Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • CCNL Chimico-Farmaceutico (Farmindustria): welfare, Fonchim e Faschim

    CCNL Chimico-Farmaceutico (Farmindustria)

    CCNL Chimico-Farmaceutico: welfare, Fonchim e Faschim

    Il CCNL Chimico-Farmaceutico è considerato uno dei contratti industriali più avanzati in termini di welfare contrattuale. Fonchim e Faschim sono fondi reali e consolidati, con decenni di storia e governance bilaterale, che integrano significativamente la previdenza pubblica e il Servizio Sanitario Nazionale per circa 225.000 lavoratori del settore.

    In sintesi

    Il CCNL Chimico-Farmaceutico è tra i più avanzati sul welfare: il fondo pensione Fonchim riceve contributi datoriali dall’1,5% al 2,1% a seconda dell’anzianità; Faschim è interamente a carico del datore e copre visite, esami, odontoiatria e ricoveri. Il rinnovo 2025 ha ampliato ulteriormente permessi, tutele e formazione.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Farmindustria · Federchimica · Filctem-Cgil · Femca-Cisl · Uiltec-Uil
    Ultimo rinnovo
    15 aprile 2025
    Vigenza
    1° luglio 2025 – 30 giugno 2028
    Fondo pensione
    Fonchim (www.fonchim.it)
    Fondo sanitario
    Faschim (www.faschim.it)

    Tabella riepilogativa del welfare contrattuale

    Fondi e istituti di welfare — CCNL Chimico-Farmaceutico (Farmindustria)
    Istituto Fondo/ente Contributo datore Contributo lavoratore Iscrizione
    Previdenza complementare Fonchim 1,5% (anzianità < 15 anni); 2,1% (anzianità > 15 anni) Minimo 1% della retribuzione Volontaria; prime assunzioni dal 1/7/2026: adesione automatica, salvo rinuncia entro 60 giorni
    Sanità integrativa Faschim A carico datore (importo annuo fisso per lavoratore) Non previsto Automatica per tutti i lavoratori in forza
    Sostegno al reddito (crisi) TRIS Contribuzione bilaterale Quota bilaterale Automatica per lavoratori delle aziende aderenti
    TFR maturando (opzione) Fonchim — Intero TFR maturando Assunti fino al 30/6/2026: scelta entro 6 mesi dall’assunzione; prime assunzioni dal 1/7/2026: automatico, rinuncia entro 60 giorni

    Le percentuali contributive Fonchim citate sono quelle minime stabilite dal CCNL. Le aziende possono versare quote superiori per accordo aziendale. L’importo fisso del contributo Faschim è definito annualmente dal Consiglio di Amministrazione del fondo: consultare il sito ufficiale www.faschim.it per i valori aggiornati.

    Fonchim: il fondo pensione complementare del chimico-farmaceutico

    Fonchim è il fondo pensione complementare negoziale del settore chimico, chimico-farmaceutico, delle fibre chimiche e dei settori abrasivi, lubrificanti e GPL. È gestito da un Consiglio di Amministrazione a composizione paritetica (rappresentanti datoriali e sindacali), in conformità al D.Lgs. 252/2005.

    I punti chiave per il lavoratore del settore farmaceutico:

    • Contributo minimo del datore: 1,5% della retribuzione per lavoratori con meno di 15 anni di anzianità nel settore; 2,1% per lavoratori con più di 15 anni. L’aumento per anzianità è una caratteristica distintiva del CCNL Chimico-Farmaceutico;
    • Contributo minimo del lavoratore: 1% della retribuzione (la retribuzione rilevante è quella utile al calcolo del TFR);
    • Quota assicurativa: l’assicurazione contro premorienza e invalidità è a carico del datore di lavoro (percentuale ridotta aggiuntiva);
    • TFR maturando: il lavoratore aderente può scegliere di destinare il TFR maturando a Fonchim, incrementando significativamente il montante;
    • Deducibilità fiscale: i contributi (lavoratore, datore, quota assicurativa) sono deducibili dall’imponibile IRPEF entro il limite annuo di 5.300 €;
    • Rendimenti storici: Fonchim è tra i fondi negoziali con i rendimenti più costanti, grazie a una gestione prudente e diversificata su più comparti (garantito, obbligazionario, bilanciato, azionario).

    Il rinnovo 2025 ha previsto un aumento di 6 € mensili del contributo destinato a Fonchim, incluso nel pacchetto degli aumenti economici complessivi.

    Faschim: la sanità integrativa automatica

    Faschim (Fondo Assistenza Sanitaria Chimici) è il fondo di assistenza sanitaria integrativa del settore. La sua caratteristica principale è l’iscrizione automatica: tutti i lavoratori del settore chimico-farmaceutico sono iscritti a Faschim dal primo giorno di lavoro, senza necessità di adesione esplicita. Il contributo è interamente a carico del datore di lavoro.

    Le principali aree di copertura Faschim:

    • Visite specialistiche: rimborso di visite cardiologiche, dermatologiche, ortopediche, ginecologiche, neurologiche e altre specialità;
    • Esami diagnostici: analisi del sangue, radiografie, ecografie, TAC, risonanze magnetiche;
    • Odontoiatria: cure dentistiche, ortodonzia, implantologia (con massimali per voce);
    • Ricoveri ospedalieri: rimborso delle spese di ricovero, comprese le quote extra SSN;
    • Day hospital e riabilitazione: trattamenti ambulatoriali complessi;
    • Familiari a carico: la copertura si estende al coniuge/convivente e ai figli a carico del lavoratore iscritto.

    I massimali e i piani sanitari vengono aggiornati annualmente dal Consiglio di Amministrazione di Faschim. Per i dettagli aggiornati consultare www.faschim.it.

    TRIS: il fondo bilaterale per le crisi aziendali

    TRIS (Tutele per i Redditi in Situazione di crisi e di Sviluppo) è il fondo bilaterale del settore chimico-farmaceutico e affini, istituito per sostenere il reddito dei lavoratori in situazioni di crisi aziendale, ristrutturazione o riorganizzazione. Interviene in integrazione agli ammortizzatori sociali di legge (Cassa Integrazione Guadagni), garantendo una copertura aggiuntiva nei periodi di sospensione dell’attività lavorativa.

    Le novità del rinnovo 2025 sul welfare non monetario

    Il rinnovo 2025 ha rafforzato significativamente la dimensione del welfare non monetario:

    • Intelligenza artificiale: prime linee guida settoriali sull’uso dell’IA in azienda, con principi di trasparenza, formazione del personale e coinvolgimento delle RSU nelle decisioni sull’implementazione di sistemi IA che incidono sull’organizzazione del lavoro;
    • Parità di genere e D&I: impegni concreti su gender pay gap, promozione delle donne in ruoli apicali, prevenzione delle molestie;
    • Smart working: rinvio alla contrattazione aziendale per i dettagli, con principi di volontarietà, reversibilità e parità di trattamento;
    • Formazione continua: ampliamento dei permessi per la partecipazione a ITS Academy, lauree triennali e magistrali, master e dottorati di ricerca, con riconoscimento di congedi formativi aggiuntivi.

