Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 477 c.p.p.: Durata e organizzazione del dibattimento

    Art. 477 c.p.p.: Durata e organizzazione del dibattimento

    Art. 477 c.p.p. – Durata e (organizzazione) del dibattimento

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Durata e organizzazione del dibattimento

    1. Quando non è possibile esaurire il dibattimento in una sola udienza, il presidente, dopo la lettura dell’ordinanza con cui provvede sulle richieste di prova, sentite le parti, stabilisce il calendario delle udienze, assicurando celerità e concentrazione e indicando per ciascuna udienza le specifiche attività da svolgere.

    2. Il giudice può sospendere il dibattimento soltanto per ragioni di assoluta necessità e per un termine massimo che, computate tutte le dilazioni, non oltrepassi i dieci giorni, esclusi i festivi.

    3. Il presidente dà oralmente gli avvisi opportuni e l’ausiliario ne fa menzione nel verbale. Gli avvisi sostituiscono le citazioni e le notificazioni per coloro che sono comparsi o debbono considerarsi presenti.

  • Articolo 476 Codice di Procedura Penale: Reati commessi in udienza

    Articolo 476 Codice di Procedura Penale: Reati commessi in udienza

    Art. 476 c.p.p. – Reati commessi in udienza

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Reati commessi in udienza

    1. Quando viene commesso un reato in udienza, il pubblico ministero procede a norma di legge, disponendo l’arresto dell’autore nei casi consentiti.

    2. Non è consentito l’arresto del testimone in udienza per reati concernenti il contenuto della deposizione.

  • Art. 475 c.p.p.: Allontanamento coattivo dell’imputato

    Art. 475 c.p.p.: Allontanamento coattivo dell’imputato

    Art. 475 c.p.p. – Allontanamento coattivo dell’imputato

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Allontanamento coattivo dell’imputato

    1. L’imputato che, dopo essere stato ammonito, persiste nel comportarsi in modo da impedire il regolare svolgimento dell’udienza, è allontanato dall’aula con ordinanza del presidente.

    2. L’imputato allontanato si considera presente ed è rappresentato dal difensore.

    3. L’imputato allontanato può essere riammesso nell’aula di udienza, in ogni momento, anche di ufficio. Qualora l’imputato debba essere nuovamente allontanato, il giudice può disporre con la stessa ordinanza che sia espulso dall’aula, con divieto di partecipare ulteriormente al dibattimento, se non per rendere le dichiarazioni previste dagli articoli 503 e 523 comma 5.

  • Art. 474 c.p.p.: Assistenza dell’imputato all’udienza

    Art. 474 c.p.p.: Assistenza dell’imputato all’udienza

    Art. 474 c.p.p. – Assistenza dell’imputato all’udienza

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Assistenza dell’imputato all’udienza

    1. L’imputato assiste all’udienza libero nella persona, anche se detenuto, salvo che in questo caso siano necessarie cautele per prevenire il pericolo di fuga o di violenza.

    1-bis. Il giudice, sentite le parti, dispone con ordinanza l’impiego delle cautele di cui al comma 1. È comunque garantito il diritto dell’imputato e del difensore di consultarsi riservatamente, anche attraverso l’impiego di strumenti tecnici idonei, ove disponibili. L’ordinanza è revocata con le medesime forme quando sono cessati i motivi del provvedimento.

  • Art. 472 c.p.p.: Casi in cui si procede a porte chiuse

    Art. 472 c.p.p.: Casi in cui si procede a porte chiuse

    Art. 472 c.p.p. – Casi in cui si procede a porte chiuse

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Casi in cui si procede a porte chiuse

    1. Il giudice dispone che il dibattimento o alcuni atti di esso si svolgano a porte chiuse quando la pubblicità può nuocere al buon costume ovvero, se vi è richiesta dell’autorità competente, quando la pubblicità può comportare la diffusione di notizie da mantenere segrete nell’interesse dello Stato. PERIODO SOPPRESSO DAL. D.L. 30 DICEMBRE 2019, N. 161, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 FEBBRAIO 2020, N. 7.

