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Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche
In sintesi
Dal 2010 il certificato di malattia è telematico: il medico lo invia direttamente all'INPS tramite il SAC. Il lavoratore riceve il numero di protocollo e lo comunica al datore. Non è più necessario consegnare il cartaceo, salvo casi eccezionali.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Guida pratica · Lavoro · Malattia e infortunio

In sintesi

Dal 2010 il certificato di malattia è telematico: il medico lo invia direttamente all’INPS tramite il SAC. Il lavoratore riceve il numero di protocollo e lo comunica al datore. Non è più necessario consegnare il cartaceo, salvo casi eccezionali.

Riferimento normativo

D.Lgs. 151/2015 (art. 21); D.M. 26 febbraio 2010

Tabella riepilogativa

Flusso del certificato telematico di malattia
Chi fa cosa Azione
Medico curante/guardia medica Compila e invia il certificato al SAC INPS via internet
INPS Assegna il numero di protocollo e mette a disposizione il documento
Lavoratore Comunica il numero di protocollo al datore di lavoro
Datore di lavoro Consulta autonomamente il certificato tramite i servizi INPS

Il sistema SAC e il protocollo

Il medico — di base, continuità assistenziale (guardia medica) o specialista abilitato — trasmette il certificato al Sistema di Accoglienza Centrale (SAC) dell’INPS in tempo reale. Il sistema genera un numero di protocollo univoco che il medico comunica al paziente. Questo codice è l’unico adempimento richiesto al lavoratore: trasmetterlo al datore di lavoro, preferibilmente per iscritto, entro i termini previsti dal CCNL.

Come il lavoratore può consultare il proprio certificato

Il lavoratore può visualizzare e scaricare l’attestato di malattia (la parte non riservata del certificato) accedendo ai servizi online INPS con SPID, CIE o CNS. L’attestato indica i giorni di prognosi senza rivelare la diagnosi, che rimane riservata e consultabile solo dal medico di controllo. In caso di malfunzionamento del sistema il medico rilascia un certificato cartaceo provvisorio.

Cosa fare se il medico non può trasmettere

In caso di impedimento tecnico (guasto al sistema, mancanza di connessione) il medico rilascia un certificato cartaceo che il lavoratore consegna o invia al datore e all’INPS. Superato il blocco, il medico è tenuto a trasmettere retroattivamente il certificato telematico. Il datore non può rifiutare il certificato cartaceo in questi casi eccezionali.

Casi pratici

Tizio — certificato emesso dal medico di base

Tizio va dal medico di base che compila il certificato online. Tizio riceve il numero di protocollo via SMS o direttamente in ambulatorio e lo comunica al datore via email: il suo obbligo è assolto.

Caia — guardia medica nel weekend

Caia si ammala sabato sera e va dalla guardia medica. Anche la guardia medica è abilitata alla trasmissione telematica; Caia ottiene il protocollo e lo comunica al responsabile HR entro il primo giorno lavorativo successivo.

Sempronio — sistema INPS in down

Il SAC è irraggiungibile: il medico rilascia un certificato cartaceo. Sempronio lo consegna al datore. Appena il sistema torna disponibile, il medico invia il telematico e il flusso si normalizza.

Domande frequenti

Devo portare il certificato cartaceo al datore?

No. Dal 2010 il certificato è telematico. Devi comunicare solo il numero di protocollo; il datore recupera autonomamente l’attestato tramite i servizi INPS.

Cosa comunicare al datore quando si è malati?

Il numero di protocollo del certificato telematico, possibilmente per iscritto (email, SMS o altro canale tracciabile), entro i termini stabiliti dal CCNL.

Il datore può conoscere la mia diagnosi?

No. L’attestato accessibile al datore indica solo i giorni di prognosi; la diagnosi è riservata e può essere consultata solo dal medico di controllo INPS.

Posso consultare il mio certificato online?

Sì. Accedendo ai servizi INPS con SPID, CIE o CNS puoi visualizzare e scaricare il tuo attestato di malattia.

Cosa succede se il medico non riesce a trasmettere il certificato?

Il medico rilascia un certificato cartaceo provvisorio valido a tutti gli effetti. Appena il sistema è ripristinato, provvede a trasmettere il telematico.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Domande frequenti

Devo portare il certificato cartaceo al datore?

No. Dal 2010 il certificato è telematico. Devi comunicare solo il numero di protocollo; il datore recupera autonomamente l'attestato tramite i servizi INPS.

Cosa comunicare al datore quando si è malati?

Il numero di protocollo del certificato telematico, possibilmente per iscritto (email, SMS o altro canale tracciabile), entro i termini stabiliti dal CCNL.

Il datore può conoscere la mia diagnosi?

No. L'attestato accessibile al datore indica solo i giorni di prognosi; la diagnosi è riservata e può essere consultata solo dal medico di controllo INPS.

Posso consultare il mio certificato online?

Sì. Accedendo ai servizi INPS con SPID, CIE o CNS puoi visualizzare e scaricare il tuo attestato di malattia.

Cosa succede se il medico non riesce a trasmettere il certificato?

Il medico rilascia un certificato cartaceo provvisorio valido a tutti gli effetti. Appena il sistema è ripristinato, provvede a trasmettere il telematico.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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