Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- Gli integratori alimentari non sono farmaci: in linea generale non si detraggono nel Modello 730.
- La detrazione del 19% spetta sui medicinali, cioè prodotti con codice alfanumerico di farmaco sulla confezione.
- Per i farmaci è obbligatorio lo scontrino parlante con codice fiscale, natura/quantità e codice alfanumerico.
- La franchigia è di €129,11: la detrazione si calcola solo sulla parte di spesa che supera questa soglia.
- Alcune spese sanitarie correlate a patologie documentate dal medico possono avere trattamento diverso: verifica caso per caso.
- Il pagamento in contanti è ammesso per i medicinali, ma non per le prestazioni sanitarie rese da privati.
Perché gli integratori di solito non si detraggono
Ogni anno molti contribuenti si chiedono se possano inserire nel 730 la spesa per vitamine, probiotici, proteine in polvere, omega-3 e altri integratori acquistati in farmacia o in erboristeria. La risposta, nella quasi totalità dei casi, è no: gli integratori alimentari non danno diritto alla detrazione del 19% prevista per le spese sanitarie.
Il motivo è preciso: le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per il Modello 730/2026 ammettono la detrazione sull’acquisto di medicinali, documentato da scontrino parlante o fattura in cui devono essere specificati la natura e la quantità dei prodotti acquistati, il codice alfanumerico (identificativo della qualità del farmaco) posto sulla confezione del medicinale e il codice fiscale del destinatario. Gli integratori alimentari non sono classificati come medicinali: non hanno un codice alfanumerico di farmaco sulla confezione e rientrano nella categoria degli alimenti, non in quella dei prodotti medicinali. Di conseguenza manca il presupposto normativo per la detrazione.
Esiste però una distinzione importante che vale la pena conoscere. Alcuni prodotti venduti in farmacia hanno una forma simile a quella degli integratori ma sono classificati come farmaci: in quel caso la confezione riporta il codice alfanumerico, lo scontrino parlante può essere emesso correttamente e la spesa è detraibile. Se hai dubbi su un prodotto specifico, chiedi al farmacista se è classificato come medicinale o come integratore alimentare: la distinzione è stampata sulla confezione e nella banca dati dell’AIFA.
| Prodotto | Classificazione | Detraibile 19% | Documento richiesto |
|---|---|---|---|
| Farmaco con codice alfanumerico (es. antidolorifici, antibiotici) | Medicinale | Sì (sopra franchigia €129,11) | Scontrino parlante o fattura |
| Integratore alimentare (vitamine, probiotici, omega-3) | Alimento | No, in linea generale | Non rilevante |
| Farmaco da banco (OTC) con codice alfanumerico | Medicinale | Sì (sopra franchigia €129,11) | Scontrino parlante o fattura |
| Prodotto erboristico / fitoterapico senza codice farmaco | Alimento/integratore | No | Non rilevante |
Esempio pratico
-
Caio spende durante il 2025 €180 in integratori di vitamina D e magnesio acquistati in farmacia, e €220 in farmaci veri e propri (antinfiammatori, antibiotici) per i quali ottiene lo scontrino parlante. Nel 730/2026 può indicare solo i €220 di farmaci nel rigo E1. La detrazione si calcola sulla parte che supera la franchigia di €129,11: €220 – €129,11 = €90,89, per un risparmio fiscale del 19% pari a circa €17,27. I €180 di integratori non entrano nel conteggio e non abbattono l’imposta.
Documenti necessari
- Scontrino parlante per i medicinali (codice fiscale + natura/quantità + codice alfanumerico del farmaco)
- Fattura del farmacista o del medico, in alternativa allo scontrino
- Documentazione medica (utile in caso di contestazione, per dimostrare la natura terapeutica di un prodotto specifico)
Caso 1: Tizio compra vitamina D su consiglio del medico
Scenario. Il medico di Tizio riscontra una carenza di vitamina D e gli consiglia di acquistare un integratore specifico in farmacia. Tizio spende €35 e vuole detrarre la somma nel 730.
Come si applica. Il consiglio del medico non basta a rendere detraibile un integratore alimentare. Ciò che conta è la classificazione del prodotto: se sulla confezione non compare un codice alfanumerico di farmaco e il prodotto non è registrato come medicinale, la spesa non è detraibile. Tizio dovrebbe verificare con il farmacista se esiste un’alternativa classificata come farmaco per lo stesso principio attivo. In quel caso, con lo scontrino parlante, la spesa sarebbe detraibile. In caso contrario, la spesa rimane fuori dalla dichiarazione.
In pratica
- Chiedi al farmacista se il prodotto consigliato è classificato come medicinale o come integratore.
- Controlla la confezione: se non ha un codice alfanumerico di farmaco, non è detraibile.
- Una prescrizione medica non trasforma automaticamente un integratore in un medicinale detraibile.
Caso 2: Sempronia acquista proteine e integratori per sport
Scenario. Sempronia segue un programma di allenamento e acquista proteine in polvere, aminoacidi ramificati e multivitaminici per un totale di €200 nel 2025. Si chiede se può detrarre queste spese come spese sanitarie.
