con ordinanza con cui conferma e, ove necessario, modifica le modalità di esecuzione e le prescrizioni della pena. L'ordinanza è immediatamente trasmessa per l'esecuzione all'ufficio di pubblica sicurezza del comune in cui il condannato è domiciliato ovvero, in mancanza di questo, al comando dell'Arma dei carabinieri territorialmente competente. L'ordinanza è trasmessa anche all'ufficio di esecuzione penale esterna e, nel caso di semilibertà, al direttore dell'istituto penitenziario cui il condannato è stato assegnato. Appena ricevuta l'ordinanza prevista al secondo comma, l'organo di polizia ne consegna copia al condannato ingiungendogli di attenersi alle prescrizioni in essa contenute e di presentarsi immediatamente all'ufficio di esecuzione penale esterna. Provvede altresì al ritiro e alla custodia delle armi, munizioni ed esplosivi e del passaporto ed alla apposizione sui documenti equipollenti dell'annotazione "documento non valido per l'espatrio", limitatamente alla durata della pena. Se il condannato è detenuto o internato, l'ordinanza del magistrato di sorveglianza è trasmessa anche al direttore dell'istituto penitenziario, il quale deve informare anticipatamente l'organo di polizia della dimissione del condannato. La pena sostitutiva inizia a decorrere dal giorno successivo a quello della dimissione. Cessata l'esecuzione della pena, le cose ritirate e custodite ai sensi del terzo comma sono restituite a cura dello stesso organo di polizia; vengono inoltre annullate le annotazioni effettuate ai sensi dello stesso terzo comma. Di tutti gli adempimenti espletati è redatto processo verbale ed è data notizia al questore e agli altri uffici interessati, nonché al direttore dell'istituto presso cui si trova il condannato alla semilibertà.

  • Art. 150 L. 633/1941

    Art. 150 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    Il compenso previsto dall'articolo 144 è dovuto solo se il prezzo della vendita non è inferiore a 3.000,00 euro.

    Fatto salvo quanto disposto dal comma 1, i compensi dovuti ai sensi dell'articolo 144 sono così determinati: a) 4 per cento per la parte del prezzo di vendita fino a 50.000 euro; b) 3 per cento per la parte del prezzo di vendita compresa tra euro 50.000,01 e 200.000,00 euro; c) 1 per cento per la parte del prezzo di vendita compresa tra euro 200.000,01 e 350.000,00 euro; d) 0,5 per cento per la parte del prezzo di vendita compresa tra euro 350.000,01 e 500.000,00 euro; e) 0,25 per cento per la parte del prezzo di vendita superiore a 500.000,00 euro.

    L'importo totale del compenso non può essere comunque superiore a 12.500,00 euro.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Bonus mobili nel 730: requisiti ed errori da evitare

    In sintesi

    • Tetto massimo 5.000 euro per le spese sostenute dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2025, riferito alla singola unità immobiliare incluse le pertinenze.
    • Collegamento obbligatorio alla ristrutturazione: il bonus spetta solo se hai sostenuto spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio agevolabili; l’acquisto di mobili deve avvenire dopo l’inizio dei lavori.
    • Classi energetiche aggiornate dal 2022: per i grandi elettrodomestici acquistati dal 2022 si applicano le nuove etichette energetiche UE – almeno classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie; almeno classe F per frigoriferi e congelatori; almeno classe A per forni.
    • Detrazione del 50% ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
    • Solo pagamenti tracciabili: bonifico bancario/postale o carta di credito/debito. Assegni e contanti non sono ammessi.
    • Bonus giovani coppie solo per il 2016: l’agevolazione separata per le giovani coppie (tetto 16.000 euro) riguardava esclusivamente le spese sostenute nel 2016 e non è più disponibile per il 2025.

    Come funziona il bonus mobili nel modello 730

    Il bonus mobili ti permette di detrarre il 50% delle spese per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici destinati all’immobile che stai ristrutturando. Non è un bonus autonomo: esiste solo se hai già un intervento di recupero del patrimonio edilizio in corso o avviato, perché i mobili devono essere destinati all’appartamento oggetto dei lavori.

    Per le spese sostenute nel 2024 e nel 2025, il massimale è di 5.000 euro per unità immobiliare. Questo limite è condiviso tra tutti i contribuenti che partecipano alla spesa: se la ristrutturazione è intestata a due comproprietari, il tetto non raddoppia, rimane 5.000 euro complessivi. La detrazione viene spalmata in 10 rate annuali, quindi ogni anno recuperi il 5% della spesa sostenuta (metà di un decimo).

