Autore: Andrea Marton

  • CCNL Autoferrotranvieri: apprendistato autisti, manutentori

    CCNL Autoferrotranvieri (Trasporto Pubblico Locale)

    In sintesi

    Il CCNL Autoferrotranvieri consente apprendistato professionalizzante 18-29 anni di durata 36-60 mesi. Sottoinquadramento parametrico (15-20% sotto il parametro target). Formazione obbligatoria 80h annue include conseguimento patentini (D/DE/CQC, macchinista, conducente). Forte uso per autisti, manutentori, macchinisti. Contributi azienda 10% ridotti.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Asstra · Anav · Agens · FILT-CGIL · FIT-CISL · UILTrasporti · FAISA-CISAL · UGL-AF
    Ultimo rinnovo
    28 novembre 2023 (in vigore dal 1° dicembre 2023)
    Vigenza
    Fino al 31 dicembre 2026
    Platea
    ~125.000 (autisti autobus urbani/extraurbani, conducenti tram/metro, macchinisti ferrovie regionali, personale viaggiante, manutentori)

    Tabella riepilogativa

    Apprendistato CCNL Autoferrotranvieri
    Caratteristica Valore
    Età ammessa 18-29 anni (15-25 qualifica/diploma)
    Durata professionalizzante autisti 36 mesi
    Durata professionalizzante manutentori 48 mesi
    Durata professionalizzante macchinisti 60 mesi
    Sottoinquadramento 15-20% sotto parametro target
    Formazione obbligatoria 80h annue
    Contributi INPS azienda 10% ridotto
    Alta formazione ingegneria/trasporti 36-60 mesi

    Tre tipologie apprendistato

    Tutti e 3 i tipi sono utilizzati nel TPL:

    • Qualifica/diploma: 15-25 anni (IeFP Tecnico Trasporti)
    • Professionalizzante: 18-29 anni, durata 36-60 mesi (il più diffuso)
    • Alta formazione: 18-29 anni, 36-60 mesi (Ingegneria Trasporti, Logistica)

    Sottoinquadramento parametrico

    L’apprendista è sottoinquadrato del 15-20%:

    Esempio per autista urbano param 160 (€1.792/mese a regime):

    • Mesi 1-12: param 135 (€1.512)
    • Mesi 13-24: param 148 (€1.658)
    • Mesi 25-36: param 160 (€1.792 – qualifica raggiunta)

    Formazione 80h annue

    80 ore annue retribuite:

    • 40 ore formazione base (sicurezza D.Lgs. 81, ruolo, sostenibilità)
    • 40 ore formazione tecnico-professionale (mansione specifica)

    Per il TPL la formazione tecnica include:

    • Conseguimento patente D/DE
    • Conseguimento CQC trasporto persone
    • Per conducenti tram/metro: corso aziendale + patentino
    • Per macchinisti: corso 12-18 mesi + licenza europea + certificato sicurezza
    • Per manutentori: corsi specifici sistemi veicoli

    Contributi previdenziali ridotti

    Vantaggi:

    • 10% azienda (vs 30% standard)
    • 5,84% lavoratore
    • Esenzione totale primi 3 anni se azienda ≤9 dipendenti

    L’aliquota ridotta resta 12 mesi dopo la conferma.

    Alta formazione ingegneria trasporti

    L’apprendistato di alta formazione sta crescendo:

    • Ingegneria Trasporti (Politecnici di Torino, Milano, Bari)
    • Ingegneria della Logistica
    • Lauree magistrali in Mobility Engineering
    • Master in gestione delle aziende di trasporto

    Combinazione studio + lavoro in aziende TPL strutturate (ATAC, ATM, Trenord, FS).

    Casi pratici

    Tizio – Apprendista autista 21 anni
    Tizio (21 anni) entra come apprendista autista urbano, durata 36 mesi. Primi 12 mesi param 135 (€1.512), poi 148, poi 160. Patente D + CQC durante formazione.
    Caia – Apprendista macchinista regional
    Caia (24 anni) apprendista macchinista 60 mesi. Conseguimento licenza europea durante formazione + certificato sicurezza. Primi 24 mesi param 160-175, poi 200.
    Sempronio – Alta formazione Ingegneria Trasporti
    Sempronio (25 anni) studia Ingegneria Trasporti Politecnico Milano + apprendistato ATM 60 mesi. Lavora 30h/sett + studia. Al termine: laurea + qualifica 240 Quadro.

    Domande frequenti

    Quanto dura un apprendistato per autista TPL?
    36 mesi (professionalizzante 158-165). Per conducenti tram/metro: 36-48 mesi (con corso aziendale patentino). Per macchinisti: 60 mesi (con licenza europea + certificato sicurezza). Per alta formazione (Ingegneria Trasporti): 36-60 mesi.
    Quanto guadagna un apprendista autista?
    Sottoinquadrato del 15-20% rispetto al parametro target. Per autista urbano param 160 finale: primo anno param 135 (€1.512), poi 148, poi 160. Aumento progressivo automatico.
    L'apprendistato include il patentino?
    Sì, conseguimento patentini è parte della formazione obbligatoria. Per autisti: patente D/DE + CQC. Per macchinisti: licenza europea + certificato sicurezza (corso 12-18 mesi). Costo a carico azienda + ore retribuite.
    Posso studiare Ingegneria con apprendistato TPL?
    Sì, con apprendistato di alta formazione. Combinazione Ingegneria Trasporti/Logistica + lavoro 30h/sett in azienda TPL (ATAC, ATM, Trenord, FS). Al termine: laurea + qualifica + esperienza diretta.

    Stesso CCNL: consulta anche stipendi TPL 2026, preavviso 30-180 giorni, ferie 28 gg, permessi, festività, maternità conducenti, congedi familiari, 13ª, 14ª, premi produttività e malattia, comporto e visite mediche.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Autoferrotranvieri (Trasporto Pubblico Locale). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 214 TULPS – Dichiarazione dello stato di pericolo pubblico

    Art. 214 TULPS

    R.D. 18 giugno 1931, n. 773 – Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza

    Nel caso di pericolo di disordini il Ministro dell'interno con l'assenso del Capo del Governo, o i prefetti, per delegazione, possono dichiarare, con decreto, lo stato di pericolo pubblico.

