← Torna a CAD — Codice Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005)
Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
L'articolo 76-bis del CAD (D.Lgs. 82/2005) disciplina la ripartizione dei costi relativi alle infrastrutture nazionali per l'interoperabilità nell'ambito del Sistema pubblico di connettività (SPC). La norma stabilisce che tali costi sono posti a carico dei fornitori, proporzionalmente agli importi dei relativi contratti di fornitura, e delle pubbliche amministrazioni, in relazione ai servizi effettivamente utilizzati. L'eventuale eccedenza del contributo versato da Consip ad AgID rispetto alla copertura dei costi diretti e indiretti è destinata a parziale copertura dei costi delle infrastrutture nazionali gestite da AgID. Il meccanismo di ripartizione mira a garantire la sostenibilità economica del SPC senza oneri aggiuntivi per il bilancio statale, responsabilizzando fornitori e PA in ragione del proprio utilizzo effettivo delle infrastrutture condivise. L'art. 76-bis si inserisce nel più ampio quadro normativo della razionalizzazione della spesa pubblica in materia ICT, coordinandosi con il ruolo di centrale di committenza di Consip e con la funzione regolatoria di AgID.

Testo dell'articoloVigente

Art. 76 bis D.Lgs. 82/2005 CAD — (Costi del SPC)

In vigore dal 01/01/2006

((

1. I costi relativi alle infrastrutture nazionali per l'interoperabilità sono a carico dei fornitori, per i servizi da essi direttamente utilizzati e proporzionalmente agli importi dei relativi contratti di fornitura e una quota di tali costi è a carico delle pubbliche amministrazioni relativamente ai servizi da esse utilizzati. L'eventuale parte del contributo di cui all' articolo 18, comma 3, del decreto legislativo 1° dicembre 2009, n. 177 , che eccede la copertura dei costi diretti e indiretti, comprensivi di rimborsi per eventuali attività specificamente richieste dalla Consip ad AgID in relazione alle singole procedure, sostenuti dalla stessa Consip per le attività di centrale di committenza di cui all' articolo 4, comma 3-quater, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 , convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135 , è destinata a parziale copertura della quota dei costi relativi alle infrastrutture nazionali gestite da AgID. ))

Commento

L'articolo 76-bis del CAD introduce un meccanismo di cost-sharing per le infrastrutture nazionali dell'SPC, ispirato al principio «chi usa paga» e alla responsabilizzazione dei soggetti beneficiari. La norma distingue due categorie di soggetti obbligati: i fornitori, che contribuiscono in proporzione al valore dei contratti di fornitura stipulati nell'ambito dell'SPC, e le pubbliche amministrazioni, che partecipano ai costi in ragione dei servizi effettivamente utilizzati.

Il raccordo con Consip è centrale nella norma: l'eccedenza del contributo versato da Consip ad AgID rispetto ai costi diretti e indiretti sostenuti dalla centrale di committenza per le attività connesse all'SPC (ai sensi dell'art. 4, comma 3-quater, D.L. 95/2012) è destinata a parziale copertura dei costi infrastrutturali gestiti da AgID. Questo meccanismo garantisce che le risorse generate dal sistema di procurement pubblico ICT contribuiscano al finanziamento delle infrastrutture digitali condivise.

L'art. 76-bis si inserisce nel quadro della razionalizzazione della spesa ICT pubblica perseguita dal Piano triennale per l'informatica nella PA, che promuove la condivisione delle infrastrutture e il consolidamento dei data center pubblici. La sostenibilità economica del SPC è condizione necessaria per garantire la continuità dei servizi di interoperabilità che abilitano la cooperazione applicativa tra PA, su cui si fondano numerosi servizi digitali ai cittadini e alle imprese.

Casi pratici

Caso 1: Calcolo del contributo SPC per una PA centrale

Caso 2: Fornitore ICT e ripartizione dei costi infrastrutturali

Domande frequenti

Chi paga i costi delle infrastrutture SPC?

L'art. 76-bis CAD stabilisce che i costi delle infrastrutture nazionali per l'interoperabilità sono a carico dei fornitori, in proporzione ai valori dei contratti di fornitura, e delle pubbliche amministrazioni, in relazione ai servizi da esse utilizzati. L'eventuale eccedenza del contributo Consip-AgID è destinata a coprire i costi delle infrastrutture gestite da AgID.

Qual è il ruolo di Consip nel finanziamento dell'SPC?

Consip versa un contributo ad AgID per le attività di centrale di committenza svolte in relazione all'SPC. L'art. 76-bis prevede che l'eccedenza di tale contributo rispetto ai costi effettivamente sostenuti da Consip sia destinata a parziale copertura delle infrastrutture nazionali gestite da AgID, riducendo il fabbisogno di finanziamento pubblico diretto.

Come si calcola la quota a carico delle PA per l'SPC?

L'art. 76-bis non definisce una formula precisa, ma stabilisce il principio di proporzionalità rispetto ai servizi effettivamente utilizzati. Le modalità applicative sono definite nell'ambito dei contratti quadro gestiti da Consip e nelle convenzioni specifiche tra AgID e le singole amministrazioni, nel rispetto dei criteri generali stabiliti dalla norma.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 31 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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