Indice
  1. La guida
  2. Vedi anche

La guida

In sintesi

Chi può dedurre i contributi INPS per il personale domestico

Se hai assunto una colf, una badante, una baby-sitter o un’assistente per un anziano, sei un datore di lavoro domestico e devi versare all’INPS i contributi previdenziali per il tuo dipendente. Questi contributi, per la parte che rimane a tuo carico come datore di lavoro, sono deducibili dal tuo reddito complessivo.

La deduzione significa che quell’importo si sottrae dal tuo reddito prima che venga calcolata l’IRPEF. Il risparmio fiscale reale dipende dalla tua aliquota marginale: nel 730/2026 (redditi 2025) l’aliquota del 35% è quella del secondo scaglione, per i redditi da 28.000 a 50.000 euro: chi è in quello scaglione risparmia 35 euro di imposta ogni 100 euro di contributi dedotti.

C’è però un massimale: puoi dedurre al massimo 1.549,37 euro all’anno. Se hai versato più di questa cifra (per esempio perché hai una badante a tempo pieno), la parte eccedente non è deducibile.

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L’importo va indicato nel rigo E23 della Sezione II del Quadro E. Non devi allegare nulla alla dichiarazione, ma devi conservare le ricevute di versamento INPS per eventuali controlli.

Conta l’anno in cui paghi: nel 730/2026 vanno i contributi versati nel 2025, compresi quelli del quarto trimestre 2024 pagati a gennaio 2025, mentre quelli del quarto trimestre 2025 pagati a gennaio 2026 andranno nel 730/2027. Il massimale di 1.549,37 euro è la conversione delle 3.000.000 di lire previste dall’art. 10, comma 2, del TUIR.

Contributi colf/badanti: cosa conta ai fini della deduzione
Voce Dettaglio
Massimale deducibile annuo 1.549,37 euro
Quota deducibile Solo la parte a carico del datore di lavoro (non quella trattenuta al lavoratore)
Figura rigo nel 730 E23, Sezione II del Quadro E
Lavoratori che rientrano Colf, badanti, baby-sitter, assistenti di anziani e disabili
Limite di reddito del dichiarante Nessuno
Tipo di agevolazione Deduzione dal reddito complessivo

Contributi INPS colf e badanti: quanto si paga all’ora

Il contributo INPS si paga per ogni ora retribuita e dipende dalla retribuzione oraria effettiva (paga concordata più la quota oraria di vitto, alloggio e tredicesima). Sopra le 24 ore settimanali il contributo è fisso. Gli importi validi per il 2025, cioè quelli che servono per il 730/2026, sono questi (rapporti a tempo indeterminato, con quota CUAF):

Contributi orari lavoro domestico 2025 (fonte INPS)
Retribuzione oraria effettiva Contributo orario totale di cui a carico del lavoratore Quota del datore (deducibile)
Fino a 9,48 euro 1,68 euro 0,42 euro 1,26 euro
Oltre 9,48 e fino a 11,54 euro 1,89 euro 0,48 euro 1,41 euro
Oltre 11,54 euro 2,30 euro 0,58 euro 1,72 euro
Orario superiore a 24 ore settimanali 1,22 euro 0,31 euro 0,91 euro

Per i contratti a tempo determinato il contributo orario è più alto (per esempio 1,79 euro invece di 1,68 nella prima fascia) per effetto del contributo addizionale, ma la quota del lavoratore resta la stessa. Per il 2026 l’INPS ha aggiornato le fasce (circolare n. 9 del 3 febbraio 2026): fino a 9,61 euro l’ora il contributo è di 1,70 euro, oltre 11,70 euro è di 2,34 euro. Fonti: INPS, contributi e agevolazioni fiscali per chi assume un lavoratore domestico e lavoratori domestici: i contributi dovuti per il 2026.

La quota del lavoratore il datore la trattiene dalla retribuzione. Se decide di non trattenerla e la paga lui, resta comunque la quota del lavoratore: il rigo E23 riguarda solo la parte a carico del datore di lavoro.