    Un errore frequente è acquistare i mobili prima di avviare i lavori. La data di inizio dei lavori di ristrutturazione deve essere antecedente alla data di acquisto dei mobili. Non è invece necessario che la spesa di ristrutturazione sia pagata prima di quella per i mobili: conta l’inizio dei lavori, non la data del pagamento.

    Tetti di spesa bonus mobili per anno di sostenimento
    Anno della spesa per i mobili Massimale detraibile
    Dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016 10.000 euro
    Dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2020 10.000 euro
    Anno 2021 16.000 euro
    Anno 2022 10.000 euro
    Anno 2023 8.000 euro
    Dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2025 5.000 euro

    Esempio pratico

    • Tizio nel 2024 ha avviato una ristrutturazione del suo appartamento (spesa 15.000 euro, detraibile al 50%). Nel 2025 acquista un frigorifero classe F (nuova etichetta), una lavatrice classe E e un divano nuovo per un totale di 4.800 euro. Poiché 4.800 è sotto il tetto di 5.000 euro, può detrarre il 50% dell’intera spesa: 2.400 euro, ripartita in 10 rate da 240 euro l’anno. Il pagamento è avvenuto con carta di debito. Nel 730/2026 compila il rigo E57, indicando numero di rata 2 (è il secondo anno di detrazione, la spesa è stata del 2025 quindi rata 1) e importo 4.800 euro.

    Documenti necessari

    • Fatture o scontrini parlanti degli acquisti di mobili e grandi elettrodomestici con natura, qualità e quantità dei beni
    • Ricevute dei bonifici bancari/postali o ricevuta telematica di avvenuta transazione con carta
    • Documentazione delle spese di ristrutturazione collegate (fatture, bonifico parlante)
    • Dati catastali dell’immobile oggetto di ristrutturazione (sezione III-B del quadro E)
    • Ricevuta della comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori (se applicabile)

    Acquisto di mobili durante una ristrutturazione avviata l'anno prima

    Scenario. Caio ha avviato a novembre 2024 una ristrutturazione del bagno. Nel marzo 2025 acquista un mobile bagno su misura e una lavatrice di classe E (nuova etichetta), spendendo 3.200 euro totali pagati con bonifico.

    Come si applica. La data di inizio lavori (novembre 2024) è antecedente all’acquisto dei mobili (marzo 2025): il requisito è rispettato. La lavatrice di classe E soddisfa il minimo energetico previsto per le spese dal 2022. L’importo 3.200 euro è sotto il tetto di 5.000 euro. Nel 730/2026 Caio compila il rigo E57 con numero rata 1 (spesa del 2025) e importo 3.200 euro. Detrazione annua: 3.200 × 50% / 10 = 160 euro per 10 anni.

    In pratica

    • Conservare prova dell’inizio lavori (autorizzazione, fattura del primo intervento) con data antecedente all’acquisto
    • Pagare con bonifico o carta: mai contanti o assegni

    Errore: acquisto di mobili senza ristrutturazione collegata

    Scenario. Sempronio acquista un nuovo divano e una cucina completa da 4.500 euro perché si è trasferito in un appartamento già a posto, senza fare lavori edilizi.

    Come si applica. Il bonus mobili non spetta. Non c’è nessun intervento di recupero del patrimonio edilizio a cui collegare l’acquisto. La detrazione del 50% è riservata esclusivamente ai mobili destinati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. Sempronio non può compilare il rigo E57 e non può detrarre nulla per questi acquisti.

    In pratica

    • Senza ristrutturazione in corso o avviata, il bonus non esiste – non indicare la spesa nel 730
    • Il rigo E57 è valido solo in presenza di un intervento ammissibile nella sezione III-A del quadro E

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Posso comprare i mobili prima di finire i lavori?

    Sì, puoi acquistare i mobili anche mentre i lavori sono ancora in corso, purché l’inizio dei lavori di ristrutturazione sia precedente alla data di acquisto dei mobili. Non è necessario che le spese edilizie siano già state pagate.

    Un condizionatore rientra nel bonus mobili?

    No. I condizionatori e gli impianti di climatizzazione non rientrano tra i ‘grandi elettrodomestici’ agevolabili. Il bonus si applica a frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie, forni, piani cottura elettrici, asciugatrici, ventilatori elettrici e radiatori elettrici.

    Se ho comprato un frigorifero classe D (nuova etichetta) nel 2025, posso detrarlo?

    No. Per le spese sostenute dal 2022, i frigoriferi e i congelatori devono essere almeno di classe F (nuova etichetta energetica UE). La classe D non raggiunge il minimo richiesto.