  • Tassa di concessione governativa sulla telefonia mobile

    In sintesi

    • La tassa di concessione governativa (TCG) sulla telefonia mobile si applica ai soli contratti di abbonamento, non alle schede prepagate o ricaricabili.
    • E un tributo mensile di importo fisso fissato per legge: il riferimento storico e circa 5,16 euro al mese per le utenze affari (verificare la misura vigente).
    • L’operatore di telefonia addebita la TCG in bolletta e provvede a riversarla all’Erario: l’utente non deve eseguire alcun versamento diretto.
    • Le schede prepagate non scontano la TCG perche il presupposto impositivo e il contratto di abbonamento continuativo, assente nelle ricaricabili.
    • Le Pubbliche Amministrazioni e alcuni soggetti particolari possono beneficiare di regimi speciali previsti dalla legge.
    • La TCG e un tributo erariale distinto dal canone di servizio e da eventuali altre voci tariffarie presenti in bolletta.

    Che cos'e la tassa di concessione governativa sulla telefonia mobile

    La tassa di concessione governativa (TCG) sulla telefonia mobile e un tributo erariale istituito dal DPR 641/1972 e dalla relativa Tariffa allegata. Il presupposto e il contratto di abbonamento per l’utilizzo di una utenza di telefonia cellulare: si tratta di una concessione statale all’uso della frequenza radio assegnata, e la TCG costituisce il corrispettivo tributario di tale concessione. E un tributo periodico, di regola mensile, di importo fisso fissato per legge.

    La caratteristica principale di questa TCG e la modalita di riscossione indiretta: non e l’utente a versarla direttamente all’Erario, ma l’operatore telefonico che la addebita in bolletta e la riversa periodicamente all’Agenzia delle Entrate. L’utente la vede come voce separata o inclusa nella fattura periodica, a seconda delle modalita di presentazione del conto adottate dall’operatore. Il valore storico di riferimento per le utenze di tipo affari e stato di circa 5,16 euro al mese (importo fissato per legge, verificare la misura vigente).

    Un punto qualificante riguarda l’esclusione delle schede prepagate: le utenze ricaricabili non sono soggette a TCG perche il presupposto del tributo e l’esistenza di un contratto di abbonamento continuativo. Il prepagato, per sua natura, non instaura questo rapporto contrattuale duraturo e pertanto esula dall’ambito applicativo della norma. Questa distinzione ha conseguenze pratiche rilevanti per imprese e privati nella scelta della tipologia di contratto.

    Riepilogo
    Tipo di contratto TCG applicabile Chi riversa il tributo Misura
    Abbonamento (utenza affari / privati) Si, mensile Operatore in bolletta Importo fisso fissato per legge (riferimento storico ~5,16 euro/mese per utenze affari – verificare la misura vigente)
    Scheda prepagata / ricaricabile No Non applicabile Non applicabile
    Pubblica Amministrazione e soggetti speciali Regime particolare previsto dalla legge Operatore / modalita specifiche Verificare la normativa applicabile al soggetto

    Esempio pratico

    • Tizio stipula un contratto di abbonamento per la propria linea mobile aziendale intestata ad Alfa Srl. Ogni mese, nella fattura dell’operatore, compare la voce relativa alla TCG: l’importo (fissato per legge, verificare la misura vigente; riferimento storico circa 5,16 euro per le utenze affari) viene addebitato ad Alfa Srl e riversato dall’operatore all’Erario. Alfa Srl non deve eseguire alcun versamento autonomo: la tassa e gia assolta per il tramite dell’operatore. Caio, collega di Tizio, utilizza invece una scheda prepagata per il telefono personale: non paga alcuna TCG perche le ricaricabili sono escluse dal tributo.

    Documenti necessari

    • Contratto di abbonamento stipulato con l’operatore di telefonia mobile (da conservare)
    • Fattura periodica dell’operatore con evidenza della voce TCG addebitata
    • Eventuale documentazione per richiesta di esenzione o regime speciale (per PA o enti aventi diritto)
    • Comunicazione dell’operatore in caso di variazione dell’importo TCG applicato

    Alfa Srl con flotta di SIM in abbonamento: impatto in bolletta

    Scenario. Alfa Srl gestisce una piccola squadra di tecnici e fornisce a ciascuno una SIM aziendale in abbonamento: in tutto cinque utenze attive. Ogni mese l’operatore addebita la TCG per ciascuna SIM e Alfa Srl riceve una fattura in cui la voce TCG e indicata per ciascuna linea.

    Come si applica. L’importo della TCG e fissato per legge (riferimento storico circa 5,16 euro per utenza affari – verificare la misura vigente). L’importo totale mensile di TCG per le cinque SIM e la somma delle singole voci. Alfa Srl non deve effettuare versamenti autonomi: e l’operatore a riversare la TCG all’Erario. E pero utile tenere traccia della spesa ai fini della contabilita aziendale e della corretta imputazione delle spese telefoniche secondo le regole fiscali applicabili.

    In pratica

    • Verificare nella fattura dell’operatore che la voce TCG sia indicata per ciascuna SIM in abbonamento: eventuali discrepanze vanno segnalate all’operatore.
    • Non effettuare versamenti autonomi all’Erario: l’adempimento tributario spetta interamente all’operatore.
    • Imputare correttamente la TCG in contabilita insieme alle spese telefoniche, nel rispetto dei limiti di deducibilita fiscale applicabili.

    Tizio: passaggio da abbonamento a prepagato e scomparsa della TCG

    Scenario. Tizio aveva un contratto di abbonamento mobile per uso personale. Decide di rescindere il contratto e passare a una scheda ricaricabile per contenere le spese. Vuole sapere se dopo il passaggio continuera a pagare la TCG.

    Come si applica. Le schede prepagate sono escluse dal presupposto impositivo della TCG sulla telefonia mobile: il tributo colpisce il contratto di abbonamento continuativo, che nel prepagato non esiste. Dal mese successivo alla cessazione dell’abbonamento la TCG non e piu dovuta. Tizio lo verifica sul primo estratto ricariche: nessuna voce TCG compare tra gli addebiti. Il risparmio corrispondente alla TCG non applicata e uno degli elementi che alcuni utenti considerano nella valutazione tra le due tipologie di contratto.

