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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Le donazioni alla cultura: codici, percentuali e limiti da sapere

Donare a enti culturali, fondazioni musicali o enti dello spettacolo dà diritto a una detrazione del 19% nel 730/2026, ma le regole cambiano a seconda del destinatario. Il punto chiave è che per le erogazioni allo spettacolo e alle fondazioni musicali il limite non è un tetto fisso in euro, ma una percentuale del proprio reddito complessivo.

Il codice 26 riguarda le erogazioni liberali per attività culturali e artistiche in senso ampio: si tratta di donazioni a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali, di fondazioni e associazioni riconosciute senza scopo di lucro che svolgono o promuovono attività di rilevante valore culturale o artistico, oppure organizzano mostre, ricerche e restauri di beni di interesse artistico, storico, archeologico o etnografico. Le iniziative devono essere autorizzate dal Ministero della cultura. Il codice 27 copre invece le donazioni agli enti dello spettacolo — istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni senza scopo di lucro che svolgono esclusivamente attività nello spettacolo per realizzare nuove strutture o produrre spettacoli — ma con il vincolo che la detrazione è calcolata su un importo non superiore al 2% del reddito complessivo.

Il codice 28 è riservato alle fondazioni operanti nel settore musicale (gli ex enti lirici trasformati in fondazioni di diritto privato): il limite ordinario è il 2% del reddito, ma sale al 30% per le somme versate al patrimonio della fondazione nella fase di trasformazione, o come contributo alla gestione nell’anno del decreto di approvazione della delibera. La Biennale di Venezia ha invece un codice proprio (24) con limite al 30% del reddito.

Detrazioni per erogazioni a cultura e spettacolo nel 730/2026
Codice Destinatario Aliquota Limite massimo
24 Società di cultura La Biennale di Venezia 19% 30% del reddito complessivo
26 Attività culturali e artistiche (Stato, enti locali, fondazioni riconosciute) 19% Nessun limite fisso (intero importo)
27 Enti dello spettacolo (fondazioni, associazioni senza scopo di lucro) 19% 2% del reddito complessivo
28 Fondazioni musicali (ex enti lirici, D.Lgs. 367/1996) 19% 2% del reddito (fino al 30% in casi di trasformazione)

Esempio pratico

  • Tizio ha un reddito complessivo di 40.000 euro e ha donato 2.000 euro a una fondazione lirica (codice 28) tramite bonifico. Il limite del 2% del reddito corrisponde a 800 euro: la detrazione del 19% sarà calcolata su 800 euro, non sull’intera donazione di 2.000 euro. Il risparmio d’imposta è quindi 152 euro (800 × 19%). Se invece Tizio avesse donato 500 euro, la detrazione sarebbe calcolata sull’intero importo versato, perché inferiore al 2% del reddito (800 euro).

Documenti necessari

  • Ricevuta del bonifico bancario o postale con causale dell’erogazione liberale
  • Attestazione rilasciata dall’ente beneficiario con importo e finalità della donazione
  • Dichiarazione sostitutiva di atto notorietà presentata al Ministero della cultura (per il codice 26, se richiesta)
  • Certificazione Unica del datore di lavoro (codici onere 24, 26, 27 o 28, se già indicati)
  • Atto scritto di impegno pluriennale (solo per fondazioni musicali con limite elevato al 30%, codice 28)

Donazione a un ente dello spettacolo con limite percentuale

Scenario. Caio ha un reddito complessivo di 30.000 euro e ha versato 1.500 euro a un’associazione senza scopo di lucro che produce teatro, tramite bonifico bancario.

Come si applica. Il codice da usare è il 27. Il limite è il 2% del reddito complessivo, cioè 600 euro (2% di 30.000). La detrazione del 19% sarà calcolata su 600 euro, non su 1.500: il risparmio d’imposta è 114 euro. I restanti 900 euro di donazione non danno diritto ad agevolazione. Caio non perde nulla sul piano legale, ma fiscalmente non recupera niente sulla parte eccedente il 2% del reddito.

In pratica

  • Codice 27 nei righi da E8 a E10.
  • Limite: 2% di 30.000 euro = 600 euro di base imponibile per la detrazione.
  • Detrazione effettiva: 19% di 600 euro = 114 euro di imposta in meno.

Donazione per attività culturali senza limite percentuale

Scenario. Sempronio ha donato 800 euro a una fondazione riconosciuta senza scopo di lucro che organizza mostre di arte contemporanea autorizzate dal Ministero della cultura.

Come si applica. La donazione rientra nel codice 26 (attività culturali e artistiche). Per questo codice non esiste un tetto fisso in euro: la detrazione del 19% si applica all’intero importo versato. Sempronio indica 800 euro con il codice 26 e ottiene 152 euro di detrazione (800 × 19%). Deve però verificare che la fondazione non sia inclusa nell”art-bonus’: in quel caso la donazione va indicata nel rigo G9, non nel codice 26.

