Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

Profilo LinkedIn ›

I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • CCNL Poste: preavviso, dimissioni e licenziamento

    CCNL Poste

    In sintesi

    Nel CCNL Poste il preavviso dipende solo dall’anzianità di servizio, non dal livello: 2 mesi fino a 5 anni, 3 mesi oltre 5 e fino a 10 anni, 4 mesi oltre 10 anni. In caso di dimissioni i termini sono dimezzati e decorrono dal 1° o dal 16 del mese (art. 83). Il licenziamento disciplinare richiede la contestazione scritta e almeno 5 giorni per le giustificazioni.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Poste Italiane SpA · SLC-CGIL · SLP-CISL · UILposte · FAILP-CISAL · CONFSAL · FNC-UGL
    Ultimo rinnovo
    23 luglio 2024, per il triennio 2024-2027
    Vigenza
    1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2027. Aumento medio del trattamento economico complessivo di 230 euro lordi, con incremento dei minimi di 192 euro, e una tantum di 1.000 euro lordi medi erogata a settembre 2024. Il premio di risultato 2025-2026 è stato rinnovato l’8 luglio 2025: +103 euro nel 2025 e +142 nel 2026, per un valore medio di 2.419 euro
    Platea
    Oltre 100.000 dipendenti

    Tabella riepilogativa

    Preavviso per anzianità di servizio – CCNL Poste (art. 83)
    Anzianità di servizio Licenziamento Dimissioni
    Fino a 5 anni 2 mesi 1 mese
    Oltre 5 e fino a 10 anni 3 mesi 1 mese e mezzo
    Oltre 10 anni 4 mesi 2 mesi

    I termini sono gli stessi per tutti i livelli (da F ad A) e decorrono dal 1° o dal 16 di ciascun mese. Il preavviso non spetta in caso di giusta causa o di risoluzione consensuale.

    Preavviso: funzione e indennita sostitutiva

    Il preavviso e l’obbligo di comunicare anticipatamente la volonta di cessare il rapporto (sia per dimissioni del lavoratore sia per licenziamento dell’azienda). Durante il preavviso il rapporto continua con tutti i diritti e doveri contrattuali. Il mancato rispetto obbliga la parte inadempiente a corrispondere l’indennita sostitutiva del preavviso, pari alla retribuzione che sarebbe maturata nel periodo.

    Chi riceve la comunicazione di recesso può chiudere il rapporto subito o durante il preavviso, senza dover indennizzare il periodo non lavorato (art. 83, comma VI). Se invece è Poste a licenziare e a non far lavorare il preavviso, deve pagare l’indennità sostitutiva; se è il lavoratore a non rispettare il preavviso delle dimissioni, Poste può trattenere l’importo corrispondente.

    Licenziamento: tipologie e tutele

    Il CCNL Poste si inserisce nel quadro delle tutele legali post-Jobs Act (D.Lgs. 23/2015 per le assunzioni dopo il 7/3/2015, art. 18 L. 300/1970 per le assunzioni precedenti):

    • Licenziamento disciplinare (per giusta causa o giustificato motivo soggettivo): richiede contestazione scritta degli addebiti, diritto del lavoratore a presentare controdeduzioni entro 5 giorni, e poi provvedimento motivato.
    • Licenziamento per giustificato motivo oggettivo (ragioni organizzative, economiche): necessita di motivazione scritta; per i lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015 va preceduto dalla procedura di conciliazione davanti all’Ispettorato (art. 7 L. 604/1966), che non si applica agli assunti con le tutele crescenti.
    • Licenziamento nullo (discriminatorio, per maternita, per ritorsione): comporta reintegra obbligatoria.

    Procedimento disciplinare e sanzioni

    Il CCNL Poste disciplina il codice disciplinare con un sistema graduato di sanzioni:

    • Richiamo verbale: per infrazioni minori (piccole irregolarita, ritardi sporadici).
    • Ammonizione scritta: per infrazioni lievi reiterate.
    • Multa (fino a 4 ore di retribuzione): per assenze ingiustificate brevi o inosservanze procedurali.
    • Sospensione dal lavoro e dalla retribuzione (fino a 10 giorni): per infrazioni gravi (es. abbandono del posto senza giustificazione, danneggiamento lieve).
    • Licenziamento con preavviso o senza preavviso (art. 53): per giusta causa (es. furto, falsificazione documenti, gravi inadempienze commerciali BancoPosta) o giustificato motivo soggettivo.

    Casi pratici

    Tizio – Dimissioni con preavviso corretto
    Tizio è al livello E con 3 anni di anzianità e vuole dimettersi per passare a un altro datore. Il preavviso per dimissioni è metà di quello di 2 mesi previsto fino a 5 anni: un mese, che decorre dal 1° o dal 16 del mese. Tizio presenta le dimissioni con la procedura telematica del Ministero del Lavoro (obbligatoria per legge) e lavora il preavviso. L’ultimo giorno riceve TFR, ferie residue e ratei di tredicesima.
    Caia – Licenziamento disciplinare e contraddittorio
    Caia, sportellista B, e accusata di aver effettuato operazioni bancarie non autorizzate su un conto cliente. L’azienda avvia la procedura disciplinare: contestazione scritta, almeno 5 giorni per le giustificazioni, audizione; il provvedimento va comunicato entro 30 giorni dalla scadenza di quel termine, altrimenti il procedimento è archiviato (art. 55). Caia si difende dimostrando un errore procedurale non doloso. L’azienda riduce il provvedimento da licenziamento a sospensione di 5 giorni.
    Sempronio – Licenziamento per motivo oggettivo e conciliazione
    Sempronio e D in un ufficio postale che viene chiuso per razionalizzazione. Sempronio è stato assunto prima del 7 marzo 2015, quindi l’azienda deve avviare la procedura ex art. 7 L. 604/1966 davanti all’Ispettorato. In sede conciliativa Poste offre la mobilita volontaria in un ufficio vicino. Sempronio accetta evitando il licenziamento.

    Domande frequenti

    Quanto dura il preavviso per un portalettere con 2 anni di servizio?
    Se si dimette, un mese (metà dei 2 mesi previsti fino a 5 anni di servizio); se è licenziato, 2 mesi. Nel CCNL Poste il preavviso dipende solo dall’anzianità, non dal livello.
    Come si danno le dimissioni nel CCNL Poste?
    Le dimissioni vanno comunicate tramite il portale telematico del Ministero del Lavoro (obbligo di legge per tutti i rapporti di lavoro subordinato). Il CCNL non deroga a questa procedura.
    Il licenziamento disciplinare richiede sempre la contestazione scritta?
    Si. Ogni licenziamento disciplinare deve essere preceduto da contestazione scritta degli addebiti, e il provvedimento non può essere adottato prima che siano trascorsi 5 giorni dalla contestazione, nei quali il lavoratore presenta le sue giustificazioni (art. 55).
    Poste puo licenziare senza motivazione?
    No. Poste Italiane supera ampiamente la soglia dei 15 dipendenti per sede: ogni licenziamento deve avere giusta causa, giustificato motivo soggettivo o oggettivo, pena la sua illegittimita.
    Cosa succede se l'azienda non rispetta il preavviso?
    L’azienda deve corrispondere l’indennita sostitutiva del preavviso, pari alla retribuzione che sarebbe maturata nel periodo. Il lavoratore ha invece diritto di lavorare il preavviso o di ricevere l’indennita sostitutiva.

    Fonti: CCNL Poste Italiane 23 luglio 2024, artt. 53, 55, 80-83 (testo pubblicato da WageIndicator). Dati verificati su questa fonte a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, ferie, permessi e festivita, maternita, paternita e congedi parentali, malattia, infortunio e periodo di comporto, TFR, calcolo e destinazione a Fondoposte e anzianita, premio di risultato e mensilita aggiuntive.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Poste. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Poste: TFR, calcolo e destinazione a Fondoposte

    CCNL Poste

    In sintesi

    Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) nel CCNL Poste si calcola secondo la formula legale (art. 2120 c.c.): retribuzione annua divisa per 13,5, rivalutata annualmente con tasso fisso 1,5% piu il 75% dell’inflazione. I dipendenti possono scegliere di destinarlo al fondo di previdenza complementare Fondoposte (con contributo aggiuntivo aziendale) o mantenerlo in azienda o alla Tesoreria INPS.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Poste Italiane SpA · SLC-CGIL · SLP-CISL · UILposte · FAILP-CISAL · CONFSAL · FNC-UGL
    Ultimo rinnovo
    23 luglio 2024, per il triennio 2024-2027
    Vigenza
    1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2027. Aumento medio del trattamento economico complessivo di 230 euro lordi, con incremento dei minimi di 192 euro, e una tantum di 1.000 euro lordi medi erogata a settembre 2024. Il premio di risultato 2025-2026 è stato rinnovato l’8 luglio 2025: +103 euro nel 2025 e +142 nel 2026, per un valore medio di 2.419 euro
    Platea
    Oltre 100.000 dipendenti

