← Torna a Casi pratici applicati
Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Che cos'è la prestazione occasionale e perché si parla di ritenuta

La prestazione occasionale è un’attività di lavoro autonomo svolta in modo non abituale e non continuativo: un traduttore che accetta un lavoro una tantum, un fotografo che collabora per un singolo evento, uno studente che tiene qualche lezione privata. Chi la svolge non ha partita IVA per quell’attività, non emette fattura ma una semplice ricevuta, e i compensi ricevuti si chiamano ‘redditi diversi’ nel lessico fiscale.

Quando il committente è un sostituto d’imposta — una società, un ente, uno studio professionale, un condominio — è obbligato per legge a trattenere dal compenso una ritenuta d’acconto del 20% prima di pagare. In pratica: se il compenso pattuito è 1.000 euro, il percettore riceve 800 euro in busta o sul conto, e i 200 euro di ritenuta vengono versati direttamente dal committente all’Erario.

La parola ‘acconto’ è fondamentale: non si tratta di un’imposta definitiva, ma di un anticipo dell’IRPEF che il percettore dovrà comunque pagare. In sede di dichiarazione dei redditi, la ritenuta già subita si ‘scomputa’, cioè si porta in detrazione dall’imposta totale dovuta. Se la ritenuta è stata eccessiva rispetto all’IRPEF finale, il contribuente ottiene un rimborso o un credito.

Ritenuta d'acconto sulla prestazione occasionale — schema riepilogativo
Elemento Dettaglio
Aliquota ritenuta 20% sul compenso imponibile
Chi la trattiene Il committente (sostituto d'imposta)
Scadenza versamento F24 (committente) Entro il 16 del mese successivo all'erogazione
Codice tributo tipico 1040 (lavoro autonomo / redditi diversi)
Categoria reddituale percettore Redditi diversi (non lavoro autonomo abituale)
Soglia gestione separata INPS 5.000 euro annui di compensi occasionali

Esempio pratico

  • Caio, studente universitario, svolge nel 2025 alcune consulenze grafiche per Alfa Srl. Il totale dei compensi lordi concordati nell’anno è 2.500 euro. Alfa Srl, sostituto d’imposta, trattiene il 20% — cioè 500 euro — e versa a Caio 2.000 euro netti. Entro il 16 del mese successivo a ogni pagamento, Alfa Srl versa i 500 euro all’Erario con F24 (codice 1040) e a marzo dell’anno successivo rilascia a Caio la Certificazione Unica con compenso lordo 2.500 euro e ritenuta 500 euro. Caio, in sede di dichiarazione Redditi PF, indica i 2.500 euro tra i redditi diversi e detrae i 500 euro già pagati: se la sua IRPEF complessiva sull’anno è inferiore, riceve un rimborso; se è superiore, paga solo la differenza. Poiché 2.500 euro sono sotto la soglia di 5.000 euro, non scatta la gestione separata INPS.

Documenti necessari

  • Certificazione Unica (CU) rilasciata dal committente: riporta compenso lordo e ritenuta operata
  • Ricevuta della prestazione (con marca da bollo da 2 euro se il compenso supera 77,47 euro), conservata come giustificativo
  • Modello Redditi PF: quadro RL per i redditi diversi con indicazione della ritenuta scomputata
  • Eventuale documentazione INPS se i compensi superano 5.000 euro annui (iscrizione gestione separata)
  • Deleghe F24 del committente per eventuali verifiche sui versamenti effettuati

Tizio svolge consulenze sotto la soglia INPS

Scenario. Tizio è un insegnante di ruolo che nel 2025 tiene saltuariamente corsi di formazione per una società privata. Nel corso dell’anno riceve tre compensi per un totale lordo di 3.600 euro. La società è sostituto d’imposta.

Come si applica. La società trattiene il 20% su ogni compenso — in totale 720 euro — e versa a Tizio 2.880 euro netti. Rilascia la CU entro il 16 marzo 2026 con compenso 3.600 e ritenuta 720. Poiché 3.600 euro sono sotto i 5.000 euro annui, Tizio non deve iscriversi alla gestione separata INPS. In dichiarazione Redditi PF 2026 indica i 3.600 euro nel quadro RL e detrae i 720 euro di ritenuta dall’IRPEF dovuta. Se l’IRPEF netta sull’anno risultasse inferiore a 720 euro, Tizio riceverebbe un rimborso.

In pratica

  • Conservare tutte le CU ricevute durante l’anno: sono il documento base per compilare la dichiarazione.
  • Il compenso da inserire in dichiarazione è sempre il lordo (es. 3.600 euro), non il netto ricevuto.
  • Se si presentano più committenti, si sommano le CU e si riportano tutte le ritenute cumulative.

Caio supera i 5.000 euro e deve iscriversi alla gestione separata INPS

Scenario. Caio è un informatico che nel 2025 svolge diverse consulenze occasionali per vari committenti sostituti d’imposta. A novembre si accorge che i compensi lordi dell’anno hanno superato complessivamente i 5.000 euro.

