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La guida
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Calcola il fringe benefit 2026 dal costo chilometrico ACI: 10/20/50% per alimentazione sui contratti dal 2025, fasce CO2 per i precedenti, con trattenute e soglia di esenzione.
In sintesi
- Rigo C17 del 730: nella sezione VIII del quadro C («Erogazioni in natura») si riportano i fringe benefit della Certificazione Unica 2026: colonna 1 «Benefit base» = punto 474, colonna 2 «Con figli fiscalmente a carico» = punto 475.
- Soglie per i redditi 2025: benefit esenti fino a 1.000 euro, 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico (legge 207/2024, art. 1, comma 390).
- Tutto o niente: se il totale supera il limite, diventa imponibile l’intero importo, non solo la parte in eccesso.
- Più CU: con più Certificazioni Uniche non conguagliate si compila un modulo per ciascuna; il limite si verifica sulla somma, ed è qui che il 730 può far emergere un superamento che i singoli datori non vedevano.
- Affitto, mutuo e bollette rimborsati: se il datore li ha rimborsati come benefit, non si possono detrarre nel 730.
Rigo C17 del 730: dove si indicano i fringe benefit
I fringe benefit (in italiano «erogazioni in natura» o «compensi in natura») sono beni e servizi che il datore dà al dipendente in aggiunta allo stipendio, compresi i rimborsi delle bollette di casa e dell’affitto o degli interessi del mutuo dell’abitazione principale. Il datore li indica nella Certificazione Unica 2026; nel 730/2026 i dati vanno trascritti nel rigo C17, sezione VIII del quadro C.
| Dove nel 730 | Cosa indicare | Da quale punto della CU |
|---|---|---|
| Rigo C17, colonna 1 (Benefit base) | Fringe benefit soggetti al limite di 1.000 euro | Punto 474 |
| Rigo C17, colonna 2 (Con figli fiscalmente a carico) | Fringe benefit soggetti al limite di 2.000 euro | Punto 475 |
| Rigo C18 (Welfare aziendale canoni e spese di manutenzione) | Somme per affitto e manutenzione della casa dei neoassunti a tempo indeterminato nel 2025 trasferiti a oltre 100 km, fino a 5.000 euro annui | Punto 476 |
| Più CU non conguagliate | Un modulo del quadro C per ciascuna CU | Punti 474 e 475 di ciascuna CU |
Punto 474 e punto 475 della CU 2026: cosa significano
Secondo le istruzioni della Certificazione Unica 2026, nel punto 474 il datore indica il valore delle erogazioni e dei compensi in natura, «indipendentemente dal loro ammontare», per i quali vale il limite di esenzione di 1.000 euro; nel punto 475 quelli per i quali vale il limite di 2.000 euro, perché il dipendente ha dichiarato di avere figli fiscalmente a carico. Se un benefit è stato dato al posto del premio di risultato, il suo intero importo va nel punto 474.
Il punto 474 o 475 compilato non vuol dire che hai pagato qualcosa: è l’informazione che serve al 730 per controllare il limite. Se il valore resta entro la soglia, il benefit non entra nel reddito; se il datore ha già visto il superamento, l’intero importo è già compreso nel reddito di lavoro dipendente certificato.
Due CU e soglia superata: cosa succede nel 730
Ogni datore controlla il limite solo sui benefit che ha erogato lui. Se nel 2025 hai lavorato per due datori e nessuno dei due ha conguagliato i redditi dell’altro, compili il quadro C con un modulo per ciascuna CU, riportando in ogni modulo i suoi punti 474 e 475. Il limite di 1.000 o 2.000 euro si verifica sul totale: se la somma lo supera, l’intero ammontare dei benefit concorre al reddito tassabile, e dal 730 può risultare un’imposta da versare.
Esempio pratico
-
Tizio, senza figli a carico, nel 2025 ha avuto due rapporti di lavoro. Il primo datore gli ha dato buoni acquisto per 600 euro (punto 474 della prima CU), il secondo per 500 euro (punto 474 della seconda CU). Ciascun datore era sotto i 1.000 euro e non li ha tassati. Nel 730 Tizio compila due moduli del quadro C, con 600 e 500 euro nel rigo C17, colonna 1: il totale di 1.100 euro supera il limite e l’intero importo concorre al reddito. Se fossero stati 950 euro in tutto, sarebbero rimasti esenti.
Fringe benefit 2025: le soglie che valgono nel 730/2026
Per il 2025 (e anche per il 2026 e il 2027) il valore complessivo dei benefit non concorre al reddito entro 1.000 euro, che salgono a 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico. I limiti non funzionano come una franchigia: se il totale li supera anche di un euro, si tassa tutto. Per la definizione di fringe benefit, cosa rientra nella soglia e cosa no (i buoni pasto, per esempio, hanno una regola propria) vedi la guida su cosa sono i fringe benefit e come si tassano (art. 51 TUIR).
| Situazione del dipendente | Limite di esenzione 2025 | Cosa succede se si supera il limite |
|---|---|---|
| Dipendente senza figli fiscalmente a carico | 1.000 euro | L’intero valore dei benefit diventa imponibile IRPEF |
| Dipendente con figli fiscalmente a carico | 2.000 euro | L’intero valore dei benefit diventa imponibile IRPEF |
| Rimborso utenze domestiche (acqua, luce, gas) | Rientra nel limite sopra indicato | Se il totale benefit supera il limite, anche queste somme sono tassate |
| Rimborso affitto prima casa o interessi sul mutuo | Rientra nel limite sopra indicato | Le stesse spese non si possono detrarre nel 730 |
Rimborso di affitto, mutuo e bollette: niente doppia agevolazione
Le istruzioni del 730/2026 precisano che, per le spese rimborsate dal datore come fringe benefit, non si possono usare le agevolazioni previste per le stesse spese, per esempio la detrazione degli interessi del mutuo o dei canoni di locazione dell’abitazione principale: essendo state rimborsate, non sono rimaste a carico del lavoratore. Se il rimborso copre solo una parte della spesa, si può detrarre la parte che hai pagato tu, nei limiti della singola detrazione.
