Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

Profilo LinkedIn ›

I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 436 Codice di Procedura Penale: Provvedimenti del giudice

    Articolo 436 Codice di Procedura Penale: Provvedimenti del giudice

    Art. 436 c.p.p. – Provvedimenti del giudice

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Provvedimenti del giudice

    1. Sulla richiesta di revoca il giudice provvede con ordinanza.

    2. Quando revoca la sentenza di non luogo a procedere, il giudice, se il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio, fissa l’udienza preliminare, dandone avviso agli interessati presenti e disponendo per gli altri la notificazione; altrimenti ordina la riapertura delle indagini.

    3. Con l’ordinanza di riapertura delle indagini, il giudice stabilisce per il loro compimento un termine improrogabile non superiore a sei mesi.

    4. Entro la scadenza del termine, il pubblico ministero, qualora sulla base dei nuovi atti di indagine non debba chiedere l’archiviazione, trasmette alla cancelleria del giudice la richiesta di rinvio a giudizio.

  • Articolo 434 Codice di Procedura Penale: Casi di revoca

    Articolo 434 Codice di Procedura Penale: Casi di revoca

    Art. 434 c.p.p. – Casi di revoca

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Casi di revoca

    1. Se dopo la pronuncia di una sentenza di non luogo a procedere sopravvengono o si scoprono nuove fonti di prova che, da sole o unitamente a quelle già acquisite, possono determinare il rinvio a giudizio, il giudice per le indagini preliminari, su richiesta del pubblico ministero, dispone la revoca della sentenza.

  • Articolo 424 Codice di Procedura Penale: Provvedimenti del giudice

    Articolo 424 Codice di Procedura Penale: Provvedimenti del giudice

    Art. 424 c.p.p. – Provvedimenti del giudice

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Provvedimenti del giudice

    1. Subito dopo che è stata dichiarata chiusa la discussione, il giudice procede alla deliberazione pronunciando sentenza di non luogo a procedere o decreto che dispone il giudizio.

    2. Il giudice dà immediata lettura del provvedimento. La lettura equivale a notificazione per le parti presenti.

    3. Il provvedimento è immediatamente depositato in cancelleria. Le parti hanno diritto di ottenere copia.

    4. Qualora non sia possibile procedere alla redazione immediata dei motivi della sentenza di non luogo a procedere, il giudice provvede non oltre il trentesimo giorno da quello della pronuncia.

  • Art. 417 c.p.p.: Requisiti formali della richiesta di rinvio a giudizio

    Art. 417 c.p.p.: Requisiti formali della richiesta di rinvio a giudizio

    Art. 417 c.p.p. – Requisiti formali della richiesta di rinvio a giudizio

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Requisiti formali della richiesta di rinvio a giudizio

    1. La richiesta di rinvio a giudizio contiene:

    a) le generalità dell’imputato o le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo nonché le generalità della persona offesa dal reato qualora ne sia possibile l’identificazione;

    b) l’enunciazione, in forma chiara e precisa, del fatto, delle circostanze aggravanti e di quelle che possono comportare l’applicazione di misure di sicurezza, con l’indicazione dei relativi articoli di legge

    c) l’indicazione delle fonti di prova acquisite;

    d) la domanda al giudice di emissione del decreto che dispone il giudizio;

    e) la data e la sottoscrizione.

  • Art. 260 SIC – Registro di esposizione e cartelle sanitarie e di rischio

    Art. 260 SIC – Registro di esposizione e cartelle sanitarie e di rischio

    Art. 260 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Registro di esposizione e cartelle sanitarie e di rischio

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il datore di lavoro iscrive i lavoratori di cui all’articolo 259, nel registro di cui all’articolo 243, comma 1, e ne invia copia agli organi di vigilanza e all’INAIL.

    2. Il datore di lavoro, su richiesta, fornisce agli organi di vigilanza e all’ INAIL copia dei documenti di cui al comma l.

    3. Il datore di lavoro, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, trasmette all’ INAIL, per il tramite del medico competente, la cartella sanitaria e di rischio del lavoratore interessato, unitamente alle annotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma

    1. 4. L’ INAIL provvede a conservare i documenti di cui al comma 3 per un periodo di quaranta anni dalla cessazione dell’esposizione.

  • Articolo 411 Codice di Procedura Penale: Altri casi di archiviazione

    Articolo 411 Codice di Procedura Penale: Altri casi di archiviazione

    Art. 411 c.p.p. – Altri casi di archiviazione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Altri casi di archiviazione

    1. Le disposizioni degli articoli 408, 409, 410 e 410-bis si applicano anche quando risulta che manca una condizione di procedibilità, che la persona sottoposta alle indagini non è punibile ai sensi dell’articolo 131-bis del codice penale per particolare tenuità del fatto, che il reato è estinto o che il fatto non è previsto dalla legge come reato.

    1-bis. Se l’archiviazione è richiesta per particolare tenuità del fatto, il pubblico ministero deve darne avviso alla persona sottoposta alle indagini e alla persona offesa, precisando che, nel termine di dieci giorni, possono prendere visione degli atti e presentare opposizione in cui indicare, a pena di inammissibilità, le ragioni del dissenso rispetto alla richiesta. Il giudice, se l’opposizione non è inammissibile, procede ai sensi dell’articolo 409, comma 2, e, dopo avere sentito le parti, se accoglie la richiesta, provvede con ordinanza. In mancanza di opposizione, o quando questa è inammissibile, il giudice procede senza formalità e, se accoglie la richiesta di archiviazione, pronuncia decreto motivato. Nei casi in cui non accoglie la richiesta il giudice restituisce gli atti al pubblico ministero, eventualmente provvedendo ai sensi dell’articolo 409, commi 4 e 5.