    Tabella riepilogativa

    TFR: calcolo e opzioni di destinazione – CCNL Poste
    Voce Dettaglio
    Formula di accantonamento annuo Retribuzione annua utile / 13,5
    Rivalutazione annua (art. 2120 c.c.) 1,5% fisso + 75% indice ISTAT prezzi al consumo
    Tassazione alla liquidazione Tassazione separata con aliquota media ultimi 5 anni
    Opzione Fondoposte Contributo lavoratore 1,5-2% + contributo aziendale 1,5-2%
    Anticipo TFR (8 anni servizio) Fino al 70% del TFR maturato, per casa o spese sanitarie
    Destinazione Tesoreria INPS Per aziende >49 dipendenti: TFR non scelto va a INPS

    Calcolo del TFR e retribuzione utile

    Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) e la principale forma di liquidazione al termine del rapporto di lavoro. Si calcola accantonando ogni anno una quota pari alla retribuzione annua utile divisa per 13,5. La retribuzione utile include tutte le voci retributive continuative (minimo tabellare, scatti, indennita fisse) ma esclude le voci variabili eccezionali.

    Il TFR accantonato e rivalutato al 31 dicembre di ogni anno con tasso composto: 1,5% fisso piu il 75% dell’aumento dell’indice ISTAT prezzi al consumo. La rivalutazione e imponibile con ritenuta del 17% sull’incremento.

    Fondoposte: la previdenza complementare di gruppo

    Fondoposte e il fondo di previdenza complementare negoziale istituito per i dipendenti di Poste Italiane e del gruppo. L’adesione e volontaria (salvo l’adesione automatica per le prime assunzioni dal 1° luglio 2026, con rinuncia entro 60 giorni) ma fortemente incentivata: il dipendente che aderisce versa una quota (di norma 1,5-2% della retribuzione utile) e riceve un contributo aggiuntivo aziendale di pari entita.

    La destinazione del TFR a Fondoposte e condizione necessaria per ottenere il contributo aziendale. Chi mantiene il TFR in azienda (o lo destina alla Tesoreria INPS) non beneficia del contributo datoriale aggiuntivo. Poste Italiane conta oltre 100.000 dipendenti: per le aziende con piu di 49 dipendenti il TFR non esplicitamente destinato a un fondo pensione confluisce alla Tesoreria INPS.

    Anticipi TFR e liquidazione finale

    Il dipendente con almeno 8 anni di servizio puo richiedere un anticipo TFR fino al 70% del maturato una sola volta nel corso del rapporto, per acquisto prima casa o spese sanitarie documentate (art. 2120 c.c.). Il CCNL Poste non deroga a questa disciplina legale.

    Alla cessazione del rapporto (per qualunque causa: dimissioni, licenziamento, pensione, scadenza) il TFR maturato viene liquidato con tassazione separata: l’imposta si calcola applicando l’aliquota media dell’ultimo quinquennio di reddito imponibile IRPEF, risultando spesso piu favorevole della tassazione ordinaria.

    Casi pratici

    Tizio – TFR vs Fondoposte: confronto
    Tizio ha 35 anni e sta valutando se aderire a Fondoposte. Se mantiene il TFR in azienda rinuncia al contributo datoriale del 2% (~330 euro/anno su stipendio E). In 30 anni di lavoro, il contributo aziendale perduto capitalizzato (ipotizzando rendimento medio 3%) supera i 15.000 euro. Tizio aderisce a Fondoposte.
    Caia – Anticipo TFR per acquisto prima casa
    Caia ha 10 anni di anzianita e ha maturato circa 22.000 euro di TFR netto (al netto della rivalutazione tassata). Chiede il 70%: circa 15.400 euro, da utilizzare come parte dell’anticipo per l’acquisto della prima casa. Deve presentare il compromesso di acquisto o il mutuo approvato. L’anticipo e concesso una sola volta.
    Sempronio – TFR a Tesoreria INPS e impatto
    Sempronio non ha aderito ne a Fondoposte ne ad altro fondo pensione entro il termine di silenzio-assenso (6 mesi dall’assunzione, per gli assunti fino al 30 giugno 2026). Il suo TFR e automaticamente confluito alla Tesoreria INPS. Alla cessazione del rapporto lo ricevera comunque per intero, ma non ha beneficiato del contributo aggiuntivo aziendale Fondoposte. Per le prime assunzioni dal 1° luglio 2026 l’adesione alla previdenza complementare è invece automatica, con rinuncia possibile entro 60 giorni dalla prima assunzione (art. 8, commi 7-7-quater, D.Lgs. 252/2005; L. 199/2025, art. 1, commi 202 e 205).

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR nel CCNL Poste?
    Si divide la retribuzione annua utile per 13,5 per ogni anno di servizio. Il totale maturato e rivalutato annualmente con tasso 1,5% fisso piu il 75% dell’inflazione ISTAT.
    Conviene aderire a Fondoposte?
    In generale si, perche l’adesione consente di ottenere il contributo aggiuntivo aziendale (che non spetta a chi mantiene il TFR fuori dal fondo). La scelta dipende anche dall’orizzonte temporale e dalla propensione al rischio del lavoratore.
    Quando si puo chiedere l'anticipo TFR?
    Dopo almeno 8 anni di servizio, una sola volta, fino al 70% del TFR maturato. Le causali ammesse sono acquisto prima casa e spese sanitarie documentate.
    Il TFR e tassato come la retribuzione normale?
    No. Alla liquidazione si applica la tassazione separata, con aliquota media calcolata sul reddito imponibile degli ultimi 5 anni, spesso inferiore all’aliquota marginale IRPEF del lavoratore.
    Se ho destinato il TFR a Fondoposte posso tornare indietro?
    No. Una volta destinato il TFR a un fondo pensione la scelta e irrevocabile per il futuro. Il fondo accumula i contributi e il lavoratore potra riscattare o ricevere la rendita alle condizioni del fondo stesso.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, permessi e festivita, maternita, paternita e congedi parentali, malattia, infortunio e periodo di comporto e anzianita, premio di risultato e mensilita aggiuntive.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Poste. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Poste: malattia, infortunio e periodo di comporto

    CCNL Poste

    In sintesi

    Nel CCNL Poste 2024 il posto è conservato fino a 609 giorni di malattia sommati negli ultimi 48 mesi, con l’intera retribuzione fissa per 502 giorni nel quadriennio. Per gravi patologie, disabilità certificate e terapie salvavita il limite sale a 730 giorni, pagati per intero. Dopo il comporto si può chiedere un’aspettativa non retribuita fino a 16 mesi (art. 41).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Poste Italiane SpA · SLC-CGIL · SLP-CISL · UILposte · FAILP-CISAL · CONFSAL · FNC-UGL
    Ultimo rinnovo
    23 luglio 2024, per il triennio 2024-2027
    Vigenza
    1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2027. Aumento medio del trattamento economico complessivo di 230 euro lordi, con incremento dei minimi di 192 euro, e una tantum di 1.000 euro lordi medi erogata a settembre 2024. Il premio di risultato 2025-2026 è stato rinnovato l’8 luglio 2025: +103 euro nel 2025 e +142 nel 2026, per un valore medio di 2.419 euro
    Platea
    Oltre 100.000 dipendenti

    Tabella riepilogativa

    Malattia e infortunio – CCNL Poste 23 luglio 2024 (artt. 41 e 50)
    Caso Conservazione del posto Trattamento economico
    Comporto ordinario 609 giorni di calendario, sommando le malattie dei 48 mesi precedenti l’ultimo episodio Intera retribuzione fissa per 502 giorni nel quadriennio
    Comporto speciale (gravi patologie elencate, disabili assunti o computati ex L. 68/1999, terapie salvavita) 730 giorni di calendario nei 48 mesi Intera retribuzione fissa per tutto il periodo
    Aspettativa dopo il comporto Fino a 16 mesi, una sola volta, su richiesta Non retribuita, senza anzianità
    Infortunio sul lavoro e malattia professionale I primi 16 mesi di assenza non contano nel comporto 100% il giorno dell’infortunio e i 3 giorni successivi; poi integrazione dell’indennità INAIL fino al 100%

    Il comporto ordinario di 609 giorni vale dal 1° gennaio 2025 per tutte le assenze, anche quelle del quadriennio precedente; fino al 31 dicembre 2024 si applicava la disciplina del CCNL 23 giugno 2021.

