Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 403 c.p.p.: Utilizzabilità nel dibattimento delle prove assunte con incidente probatorio

    Art. 403 c.p.p.: Utilizzabilità nel dibattimento delle prove assunte con incidente probatorio

    Art. 403 c.p.p. – Utilizzabilità nel dibattimento delle prove assunte con incidente probatorio

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Utilizzabilità nel dibattimento delle prove assunte con incidente probatorio

    1. Nel dibattimento le prove assunte con l’incidente probatorio sono utilizzabili soltanto nei confronti degli imputati i cui difensori hanno partecipato alla loro assunzione.

    1-bis. Le prove di cui al comma 1 non sono utilizzabili nei confronti dell’imputato raggiunto solo successivamente all’incidente probatorio da indizi di colpevolezza se il difensore non ha partecipato alla loro assunzione, salvo che i suddetti indizi siano emersi dopo che la ripetizione dell’atto sia divenuta impossibile

  • Art. 400 c.p.p.: Provvedimenti per i casi di urgenza

    Art. 400 c.p.p.: Provvedimenti per i casi di urgenza

    Art. 400 c.p.p. – Provvedimenti per i casi di urgenza

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Provvedimenti per i casi di urgenza

    1. Quando per assicurare l’assunzione della prova è indispensabile procedere con urgenza all’incidente probatorio, il giudice dispone con decreto motivato che i termini previsti dagli articoli precedenti siano abbreviati nella misura necessaria.

  • Art. 399 c.p.p.: Accompagnamento coattivo della persona sottoposta alle indagini

    Art. 399 c.p.p.: Accompagnamento coattivo della persona sottoposta alle indagini

    Art. 399 c.p.p. – Accompagnamento coattivo della persona sottoposta alle indagini

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Accompagnamento coattivo della persona sottoposta alle indagini

    1. Se la persona sottoposta alle indagini, la cui presenza è necessaria per compiere un atto da assumere con l’incidente probatorio, non compare senza addurre un legittimo impedimento, il giudice ne ordina l’accompagnamento coattivo.

  • Art. 394 c.p.p.: Richiesta della persona offesa

    Art. 394 c.p.p.: Richiesta della persona offesa

    Art. 394 c.p.p. – Richiesta della persona offesa

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Richiesta della persona offesa

    1. La persona offesa può chiedere al pubblico ministero di promuovere un incidente probatorio.

    2. Se non accoglie la richiesta, il pubblico ministero pronuncia decreto motivato e lo fa notificare alla persona offesa.

  • Art. 390 c.p.p.: Richiesta di convalida dell’arresto o del fermo

    Art. 390 c.p.p.: Richiesta di convalida dell’arresto o del fermo

    Art. 390 c.p.p. – Richiesta di convalida dell’arresto o del fermo

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Richiesta di convalida dell’arresto o del fermo

    1. Entro quarantotto ore dall’arresto o dal fermo il pubblico ministero, qualora non debba ordinare la immediata liberazione dell’arrestato o del fermato, richiede la convalida al giudice per le indagini preliminari competente in relazione al luogo dove l’arresto o il fermo è stato eseguito.

    2. Il giudice fissa l’udienza di convalida al più presto e comunque entro le quarantotto ore successive dandone avviso, senza ritardo, al pubblico ministero e al difensore.

    3. L’arresto o il fermo diviene inefficace se il pubblico ministero non osserva le prescrizioni del comma 1.

    3-bis. Se non ritiene di comparire, il pubblico ministero trasmette al giudice, per l’udienza di convalida, le richieste in ordine alla libertà personale con gli elementi su cui le stesse si fondano.

  • Art. 389 c.p.p.: Casi di immediata liberazione dell’arrestato o del fermato

    Art. 389 c.p.p.: Casi di immediata liberazione dell’arrestato o del fermato

    Art. 389 c.p.p. – Casi di immediata liberazione dell’arrestato o del fermato

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Casi di immediata liberazione dell’arrestato o del fermato

    1. Se risulta evidente che l’arresto o il fermo è stato eseguito per errore di persona o fuori dei casi previsti dalla legge o se la misura dell’arresto o del fermo è divenuta inefficace a norma degli articoli 386 comma 7 e 390 comma 3, il pubblico ministero dispone con decreto motivato che l’arrestato o il fermato sia posto immediatamente in libertà.