    In pratica

    • Con la rescissione del contratto di abbonamento cessa automaticamente il presupposto della TCG: non sono necessarie comunicazioni specifiche all’Erario.
    • Verificare il primo estratto conto dopo il passaggio al prepagato per confermare che la voce TCG non compaia piu tra gli addebiti.
    • Tenere presente che la scelta tra abbonamento e prepagato ha effetti fiscali (deducibilita delle spese) oltre che sulla TCG: valutare entrambi gli aspetti.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Perche i contratti prepagati non pagano la TCG sulla telefonia mobile?

    Il presupposto della TCG sulla telefonia mobile e l’esistenza di un contratto di abbonamento continuativo, che formalizza la concessione statale all’uso della frequenza radio. Le schede prepagate non instaurano questo tipo di rapporto contrattuale duraturo: l’utente ricarica di volta in volta senza essere titolare di un abbonamento. In assenza del presupposto impositivo, la tassa non e dovuta.

    Chi versa concretamente la TCG telefonica all'Erario?

    L’obbligo di riversamento all’Erario spetta all’operatore di telefonia, non all’utente finale. L’operatore addebita la TCG in bolletta all’abbonato e provvede periodicamente a versarla all’Agenzia delle Entrate. L’utente assolve la propria obbligazione tributaria pagando la fattura: non e tenuto a effettuare versamenti autonomi con F24 o altri modelli.

    La TCG compare sempre come voce separata in bolletta?

    Dipende dalla modalita di presentazione della fattura adottata dall’operatore. In alcuni casi la TCG e indicata come voce esplicita e distinta; in altri puo essere incorporata nella voce complessiva del canone mensile. In entrambi i casi il tributo e addebitato e riversato dall’operatore. In caso di dubbi sulla composizione della bolletta e opportuno consultare il dettaglio della fattura o richiedere chiarimenti all’operatore.

    Le Pubbliche Amministrazioni sono soggette alla TCG sulla telefonia mobile?

    La normativa prevede regimi particolari per la Pubblica Amministrazione e per alcuni soggetti speciali. L’applicazione concreta dipende dalla specifica disposizione di legge vigente e dalla tipologia di ente: e necessario verificare la normativa applicabile al soggetto specifico e, se del caso, coordinarsi con l’operatore di telefonia per la corretta fatturazione.

    Qual e l'importo della TCG mensile sulla telefonia mobile?

    L’importo e fissato per legge nella Tariffa allegata al DPR 641/1972 ed e necessario verificare la misura vigente. Il valore storico di riferimento per le utenze di tipo affari e stato di circa 5,16 euro al mese. Prima di qualsiasi valutazione economica o contabile e consigliabile accertare l’importo attualmente in vigore consultando la normativa aggiornata o la fattura dell’operatore.

    E possibile ottenere il rimborso della TCG versata erroneamente?

    Se la tassa e stata versata e l’atto o il contratto non da luogo al presupposto impositivo, oppure se e stata versata in misura superiore al dovuto, e possibile chiedere il rimborso nei termini di legge. Nel caso della telefonia, poiche e l’operatore a gestire il versamento, l’utente dovra rivolgersi in primo luogo all’operatore stesso per verificare la correttezza degli importi addebitati e, se necessario, procedere con le vie previste dalla normativa tributaria vigente.

    La TCG sulla telefonia mobile e deducibile fiscalmente per le imprese?

    La TCG addebitata in bolletta costituisce un onere accessorio al costo del servizio telefonico. Sul piano della deducibilita fiscale, va valutata unitamente alle spese telefoniche secondo le regole applicabili al soggetto (imprenditore individuale, societa, lavoratore autonomo): la normativa fiscale prevede limiti percentuali alla deducibilita delle spese per telefonia. E opportuno consultare un professionista per la corretta imputazione in contabilita.

  • CCNL Autoferrotranvieri: TFR, anticipazioni, Priamo

    CCNL Autoferrotranvieri (Trasporto Pubblico Locale)

    In sintesi

    Il TFR del CCNL Autoferrotranvieri si calcola dividendo la retribuzione annua per 13,5. Si rivaluta al 75% indice ISTAT + 1,5% fisso. Anticipazioni 70% del maturato dopo 8 anni anzianità per prima casa, salute, congedi, formazione. Fondo pensione Priamo come complementare di settore (1,55%+1,55% sul minimo + TFR maturando).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Asstra · Anav · Agens · FILT-CGIL · FIT-CISL · UILTrasporti · FAISA-CISAL · UGL-AF
    Ultimo rinnovo
    28 novembre 2023 (in vigore dal 1° dicembre 2023)
    Vigenza
    Fino al 31 dicembre 2026
    Platea
    ~125.000 (autisti autobus urbani/extraurbani, conducenti tram/metro, macchinisti ferrovie regionali, personale viaggiante, manutentori)

    Tabella riepilogativa

    TFR CCNL Autoferrotranvieri
    Voce Valore
    Formula TFR annuo Retribuzione annua / 13,5
    Rivalutazione annua 75% ISTAT FOI + 1,5%
    Anticipazione max 70% del maturato
    Frequenza anticipazioni 1 volta nell’arco del rapporto
    Anzianità minima anticipazione 8 anni
    Fondo pensione complementare Priamo
    Contributo azienda 1,55% del minimo
    Contributo lavoratore 1,55% del minimo
    Pagamento cessazione 30 gg (oltre = interessi legali)

    Calcolo del TFR

    Il TFR annuo si calcola come:

    TFR annuo = Retribuzione lorda annua / 13,5

    Si conta su tutta la “retribuzione” per il TFR (art. 2120 c.c.): minimo parametrico + ISV + indennità fisse + 13ª + 14ª.

    La struttura su 14 mensilità rende il TFR del settore più sostanzioso.

    Rivalutazione annuale

    Il TFR si rivaluta automaticamente:

    • 75% indice ISTAT FOI
    • + 1,5% fisso annuo

    Imposta sostitutiva sulla rivalutazione: 17%.