Come si applica. Oltre la soglia di 5.000 euro annui di compensi occasionali scatta l’obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS. I contributi sono dovuti sulla parte di compenso che eccede i 5.000 euro. Caio deve comunicare l’iscrizione all’INPS e, in accordo con i committenti per le prestazioni successive, il contributo alla gestione separata potrà essere in parte addebitato al committente (nella quota a carico di quest’ultimo) e in parte trattenuto dal compenso. Le ritenute IRPEF del 20% continuano a essere operate normalmente da ogni committente sostituto. In sede di dichiarazione Redditi PF, Caio indica l’insieme dei compensi nel quadro RL e scomputa tutte le ritenute subite.

In pratica

  • Monitorare il totale dei compensi occasionali durante l’anno: superata la soglia di 5.000 euro si devono comunicare le prestazioni successive all’INPS prima di iniziarle.
  • La soglia dei 5.000 euro riguarda i contributi INPS, non la ritenuta IRPEF del 20%: quest’ultima si applica sin dal primo euro di compenso.
  • Se l’attività occasionale diventa continuativa e abituale, valutare l’apertura della partita IVA.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

La ritenuta del 20% si applica anche se il committente è un privato?

No: la ritenuta d’acconto va operata solo dai committenti che sono sostituti d’imposta, cioè imprese, società, enti, professionisti con partita IVA. Un privato che commissiona una prestazione occasionale non è obbligato a operare la ritenuta; in questo caso il percettore non subisce la trattenuta ma deve comunque dichiarare il compenso.

Come si dichiara il compenso se il committente era un privato (nessuna ritenuta)?

Il compenso va comunque indicato nel quadro RL del modello Redditi PF tra i redditi diversi. In assenza di ritenuta non vi è nulla da scomputare; l’IRPEF sarà calcolata sull’intero importo dichiarato.

Cosa si rischia se non si dichiara il compenso occasionale?

Omettere il reddito espone al rischio di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, con recupero dell’imposta, sanzioni e interessi. L’Agenzia incrocia i dati delle CU trasmesse dai sostituti con le dichiarazioni dei percettori.

Entro quando il committente deve versare la ritenuta operata?

Il versamento va effettuato con F24 entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui il compenso è stato erogato e la ritenuta operata. Il codice tributo tipico è il 1040.

La soglia dei 5.000 euro INPS si calcola per singolo committente o su tutti i compensi?

La soglia dei 5.000 euro si calcola sul totale annuo di tutti i compensi occasionali percepiti, indipendentemente da quanti siano i committenti. Superata quella soglia complessiva nell’anno, scatta l’obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS.

È possibile che la ritenuta subita sia maggiore dell'IRPEF dovuta?

Sì, è possibile soprattutto se il percettore ha redditi bassi o molte detrazioni. In questo caso la differenza genera un credito IRPEF che può essere chiesto a rimborso oppure compensato con altre imposte dovute nell’anno successivo.

Domande frequenti

La ritenuta del 20% si applica anche se il committente è un privato?

No: la ritenuta d'acconto va operata solo dai committenti che sono sostituti d'imposta, cioè imprese, società, enti, professionisti con partita IVA. Un privato che commissiona una prestazione occasionale non è obbligato a operare la ritenuta; in questo caso il percettore non subisce la trattenuta ma deve comunque dichiarare il compenso.

Come si dichiara il compenso se il committente era un privato (nessuna ritenuta)?

Il compenso va comunque indicato nel quadro RL del modello Redditi PF tra i redditi diversi. In assenza di ritenuta non vi è nulla da scomputare; l'IRPEF sarà calcolata sull'intero importo dichiarato.

Cosa si rischia se non si dichiara il compenso occasionale?

Omettere il reddito espone al rischio di accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate, con recupero dell'imposta, sanzioni e interessi. L'Agenzia incrocia i dati delle CU trasmesse dai sostituti con le dichiarazioni dei percettori.

Entro quando il committente deve versare la ritenuta operata?

Il versamento va effettuato con F24 entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui il compenso è stato erogato e la ritenuta operata. Il codice tributo tipico è il 1040.

La soglia dei 5.000 euro INPS si calcola per singolo committente o su tutti i compensi?

La soglia dei 5.000 euro si calcola sul totale annuo di tutti i compensi occasionali percepiti, indipendentemente da quanti siano i committenti. Superata quella soglia complessiva nell'anno, scatta l'obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS.

È possibile che la ritenuta subita sia maggiore dell'IRPEF dovuta?

Sì, è possibile soprattutto se il percettore ha redditi bassi o molte detrazioni. In questo caso la differenza genera un credito IRPEF che può essere chiesto a rimborso oppure compensato con altre imposte dovute nell'anno successivo.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.