    Casi pratici

    Tizio — Operatore (D1) con 16 anni: contributo Fonchim al 2,1%
    Tizio ha 16 anni di anzianità nel settore chimico-farmaceutico. Il suo contributo datoriale a Fonchim è del 2,1% della retribuzione rilevante anziché dell’1,5%. Su una retribuzione annua di 30.000 €, questo significa che il datore versa 630 €/anno a Fonchim invece di 450 € (+180 €). Tizio aggiunge il suo contributo minimo (1% = 300 €) e ha destinato il TFR maturando a Fonchim: il montante pensionistico si accresce più velocemente grazie all’effetto composto su un orizzonte ancora lungo.
    Caia — ISF (B1) che usa Faschim per cure odontoiatriche
    Caia è iscritta automaticamente a Faschim. A novembre 2025 deve sottoporsi a un intervento di implantologia per un costo complessivo di 3.200 €. Presenta la documentazione a Faschim che, entro i massimali del piano odontoiatrico attivo, rimborsa una quota significativa del costo. Caia non deve presentare richiesta di iscrizione al fondo: è già iscritta dal primo giorno e ha solo presentato la documentazione della spesa tramite l’area riservata online di Faschim.
    Sempronio — Ricercatore (B2) che usa il silenzio-assenso per Fonchim
    Sempronio viene assunto in ottobre 2025 in un’azienda farmaceutica con 200 dipendenti. Non esprime alcuna preferenza sulla destinazione del TFR nei 6 mesi dalla firma del contratto. Poiché è stato assunto prima del 1° luglio 2026, si applica il meccanismo del silenzio-assenso a sei mesi: a partire da maggio 2026 il suo TFR maturando viene automaticamente destinato a Fonchim. Il contributo datoriale del 1,5% scatta contestualmente. Se Sempronio avesse voluto tenere il TFR in azienda avrebbe dovuto esprimere esplicitamente tale scelta entro il termine.

    Domande frequenti

    Cos’è Fonchim e come funziona nel settore farmaceutico?
    Fonchim è il fondo pensione complementare negoziale del settore. Il datore versa almeno l’1,5% (2,1% per anzianità oltre 15 anni) più la quota assicurativa; il lavoratore almeno l’1%. Il TFR maturando può essere destinato al fondo. Deducibilità fiscale entro 5.300 € annui.
    Cos’è Faschim e cosa copre?
    Faschim è il fondo sanitario integrativo con iscrizione automatica per tutti i lavoratori. Il contributo è interamente a carico del datore. Copre visite specialistiche, esami diagnostici, cure odontoiatriche, ricoveri, day hospital e familiari a carico.
    L’iscrizione a Fonchim è obbligatoria?
    No: è volontaria. Chi non aderisce perde il contributo datoriale. Per chi è stato assunto fino al 30 giugno 2026 vale il silenzio-assenso sul TFR: se non si esprime preferenza entro 6 mesi dall’assunzione, il TFR maturando va automaticamente a Fonchim. Per le prime assunzioni nel settore privato dal 1° luglio 2026 l’adesione è automatica, salvo rinuncia entro 60 giorni dalla prima assunzione (art. 8, commi 7-7-quater, D.Lgs. 252/2005; L. 199/2025, art. 1, commi 202 e 205).
    Il rinnovo 2025 ha introdotto novità sul welfare?
    Sì: linee guida sull’IA, ampliamento dei permessi per figli malati (6→12 giorni), permessi per donatori di midollo osseo, misure su parità di genere, ampliamento dei permessi formativi, principi sullo smart working.
    Cosa è TRIS?
    TRIS (Tutele per i Redditi in Situazione di crisi e di Sviluppo) è il fondo bilaterale del settore per il sostegno al reddito durante crisi aziendali, ristrutturazioni o riorganizzazioni. Interviene in integrazione agli ammortizzatori sociali di legge.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2025-2028, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e tredicesima e premi di risultato.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Industria Chimica, Chimico-Farmaceutica e affini del 15 aprile 2025. Le percentuali contributive Fonchim e le coperture Faschim sono soggette ad aggiornamenti annuali deliberati dai rispettivi Consigli di Amministrazione: verificare i valori aggiornati su www.fonchim.it e www.faschim.it. Per situazioni specifiche consultare un consulente del lavoro, i sindacati di categoria (Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 25 L. 81/2017 – Disposizioni finanziarie

    Art. 25 L. 81/2017 – Disposizioni finanziarie

    L. 22 maggio 2017, n. 81 – Statuto del lavoro autonomo

    1. L'autorizzazione di spesa di cui all' articolo 1, comma 204, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 , è incrementata di 4,5 milioni di euro per l'anno 2017, di 1,9 milioni di euro per l'anno 2018 e di 4,5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019.

    2. Il Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all' articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 , convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 , è incrementato di 35 milioni di euro per l'anno 2017.

    3. 3. Alle minori entrate e agli oneri derivanti dagli articoli 8, 9, 13 e 14, nonché dai commi 1 e 2 del presente articolo, complessivamente pari a 55,89 milioni di euro per l'anno 2017, 61,67 milioni di euro per l'anno 2018, 46,46 milioni di euro per l'anno 2019, 46,7 milioni di euro per l'anno 2020, 47,3 milioni di euro per l'anno 2021, 47,5 milioni di euro per l'anno 2022, 47,91 milioni di euro per l'anno 2023, 48,13 milioni di euro per l'anno 2024 e 48,44 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2025, si provvede: a) quanto a 46,21 milioni di euro per l'anno 2017, 43,61 milioni di euro per l'anno 2018, 41,96 milioni di euro per l'anno 2019, 42,20 milioni di euro per l'anno 2020, 42,80 milioni di euro per l'anno 2021, 43 milioni di euro per l'anno 2022, 43,41 milioni di euro per l'anno 2023, 43,63 milioni di euro per l'anno 2024 e 43,94 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2025, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all' articolo 1, comma 204, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 ; b) quanto a 0,18 milioni di euro per l'anno 2017, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all' articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282 , convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307 ; c) quanto a 5 milioni di euro per l'anno 2017, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali; d) quanto a 16,16 milioni di euro per l'anno 2018, mediante il versamento all'entrata del bilancio dello Stato da parte dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, in deroga a quanto previsto dall' articolo 5 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150 , di una quota pari a 16,16 milioni di euro per l'anno 2018 delle entrate derivanti dall'aumento contributivo di cui all' articolo 25 della legge 21 dicembre 1978, n. 845 , con esclusione delle somme destinate al finanziamento dei fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua di cui all' articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 , e successive modificazioni; e) quanto a 4,5 milioni di euro per l'anno 2017, 1,9 milioni di euro per l'anno 2018 e 4,5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all' articolo 1, comma 107, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 .