    Anticipazioni TFR

    Condizioni:

    • Anzianità minima 8 anni
    • Quota max 70% del maturato
    • Frequenza: una sola volta nell’arco del rapporto
    • Limite aziendale: 10% degli aventi diritto/anno

    Causali ammesse:

    • Acquisto prima casa propria o figli
    • Spese sanitarie straordinarie
    • Congedi parentali, formazione
    • Ristrutturazione abitazione

    Priamo: fondo pensione TPL

    Priamo è il fondo pensione complementare contrattuale del settore TPL e ferroviario.

    Contribuzione:

    • 1,55% azienda
    • 1,55% lavoratore (volontario)
    • + TFR maturando

    Iscrizione automatica con silenzio-assenso. Contributi deducibili fino €5.164,57/anno. Tassazione finale 15% calante fino 9%.

    TFR alla cessazione

    Alla cessazione:

    • Tassazione separata (IRPEF media ultimi 5 anni)
    • Pagamento entro 30 giorni
    • Fondo di Garanzia INPS in caso di insolvenza

    Casi pratici

    Tizio – Autista TFR 10 anni
    Tizio (autista urbano) con retribuzione annua €30.000 (14 mens + ISV + indennità). TFR annuo €2.222. Dopo 10 anni TFR maturato ~€25.000 (incluse rivalutazioni).
    Caia – Anticipazione prima casa
    Caia (conducente metro) con 12 anni e TFR €32.000. Chiede anticipazione 70% (€22.400) per acquisto prima casa. Azienda approva.
    Sempronio – Cessazione Priamo
    Sempronio (macchinista) cessa con 15 anni. TFR €45.000 (era conferito a Priamo): €10.000 pre-Priamo liquidato azienda + €35.000 al fondo. Tassazione 15% finale.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR di un autista TPL?
    TFR annuo = Retribuzione lorda annua / 13,5. Su parametro base + ISV + indennità fisse + 13ª + 14ª. Rivalutazione annua al 75% ISTAT + 1,5% fisso.
    Posso chiedere un'anticipazione del TFR?
    Sì, dopo 8 anni di anzianità, fino al 70% del maturato, una sola volta. Per: prima casa, spese sanitarie straordinarie, congedi parentali, formazione, ristrutturazione abitazione.
    Cos'è Priamo?
    È il fondo pensione complementare del settore TPL e ferroviario. Contributo 1,55% az + 1,55% lav + TFR maturando. Iscrizione automatica con silenzio-assenso. Tassazione finale 15% calante.
    Quanto tempo per ricevere il TFR alla cessazione?
    30 giorni. Oltre: interessi legali. Se azienda fallisce, Fondo di Garanzia INPS paga TFR + ultime 3 mensilità.

    Stesso CCNL: consulta anche stipendi TPL 2026, preavviso 30-180 giorni, ferie 28 gg, permessi, festività, maternità conducenti, congedi familiari, 13ª, 14ª, premi produttività e malattia, comporto e visite mediche.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Autoferrotranvieri (Trasporto Pubblico Locale). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • SAS: accomandatari e accomandanti nella dichiarazione dei redditi

    In sintesi

    • La SAS ha due categorie di soci: gli accomandatari (gestori con responsabilità illimitata) e gli accomandanti (investitori con responsabilità limitata alla quota versata).
    • In quadro RO il socio accomandante è identificato con il codice ‘B’ nel campo 10; gli accomandatari e gli altri soci hanno codici diversi.
    • Il reddito si imputa a entrambe le categorie in proporzione alla quota di partecipazione agli utili, senza distinzioni fiscali tra le due categorie sul punto dell’imputazione.
    • La quota percentuale di partecipazione deve risultare da atto pubblico o scrittura privata autenticata; se manca, si presume proporzionale ai conferimenti.
    • La società rilascia a ogni socio (accomandatario e accomandante) il prospetto con la quota di reddito da dichiarare nella dichiarazione personale.
    • La SAS è soggetta alle norme sulle società di comodo (art. 30 legge n. 724 del 1994), a differenza delle società semplici.

    Che differenza c'è tra accomandatari e accomandanti

    La società in accomandita semplice (SAS) è una forma societaria che permette di unire due profili diversi: chi vuole gestire l’impresa in prima persona (l’accomandatario) e chi vuole investire senza esporsi con il proprio patrimonio personale (l’accomandante). Questa distinzione ha conseguenze importanti sul piano civile – soprattutto in termini di responsabilità per i debiti sociali – ma sul piano della tassazione dei redditi prodotti dalla società il meccanismo di base è lo stesso delle altre società di persone: la trasparenza fiscale.

    In concreto: il reddito prodotto dalla SAS nel 2025 viene determinato attraverso il Modello Redditi SP 2026 e poi imputato a ogni socio in proporzione alla propria quota di partecipazione agli utili. Questo vale sia per gli accomandatari che per gli accomandanti. La differenza tra le due categorie non riguarda quanta parte di reddito viene loro attribuita (quello dipende dalle quote accordate nell’atto), ma riguarda la gestione e la responsabilità: solo gli accomandatari possono amministrare la società e rispondono illimitatamente dei debiti.

    Il Modello Redditi SP 2026 distingue le due categorie nel quadro RO, dove il campo 10 richiede di indicare la qualifica del socio: ‘B’ per il socio accomandante, ‘A’ per il socio amministratore, ‘R’ per gli altri soci. Questa distinzione serve al Fisco per avere un quadro completo della compagine sociale, ma non cambia la logica dell’imputazione del reddito.

    Accomandatari e accomandanti a confronto
    Aspetto Accomandatario Accomandante
    Gestione della società Può amministrare e rappresentare la SAS Non può compiere atti di amministrazione
    Responsabilità per i debiti sociali Risponde illimitatamente e solidalmente Risponde solo nei limiti della quota conferita
    Codice nel campo 10 del quadro RO 'A' se è anche amministratore, 'R' altrimenti 'B'
    Imputazione del reddito In proporzione alla quota di partecipazione agli utili In proporzione alla quota di partecipazione agli utili
    Prospetto che riceve dalla SAS Con quota di reddito e tutti i dati per la dichiarazione personale Con quota di reddito e tutti i dati per la dichiarazione personale
    Applicazione norme società di comodo Sì, la SAS è soggetta all'art. 30 legge n. 724 del 1994 Sì, idem

    Esempio pratico

    • Beta SAS è composta da Tizio (accomandatario, quota 60%) e Caio (accomandante, quota 40%). Nel 2025 la SAS ha prodotto un reddito d’impresa di 50.000 euro. Nel quadro RN viene riepilogato l’intero reddito di 50.000 euro. Nel quadro RO, Tizio è indicato come accomandatario-amministratore (codice ‘A’ nel campo 10) con quota 60%; Caio come accomandante (codice ‘B’) con quota 40%. Il prospetto rilasciato a Tizio indica 30.000 euro (60% di 50.000) da dichiarare nel Modello Redditi PF; quello di Caio indica 20.000 euro (40% di 50.000). Entrambi tassano la propria quota con le aliquote IRPEF progressive, anche se Caio non ha preso parte alla gestione.

