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In sintesi
- Aliquota: la detrazione IRPEF spetta nella misura del 19% calcolata sull’importo che supera la franchigia di 129,11 euro.
- Pagamento tracciabile: dal 2020 la detrazione richiede pagamento bancario o postale o altro mezzo tracciabile, salvo medicinali e strutture pubbliche/accreditate SSN.
- Scontrino parlante: per i farmaci è obbligatorio lo scontrino con natura e quantità del prodotto, codice alfanumerico e codice fiscale del destinatario.
- Rateizzazione: se le spese superano 15.493,71 euro è possibile ripartire la detrazione in quattro quote annuali costanti.
- Familiari a carico: la detrazione spetta anche per le spese sostenute nell’interesse di familiari fiscalmente a carico, con documento intestato al contribuente o al figlio.
- Familiari non a carico con patologie esenti: limite massimo di spesa detraibile 6.197,48 euro (rigo E2).
Come funziona la detrazione del 19% sulle spese sanitarie
Nel quadro E del modello 730/2026 si indicano le spese sostenute nel 2025 che danno diritto a una detrazione d’imposta. Le spese sanitarie ordinarie vanno nel rigo E1 e danno diritto a una detrazione del 19 per cento calcolata sull’importo che supera la franchigia di 129,11 euro. Chi presta l’assistenza fiscale — CAF, professionista o sostituto d’imposta — esegue automaticamente il calcolo.
Dal 2020 la detrazione del 19 per cento è condizionata all’utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili: versamento bancario o postale, bancomat, carta di credito, PagoPA. La prova si dà conservando la ricevuta del pagamento o richiedendo al fornitore di annotare il mezzo di pagamento sulla fattura o sul documento commerciale. Fanno eccezione le spese per medicinali e i dispositivi medici, nonché le prestazioni rese da strutture pubbliche o private accreditate al Servizio sanitario nazionale, per le quali la tracciabilità non è richiesta.
L’importo da indicare nel rigo E1 deve comprendere le spese sanitarie sostenute nell’interesse proprio e dei familiari fiscalmente a carico. La detrazione si applica però solo sulla parte eccedente i 129,11 euro: se un contribuente ha speso 600 euro in visite e farmaci, la base di calcolo sarà 470,89 euro e la detrazione effettiva ammonterà a circa 89 euro (19% di 470,89). In caso di incapienza — ovvero quando l’imposta dovuta è inferiore alla detrazione spettante — la parte eccedente non viene rimborsata, salvo per specifici casi come le patologie esenti.
| Voce | Importo / Regola |
|---|---|
| Franchigia (non detraibile) | 129,11 euro |
| Aliquota di detrazione | 19% |
| Soglia per la rateizzazione | Spese superiori a 15.493,71 euro |
| Numero rate in caso di rateizzazione | 4 quote annuali costanti |
| Limite spese patologie esenti (familiari non a carico, rigo E2) | Massimo 6.197,48 euro |
| Disabilità (rigo E3): base di calcolo | Intero importo, nessuna franchigia |
Esempio pratico
-
Tizio ha sostenuto nel 2025 spese sanitarie per 1.800 euro (visite specialistiche e farmaci), tutte pagate con bancomat o carta di credito. Il CAF calcola la detrazione sulla parte eccedente la franchigia: 1.800 – 129,11 = 1.670,89 euro. Detrazione spettante: 1.670,89 x 19% = 317,47 euro, che vengono restituiti direttamente in busta paga a partire da luglio 2026.
Documenti necessari
- Fatture e ricevute fiscali per visite mediche e prestazioni specialistiche
- Scontrino parlante per l’acquisto di medicinali (con codice fiscale, codice alfanumerico e quantità)
- Estratto conto o ricevuta del mezzo di pagamento tracciabile (bancomat, carta di credito, bonifico)
- Certificazione Unica del datore di lavoro (punti da 341 a 352, codice onere 1)
- Documentazione relativa alle spese per familiari a carico (con indicazione della percentuale di ripartizione se diversa dal 50%)
- Certificazione medica per patologie esenti o disabilità (L. 104/1992 o commissioni mediche competenti)
Caso 1 — Spese sanitarie con ripartizione tra coniugi
Scenario. Caio e sua moglie sono entrambi contribuenti non a carico l’uno dell’altro. Il figlio di 10 anni ha sostenuto spese mediche per 900 euro, con scontrini e fatture intestate al bambino. I genitori decidono di ripartire la spesa al 70% Caio e al 30% la moglie.
Come si applica. Entrambi i genitori possono detrarre la quota di spesa effettivamente sostenuta. Poiché la percentuale di ripartizione è diversa dal 50%, è necessario che tale percentuale sia annotata sul documento di spesa. Caio detrae il 19% su (630 – quota proporzionale della franchigia), la moglie il 19% sulla propria quota. La franchigia di 129,11 euro si applica proporzionalmente alla spesa complessiva che ciascuno indica nel proprio rigo E1.
In pratica
- Annotare la percentuale di ripartizione (70/30) direttamente su fatture e scontrini prima di consegnarli al CAF.
- Ciascun coniuge indica nel proprio 730 solo la quota di spesa effettivamente a proprio carico; chi presta l’assistenza fiscale calcola la detrazione del 19% sulla parte eccedente 129,11 euro.
