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Contrassegno disabili (CUDE): chi ne ha diritto e come si ottiene

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Il contrassegno per disabili — oggi nel formato europeo CUDE — consente di parcheggiare negli stalli riservati, accedere alle zone a traffico limitato e sostare dove altri non potrebbero. Ma non spetta a chiunque abbia un’invalidità: la legge lo lega a una condizione precisa. Vediamo chi ne ha diritto, come si richiede e quali sono le regole d’uso.

Chi ne ha diritto

Il contrassegno è riservato alle persone con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta e ai non vedenti. Non basta dunque avere un’invalidità riconosciuta in percentuale: ciò che conta è la difficoltà a camminare e a muoversi autonomamente. Può essere rilasciato anche a tempo determinato in caso di disabilità temporanea (per esempio dopo un grave intervento).

L’accertamento sanitario

La condizione che dà diritto al contrassegno deve essere certificata dal punto di vista medico: l’interessato si rivolge all’azienda sanitaria (di norma l’ufficio di medicina legale dell’ASL), che accerta la ridotta capacità di deambulazione. Per i titolari di indennità di accompagnamento o di verbali che già attestino tale condizione le procedure sono in genere semplificate.

La domanda al Comune

Con la certificazione sanitaria si presenta domanda al Comune di residenza: il contrassegno è rilasciato dal sindaco. Il modello è quello europeo, riconosciuto in tutti i Paesi dell’Unione, di colore azzurro, con il simbolo della persona in carrozzina, il numero e la scadenza. Va esposto in originale sul parabrezza quando si utilizzano le agevolazioni.

A cosa dà diritto

Il contrassegno consente, tra l’altro, di:

  • sostare negli stalli riservati ai disabili;
  • accedere e sostare nelle zone a traffico limitato e nelle aree pedonali, secondo i regolamenti comunali;
  • sostare, in molti Comuni, nelle aree di parcheggio a pagamento senza oneri quando gli stalli riservati sono occupati o assenti.

Le regole di dettaglio variano da Comune a Comune, perciò conviene verificare il regolamento locale.

È legato alla persona, non all’auto

Un punto spesso frainteso: il contrassegno è personale. Vale per la persona disabile a bordo, su qualunque veicolo la trasporti, e non è abbinato a una targa specifica. Per questo può essere usato anche su auto di familiari o di terzi, purché la persona titolare sia effettivamente presente. Usarlo in assenza del titolare costituisce un abuso sanzionato.

Durata e rinnovo

Il contrassegno ordinario ha validità fino a cinque anni; alla scadenza si rinnova, in genere con una procedura semplificata se la condizione è permanente. Per le disabilità temporanee la validità è più breve e legata alla durata prevista della condizione. È bene attivarsi per il rinnovo per tempo, per non restare scoperti.

Articoli di legge da consultare

Domande frequenti

Chi può avere il contrassegno disabili?

Le persone con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta e i non vedenti. Conta la difficoltà a camminare, non la sola percentuale di invalidità.

Il contrassegno vale per una sola auto?

No. È personale e segue la persona disabile: può essere usato su qualunque veicolo la trasporti, purché il titolare sia a bordo. Non è legato a una targa.

Quanto dura il contrassegno?

Fino a cinque anni per le disabilità permanenti, con rinnovo alla scadenza; durata più breve per le disabilità temporanee.

Risorse correlate

I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.