    Posso rateizzare il pagamento del mobile e detrarlo comunque?

    Sì. È ammessa la detrazione anche per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici pagati a rate con finanziamento. Conserva il contratto di finanziamento e le ricevute di pagamento.

    Il tetto di 5.000 euro si azzera se inizio una nuova ristrutturazione?

    Il tetto è riferito a ogni singola unità immobiliare e alla ristrutturazione collegata. Se avvii un nuovo intervento su un altro immobile, hai un nuovo massimale di 5.000 euro. Per lo stesso immobile e la stessa ristrutturazione, il tetto non si duplica.

    Posso detrarre anche le spese di trasporto e montaggio dei mobili?

    Sì. Le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati rientrano tra quelle detraibili, a condizione che siano documentate con fattura e pagate con strumenti tracciabili.

  • Art. 194 Cod. Amb.: Spedizioni transfrontaliere

    Art. 194 Cod. Amb.: Spedizioni transfrontaliere

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    (Spedizioni transfrontaliere) 1.

    Le spedizioni transfrontaliere dei rifiuti sono disciplinate dai regolamenti comunitari che regolano la materia, dagli accordi bilaterali di cui agli articoli 41 e 43 del regolamento (CE) n. 1013/2006 e dal decreto di cui al comma 4.

    Sono fatti salvi, ai sensi degli articoli 41 e 43 del regolamento (CE) n. 1013/2006 gli accordi in vigore tra lo Stato della Città del Vaticano, la Repubblica di San Marino e la Repubblica italiana.

    Alle importazioni di rifiuti urbani … provenienti dallo Stato della Città del Vaticano e dalla Repubblica di San Marino non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 42 del predetto regolamento.

    Fatte salve le norme che disciplinano il trasporto internazionale di merci, le imprese che effettuano il trasporto transfrontaliero nel territorio italiano sono iscritte all'Albo nazionale gestori ambientali di cui all'articolo 212.

    L'iscrizione all'Albo, qualora effettuata per il solo esercizio dei trasporti transfrontalieri, non è subordinata alla prestazione delle garanzie finanziarie di cui al comma 10 del medesimo articolo 212.

    PERIODO ABROGATO DAL D.L. 2 MARZO 2012, N. 16 , CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 26 APRILE 2012, N. 44 .

    Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico, della salute, dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti, nel rispetto delle norme del regolamento (CE) n. 1013/2006 sono disciplinati: a) i criteri per il calcolo degli importi minimi delle garanzie finanziarie da prestare per le spedizioni dei rifiuti, di cui all'articolo 6 del predetto regolamento; tali garanzie sono ridotte del cinquanta per cento per le imprese registrate ai sensi del regolamento (CE) n. 761/2001, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2001 , e del quaranta per cento nel caso di imprese in possesso della certificazione ambientale ai sensi della norma Uni En Iso 14001; b) le spese amministrative poste a carico dei notificatori ai sensi dell'articolo 29, del regolamento; c) le specifiche modalità per il trasporto dei rifiuti negli Stati di cui al comma 2.

    Sino all'adozione del decreto di cui al comma 4, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell'ambiente 3 settembre 1998, n. 370 .

    Ai sensi e per gli effetti del regolamento (CE) n. 1013/2006 : a) le autorità competenti di spedizione e di destinazione sono le regioni e le province autonome; b) l'autorità di transito è il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; c) corrispondente è il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

    Le regioni e le province autonome comunicano le informazioni di cui all' articolo 56 del regolamento (CE) 1013/2006 al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per il successivo inoltro alla Commissione dell'Unione europea, nonché, entro il 30 settembre di ogni anno, i dati, riferiti all'anno precedente, previsti dall'articolo 13, comma 3, della Convenzione di Basilea, ratificata con legge 18 agosto 1993, n. 340 .

    La comunicazione dei dati relativi alle spedizioni di rifiuti è effettuata in formato elettronico utilizzando la piattaforma elettronica messa a disposizione dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, la quale garantisce l'interoperabilità con il Registro elettronico nazionale di cui all'articolo 188-bis.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 61 L. 689/1981 – (Condanna a pena sostitutiva)

    Art. 61 L. 689/1981 – (Condanna a pena sostitutiva)

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato

    Nel dispositivo della sentenza di condanna, della sentenza di applicazione della pena e del decreto penale, il giudice indica la specie e la durata della pena detentiva sostituita e la specie, la durata ovvero l'ammontare della pena sostitutiva.

