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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Come funziona la deduzione dei contributi alla previdenza complementare

I contributi versati a forme pensionistiche complementari — fondi negoziali, fondi aperti, piani individuali pensionistici (PIP) e sottoconti italiani di prodotti pensionistici individuali paneuropei (PEPP) — sono deducibili dal reddito complessivo del contribuente. La deduzione riduce la base imponibile IRPEF e, di conseguenza, l’imposta dovuta. Le istruzioni del modello 730/2026 collocano queste deduzioni nella sezione II del quadro E, righi da E27 a E30.

Il limite di deducibilità ordinario è di 5.164,57 euro complessivi per anno d’imposta. In questo importo si computano sia i versamenti effettuati direttamente dal contribuente sia quelli a carico del datore di lavoro. Il contribuente non è tenuto a compilare i righi da E27 a E30 se non ha contributi per previdenza complementare da far valere in dichiarazione: questa situazione si verifica quando, in assenza di ulteriori versamenti non dedotti, non è indicato alcun importo al punto 413 della Certificazione Unica 2026.

Dal 2018 anche i dipendenti pubblici compilano il rigo E27 per tutti i contributi versati ai fondi pensione, compresi quelli negoziali riservati a questa categoria. Se il contribuente ha aderito a più di un fondo pensione o a sottoconti PEPP con diversi limiti di deducibilità, deve compilare più righi. Il vantaggio fiscale è immediato: ogni euro dedotto riduce la base imponibile IRPEF, con un risparmio d’imposta che dipende dallo scaglione di reddito applicabile. Un contribuente nel secondo scaglione IRPEF ottiene un risparmio pari al 25% dei contributi dedotti, mentre chi si trova nell’ultimo scaglione beneficia di un risparmio del 43%.

Limiti di deduzione previdenza complementare (730/2026)
Categoria / Rigo Limite di deduzione
Contributi ordinari — fondi negoziali, individuali, PEPP (E27) 5.164,57 euro complessivi
Prima occupazione dopo 1°/1/2007 — nei primi 5 anni (E28) 5.164,57 euro
Prima occupazione — incremento dal 6° al 25° anno (E28) 5.164,57 euro + differenza tra 25.822,85 e contributi versati nei primi 5 anni, massimo incremento 2.582,29 euro/anno
Fondi in squilibrio finanziario approvati dal Ministero (E29) Nessun limite: deducibile l'intero importo versato
Contributi per familiari a carico (E30) Per la parte non dedotta dal familiare

Esempio pratico

  • Tizio è un lavoratore dipendente del settore privato con reddito 35.000 euro. Nel 2025 versa 3.000 euro al fondo pensione negoziale di categoria, di cui 1.500 euro trattenuti dal datore di lavoro (punto 412 CU) e 1.500 euro versati direttamente. Il datore ha già dedotto dall’imponibile 1.500 euro (colonna 1 di E27). Tizio indica in colonna 2 di E27 i restanti 1.500 euro. Il totale dedotto in dichiarazione è 1.500 euro, che porta il reddito imponibile a 33.500 euro. Il risparmio IRPEF è pari all’aliquota marginale moltiplicata per 1.500 euro.

Documenti necessari

  • Certificazione Unica del datore di lavoro (punti 411, 412, 413 per i contributi ai fondi pensione)
  • Estratti conto o quietanze del fondo pensione o della forma pensionistica individuale (PIP, fondo aperto)
  • Documentazione dei versamenti ai sottoconti italiani di PEPP
  • Eventuale documentazione relativa ai contributi versati per familiari fiscalmente a carico (punto 421 e seguenti CU)

Caso 1 — Lavoratore di prima occupazione post-2007 nel periodo di incentivo

Scenario. Caio ha iniziato a lavorare il 1° marzo 2008 e ha aderito da subito al fondo pensione negoziale. Nei suoi primi 5 anni di partecipazione (2008-2012) ha versato in totale 18.000 euro di contributi. Dal 2013 (6° anno) può usufruire dell’incentivo aggiuntivo. Nel 2025 vuole capire di quanto può incrementare il suo limite.

Come si applica. La differenza positiva tra 25.822,85 euro e i contributi effettivamente versati nei primi 5 anni è: 25.822,85 – 18.000 = 7.822,85 euro. Questo importo, distribuito nei 20 anni di incentivo (dal 6° al 25° anno), determina un incremento annuo potenziale di 7.822,85 euro, ma l’incremento massimo per anno è comunque limitato a 2.582,29 euro. Quindi Caio, nel 2025, può dedurre fino a 5.164,57 + 2.582,29 = 7.746,86 euro, sempre che abbia effettuato versamenti per almeno quell’importo.

In pratica

  • Verificare al punto 411 della Certificazione Unica il codice: ‘3’ indica il regime della prima occupazione post-2007 con possibilità di incentivo.
  • Il limite incrementato si calcola anno per anno: non è automatico, dipende dai contributi effettivamente versati nei primi 5 anni.

Caso 2 — Contributi versati per un figlio fiscalmente a carico

Scenario. Sempronio ha un figlio di 22 anni, fiscalmente a carico, che nel 2025 non lavora e non ha redditi. Sempronio ha versato per suo conto 2.000 euro a un fondo pensione aperto. Il figlio non ha avuto la possibilità di dedurre nulla per assenza di reddito.