  • Art. 408 c.p.p.: Richiesta di archiviazione per infondatezza della notizia di reato

    Art. 408 c.p.p.: Richiesta di archiviazione per infondatezza della notizia di reato

    Art. 408 c.p.p. – Richiesta di archiviazione per infondatezza della notizia di reato

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Richiesta di archiviazione per infondatezza della notizia di reato

    1. Quando gli elementi acquisiti nel corso delle indagini preliminari non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna o di applicazione di una misura di sicurezza diversa dalla confisca, il pubblico ministero, presenta al giudice richiesta di archiviazione. Con la richiesta è trasmesso il fascicolo contenente la notizia di reato, la documentazione relativa alle indagini espletate e i verbali degli atti compiuti davanti al giudice per le indagini preliminari.

    2. Fuori dei casi di rimessione della querela, l’avviso della richiesta è notificato, a cura del pubblico ministero, alla persona offesa che, nella notizia di reato o successivamente alla sua presentazione, abbia dichiarato di volere essere informata circa l’eventuale archiviazione.

    3. Nell’avviso è precisato che, nel termine di venti giorni, la persona offesa può prendere visione degli atti e presentare opposizione con richiesta motivata di prosecuzione delle indagini preliminari. La persona offesa è altresì informata della facoltà di accedere ai programmi di giustizia riparativa.

    3-bis. Per i delitti commessi con violenza alla persona e per il reato di cui all’articolo 624-bis del codice penale, l’avviso della richiesta di archiviazione è in ogni caso notificato, a cura del pubblico ministero, alla persona offesa ed il termine di cui al comma 3 è elevato a trenta giorni.

  • Art. 403 c.p.p.: Utilizzabilità nel dibattimento delle prove assunte con incidente probatorio

    Art. 403 c.p.p.: Utilizzabilità nel dibattimento delle prove assunte con incidente probatorio

    Art. 403 c.p.p. – Utilizzabilità nel dibattimento delle prove assunte con incidente probatorio

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Utilizzabilità nel dibattimento delle prove assunte con incidente probatorio

    1. Nel dibattimento le prove assunte con l’incidente probatorio sono utilizzabili soltanto nei confronti degli imputati i cui difensori hanno partecipato alla loro assunzione.

    1-bis. Le prove di cui al comma 1 non sono utilizzabili nei confronti dell’imputato raggiunto solo successivamente all’incidente probatorio da indizi di colpevolezza se il difensore non ha partecipato alla loro assunzione, salvo che i suddetti indizi siano emersi dopo che la ripetizione dell’atto sia divenuta impossibile

  • Art. 400 c.p.p.: Provvedimenti per i casi di urgenza

    Art. 400 c.p.p.: Provvedimenti per i casi di urgenza

    Art. 400 c.p.p. – Provvedimenti per i casi di urgenza

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Provvedimenti per i casi di urgenza

    1. Quando per assicurare l’assunzione della prova è indispensabile procedere con urgenza all’incidente probatorio, il giudice dispone con decreto motivato che i termini previsti dagli articoli precedenti siano abbreviati nella misura necessaria.

  • Art. 399 c.p.p.: Accompagnamento coattivo della persona sottoposta alle indagini

    Art. 399 c.p.p.: Accompagnamento coattivo della persona sottoposta alle indagini

    Art. 399 c.p.p. – Accompagnamento coattivo della persona sottoposta alle indagini

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Accompagnamento coattivo della persona sottoposta alle indagini

    1. Se la persona sottoposta alle indagini, la cui presenza è necessaria per compiere un atto da assumere con l’incidente probatorio, non compare senza addurre un legittimo impedimento, il giudice ne ordina l’accompagnamento coattivo.

  • Art. 394 c.p.p.: Richiesta della persona offesa

    Art. 394 c.p.p.: Richiesta della persona offesa

    Art. 394 c.p.p. – Richiesta della persona offesa

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Richiesta della persona offesa

    1. La persona offesa può chiedere al pubblico ministero di promuovere un incidente probatorio.

    2. Se non accoglie la richiesta, il pubblico ministero pronuncia decreto motivato e lo fa notificare alla persona offesa.

  • Art. 390 c.p.p.: Richiesta di convalida dell’arresto o del fermo

    Art. 390 c.p.p.: Richiesta di convalida dell’arresto o del fermo

    Art. 390 c.p.p. – Richiesta di convalida dell’arresto o del fermo

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Richiesta di convalida dell’arresto o del fermo

    1. Entro quarantotto ore dall’arresto o dal fermo il pubblico ministero, qualora non debba ordinare la immediata liberazione dell’arrestato o del fermato, richiede la convalida al giudice per le indagini preliminari competente in relazione al luogo dove l’arresto o il fermo è stato eseguito.

    2. Il giudice fissa l’udienza di convalida al più presto e comunque entro le quarantotto ore successive dandone avviso, senza ritardo, al pubblico ministero e al difensore.

    3. L’arresto o il fermo diviene inefficace se il pubblico ministero non osserva le prescrizioni del comma 1.

    3-bis. Se non ritiene di comparire, il pubblico ministero trasmette al giudice, per l’udienza di convalida, le richieste in ordine alla libertà personale con gli elementi su cui le stesse si fondano.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.