    Comporto ordinario e superamento

    Il periodo di comporto è il limite di assenza per malattia entro il quale il posto è conservato (art. 2110 c.c.). Nel CCNL Poste non dipende dall’anzianità: è di 609 giorni di calendario, sommando tutte le assenze per malattia dei 48 mesi precedenti ogni nuovo episodio. Almeno due giorni lavorativi prima di raggiungerlo, se la malattia continua, il lavoratore può chiedere una sola volta un’aspettativa continuativa fino a 16 mesi, senza retribuzione e senza anzianità, documentata con certificati medici.

    Superati il comporto e l’eventuale aspettativa, la società può risolvere il rapporto pagando l’indennità sostitutiva del preavviso. Dal 2025 l’azienda avvisa il lavoratore, una volta l’anno, 45 giorni prima del possibile raggiungimento del limite; il lavoratore può chiedere fino a due volte l’anno il conteggio delle sue assenze.

    Trattamento economico

    Durante il comporto ordinario spetta l’intera retribuzione fissa per un totale di 502 giorni nel quadriennio di riferimento. Nel comporto speciale la retribuzione fissa è pagata per intero per tutto il periodo di conservazione del posto.

    In caso di infortunio sul lavoro la società paga l’intera retribuzione per il giorno dell’infortunio e il 100% per i 3 giorni successivi; dal quarto giorno integra l’indennità INAIL fino al 100% della retribuzione giornaliera per tutta l’inabilità. I primi 16 mesi di assenza per infortunio o malattia professionale non contano nel comporto (art. 50).

    Malattie gravi, oncologiche e tutele speciali

    Il comporto speciale di 730 giorni riguarda tre gruppi: i lavoratori con una delle gravi patologie elencate dal contratto (tra cui malattia oncologica, sclerosi multipla, distrofia muscolare, trapianto di organi vitali, dialisi, SLA, Parkinson in fase avanzata), gli invalidi civili assunti o computati ai sensi della L. 68/1999 e chi è assente per terapie salvavita certificate. Per la grave patologia serve il certificato di un medico specialista pubblico o del SSN, da confermare ogni anno a gennaio.

    Visite di controllo

    Il lavoratore comunica l’assenza all’inizio dell’orario del giorno stesso, con l’indirizzo di reperibilità, e trasmette il numero di protocollo del certificato entro due giorni. Deve essere reperibile per le visite di controllo dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, salvo modifiche di legge (art. 41).

    Casi pratici

    Tizio – Più malattie in quattro anni
    Tizio ha sommato 590 giorni di malattia negli ultimi 48 mesi e si ammala di nuovo. Il limite è di 609 giorni: quando si avvicina, Poste lo avvisa con 45 giorni di anticipo e Tizio può chiedere, prima di superarlo, l’aspettativa non retribuita fino a 16 mesi.
    Caia – Retribuzione in malattia
    Caia è in malattia da 8 mesi continuativi. Fino a 502 giorni di malattia nel quadriennio riceve l’intera retribuzione fissa; oltre quella soglia, nel comporto ordinario, il CCNL non prevede più la retribuzione intera.
    Sempronio – Patologia oncologica
    Sempronio ha una diagnosi di neoplasia e presenta il certificato dello specialista del SSN. Rientra nel comporto speciale: il posto è conservato fino a 730 giorni nei 48 mesi, con l’intera retribuzione fissa per tutto il periodo.

    Domande frequenti

    Quanto dura il periodo di comporto nel CCNL Poste?
    609 giorni di calendario, sommando le malattie dei 48 mesi precedenti l’ultimo episodio; 730 giorni per gravi patologie, disabilità certificate e terapie salvavita (art. 41).
    L’azienda paga al 100% durante la malattia?
    Nel comporto ordinario paga l’intera retribuzione fissa per 502 giorni complessivi nel quadriennio; nel comporto speciale per tutto il periodo.
    Cosa succede alla fine del comporto?
    Si può chiedere, una sola volta e prima di superarlo, un’aspettativa non retribuita fino a 16 mesi. Dopo, Poste può risolvere il rapporto pagando l’indennità sostitutiva del preavviso, oltre al TFR.
    L’infortunio sul lavoro conta nel comporto?
    I primi 16 mesi di assenza per infortunio sul lavoro o malattia professionale no. Il giorno dell’infortunio e i 3 giorni successivi sono pagati al 100%; poi Poste integra l’indennità INAIL fino al 100% (art. 50).
    Quali sono le fasce di reperibilità?
    Dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, salvo modifiche di legge. Chi deve uscire per visite o accertamenti lo comunica prima e documenta entro cinque giorni.

    Fonti: CCNL Poste Italiane 23 luglio 2024, artt. 41 e 50 (testo pubblicato da WageIndicator). Dati verificati su questa fonte a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, permessi e festivita, maternita, paternita e congedi parentali, TFR, calcolo e destinazione a Fondoposte e anzianita, premio di risultato e mensilita aggiuntive.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Poste. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Poste: maternita, paternita e congedi parentali

    CCNL Poste

    In sintesi

    Il CCNL Poste integra le tutele di legge (D.Lgs. 151/2001) con disposizioni migliorative: integrazione aziendale al 100% durante l’astensione obbligatoria per maternita, congedo di paternita obbligatorio esteso, agevolazioni per il part-time al rientro dalla maternita e priorita nel cambio turno per genitori con figli piccoli.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Poste Italiane SpA · SLC-CGIL · SLP-CISL · UILposte · FAILP-CISAL · CONFSAL · FNC-UGL
    Ultimo rinnovo
    23 luglio 2024, per il triennio 2024-2027
    Vigenza
    1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2027. Aumento medio del trattamento economico complessivo di 230 euro lordi, con incremento dei minimi di 192 euro, e una tantum di 1.000 euro lordi medi erogata a settembre 2024. Il premio di risultato 2025-2026 è stato rinnovato l’8 luglio 2025: +103 euro nel 2025 e +142 nel 2026, per un valore medio di 2.419 euro
    Platea
    Oltre 100.000 dipendenti

    Tabella riepilogativa

    Maternita, paternita e congedi – CCNL Poste
    Istituto Durata Retribuzione (CCNL + INPS)
    Astensione obbligatoria maternita 5 mesi (2 ante + 3 post parto o flessibile) 100% retribuzione (80% INPS + integrazione aziendale)
    Congedo paternita obbligatorio 10 giorni (art. 27-bis D.Lgs. 151/2001) 100% retribuzione
    Congedo parentale facoltativo Fino a 10 mesi (madre + padre, max 6 m/genitore) 80% per i primi 3 mesi, 30% per i restanti (INPS)
    Permessi allattamento 2 ore/giorno per 1 anno (1 se giornata <6h) 100% retribuiti (INPS)
    Integrazione aziendale maternita 5 mesi astensione obbligatoria Differenza tra 80% INPS e 100% stipendio tabellare

    Astensione obbligatoria e integrazione aziendale

    La astensione obbligatoria per maternita dura 5 mesi: di norma 2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo (con possibilita di flessibilita: 1+4 o 0+5 a seconda delle condizioni). L’INPS eroga l’80% della retribuzione media giornaliera. Il CCNL Poste prevede l’integrazione aziendale fino al raggiungimento del 100% della retribuzione tabellare per l’intero periodo di astensione obbligatoria.

    La dipendente in maternita non puo essere licenziata dall’inizio della gravidanza fino al compimento di 1 anno del bambino (art. 54 D.Lgs. 151/2001). Poste Italiane non puo nemmeno trasferirla senza consenso durante la gravidanza e nei primi 7 mesi di vita del bambino.

    Congedo di paternita e genitori adottivi

    Il congedo di paternita obbligatorio (art. 27-bis D.Lgs. 151/2001) e di 10 giorni lavorativi da fruire da 2 mesi prima a 5 mesi dopo il parto, con retribuzione al 100% a carico INPS. Il CCNL Poste non integra ulteriormente questo periodo ma garantisce la fruibilita senza ostacoli organizzativi.

    In caso di adozione o affidamento, la madre adottiva ha diritto all’astensione obbligatoria pari all’eta del bambino adottato (fino a 6 anni), con le stesse tutele della maternita biologica.

    Congedo parentale e priorita al rientro

    Il congedo parentale facoltativo puo essere fruito da ciascun genitore fino al compimento del 14° anno del bambino. In base alla normativa vigente (D.Lgs. 105/2022 e successive modificazioni) i primi 3 mesi sono indennizzati all’80% da INPS, i mesi successivi al 30%.

    Al rientro dalla maternita o dal congedo parentale, il CCNL Poste riconosce:

    • Priorita nella scelta del turno diurno per i primi 12 mesi dopo il rientro.
    • Diritto di precedenza nel part-time (verticale o orizzontale) rispetto ai colleghi senza figli piccoli.
    • Diritto al mantenimento della sede di assegnazione per i primi 3 anni salvo esigenze documentate.