Caso 2 — Spese sanitarie superiori alla soglia di rateizzazione
Scenario. Sempronio ha affrontato nel 2025 un intervento chirurgico con degenza in clinica privata accreditata SSN e terapie successive. Le spese sanitarie complessive ammontano a 18.000 euro.
Come si applica. Poiché le spese indicate nei righi E1, E2 ed E3 superano complessivamente 15.493,71 euro, Sempronio può scegliere di ripartire la detrazione in quattro quote annuali costanti e di pari importo. Per esercitare l’opzione è sufficiente barrare l’apposita casella nel modello 730: il CAF o il professionista calcola automaticamente la quota annua spettante. Le spese per prestazioni rese da strutture accreditate SSN non richiedono pagamento tracciabile.
In pratica
- Barrare la casella ‘rateizzazione’ nel rigo E1 del 730: la detrazione viene divisa in 4 rate annuali uguali a partire dalla dichiarazione 2026.
- Nelle dichiarazioni successive (730/2027, 2028, 2029) compilare il rigo E6 indicando il numero della rata e l’importo originario delle spese.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
- Istruzioni Modello 730/2026 — Agenzia delle Entrate
- Art. 15 TUIR (detrazione per oneri) su Legge in Chiaro
Domande frequenti
Quanto si detrae sulle spese sanitarie nel 730/2026?
Si detrae il 19% della spesa che supera la franchigia di 129,11 euro. Su 500 euro di spesa, ad esempio, la detrazione è il 19% di 370,89 euro, pari a circa 70 euro.
Le spese per i farmaci devono essere pagate con bancomat?
No: i medicinali sono espressamente esclusi dall’obbligo di pagamento tracciabile. Occorre però conservare lo scontrino parlante con codice fiscale del destinatario, codice alfanumerico del farmaco e quantità acquistata.
Posso detrarre le spese sanitarie del figlio a carico?
Sì. Le spese sostenute nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico danno diritto alla detrazione del 19%, anche se il documento è intestato al figlio. In quel caso la spesa va suddivisa tra i genitori in base all’effettivo sostenimento.
Cosa succede se le spese sono state rimborsate dal datore di lavoro o dall'assicurazione?
Le spese rimborsate non possono essere detratte. Fanno eccezione le spese rimborsate da assicurazioni sanitarie i cui premi non hanno dato diritto a detrazione d’imposta del 19%: in quel caso la spesa rimane a carico del contribuente e può essere portata in detrazione.
Esiste un limite massimo di spesa sanitaria detraibile?
Non esiste un tetto massimo per le spese ordinarie (rigo E1). Il limite di 6.197,48 euro riguarda solo le spese sanitarie per familiari non a carico affetti da patologie esenti (rigo E2). Per le persone con disabilità (rigo E3) la detrazione spetta sull’intero importo senza franchigia.
Quando conviene scegliere la rateizzazione in quattro quote?
La rateizzazione è possibile quando le spese sanitarie complessive superano 15.493,71 euro. Conviene valutare con il CAF se distribuire la detrazione in quattro anni sia più vantaggioso rispetto all’utilizzo integrale in un unico anno, tenendo conto dell’imposta dovuta in ciascun periodo.
Domande frequenti
Quanto si detrae sulle spese sanitarie nel 730/2026?
Si detrae il 19% della spesa che supera la franchigia di 129,11 euro. Su 500 euro di spesa, ad esempio, la detrazione è il 19% di 370,89 euro, pari a circa 70 euro.
Le spese per i farmaci devono essere pagate con bancomat?
No: i medicinali sono espressamente esclusi dall'obbligo di pagamento tracciabile. Occorre però conservare lo scontrino parlante con codice fiscale del destinatario, codice alfanumerico del farmaco e quantità acquistata.
Posso detrarre le spese sanitarie del figlio a carico?
Sì. Le spese sostenute nell'interesse dei familiari fiscalmente a carico danno diritto alla detrazione del 19%, anche se il documento è intestato al figlio. In quel caso la spesa va suddivisa tra i genitori in base all'effettivo sostenimento.
Cosa succede se le spese sono state rimborsate dal datore di lavoro o dall'assicurazione?
Le spese rimborsate non possono essere detratte. Fanno eccezione le spese rimborsate da assicurazioni sanitarie i cui premi non hanno dato diritto a detrazione d'imposta del 19%: in quel caso la spesa rimane a carico del contribuente e può essere portata in detrazione.
Esiste un limite massimo di spesa sanitaria detraibile?
Non esiste un tetto massimo per le spese ordinarie (rigo E1). Il limite di 6.197,48 euro riguarda solo le spese sanitarie per familiari non a carico affetti da patologie esenti (rigo E2). Per le persone con disabilità (rigo E3) la detrazione spetta sull'intero importo senza franchigia.
Quando conviene scegliere la rateizzazione in quattro quote?
La rateizzazione è possibile quando le spese sanitarie complessive superano 15.493,71 euro. Conviene valutare con il CAF se distribuire la detrazione in quattro anni sia più vantaggioso rispetto all'utilizzo integrale in un unico anno, tenendo conto dell'imposta dovuta in ciascun periodo.
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