Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- Rendita dimezzata: per gli immobili di interesse storico o artistico la rendita catastale va indicata nel quadro B nella misura ridotta del 50 per cento.
- Canone locazione agevolato: se l’immobile vincolato è affittato, nella dichiarazione si riporta il 65% del canone annuo (codice 4 nella colonna 5 del quadro B).
- Obbligo di dichiarazione: il vincolo non esenta dalla compilazione del quadro B; riduce solo la base su cui si calcola il reddito fondiario.
- IMU e IRPEF: come per tutti i fabbricati non locati, se l’IMU è dovuta essa sostituisce l’IRPEF; il reddito resta comunque da indicare nel 730.
- Riconoscimento del vincolo: serve il decreto di riconoscimento emesso ai sensi del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali).
Come si dichiara un immobile storico o artistico nel modello 730
Se possiedi una casa, un palazzo o qualsiasi altro fabbricato riconosciuto di interesse storico o artistico dallo Stato, le regole per la dichiarazione dei redditi cambiano rispetto a un immobile ordinario. Il punto di partenza è la rendita catastale, cioè il valore attribuito dal catasto all’immobile: per gli immobili vincolati questa rendita va dichiarata nella misura ridotta del 50 per cento.
In pratica, nella colonna 1 del quadro B (quella dove si indica la rendita catastale) non devi scrivere il valore intero che trovi nelle visure catastali, ma la metà. Sarà poi chi presta l’assistenza fiscale a rivalutarla del 5 per cento, come avviene per tutti i fabbricati, ma partendo già dalla cifra dimezzata.
Se invece l’immobile vincolato è concesso in affitto, entra in gioco un’ulteriore agevolazione sul canone. Il reddito imponibile non è il 95% del canone (come avviene normalmente con tassazione ordinaria), ma il 65%. Questo abbattimento riconosce i costi di manutenzione che questi immobili spesso richiedono per rispettare i vincoli imposti dal Ministero della Cultura.
| Situazione | Come si dichiara nel quadro B |
|---|---|
| Immobile non locato | Rendita catastale ridotta al 50% in colonna 1 |
| Immobile locato (tassazione ordinaria) | 65% del canone annuo in colonna 6 (codice 4 in colonna 5) |
| Immobile non locato soggetto a IMU | IMU sostituisce IRPEF; il reddito va comunque indicato nel quadro B |
| Rivalutazione della rendita | Il CAF o il professionista rivaluta del 5% il dato ridotto indicato dal contribuente |
Esempio pratico
-
Tizio possiede un appartamento in un palazzo vincolato con rendita catastale di 1.200 euro. Nel quadro B indica 600 euro (cioè 1.200 diviso 2). Il CAF rivaluta questa cifra del 5%, ottenendo 630 euro come base imponibile. Se invece Tizio affitta l’appartamento a 10.000 euro l’anno, nel quadro B deve riportare 6.500 euro (il 65% di 10.000), indicando il codice 4 nella colonna 5.
Documenti necessari
- Decreto ministeriale di riconoscimento dell’interesse storico o artistico (D.Lgs. n. 42/2004)
- Visura catastale aggiornata con la rendita attribuita
- Contratto di locazione (se l’immobile è affittato)
- Certificazione Unica 2026 o documentazione del canone percepito
Immobile vincolato tenuto a disposizione
Scenario. Caio eredita un appartamento in un edificio storico vincolato e lo tiene vuoto, senza affittarlo.
Come si applica. Caio compila il quadro B indicando nella colonna 1 la rendita catastale dimezzata. Nella colonna 2 (utilizzo) inserisce il codice ‘2’ (immobile a disposizione). Poiché l’IMU è dovuta su questo immobile, essa sostituisce l’IRPEF: il reddito va comunque dichiarato, ma non produrrà ulteriore imposta sul reddito.
In pratica
- Rendita catastale 800 euro → indica 400 euro nel quadro B.
- L’IMU pagata al Comune copre l’imposta sui redditi: nessuna IRPEF aggiuntiva dovuta.
- Il rigo del quadro B va comunque compilato anche se non si paga IRPEF.
