Indice
La guida
I fringe benefit sono beni e servizi che il datore di lavoro dà al dipendente in aggiunta allo stipendio (art. 51, comma 3, TUIR). Per il 2025, il 2026 e il 2027 non sono tassati fino a 1.000 euro l’anno, oppure 2.000 euro per chi ha figli fiscalmente a carico (legge 207/2024, art. 1, comma 390). Nel limite rientrano anche le bollette di acqua, luce e gas e l’affitto o gli interessi del mutuo dell’abitazione principale pagati o rimborsati dal datore. Se il totale dell’anno supera il limite anche di un euro, diventa imponibile l’intero valore, non solo l’eccedenza.
Fringe benefit 2026: soglia e tassazione in sintesi
| Situazione | Regola |
|---|---|
| Dipendente senza figli fiscalmente a carico | Esenti fino a 1.000 euro nell’anno (2025, 2026 e 2027) |
| Dipendente con figli fiscalmente a carico | Esenti fino a 2.000 euro nell’anno, se lo dichiara al datore indicando il codice fiscale dei figli |
| Cosa si somma nel limite | Beni e servizi in natura, buoni acquisto, bollette di acqua, luce e gas, affitto o interessi del mutuo dell’abitazione principale pagati o rimborsati dal datore |
| Totale entro il limite | Nessuna IRPEF e nessun contributo sul valore dei benefit |
| Totale oltre il limite, anche di un euro | Diventa imponibile l’intero valore, non solo l’eccedenza |
| Limite ordinario del TUIR (fuori dalla deroga) | 258,23 euro |
Cosa sono i fringe benefit
I fringe benefit (compensi in natura) sono beni e servizi che il datore di lavoro dà al dipendente in aggiunta alla retribuzione in denaro: buoni acquisto e carte regalo, beni dell’azienda, rimborsi delle bollette di casa, dell’affitto o degli interessi del mutuo della prima casa, auto aziendale in uso promiscuo, prestiti a tasso agevolato, alloggi. Sono reddito di lavoro dipendente come lo stipendio, ma l’art. 51, comma 3, del TUIR li esclude dal reddito fino a una soglia annua.
Il loro valore si determina con il valore normale (art. 9 TUIR); per i beni e servizi che l’azienda produce o vende si usa il prezzo praticato nello stesso stadio di commercializzazione o, in mancanza, il costo sostenuto dal datore. Per auto aziendali in uso promiscuo, prestiti e fabbricati concessi in uso il valore è convenzionale (art. 51, comma 4) e si somma agli altri benefit ai fini del limite. I benefit possono essere dati anche con documenti di legittimazione, cartacei o elettronici, con un valore nominale (i voucher, art. 51, comma 3-bis).
Fringe benefit 2026: la soglia di 1.000 e 2.000 euro
Il TUIR fissa il limite ordinario a 258,23 euro. Per i periodi d’imposta 2025, 2026 e 2027 la legge di bilancio 2025 (legge 207/2024, art. 1, comma 390) lo deroga: non concorrono al reddito, entro il limite complessivo di 1.000 euro, il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai dipendenti e le somme pagate o rimborsate per le utenze domestiche (servizio idrico, energia elettrica, gas), per l’affitto dell’abitazione principale o per gli interessi del mutuo dell’abitazione principale. Il limite sale a 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico. Il datore applica la misura previa informativa alle rappresentanze sindacali unitarie, dove presenti.
Le soglie del 2026 sono quindi le stesse del 2025: la legge di bilancio 2026 non le ha cambiate. Per un approfondimento operativo per le aziende vedi la guida sulle soglie 2026 dei fringe benefit e come non sforarle.
Cosa rientra nella soglia e cosa no
| Voce | Nel limite dei fringe benefit? |
|---|---|
| Buoni acquisto, carte regalo, buoni carburante | Sì |
| Bollette di acqua, luce e gas pagate o rimborsate dal datore | Sì |
| Affitto o interessi del mutuo dell’abitazione principale | Sì (e la spesa rimborsata non si detrae poi nel 730) |
| Auto aziendale in uso promiscuo, prestiti agevolati, alloggi in uso | Sì, per il valore convenzionale dell’art. 51, comma 4 |
| Buoni pasto | No: regola propria, esenti fino a 4 euro al giorno (cartacei) o 10 euro (elettronici) |
| Abbonamenti al trasporto pubblico pagati dal datore alla generalità o a categorie di dipendenti | No: esenzione autonoma (art. 51, comma 2, lettera d-bis) |
| Servizi di welfare (istruzione, assistenza, previdenza) dell’art. 51, comma 2 | No: limiti e regole propri |
Il limite è uno solo per tutto l’anno e per tutte le voci: si sommano i benefit ricevuti dal 1° gennaio al 31 dicembre, anche se erogati in momenti o da uffici diversi dell’azienda. Sui buoni pasto e sul welfare aziendale vedi la guida su welfare aziendale, buoni pasto e art. 51 TUIR.
