Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Guida pratica · Lavoro · Maternità, paternità e genitorialità

In sintesi

Il padre lavoratore dipendente ha diritto a 10 giorni di congedo obbligatorio retribuito al 100% entro i 5 mesi dalla nascita del figlio. Può anche fruire di un giorno aggiuntivo in sostituzione della madre (con suo consenso). I giorni sono non cumulabili con il congedo parentale e vanno comunicati al datore con congruo anticipo.

Riferimento normativo

D.Lgs. 151/2001 e Legge di Bilancio 2022 (L. 234/2021)

Tabella riepilogativa

Congedo di paternità – schema riepilogativo 2026
Tipo Durata Indennità Termine di fruizione
Obbligatorio 10 giorni (non frazionabili in ore) 100% della retribuzione, a carico INPS Entro 5 mesi dalla nascita
Alternativo 1 giorno aggiuntivo 100%, a carico INPS In sostituzione della madre (con consenso)
Adozione/affidamento Stesse regole 100% Entro 5 mesi dall’ingresso in famiglia

I 10 giorni obbligatori: come e quando

Il padre lavoratore dipendente ha diritto a 10 giorni di congedo obbligatorio, fruibili anche non consecutivamente, entro i 5 mesi dalla nascita del figlio. I giorni si contano come giorni di lavoro effettivo (non di calendario), quindi escludono le domeniche se il lavoratore non lavora nel weekend. L’indennità è pari al 100% della retribuzione, a carico INPS.

Il giorno di congedo alternativo

Il padre può usufruire di un ulteriore giorno di congedo retribuito al 100% in sostituzione della madre, a condizione che la madre rinunci a un giorno del proprio congedo di maternità. Questo giorno si aggiunge ai 10 obbligatori e richiede il consenso scritto della madre. È un istituto pensato per favorire la co-partecipazione alla cura nei primissimi giorni.

Come si comunica e si chiede all'INPS

Il padre deve comunicare al datore di lavoro con almeno 5 giorni di preavviso la data in cui intende fruire del congedo, salvo urgenze. La domanda all’INPS va presentata in anticipo tramite portale telematico, patronato o contact center. Il datore non può opporsi: il congedo obbligatorio è un diritto non soggetto a valutazione discrezionale.

Casi pratici

Tizio – 10 giorni presi non consecutivi

Davide decide di prendere i 10 giorni di congedo in due blocchi: 5 giorni subito dopo la nascita e altri 5 al terzo mese per coprire un periodo di necessità familiare. Presenta due comunicazioni al datore (5 giorni di preavviso ciascuna) e due domande all’INPS. Percepisce il 100% della retribuzione per tutti e 10 i giorni.

Caia – giorno alternativo con rinuncia della madre

Sara (madre) rinuncia a un giorno del suo congedo obbligatorio post-parto, firmando il consenso. Marco (padre) fruisce così di 11 giorni totali: 10 obbligatori + 1 alternativo. L’indennità al 100% copre tutti gli 11 giorni.

Sempronio – adozione internazionale

Luigi e la moglie accolgono un bambino tramite adozione internazionale. Luigi ha diritto ai 10 giorni di congedo obbligatorio entro 5 mesi dall’ingresso del bambino in famiglia in Italia, con le stesse regole dei genitori biologici.

Domande frequenti

Quanti giorni di congedo ha il padre nel 2026?

10 giorni obbligatori retribuiti al 100%, più 1 giorno aggiuntivo se la madre rinuncia a un giorno del suo congedo.

I 10 giorni del padre possono essere presi prima del parto?

No. Il congedo obbligatorio del padre decorre dalla nascita del figlio (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione) e può essere fruito entro i 5 mesi successivi.

Il datore può rifiutare il congedo di paternità?

No. Il congedo obbligatorio è un diritto del lavoratore che non richiede il consenso del datore. È sufficiente la comunicazione con 5 giorni di preavviso.

Il congedo del padre si aggiunge al congedo parentale?

Sì. Il congedo obbligatorio di 10 giorni è distinto e separato dal congedo parentale. I due istituti non si compensano.

L'indennità del congedo di paternità chi la eroga?

L’INPS, a carico del bilancio dell’istituto. Il datore anticipa di norma il pagamento in busta paga e poi recupera in sede di conguaglio contributivo.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • Il padre lavoratore dipendente ha diritto a un congedo di paternità obbligatorio, indennizzato dall'INPS, fruibile nei mesi successivi alla nascita del figlio.
  • È previsto anche un congedo alternativo, ulteriore e fruibile in sostituzione della madre, subordinato al suo consenso.
  • I giorni si computano come lavoro effettivo e sono distinti, e non cumulabili, rispetto al congedo parentale.
  • La fruizione va comunicata al datore con congruo preavviso; le stesse regole valgono per adozione e affidamento.
  • La disciplina di riferimento è il D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico maternità e paternità).
Indice dei contenuti

Il congedo di paternità è uno degli istituti che meglio raccontano l'evoluzione del diritto del lavoro verso la condivisione effettiva dei carichi di cura. Per anni la nascita di un figlio è stata trattata come un evento che riguardava quasi esclusivamente la madre lavoratrice; oggi il Testo Unico (D.Lgs. 151/2001) riconosce al padre un diritto autonomo, non derivato da quello materno, che il datore di lavoro non può comprimere né subordinare a valutazioni di opportunità organizzativa. Comprenderne il meccanismo significa distinguere con precisione due piani che vengono spesso confusi: il congedo obbligatorio del padre, da un lato, e il congedo parentale di entrambi i genitori, dall'altro.

