Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 485 c.p.p. – Rinnovazione della citazione (abrogato)

    Art. 485 c.p.p. – Rinnovazione della citazione (abrogato)

    Art. 485 c.p.p. – Rinnovazione della citazione

    D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447 – Codice di procedura penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 16 dicembre 1999, n. 479. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Il giudice dispone, anche di ufficio, che sia rinnovata la citazione a giudizio quando è provato o appare probabile che l’imputato non ne abbia avuto effettiva conoscenza, sempre che il fatto non sia dovuto a sua colpa e fuori dei casi di notificazione mediante consegna al difensore a norma degli articoli 159, 161 comma 4 e 169.

    2. La probabilità che l’imputato non abbia avuto conoscenza della citazione è liberamente valutata dal giudice.

    Tale valutazione non può formare oggetto di discussione successiva né motivo di impugnazione

  • Art. 482 c.p.p.: Diritto delle parti in ordine alla documentazione

    Art. 482 c.p.p.: Diritto delle parti in ordine alla documentazione

    Art. 482 c.p.p. – Diritto delle parti in ordine alla documentazione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Diritto delle parti in ordine alla documentazione

    1. Le parti hanno diritto di fare inserire nel verbale, entro i limiti strettamente necessari, ogni dichiarazione a cui abbiano interesse, purché non contraria alla legge. Le memorie scritte presentate dalle parti a sostegno delle proprie richieste e conclusioni sono allegate al verbale.

    2. Il presidente può disporre, anche di ufficio, che l’ausiliario dia lettura di singole parti del verbale al fine di verificarne la fedeltà e la completezza. Sulla domanda di rettificazione o di cancellazione nonché sulle questioni relative a quanto previsto dal comma 1, il presidente decide con ordinanza.

  • Articolo 481 Codice di Procedura Penale: Contenuto del verbale

    Articolo 481 Codice di Procedura Penale: Contenuto del verbale

    Art. 481 c.p.p. – Contenuto del verbale

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Contenuto del verbale

    1. Il verbale descrive le attività svolte in udienza e riporta sinteticamente le richieste e le conclusioni del pubblico ministero e dei difensori.

    2. I provvedimenti dati oralmente dal presidente sono riprodotti in modo integrale. I provvedimenti del giudice pubblicati in udienza mediante lettura sono allegati al verbale.

  • Articolo 480 Codice di Procedura Penale: Verbale di udienza

    Articolo 480 Codice di Procedura Penale: Verbale di udienza

    Art. 480 c.p.p. – Verbale di udienza

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Verbale di udienza

    1. L’ausiliario che assiste il giudice redige il verbale di udienza, nel quale sono indicati:

    a) il luogo, la data, l’ora di apertura e di chiusura dell’udienza;

    b) i nomi e i cognomi dei giudici;

    c) il nome e il cognome del rappresentante del pubblico ministero, le generalità dell’imputato o le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo nonché le generalità delle altre parti e dei loro rappresentanti, i nomi e i cognomi dei difensori.

    2. Il verbale di udienza è inserito nel fascicolo per il dibattimento.

  • Art. 477 c.p.p.: Durata e organizzazione del dibattimento

    Art. 477 c.p.p.: Durata e organizzazione del dibattimento

    Art. 477 c.p.p. – Durata e (organizzazione) del dibattimento

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Durata e organizzazione del dibattimento

    1. Quando non è possibile esaurire il dibattimento in una sola udienza, il presidente, dopo la lettura dell’ordinanza con cui provvede sulle richieste di prova, sentite le parti, stabilisce il calendario delle udienze, assicurando celerità e concentrazione e indicando per ciascuna udienza le specifiche attività da svolgere.

    2. Il giudice può sospendere il dibattimento soltanto per ragioni di assoluta necessità e per un termine massimo che, computate tutte le dilazioni, non oltrepassi i dieci giorni, esclusi i festivi.

    3. Il presidente dà oralmente gli avvisi opportuni e l’ausiliario ne fa menzione nel verbale. Gli avvisi sostituiscono le citazioni e le notificazioni per coloro che sono comparsi o debbono considerarsi presenti.

  • Articolo 476 Codice di Procedura Penale: Reati commessi in udienza

    Articolo 476 Codice di Procedura Penale: Reati commessi in udienza

    Art. 476 c.p.p. – Reati commessi in udienza

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Reati commessi in udienza

    1. Quando viene commesso un reato in udienza, il pubblico ministero procede a norma di legge, disponendo l’arresto dell’autore nei casi consentiti.

    2. Non è consentito l’arresto del testimone in udienza per reati concernenti il contenuto della deposizione.

  • Art. 475 c.p.p.: Allontanamento coattivo dell’imputato

    Art. 475 c.p.p.: Allontanamento coattivo dell’imputato

    Art. 475 c.p.p. – Allontanamento coattivo dell’imputato

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Allontanamento coattivo dell’imputato

    1. L’imputato che, dopo essere stato ammonito, persiste nel comportarsi in modo da impedire il regolare svolgimento dell’udienza, è allontanato dall’aula con ordinanza del presidente.

    2. L’imputato allontanato si considera presente ed è rappresentato dal difensore.

    3. L’imputato allontanato può essere riammesso nell’aula di udienza, in ogni momento, anche di ufficio. Qualora l’imputato debba essere nuovamente allontanato, il giudice può disporre con la stessa ordinanza che sia espulso dall’aula, con divieto di partecipare ulteriormente al dibattimento, se non per rendere le dichiarazioni previste dagli articoli 503 e 523 comma 5.