    Documenti necessari

    • Atto costitutivo della SAS con indicazione delle categorie di soci (accomandatari e accomandanti) e delle rispettive quote
    • Eventuale scrittura privata autenticata in caso di modifica delle quote o della compagine
    • Bilancio o rendiconto annuale per il 2025
    • Modello Redditi SP 2026 con quadri RN e RO compilati
    • Prospetto da rilasciare a ogni socio (sezione 18.10 delle istruzioni Redditi SP 2026)

    SAS con un accomandatario e due accomandanti

    Scenario. Gamma SAS ha Tizio come unico accomandatario (quota 50%) e due accomandanti, Caio (30%) e Sempronio (20%). Nel 2025 produce un reddito d’impresa di 100.000 euro.

    Come si applica. Il reddito viene imputato per trasparenza: Tizio riceve 50.000 euro, Caio 30.000 euro e Sempronio 20.000 euro. Tizio gestisce la società e risponde illimitatamente dei debiti; Caio e Sempronio investono ma non amministrano. Sul piano fiscale, tutti e tre dichiarano la propria quota nel Modello Redditi PF tramite il quadro RH.

    In pratica

    • Nel quadro RO, Tizio ha codice ‘A’ (socio amministratore); Caio e Sempronio hanno entrambi codice ‘B’ (accomandanti).
    • La SAS rilascia a ciascuno il prospetto con la quota di reddito imputata e i crediti d’imposta e le ritenute spettanti.
    • Se la SAS avesse prodotto una perdita, anche quella sarebbe stata ripartita nelle stesse proporzioni: 50% a Tizio, 30% a Caio, 20% a Sempronio.

    Accomandante che non ha ricevuto nulla dalla SAS

    Scenario. Delta SAS ha prodotto nel 2025 un reddito di 40.000 euro. Caio, accomandante con quota del 25%, non ha percepito alcun compenso o distribuzione dalla società durante l’anno.

    Come si applica. La mancata distribuzione non fa venire meno l’obbligo di dichiarare la quota di reddito imputata per trasparenza. Caio deve dichiarare 10.000 euro (25% di 40.000) nel Modello Redditi PF, applicandovi le aliquote IRPEF, anche se non ha ricevuto nulla concretamente dalla SAS. Il reddito è considerato prodotto nell’anno 2025, indipendentemente da quando e se verrà distribuito.

    In pratica

    • Caio riceve il prospetto dalla SAS con i suoi 10.000 euro di reddito imputato e lo inserisce nel quadro RH del Modello Redditi PF.
    • Dovrà avere la liquidità personale necessaria per pagare l’IRPEF su quei 10.000 euro, anche se il denaro è rimasto nelle casse della SAS.
    • Questo è uno dei motivi per cui i soci di società di persone spesso pianificano anticipi o distribuzioni intermedie durante l’anno, per non trovarsi in difficoltà al momento del versamento delle imposte.

    Quando rivolgersi a un professionista

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    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    L'accomandante paga più o meno imposte dell'accomandatario?

    Non esiste una regola che privilegi o penalizzi l’una o l’altra categoria sul piano dell’IRPEF dovuta sul reddito imputato. Ciò che conta è la quota di partecipazione agli utili concordata nell’atto costitutivo. Un accomandante con quota del 60% pagherà le imposte su più reddito di un accomandatario con quota del 40%.

    L'accomandante può perdere di più di quanto ha investito?

    Sul piano civile no: la responsabilità dell’accomandante è limitata alla quota conferita. Ma sul piano fiscale, se la SAS produce una perdita, anche l’accomandante riceve la propria quota di perdita da portare in dichiarazione, secondo i limiti previsti dalle norme.

    Come si distingue un accomandatario da un accomandante nel Modello Redditi SP?

    Nel campo 10 del quadro RO: il socio accomandante viene identificato con il codice ‘B’, il socio amministratore con il codice ‘A’, gli altri soci (inclusi gli accomandatari non amministratori) con il codice ‘R’.

    Un accomandante può diventare accomandatario?

    Sì, ma si tratta di una modifica dell’atto costitutivo che deve essere formalizzata e che comporta conseguenze importanti in termini di responsabilità illimitata per i debiti sociali. Sul piano dichiarativo, il cambiamento andrà riflesso nel quadro RO dell’anno in cui avviene.

    La SAS è soggetta alle norme sulle società di comodo?

    Sì. Le istruzioni del Modello Redditi SP 2026 (sezione 20.6) prevedono che il prospetto per la verifica dell’operatività e del reddito imponibile minimo (art. 30 della legge n. 724 del 1994) debba essere compilato dalle società in nome collettivo e in accomandita semplice.

    Se un accomandante partecipa alla gestione, che succede?

    Sul piano civile, un accomandante che compie atti di amministrazione perde il beneficio della responsabilità limitata e risponde illimitatamente per le obbligazioni sociali assunte nello stesso periodo. Sul piano fiscale, la sua quota di reddito rimane imputata secondo le stesse regole, ma la situazione civilistica si complica notevolmente.

  • Art. 129 DPR 230/2000 – Finalità ed interventi

    Art. 129 DPR 230/2000 – Finalità ed interventi

    Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230 – Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà

    1. La Cassa delle ammende, ente dotato di personalità giuridica di diritto pubblico ai sensi dell' articolo 4 della legge 9 maggio 1932, n. 547 , provvede ad attuare le finalità di cui ai commi 2 e 3 con gli interventi diretti e indiretti previsti nel presente articolo.