Come si applica. I contributi versati per familiari fiscalmente a carico sono deducibili per la parte da questi ultimi non dedotta. Poiché il figlio non ha reddito e non ha dedotto nulla, Sempronio può dedurre i 2.000 euro nel proprio rigo E30 del 730, sempre entro i limiti complessivi applicabili al contribuente che versa (5.164,57 euro ordinari). Se il figlio avesse già dedotto in parte i contributi tramite il proprio 730, Sempronio avrebbe potuto dedurre solo il residuo non dedotto dal figlio.

In pratica

  • Indicare i contributi per i familiari a carico nel rigo E30, non nel rigo E27.
  • Se i contributi per familiari a carico sono stati versati tramite il datore di lavoro di Sempronio, i dati di riferimento sono i punti 421, 422 e 423 della Certificazione Unica 2026.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Qual è il limite di deduzione per i contributi al fondo pensione nel 730/2026?

Il limite ordinario è di 5.164,57 euro complessivi per anno. In questo importo si computano i versamenti sia del lavoratore sia del datore di lavoro. I contributi che superano la soglia non sono deducibili e andranno indicati al fondo, che li terrà in evidenza per non tassarli al momento della prestazione.

Che differenza c'è tra detrazione e deduzione dei contributi previdenziali?

La deduzione riduce il reddito complessivo su cui si calcola l’IRPEF: ogni euro dedotto abbassa la base imponibile. La detrazione, invece, si sottrae direttamente dall’imposta calcolata. Per la previdenza complementare si applica la deduzione, con vantaggio tanto maggiore quanto più alto è lo scaglione IRPEF del contribuente.

Devo compilare i righi E27-E30 se il datore di lavoro ha già gestito tutto?

Non necessariamente. Se al punto 413 della Certificazione Unica 2026 non è indicato alcun importo non dedotto dal sostituto, e non si hanno versamenti aggiuntivi non dedotti, non è obbligatorio compilare quei righi.

I contributi versati a un PIP (piano individuale pensionistico) rientrano nel limite di 5.164,57 euro?

Sì. Le istruzioni AdE precisano che il limite di 5.164,57 euro comprende i versamenti a fondi negoziali, fondi aperti, PIP e sottoconti italiani di PEPP. Il tetto è complessivo: se si aderisce a più fondi, la somma di tutti i contributi non può superare la soglia (salvo il regime della prima occupazione o i fondi in squilibrio).

Cosa succede se verso più di 5.164,57 euro al fondo pensione?

La parte eccedente il limite non è deducibile nel periodo d’imposta. È necessario comunicare al fondo pensione l’importo dei contributi non dedotti entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di versamento, così che al momento dell’erogazione della prestazione quella parte non venga assoggettata nuovamente a tassazione.

I dipendenti pubblici possono dedurre i contributi al fondo pensione?

Sì. Dal 2018 anche i dipendenti pubblici compilano il rigo E27 per tutti i contributi versati ai fondi pensione, inclusi i fondi negoziali loro riservati, entro il limite ordinario di 5.164,57 euro.

Domande frequenti

Qual è il limite di deduzione per i contributi al fondo pensione nel 730/2026?

Il limite ordinario è di 5.164,57 euro complessivi per anno. In questo importo si computano i versamenti sia del lavoratore sia del datore di lavoro. I contributi che superano la soglia non sono deducibili e andranno indicati al fondo, che li terrà in evidenza per non tassarli al momento della prestazione.

Che differenza c'è tra detrazione e deduzione dei contributi previdenziali?

La deduzione riduce il reddito complessivo su cui si calcola l'IRPEF: ogni euro dedotto abbassa la base imponibile. La detrazione, invece, si sottrae direttamente dall'imposta calcolata. Per la previdenza complementare si applica la deduzione, con vantaggio tanto maggiore quanto più alto è lo scaglione IRPEF del contribuente.

Devo compilare i righi E27-E30 se il datore di lavoro ha già gestito tutto?

Non necessariamente. Se al punto 413 della Certificazione Unica 2026 non è indicato alcun importo non dedotto dal sostituto, e non si hanno versamenti aggiuntivi non dedotti, non è obbligatorio compilare quei righi.

I contributi versati a un PIP (piano individuale pensionistico) rientrano nel limite di 5.164,57 euro?

Sì. Le istruzioni AdE precisano che il limite di 5.164,57 euro comprende i versamenti a fondi negoziali, fondi aperti, PIP e sottoconti italiani di PEPP. Il tetto è complessivo: se si aderisce a più fondi, la somma di tutti i contributi non può superare la soglia (salvo il regime della prima occupazione o i fondi in squilibrio).

Cosa succede se verso più di 5.164,57 euro al fondo pensione?

La parte eccedente il limite non è deducibile nel periodo d'imposta. È necessario comunicare al fondo pensione l'importo dei contributi non dedotti entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello di versamento, così che al momento dell'erogazione della prestazione quella parte non venga assoggettata nuovamente a tassazione.

I dipendenti pubblici possono dedurre i contributi al fondo pensione?

Sì. Dal 2018 anche i dipendenti pubblici compilano il rigo E27 per tutti i contributi versati ai fondi pensione, inclusi i fondi negoziali loro riservati, entro il limite ordinario di 5.164,57 euro.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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