Documenti necessari
- Certificazione Unica 2026 di ciascun datore di lavoro (punti 474, 475 e, se presente, 476)
- Dichiarazione consegnata al datore con i codici fiscali dei figli a carico (necessaria per la soglia di 2.000 euro)
- Contratto di locazione o documentazione del mutuo, se il datore ha rimborsato affitto o interessi
- Documentazione dei benefit ricevuti (buoni acquisto, rimborsi bollette)
Caso 1 – Dipendente senza figli: benefit sotto soglia
Scenario. Caio non ha figli a carico. Nel 2025 il suo datore di lavoro gli ha dato buoni spesa per 600 euro e il rimborso delle bollette per 200 euro. Totale benefit: 800 euro, indicati nel punto 474 della CU.
Come si applica. Il totale di 800 euro è inferiore al limite di 1.000 euro: i benefit sono esenti e non aumentano il reddito imponibile. Caio riporta comunque 800 euro nel rigo C17, colonna 1, perché il dato serve al controllo del limite.
In pratica
- Sotto la soglia di 1.000 euro (senza figli) non paghi IRPEF sui benefit.
- Se il punto 474 della CU è compilato, trascrivilo nel rigo C17, colonna 1.
Caso 2 – Dipendente con figli: benefit oltre i 2.000 euro
Scenario. Sempronia ha due figli fiscalmente a carico e lo ha dichiarato al datore. L’azienda le rimborsa le bollette di luce e gas per 700 euro, l’affitto della prima casa per 1.000 euro e le dà buoni spesa per 500 euro. Totale benefit: 2.200 euro.
Come si applica. Sempronia ha diritto al limite di 2.000 euro, ma il totale (2.200 euro) lo supera: l’intero importo di 2.200 euro diventa imponibile, non solo i 200 euro di eccedenza. Il datore lo include nel reddito certificato e lo indica nel punto 475 della CU; Sempronia lo riporta nel rigo C17, colonna 2. Poiché l’affitto le è stato rimborsato, non può detrarre nel 730 i canoni di locazione per la parte rimborsata.
In pratica
- Avere figli a carico porta il limite a 2.000 euro: va comunicato al datore con i codici fiscali.
- Se superi la soglia si tassa tutto: un totale di 2.001 euro è imponibile per intero.
- Le spese rimborsate come benefit non si detraggono nel 730.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
- Istruzioni Modello 730/2026 – Agenzia delle Entrate (rigo C17 e rigo C18)
- Certificazione Unica 2026, istruzioni (punti 474, 475 e 476) – Agenzia delle Entrate
- Legge 207/2024, art. 1, commi 390 e 391 – Normattiva
Domande frequenti
Cosa indica il punto 474 della CU 2026?
Il valore dei fringe benefit (erogazioni e compensi in natura) ricevuti nel 2025 per i quali vale il limite di esenzione di 1.000 euro, indicato qualunque sia l'importo. Nel 730 va riportato nel rigo C17, colonna 1 (Benefit base).
Il punto 475 della CU va indicato nel 730?
Sì. Il punto 475 riguarda i benefit dei dipendenti con figli fiscalmente a carico, per i quali il limite è di 2.000 euro, e va riportato nel rigo C17, colonna 2.
Ho due CU e i fringe benefit sommati superano 1.000 euro: cosa succede?
Compili un modulo del quadro C per ciascuna CU non conguagliata, ognuno con i suoi punti 474 e 475. Il limite si verifica sul totale: se lo superi, l'intero importo dei benefit concorre al reddito e dal 730 può risultare un'imposta da pagare.
Cosa rientra nei fringe benefit?
Beni e servizi in natura dati dal datore (buoni acquisto, carte regalo, auto aziendale in uso promiscuo, prestiti agevolati) e, per il 2025-2027, le somme pagate o rimborsate per bollette di acqua, luce e gas e per affitto o interessi del mutuo dell'abitazione principale. I buoni pasto non rientrano: hanno un limite giornaliero proprio.
La soglia di 1.000 euro vale per tutti i benefit insieme o per ciascuno separatamente?
È un limite complessivo: si sommano tutti i benefit ricevuti nell'anno e si confronta il totale con la soglia. Non esiste un tetto separato per ciascun tipo di benefit.
Quando un figlio è fiscalmente a carico per la soglia di 2.000 euro?
Quando ha un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro, oppure 4.000 euro se ha fino a 24 anni (art. 12, comma 2, TUIR). Il dipendente deve dichiararlo al datore indicando il codice fiscale dei figli.
Se il datore mi ha rimborsato l'affitto, posso detrarlo nel 730?
No, per la parte rimborsata. Le istruzioni del 730 precisano che le spese rimborsate come fringe benefit non sono rimaste a carico del lavoratore e quindi non danno diritto alle detrazioni per canoni di locazione o interessi del mutuo.
L'auto aziendale ad uso promiscuo rientra in questa soglia?
Sì: il valore convenzionale dell'auto aziendale concessa in uso promiscuo, calcolato secondo l'art. 51, comma 4, del TUIR, si somma agli altri benefit per verificare il limite. L'auto usata solo per lavoro non è un benefit.