  • Art. 60 L. 689/1981 – Esclusioni oggettive (abrogato)

    Art. 60 L. 689/1981 – Esclusioni oggettive

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – Modifiche al sistema penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 12 giugno 2003, n. 134. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Le pene sostitutive non si applicano ai reati previsti dai seguenti articoli del codice penale : 318 (corruzione per un atto d’ufficio); 319 (corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio); 320 (corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio); 321 (pene per il corruttore); 322 (istigazione alla corruzione); 355 (inadempimento di contratti di pubbliche forniture), salvo che si tratti di fatto commesso per colpa; 371 (falso giuramento della parte); 372 (falsa testimonianza); 373 (falsa perizia o interpretazione); 385 (evasione); 391, primo comma (procurata inosservanza dolosa di misure di sicurezza detentive); 443 (commercio o somministrazione di medicinali guasti); 444 (commercio di sostanze alimentari nocive); 445 (somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica); 452 (delitti colposi contro la salute pubblica); 501 (rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio); 501-bis (manovre speculative su merci); 590, secondo e terzo comma (lesioni personali colpose), limitatamente ai fatti commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all’igiene del lavoro, che abbiano determinato le conseguenze previste dal primo comma, numero 2 , o dal secondo comma dell’articolo 583 del codice penale ; 644 (usura).

    Le pene sostitutive non si applicano, altresì, ai reati previsti dagli articoli 9 , 10 , 14 , 15 , 18 e 20 della legge 13 luglio 1966, n. 615 (provvedimenti contro l’inquinamento atmosferico) e dagli articoli 21 e 22 della legge 10 maggio 1976, n. 319 (norme per la tutela delle acque dall’inquinamento).(12) Le pene sostitutive non si applicano ai reati previsti dalle leggi relative alla prevenzione degli infortuni sul lavoro e all’igiene del lavoro, nonché dalle leggi in materia edilizia ed urbanistica e in materia di armi da sparo, munizioni ed esplosivi, quando per detti reati la pena detentiva non è alternativa a quella pecuniaria.(9)

  • Art. 59 L. 689/1981 – (Condizioni soggettive per la sostituzione della pena detentiva)

    Art. 59 L. 689/1981 – (Condizioni soggettive per la sostituzione della pena detentiva)

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato

    La pena detentiva non può essere sostituita: a) nei confronti di chi ha commesso il reato per cui si procede entro tre anni dalla revoca della semilibertà, della detenzione domiciliare o del lavoro di pubblica utilità ai sensi dell'articolo 66, ovvero nei confronti di chi ha commesso un delitto non colposo durante l'esecuzione delle medesime pene sostitutive; è fatta comunque salva la possibilità di applicare una pena sostitutiva di specie più grave di quella revocata; b) con la pena pecuniaria, nei confronti di chi, nei cinque anni precedenti, è stato condannato a pena pecuniaria, anche sostitutiva, e non l'ha pagata, salvi i casi di conversione per insolvibilità ai sensi degli articoli 71 e 103; c) nei confronti dell'imputato a cui deve essere applicata una misura di sicurezza personale, salvo i casi di parziale incapacità di intendere e di volere; d) nei confronti dell'imputato di uno dei reati di cui all' articolo 4-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, salvo che sia stata riconosciuta la circostanza attenuante di cui all' articolo 323-bis, secondo comma, del codice penale. Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli imputati minorenni.

  • Art. 58 L. 689/1981 – Potere discrezionale del giudice nell’applicazione e nella scelta delle pene sostitutive

    Art. 58 L. 689/1981 – Potere discrezionale del giudice nell’applicazione e nella scelta delle pene sostitutive