    4. Nel caso in cui siano in procinto di verificarsi nuovi o maggiori oneri rispetto alle previsioni di spesa indicate agli articoli 8, commi 9 e 11, 13, comma 2, e 14, comma 4, della presente legge, si applicano le procedure per la compensazione degli effetti finanziari previste dall' articolo 17, commi da 12 a 13, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 , e successive modificazioni, utilizzando prioritariamente le risorse accantonate e rese indisponibili, ai sensi del comma 5 del presente articolo, a valere sull'autorizzazione di spesa di cui all' articolo 1, comma 204, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 . A tal fine, il Ministro dell'economia e delle finanze, anche avvalendosi del sistema permanente di monitoraggio e valutazione istituito ai sensi dell' articolo 1, comma 2, della legge 28 giugno 2012, n. 92 , con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, provvede al monitoraggio degli oneri derivanti dagli articoli 8, commi da 4 a 10, 13, comma 1, e 14, comma 3, della presente legge.

    5. In relazione a quanto previsto dal comma 4 del presente articolo, è accantonato e reso indisponibile a valere sull'autorizzazione di spesa di cui all' articolo 1, comma 204, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 , un importo complessivo pari al 50 per cento degli oneri indicati agli articoli 8, commi 9 e 11, 13, comma 2, e 14, comma 4, della presente legge, fino all'esito del monitoraggio previsto dal secondo periodo del citato comma 4 del presente articolo. Le somme accantonate e non utilizzate all'esito del monitoraggio sono conservate nel conto dei residui per essere destinate al Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all' articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 , convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 .

    6. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

  • Art. 50 L. 633/1941

    Art. 50 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    Se il produttore non porta a compimento l'opera cinematografica nel termine di tre anni dal giorno della consegna della parte letteraria o musicale, o non fa proiettare l'opera compiuta entro tre anni dal compimento, gli autori di dette parti hanno diritto di disporre liberamente dell'opera stessa.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Riforma fiscale 2024 – D.Lgs. 87/2024: cumulo giuridico e principio del favor rei

    Riforma fiscale 2024 – D.Lgs. 87/2024: cumulo giuridico e principio del favor rei

    D.Lgs. 87/2024 – Riforma fiscale 2024 (L. delega 111/2023)

    Cumulo giuridico. Il commento approfondisce contenuto, ambito di applicazione, novità rispetto alla previgente disciplina e impatto pratico per contribuenti e operatori.

  • Art. 24 L. 81/2017 – Aliquote contributive applicate agli assistenti domiciliari all’infanzia, qualificati o accreditati presso la provincia autonoma di Bolzano

    Art. 24 L. 81/2017 – Aliquote contributive applicate agli assistenti domiciliari all’infanzia, qualificati o accreditati presso la provincia autonoma di Bolzano

    L. 22 maggio 2017, n. 81 – Statuto del lavoro autonomo

    1. L' articolo 1, comma 793, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 , è abrogato a decorrere dal 1º settembre 2017.

  • Lavoro autonomo occasionale nel 730: quadro D e ritenute

    In sintesi

    • Quadro D, rigo D5: i compensi da lavoro autonomo occasionale si dichiarano qui, con il codice ‘2’ nella colonna tipo di reddito.
    • Il codice causale nella CU è ‘M’ o ‘O’: se hai ricevuto una Certificazione Unica, cerca la causale nel punto 1 del quadro lavoro autonomo.
    • Puoi dedurre le spese inerenti: le spese sostenute per produrre quel reddito riducono la base imponibile, ma non possono superare i compensi.
    • La ritenuta d’acconto è del 20%: chi ti ha pagato ha già trattenuto il 20% e lo ha versato al fisco. Nel 730 la recuperi come credito.
    • Niente IVA, niente partita IVA: il lavoro autonomo occasionale – non abituale – non richiede partita IVA, ma il compenso va comunque dichiarato.

    Cos'è il lavoro autonomo occasionale e quando va dichiarato

    Con ‘lavoro autonomo occasionale’ si intende una prestazione di lavoro svolta senza abitualità, senza partita IVA e senza un rapporto di lavoro dipendente. Esempi concreti: una consulenza una tantum, una lezione privata, una traduzione su commissione. Le istruzioni del 730/2026 indicano che questi compensi rientrano tra i redditi diversi e vanno dichiarati nel quadro D, rigo D5, con il codice ‘2’ in colonna 1.

    Se chi ti ha pagato era un sostituto d’imposta (un’impresa, un ente, un professionista, anche senza dipendenti, o un condominio: art. 25 D.P.R. 600/1973), ha già trattenuto una ritenuta d’acconto del 20% sul compenso lordo e ti ha rilasciato una Certificazione Unica 2026 con causale ‘M’ oppure ‘O’. Questa ritenuta non è un’imposta definitiva: nel 730 la confronti con l’IRPEF effettivamente dovuta, e se hai pagato troppo ricevi un rimborso.

    Se invece ti ha pagato un privato (una persona fisica che non esercita un’impresa o una professione), non c’è nessuna ritenuta trattenuta e non hai la CU. In questo caso devi comunque dichiarare il compenso lordo nel quadro D, e l’IRPEF la paghi tutta in sede di dichiarazione. Tieni la ricevuta che hai emesso come prova del reddito percepito.

    Lavoro autonomo occasionale nel 730: dove inserire i dati
    Dato Dettaglio
    Quadro e rigo Quadro D, rigo D5
    Codice tipo reddito (col. 1) '2' per lavoro autonomo non esercitato abitualmente
    Compenso lordo (col. 2) Importo percepito al lordo della ritenuta
    Spese deducibili (col. 3) Spese inerenti la produzione del reddito (non oltre il compenso)
    Ritenute d'acconto (col. 4) 20% trattenuto dal committente (punto della CU lavoro autonomo)
    Causale CU (se presente) 'M', 'M2' o 'O' nel punto 1 della CU Lavoro autonomo

    Esempio pratico

    • Tizio nel 2025 ha svolto una consulenza occasionale per una srl e ha incassato 2.000 euro lordi. La srl ha trattenuto 400 euro di ritenuta (20%) e gli ha rilasciato la CU con causale ‘M’. Nel 730, Tizio inserisce nel rigo D5: colonna 1 il codice ‘2’, colonna 2 l’importo 2.000 euro, colonna 3 le eventuali spese sostenute per quella consulenza (ad esempio 80 euro di materiali), colonna 4 la ritenuta 400 euro. L’IRPEF verrà calcolata sulla base imponibile netta (2.000 – 80 = 1.920 euro), e la ritenuta di 400 euro verrà scomputata dall’imposta dovuta.

    Documenti necessari

    • Certificazione Unica 2026 del committente con causale M, M2 o O (se il committente è sostituto d’imposta)
    • Ricevute o fatture emesse per le prestazioni occasionali (per chi non ha ricevuto la CU)
    • Documentazione delle spese inerenti la prestazione (ricevute, scontrini, fatture di acquisto materiali)
    • Prospetto riepilogativo delle operazioni (obbligatorio: deve indicare compenso lordo, spese e reddito netto per ciascuna prestazione)

    Tizio: consulenza pagata da un'azienda con ritenuta

    Scenario. Tizio ha svolto nel 2025 due consulenze occasionali per la stessa azienda: una da 1.500 euro a marzo e una da 800 euro a settembre. L’azienda ha trattenuto la ritenuta del 20% su entrambi i pagamenti.