    Casi pratici

    Tizio – Congedo paternita e turni
    Tizio e portalettere E. Al momento della nascita del figlio fruisce dei 10 giorni di congedo obbligatorio retribuiti al 100%. Nei 12 mesi successivi ha priorita nella scelta del turno diurno. Chiede inoltre 2 mesi di congedo parentale facoltativo (indennizzati all’80% INPS per il primo mese).
    Caia – Integrazione aziendale maternita
    Caia e sportellista C con stipendio tabellare di 1.950 euro. Durante i 5 mesi di maternita obbligatoria l’INPS eroga l’80% (1.560 euro). Poste Italiane integra la differenza di 390 euro mensili, garantendo il 100% della retribuzione tabellare per tutto il periodo di astensione obbligatoria.
    Sempronio – Rientro e part-time post-maternita
    La moglie di Sempronio non lavora in Poste, ma sua sorella Claudia, sportellista B, rientra dalla maternita dopo 5 mesi di astensione obbligatoria piu 2 di congedo. Claudia chiede il part-time al 50% per i 6 mesi successivi. Avendo diritto di precedenza contrattuale, l’azienda deve concederlo salvo documentata incompatibilita organizzativa.

    Domande frequenti

    Durante la maternita Poste paga il 100% dello stipendio?
    Si. Il CCNL Poste prevede l’integrazione aziendale per coprire la differenza tra l’80% dell’INPS e il 100% della retribuzione tabellare durante i 5 mesi di astensione obbligatoria.
    Quanti giorni di paternita obbligatoria spettano?
    10 giorni lavorativi, da fruire da 2 mesi prima a 5 mesi dopo il parto, retribuiti al 100% a carico INPS. Sono obbligatori e non rinunciabili.
    Si puo lavorare in maternita flessibile?
    Si. La maternita flessibile consente di lavorare fino al mese precedente il parto (con certificazione medica) e di fruire dei 4 mesi restanti dopo il parto, a condizione che non sussistano rischi per la salute.
    Cosa spetta al rientro dalla maternita?
    Il CCNL Poste garantisce: priorita al turno diurno per 12 mesi, diritto di precedenza al part-time, mantenimento della sede di assegnazione per i primi 3 anni. La lavoratrice non puo essere licenziata fino al compimento di 1 anno del bambino.
    Il congedo parentale si puo fruire a ore?
    Si. Dal D.Lgs. 105/2022 il congedo parentale puo essere fruito anche su base oraria (non solo a giornate intere), previa comunicazione all’azienda con il preavviso minimo previsto dalla normativa o dal CCNL.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, permessi e festivita, malattia, infortunio e periodo di comporto, TFR, calcolo e destinazione a Fondoposte e anzianita, premio di risultato e mensilita aggiuntive.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Poste. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Poste: ferie, permessi e festivita

    CCNL Poste

    In sintesi

    Il CCNL Poste riconosce da 26 a 30 giorni lavorativi di ferie annue in base all’anzianita di servizio. Sono previsti permessi ROL (riduzione orario di lavoro), permessi per eventi familiari, permessi sindacali e giornate derivanti dalle festività soppresse (ex L. 54/1977). Il godimento delle ferie e pianificato dall’azienda sentito il lavoratore.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Poste Italiane SpA · SLC-CGIL · SLP-CISL · UILposte · FAILP-CISAL · CONFSAL · FNC-UGL
    Ultimo rinnovo
    23 luglio 2024, per il triennio 2024-2027
    Vigenza
    1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2027. Aumento medio del trattamento economico complessivo di 230 euro lordi, con incremento dei minimi di 192 euro, e una tantum di 1.000 euro lordi medi erogata a settembre 2024. Il premio di risultato 2025-2026 è stato rinnovato l’8 luglio 2025: +103 euro nel 2025 e +142 nel 2026, per un valore medio di 2.419 euro
    Platea
    Oltre 100.000 dipendenti

    Tabella riepilogativa

    Ferie e permessi retribuiti – CCNL Poste Italiane
    Istituto Durata / Quantita Condizioni principali
    Ferie fino a 5 anni anzianita 26 giorni lavorativi/anno Maturazione mensile proporzionale
    Ferie da 5 a 10 anni anzianita 28 giorni lavorativi/anno Maturazione mensile proporzionale
    Ferie oltre 10 anni anzianita 30 giorni lavorativi/anno Maturazione mensile proporzionale
    ROL (Riduzione Orario Lavoro) Da 40 a 56 ore/anno per livello Fruizione entro anno o banca ore
    Festivita soppresse 4 giorni/anno (ex L. 54/1977) Fruibili come permessi o monetizzabili
    Permesso matrimonio 15 giorni di calendario Retribuito, fruibile entro 30 giorni dall’evento
    Permesso lutto parente stretto 3 giorni lavorativi per evento Coniuge, figli, genitori, fratelli

    Ferie annue e maturazione

    Il CCNL Poste riconosce un diritto alle ferie che cresce con l’anzianita di servizio maturata presso Poste Italiane o societa del gruppo: 26 giorni lavorativi fino a 5 anni, 28 giorni da 5 a 10 anni, 30 giorni oltre i 10 anni. I giorni si calcolano sui giorni lavorativi (di norma lunedi-sabato) e non sui giorni di calendario.

    Le ferie maturano mensilmente in proporzione al servizio prestato. In caso di assenza non retribuita superiore a certi limiti il mese non e utile ai fini della maturazione. Le ferie non godute entro i limiti contrattuali possono essere monetizzate solo alla cessazione del rapporto o in casi eccezionali previsti dal CCNL.

    ROL e festivita soppresse

    Il CCNL Poste prevede un monte ore di riduzione orario di lavoro (ROL) differenziato per livello: da 40 ore annue per i livelli F-E a 56 ore per i livelli C e Quadri. I ROL sono fruibili a ore o a giornate intere, previa richiesta con preavviso minimo contrattuale. Le ore non fruite entro l’anno possono confluire nella banca ore.

    Le 4 festivita soppresse dalla L. 54/1977 danno diritto a altrettante giornate di permesso aggiuntive (ex festività civili abolite), fruibili nel corso dell’anno o, per accordo, monetizzabili alla fine dell’anno.

    Permessi per eventi e assenze giustificate

    Oltre alle ferie e al ROL, il CCNL Poste riconosce permessi retribuiti per specifici eventi:

    • Matrimonio o unione civile: 15 giorni di calendario, fruibili entro 30 giorni dall’evento.
    • Lutto: 3 giorni lavorativi per la morte di coniuge, figli, genitori e fratelli.
    • Visite mediche: permessi retribuiti per accertamenti specialistici non rinviabili, con presentazione della documentazione sanitaria.
    • Donazione sangue: giornata intera retribuita ai sensi della L. 107/1990.

    Il lavoratore disabile ai sensi della L. 104/1992 ha diritto ai permessi mensili aggiuntivi (3 giorni/mese) previsti dalla legge, indipendentemente dal CCNL.

    Casi pratici

    Tizio – Pianificazione ferie estive
    Tizio ha 8 anni di anzianita (livello E) e ha diritto a 28 giorni di ferie. Chiede 3 settimane consecutive a luglio. L’azienda puo richiedere di scaglionare il godimento per garantire la continuita del servizio, ma deve consentire almeno 2 settimane continuative nel periodo giugno-settembre, come previsto dal CCNL.
    Caia – Utilizzo ROL per visite mediche programmate
    Caia ha un ciclo di visite specialistiche che richiedono 6 mattinate nell’arco di tre mesi. Anziche richiedere permessi non retribuiti, utilizza le ore di ROL accumulate (56 ore/anno come C). Ogni mattinata di 4 ore scala dal monte ROL senza impatto sulle ferie.
    Sempronio – Permesso lutto e rimborso spese
    A Sempronio muore un genitore. Ha diritto a 3 giorni lavorativi di permesso retribuito per lutto. Se i funerali richiedono un viaggio, il CCNL non obbliga al rimborso spese di trasporto, ma accordi aziendali integrativi potrebbero prevederlo. Sempronio deve presentare il certificato di morte entro i termini aziendali.

