Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 389 c.p.p.: Casi di immediata liberazione dell’arrestato o del fermato

    Art. 389 c.p.p.: Casi di immediata liberazione dell’arrestato o del fermato

    Art. 389 c.p.p. – Casi di immediata liberazione dell’arrestato o del fermato

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Casi di immediata liberazione dell’arrestato o del fermato

    1. Se risulta evidente che l’arresto o il fermo è stato eseguito per errore di persona o fuori dei casi previsti dalla legge o se la misura dell’arresto o del fermo è divenuta inefficace a norma degli articoli 386 comma 7 e 390 comma 3, il pubblico ministero dispone con decreto motivato che l’arrestato o il fermato sia posto immediatamente in libertà.

    2. La liberazione è altresì disposta prima dell’intervento del pubblico ministero dallo stesso ufficiale di polizia giudiziaria, che ne informa subito il pubblico ministero del luogo dove l’arresto o il fermo è stato eseguito.

  • Art. 387 c.p.p.: Avviso dell’arresto o del fermo ai familiari

    Art. 387 c.p.p.: Avviso dell’arresto o del fermo ai familiari

    Art. 387 c.p.p. – Avviso dell’arresto o del fermo ai familiari

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Avviso dell’arresto o del fermo ai familiari

    1. La polizia giudiziaria, con il consenso dell’arrestato o del fermato, deve senza ritardo dare notizia dell’avvenuto arresto o fermo ai familiari dell’arrestato o del fermato o ad altra persona da essi indicata .

  • Art. 385 c.p.p.: Divieto di arresto o di fermo in determinate circostanze

    Art. 385 c.p.p.: Divieto di arresto o di fermo in determinate circostanze

    Art. 385 c.p.p. – Divieto di arresto o di fermo in determinate circostanze

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Divieto di arresto o di fermo in determinate circostanze

    1. L’arresto o il fermo non è consentito quando, tenuto conto delle circostanze del fatto, appare che questo è stato compiuto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in presenza di una causa di non punibilità.

  • Articolo 384 Codice di Procedura Penale: Fermo di indiziato di delitto

    Articolo 384 Codice di Procedura Penale: Fermo di indiziato di delitto

    Art. 384 c.p.p. – Fermo di indiziato di delitto

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Fermo di indiziato di delitto

    1. Anche fuori dei casi di flagranza, quando sussistono specifici elementi che, anche in relazione alla impossibilità di identificare l’indiziato fanno ritenere fondato il pericolo di fuga, il pubblico ministero dispone il fermo della persona gravemente indiziata di un delitto per il quale la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a due anni e superiore nel massimo a sei anni ovvero di un delitto concernente le armi da guerra e gli esplosivi o di un delitto commesso per finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell’ordine democratico.

    2. Nei casi previsti dal comma 1 e prima che il pubblico ministero abbia assunto la direzione delle indagini, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria procedono al fermo di propria iniziativa.

    3. La polizia giudiziaria procede inoltre al fermo di propria iniziativa qualora sia successivamente individuato l’indiziato ovvero sopravvengano specifici elementi, quali il possesso di documenti falsi, che rendano fondato il pericolo che l’indiziato sia per darsi alla fuga e non sia possibile, per la situazione di urgenza, attendere il provvedimento del pubblico ministero.

  • Articolo 382 Codice di Procedura Penale: Stato di flagranza

    Articolo 382 Codice di Procedura Penale: Stato di flagranza

    Art. 382 c.p.p. – Stato di flagranza

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Stato di flagranza

    1. È in stato di flagranza chi viene colto nell’atto di commettere il reato ovvero chi, subito dopo il reato, è inseguito dalla polizia giudiziaria, dalla persona offesa o da altre persone ovvero è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima.

    2. Nel reato permanente lo stato di flagranza dura fino a quando non è cessata la permanenza.

  • Art. 376 c.p.p.: Accompagnamento coattivo per procedere a interrogatorio o a confronto

    Art. 376 c.p.p.: Accompagnamento coattivo per procedere a interrogatorio o a confronto

    Art. 376 c.p.p. – Accompagnamento coattivo per procedere a interrogatorio o a confronto

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Accompagnamento coattivo per procedere a interrogatorio o a confronto

    1. Quando si tratta di procedere ad atti di interrogatorio o confronto, l’accompagnamento coattivo è disposto dal pubblico ministero su autorizzazione del giudice.