    2. I fondi patrimoniali della Cassa sono erogati, previa deliberi del consiglio di amministrazione, per finanziare prioritariamente progetti dell'amministrazione penitenziaria che utilizzano le disponibilità finanziarie dei fondi strutturali europei, nonché progetti che utilizzano finanziamenti previsti dalla normativa comunitaria, da quella nazionale e da quella regionale.

    3. I fondi patrimoniali della Cassa sono altresì erogati, previa delibera del consiglio di amministrazione, per il finanziamento di programmi che attuano interventi di assistenza economica in favore delle famiglie di detenuti ed internati, nonché di programmi che tendono a favorire il reinserimento sociale di detenuti ed internati anche nella fase di esecuzione di misure alternative alla detenzione.

    4. I programmi di cui al comma 3, previa indicazione della persona responsabile della loro attuazione, possono essere presentati da enti pubblici, da enti privati, fondazioni o altri organismi impegnati in attività di volontariato e di solidarietà sociale, dagli istituti penitenziari e dai centri di servizio sociale dell'amministrazione penitenziaria.

    5. I programmi di cui al comma 3, esclusi quelli presentati dagli istituti penitenziari e dai centri di servizio sociale, sono accompagnati da una relazione illustrativa del soggetto richiedente, nonché da un parere dell'assessorato alla sicurezza sociale della provincia territorialmente competente per il luogo in cui il programma deve essere attuato.

    6. I programmi di cui al comma 3 sono finanziati con riferimento a stati di avanzamento semestrali, previa valutazione favorevole, per ogni stato di avanzamento, dei soggetti competenti a rilasciare i pareri di cui al comma 4 e del consiglio di amministrazione della Cassa.

    7. Le spese inerenti il finanziamento dei programmi di cui ai commi 2 e 3 ed ogni altra spesa di competenza della Cassa delle ammende, ivi comprese le somme detratte dai depositi cauzionali per spese di giustizia e di mantenimento in carcere dovute dal depositante all'erario, sono effettuate con mandati di pagamento emessi dal presidente della Cassa stessa e trasmessi alla Cassa depositi e prestiti che ne cura l'accreditamento ai responsabili dei programmi di cui al comma 4, ovvero agli aventi diritto.

    8. Dell'avvenuto accreditamento delle somme di cui al comma 7 la Cassa depositi e prestiti dà comunicazione alla Cassa delle ammende. 5

  • Art. 1211 Codice della Navigazione – Rifiuto di obbedienza a nave da guerra di potenza amica

    Art. 1211 Codice della Navigazione – Rifiuto di obbedienza a nave da guerra di potenza amica

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Il comandante della nave, che non osserva le prescrizioni dell'articolo 201,è punito con l'arresto fino a sei mesi ovvero con l'ammenda fino a lire cinquemila. 59 ———— AGGIORNAMENTO Il D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507, ha disposto (con l'art. 14, comma 13) che "Nell'articolo 1211 del codice della navigazione le parole "con l'arresto fino a sei mesi ovvero con l'ammenda fino a lire un milione" sono sostituite dalle seguenti: "con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire tre milioni a lire diciotto milioni"."

  • Art. 1231 Codice della Navigazione – Inosservanza di norme sulla sicurezza della navigazione

    Art. 1231 Codice della Navigazione – Inosservanza di norme sulla sicurezza della navigazione

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Chiunque non osserva una disposizione di legge o di regolamento ovvero un provvedimento legalmente dato dall'autorità competente in materia di sicurezza della navigazione è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l'arresto fino a tre mesi ovvero con l'ammenda fino a lire duemila.

  • Art. 387 CCII – Disposizioni di coordinamento

    Art. 387 CCII – Disposizioni di coordinamento

    Disposizione finale del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019).

  • Consolidato fiscale o tassazione separata nel gruppo

    In sintesi

    • Consolidato fiscale (artt. 117 e seguenti TUIR): opzione triennale che somma gli imponibili IRES di più società dello stesso gruppo, permettendo di compensare utili e perdite all’interno del perimetro.
    • Tassazione separata: ogni società paga l’IRES 24% sul proprio imponibile, senza possibilità di usare le perdite di una controllata per abbattere gli utili di un’altra.
    • Il consolidato può generare un risparmio IRES immediato quando nel gruppo coesistono società in utile e società in perdita.
    • L’opzione triennale è vincolante: va valutata attentamente perché non si può abbandonare liberamente prima della scadenza.
    • I dividendi infragruppo concorrono al reddito solo per il 5% (art. 89 TUIR) sia nel consolidato sia nella tassazione separata, ma il consolidato consente di evitare che l’utile passi prima dal dividendo.

    Come funziona il consolidato fiscale nei gruppi di società

    In un gruppo di società, ogni SRL o SpA paga di solito l’IRES sul proprio reddito imponibile, separatamente dalle altre. Se una controllata guadagna 200.000 euro e un’altra perde 80.000 euro, il fisco tassa i 200.000 euro della prima senza tenere conto delle perdite della seconda. Il risparmio fiscale potenziale di 80.000 euro di perdite rimane ‘intrappolato’ nella controllata in rosso.

    Il consolidato fiscale (artt. 117 e seguenti del TUIR) è lo strumento che risolve questo problema. Le società che aderiscono all’opzione sommano i propri imponibili IRES in un’unica base consolidata. Gli utili di una vengono ridotti dalle perdite dell’altra, e l’IRES si paga solo sul saldo netto. È come se il gruppo fosse, ai fini IRES, un’unica grande entità.

    La tassazione separata è il regime ordinario: nessuna formalità aggiuntiva, ma anche nessuna compensazione infragruppo. Ogni società fa la propria dichiarazione, paga il proprio IRES, e le perdite di ciascuna si riportano solo in avanti nella stessa società, non si trasferiscono alle sorelle o alla capogruppo.