    Domande frequenti

    Quanti giorni di ferie spettano a un portalettere con 3 anni di anzianita?
    26 giorni lavorativi all’anno. La progressione e: 26 giorni fino a 5 anni, 28 da 5 a 10 anni, 30 oltre i 10 anni.
    Le ferie non godute si perdono?
    Le ferie non godute entro i termini previsti dal CCNL non si perdono automaticamente se l’azienda non ne ha consentito il godimento. Alla cessazione del rapporto le ferie residue vanno sempre monetizzate.
    Cosa sono i ROL nel CCNL Poste?
    I ROL (Riduzione Orario Lavoro) sono ore di permesso retribuito aggiuntive rispetto alle ferie, riconosciute in misura da 40 a 56 ore annue a seconda del livello di inquadramento.
    Le festivita soppresse sono pagate o fruite come permesso?
    Le 4 festivita soppresse dalla L. 54/1977 si fruiscono come giorni di permesso aggiuntivo nell’anno. Se l’accordo aziendale lo prevede, possono essere monetizzate a fine anno.
    Il permesso per matrimonio si cumula con le ferie?
    Si. Il permesso di 15 giorni di calendario per matrimonio o unione civile e aggiuntivo rispetto alle ferie ordinarie e non le erode.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, preavviso, dimissioni e licenziamento, maternita, paternita e congedi parentali, malattia, infortunio e periodo di comporto, TFR, calcolo e destinazione a Fondoposte e anzianita, premio di risultato e mensilita aggiuntive.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Poste. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Poste: orario di lavoro, turni e flessibilita

    CCNL Poste

    In sintesi

    Il CCNL Poste fissa l’orario in 36 ore settimanali su 6 giorni (6 ore al giorno) o su 5 giorni (7 ore e 12 minuti), con possibili accordi nazionali per la settimana corta. Lo straordinario ha un tetto di 250 ore l’anno ed è maggiorato del 15% (diurno feriale), del 30% (notturno feriale o diurno festivo) e del 50% (notturno festivo). Ai fini della paga è notturno il lavoro tra le 21 e le 7.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Poste Italiane SpA · SLC-CGIL · SLP-CISL · UILposte · FAILP-CISAL · CONFSAL · FNC-UGL
    Ultimo rinnovo
    23 luglio 2024, per il triennio 2024-2027
    Vigenza
    1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2027. Aumento medio del trattamento economico complessivo di 230 euro lordi, con incremento dei minimi di 192 euro, e una tantum di 1.000 euro lordi medi erogata a settembre 2024. Il premio di risultato 2025-2026 è stato rinnovato l’8 luglio 2025: +103 euro nel 2025 e +142 nel 2026, per un valore medio di 2.419 euro
    Platea
    Oltre 100.000 dipendenti

    Tabella riepilogativa

    Orario, straordinario e conto ore – CCNL Poste 23 luglio 2024 (artt. 29-32 e 74)
    Voce Regola
    Orario contrattuale 36 ore settimanali: 6 ore al giorno su 6 giorni (lunedì-sabato) o 7 ore e 12 minuti su 5 giorni (lunedì-venerdì)
    Settimana corta Possibile con accordo nazionale, ferme le 36 ore (es. 9 ore per 4 giorni)
    Riposo giornaliero 11 ore consecutive; per i turni la contrattazione di secondo livello può scendere fino a 8, con 11 ore medie nel mese
    Limite di straordinario 250 ore l’anno per lavoratore, superabili solo per esigenze eccezionali o forza maggiore
    Maggiorazioni straordinario Diurno feriale 15%, notturno feriale 30%, diurno festivo 30%, notturno festivo 50%
    Lavoro notturno (ai fini della paga) Dalle 21 alle 7, con maggiorazione per livello nelle tabelle allegate al CCNL
    Conto ore individuale Prime 20 ore annue di straordinario, più fino a 100 ore volontarie; recupero entro 4 mesi, altrimenti pagate con il 15%

    Orario normale e settimana lavorativa

    Il CCNL Poste fissa l’orario contrattuale in 36 ore settimanali, concentrate in sei o cinque giorni secondo le esigenze tecnico-produttive: di norma 6 ore al giorno dal lunedì al sabato oppure 7 ore e 12 minuti dal lunedì al venerdì, con un intervallo da 30 a 60 minuti (art. 29). Con un accordo nazionale si possono adottare articolazioni diverse, come 9 ore su 4 giorni, sempre a 36 ore settimanali. Le variazioni di orario vanno comunicate con un preavviso di 48 ore.

    Dove il servizio è organizzato su sei giorni, l’azienda può prevedere rotazioni con cinque prestazioni settimanali per ciascun lavoratore; se lo schema dura più di 30 giorni va discusso con la delegazione sindacale.

    Lavoro notturno e festivo

    Per la legge è notturno il periodo di almeno sette ore consecutive che comprende l’intervallo tra mezzanotte e le 5; ai soli fini della retribuzione il CCNL considera notturno il lavoro tra le 21 e le 7 (art. 31). La maggiorazione oraria per il notturno e quella giornaliera per il festivo sono calcolate sulla retribuzione base (1/312 di minimo tabellare e contingenza al giorno, 1/6 di quella all’ora) con le percentuali per livello fissate nelle tabelle allegate al contratto (art. 74): queste tabelle non sono riprodotte nel testo che abbiamo consultato.

    Straordinario e conto ore

    Lo straordinario deve avere carattere eccezionale ed è ammesso fino a 250 ore l’anno per lavoratore; va comunicato almeno due ore prima della fine dell’orario e, se non è in continuità con l’orario normale, è pagato con un minimo di un’ora (art. 31). La maggiorazione si calcola sulla paga oraria convenzionale (minimo, contingenza e ratei di 13ª e 14ª divisi per 156): 15% diurno feriale, 30% notturno feriale, 30% diurno festivo, 50% notturno festivo (art. 74).

    Negli ambiti individuati con accordi nazionali opera il conto ore individuale (art. 32): vi confluiscono le prime 20 ore annue di straordinario e, su scelta del lavoratore, fino a 100 ore in più. Le ore si recuperano entro i 4 mesi successivi; quelle non recuperate sono pagate con una maggiorazione del 15%. Il conto ore non si applica ai quadri.

    Casi pratici

    Tizio – Straordinario serale
    Tizio lavora in un centro di smistamento su 5 giorni. Gli vengono chieste due ore di straordinario dalle 19 alle 21 di un giorno feriale: sono straordinario diurno feriale, con il 15%. Se fossero dalle 21 alle 23, ai fini della paga sarebbero notturne e la maggiorazione sarebbe del 30%.
    Caia – Conto ore allo sportello
    Caia lavora in un ambito in cui è attivo il conto ore. Le sue prime 20 ore di straordinario dell’anno vanno nel conto e le recupera nei 4 mesi successivi; le ore che non riesce a recuperare le sono pagate con la maggiorazione del 15%.
    Sempronio – Richiamo dopo l’orario
    Sempronio ha già finito il turno quando gli chiedono di rientrare per 40 minuti. Lo straordinario non è in continuità con l’orario normale: gli spetta comunque un’ora di retribuzione, con la maggiorazione prevista.

    Domande frequenti

    Quante ore settimanali prevede il CCNL Poste?
    36 ore, su 6 giorni (6 ore al giorno) o su 5 giorni (7 ore e 12 minuti). Un accordo nazionale può prevedere la settimana corta, sempre a 36 ore.
    Quanto è pagato lo straordinario in Poste?
    Diurno feriale +15%, notturno feriale +30%, diurno festivo +30%, notturno festivo +50%, sulla paga oraria convenzionale dell’art. 74.
    Ci sono limiti alle ore straordinarie?
    Sì: 250 ore l’anno per lavoratore, superabili solo per esigenze tecnico-produttive eccezionali o forza maggiore (art. 31).
    Da che ora il lavoro è notturno?
    Ai fini della paga dalle 21 alle 7. La percentuale della maggiorazione dipende dal livello ed è fissata nelle tabelle allegate al CCNL.
    Come funziona il conto ore?
    Raccoglie le prime 20 ore annue di straordinario, più fino a 100 ore volontarie, da recuperare entro 4 mesi; le ore non recuperate sono pagate con il 15%. Vale negli ambiti individuati da accordi nazionali e non per i quadri.