Quando si pagano i contributi della colf: scadenze 2026

I contributi si pagano ogni trimestre con l’avviso pagoPA che l’INPS invia al datore di lavoro o che si genera dal Portale dei pagamenti, con il codice fiscale del datore e il codice del rapporto di lavoro. Si può pagare online, con l’app IO, con l’app INPS Mobile, tramite CBILL (codice interbancario AAQV6) o presso banche, uffici postali e altri prestatori aderenti a pagoPA.

Scadenze dei contributi per il lavoro domestico
Trimestre Periodo di pagamento Calendario 2026
Primo (gennaio-marzo 2026) dal 1° al 10 aprile 10 aprile 2026, venerdì
Secondo (aprile-giugno 2026) dal 1° al 10 luglio 10 luglio 2026, venerdì
Terzo (luglio-settembre 2026) dal 1° al 10 ottobre 10 ottobre 2026, sabato: la regola INPS sposta solo domenica e festivi
Quarto (ottobre-dicembre 2026) dal 1° al 10 gennaio 10 gennaio 2027 è domenica: si paga entro lunedì 11 gennaio 2027

Se l’ultimo giorno utile coincide con la domenica o con una festività, il versamento slitta al giorno successivo non festivo; in caso di ritardo l’INPS applica sanzioni. Fonte: INPS, pagamento dei contributi al lavoratore domestico.

Chi deduce i contributi se paga il figlio ma il datore è il genitore

Il rigo E23 riguarda i contributi versati per la parte a carico del datore di lavoro. A differenza del rigo E21 (contributi previdenziali propri), le istruzioni del rigo E23 non dicono che la deduzione spetta anche per i contributi versati nell’interesse dei familiari: per questo la deduzione va collegata al datore di lavoro del rapporto, cioè a chi risulta intestatario all’INPS. Se il contratto è intestato alla madre assistita, i contributi li deduce lei, se ha un reddito su cui farlo.

Diverso è il caso della retribuzione della badante di una persona non autosufficiente: quella detrazione del 19% (rigo E8-E10, codice 15) spetta a chi ha sostenuto la spesa anche se non è titolare del contratto. Vedi detrazione delle spese per la badante e, per le regole generali sul datore di lavoro domestico, contributi colf e badanti: la deduzione per il datore di lavoro.

Esempio pratico

  • Caio ha una badante assunta regolarmente per assistere sua madre anziana. La badante lavora 30 ore a settimana, quindi si applica il contributo fisso di 1,22 euro l’ora (0,31 a carico della lavoratrice). Per semplicità contiamo 52 settimane, cioè 1.560 ore: nel 2025 Caio ha versato 1.903,20 euro, di cui 483,60 trattenuti alla badante e 1.419,60 a suo carico. Nel rigo E23 indica 1.419,60 euro, sotto il massimale di 1.549,37: li deduce per intero.

Documenti necessari

  • Ricevute dei pagamenti pagoPA trimestrali (si scaricano dal Portale dei pagamenti INPS)
  • Avvisi di pagamento con il dettaglio di ore, retribuzione oraria e contributi
  • Contratto di lavoro domestico regolarmente registrato
  • Libro paga o cedolini che evidenzino la quota contributiva a carico del datore di lavoro

Colf a orario ridotto, contributi sotto il massimale

Scenario. Tizio ha una colf che lavora 10 ore la settimana con una retribuzione oraria effettiva fino a 9,48 euro: contributo di 1,68 euro l’ora, di cui 0,42 a carico della colf. Su 52 settimane (520 ore) nel 2025 ha versato all’INPS 873,60 euro, di cui 218,40 trattenuti alla colf e 655,20 a suo carico.

Come si applica. L’importo da indicare nel rigo E23 è 655,20 euro (la sola quota a carico di Tizio come datore). È ampiamente sotto il massimale di 1.549,37 euro, quindi la deduzione è integrale. L’IRPEF di Tizio si calcolerà su un reddito inferiore di 655,20 euro.