    Come si applica. L’azienda ha rilasciato una sola CU 2026 con causale ‘M’ e il compenso totale di 2.300 euro (1.500 + 800). Tizio compila un unico rigo D5 con codice ‘2’, inserisce 2.300 euro in colonna 2 e la ritenuta complessiva di 460 euro (20% di 2.300) in colonna 4. Se ha sostenuto spese deducibili (per esempio 100 euro di trasferte documentate) le inserisce in colonna 3.

    In pratica

    • Inserisci sempre il compenso lordo, non quello netto che hai incassato: le ritenute si gestiscono nella colonna apposita.
    • Conserva tutti i documenti di spesa: il fisco può chiedere di esibirli o inviarli all’ufficio competente.
    • Le spese indicate non possono superare il compenso percepito per quella prestazione.

    Caio: prestazione pagata da un privato, nessuna ritenuta

    Scenario. Caio nel 2025 ha dato ripetizioni private a un singolo studente, ricevendo 1.200 euro in contanti. Il genitore dello studente è un privato senza partita IVA e non ha rilasciato nulla.

    Come si applica. Caio non ha la CU. Deve comunque dichiarare i 1.200 euro nel rigo D5 (codice ‘2’, colonna 2). Non c’è ritenuta da inserire in colonna 4. Potrà dedurre le spese inerenti (ad esempio 50 euro di libri usati per le lezioni) in colonna 3. L’IRPEF verrà calcolata sull’intero reddito netto e Caio la pagherà per la prima volta in sede di dichiarazione, senza alcun credito di ritenuta.

    In pratica

    • Anche senza CU il reddito va dichiarato: l’omissione è sanzionabile in caso di controllo.
    • Conserva il prospetto riepilogativo con data, committente, compenso lordo, spese e reddito netto.
    • Non devi emettere fattura se sei un privato senza partita IVA, ma conviene rilasciare una ricevuta con marca da bollo per importi oltre 77,47 euro.

    Causali della CU 2026 per il lavoro autonomo: dove vanno nel 730

    Nel punto 1 della Certificazione Unica 2026 – Lavoro autonomo il committente indica una lettera, la «causale», che dice di che reddito si tratta. Le istruzioni della CU dividono le causali in due elenchi: quelle dichiarabili con il 730 e quelle che vanno solo nel modello Redditi PF. Ecco le più frequenti:

    Causali della CU 2026 – Lavoro autonomo e righi del 730/2026
    Causale Che cosa indica Dove si dichiara
    M Prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente (lavoro occasionale) 730, rigo D5, codice 2 (Redditi PF: rigo RL15)
    M1 Redditi da assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere 730, rigo D5, codice 3 (Redditi PF: rigo RL16)
    M2 Lavoro autonomo non abituale con obbligo di iscrizione alla Gestione separata ENPAPI 730, rigo D5, codice 2
    O Lavoro autonomo non abituale senza obbligo di iscrizione alla Gestione separata ma con obbligo presso l’ex ENPALS 730, rigo D5, codice 2
    O1 Obblighi di fare, non fare o permettere, con obbligo presso l’ex ENPALS 730, rigo D5, codice 3
    V1 Attività commerciali non abituali (per esempio provvigioni occasionali a un procacciatore d’affari) 730, rigo D5, codice 1 (Redditi PF: rigo RL14)
    N Indennità, rimborsi forfetari, premi e compensi a direttori artistici e collaboratori tecnici di cori, bande musicali e filodrammatiche dilettantistiche 730, rigo D4, codice 7, solo se superano complessivamente 10.000 euro
    A Lavoro autonomo professionale abituale Solo modello Redditi PF, non 730
    V, V2 Provvigioni e prestazioni non abituali degli incaricati alle vendite a domicilio Solo modello Redditi PF

    Nella colonna 4 del rigo D5 vanno le ritenute d’acconto indicate nella CU. Il compenso si indica al lordo della ritenuta, in colonna 2.

    Quando i compensi occasionali non vanno dichiarati

    • Familiari del professionista: non si dichiarano i compensi percepiti dal coniuge, dai figli (anche affidati o affiliati) minorenni o permanentemente inabili al lavoro e dagli ascendenti per prestazioni occasionali rese all’artista o professionista (istruzioni 730/2026, rigo D5).
    • Esonero dalla dichiarazione: chi ha solo redditi per i quali la detrazione non è rapportata al periodo di lavoro, come il lavoro autonomo occasionale, è esonerato fino a 5.500 euro (tabella di esonero delle istruzioni 730/2026). Se ha subito la ritenuta del 20% può comunque presentare la dichiarazione per recuperarla.
    • Nessuna franchigia sui compensi: l’esonero riguarda l’obbligo di presentare la dichiarazione, non la tassabilità. Se presenti la dichiarazione per altri redditi, anche i compensi occasionali piccoli vanno indicati nel rigo D5.

    Per i redditi del rigo D5 spetta una detrazione d’imposta che dipende dal reddito complessivo: 1.265 euro fino a 5.500 euro di reddito, poi decrescente fino ad azzerarsi a 50.000 euro (tabella 8 delle istruzioni 730/2026). La calcola chi presta l’assistenza fiscale.

    Contributi INPS: la soglia dei 5.000 euro

    Chi svolge lavoro autonomo occasionale si iscrive alla Gestione separata INPS solo se il reddito annuo da queste attività supera 5.000 euro (art. 44, comma 2, D.L. 269/2003). Per come si calcolano e si versano i contributi vedi la guida lavoro autonomo occasionale: ritenuta, tasse e contributi oltre 5.000 euro.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Cosa significa la causale M nella CU 2026?

    La causale M nel punto 1 della Certificazione Unica – Lavoro autonomo indica compensi per prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente, cioè lavoro occasionale. Nel 730 vanno nel rigo D5 con il codice 2; nel modello Redditi PF nel rigo RL15.

    Quante ritenute trattengono sul compenso occasionale?

    Se il committente è un sostituto d’imposta (impresa, ente, professionista o condominio) trattiene una ritenuta d’acconto del 20% sul compenso lordo. Non è l’imposta definitiva: nel 730 la ritenuta si scomputa dall’IRPEF dovuta.

    Devo dichiarare il lavoro occasionale anche se non ho ricevuto la Certificazione Unica?

    Sì. Se ti ha pagato un privato non c’è ritenuta né CU, ma il compenso va comunque inserito nel rigo D5 del quadro D, al lordo.

    La causale N della CU va dichiarata?

    La causale N riguarda indennità, rimborsi forfetari, premi e compensi di cori, bande musicali e filodrammatiche dilettantistiche. Nel 730 va nel rigo D4 con il codice 7, solo se l’importo complessivo supera 10.000 euro.

    Devo presentare la dichiarazione se ho solo pochi compensi occasionali?

    Chi ha soltanto redditi da lavoro autonomo occasionale (o altri redditi con detrazione non rapportata al periodo di lavoro) fino a 5.500 euro è esonerato dalla dichiarazione. Se ha subito la ritenuta del 20% conviene presentarla per recuperarla.