    Fonti: CCNL Poste Italiane 23 luglio 2024, artt. 29-32 e 74 (testo pubblicato da WageIndicator). Dati verificati su questa fonte a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, permessi e festivita, maternita, paternita e congedi parentali, malattia, infortunio e periodo di comporto e TFR, calcolo e destinazione a Fondoposte.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Poste. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Poste 2026: tabelle retributive e minimi per livello

    CCNL Poste

    In sintesi

    Il CCNL Poste Italiane fissa minimi tabellari mensili lordi che, dal 1° settembre 2026, vanno da 1.081,01 euro (livello F) a 2.050,03 euro (livello A1): la tabella completa per livello è più sotto. Si tratta del solo minimo tabellare: la busta paga effettiva include indennità contrattuali e premi. Il CCNL non prevede scatti di anzianità periodici: restano la retribuzione individuale di anzianità (RIA) per chi l’ha maturata, l’indennità di funzione dei Quadri e il premio di risultato (art. 63).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Poste Italiane SpA · SLC-CGIL · SLP-CISL · UILposte · FAILP-CISAL · CONFSAL · FNC-UGL
    Ultimo rinnovo
    23 luglio 2024, per il triennio 2024-2027
    Vigenza
    1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2027. Aumento medio del trattamento economico complessivo di 230 euro lordi, con incremento dei minimi di 192 euro, e una tantum di 1.000 euro lordi medi erogata a settembre 2024. Il premio di risultato 2025-2026 è stato rinnovato l’8 luglio 2025: +103 euro nel 2025 e +142 nel 2026, per un valore medio di 2.419 euro
    Platea
    Oltre 100.000 dipendenti

    Minimi tabellari — in vigore dal 1° settembre 2026

    Livello Minimo mensile lordo
    Quadro/Liv. A1 (produzione e staff) 2.050,03 €
    Liv. A2 (produzione e staff) 1.818,55 €
    Liv. B 1.557,25 €
    Liv. C 1.432,56 €
    Liv. D 1.365,29 €
    Liv. E 1.207,94 €
    Liv. F 1.081,01 €

    Gli importi indicano il minimo tabellare (paga base): la retribuzione lorda effettiva comprende anche contingenza, E.D.R., eventuali indennità di funzione e le mensilità aggiuntive (13ª e 14ª). Il CCNL del 23 luglio 2024 (Allegato 9) prevede una ulteriore tranche di aumento dal 1° settembre 2026: da 41,64 euro (livello F) a 67,62 euro (livello A1) lordi mensili. La tabella la comprende.

    Fonte: minimi vigenti dal 1/9/2025 (banche dati contrattuali) più gli aumenti dal 1/9/2026 pubblicati da UILPoste (sindacato firmatario); i totali coincidono con i minimi annui diffusi per la stessa decorrenza. Valori verificati il 5 ottobre 2026; i rinnovi possono aggiornare gli importi.

    La tua busta paga è sotto questi importi? Verifica in 5 passi e recupera gli arretrati →

    Struttura della retribuzione

    Secondo l’art. 63 del testo del CCNL Poste 2024-2027, la retribuzione fissa comprende il minimo tabellare, l’indennità di contingenza, la tredicesima e la quattordicesima, la retribuzione individuale di anzianità (RIA), l’elemento distintivo della retribuzione e, per i Quadri, l’indennità di funzione. La parte variabile comprende i premi di risultato, l’indennità di posizione e le indennità particolari. Le mensilità sono quattordici: la tredicesima si paga entro il 15 dicembre (art. 67) e la quattordicesima con lo stipendio di marzo, entro il 25 (art. 68).

    Indennità

    Il CCNL prevede indennità specifiche che si sommano al minimo tabellare:

    • Indennità di funzione Quadri: per il livello A, da 2.250 € (A2 staff) a 4.700 € (A1 produzione) lordi annui, secondo la posizione retributiva.
    • Indennità di posizione: 3.000 € lordi annui, per il periodo di assegnazione, ai Quadri A1 preposti a strutture di particolare complessità (art. 71).
    • Indennità portalettere: 0,58 € lordi per ogni giornata di effettivo servizio (art. 72).
    • Indennità di cassa: 3,43 € lordi al giorno per gli sportelli con maneggio di denaro (art. 76).
    • Indennità monoperatore: 2,00 € lordi al giorno per il Direttore di Ufficio Postale Monoperatore di livello C (art. 73).
    • Maggiorazioni per lavoro festivo, notturno e straordinario (art. 74).

    Anzianità: niente scatti periodici, c’è la RIA

    Nel CCNL Poste non esistono scatti di anzianità che maturano ogni due o tre anni. La retribuzione fissa (art. 63) comprende, per chi la percepisce, la retribuzione individuale di anzianità maturata in base all’art. 25 del D.P.R. 335/1990. RIA ed elemento distintivo non si riassorbono quando si passa al livello superiore; le posizioni economiche differenziate invece sì. L’anzianità di servizio conta per altri istituti, come il preavviso.

    Casi pratici

    Tizio – Portalettere senior
    Tizio è portalettere senior, livello D. Dal 1° settembre 2026 il suo minimo tabellare è 1.365,29 € lordi al mese, a cui si sommano contingenza, EDR, eventuale RIA e l’indennità portalettere di 0,58 € per ogni giornata di servizio: 0,58 × 22 giornate = 12,76 € al mese. A dicembre riceve la tredicesima entro il 15 e a marzo la quattordicesima entro il 25.
    Caia – Operatrice di sportello senior, livello C
    Caia è operatrice di sportello senior, figura del livello C, con maneggio di denaro. Dal 1° settembre 2026 il minimo tabellare è di 17.190,69 euro annui, cioè 1.432,56 euro al mese, e l’indennità di contingenza di 6.298,34 euro annui, cioè 524,86 euro al mese (art. 64 e Allegato 9): 1.957,42 euro. Per ogni giornata di servizio allo sportello con maneggio di denaro riceve l’indennità di cassa di 3,43 euro (art. 76): con 22 giornate 75,46 euro, per un totale di 2.032,88 euro lordi al mese, oltre a tredicesima, quattordicesima e premio di risultato. Gli anni di servizio non fanno maturare scatti: il contratto non li prevede (art. 63).
    Sempronio – Premio di risultato e tassazione agevolata
    Sempronio è operatore in un CMP che ha raggiunto tutti gli obiettivi dell’anno (volumi, qualita, sicurezza). Il premio di risultato aziendale erogato e di 900 euro lordi annui con imposta sostitutiva dell’1% (9 euro) prevista nel 2026 e nel 2027 per i premi di produttivita (L. 208/2015, commi 182-189), piu i contributi INPS a suo carico.

    Domande frequenti

    Quante mensilità prevede il CCNL Poste?
    Quattordici: la tredicesima entro il 15 dicembre (art. 67) e la quattordicesima con lo stipendio di marzo, entro il 25 (art. 68).
    Ci sono gli scatti di anzianità?
    No, il CCNL non prevede scatti periodici. Chi l’aveva maturata conserva la retribuzione individuale di anzianità, che non si riassorbe con la promozione (art. 63).
    Il premio di risultato e tassato normalmente?
    No. Il premio di risultato rientra nel regime fiscale agevolato per la produttivita (art. 1, co. 182-189, L. 208/2015 e successive modificazioni): nel 2026 e nel 2027 imposta sostitutiva dell’1% fino a 5.000 euro l’anno, per redditi di lavoro dipendente fino a 80.000 euro.
    Come si calcolano le maggiorazioni di turno?
    Lo straordinario è maggiorato del 15% (diurno feriale), 30% (notturno feriale e diurno festivo) e 50% (notturno festivo); la retribuzione oraria si ottiene dividendo quella mensile per 156 (artt. 65 e 74). Le maggiorazioni per lavoro festivo e notturno sono percentuali per livello, indicate nelle tabelle allegate al CCNL (art. 74).
    Gli importi tabellari del 2026 sono definitivi?
    Sono i minimi in vigore dal 1° settembre 2026 secondo la fonte indicata sopra; un rinnovo o un accordo successivo può aggiornarli.

    Fonti: Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) · premi di risultato 2026-2027. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, permessi e festivita, maternita, paternita e congedi parentali, malattia, infortunio e periodo di comporto, TFR, calcolo e destinazione a Fondoposte e anzianita, premio di risultato e mensilita aggiuntive.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Poste. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Poste: aree professionali e livelli di inquadramento

    CCNL Poste

    In sintesi

    Il CCNL Poste Italiane (art. 20) inquadra i dipendenti in sei livelli professionali, da F (il più basso) ad A (Quadri, con le posizioni retributive A2 e A1), con ruoli «junior» e «senior». I profili principali sono portalettere e addetti al recapito, sportellisti multi-funzione (postale, BancoPosta, assicurativo), addetti smistamento e logistica, amministrativi e Quadri. Ogni livello ha una declaratoria con requisiti di competenza e autonomia.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Poste Italiane SpA · SLC-CGIL · SLP-CISL · UILposte · FAILP-CISAL · CONFSAL · FNC-UGL
    Ultimo rinnovo
    23 luglio 2024, per il triennio 2024-2027
    Vigenza
    1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2027. Aumento medio del trattamento economico complessivo di 230 euro lordi, con incremento dei minimi di 192 euro, e una tantum di 1.000 euro lordi medi erogata a settembre 2024. Il premio di risultato 2025-2026 è stato rinnovato l’8 luglio 2025: +103 euro nel 2025 e +142 nel 2026, per un valore medio di 2.419 euro
    Platea
    Oltre 100.000 dipendenti