In pratica

  • Indicare solo la quota a carico del datore di lavoro, non il totale dei contributi versati.
  • Conservare le ricevute INPS trimestrali come documentazione.
  • Nessun documento da allegare al 730, ma tenerli disponibili per eventuale controllo.

Badante a tempo pieno: contributi che superano il massimale

Scenario. Sempronio assiste sua madre con una badante convivente a tempo pieno. La badante lavora 50 ore a settimana: contributo fisso di 1,22 euro l’ora, di cui 0,31 a carico della lavoratrice. Su 52 settimane (2.600 ore) nel 2025 Sempronio ha versato 3.172 euro, di cui 806 trattenuti alla badante e 2.366 a suo carico.

Come si applica. I 2.366 euro superano il massimale di 1.549,37 euro. Sempronio può dedurre solo 1.549,37 euro, indicando questo importo nel rigo E23. La parte eccedente (816,63 euro) non è recuperabile in dichiarazione. Il CAF calcolerà la deduzione sull’importo indicato, non su quello realmente versato in eccedenza.

In pratica

  • Indicare nel rigo E23 al massimo 1.549,37 euro, anche se la quota a carico del datore è superiore.
  • La parte eccedente il massimale non dà diritto ad alcuna agevolazione fiscale.
  • Se hai più collaboratori domestici, il massimale di 1.549,37 euro vale complessivamente per tutti.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

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Domande frequenti

Quanto posso dedurre al massimo per i contributi della colf?

Il massimale annuo è di 1.549,37 euro. Puoi dedurre solo la parte dei contributi INPS che rimane a tuo carico come datore di lavoro, entro questo limite.

Quanto costano i contributi INPS di una colf all’ora?

Nel 2025 da 1,68 a 2,30 euro per ogni ora retribuita, secondo la fascia di retribuzione oraria, e 1,22 euro se l’orario supera le 24 ore settimanali. Di questi, da 0,31 a 0,58 euro sono a carico del lavoratore. Per il 2026 si va da 1,70 euro (fino a 9,61 euro l’ora) a 2,34 euro (oltre 11,70 euro).

I contributi a carico della colf sono deducibili dal datore?

No. Nel rigo E23 va solo la parte a carico del datore di lavoro. La quota del lavoratore resta tale anche se il datore decide di pagarla lui senza trattenerla dalla retribuzione.

Quando si pagano i contributi della colf nel 2026?

Dal 1° al 10 aprile, luglio, ottobre e gennaio, con l’avviso pagoPA. Il 10 ottobre 2026 cade di sabato e la regola INPS sposta solo domeniche e festivi; il 10 gennaio 2027 è domenica, quindi il quarto trimestre si paga entro l’11 gennaio 2027.

Pago i contributi della badante di mia madre, ma il contratto è intestato a lei: chi li deduce?

La deduzione del rigo E23 è collegata al datore di lavoro del rapporto e le istruzioni non la estendono ai contributi pagati per i familiari: li deduce la madre, se ha reddito. Per la retribuzione della badante di una persona non autosufficiente, invece, la detrazione del 19% (codice 15) spetta a chi ha pagato anche se non è titolare del contratto.

Ho due collaboratori domestici: il massimale si raddoppia?

No. Il limite di 1.549,37 euro è complessivo per tutti i collaboratori domestici che hai assunto, non per singolo lavoratore.

Quali contributi vanno nel 730/2026?

Quelli versati nel 2025, compreso il quarto trimestre 2024 pagato a gennaio 2025. I contributi del quarto trimestre 2025, pagati a gennaio 2026, si deducono nel 730/2027.

Devo allegare qualcosa al 730 per questa deduzione?

No, non si allega nulla. Devi però conservare le ricevute dei pagamenti pagoPA, in caso di richiesta di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Vedi anche: Contributi colf e badanti, Contributi volontari e riscatto laurea, Pensione di vecchiaia, Artigiano e anche dipendente, Detrazione spese badante e Deduzione previdenza complementare.

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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