← Torna a CAD — Codice Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005)
Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
L'articolo 42 del CAD impone alle pubbliche amministrazioni di valutare, in termini di rapporto costi-benefici, il recupero su supporto informatico dei documenti e degli atti cartacei di cui sia obbligatoria o opportuna la conservazione, e di predisporre conseguenti piani di sostituzione degli archivi cartacei con archivi informatici nel rispetto delle Linee guida AgID. La norma è il fondamento della dematerializzazione retroattiva: non si limita a stabilire che i nuovi documenti siano nativi digitali (art. 40 CAD), ma spinge le PA a convertire il patrimonio documentale cartaceo esistente in archivi digitali. L'obbligo di valutazione costi-benefici introduce un elemento di discrezionalità tecnica: le PA devono pianificare la dematerializzazione sulla base dell'analisi del patrimonio cartaceo, dei costi di scansione e indicizzazione, dei benefici in termini di accessibilità, conservazione e spazio fisico. La sostituzione degli archivi cartacei con archivi informatici deve rispettare le Linee guida AgID sulla conservazione, che disciplinano i processi di scansione, indicizzazione, firma digitale, apposizione di marca temporale e archiviazione in sistemi accreditati, assicurando che il documento digitale sostitutivo abbia la stessa efficacia probatoria dell'originale cartaceo.

Testo dell'articoloVigente

Art. 42 D.Lgs. 82/2005 CAD — Dematerializzazione dei documenti delle pubbliche amministrazioni

In vigore dal 01/01/2006

1. Le pubbliche amministrazioni valutano in termini di rapporto tra costi e benefici il recupero su supporto informatico dei documenti e degli atti cartacei dei quali sia obbligatoria o opportuna la conservazione e provvedono alla predisposizione dei conseguenti piani di sostituzione degli archivi cartacei con archivi informatici, nel rispetto delle ((Linee guida)) .

Commento

L'articolo 42 del CAD affronta il nodo pratico della transizione al digitale nelle PA: l'enorme patrimonio documentale cartaceo accumulato nei decenni. La norma non impone una dematerializzazione indiscriminata ma una pianificazione razionale, fondata su valutazione costi-benefici. Le Linee guida AgID sulla conservazione dei documenti informatici (2021) disciplinano in dettaglio il processo di «documento informatico sostitutivo»: la scansione deve produrre immagini fedeli all'originale, l'indicizzazione deve garantire la ricercabilità, e il documento digitale deve essere sottoscritto con firma digitale o sigillo del responsabile della conservazione che ne attesta la conformità all'originale cartaceo poi distrutto.

Il coordinamento con il GDPR è rilevante nella fase di dematerializzazione: il processo di scansione e indicizzazione di documenti cartacei contenenti dati personali costituisce un trattamento soggetto alle norme del Regolamento. La PA deve verificare che la base giuridica del trattamento (conservazione per obbligo legale o per interesse pubblico) si estenda anche al trattamento digitale, e che le misure di sicurezza del sistema informatico di conservazione siano proporzionate alla sensibilità dei dati (crittografia, controllo degli accessi, audit log). La distruzione degli originali cartacei — che è l'obiettivo finale della dematerializzazione sostitutiva — richiede procedure documentate che garantiscano la non recuperabilità dei dati.

Il piano di sostituzione degli archivi cartacei è uno strumento di programmazione che le PA devono adottare e aggiornare periodicamente: deve identificare le tipologie documentali prioritarie per la dematerializzazione, i costi previsti, i tempi di realizzazione e i responsabili. Questo piano si raccorda con il Piano triennale per l'informatica nella PA elaborato da AgID e con i programmi di investimento finanziati attraverso i Fondi strutturali europei e il PNRR (Missione 1, Componente 1, investimento 1.2 sulla digitalizzazione della PA).

Casi pratici

Caso 1: Dematerializzazione dell'archivio storico dei contratti di un ente locale

Caso 2: Digitalizzazione di fascicoli del personale con dati sensibili

Domande frequenti

La dematerializzazione degli archivi cartacei è obbligatoria per le PA?

L'art. 42 CAD impone un obbligo di valutazione e pianificazione, non un obbligo immediato di conversione totale. Le PA devono valutare in termini di costi-benefici il recupero su supporto informatico dei documenti cartacei di cui sia obbligatoria o opportuna la conservazione e predisporre piani di sostituzione. La dematerializzazione sostitutiva — con distruzione degli originali cartacei — è facoltativa ma, ove realizzata, deve rispettare scrupolosamente le Linee guida AgID sulla conservazione.

Il documento digitale sostitutivo di un originale cartaceo ha la stessa efficacia probatoria?

Sì, se il processo di dematerializzazione è eseguito in conformità alle Linee guida AgID. Il documento informatico ottenuto per scansione e indicizzazione dell'originale cartaceo, sottoscritto con firma digitale o sigillo dal responsabile della conservazione che ne attesta la conformità, ha la stessa efficacia probatoria dell'originale cartaceo. La distruzione dell'originale cartaceo è ammessa solo dopo la verifica della correttezza del processo di conservazione e l'emissione del rapporto di versamento.

Come si pianifica la dematerializzazione degli archivi cartacei?

Le PA devono adottare un piano di sostituzione degli archivi cartacei che: (1) identifichi le tipologie documentali da dematerializzare per ordine di priorità; (2) analizzi i costi di scansione, indicizzazione e conservazione digitale; (3) valuti i benefici in termini di accessibilità, spazio fisico e rischio di deterioramento; (4) definisca i tempi e i responsabili; (5) verifichi la conformità alle Linee guida AgID. Il piano deve coordinarsi con il Piano triennale per l'informatica nella PA e con i programmi di finanziamento disponibili (PNRR, Fondi strutturali).

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 31 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.