    Tabella riepilogativa

    Livelli professionali e ruoli – CCNL Poste (art. 20)
    Livello Ruoli e figure esemplificative Caratteristiche principali
    A – Quadri (posizioni A2 e A1) Responsabile di Struttura, Professional; Direttore Ufficio Postale A2 Gestione di strutture rilevanti o funzioni specialistiche di alta responsabilità
    B Supervisor (Tutor, Direttore Ufficio Postale, Responsabile Centro Distribuzione), Specialista (Consulente Finanziario, Back Office, Assistenza Clienti) Conoscenze specialistiche o gestione di un gruppo di lavoratori
    C Operatore senior (Sportello, Back Office, Assistenza), Coordinatore (Caposquadra Recapito, Direttore Ufficio Postale Monoperatore) Attività tecnico-amministrative complesse con piena autonomia
    D Addetto senior (Portalettere senior, Addetto Produzione senior), Operatore junior (Sportello, Back Office) Attività esecutive e tecniche con conoscenze specifiche
    E Addetto junior (Portalettere junior, Addetto Produzione junior) Attività esecutive e operative su processi definiti
    F Addetto di Base (Addetto Guardiania e Accessi) Attività semplici, con conoscenze elementari

    La struttura per livelli professionali

    Il CCNL Poste Italiane si applica ai dipendenti di Poste Italiane SpA e delle società del gruppo (SDA Express Courier, Poste Vita, BancoPosta Fondi). Con oltre 100.000 dipendenti, è uno dei più grandi contratti collettivi aziendali del settore dei servizi in Italia.

    L’inquadramento (art. 20) si articola in sei livelli professionali, F, E, D, C, B e A (Quadri), con declaratorie generali, ruoli e figure professionali esemplificative. Per alcuni ruoli si distingue tra junior e senior: per passare a senior servono 22 mesi di effettivo svolgimento delle stesse mansioni (6 mesi se il lavoratore ha già 24 mesi di anzianità aziendale).

    Portalettere e addetti al recapito

    I portalettere e gli addetti al recapito rappresentano la quota numericamente più rilevante del personale. Effettuano la consegna di corrispondenza, pacchi e raccomandate su zone geografiche assegnate, con utilizzo di veicoli aziendali. Il CCNL disciplina le zone di recapito, i carichi standard e i criteri di assegnazione.

    Il portalettere junior è inquadrato al livello E; dopo 22 mesi di effettivo svolgimento delle stesse mansioni diventa portalettere senior, livello D (art. 20). Il Caposquadra Recapito è al livello C.

    Sportellisti e polifunzionalità commerciale

    Gli sportellisti operano negli uffici postali svolgendo funzioni postali (accettazione corrispondenza, raccomandate, pacchi, versamenti), bancarie (BancoPosta: conti correnti, libretti, buoni fruttiferi) e assicurative o finanziarie (Poste Vita, Poste Assicura, fondi). Questa polifunzionalità e una peculiarità del CCNL Poste.

    Nel CCNL l’Operatore Sportello junior è al livello D e l’Operatore Sportello senior al livello C (art. 20); il livello B comprende i ruoli di Supervisor e Specialista, per esempio lo Specialista Consulente Finanziario. La formazione obbligatoria per l’abilitazione a prodotti BancoPosta e assicurativi e a carico aziendale.

    Casi pratici

    Tizio – Da portalettere junior a senior
    Tizio è portalettere junior al livello E. Dopo 22 mesi di effettivo svolgimento delle stesse mansioni passa a portalettere senior, livello D (art. 20): le assenze oltre i 15 giorni in un mese di calendario non fanno maturare quella mensilità e fanno slittare il passaggio. Sul minimo tabellare il passaggio vale circa 153 euro lordi mensili (1.316,04 contro 1.162,79 euro dal 1° settembre 2025).
    Caia – Operatore Sportello senior
    Caia è Operatore Sportello senior al livello C. L’abilitazione alla vendita di prodotti BancoPosta e assicurativi non basta, da sola, a portarla al livello B: questo comprende i ruoli di Supervisor e Specialista (per esempio Specialista Consulente Finanziario), e conta il ruolo effettivamente assegnato.
    Sempronio – Assegnazione a mansioni inferiori
    Sempronio è inquadrato al livello C come operatore amministrativo. A seguito di una riorganizzazione gli vengono assegnate mansioni esecutive da livello E. Il CCNL Poste consente il demansionamento solo per motivi organizzativi documentati e con conservazione della retribuzione precedente. Sempronio si oppone e l’azienda deve dimostrare l’effettiva necessità organizzativa o reintegrarlo nel livello C.

    Domande frequenti

    Quanti livelli prevede il CCNL Poste?
    Sei livelli professionali (art. 20): F, E, D, C, B e A (Quadri, con le posizioni retributive A2 e A1). F è il più basso, A il più alto. I minimi tabellari per livello sono nella pagina delle tabelle retributive.
    Il portalettere può diventare sportellista?
    Si, tramite mobilità interna e formazione aziendale. Il cambio di profilo comporta nuovo inquadramento nell’area sportello con il livello corrispondente alle competenze acquisite.
    Cosa significa polifunzionalità nel CCNL Poste?
    La polifunzionalità indica la capacità dello sportellista di operare su servizi postali, bancari (BancoPosta) e assicurativi o finanziari. Il CCNL prevede formazione obbligatoria a carico aziendale e indennità specifiche per il personale qualificato multifunzione.
    I Quadri hanno tutele aggiuntive?
    Sì. Ai Quadri del livello A spetta un’indennità di funzione annua: 2.250 € (A2) e 4.000 € (A1) nelle attività di staff, 2.800 € e 4.700 € nella produzione; dopo oltre sei mesi di mansioni da Quadro spetta il relativo livello; sono previsti progetti formativi dedicati (art. 21). L’azienda assicura inoltre per la responsabilità civile verso terzi i dipendenti più esposti a quel rischio (art. 46).
    Quanto dura il periodo di prova?
    Al massimo 45 giorni per il livello F, 3 mesi per i livelli E, D, C e B, 6 mesi per il livello A (art. 19). I periodi si contano a calendario. Durante la prova entrambe le parti possono recedere senza obbligo di preavviso né di motivazione.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, permessi e festività, maternità, paternità e congedi parentali, malattia, infortunio e periodo di comporto e TFR, calcolo e destinazione a Fondoposte.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Poste. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Articolo 224 Codice della Strada

    Art. 224 C.d.S. – Procedimento di applicazione delle sanzioni amministrative accessorie della sospensione e della revoca della patente

    Testo vigente – D.Lgs. 285/1992 (aggiornato da Normattiva)

    1. Quando la sentenza penale o il decreto di accertamento del reato e di condanna sono irrevocabili, anche a pena condizionalmente sospesa, il prefetto, se è previsto dal presente codice che da esso consegua la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente, adotta il relativo provvedimento per la durata stabilita dall'autorità giudiziaria e ne dà comunicazione al competente ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri.

    2. Quando la sanzione amministrativa accessoria è costituita dalla revoca della patente, il prefetto, entro quindici giorni dalla comunicazione della sentenza o del decreto di condanna irrevocabile, adotta il relativo provvedimento di revoca comunicandolo all'interessato e all'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri.

    3. La declaratoria di estinzione del reato per morte dell'imputato importa l'estinzione della sanzione amministrativa accessoria. Nel caso di estinzione del reato per altra causa, il prefetto procede all'accertamento della sussistenza o meno delle condizioni di legge per l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria e procede ai sensi degli articoli 218 e 219 nelle parti compatibili.

    L'estinzione della pena successiva alla sentenza irrevocabile di condanna non ha effetto sulla applicazione della sanzione amministrativa accessoria.

    4. Salvo quanto previsto dal comma 3, nel caso di sentenza irrevocabile di proscioglimento, il prefetto, ricevuta la comunicazione della cancelleria, ordina la restituzione della patente all'intestatario. L'ordinanza di estinzione è comunicata all'interessato e all'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri. Essa è iscritta nella patente.

  • Perdite su crediti: quando sono deducibili per l’impresa

    In sintesi

    • Regola generale: la perdita su crediti è deducibile solo se risulta da elementi certi e precisi, ai sensi dell’art. 101, comma 5, del TUIR.
    • Modesta entità: la prova non serve se il credito non supera 2.500 euro (o 5.000 euro per le imprese di maggiore dimensione) ed è scaduto da almeno 6 mesi.
    • Procedure concorsuali: la deduzione è automatica quando il debitore è soggetto a fallimento, concordato, liquidazione giudiziale o accordi di ristrutturazione.
    • Prescrizione: quando il diritto alla riscossione del credito si è prescritto, la perdita è automaticamente deducibile.
    • Distinzione dalla svalutazione: la svalutazione generica è disciplinata dall’art. 106 TUIR; la perdita definitiva da art. 101, comma 5.