Come si applica. No. I prodotti sportivi come proteine, aminoacidi e multivitaminici non sono medicinali: non hanno codice alfanumerico di farmaco e non rientrano tra le spese sanitarie detraibili. Non è rilevante che siano acquistati in farmacia invece che in un negozio sportivo: la classificazione del prodotto non cambia in base al canale di vendita. Le spese per integratori sportivi non vanno indicate nel rigo E1 del 730.
In pratica
- Prodotti sportivi (proteine, aminoacidi, creatina) non sono spese sanitarie: non si detraggono.
- Il luogo di acquisto (farmacia, parafarmacia, negozio) non influisce sulla detraibilità.
- Indica nel 730 solo farmaci con codice alfanumerico, certificati da scontrino parlante.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Posso detrarre gli integratori di vitamina C o D acquistati in farmacia?
In linea generale no, perché gli integratori non sono classificati come medicinali e non hanno il codice alfanumerico di farmaco. Se esiste una versione dello stesso principio attivo registrata come farmaco (con tanto di codice alfanumerico sulla confezione), quella versione è detraibile: chiedi al farmacista.
Cosa succede se il mio medico mi prescrive un integratore?
La prescrizione medica non cambia la classificazione fiscale del prodotto. Se l’integratore non è un medicinale, non è detraibile anche se prescritto. La detrazione dipende dalla classificazione del prodotto, non dall’indicazione del medico.
Gli integratori per celiaci si possono detrarre?
Gli alimenti senza glutine acquistati da persone con celiachia certificata seguono regole specifiche, diverse da quelle degli integratori ordinari. Consulta l’articolo dedicato alla celiachia per i dettagli su questa agevolazione.
Cosa si può detrarre in farmacia oltre ai farmaci?
In farmacia si possono acquistare prodotti detraibili diversi dai farmaci, come i dispositivi medici (ad esempio bende, siringhe, misuratori di pressione con marcatura CE di dispositivo medico). Anche in quel caso è necessario lo scontrino o la fattura con la natura del prodotto, e si applica la franchigia di €129,11 sul totale annuo delle spese sanitarie.
Qual è la franchigia per le spese sanitarie?
La franchigia è di €129,11: la detrazione del 19% si applica solo sulla parte di spesa che supera questa soglia. La franchigia è unica per tutto l’anno e si calcola sul totale delle spese sanitarie (farmaci, visite, ecc.), non separatamente per ogni tipo di spesa.
Come faccio a sapere se un prodotto è un farmaco o un integratore?
Guarda la confezione: se è un medicinale, riporta un codice alfanumerico (il cosiddetto ‘codice ministeriale’) e la dicitura ‘medicinale’. Se è un integratore, in genere riporta ‘integratore alimentare’ o ‘complemento alimentare’. In caso di dubbio chiedi al farmacista o consulta il sito dell’AIFA.
Domande frequenti
Posso detrarre gli integratori di vitamina C o D acquistati in farmacia?
In linea generale no, perché gli integratori non sono classificati come medicinali e non hanno il codice alfanumerico di farmaco. Se esiste una versione dello stesso principio attivo registrata come farmaco (con tanto di codice alfanumerico sulla confezione), quella versione è detraibile: chiedi al farmacista.
Cosa succede se il mio medico mi prescrive un integratore?
La prescrizione medica non cambia la classificazione fiscale del prodotto. Se l'integratore non è un medicinale, non è detraibile anche se prescritto. La detrazione dipende dalla classificazione del prodotto, non dall'indicazione del medico.
Gli integratori per celiaci si possono detrarre?
Gli alimenti senza glutine acquistati da persone con celiachia certificata seguono regole specifiche, diverse da quelle degli integratori ordinari. Consulta l'articolo dedicato alla celiachia per i dettagli su questa agevolazione.
Cosa si può detrarre in farmacia oltre ai farmaci?
In farmacia si possono acquistare prodotti detraibili diversi dai farmaci, come i dispositivi medici (ad esempio bende, siringhe, misuratori di pressione con marcatura CE di dispositivo medico). Anche in quel caso è necessario lo scontrino o la fattura con la natura del prodotto, e si applica la franchigia di €129,11 sul totale annuo delle spese sanitarie.
Qual è la franchigia per le spese sanitarie?
La franchigia è di €129,11: la detrazione del 19% si applica solo sulla parte di spesa che supera questa soglia. La franchigia è unica per tutto l'anno e si calcola sul totale delle spese sanitarie (farmaci, visite, ecc.), non separatamente per ogni tipo di spesa.
Come faccio a sapere se un prodotto è un farmaco o un integratore?
Guarda la confezione: se è un medicinale, riporta un codice alfanumerico (il cosiddetto 'codice ministeriale') e la dicitura 'medicinale'. Se è un integratore, in genere riporta 'integratore alimentare' o 'complemento alimentare'. In caso di dubbio chiedi al farmacista o consulta il sito dell'AIFA.
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