    Consolidato fiscale vs tassazione separata – confronto testa a testa
    Aspetto Tassazione separata Consolidato fiscale (artt. 117 ss. TUIR)
    Base imponibile IRES Ogni società calcolata in modo autonomo Somma algebrica degli imponibili delle società aderenti
    Perdite di una controllata Riportabili solo in avanti nella stessa società Compensate subito con gli utili di altre società del gruppo
    Formalità Nessuna opzione: regime ordinario Opzione triennale, comunicazione all'Agenzia delle Entrate
    Aliquota IRES 24% per ciascuna società 24% sul reddito consolidato netto
    Dividendi infragruppo Concorrono al reddito per il 5% (art. 89 TUIR) Eliminati: non circolano tra le aderenti in modo tassabile
    Vincolo di uscita Nessuno Vincolante per il triennio; uscita anticipata ha conseguenze fiscali
    Responsabilità dell'IRES Ciascuna società per la propria quota La consolidante è responsabile dell'IRES di gruppo

    Esempio pratico

    • Alfa SRL (capogruppo) ha un reddito imponibile di 300.000 euro. La controllata Beta Srl è in perdita per 120.000 euro.

      Tassazione separata: Alfa paga IRES su 300.000 × 24% = 72.000 euro. Beta riporta la perdita di 120.000 euro ai prossimi esercizi. Totale IRES versata: 72.000 euro.

      Consolidato fiscale: Base consolidata = 300.000 − 120.000 = 180.000 euro. IRES = 180.000 × 24% = 43.200 euro. Risparmio immediato: 72.000 − 43.200 = 28.800 euro. Le perdite di Beta vengono ‘usate’ subito anziché restare bloccate in attesa di futuri utili.

    Documenti necessari

    • Bilanci delle società del gruppo degli ultimi due esercizi
    • Statuti delle società partecipanti (per verifica requisiti di controllo)
    • Delibere assembleari di adesione al consolidato
    • Comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle Entrate nei termini
    • Dichiarazione IRES consolidata (modello SC con quadro GN/GC)
    • Accordi di consolidamento infragruppo (ripartizione dell’IRES tra consolidante e consolidate)

    Caso 1: gruppo con controllata in perdita – consolidato vantaggioso

    Scenario. Alfa SRL è la capogruppo con un utile di 400.000 euro. La controllata Beta Srl ha avuto un anno difficile e registra una perdita di 150.000 euro. Tizio è il socio di controllo di entrambe.

    Come si applica. Con tassazione separata, Alfa paga IRES su 400.000 = 96.000 euro. Beta non paga nulla ma ‘congela’ la perdita per usi futuri. Con il consolidato fiscale, la base consolidata scende a 250.000 euro: IRES = 60.000 euro. Risparmio nell’esercizio: 36.000 euro. La perdita di Beta viene immediatamente valorizzata senza attendere che Beta stessa torni in utile, il che potrebbe richiedere anni.

    In pratica

    • Il consolidato è particolarmente utile nei gruppi dove le perdite di una controllata rischiano di ‘scadere’ o di essere difficilmente assorbite in futuro.
    • Il risparmio di cassa immediato (meno IRES da versare negli acconti) migliora la liquidità della capogruppo.
    • Ricordare: l’opzione dura tre anni; se il quadro economico cambia bisogna comunque rispettare il vincolo.

    Caso 2: gruppo con tutte le società in utile – tassazione separata preferibile

    Scenario. Alfa SRL e Beta Srl sono entrambe profittevoli e non prevedono perdite nei prossimi anni. Tizio valuta se optare per il consolidato.

    Come si applica. Se tutte le società del perimetro sono in utile, il consolidato non offre alcun vantaggio sulla compensazione delle perdite. L’IRES totale è identica (la somma degli imponibili non cambia). Però il consolidato aggiunge complessità: accordo di consolidamento, dichiarazione consolidata, responsabilità solidale della capogruppo per l’IRES di tutte le aderenti. In questo scenario la tassazione separata è più semplice e non costa di più.

    In pratica

    • Prima di optare per il consolidato, fare una proiezione triennale: conviene solo se si prevede almeno una società in perdita nel periodo.
    • Il consolidato è uno strumento di pianificazione, non di risparmio automatico: il vantaggio dipende interamente dalla composizione del reddito di gruppo.
    • Se le società sono tutte in utile, è meglio aspettare un momento più opportuno per esercitare l’opzione.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Cos'è il consolidato fiscale?

    È un’opzione triennale (artt. 117 e seguenti del TUIR) che permette alle società di un gruppo di sommare i propri imponibili IRES in un’unica base, compensando utili e perdite infragruppo. Si paga l’IRES solo sul saldo netto.

    Chi può aderire al consolidato fiscale?

    Possono aderire le società di capitali residenti in Italia che appartengono allo stesso gruppo (requisiti di controllo ex art. 2359 c.c.). La consolidante deve detenere il controllo diretto o indiretto delle consolidate.

    Quanto dura l'opzione e si può uscire prima?

    L’opzione è triennale e in linea generale vincolante per tutta la sua durata. L’uscita anticipata può comportare il recupero dei vantaggi fruiti. È importante valutare bene prima di esercitarla.

    I dividendi infragruppo si tassano nel consolidato?

    Nel consolidato fiscale i dividendi tra le società aderenti vengono eliminati dalla base imponibile consolidata, evitando una tassazione anche minima. Con la tassazione separata, i dividendi concorrono al reddito per il 5% (art. 89 TUIR).

    Il consolidato copre anche l'IRAP?

    No: il consolidato fiscale riguarda solo l’IRES. L’IRAP resta un tributo regionale calcolato separatamente per ciascuna società.

    Cosa succede se una controllata esce dal perimetro durante il triennio?

    L’uscita di una società dal perimetro durante il triennio può far decadere i vantaggi fruiti e comportare il versamento dell’IRES ‘risparmiata’. È un’eventualità da gestire con attenzione nella pianificazione.

  • Art. 391 CCII – Clausola di invarianza finanziaria

    Art. 391 CCII – Clausola di invarianza finanziaria

    Disposizione finale del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019).

  • Spese istruzione scolastica figli: detrazione 19% nel 730

    In sintesi

    • Detrazione del 19% sulle spese scolastiche, calcolata su un massimale di 1.000 euro per ciascun alunno o studente.
    • Rientrano le spese per mensa scolastica, servizi pre/post scuola, gite, assicurazione scolastica e trasporto.
    • Sono ammessi anche i contributi per corsi aggiuntivi (lingua, teatro) deliberati dagli organi d’istituto.
    • La detrazione spetta sia per il contribuente stesso sia per i familiari fiscalmente a carico.
    • Se hai più figli a scuola, compila un rigo separato per ogni alunno nel modello 730.
    • Non si cumula con la detrazione per erogazioni liberali alle scuole (codice 31): le due agevolazioni sono alternative.