    Cosa si può dedurre come spesa?

    Le spese inerenti alla produzione di quel reddito, per esempio materiali e trasferte documentate. Non possono superare il compenso di ciascuna operazione e vanno riportate in un prospetto da conservare con compensi, spese e reddito di ogni prestazione.

    Esiste un limite oltre il quale diventa attività abituale?

    No, le istruzioni non fissano una soglia: l’abitualità si valuta in base alla sistematicità delle prestazioni. La soglia di 5.000 euro riguarda solo l’iscrizione alla Gestione separata INPS. Chi svolge un’attività abituale deve aprire la partita IVA e non può dichiararla nel 730.

    Se ho due prestazioni occasionali da committenti diversi, compilo due righi?

    Puoi sommare nello stesso rigo D5 i compensi con lo stesso codice (per esempio due causali M), indicando compensi, spese e ritenute complessivi. Il dettaglio di ogni prestazione resta nel prospetto da conservare.

    Vedi anche: Redditi assimilati al lavoro dipendente, Trattamento integrativo e detrazioni da lavoro dipendente, Ritenuta d’acconto sulla prestazione occasionale, Partita IVA o prestazione occasionale, Fringe benefit e Contributi colf e badanti.

  • Welfare, Portiercassa e sanità integrativa nel CCNL Portieri e Proprietari di Fabbricato

    CCNL Portieri e Proprietari di Fabbricato

    Welfare, Portiercassa e sanità integrativa nel CCNL Portieri e Proprietari di Fabbricato

    Bilateralità di settore, assistenza sanitaria integrativa e contributi a carico di datore e lavoratore.

    In sintesi

    Il CCNL prevede un sistema di bilateralità di settore (Cassa Portieri ed Ebinprof) finanziato dal contributo di assistenza contrattuale (2,10% della retribuzione per i profili A, C e D, di cui 0,40% a carico del lavoratore) e una assistenza sanitaria integrativa. Il rinnovo 2025 ha esteso le prestazioni sanitarie ai familiari fiscalmente a carico e introdotto un contributo aggiuntivo di 6 euro al mese a carico del datore dal 1° febbraio 2027. La previdenza complementare ha come fondo di riferimento Fon.Te.

    Dati contrattuali

    CCNL
    Dipendenti da proprietari di fabbricati (portieri e custodi)
    Parti firmatarie
    Confedilizia · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · Uiltucs-UIL
    Ultimo rinnovo
    30 ottobre 2025
    Vigenza
    1° novembre 2025 – 31 ottobre 2028
    Ambito
    ~40.000 lavoratori: portieri, custodi, addetti alle pulizie di stabili

    La bilateralità di settore: Cassa Portieri ed Ebinprof

    Il comparto dei dipendenti da proprietari di fabbricati dispone di due enti bilaterali gestiti da Confedilizia e dai sindacati Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e Uiltucs-UIL: la Cassa Portieri, che rimborsa al datore l’indennità di malattia, gestisce il fondo sanitario e eroga prestazioni di assistenza integrativa (talvolta indicata come Portiercassa), e l’Ebinprof, ente bilaterale nazionale previsto dall’art. 8, che assegna tra l’altro borse di studio ai figli dei dipendenti. Sono un pilastro tipico del settore, che integra le tutele di legge.

    Contribuzione

    Per i profili A, C e D il contributo di assistenza contrattuale (art. 6) è pari al 2,10% della retribuzione mensile lorda, calcolata su tredici mensilità, così ripartito (per i profili B è lo 0,80%, metà a testa):

    • 0,40% a carico del lavoratore;
    • 1,70% a carico del datore di lavoro.

    Il contributo si versa all’INPS con il modello F24 (codice CUST per portieri e impiegati, PULI per gli operai) ed è condizione per l’accesso alle prestazioni di Cassa Portieri ed Ebinprof. Il fondo sanitario è alimentato da un contributo mensile di 6 € per tutti i dipendenti, a prescindere dall’orario (dal 1° novembre 2015, secondo Confedilizia).

    Assistenza sanitaria integrativa

    Il CCNL prevede una assistenza sanitaria integrativa a favore dei lavoratori, gestita dalla Cassa Portieri attraverso il Fondo Sanitario e un Piano Sanitario con strutture convenzionate (numero verde 800 009648). Il rinnovo del 30 ottobre 2025 ha introdotto due novità rilevanti:

    • estensione delle prestazioni ai familiari fiscalmente a carico del lavoratore;
    • contributo aggiuntivo di 6 euro al mese a carico del datore a partire dal 1° febbraio 2027, con prestazioni attivabili già dal 1° novembre 2025.

    Tabella riepilogativa

    Welfare e bilateralità: contributi e prestazioni
    Voce Misura A carico di
    Contributo di assistenza contrattuale (profili A, C, D) 2,10% (su 13 mensilità) 0,40% lavoratore + 1,70% datore
    Sanità integrativa – familiari a carico prestazioni estese novità rinnovo 2025
    Contributo sanitario aggiuntivo 6 €/mese dal 1° febbraio 2027 datore di lavoro
    Contributo al fondo sanitario 6 €/mese per tutti i dipendenti (dal 2015) datore di lavoro
    Previdenza complementare (Fon.Te.) almeno 0,55% lavoratore + 2,05% datore + quota di TFR lavoratore e datore

    Fonti: artt. 6, 97 e 100 del CCNL 12 novembre 2012 (testo ufficiale); Confedilizia, pagine su versamenti contributivi e Cassa Portieri; Edotto, sintesi del rinnovo del 30 ottobre 2025. Il contributo sanitario aggiuntivo di 6 €/mese decorre dal 1° febbraio 2027. Le prestazioni del Piano Sanitario sono nel regolamento del fondo.

    Previdenza complementare

    Per la previdenza complementare il CCNL indica come fondo di riferimento Fon.Te., il fondo pensione dei dipendenti da aziende del terziario (art. 97). Chi aderisce volontariamente versa almeno lo 0,55% della retribuzione utile per il TFR (di cui 0,05% di quota associativa), il datore versa il 2,05% (di cui 0,05% di quota associativa) e il lavoratore conferisce il 50% del TFR maturando; per chi è al primo impiego dopo il 28 aprile 1993 il conferimento è integrale. Alla prima iscrizione si versa una quota una tantum di 15,50 €, di cui 11,88 € a carico del datore e 3,62 € a carico del lavoratore. Il TFR non conferito resta in azienda.

    Casi pratici

    Tizio – contributo di assistenza contrattuale
    Tizio, portiere A2, vede in busta paga la trattenuta dello 0,40% per il contributo di assistenza contrattuale, mentre il datore versa l’1,70%, per un totale del 2,10% su tredici mensilità. Grazie a questo versamento accede alle prestazioni di Cassa Portieri ed Ebinprof.
    Caia – sanità estesa ai familiari
    Caia ha un figlio fiscalmente a carico. Con la novità del rinnovo 2025, l’assistenza sanitaria integrativa si estende anche al figlio, ampliando le prestazioni disponibili per il nucleo familiare.
    Sempronio – mancato versamento del datore
    Il datore di Sempronio non versa il contributo di assistenza contrattuale: le prestazioni di Cassa Portieri ed Ebinprof sono condizionate al regolare versamento, quindi Sempronio rischia di perderle e può chiedere al datore, con l’aiuto del sindacato, di regolarizzare la posizione.