Tassazione dei fringe benefit: cosa succede se si supera la soglia
La soglia non è una franchigia. Se il valore complessivo dell’anno supera il limite, anche di poco, l’art. 51, comma 3, prevede che concorra interamente a formare il reddito: il datore lo somma alla retribuzione e lo assoggetta a IRPEF, addizionali e contributi previdenziali nel cedolino (di norma con il conguaglio). Per questo le aziende tengono il conto dei benefit erogati a ciascun dipendente durante l’anno.
Il superamento si verifica anche sommando i benefit di più datori di lavoro nello stesso anno: se hai più Certificazioni Uniche non conguagliate, i valori dei punti 474 e 475 si riportano nel 730 e il limite si verifica sul totale. Come compilare il quadro C è spiegato nella guida sui fringe benefit nel 730: rigo C17 e punti 474-475 della CU.
Figli a carico: come si ottiene la soglia di 2.000 euro
Il limite di 2.000 euro spetta ai dipendenti con figli, compresi quelli nati fuori del matrimonio riconosciuti, adottivi, affiliati o affidati, che sono fiscalmente a carico secondo l’art. 12, comma 2, TUIR: reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro, oppure 4.000 euro per i figli fino a 24 anni. Il dipendente deve dichiarare al datore di lavoro di averne diritto, indicando il codice fiscale dei figli (legge 207/2024, art. 1, comma 391), e comunicare se la situazione cambia durante l’anno.
Casi pratici
Tizio non ha figli a carico. Nel 2026 riceve buoni acquisto per 600 euro e il rimborso delle bollette di casa per 350 euro: totale 950 euro. È sotto il limite di 1.000 euro, quindi non paga IRPEF né contributi su questi importi.
Caia non ha figli a carico e riceve benefit per 1.050 euro nel 2026. Il limite di 1.000 euro è superato: diventano imponibili tutti i 1.050 euro, non solo i 50 di eccedenza. Il datore li tassa come retribuzione nel cedolino.
Sempronio ha due figli fiscalmente a carico e ha comunicato al datore i loro codici fiscali. L’azienda gli rimborsa 1.200 euro di affitto e gli dà buoni acquisto per 700 euro: totale 1.900 euro, sotto il limite di 2.000 euro. I benefit sono esenti, ma l’affitto rimborsato non potrà essere detratto nel 730, perché non è rimasto a suo carico.
Domande frequenti
Qual è la soglia dei fringe benefit nel 2026?
1.000 euro per il 2026 (come per il 2025 e il 2027), che diventano 2.000 euro per il lavoratore dipendente con figli fiscalmente a carico. Lo stabilisce l’art. 1, comma 390, della legge 207/2024, in deroga al limite ordinario di 258,23 euro dell’art. 51, comma 3, del TUIR.
Cosa succede se si supera la soglia dei fringe benefit?
Diventa imponibile l’intero valore dei benefit dell’anno, non solo la parte che supera il limite: chi riceve 1.050 euro senza figli a carico è tassato su 1.050 euro. Il valore si somma al reddito di lavoro dipendente ed è soggetto a IRPEF, addizionali e contributi.
I buoni pasto sono fringe benefit?
No. I buoni pasto hanno una regola propria (art. 51, comma 2, lettera c, TUIR): non sono tassati fino a 4 euro al giorno se cartacei e fino a 10 euro al giorno se elettronici (importo portato da 8 a 10 euro dalla legge di bilancio 2026). Non entrano nel conteggio dei 1.000 o 2.000 euro.
Le bollette e l’affitto pagati dal datore rientrano nei fringe benefit?
Sì. Per il 2025-2027 rientrano nel limite le somme pagate o rimborsate per le utenze domestiche di acqua, luce e gas e per l’affitto o gli interessi del mutuo dell’abitazione principale. Si sommano agli altri benefit dell’anno.
Come si ottiene la soglia di 2.000 euro per i figli a carico?
Il dipendente dichiara al datore di lavoro di averne diritto e indica il codice fiscale dei figli (art. 1, comma 391, legge 207/2024). Contano i figli fiscalmente a carico: reddito fino a 2.840,51 euro, oppure 4.000 euro fino a 24 anni.
Come si calcola il valore di un fringe benefit?
Di regola con il valore normale (art. 9 TUIR), cioè il prezzo praticato per beni e servizi dello stesso tipo; per i beni e servizi prodotti o venduti dal datore si usa il prezzo praticato nello stesso stadio di commercializzazione. Per auto aziendali, prestiti e fabbricati concessi in uso valgono i criteri convenzionali dell’art. 51, comma 4.
Dove trovo i fringe benefit nella CU e nel 730?
Il datore li indica nei punti 474 (limite di 1.000 euro) e 475 (limite di 2.000 euro) della Certificazione Unica 2026; nel 730 si riportano nel rigo C17. La guida al rigo C17 spiega come fare se si hanno più CU.
Fonti
- Art. 51 TUIR – Normattiva
- Legge 207/2024, art. 1, commi 390 e 391 – Normattiva
- Certificazione Unica 2026, istruzioni (punti 474 e 475) – Agenzia delle Entrate
- Istruzioni Modello 730/2026, rigo C17 – Agenzia delle Entrate
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.