    2. La liberazione è altresì disposta prima dell’intervento del pubblico ministero dallo stesso ufficiale di polizia giudiziaria, che ne informa subito il pubblico ministero del luogo dove l’arresto o il fermo è stato eseguito.

  • Art. 387 c.p.p.: Avviso dell’arresto o del fermo ai familiari

    Art. 387 c.p.p.: Avviso dell’arresto o del fermo ai familiari

    Art. 387 c.p.p. – Avviso dell’arresto o del fermo ai familiari

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Avviso dell’arresto o del fermo ai familiari

    1. La polizia giudiziaria, con il consenso dell’arrestato o del fermato, deve senza ritardo dare notizia dell’avvenuto arresto o fermo ai familiari dell’arrestato o del fermato o ad altra persona da essi indicata .

  • Art. 385 c.p.p.: Divieto di arresto o di fermo in determinate circostanze

    Art. 385 c.p.p.: Divieto di arresto o di fermo in determinate circostanze

    Art. 385 c.p.p. – Divieto di arresto o di fermo in determinate circostanze

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Divieto di arresto o di fermo in determinate circostanze

    1. L’arresto o il fermo non è consentito quando, tenuto conto delle circostanze del fatto, appare che questo è stato compiuto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in presenza di una causa di non punibilità.

  • Articolo 384 Codice di Procedura Penale: Fermo di indiziato di delitto

    Articolo 384 Codice di Procedura Penale: Fermo di indiziato di delitto

    Art. 384 c.p.p. – Fermo di indiziato di delitto

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Fermo di indiziato di delitto

    1. Anche fuori dei casi di flagranza, quando sussistono specifici elementi che, anche in relazione alla impossibilità di identificare l’indiziato fanno ritenere fondato il pericolo di fuga, il pubblico ministero dispone il fermo della persona gravemente indiziata di un delitto per il quale la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a due anni e superiore nel massimo a sei anni ovvero di un delitto concernente le armi da guerra e gli esplosivi o di un delitto commesso per finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell’ordine democratico.

    2. Nei casi previsti dal comma 1 e prima che il pubblico ministero abbia assunto la direzione delle indagini, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria procedono al fermo di propria iniziativa.

    3. La polizia giudiziaria procede inoltre al fermo di propria iniziativa qualora sia successivamente individuato l’indiziato ovvero sopravvengano specifici elementi, quali il possesso di documenti falsi, che rendano fondato il pericolo che l’indiziato sia per darsi alla fuga e non sia possibile, per la situazione di urgenza, attendere il provvedimento del pubblico ministero.

  • Articolo 382 Codice di Procedura Penale: Stato di flagranza

    Articolo 382 Codice di Procedura Penale: Stato di flagranza

    Art. 382 c.p.p. – Stato di flagranza

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Stato di flagranza

    1. È in stato di flagranza chi viene colto nell’atto di commettere il reato ovvero chi, subito dopo il reato, è inseguito dalla polizia giudiziaria, dalla persona offesa o da altre persone ovvero è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima.

    2. Nel reato permanente lo stato di flagranza dura fino a quando non è cessata la permanenza.

  • Art. 376 c.p.p.: Accompagnamento coattivo per procedere a interrogatorio o a confronto

    Art. 376 c.p.p.: Accompagnamento coattivo per procedere a interrogatorio o a confronto

    Art. 376 c.p.p. – Accompagnamento coattivo per procedere a interrogatorio o a confronto

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Accompagnamento coattivo per procedere a interrogatorio o a confronto

    1. Quando si tratta di procedere ad atti di interrogatorio o confronto, l’accompagnamento coattivo è disposto dal pubblico ministero su autorizzazione del giudice.

  • Articolo 374 Codice di Procedura Penale: Presentazione spontanea

    Articolo 374 Codice di Procedura Penale: Presentazione spontanea

    Art. 374 c.p.p. – Presentazione spontanea

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Presentazione spontanea

    1. Chi ha notizia che nei suoi confronti sono svolte indagini, ha facoltà di presentarsi al pubblico ministero e di rilasciare dichiarazioni.

    2. Quando il fatto per cui si procede è contestato a chi si presenta spontaneamente e questi è ammesso a esporre le sue discolpe, l’atto così compiuto equivale per ogni effetto all’interrogatorio. In tale ipotesi, si applicano le disposizioni previste dagli articoli 64, 65 e 364.

    3. La presentazione spontanea non pregiudica l’applicazione di misure cautelari.

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