La natura del diritto: autonomo e indisponibile

Il congedo di paternità obbligatorio è un diritto del padre in quanto tale, riconosciuto a prescindere dalle scelte della madre. Questo lo differenzia radicalmente dalle vecchie ipotesi di congedo "in sostituzione", in cui il padre subentrava solo se la madre non poteva fruire del proprio. La natura indisponibile comporta che il lavoratore non possa rinunciarvi a fronte di pressioni aziendali, e che il rifiuto del datore espone quest'ultimo a responsabilità. La logica è quella propria delle tutele connesse alla genitorialità: si vuole garantire la presenza del padre nei primissimi giorni di vita del bambino, fase in cui il sostegno alla madre e il legame con il neonato sono ritenuti meritevoli di protezione rinforzata.

Computo dei giorni e collocazione temporale

I giorni di congedo si conteggiano come giorni di lavoro effettivo e non di calendario: chi non lavora la domenica non vede quel giorno scalato dal proprio monte. La fruizione è ammessa anche in forma non continuativa, così da consentire al padre di organizzarsi in base alle esigenze familiari concrete. La collocazione temporale è ancorata all'evento nascita ed è circoscritta a una finestra successiva al parto: superata quella finestra, il diritto non può più essere esercitato. È quindi prudente pianificare per tempo, perché si tratta di un termine di decadenza e non di un semplice termine ordinatorio.

Il congedo alternativo e il consenso della madre

Accanto alla quota obbligatoria, l'ordinamento prevede un'ulteriore frazione di congedo che il padre può fruire in sostituzione della madre. Qui il presupposto cambia: serve il consenso della madre, che rinuncia a una corrispondente porzione del proprio congedo di maternità. Si tratta di uno strumento di flessibilità familiare, pensato per le coppie che vogliano modulare la presenza genitoriale secondo le proprie necessità. Il consenso va documentato, perché incide sui rispettivi diritti indennitari verso l'INPS.

Rapporto con il congedo parentale

Un errore frequente è confondere il congedo di paternità con il congedo parentale. Il primo è breve, obbligatorio, interamente indennizzato e legato al momento della nascita; il secondo è facoltativo, più lungo, ripartibile tra i genitori e indennizzato in misura ridotta secondo le regole generali del Testo Unico. I due istituti non si cumulano nel senso che non assolvono alla stessa funzione: il padre può fruire dell'obbligatorio e poi, separatamente, accedere al parentale alle condizioni di legge. Tenere distinti i due piani evita contestazioni sul piano retributivo e contributivo.

Adozione, affidamento e procedura

Le tutele si estendono alle famiglie adottive e affidatarie, con il termine ancorato all'ingresso del minore in famiglia anziché alla nascita biologica. Sul piano procedurale, il lavoratore deve comunicare al datore le date prescelte con un preavviso che la prassi vuole congruo, così da permettere all'azienda di organizzare le sostituzioni. La domanda di indennità segue i canali telematici INPS. È buona regola conservare copia delle comunicazioni: in caso di contestazione, la prova dell'avvenuto preavviso e della tempestività della richiesta è dirimente.

Tutele in caso di condotte ostative del datore

Il principio generale è che gli istituti a protezione della genitorialità non possono tradursi in un pregiudizio per il lavoratore. Comportamenti del datore volti a scoraggiare la fruizione, a ritardarla artificiosamente o a collegarvi conseguenze sfavorevoli si pongono in tensione con il quadro normativo a tutela del genitore. Il lavoratore che incontri ostacoli ha interesse a formalizzare per iscritto ogni richiesta e a rivolgersi, se necessario, agli organi di vigilanza o alle organizzazioni sindacali, prima ancora che alla via giudiziale.

Domande frequenti

Il congedo di paternità obbligatorio dipende dalla volontà della madre?

No. È un diritto autonomo del padre lavoratore dipendente, riconosciuto in quanto tale dal Testo Unico (D.Lgs. 151/2001). Non richiede il consenso della madre e il datore di lavoro non può negarlo.

Posso usare i giorni in modo non consecutivo?

Sì. La normativa consente la fruizione anche frazionata in giornate, da collocare entro la finestra temporale prevista dopo la nascita. I giorni si contano come lavoro effettivo, non di calendario.

Che differenza c'è tra congedo di paternità e congedo parentale?

Il congedo di paternità è breve, obbligatorio, legato alla nascita e interamente indennizzato. Il congedo parentale è facoltativo, più lungo, ripartibile tra i genitori e indennizzato in misura ridotta secondo le regole generali.

Il congedo spetta anche in caso di adozione o affidamento?

Sì. Le stesse tutele si applicano alle famiglie adottive e affidatarie, con il termine di fruizione ancorato all'ingresso del minore in famiglia.

Cosa posso fare se il datore ostacola la fruizione?

Conviene formalizzare ogni richiesta per iscritto, conservando le comunicazioni. Le condotte ostative si pongono in contrasto con la tutela della genitorialità: ci si può rivolgere agli organi di vigilanza, al sindacato e, se necessario, alla tutela giudiziale.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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