    Come funziona la detrazione sulle spese scolastiche

    Se hai un figlio che frequenta la scuola dell’infanzia (il vecchio ‘asilo’), la scuola primaria o la scuola secondaria di primo e secondo grado, una parte delle spese che paghi ogni anno puoi recuperarla nella dichiarazione dei redditi. Si tratta della detrazione del 19 per cento prevista per le spese di istruzione diverse da quelle universitarie.

    La detrazione si applica su un tetto massimo di 1.000 euro per ogni alunno. Ciò significa che, anche se hai speso di più, il risparmio fiscale massimo per ogni figlio è pari a 190 euro (il 19% di 1.000 euro). Se hai due figli a scuola, il massimale raddoppia e compili due righi distinti nel 730.

    Una cosa importante: questa detrazione vale solo per le scuole che appartengono al sistema nazionale di istruzione, cioè scuole statali e scuole paritarie (riconosciute dallo Stato). Le rette di scuole private non paritarie non danno diritto alla detrazione. Per l’università, invece, esiste un’agevolazione separata con regole diverse.

    Spese scolastiche detraibili: riepilogo
    Tipo di spesa Ammessa?
    Mensa scolastica e assistenza al pasto Si
    Servizi pre-scuola e post-scuola Si
    Gite scolastiche e assicurazione della scuola Si
    Servizio di trasporto scolastico Si
    Corsi aggiuntivi deliberati dalla scuola (lingue, teatro) Si
    Massimale per alunno 1.000 euro

    Esempio pratico

    • Tizio ha due figli: uno alle elementari e uno alle medie. Per il primo ha pagato 800 euro tra mensa, gite e contributi volontari; per il secondo 1.300 euro tra mensa e corsi aggiuntivi. Nel 730 Tizio indica due righi con codice 12: nel primo mette 800 euro, nel secondo 1.000 euro (il massimale, perche la spesa reale supera il limite). La detrazione totale e pari al 19% di 1.800 euro, cioe 342 euro di imposta in meno.

    Documenti necessari

    • Ricevute di pagamento della mensa scolastica
    • Bollettini o ricevute per i contributi volontari alla scuola
    • Ricevute per gite scolastiche e assicurazione
    • Ricevute per il servizio di trasporto scolastico
    • Ricevute per corsi integrativi organizzati dalla scuola

    Figlio unico alle scuole medie: spese sotto il massimale

    Scenario. Caio ha un figlio di 12 anni che frequenta la scuola media statale. Nel 2025 ha pagato 350 euro di mensa, 80 euro per una gita scolastica e 200 euro di contributi per corsi di inglese pomeridiani organizzati dalla scuola. Totale: 630 euro.

    Come si applica. Poiche la spesa di 630 euro e sotto il massimale di 1.000 euro, Caio indica l’intero importo nel rigo del 730 con codice 12. La detrazione del 19% si calcola su 630 euro e vale 119,70 euro. Non c’e franchigia da sottrarre: la detrazione parte dal primo euro di spesa.

    In pratica

    • Spesa totale: 630 euro (sotto il tetto di 1.000 euro per alunno).
    • Detrazione: 19% x 630 euro = 119,70 euro di imposta risparmiata.
    • Codice da indicare nel 730: 12, nei righi da E8 a E10.

    Due figli a scuola: spesa superiore al massimale per uno

    Scenario. Sempronia ha due figlie: una all’infanzia e una alle superiori. Per la piu piccola ha pagato 900 euro di retta mensile all’asilo paritario; per la grande ha pagato 1.500 euro tra mensa, abbonamento al trasporto e contributi scolastici.

    Come si applica. Per la figlia alle superiori, Sempronia puo indicare solo 1.000 euro (il massimale), non 1.500 euro. Per la figlia all’infanzia indica 900 euro (spesa intera, sotto il tetto). Compila due righi distinti con codice 12. La detrazione totale e il 19% di 1.900 euro, cioe 361 euro.

    In pratica

    • Per la figlia alle superiori: massimale 1.000 euro, non 1.500 euro.
    • Per la figlia all’infanzia: 900 euro (importo intero, entro il tetto).
    • Due righi nel 730, uno per ogni figlia: la detrazione complessiva e 361 euro.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    La retta del nido puo rientrare tra le spese scolastiche?

    No. Gli asili nido hanno una detrazione dedicata (codice 33) con massimale di 632 euro per figlio. Le spese scolastiche con codice 12 partono dalla scuola dell’infanzia (dai 3 anni).

    Vale anche per le scuole private non statali?

    Si, a patto che la scuola sia riconosciuta come ‘paritaria’ e appartenga al sistema nazionale di istruzione ai sensi della legge 62/2000. Una scuola privata priva di questo riconoscimento non da diritto alla detrazione.

    Devo pagare con metodo tracciabile?

    Si. Dal 2020 la detrazione del 19% richiede pagamento tracciabile (bonifico, carta, bancomat, MAV/PagoPA). Conserva la ricevuta o l’estratto conto come prova.

    Posso detrarre le spese scolastiche del figlio fiscalmente non a carico?

    No. La detrazione spetta solo per i familiari fiscalmente a carico. Se il figlio ha redditi propri superiori alla soglia, la spesa non e detraibile.

    Questa detrazione si cumula con le erogazioni liberali alla scuola?

    No. Se hai gia indicato un contributo con il codice 31 (erogazioni liberali agli istituti scolastici), quello stesso importo non puo essere indicato anche come spesa di istruzione con il codice 12: le due agevolazioni sono alternative.

    Quanto vale il risparmio massimo per ogni figlio?

    Il massimo detraibile e 1.000 euro per alunno, quindi il risparmio fiscale massimo e 190 euro a figlio (19% di 1.000 euro).

    Vedi anche: Mensa scolastica e spese scuola, Mantenimento dei figli, Figli maggiorenni studenti a carico, Università non statali, Figli a carico e Detrazione 19% spese conservatorio e scuole AFAM.