In pratica

  • Codice 26 nei righi da E8 a E10.
  • Nessun limite percentuale sul reddito: detrazione sul totale versato.
  • Detrazione: 19% di 800 euro = 152 euro.
  • Verificare che la donazione non rientri nell’art-bonus (rigo G9).

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Quanto si detrae per una donazione a una fondazione culturale?

Si detrae il 19% dell’importo donato. Per il codice 26 (attività culturali generali) non c’è un tetto fisso; per il codice 27 (spettacolo) il limite è il 2% del reddito complessivo; per il codice 28 (fondazioni musicali) il limite ordinario è il 2% del reddito, elevabile al 30% in casi particolari di trasformazione.

Cos'è l'art-bonus e perché non va confuso con il codice 26?

L’art-bonus è un credito d’imposta del 65% per donazioni a sostegno del patrimonio culturale pubblico: è più conveniente della detrazione del 19% e va indicato nel rigo G9. La norma stabilisce che le due agevolazioni sono alternative: se una donazione rientra nell’art-bonus, non si può indicare anche con il codice 26.

Posso detrarre una donazione in natura a un museo?

Per il codice 26 la norma ammette la cessione gratuita di beni (ad esempio un’opera d’arte), valorizzata al costo specifico o al valore normale. La donazione deve essere fatta in base ad apposita convenzione.

Come funziona il limite del 2% del reddito per lo spettacolo?

Il CAF o il sostituto d’imposta calcola automaticamente il 2% del reddito complessivo (comprensivo di eventuali redditi da cedolare secca): la detrazione del 19% si applica solo sull’importo minore tra quanto hai donato e il 2% del tuo reddito.

Le donazioni alle fondazioni musicali hanno regole particolari?

Sì. Il limite ordinario è il 2% del reddito, ma sale al 30% per i versamenti al patrimonio della fondazione nella fase di trasformazione da ente lirico, o come contributo alla gestione nell’anno del decreto di approvazione. Per il limite elevato serve un impegno scritto a versare per tre anni consecutivi.

La detrazione si riduce se il mio reddito è alto?

Sì. Per redditi complessivi superiori a 120.000 euro le detrazioni dei codici 26, 27 e 28 decrescono progressivamente fino ad azzerarsi a 240.000 euro. Chi supera 75.000 euro è soggetto anche al ‘riordino delle detrazioni’ che fissa un tetto complessivo.

Domande frequenti

Quanto si detrae per una donazione a una fondazione culturale?

Si detrae il 19% dell'importo donato. Per il codice 26 (attività culturali generali) non c'è un tetto fisso; per il codice 27 (spettacolo) il limite è il 2% del reddito complessivo; per il codice 28 (fondazioni musicali) il limite ordinario è il 2% del reddito, elevabile al 30% in casi particolari di trasformazione.

Cos'è l'art-bonus e perché non va confuso con il codice 26?

L'art-bonus è un credito d'imposta del 65% per donazioni a sostegno del patrimonio culturale pubblico: è più conveniente della detrazione del 19% e va indicato nel rigo G9. La norma stabilisce che le due agevolazioni sono alternative: se una donazione rientra nell'art-bonus, non si può indicare anche con il codice 26.

Posso detrarre una donazione in natura a un museo?

Per il codice 26 la norma ammette la cessione gratuita di beni (ad esempio un'opera d'arte), valorizzata al costo specifico o al valore normale. La donazione deve essere fatta in base ad apposita convenzione.

Come funziona il limite del 2% del reddito per lo spettacolo?

Il CAF o il sostituto d'imposta calcola automaticamente il 2% del reddito complessivo (comprensivo di eventuali redditi da cedolare secca): la detrazione del 19% si applica solo sull'importo minore tra quanto hai donato e il 2% del tuo reddito.

Le donazioni alle fondazioni musicali hanno regole particolari?

Sì. Il limite ordinario è il 2% del reddito, ma sale al 30% per i versamenti al patrimonio della fondazione nella fase di trasformazione da ente lirico, o come contributo alla gestione nell'anno del decreto di approvazione. Per il limite elevato serve un impegno scritto a versare per tre anni consecutivi.

La detrazione si riduce se il mio reddito è alto?

Sì. Per redditi complessivi superiori a 120.000 euro le detrazioni dei codici 26, 27 e 28 decrescono progressivamente fino ad azzerarsi a 240.000 euro. Chi supera 75.000 euro è soggetto anche al 'riordino delle detrazioni' che fissa un tetto complessivo.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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