    Domande frequenti

    Cos’è la Cassa Portieri?
    È l’ente bilaterale del settore, gestito da Confedilizia e dai sindacati Filcams, Fisascat e Uiltucs: rimborsa al datore l’indennità di malattia, gestisce il Fondo Sanitario e le prestazioni di assistenza integrativa (per esempio 1.000 € alla nascita di un figlio, secondo Confedilizia). Accanto c’è l’Ebinprof, l’ente bilaterale nazionale.
    Quanto si versa per il contributo di assistenza contrattuale?
    Per i profili A, C e D il contributo (art. 6) è del 2,10% della retribuzione mensile lorda su tredici mensilità: 0,40% a carico del lavoratore e 1,70% a carico del datore di lavoro. Per i profili B è lo 0,80% (0,40% e 0,40%).
    La sanità integrativa copre anche i familiari?
    Sì, dal rinnovo del 30 ottobre 2025 l’assistenza sanitaria integrativa è estesa ai familiari fiscalmente a carico del lavoratore. È inoltre previsto un contributo aggiuntivo di 6 euro al mese a carico del datore dal 1° febbraio 2027.
    Cosa succede se il datore non versa i contributi?
    Le prestazioni di Cassa Portieri ed Ebinprof sono condizionate al regolare versamento del contributo di assistenza contrattuale: se il datore non versa, il lavoratore rischia di perderle e può rivolgersi al sindacato per far regolarizzare la posizione.
    Esiste un fondo pensione di categoria per i portieri?
    Sì: il CCNL indica Fon.Te., il fondo pensione dei dipendenti da aziende del terziario, come fondo di riferimento (art. 97). L’adesione è volontaria: almeno 0,55% a carico del lavoratore e 2,05% a carico del datore, più una quota del TFR (50%, o 100% per chi è al primo impiego dopo il 28 aprile 1993).

    Stesso CCNL: consulta anche minimi per livello, come darle, preavviso e telematiche, Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Portieri e Proprietari di Fabbricato, Ferie e permessi nel CCNL Portieri e Proprietari di Fabbricato, Maternità, paternità e congedi nel CCNL Portieri e Proprietari di Fabbricato e Tredicesima e mensilità aggiuntive nel CCNL Portieri e Proprietari di Fabbricato.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Dipendenti da proprietari di fabbricati (portieri e custodi) sottoscritto il 30 ottobre 2025 da Confedilizia con Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e Uiltucs-UIL. Gli importi retributivi vanno sempre verificati sulle tabelle ufficiali allegate al contratto. Per situazioni specifiche è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria (Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, Uiltucs-UIL) o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 12 D.Lgs. 28/2010 – Efficacia esecutiva ed esecuzione

    Art. 12 D.Lgs. 28/2010 – Efficacia esecutiva ed esecuzione

    D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 – testo aggiornato

    1. Ove tutte le parti aderenti alla mediazione siano assistite dagli avvocati, l'accordo che sia stato sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati, anche con le modalità di cui all'articolo 8-bis, costituisce titolo esecutivo per l'espropriazione forzata, l'esecuzione per consegna e rilascio, l'esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché per l'iscrizione di ipoteca giudiziale. Gli avvocati attestano e certificano la conformità dell'accordo alle norme imperative e all'ordine pubblico. L'accordo di cui al presente comma deve essere integralmente trascritto nel precetto ai sensi dell' articolo 480, secondo comma, del codice di procedura civile . L'avvocato certifica la conformità all'originale della copia dell'accordo trasmessa con modalità telematiche all'ufficiale giudiziario, ai sensi degli articoli 196-decies e 196-undecies del regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368 , recante disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie. (9) (10)

    1-bis. Quando le parti aderenti alla mediazione non sono tutte assistite dagli avvocati, l'accordo allegato al verbale è omologato, su istanza di parte, con decreto del presidente del tribunale del luogo dove ha sede l'organismo di mediazione avanti al quale l'accordo è stato raggiunto, previo accertamento della regolarità formale e del rispetto delle norme imperative e dell'ordine pubblico.

    1-ter. Nelle controversie transfrontaliere di cui all' articolo 2 della direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008 , l'accordo allegato al verbale è omologato, su istanza di parte, in conformità al comma 1-bis.

    2. Con l'omologazione l'accordo costituisce titolo esecutivo per l'espropriazione forzata, per l'esecuzione in forma specifica e per l'iscrizione di ipoteca giudiziale. (9) (10)

  • Articolo 50 L. 184/1983: Cessazione della responsabilità genitoriale adottiva

    Art. 50 L. 184/1983 – Cessazione della responsabilità genitoriale adottiva

    Testo vigente – Legge 4 maggio 1983, n. 184 (aggiornato da Normattiva)

    Se cessa l'esercizio da parte dell'adottante o degli adottanti della responsabilità genitoriale, il tribunale per i minorenni su istanza dell'adottato, dei suoi parenti o affini o del pubblico ministero, o anche d'ufficio, può emettere i provvedimenti opportuni circa la cura della persona dell'adottato, la sua rappresentanza e l'amministrazione dei suoi beni, anche se ritiene conveniente che l'esercizio della responsabilità genitoriale
    sia ripreso dai genitori. Si applicano le norme di cui agli articoli 330 e seguenti del codice civile.

  • Art. 10 D.Lgs. 28/2010 – Inutilizzabilità e segreto professionale

    Art. 10 D.Lgs. 28/2010 – Inutilizzabilità e segreto professionale

    D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 – testo aggiornato

    1. Le dichiarazioni rese o le informazioni acquisite nel corso del procedimento di mediazione non possono essere utilizzate nel giudizio avente il medesimo oggetto anche parziale, iniziato, riassunto o proseguito dopo l'insuccesso della mediazione, salvo consenso della parte dichiarante o dalla quale provengono le informazioni. Sul contenuto delle stesse dichiarazioni e informazioni non è ammessa prova testimoniale e non può essere deferito giuramento decisorio.

    2. Il mediatore non può essere tenuto a deporre sul contenuto delle dichiarazioni rese e delle informazioni acquisite nel procedimento di mediazione, né davanti all'autorità giudiziaria né davanti ad altra autorità. Al mediatore si applicano le disposizioni dell' articolo 200 del codice di procedura penale e si estendono le garanzie previste per il difensore dalle disposizioni dell' articolo 103 del codice di procedura penale in quanto applicabili.