    2. Su richiesta dell’interessato, il giudice dispone che si proceda a porte chiuse all’assunzione di prove che possono causare pregiudizio alla riservatezza dei testimoni ovvero delle parti private in ordine a fatti che non costituiscono oggetto dell’imputazione. Quando l’interessato è assente o estraneo al processo, il giudice provvede di ufficio.

    3. Il giudice dispone altresì che il dibattimento o alcuni atti di esso si svolgano a porte chiuse quando la pubblicità può nuocere alla pubblica igiene, quando avvengono da parte del pubblico manifestazioni che turbano il regolare svolgimento delle udienze ovvero quando è necessario salvaguardare la sicurezza di testimoni o di imputati.

    3-bis. Il dibattimento relativo ai delitti previsti dagli articoli 600, 600-bis, 600-ter, 600-quinquies, 601, 602, 609-bis, 609-ter e 609-octies del codice penale si svolge a porte aperte; tuttavia, la persona offesa può chiedere che si proceda a porte chiuse anche solo per una parte di esso. Si procede sempre a porte chiuse quando la parte offesa è minorenne. In tali procedimenti non sono ammesse domande sulla vita privata o sulla sessualità della persona offesa se non sono necessarie alla ricostruzione del fatto.

    4. Il giudice può disporre che avvenga a porte chiuse l’esame dei minorenni.

  • Articolo 471 Codice di Procedura Penale: Pubblicità dell’udienza

    Articolo 471 Codice di Procedura Penale: Pubblicità dell’udienza

    Art. 471 c.p.p. – Pubblicità dell’udienza

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Pubblicità dell’udienza

    1. L’udienza è pubblica a pena di nullità.

    2. Non sono ammessi nell’aula di udienza coloro che non hanno compiuto gli anni diciotto, le persone che sono sottoposte a misure di prevenzione e quelle che appaiono in stato di ubriachezza, di intossicazione o di squilibrio mentale.

    3. Se alcuna di queste persone deve intervenire all’udienza come testimone, è fatta allontanare non appena la sua presenza non è più necessaria.

    4. Non è consentita la presenza in udienza di persone armate, fatta eccezione per gli appartenenti alla forza pubblica, né di persone che portino oggetti atti a molestare. Le persone che turbano il regolare svolgimento dell’udienza sono espulse per ordine del presidente o, in sua assenza, del pubblico ministero, con divieto di assistere alle ulteriori attività processuali.

    5. Per ragioni di ordine, il presidente può disporre, in casi eccezionali, che l’ammissione nell’aula di udienza sia limitata a un determinato numero di persone.

    6. I provvedimenti menzionati nel presente articolo sono dati oralmente e senza formalità.

  • Articolo 470 Codice di Procedura Penale: Disciplina dell’udienza

    Articolo 470 Codice di Procedura Penale: Disciplina dell’udienza

    Art. 470 c.p.p. – Disciplina dell’udienza

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Disciplina dell’udienza

    1. La disciplina dell’udienza e la direzione del dibattimento sono esercitate dal presidente che decide senza formalità; in sua assenza la disciplina dell’udienza è esercitata dal pubblico ministero.

    2. Per l’esercizio delle funzioni indicate in questo capo, il presidente o il pubblico ministero si avvale, ove occorra, anche della forza pubblica, che dà immediata esecuzione ai relativi provvedimenti.

  • Articolo 466 Codice di Procedura Penale: Facoltà dei difensori

    Articolo 466 Codice di Procedura Penale: Facoltà dei difensori

    Art. 466 c.p.p. – Facoltà dei difensori

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Facoltà dei difensori

    1. Durante il termine per comparire, le parti e i loro difensori hanno facoltà di prendere visione, nel luogo dove si trovano, delle cose sequestrate, di esaminare in cancelleria gli atti e i documenti raccolti nel fascicolo per il dibattimento e di estrarne copia.

