Indice
  1. La guida
  2. Vedi anche

La guida

In sintesi

Cosa è cambiato con l'assegno unico e quando spetta ancora la detrazione

Se hai figli, probabilmente ti sei accorto che qualcosa è cambiato nella tua dichiarazione degli ultimi anni. Dal 1° marzo 2022, per i figli con meno di 21 anni non esiste più la detrazione IRPEF nel modello 730: al suo posto c’è l’Assegno Unico Universale, che viene erogato direttamente dall’INPS su richiesta. Non devi fare nulla nel 730 per questo beneficio: riguarda già la tua busta paga o il tuo conto corrente.

La detrazione IRPEF per figli a carico nel 730/2026 (anno d’imposta 2025) sopravvive però per una fascia specifica: i figli dai 21 anni compiuti fino ai 29 anni compresi, che non superano il limite di reddito per essere considerati a carico. Se il figlio compie 21 anni a giugno 2025, la detrazione spetta solo per i 7 mesi da giugno a dicembre. Dal 2025 la detrazione per figli di 30 anni o più è abolita, salvo che abbiano una disabilità riconosciuta ai sensi della legge 104/1992.

Per i figli con disabilità over 21 le regole sono più favorevoli: la detrazione IRPEF non ha limiti di età e, novità importante, è cumulabile con l’Assegno Unico Universale eventualmente percepito. Questo significa che un genitore con un figlio disabile di 35 anni può ottenere sia la detrazione sia l’assegno, senza che uno escluda l’altro.

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Anche se il figlio non dà diritto alla detrazione (perché ha meno di 21 anni o più di 30 senza disabilità), i suoi dati vanno comunque indicati nel prospetto dei familiari a carico del modello 730: servono per riconoscere altre agevolazioni legate alla presenza di figli, come alcune deduzioni o detrazioni di spesa.

Detrazione per figli a carico: chi ne ha diritto nel 730/2026
Situazione del figlio Detrazione IRPEF spettante
Figlio con meno di 21 anni No (sostituita da Assegno Unico INPS)
Figlio da 21 a 29 anni, reddito <= 4.000 euro (se ha meno di 25 anni) o <= 2.840,51 euro Sì, proporzionale ai mesi
Figlio di 30 anni o più, senza disabilità No (abolita dal 2025)
Figlio con disabilità (L. 104/1992) di qualsiasi età over 21 Sì, cumulabile con Assegno Unico

Quanto vale la detrazione per figli a carico nel 2026: importo e calcolo

L’art. 12, comma 1, lettera c), del TUIR fissa la detrazione in 950 euro per ciascun figlio che ne ha diritto. L’importo è teorico: si moltiplica per il rapporto tra 95.000 euro meno il reddito complessivo del genitore e 95.000 euro. Con più figli che danno diritto alla detrazione, la soglia di 95.000 euro aumenta di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo, per tutti. Il rapporto si tronca alla quarta cifra decimale e il reddito si considera al netto dell’abitazione principale e delle sue pertinenze. Oltre la soglia la detrazione è zero.

Detrazione spettante per ciascun figlio a carico al 100% (calcolo con l’art. 12 del TUIR)
Reddito complessivo del genitore 1 figlio con diritto alla detrazione 2 figli (per ciascuno) 3 figli (per ciascuno)
15.000 euro 800,00 euro 820,42 euro 836,00 euro
30.000 euro 649,99 euro 690,84 euro 722,00 euro
50.000 euro 449,92 euro 518,13 euro 570,00 euro
80.000 euro 149,91 euro 259,07 euro 342,00 euro

Gli importi sono per figlio, se la detrazione è attribuita al 100% a un genitore. Se è ripartita al 50% tra i genitori, ciascuno applica la formula al proprio reddito e prende la metà del risultato. Contano solo i figli che danno diritto alla detrazione (21-29 anni, o con disabilità dai 21 anni): un fratello di 15 anni non alza la soglia.

Le regole sono le stesse per i redditi del 2025 (730/2026) e per quelli del 2026 che si dichiareranno nel 2027: il testo dell’art. 12 in vigore non è cambiato su questi punti. Fonti: art. 12 del TUIR (Normattiva); istruzioni 730/2026, capitolo «Familiari a carico» e tabella 4.