  • Lavoro notturno, festivo e domenicale nel CCNL Tessile e Moda (Artigianato): turni e maggiorazioni

    CCNL Tessile e Moda (Artigianato)

    Lavoro notturno, festivo e domenicale nel CCNL Tessile e Moda (Artigianato): turni e maggiorazioni

    Nei cicli produttivi su turni il lavoro di notte, di domenica e nei giorni festivi è spesso la regola. La legge fissa limiti e tutele (durata, riposi, sorveglianza sanitaria), mentre la maggiorazione economica di queste prestazioni è stabilita dal CCNL. Vediamo cosa spetta e quali sono i paletti invalicabili.

    In sintesi

    Il lavoro notturno (D.Lgs. 66/2003) è quello svolto nel periodo di almeno 7 ore tra le 24 e le 5; per i lavoratori notturni l’orario medio non supera le 8 ore nelle 24 e spetta la sorveglianza sanitaria. Restano fermi il riposo di 11 ore al giorno e di 24 ore a settimana, di regola di domenica. Le maggiorazioni per notturno, festivo e domenicale sono fissate dal CCNL: per le percentuali si rinvia al testo.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confartigianato Moda · CNA Federmoda · Casartigiani · CLAAI · Filctem-CGIL · Femca-CISL · Uiltec-UIL
    Istituti trattati
    Lavoro notturno (D.Lgs. 66/2003) · Maggiorazioni di turno · Festività · Riposo settimanale
    Riferimenti
    D.Lgs. 66/2003 (orario, notturno, riposi) · Art. 2109 c.c. · D.Lgs. 151/2001 (tutela maternità) · Maggiorazioni del CCNL
    Fonte
    CCNL Area Tessile-Moda e Chimica-Ceramica, rinnovato il 16 luglio 2024

    Che cosa è il lavoro notturno per la legge

    Il D.Lgs. 66/2003 dà due definizioni che conviene tenere distinte. Il lavoro notturno è l’attività svolta in un periodo di almeno 7 ore consecutive che comprende l’intervallo tra la mezzanotte e le 5 del mattino. Il lavoratore notturno è invece chi svolge, in via non occasionale, almeno 3 ore di lavoro notturno per una parte rilevante dell’anno, secondo i criteri fissati dal CCNL. Questa qualifica fa scattare tutele aggiuntive.

    Limiti e tutele del lavoratore notturno

    • l’orario di lavoro non può superare, in media, le 8 ore nell’arco di 24 ore;
    • il lavoratore ha diritto a sorveglianza sanitaria periodica e gratuita;
    • se sopravviene un’inidoneità al notturno certificata, deve essere adibito, ove possibile, a mansioni diurne.

    Le maggiorazioni: come ragionano i contratti

    La legge non fissa l’importo della maggiorazione per il lavoro «disagiato»: lo fa il CCNL, che riconosce percentuali sulla retribuzione oraria diverse a seconda del tipo di prestazione. Lo schema tipico:

    Tipo di prestazione Cosa riconosce di norma il CCNL
    Lavoro notturno Maggiorazione oraria, più alta se il turno notturno è abituale rispetto a quello occasionale
    Lavoro festivo Maggiorazione per la prestazione nei giorni festivi, spesso con riposo compensativo
    Lavoro domenicale Maggiorazione quando la domenica non è già il giorno di riposo del turno
    Festivo notturno Le maggiorazioni si cumulano secondo le regole del contratto
    Le percentuali esatte e le regole di cumulo sono fissate dal CCNL applicato e dagli accordi aziendali: per i valori si rinvia sempre al testo contrattuale vigente.

    Turni e rotazioni

    Nei cicli continui il personale ruota su turni (mattina, pomeriggio, notte). Il CCNL può prevedere un’indennità di turno distinta dalla maggiorazione del singolo notturno; le due voci vanno lette insieme in busta paga.

    I riposi: i paletti che restano sempre

    Qualunque sia l’organizzazione dei turni, due diritti non si toccano:

    Riposo Durata minima di legge Fonte
    Riposo giornaliero 11 ore consecutive ogni 24 ore Art. 7 D.Lgs. 66/2003
    Riposo settimanale 24 ore consecutive ogni 7 giorni, di regola di domenica Art. 9 D.Lgs. 66/2003; art. 2109 c.c.

    Il riposo settimanale può essere calcolato come media su un periodo non superiore a 14 giorni: nei settori a ciclo aperto questo consente di concentrare i turni e spostare il riposo, ma il diritto al recupero resta.

    Casi pratici

    Tizio — turno notturno abituale
    Tizio lavora stabilmente sul turno di notte in un ciclo continuo. Oltre alla maggiorazione oraria per il notturno prevista dal CCNL, l’azienda gli riconosce l’indennità di turno; la sua media oraria resta entro le 8 ore nelle 24 e viene sottoposto a sorveglianza sanitaria periodica.
    Caia — festivo lavorato
    Caia è chiamata a lavorare in un giorno festivo per un’urgenza di produzione. In busta paga compaiono la maggiorazione per il festivo prevista dal contratto e, secondo il CCNL, un riposo compensativo da fruire nei giorni successivi.

    Domande frequenti

    Qual è la differenza tra lavoro notturno e lavoratore notturno?
    Il lavoro notturno è la singola prestazione resa nel periodo di almeno 7 ore che comprende l’intervallo tra mezzanotte e le 5. Il lavoratore notturno è invece chi svolge il notturno in modo abituale (almeno 3 ore per una parte rilevante dell’anno, secondo il CCNL): solo per lui scattano tutele come il limite delle 8 ore medie e la sorveglianza sanitaria.
    Il riposo settimanale deve cadere per forza di domenica?
    Di regola sì (art. 2109 c.c.), ma nei settori a ciclo aperto — dove si lavora anche la domenica — il riposo può essere collocato in un altro giorno. Resta comunque il diritto a 24 ore consecutive di riposo ogni 7 giorni, e per la domenica lavorata il CCNL riconosce di norma una maggiorazione.
    Le maggiorazioni per notturno e festivo si sommano allo straordinario?
    Dipende dal CCNL. La maggiorazione per il disagio (notturno, festivo, domenicale) e quella per lo straordinario rispondono a ragioni diverse e molti contratti ne prevedono il cumulo, talvolta con regole specifiche. Per il calcolo esatto si fa riferimento alle clausole del contratto applicato.
    Di quanto è la maggiorazione per il lavoro notturno?
    La percentuale non è fissata dalla legge ma dal CCNL applicato, e varia a seconda che il notturno sia abituale od occasionale e che si cumuli o meno con festivo e straordinario. Per i valori esatti occorre consultare le tabelle del tuo contratto nazionale.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2026, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento 2024, ferie, permessi e ROL 2024, maternità e congedi 2024 e tredicesima, quattordicesima e premi 2024.

    Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (D.Lgs. 66/2003; art. 2109 c.c.; D.Lgs. 151/2001). Le percentuali di maggiorazione e le regole di cumulo sono fissate dal CCNL vigente: per i valori esatti si rinvia sempre al testo contrattuale applicato.

  • Trasferimento e cambio mansioni nel CCNL Tessile e Moda (Artigianato): l’art. 2103 c.c.

    CCNL Tessile e Moda (Artigianato)

    Trasferimento e cambio mansioni nel CCNL Tessile e Moda (Artigianato): l’art. 2103 c.c.