  • Art. 463 c.p.p.: Opposizione proposta soltanto da alcuni interessati

    Art. 463 c.p.p.: Opposizione proposta soltanto da alcuni interessati

    Art. 463 c.p.p. – Opposizione proposta soltanto da alcuni interessati

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Opposizione proposta soltanto da alcuni interessati

    1. L’esecuzione del decreto di condanna pronunciato a carico di più persone imputate dello stesso reato rimane sospesa nei confronti di coloro che non hanno proposto opposizione fino a quando il giudizio conseguente all’opposizione proposta da altri coimputati non sia definito con pronuncia irrevocabile.

    2. Se l’opposizione è proposta dal solo imputato o dalla sola persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria, gli effetti si estendono anche a quella fra le dette parti che non ha proposto opposizione.

  • Art. 455 c.p.p.: Decisione sulla richiesta di giudizio immediato

    Art. 455 c.p.p.: Decisione sulla richiesta di giudizio immediato

    Art. 455 c.p.p. – Decisione sulla richiesta di giudizio immediato

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Decisione sulla richiesta di giudizio immediato

    1. Il giudice, entro cinque giorni, emette decreto con il quale dispone il giudizio immediato ovvero rigetta la richiesta ordinando la trasmissione degli atti al pubblico ministero

    1-bis. Nei casi di cui all’articolo 453, comma 1-bis, il giudice rigetta la richiesta se l’ordinanza che dispone la custodia cautelare è stata revocata o annullata per sopravvenuta insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza.

  • Art. 447 c.p.p.: Richiesta di applicazione della pena nel corso

    Art. 447 c.p.p.: Richiesta di applicazione della pena nel corso

    Art. 447 c.p.p. – Richiesta di applicazione della pena nel corso delle indagini preliminari

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Richiesta di applicazione della pena nel corso delle indagini preliminari

    1. Nel corso delle indagini preliminari, il giudice, se è presentata una richiesta congiunta o una richiesta con il consenso scritto dell’altra parte, ferma restando l’applicazione dell’articolo 444, comma 1-quater, fissa, con decreto, l’udienza per la decisione, assegnando, se necessario, un termine al richiedente per la notificazione all’altra parte. Nel decreto di fissazione dell’udienza la persona sottoposta alle indagini è informata che ha facoltà di accedere ai programmi di giustizia riparativa. Quando si procede per taluno dei delitti di cui all’articolo 444, comma 1-quater, il decreto di fissazione dell’udienza è notificato al difensore della persona offesa o, in mancanza, alla persona offesa, con contestuale avviso della facoltà di presentare memorie e deduzioni . Almeno tre giorni prima dell’udienza il fascicolo del pubblico ministero è depositato nella cancelleria del giudice.

    2. Nell’udienza il pubblico ministero e il difensore nonché, nei casi di cui all’articolo 444, comma 1-quater, la persona offesa o il suo difensore sono sentiti se compaiono.

    3. Se la richiesta è presentata da una parte, il giudice fissa con decreto un termine all’altra parte per esprimere il consenso o il dissenso e dispone che la richiesta e il decreto siano notificati a cura del richiedente. Prima della scadenza del termine non è consentita la revoca o la modifica della richiesta e in caso di consenso si procede a norma del comma 1.

  • Art. 439 c.p.p. – Richiesta di giudizio abbreviato (abrogato)

    Art. 439 c.p.p. – Richiesta di giudizio abbreviato (abrogato)

    Art. 439 c.p.p. – Richiesta di giudizio abbreviato

    D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447 – Codice di procedura penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 16 dicembre 1999, n. 479. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    La richiesta è depositata in cancelleria unitamente all’atto di consenso del pubblico ministero almeno cinque giorni prima della data fissata per l’udienza.

    2. La richiesta e il consenso possono essere presentati anche nel corso dell’udienza preliminare fino a che non siano formulate le conclusioni a norma degli articoli 421 e 422

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.