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato

    Il giudice, nei limiti fissati dalla legge e tenuto conto dei criteri indicati nell' articolo 133 del codice penale, se non ordina la sospensione condizionale della pena, può applicare le pene sostitutive della pena detentiva quando risultano più idonee alla rieducazione del condannato e quando, anche attraverso opportune prescrizioni, assicurano la prevenzione del pericolo di commissione di altri reati. La pena detentiva non può essere sostituita quando sussistono fondati motivi per ritenere che le prescrizioni non saranno adempiute dal condannato. Tra le pene sostitutive il giudice sceglie quella più idonea alla rieducazione e al reinserimento sociale del condannato con il minor sacrificio della libertà personale, indicando i motivi che giustificano l'applicazione della pena sostitutiva e la scelta del tipo. Le pene sostitutive della semilibertà, della detenzione domiciliare e del lavoro di pubblica utilità possono essere applicate solo con il consenso dell'imputato, espresso personalmente o a mezzo di procuratore speciale. Quando applica la semilibertà o la detenzione domiciliare, il giudice deve indicare le specifiche ragioni per cui ritiene inidonei nel caso concreto il lavoro di pubblica utilità o la pena pecuniaria. In ogni caso, nella scelta tra la semilibertà, la detenzione domiciliare o il lavoro di pubblica utilità, il giudice tiene conto delle condizioni legate all'età, alla salute fisica o psichica, alla maternità, o alla paternità nei casi di cui all' articolo 47-quinquies, comma 7, della legge 26 luglio 1975, n. 354, fermo quanto previsto dall'articolo 69, terzo e quarto comma. Il giudice tiene altresì conto delle condizioni di disturbo da uso di sostanze stupefacenti, psicotrope o alcoliche ovvero da gioco d'azzardo, certificate dai servizi pubblici o privati autorizzati indicati all' articolo 94, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, nonché delle condizioni di persona affetta da AIDS conclamata o da grave deficienza immunitaria, certificate dai servizi indicati dall' articolo 47-quater, comma 2, della legge 26 luglio 1975, n. 354.

  • Art. 57 L. 689/1981 – (Durata ed effetti delle pene sostitutive e criteri di ragguaglio)

    Art. 57 L. 689/1981 – (Durata ed effetti delle pene sostitutive e criteri di ragguaglio)

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato

    La durata della semilibertà sostitutiva e della detenzione domiciliare sostitutiva è pari a quella della pena detentiva sostituita. La durata del lavoro di pubblica utilità corrisponde a quella della pena detentiva sostituita ed è determinata sulla base dei criteri di cui all'articolo

    56-bis. Per ogni effetto giuridico, la semilibertà sostitutiva, la detenzione domiciliare sostitutiva e il lavoro di pubblica utilità sostitutivo si considerano come pena detentiva della specie corrispondente a quella della pena sostituita ed un giorno di pena detentiva equivale a un giorno di semilibertà sostitutiva, di detenzione domiciliare sostitutiva o di lavoro di pubblica utilità sostitutivo. La pena pecuniaria si considera sempre come tale, anche se sostitutiva della pena detentiva.

  • Art. 56-quater L. 689/1981 – (Pena pecuniaria sostitutiva)

    Art. 56-quater L. 689/1981 – (Pena pecuniaria sostitutiva)

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato

    Per determinare l'ammontare della pena pecuniaria sostitutiva il giudice individua il valore giornaliero al quale può essere assoggettato l'imputato e lo moltiplica per i giorni di pena detentiva. Il valore giornaliero non può essere inferiore a 5 euro e superiore a 2.500 euro e corrisponde alla quota di reddito giornaliero che può essere impiegata per il pagamento della pena pecuniaria, tenendo conto delle complessive condizioni economiche, patrimoniali e di vita dell'imputato e del suo nucleo familiare. Alla sostituzione della pena detentiva con la pena pecuniaria si applica l' articolo 133-ter del codice penale.

  • Art. 56-ter L. 689/1981 – (Prescrizioni comuni)

    Art. 56-ter L. 689/1981 – (Prescrizioni comuni)

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato

    La semilibertà, la detenzione domiciliare e il lavoro di pubblica utilità comportano, in ogni caso, le seguenti prescrizioni: 1) il divieto di detenere e portare a qualsiasi titolo armi, munizioni ed esplosivi, anche se è stata concessa la relativa autorizzazione di polizia; 2) il divieto di frequentare abitualmente, senza giustificato motivo, pregiudicati o persone sottoposte a misure di sicurezza, a misure di prevenzione o comunque persone che espongano concretamente il condannato al rischio di commissione di reati, salvo si tratti di familiari o di altre persone conviventi stabilmente; 3) l'obbligo di permanere nell'ambito territoriale, di regola regionale, stabilito nel provvedimento che applica o dà esecuzione alla pena sostitutiva; 4) il ritiro del passaporto e la sospensione della validità ai fini dell'espatrio di ogni altro documento equipollente; 5) l'obbligo di conservare, di portare con sé e di presentare ad ogni richiesta degli organi di polizia il provvedimento che applica o dà esecuzione alla pena sostitutiva e l'eventuale provvedimento di modifica delle modalità di esecuzione della pena, adottato a norma dell'articolo

    64. Al fine di prevenire la commissione di ulteriori reati, il giudice può altresì prescrivere il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Si applica l' articolo 282-ter del codice di procedura penale, in quanto compatibile.

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