    Quando una perdita su credito è deducibile

    L’impresa che non riesce a recuperare un credito può dedurre la perdita dal proprio reddito imponibile, ma solo rispettando condizioni ben precise. La regola è fissata dall’art. 101, comma 5, del TUIR: la perdita su crediti è deducibile solo se risulta da elementi certi e precisi.

    Questa formula – apparentemente vaga – significa che non basta pensare che il cliente non pagherà: occorre documentarlo con prove concrete. Il fisco non accetta le perdite ‘per sentito dire’ o basate su valutazioni soggettive dell’imprenditore.

    La legge, però, prevede tre situazioni in cui la prova è automatica e non occorre raccogliere ulteriori elementi: quando il debitore è in una procedura concorsuale (come il fallimento), quando il credito è di modesta entità e scaduto da almeno sei mesi, e quando il diritto di credito si è prescritto.

    Capire in quale situazione ci si trova è fondamentale perché sbagliare la categoria – ad esempio dedurre come perdita quello che è ancora una svalutazione – può portare a contestazioni in sede di accertamento.

    Casi di deducibilità automatica – art. 101 c.5 TUIR
    Situazione Condizioni richieste
    Procedure concorsuali o accordi Debitore soggetto a fallimento, concordato, liquidazione giudiziale, accordi di ristrutturazione o piani attestati
    Modesta entità – imprese ordinarie Credito fino a 2.500 euro, scaduto da almeno 6 mesi
    Modesta entità – imprese maggiori Credito fino a 5.000 euro, scaduto da almeno 6 mesi
    Prescrizione Il diritto alla riscossione si è prescritto
    Caso generale Elementi certi e precisi documentati dall'impresa

    Esempio pratico

    • Alfa SRL vanta un credito di 1.800 euro verso un piccolo fornitore, scaduto a gennaio 2025. A luglio 2025 il credito è ancora insoluto: sono trascorsi 6 mesi dalla scadenza e l’importo è inferiore a 2.500 euro. Alfa SRL può dedurre la perdita di 1.800 euro nella dichiarazione 2025 senza dover raccogliere ulteriore documentazione, perché rientra nel caso di modesta entità con anzianità minima di 6 mesi. Se invece il credito fosse di 4.000 euro, la stessa impresa non potrebbe avvalersi della soglia automatica (che è 2.500 euro per le imprese ordinarie) e dovrebbe documentare elementi certi e precisi dell’insolvenza.

    Documenti necessari

    • Estratto del libro mastro con evidenza della scadenza del credito
    • Fatture e contratti da cui risulta il credito
    • Documentazione della procedura concorsuale (sentenza di fallimento, decreto di omologazione del concordato, ecc.) se applicabile
    • Diffide, solleciti, atti di messa in mora o relazioni di legali/agenzie di recupero
    • Eventuale autocertificazione dell’impresa con calcolo della soglia di modesta entità
    • Documentazione attestante la prescrizione del diritto, se applicabile

    Caso 1 – Debitore in procedura concorsuale

    Scenario. Tizio è amministratore di Beta SNC, che vanta un credito commerciale di 80.000 euro verso un cliente. Nel corso del 2025 il cliente viene ammesso al concordato preventivo dal tribunale competente.

    Come si applica. L’apertura della procedura concorsuale rende automaticamente deducibile la perdita su crediti, senza bisogno di raccogliere altri elementi. Beta SNC può dedurre la perdita nell’esercizio 2025, l’anno in cui la procedura ha avuto inizio. La documentazione da conservare è il provvedimento del tribunale che ammette il debitore alla procedura.

    In pratica

    • Procedura concorsuale aperta nel 2025: perdita deducibile nel 2025.
    • Documentazione chiave: provvedimento del tribunale (ammissione al concordato o sentenza di fallimento).
    • Non serve attendere la chiusura della procedura per dedurre.

    Caso 2 – Credito di modesta entità scaduto da 6 mesi

    Scenario. Caio gestisce i conti di una piccola SRL di servizi informatici. Nel corso del 2025 si accumula un credito di 2.200 euro verso un cliente che non ha mai risposto ai solleciti. Il credito era scaduto a febbraio 2025.

    Come si applica. A settembre 2025 sono trascorsi più di 6 mesi dalla scadenza (febbraio-settembre). Il credito è di 2.200 euro, sotto la soglia di 2.500 euro prevista per le imprese ordinarie. Ricorrono entrambe le condizioni dell’art. 101, comma 5: modesta entità e anzianità di almeno 6 mesi. La perdita di 2.200 euro è deducibile nella dichiarazione 2025 senza ulteriori prove. Caio conserva la fattura e l’estratto del libro mastro che documenta la scadenza.

    In pratica

    • Credito di 2.200 euro (sotto i 2.500 euro per imprese ordinarie) – soglia rispettata.
    • Scaduto a febbraio 2025, dedotto a settembre 2025: oltre 6 mesi – condizione rispettata.
    • Documenti minimi: fattura e estratto contabile con data di scadenza.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Cosa si intende per 'elementi certi e precisi' richiesti in via generale?

    Sono prove concrete e documentate dell’insolvenza del debitore: ad esempio, azioni legali infruttuose, relazioni di agenzie di recupero crediti, dichiarazioni del debitore sull’impossibilita’ di pagare, chiusura dell’attivita’. Non basta un semplice ritardo nel pagamento.

    La soglia di 2.500 euro si applica per singola fattura o per cliente?

    Per singolo credito (di norma la singola partita contabile). Se lo stesso cliente ha più crediti distinti, ciascuno va valutato separatamente per la verifica della soglia.

    Chi sono le 'imprese di piu' rilevante dimensione' con soglia a 5.000 euro?

    L’art. 101, comma 5, del TUIR fa riferimento alle imprese di maggiori dimensioni secondo la definizione normativa vigente. In pratica si tratta delle imprese che superano i parametri dimensionali stabiliti per legge; il commercialista può verificare se la propria società rientra in questa categoria.

    Posso dedurre una perdita su crediti se non ho ancora intrapreso azioni legali?

    Non in via automatica, a meno che non ricorrano i casi di modesta entità (con anzianità 6 mesi) o di procedure concorsuali. Negli altri casi, l’assenza di azioni legali o solleciti può rendere difficile dimostrare gli ‘elementi certi e precisi’.

    Come si differenzia la perdita su crediti dalla svalutazione?

    La svalutazione (art. 106 TUIR) e’ un accantonamento preventivo e generico, deducibile entro lo 0,5% del portafoglio crediti. La perdita su crediti (art. 101, c.5) è una perdita definitiva, rilevata quando il credito diventa irrecuperabile o ricorrono le condizioni di legge.

    Posso dedurre la perdita anche se ho già svalutato il credito negli anni precedenti?

    Sì. Se negli anni precedenti hai svalutato il credito (nei limiti dell’art. 106), e ora il credito si trasforma in perdita definitiva, puoi dedurre la perdita. Attenzione a non dedurre due volte: la quota già dedotta come svalutazione non va dedotta di nuovo come perdita.

  • Art. 39 D.Lgs. 81/2015 – Decadenza e tutele nella somministrazione

    Art. 39 D.Lgs. 81/2015 – Decadenza e tutele nella somministrazione

    D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 – Disciplina organica dei contratti di lavoro (Jobs Act)

    1. Nei casi in cui il contratto di somministrazione sia stipulato in violazione di quanto disposto dall’articolo 31, il lavoratore ha diritto di chiedere, mediante ricorso giudiziale a norma dell’articolo 414 del codice di procedura civile, notificato anche soltanto al soggetto che ne ha utilizzato la prestazione, la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze di quest’ultimo.

    2. L’impugnazione del contratto di somministrazione deve avvenire, con qualsiasi atto scritto, anche extragiudiziale, idoneo a rendere nota la volontà del lavoratore, entro centottanta giorni dalla cessazione del singolo contratto ovvero dalla cessazione del contratto di somministrazione.

  • Art. 38-bis D.Lgs. 81/2015 – Somministrazione fraudolenta (abrogato)

    Art. 38-bis D.Lgs. 81/2015 – Somministrazione fraudolenta

    D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 – Disciplina organica dei contratti di lavoro

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.L. 2 marzo 2024, n. 19. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    1. Ferme restando le sanzioni di cui all’ articolo 18 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 , quando la somministrazione di lavoro è posta in essere con la specifica finalità di eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo applicate al lavoratore, il somministratore e l’utilizzatore sono puniti con la pena dell’ammenda di 20 euro per ciascun lavoratore coinvolto e per ciascun giorno di somministrazione

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.