  • Art. 474 c.p.p.: Assistenza dell’imputato all’udienza

    Art. 474 c.p.p.: Assistenza dell’imputato all’udienza

    Art. 474 c.p.p. – Assistenza dell’imputato all’udienza

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Assistenza dell’imputato all’udienza

    1. L’imputato assiste all’udienza libero nella persona, anche se detenuto, salvo che in questo caso siano necessarie cautele per prevenire il pericolo di fuga o di violenza.

    1-bis. Il giudice, sentite le parti, dispone con ordinanza l’impiego delle cautele di cui al comma 1. È comunque garantito il diritto dell’imputato e del difensore di consultarsi riservatamente, anche attraverso l’impiego di strumenti tecnici idonei, ove disponibili. L’ordinanza è revocata con le medesime forme quando sono cessati i motivi del provvedimento.

  • Art. 472 c.p.p.: Casi in cui si procede a porte chiuse

    Art. 472 c.p.p.: Casi in cui si procede a porte chiuse

    Art. 472 c.p.p. – Casi in cui si procede a porte chiuse

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Casi in cui si procede a porte chiuse

    1. Il giudice dispone che il dibattimento o alcuni atti di esso si svolgano a porte chiuse quando la pubblicità può nuocere al buon costume ovvero, se vi è richiesta dell’autorità competente, quando la pubblicità può comportare la diffusione di notizie da mantenere segrete nell’interesse dello Stato. PERIODO SOPPRESSO DAL. D.L. 30 DICEMBRE 2019, N. 161, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 FEBBRAIO 2020, N. 7.

    2. Su richiesta dell’interessato, il giudice dispone che si proceda a porte chiuse all’assunzione di prove che possono causare pregiudizio alla riservatezza dei testimoni ovvero delle parti private in ordine a fatti che non costituiscono oggetto dell’imputazione. Quando l’interessato è assente o estraneo al processo, il giudice provvede di ufficio.

    3. Il giudice dispone altresì che il dibattimento o alcuni atti di esso si svolgano a porte chiuse quando la pubblicità può nuocere alla pubblica igiene, quando avvengono da parte del pubblico manifestazioni che turbano il regolare svolgimento delle udienze ovvero quando è necessario salvaguardare la sicurezza di testimoni o di imputati.

    3-bis. Il dibattimento relativo ai delitti previsti dagli articoli 600, 600-bis, 600-ter, 600-quinquies, 601, 602, 609-bis, 609-ter e 609-octies del codice penale si svolge a porte aperte; tuttavia, la persona offesa può chiedere che si proceda a porte chiuse anche solo per una parte di esso. Si procede sempre a porte chiuse quando la parte offesa è minorenne. In tali procedimenti non sono ammesse domande sulla vita privata o sulla sessualità della persona offesa se non sono necessarie alla ricostruzione del fatto.

    4. Il giudice può disporre che avvenga a porte chiuse l’esame dei minorenni.

  • Articolo 471 Codice di Procedura Penale: Pubblicità dell’udienza

    Articolo 471 Codice di Procedura Penale: Pubblicità dell’udienza

    Art. 471 c.p.p. – Pubblicità dell’udienza

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Pubblicità dell’udienza

    1. L’udienza è pubblica a pena di nullità.

    2. Non sono ammessi nell’aula di udienza coloro che non hanno compiuto gli anni diciotto, le persone che sono sottoposte a misure di prevenzione e quelle che appaiono in stato di ubriachezza, di intossicazione o di squilibrio mentale.

    3. Se alcuna di queste persone deve intervenire all’udienza come testimone, è fatta allontanare non appena la sua presenza non è più necessaria.

    4. Non è consentita la presenza in udienza di persone armate, fatta eccezione per gli appartenenti alla forza pubblica, né di persone che portino oggetti atti a molestare. Le persone che turbano il regolare svolgimento dell’udienza sono espulse per ordine del presidente o, in sua assenza, del pubblico ministero, con divieto di assistere alle ulteriori attività processuali.

    5. Per ragioni di ordine, il presidente può disporre, in casi eccezionali, che l’ammissione nell’aula di udienza sia limitata a un determinato numero di persone.

    6. I provvedimenti menzionati nel presente articolo sono dati oralmente e senza formalità.

  • Articolo 470 Codice di Procedura Penale: Disciplina dell’udienza

    Articolo 470 Codice di Procedura Penale: Disciplina dell’udienza

    Art. 470 c.p.p. – Disciplina dell’udienza

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Disciplina dell’udienza

    1. La disciplina dell’udienza e la direzione del dibattimento sono esercitate dal presidente che decide senza formalità; in sua assenza la disciplina dell’udienza è esercitata dal pubblico ministero.

    2. Per l’esercizio delle funzioni indicate in questo capo, il presidente o il pubblico ministero si avvale, ove occorra, anche della forza pubblica, che dà immediata esecuzione ai relativi provvedimenti.

  • Articolo 466 Codice di Procedura Penale: Facoltà dei difensori

    Articolo 466 Codice di Procedura Penale: Facoltà dei difensori

    Art. 466 c.p.p. – Facoltà dei difensori

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Facoltà dei difensori

    1. Durante il termine per comparire, le parti e i loro difensori hanno facoltà di prendere visione, nel luogo dove si trovano, delle cose sequestrate, di esaminare in cancelleria gli atti e i documenti raccolti nel fascicolo per il dibattimento e di estrarne copia.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.