  • Articolo 374 Codice di Procedura Penale: Presentazione spontanea

    Articolo 374 Codice di Procedura Penale: Presentazione spontanea

    Art. 374 c.p.p. – Presentazione spontanea

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Presentazione spontanea

    1. Chi ha notizia che nei suoi confronti sono svolte indagini, ha facoltà di presentarsi al pubblico ministero e di rilasciare dichiarazioni.

    2. Quando il fatto per cui si procede è contestato a chi si presenta spontaneamente e questi è ammesso a esporre le sue discolpe, l’atto così compiuto equivale per ogni effetto all’interrogatorio. In tale ipotesi, si applicano le disposizioni previste dagli articoli 64, 65 e 364.

    3. La presentazione spontanea non pregiudica l’applicazione di misure cautelari.

  • Articolo 370 Codice di Procedura Penale: Atti diretti e atti delegati

    Articolo 370 Codice di Procedura Penale: Atti diretti e atti delegati

    Art. 370 c.p.p. – Atti diretti e atti delegati

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Atti diretti e atti delegati

    1. Il pubblico ministero compie personalmente ogni attività di indagine. Può avvalersi della polizia giudiziaria per il compimento di attività di indagine e di atti specificamente delegati, ivi compresi gli interrogatori ed i confronti cui partecipi la persona sottoposta alle indagini che si trovi in stato di liberta,’ con l’assistenza necessaria del difensore.

    1-bis. Quando la persona sottoposta alle indagini e il difensore vi consentono, il pubblico ministero può disporre che l’interrogatorio della persona sottoposta alle indagini si svolga a distanza. Allo stesso modo, il pubblico ministero provvede nei casi in cui il compimento dell’interrogatorio è delegato alla polizia giudiziaria ai sensi del comma 1.

    2. Quando procede a norma del comma 1, la polizia giudiziaria osserva le disposizioni degli articoli 364, 365 e 373 e, nel caso di cui al comma 1-bis, le disposizioni dell’articolo 133-ter in quanto compatibili .

    2-bis. Se si tratta del delitto previsto dall’articolo 575 del codice penale, nella forma tentata, o di uno dei delitti, consumati o tentati, previsti dagli articoli 572, 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinquies, 609-octies, 612-bis e 612-ter del codice penale, ovvero dagli articoli 582 e 583-quinquies del codice penale nelle ipotesi aggravate ai sensi degli articoli 576, primo comma, numeri 2, 5, 5.1, e 577, primo comma, numero 1, e secondo comma, del medesimo codice, la polizia giudiziaria procede senza ritardo al compimento degli atti delegati dal pubblico ministero.

    2-ter. Nei casi di cui al comma 2-bis, la polizia giudiziaria pone senza ritardo a disposizione del pubblico ministero la documentazione dell’attività nelle forme e con le modalità previste dall’articolo 357.

    3. Per singoli atti da assumere nella circoscrizione di altro tribunale, …

    qualora non ritenga di procedere personalmente e, nei casi di interrogatorio, di provvedere ai sensi del comma 1-bis, il pubblico ministero , può delegare, secondo la rispettiva competenza per materia, il pubblico ministero presso il tribunale del luogo.

    4. Quando ricorrono ragioni di urgenza o altri gravi motivi, il pubblico ministero delegato a norma del comma 3 ha facoltà di procedere di propria iniziativa anche agli atti che a seguito dello svolgimento di quelli specificamente delegati appaiono necessari ai fini delle indagini.

  • Art. 368 c.p.p.: Provvedimenti del giudice sulla richiesta di sequestro

    Art. 368 c.p.p.: Provvedimenti del giudice sulla richiesta di sequestro

    Art. 368 c.p.p. – Provvedimenti del giudice sulla richiesta di sequestro

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Provvedimenti del giudice sulla richiesta di sequestro

    1. Quando, nel corso delle indagini preliminari, il pubblico ministero ritiene che non si debba disporre il sequestro richiesto dall’interessato, trasmette la richiesta con il suo parere, al giudice per le indagini preliminari.