Limite di reddito per i figli a carico 2026

Il figlio è fiscalmente a carico se il suo reddito complessivo dell’anno, al lordo degli oneri deducibili, non supera:

Nel limite si contano anche redditi che non entrano nel reddito complessivo: i canoni con cedolare secca, il reddito d’impresa o di lavoro autonomo nel regime forfettario o di vantaggio, le mance tassate con imposta sostitutiva, le retribuzioni di enti internazionali e la quota esente del lavoro frontaliero. Il limite riguarda l’intero anno: se il figlio lo supera, non è a carico per nessun mese. Per i figli universitari e le spese di studio vedi anche figli maggiorenni studenti a carico.

Assegno unico e detrazioni: cosa si può cumulare

Assegno unico e detrazione IRPEF per età del figlio
Età del figlio Detrazione IRPEF art. 12 Assegno unico INPS
Minorenne No Sì, su domanda all’INPS
Da 18 a 20 anni No Sì, se studia, fa un tirocinio o lavora con reddito sotto 8.000 euro, è disoccupato o in servizio civile
Da 21 a 29 anni, senza disabilità Sì, 950 euro teorici No
30 anni o più, senza disabilità No (dal 2025) No
Con disabilità, dai 21 anni in su Sì, senza limite di età Sì, senza limiti di età: si cumula con la detrazione

Fonti: art. 12 del TUIR per la detrazione; art. 2 del D.Lgs. 230/2021 per l’assegno unico. Per i figli sotto i 21 anni non si può scegliere la detrazione al posto dell’assegno: la norma non la prevede più. Restano però importanti nel 730: se sono fiscalmente a carico, i genitori detraggono le spese sostenute per loro (mediche, scolastiche, sportive) e, per i redditi oltre 75.000 euro, contano nel coefficiente che fissa il tetto complessivo delle detrazioni (art. 16-ter del TUIR), perché la norma considera tutti i figli entro il limite di reddito, a prescindere dall’età.

Dal 2025 le detrazioni per carichi di famiglia non spettano ai contribuenti che non sono cittadini italiani, dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo per i familiari residenti all’estero (art. 12, comma 2-bis).

Esempio pratico

  • Tizio ha due figli: il primo nato a febbraio 2003 (22 anni per tutto il 2025, reddito zero), il secondo nato a marzo 2022 (3 anni). Per il figlio più grande Tizio può indicare la detrazione per figli a carico per tutti e 12 i mesi. Per il figlio piccolo, invece, non spetta alcuna detrazione nel 730 perché sotto i 21 anni: Tizio deve però avere già richiesto all’INPS l’Assegno Unico. Nonostante non ci sia detrazione, i dati del figlio piccolo vanno comunque inseriti nel prospetto dei familiari a carico.

Documenti necessari

  • Codici fiscali di tutti i figli da indicare nel prospetto familiari a carico
  • Documentazione dell’INPS relativa all’Assegno Unico percepito (per verifica, non da allegare)
  • Certificazione di disabilità (L. 104/1992) per figli disabili over 21
  • Certificazione Unica del datore di lavoro (contiene i dati dei familiari a carico già comunicati)

Figlia che compie 21 anni a metà anno

Scenario. Caio ha una figlia nata ad agosto 2004. A agosto 2025 compie 21 anni. Per i mesi precedenti al compimento, per lei non spettava detrazione (Assegno Unico). Da agosto in poi, essendo over 21 e con reddito zero, entra nella fascia con detrazione.

Come si applica. Nel prospetto familiari a carico, nella colonna relativa ai mesi in cui spetta la detrazione per figli over 21, Caio dovrà indicare ‘5’ (agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre). La detrazione viene calcolata proporzionalmente dal CAF o dal professionista.

In pratica

  • Indicare i dati della figlia nel prospetto familiari a carico per tutti e 12 i mesi.
  • Nella colonna 10 del prospetto («n. mesi detrazione figli età da 21 e inferiore a 30») scrivere ‘5’ (i mesi da agosto a dicembre). Lo stesso esempio è nelle istruzioni ufficiali del 730/2026.
  • Per i 7 mesi precedenti, l’Assegno Unico continua a essere erogato dall’INPS: non serve fare nulla nel 730.

