Indice
  1. La guida
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

La guida

In sintesi

Chi è il coniuge fiscalmente a carico e perché conta nel 730

Quando si parla di ‘coniuge a carico’ in termini fiscali, si intende il marito o la moglie (o il partner di un’unione civile) che durante il 2025 ha guadagnato poco: al massimo 2.840,51 euro di reddito complessivo, calcolato al lordo degli oneri deducibili. Se il tuo coniuge è rimasto sotto questa soglia, hai diritto a una detrazione IRPEF sulla tua imposta.

Attenzione: nel calcolo di quel limite di 2.840,51 euro non si guarda solo il reddito da lavoro o da pensione. Vanno conteggiate anche alcune entrate che normalmente non entrano nel reddito complessivo dichiarato: i canoni da affitto tassati con cedolare secca, i redditi da attività in regime forfetario, i redditi da lavoro in zone di frontiera che godono di un’esenzione parziale, e le mance dei lavoratori del settore turistico tassate con imposta sostitutiva. Se la somma di tutto supera 2.840,51 euro, il coniuge non è a carico e la detrazione non spetta.

Quanto vale la detrazione per coniuge a carico nel 730/2026

L’importo dipende dal tuo reddito complessivo (quello di chi dichiara), calcolato al netto dell’abitazione principale e delle pertinenze e comprensivo dei canoni tassati con cedolare secca. Questa è la tabella 3 delle istruzioni del modello 730/2026:

Detrazione per coniuge a carico 2026 (redditi 2025)
Tuo reddito complessivo Detrazione annua
Fino a 15.000 euro 800 − (110 × reddito ÷ 15.000)
Da 15.001 a 29.000 euro 690 euro
Da 29.001 a 29.200 euro 700 euro
Da 29.201 a 34.700 euro 710 euro
Da 34.701 a 35.000 euro 720 euro
Da 35.001 a 35.100 euro 710 euro
Da 35.101 a 35.200 euro 700 euro
Da 35.201 a 40.000 euro 690 euro
Da 40.001 a 80.000 euro 690 × (80.000 − reddito) ÷ 40.000
Oltre 80.000 euro Nessuna detrazione

Esempi di calcolo. Con un reddito di 10.000 euro: 800 − (110 × 10.000 ÷ 15.000) = 726,67 euro. Con 31.000 euro: 710 euro. Con 60.000 euro: 690 × 20.000 ÷ 40.000 = 345 euro. Se il coniuge è a carico solo per una parte dell’anno, la detrazione spetta per i mesi indicati nel prospetto dei familiari. Nel 730 il calcolo lo fa chi presta l’assistenza fiscale: tu devi compilare bene il prospetto.

Il coniuge legalmente ed effettivamente separato non è mai stato «coniuge a carico». La novità del 2025 è che non può più essere indicato neppure tra gli altri familiari a carico, anche se convive con te o riceve assegni alimentari non stabiliti dal giudice. Le istruzioni del 730/2026 precisano però che puoi continuare a detrarre o dedurre gli oneri sostenuti per lui o per lei se convive con te o riceve quegli assegni. Nell’anno in cui avviene la separazione legale, la detrazione per coniuge a carico spetta per i mesi precedenti: si indicano in colonna 6 del prospetto.

Condizioni per la detrazione del coniuge a carico
Condizione Detrazione spettante
Reddito coniuge <= 2.840,51 euro, coniugati o unione civile non separati Sì, proporzionale al reddito del dichiarante
Reddito coniuge > 2.840,51 euro No
Matrimonio o separazione legale a metà anno Sì, solo per i mesi a carico (es. 7 mesi se matrimonio a giugno)
Coniuge legalmente ed effettivamente separato No; dal 2025 neppure come «altro familiare» (nell’anno della separazione, sì per i mesi precedenti)
Partner di unione civile registrata Sì, stesse regole del coniuge

Esempio pratico

  • Tizio lavora come dipendente con un reddito di 28.000 euro. Sua moglie nel 2025 ha percepito solo 1.200 euro da un lavoro occasionale: è sotto la soglia di 2.840,51 euro. Tizio indica la moglie come coniuge a carico per tutti e 12 i mesi. Con un reddito complessivo di 28.000 euro la detrazione è di 690 euro. Se invece la moglie avesse guadagnato 3.000 euro (anche se solo 500 euro in cedolare secca e 2.500 da lavoro), la soglia sarebbe superata e Tizio non potrebbe indicarla come coniuge a carico.