  • Art. 367 c.p.p.: Memorie e richieste dei difensori

    Art. 367 c.p.p.: Memorie e richieste dei difensori

    Art. 367 c.p.p. – Memorie e richieste dei difensori

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Memorie e richieste dei difensori

    1. Nel corso delle indagini preliminari, i difensori hanno facoltà di presentare memorie e richieste scritte al pubblico ministero.

  • Articolo 362 Codice di Procedura Penale: Assunzione di informazioni

    Articolo 362 Codice di Procedura Penale: Assunzione di informazioni

    Art. 362 c.p.p. – Assunzione di informazioni

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Assunzione di informazioni

    1. Il pubblico ministero assume informazioni dalle persone che possono riferire circostanze utili ai fini delle indagini. Alle persone già sentite dal difensore o dal suo sostituto non possono essere chieste informazioni sulle domande formulate e sulle risposte date. Si applicano le disposizioni degli articoli 197, 197-bis, 198, 199, 200, 201, 202 e 203.

    1-bis. Nei procedimenti per i delitti di cui all’articolo 351, comma 1-ter, il pubblico ministero, quando deve assumere informazioni da persone minori, si avvale dell’ausilio di un esperto in psicologia o in psichiatria infantile. Allo stesso modo provvede quando deve assumere sommarie informazioni da una persona offesa, anche maggiorenne, in condizione di particolare vulnerabilità. In ogni caso assicura che la persona offesa particolarmente vulnerabile, in occasione della richiesta di sommarie informazioni, non abbia contatti con la persona sottoposta ad indagini e non sia chiamata più volte a rendere sommarie informazioni, salva l’assoluta necessità per le indagini.

    1-ter. Quando si procede per il delitto previsto dall’articolo 575 del codice penale, nella forma tentata, aggravato ai sensi degli articoli 576, primo comma, numeri 2, 5 e 5.1, e 577, primo comma, numero 1, e secondo comma, del medesimo codice e per il delitto previsto dall’articolo 577-bis del codice penale, nella forma tentata, nonché per i delitti, consumati o tentati, previsti dagli articoli 572, 593-ter, nell’ipotesi aggravata di cui al sesto comma, 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinquies, 609-octies , 612-bis e 612-ter del codice penale, ovvero dagli articoli 582 e 583-quinquies del codice penale nelle ipotesi aggravate ai sensi degli articoli 576, primo comma, numeri 2, 5 e 5.1, 577, primo comma, numero 1, e secondo comma, e 585, quarto comma , del medesimo codice, il pubblico ministero assume informazioni dalla persona offesa e da chi ha presentato denuncia, querela o istanza, entro il termine di tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, salvo che sussistano imprescindibili esigenze di tutela di minori di anni diciotto o della riservatezza delle indagini, anche nell’interesse della persona offesa. Il pubblico ministero provvede personalmente all’audizione quando la persona offesa abbia avanzato motivata e tempestiva richiesta, salva la possibilità di delegare la polizia giudiziaria con decreto motivato. L’audizione non può essere delegata quando si procede per il delitto aggravato di cui all’articolo 612-bis, quarto comma, del codice penale .

    1-quater. Alla persona chiamata a rendere informazioni è sempre dato avviso che, salva la contingente indisponibilità di strumenti di riproduzione o di personale tecnico, ha diritto di ottenere, ove ne faccia richiesta, che le dichiarazioni rese siano documentate mediante riproduzione fonografica.

  • Art. 359 c.p.p.: Consulenti tecnici del pubblico ministero

    Art. 359 c.p.p.: Consulenti tecnici del pubblico ministero

    Art. 359 c.p.p. – Consulenti tecnici del pubblico ministero

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Consulenti tecnici del pubblico ministero

    1. Il pubblico ministero, quando procede ad accertamenti, rilievi segnaletici, descrittivi o fotografici e ad ogni altra operazione tecnica per cui sono necessarie specifiche competenze, può nominare e avvalersi di consulenti, che non possono rifiutare la loro opera.

    2. Il consulente può essere autorizzato dal pubblico ministero ad assistere a singoli atti di indagine.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.