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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Chi può dedurre i contributi INPS per il personale domestico

Se hai assunto una colf, una badante, una baby-sitter o un’assistente per un anziano, sei un datore di lavoro domestico e devi versare all’INPS i contributi previdenziali per il tuo dipendente. Questi contributi, per la parte che rimane a tuo carico come datore di lavoro, sono deducibili dal tuo reddito complessivo.

La deduzione significa che quell’importo si sottrae dal tuo reddito prima che venga calcolata l’IRPEF. Il risparmio fiscale reale dipende dalla tua aliquota marginale: se sei nel terzo scaglione (aliquota 35%), ogni 100 euro di contributi deducibili ti fanno risparmiare 35 euro di imposte.

C’è però un massimale: puoi dedurre al massimo 1.549,37 euro all’anno. Se hai versato più di questa cifra (per esempio perché hai una badante a tempo pieno), la parte eccedente non è deducibile.

L’importo va indicato nel rigo E23 della Sezione II del Quadro E. Non devi allegare nulla alla dichiarazione, ma devi conservare le ricevute di versamento INPS per eventuali controlli.

Contributi colf/badanti: cosa conta ai fini della deduzione
Voce Dettaglio
Massimale deducibile annuo 1.549,37 euro
Quota deducibile Solo la parte a carico del datore di lavoro (non quella trattenuta al lavoratore)
Figura rigo nel 730 E23, Sezione II del Quadro E
Lavoratori che rientrano Colf, badanti, baby-sitter, assistenti di anziani e disabili
Limite di reddito del dichiarante Nessuno
Tipo di agevolazione Deduzione dal reddito complessivo

Esempio pratico

  • Caio ha una badante assunta regolarmente per assistere sua madre anziana. Nel 2025 ha versato all’INPS complessivamente 2.100 euro di contributi, di cui 1.350 euro a suo carico come datore di lavoro e 750 euro trattenuti dalla retribuzione della badante. Nel rigo E23 Caio indica 1.350 euro (la sola quota a suo carico), che è inferiore al massimale di 1.549,37 euro. Può quindi dedurre l’intero importo versato come datore.

Documenti necessari

  • Ricevute di versamento INPS (bollettini trimestrali per il lavoro domestico)
  • Estratto conto INPS o quietanze di pagamento F24 Elide
  • Contratto di lavoro domestico regolarmente registrato
  • Libro paga o cedolini che evidenzino la quota contributiva a carico del datore di lavoro

Colf a orario ridotto, contributi sotto il massimale

Scenario. Tizio ha una colf che lavora 10 ore la settimana. Nel 2025 ha versato all’INPS 820 euro di contributi, di cui 560 a suo carico come datore di lavoro.

Come si applica. L’importo da indicare nel rigo E23 è 560 euro (la sola quota a carico di Tizio come datore). È ampiamente sotto il massimale di 1.549,37 euro, quindi la deduzione è integrale. L’IRPEF di Tizio si calcolerà su un reddito inferiore di 560 euro.

In pratica

  • Indicare solo la quota a carico del datore di lavoro, non il totale dei contributi versati.
  • Conservare le ricevute INPS trimestrali come documentazione.
  • Nessun documento da allegare al 730, ma tenerli disponibili per eventuale controllo.

Badante a tempo pieno: contributi che superano il massimale

Scenario. Sempronio assiste sua madre con una badante convivente a tempo pieno. Nel 2025 ha versato all’INPS 3.200 euro di contributi totali, di cui circa 2.100 a suo carico come datore di lavoro.

Come si applica. I 2.100 euro superano il massimale di 1.549,37 euro. Sempronio può dedurre solo 1.549,37 euro, indicando questo importo nel rigo E23. La parte eccedente (circa 550 euro) non è recuperabile in dichiarazione. Il CAF calcolerà la deduzione sull’importo indicato, non su quello realmente versato in eccedenza.

In pratica

  • Indicare nel rigo E23 al massimo 1.549,37 euro, anche se la quota a carico del datore è superiore.
  • La parte eccedente il massimale non dà diritto ad alcuna agevolazione fiscale.
  • Se hai più collaboratori domestici, il massimale di 1.549,37 euro vale complessivamente per tutti.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Quanto posso dedurre al massimo per i contributi della colf?

Il massimale annuo è di 1.549,37 euro. Puoi dedurre solo la parte dei contributi INPS che rimane a tuo carico come datore di lavoro, entro questo limite.

Posso dedurre anche la retribuzione della colf o solo i contributi?

No. La retribuzione pagata alla colf non è deducibile. Solo i contributi previdenziali e assistenziali versati all’INPS (quota datore) sono ammessi in deduzione nel rigo E23.

Ho due collaboratori domestici: il massimale si raddoppia?

No. Il limite di 1.549,37 euro è complessivo per tutti i collaboratori domestici che hai assunto, non per singolo lavoratore.

I contributi versati per la baby-sitter sono deducibili allo stesso modo?

Sì. La baby-sitter rientra tra gli addetti ai servizi domestici e familiari: i contributi INPS a tuo carico come datore di lavoro sono deducibili nel rigo E23 con lo stesso massimale di 1.549,37 euro.

Devo allegare qualcosa al 730 per questa deduzione?

No, non si allega nulla. Devi però conservare le ricevute di versamento INPS per almeno cinque anni, in caso di eventuale richiesta di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Se il rigo E23 supera il massimale, cosa succede?

Chi presta l’assistenza fiscale (CAF o professionista) applica automaticamente il limite: dedurrà al massimo 1.549,37 euro, anche se hai indicato un importo superiore.

Domande frequenti

Quanto posso dedurre al massimo per i contributi della colf?

Il massimale annuo è di 1.549,37 euro. Puoi dedurre solo la parte dei contributi INPS che rimane a tuo carico come datore di lavoro, entro questo limite.

Posso dedurre anche la retribuzione della colf o solo i contributi?

No. La retribuzione pagata alla colf non è deducibile. Solo i contributi previdenziali e assistenziali versati all'INPS (quota datore) sono ammessi in deduzione nel rigo E23.

Ho due collaboratori domestici: il massimale si raddoppia?

No. Il limite di 1.549,37 euro è complessivo per tutti i collaboratori domestici che hai assunto, non per singolo lavoratore.

I contributi versati per la baby-sitter sono deducibili allo stesso modo?

Sì. La baby-sitter rientra tra gli addetti ai servizi domestici e familiari: i contributi INPS a tuo carico come datore di lavoro sono deducibili nel rigo E23 con lo stesso massimale di 1.549,37 euro.

Devo allegare qualcosa al 730 per questa deduzione?

No, non si allega nulla. Devi però conservare le ricevute di versamento INPS per almeno cinque anni, in caso di eventuale richiesta di controllo da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Se il rigo E23 supera il massimale, cosa succede?

Chi presta l'assistenza fiscale (CAF o professionista) applica automaticamente il limite: dedurrà al massimo 1.549,37 euro, anche se hai indicato un importo superiore.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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