Documenti necessari

  • Certificazione Unica del coniuge (per verificare il suo reddito da lavoro o pensione)
  • Eventuale documentazione dei redditi del coniuge in regime forfetario o da cedolare secca
  • Stato di famiglia o documento che attesti la convivenza, se richiesto dal CAF
  • Codice fiscale del coniuge (da indicare nel prospetto anche se non è a carico)

Moglie casalinga con piccolo reddito da affitto

Scenario. Caio ha la moglie che non lavora ma affitta una camera a 200 euro al mese con cedolare secca (2.400 euro annui). La moglie non ha altri redditi.

Come si applica. Anche se il reddito da cedolare secca non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF, va comunque contato nel limite di 2.840,51 euro per la verifica del carico familiare. 2.400 euro è sotto la soglia, quindi la moglie è fiscalmente a carico e Caio può detrarre.

In pratica

  • Barrare la casella ‘C’ nel prospetto familiari a carico e indicare il codice fiscale della moglie.
  • Indicare ’12’ nella colonna ‘mesi a carico’ (a carico per tutto il 2025).
  • Il CAF calcola automaticamente la detrazione spettante in base al reddito di Caio.

Matrimonio celebrato a settembre

Scenario. Sempronio si è sposato a settembre 2025. La moglie ha un reddito annuo di zero euro ed è a carico dal mese di matrimonio in poi.

Come si applica. La detrazione per coniuge a carico spetta solo per i mesi in cui esiste il vincolo matrimoniale. Il matrimonio celebrato a settembre dà diritto alla detrazione per 4 mesi (settembre, ottobre, novembre, dicembre).

In pratica

  • Indicare il codice fiscale della moglie nella casella ‘C’ del prospetto familiari.
  • Nella colonna ‘mesi a carico’ scrivere ‘4’ (i mesi da settembre a dicembre).
  • Il CAF o il professionista calcola la detrazione proporzionata ai 4 mesi.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Vedi anche: Quota del TFR all’ex coniuge dopo il divorzio, Mantenimento del coniuge nella separazione, Genitori a carico, Previdenza complementare per familiari a carico, Assegno all’ex coniuge deducibile e Familiari a carico.

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Domande frequenti

Qual è il limite di reddito per avere il coniuge a carico nel 730/2026?

Il limite è 2.840,51 euro di reddito complessivo nel 2025, calcolato al lordo degli oneri deducibili. In questo limite rientrano anche redditi normalmente esclusi dal reddito complessivo, come quelli da cedolare secca o da regime forfetario.

Il coniuge che fa la partita IVA a regime forfetario è a carico?

Solo se il suo reddito complessivo, incluso quello forfetario, non supera 2.840,51 euro. Il reddito forfetario, pur non confluendo nel reddito complessivo IRPEF, va conteggiato ai fini del limite per la verifica del carico familiare.

Se ci siamo separati legalmente nel 2025, posso ancora indicare il coniuge a carico?

Solo per i mesi precedenti la separazione legale ed effettiva: le istruzioni del 730/2026 chiedono di indicare in colonna 6 il numero dei mesi in cui il coniuge è stato a carico. Dopo la separazione la detrazione per coniuge non spetta e, dal 2025, il coniuge separato non può essere indicato neppure tra gli altri familiari a carico.

Quanto vale la detrazione per coniuge a carico nel 2026?

Dipende dal reddito complessivo di chi dichiara: 800 − (110 × reddito ÷ 15.000) fino a 15.000 euro; 690 euro da 15.001 a 40.000 euro, con maggiorazioni da 10 a 30 euro tra 29.001 e 35.200 euro; 690 × (80.000 − reddito) ÷ 40.000 tra 40.001 e 80.000 euro; nulla oltre 80.000 euro.

Devo indicare il codice fiscale del coniuge anche se non è a carico?

Sì. Le istruzioni del 730 prevedono che il codice fiscale del coniuge sia indicato nel prospetto familiari a carico anche quando non è fiscalmente a carico.

Il coniuge in cassa integrazione è a carico?

Dipende dall'importo percepito. L'indennità di cassa integrazione è reddito di lavoro dipendente e si somma agli altri redditi. Se la somma totale non supera 2.840,51 euro, il coniuge è a carico.

Le unioni civili danno diritto alla detrazione per coniuge a carico?

Sì. Nel 730 le parole «coniuge» e «coniugi» si riferiscono anche a ciascuna parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso (art. 1, comma 20, legge 76/2016): valgono lo stesso limite di 2.840,51 euro e la stessa detrazione.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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