    Il datore può spostare l’operaio da un reparto all’altro o assegnargli macchine diverse, ma non in modo illimitato: l’art. 2103 del codice civile fissa i confini del cosiddetto jus variandi. Stesso discorso per il trasferimento a un’altra sede, che richiede ragioni serie e dimostrabili. Vediamo cosa può e cosa non può fare l’azienda.

    In sintesi

    L’art. 2103 c.c. consente di adibire il lavoratore alle mansioni dell’assunzione o ad altre dello stesso livello e categoria legale. Per le mansioni superiori scatta il diritto alla promozione dopo il periodo fissato dal CCNL (in mancanza 6 mesi). Il demansionamento è ammesso solo in caso di riorganizzazione o nelle ipotesi previste dai contratti collettivi, con conservazione del livello e della retribuzione. Il trasferimento richiede comprovate ragioni tecnico-organizzative.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confartigianato Moda · CNA Federmoda · Casartigiani · CLAAI · Filctem-CGIL · Femca-CISL · Uiltec-UIL
    Istituti trattati
    Jus variandi (art. 2103 c.c.) · Mansioni equivalenti · Mansioni superiori e promozione · Trasferimento di sede
    Riferimenti
    Art. 2103 c.c. (jus variandi, trasferimento) · D.Lgs. 81/2015 · Art. 33 L. 104/1992 · Inquadramento del CCNL
    Fonte
    CCNL Area Tessile-Moda e Chimica-Ceramica, rinnovato il 16 luglio 2024

    Il jus variandi: cosa può cambiare il datore

    Il potere del datore di modificare le mansioni del lavoratore — il cosiddetto jus variandi — è disciplinato dall’art. 2103 del codice civile, riscritto nel 2015. La regola di base è che il lavoratore deve essere adibito:

    • alle mansioni dell’assunzione o a quelle dell’inquadramento superiore eventualmente acquisito;
    • oppure a mansioni riconducibili allo stesso livello e alla stessa categoria legale di inquadramento.

    Non conta più, quindi, la «equivalenza professionale» in senso stretto: il datore può spostare il lavoratore tra mansioni diverse purché restino nello stesso livello contrattuale e nella stessa categoria legale (operai, impiegati, quadri, dirigenti).

    Mansioni superiori: quando scatta la promozione

    Se l’operaio viene adibito a mansioni di un livello superiore — ad esempio conduce stabilmente un macchinario più complesso — ha diritto fin da subito al trattamento economico corrispondente. Inoltre, decorso il periodo fissato dal CCNL (in sua mancanza 6 mesi continuativi), l’assegnazione diventa definitiva e matura il diritto alla promozione, salvo che lo svolgimento serva a sostituire un collega assente con diritto alla conservazione del posto (ferie, malattia, maternità).

    Il demansionamento «da riorganizzazione»

    L’art. 2103 c.c. ammette l’assegnazione a mansioni di un livello inferiore — purché della stessa categoria legale — quando c’è una modifica degli assetti organizzativi che incide sulla posizione del lavoratore, oltre che nelle ulteriori ipotesi previste dai contratti collettivi. Anche in questo caso restano fermi il livello di inquadramento e il trattamento retributivo già raggiunti: lo stipendio non si tocca.

    Il trasferimento a un’altra sede

    Il trasferimento da un’unità produttiva a un’altra non è libero: l’ottavo comma dell’art. 2103 c.c. lo consente solo per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive. Il datore deve poterle dimostrare; un trasferimento pretestuoso o ritorsivo è illegittimo e il lavoratore può opporvisi.

    Tutele rafforzate

    • chi assiste con continuità un familiare disabile e fruisce dei permessi della L. 104/1992 non può essere trasferito senza il suo consenso (art. 33);
    • analoga tutela vale per il lavoratore con disabilità;
    • il rappresentante sindacale non può essere trasferito dall’unità produttiva senza il nulla osta dell’associazione (art. 22 Statuto).
    La distanza della nuova sede può avere effetti anche sulla NASpI: il rifiuto di un trasferimento a oltre 50 km dalla residenza, o raggiungibile in oltre 80 minuti con i mezzi pubblici, può dare diritto all’indennità di disoccupazione.

    L’accordo per cambiare mansioni

    Datore e lavoratore possono concordare una modifica delle mansioni, anche in senso riduttivo, in sede protetta (ad esempio davanti alla commissione di conciliazione o in sede sindacale). L’accordo è valido se risponde all’interesse del lavoratore alla conservazione dell’occupazione, all’acquisizione di una diversa professionalità o al miglioramento delle condizioni di vita. La forma protetta serve a garantire che il consenso sia genuino e non imposto.

    Casi pratici

    Tizio — mansioni superiori e promozione
    Tizio, operaio, conduce stabilmente da otto mesi una linea che richiede un inquadramento superiore. Ha diritto fin dall’inizio alla paga del livello più alto e, superato il periodo previsto dal CCNL, alla promozione definitiva, perché non sta sostituendo nessun collega assente.
    Caia — trasferimento senza ragioni provate
    Caia viene trasferita in un’altra unità produttiva senza che l’azienda indichi ragioni tecniche o organizzative concrete. Il trasferimento è illegittimo: l’art. 2103 c.c. lo consente solo per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.

    Domande frequenti

    Il datore può assegnarmi qualsiasi mansione?
    No. Può assegnarti le mansioni dell’assunzione o altre riconducibili allo stesso livello e alla stessa categoria legale di inquadramento (art. 2103 c.c.). Non può invece spostarti liberamente a mansioni di livello inferiore: il demansionamento è ammesso solo in casi tassativi, conservando livello e retribuzione.
    Cosa rischia il datore se mi demansiona illegittimamente?
    Il demansionamento illegittimo espone il datore a una condanna a ripristinare le mansioni dovute e a risarcire il danno, che può comprendere sia la perdita di professionalità sia il pregiudizio alla salute e alla dignità del lavoratore. In casi gravi il lavoratore può anche dimettersi per giusta causa.
    Posso rifiutare un trasferimento?
    Puoi opporti se il datore non dimostra comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive (art. 2103 c.c.). Esistono poi tutele speciali: chi assiste un familiare disabile con i permessi della L. 104/1992, il lavoratore disabile e i rappresentanti sindacali non possono essere trasferiti senza il loro consenso o senza nulla osta.
    Se svolgo mansioni superiori da mesi, ho diritto al passaggio di livello?
    Sì. Hai diritto subito alla retribuzione del livello superiore e, decorso il periodo fissato dal CCNL (in mancanza 6 mesi continuativi), alla promozione definitiva. L’unica eccezione è quando stai sostituendo un collega assente che ha diritto alla conservazione del posto.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2026, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento 2024, ferie, permessi e ROL 2024, maternità e congedi 2024 e tredicesima, quattordicesima e premi 2024.

    Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (art. 2103 c.c.; D.Lgs. 81/2015; art. 33 L. 104/1992). Livelli, categorie e periodi per la promozione sono fissati dal CCNL vigente: per il dettaglio si rinvia sempre al testo contrattuale applicato.

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