Figlio disabile di 35 anni

Scenario. Sempronio ha un figlio di 35 anni con disabilità grave riconosciuta ai sensi della legge 104/1992 e con reddito complessivo di 1.800 euro. Sempronio percepisce anche l’Assegno Unico per questo figlio.

Come si applica. Nonostante il figlio abbia più di 30 anni, la disabilità riconosciuta dalla L. 104/1992 fa sì che la detrazione IRPEF spetti comunque, senza limiti di età. La detrazione è cumulabile con l’Assegno Unico: Sempronio mantiene entrambi i benefici.

In pratica

  • Barrare la casella ‘D’ (disabilità) nel prospetto familiari a carico per il figlio e indicare 12 nella colonna 10.
  • Indicare 12 mesi a carico e la percentuale di detrazione (100% o 50% se l’altro genitore è presente).
  • L’Assegno Unico non va dichiarato nel 730 e non riduce la detrazione.

Quando rivolgersi a un professionista

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Fonti e approfondimenti

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Domande frequenti

Quanto si detrae per un figlio a carico nel 2026?

Per un figlio tra 21 e 29 anni, o con disabilità dai 21 anni, la detrazione teorica è di 950 euro all’anno. Si riduce con il reddito del genitore: 950 × (95.000 − reddito) / 95.000. Con 30.000 euro di reddito e un solo figlio spettano circa 650 euro se la detrazione è attribuita al 100%.

I figli sotto i 21 anni vanno ancora scritti nel 730?

Sì. Anche se non danno diritto alla detrazione IRPEF, i loro dati devono essere indicati nel prospetto dei familiari a carico perché servono per riconoscere altre agevolazioni (ad esempio alcune detrazioni per spese sostenute nell’interesse dei figli).

Devo indicare l’Assegno Unico nel modello 730?

No. L’Assegno Unico viene erogato direttamente dall’INPS e non compare nel 730. Non devi fare nulla nella dichiarazione dei redditi per riceverlo o mantenerlo.

La detrazione per mio figlio di 28 anni spetta se lavora part-time?

Dipende dal suo reddito complessivo. Se ha tra 21 e 24 anni il limite è 4.000 euro; da 25 anni in poi il limite scende a 2.840,51 euro. Se il reddito supera la soglia, non è fiscalmente a carico e non spetta la detrazione.

Posso attribuire tutta la detrazione a me se mio marito ha un reddito basso?

Sì. I genitori possono decidere di comune accordo di attribuire l’intera detrazione al genitore con reddito più elevato, per evitare che la parte che eccede l’imposta dell’altro genitore vada perduta.

Un figlio con disabilità di 40 anni dà ancora diritto alla detrazione?

Sì, senza limiti di età. Per i figli con disabilità riconosciuta ai sensi della legge 104/1992 la detrazione spetta indipendentemente dall’età, ed è cumulabile con l’Assegno Unico Universale.

Quanti mesi devo indicare per un figlio nato a settembre 2025?

Nella colonna 6 del prospetto (mesi a carico) si indica ‘4’, da settembre a dicembre. Per lui non spetta la detrazione perché ha meno di 21 anni, quindi la colonna 10 resta vuota: i suoi dati servono per le altre agevolazioni, come le spese sostenute per lui.

Posso rinunciare all’assegno unico e prendere la detrazione per un figlio minorenne?

No. Per i figli sotto i 21 anni la detrazione dell’art. 12 del TUIR non esiste più dal marzo 2022: resta solo l’assegno unico dell’INPS. Il figlio va comunque indicato nel prospetto dei familiari, perché le spese sostenute per lui restano detraibili se è fiscalmente a carico.

Vedi anche: Bonus nido per il secondo figlio, Mantenimento dei figli, Spese istruzione scolastica figli, Figli maggiorenni studenti a carico, Mensa scolastica e spese scuola e Assegno all’ex coniuge deducibile.

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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