Immobile vincolato concesso in affitto
Scenario. Sempronio affitta un palazzo storico vincolato a canone libero, ricavando 18.000 euro l’anno.
Come si applica. Sempronio indica nella colonna 5 il codice 4 (immobile storico in locazione) e nella colonna 6 il 65% del canone, cioè 11.700 euro. Sceglie la tassazione ordinaria IRPEF. Non può applicare la cedolare secca perché la norma sulla cedolare non prevede questa percentuale ridotta del 65%: le due agevolazioni non si sommano.
In pratica
- Canone annuo 18.000 euro: in colonna 6 va indicato 11.700 (65% di 18.000).
- L’abbattimento del 35% riconosce le spese di conservazione tipiche degli immobili vincolati.
- La rendita catastale ridotta del 50% non va indicata separatamente per la parte locata.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Come faccio a sapere se il mio immobile è di interesse storico o artistico?
Lo stabilisce un decreto formale emesso dal Ministero della Cultura (o dalla Soprintendenza competente) ai sensi del D.Lgs. n. 42/2004. Se hai ricevuto questo provvedimento, l’immobile è vincolato; in mancanza, si applicano le regole ordinarie.
Devo comunque compilare il quadro B se l'immobile storico è esente IMU?
Sì, devi sempre compilare il quadro B. L’esenzione IMU non elimina l’obbligo dichiarativo: cambia solo il trattamento fiscale. Se l’IMU non è dovuta, il reddito fondiario concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF.
Posso applicare la cedolare secca su un immobile storico affittato?
La cedolare secca e la riduzione del 35% sul canone (codice 4) sono due regimi distinti. Per la cedolare secca il canone va indicato al 100%; la riduzione al 65% si applica solo in regime di tassazione ordinaria IRPEF.
La riduzione del 50% sulla rendita si applica anche alle pertinenze dell'immobile storico?
Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate indicano che la rendita ridotta al 50% riguarda l’immobile di interesse storico o artistico. Per le pertinenze iscritte con autonoma rendita catastale occorre valutare caso per caso il loro inserimento nel provvedimento di vincolo.
Ho acquistato un immobile vincolato a metà anno. Come calcolo la rendita da dichiarare?
Indichi la rendita ridotta del 50% nella colonna 1, e nella colonna 3 (periodo di possesso) riporti il numero di giorni effettivi di possesso nel 2025. Il CAF o il professionista calcolerà il reddito in proporzione.
Domande frequenti
Come faccio a sapere se il mio immobile è di interesse storico o artistico?
Lo stabilisce un decreto formale emesso dal Ministero della Cultura (o dalla Soprintendenza competente) ai sensi del D.Lgs. n. 42/2004. Se hai ricevuto questo provvedimento, l'immobile è vincolato; in mancanza, si applicano le regole ordinarie.
Devo comunque compilare il quadro B se l'immobile storico è esente IMU?
Sì, devi sempre compilare il quadro B. L'esenzione IMU non elimina l'obbligo dichiarativo: cambia solo il trattamento fiscale. Se l'IMU non è dovuta, il reddito fondiario concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF.
Posso applicare la cedolare secca su un immobile storico affittato?
La cedolare secca e la riduzione del 35% sul canone (codice 4) sono due regimi distinti. Per la cedolare secca il canone va indicato al 100%; la riduzione al 65% si applica solo in regime di tassazione ordinaria IRPEF.
La riduzione del 50% sulla rendita si applica anche alle pertinenze dell'immobile storico?
Le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate indicano che la rendita ridotta al 50% riguarda l'immobile di interesse storico o artistico. Per le pertinenze iscritte con autonoma rendita catastale occorre valutare caso per caso il loro inserimento nel provvedimento di vincolo.
Ho acquistato un immobile vincolato a metà anno. Come calcolo la rendita da dichiarare?
Indichi la rendita ridotta del 50% nella colonna 1, e nella colonna 3 (periodo di possesso) riporti il numero di giorni effettivi di possesso nel 2025. Il CAF o il professionista calcolerà il reddito in proporzione.
Vedi anche