Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 537 c.p.p.: Pronuncia sulla falsità di documenti

    Art. 537 c.p.p.: Pronuncia sulla falsità di documenti

    Art. 537 c.p.p. – Pronuncia sulla falsità di documenti

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Pronuncia sulla falsità di documenti

    1. La falsità di un atto o di un documento, accertata con sentenza di condanna, è dichiarata nel dispositivo.

    2. Con lo stesso dispositivo è ordinata la cancellazione totale o parziale, secondo le circostanze e, se è il caso, la ripristinazione, la rinnovazione o la riforma dell’atto o del documento, con la prescrizione del modo con cui deve essere eseguita.

    La cancellazione, la ripristinazione, la rinnovazione o la riforma non è ordinata quando possono essere pregiudicati interessi di terzi non intervenuti come parti nel procedimento.

    3. La pronuncia sulla falsità è impugnabile, anche autonomamente, con il mezzo previsto dalla legge per il capo che contiene la decisione sull’imputazione.

    4. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche nel caso di sentenza di proscioglimento.

  • Art. 534 c.p.p.: Condanna del civilmente obbligato per la pena pecuniaria

    Art. 534 c.p.p.: Condanna del civilmente obbligato per la pena pecuniaria

    Art. 534 c.p.p. – Condanna del civilmente obbligato per la pena pecuniaria

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Condanna del civilmente obbligato per la pena pecuniaria

    1. Nei casi previsti dagli articoli 196 e 197 del codice penale e nelle leggi speciali, il giudice condanna la persona civilmente obbligata a pagare, se il condannato risulterà insolvibile, una somma pari alla pena pecuniaria a questo inflitta.

  • Articolo 533 Codice di Procedura Penale: Condanna dell’imputato

    Articolo 533 Codice di Procedura Penale: Condanna dell’imputato

    Art. 533 c.p.p. – Condanna dell’imputato

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Condanna dell’imputato

    1. Il giudice pronuncia sentenza di condanna se l’imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio. Con la sentenza il giudice applica la pena e le eventuali misure di sicurezza

    2. Se la condanna riguarda più reati, il giudice stabilisce la pena per ciascuno di essi e quindi determina la pena che deve essere applicata in osservanza delle norme sul concorso di reati e di pene o sulla continuazione. Nei casi previsti dalla legge il giudice dichiara il condannato delinquente o contravventore abituale o professionale o per tendenza.

    3. Quando il giudice ritiene di dover concedere la sospensione condizionale della pena o la non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale, provvede in tal senso con la sentenza di condanna.

    3-bis. Quando la condanna riguarda procedimenti per i delitti di cui all’articolo 407, comma 2, lettera a) , anche se connessi ad altri reati, il giudice può disporre, nel pronunciare la sentenza, la separazione dei procedimenti anche con riferimentoallo stesso condannato quando taluno dei condannati si trovi in stato di custodia cautelare e, per la scadenza dei termini e la mancanza di altri titoli, sarebbe rimesso in libertà.

  • Art. 532 c.p.p.: Provvedimenti sulle misure cautelari personali

    Art. 532 c.p.p.: Provvedimenti sulle misure cautelari personali

    Art. 532 c.p.p. – Provvedimenti sulle misure cautelari personali

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Provvedimenti sulle misure cautelari personali

    1. Con la sentenza di proscioglimento, il giudice ordina la liberazione dell’imputato in stato di custodia cautelare e dichiara la cessazione delle altre misure cautelari personali eventualmente disposte.

    2. La stessa disposizione si applica nel caso di sentenza di condanna che concede la sospensione condizionale della pena.

  • Articolo 530 Codice di Procedura Penale: Sentenza di assoluzione

    Articolo 530 Codice di Procedura Penale: Sentenza di assoluzione

    Art. 530 c.p.p. – Sentenza di assoluzione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Sentenza di assoluzione

    1. Se il fatto non sussiste, se l’imputato non lo ha commesso, se il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato ovvero se il reato è stato commesso da persona non imputabile o non punibile per un’altra ragione, il giudice pronuncia sentenza di assoluzione indicandone la causa nel dispositivo.

    2. Il giudice pronuncia sentenza di assoluzione anche quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste, che l’imputato lo ha commesso, che il fatto costituisce reato o che il reato è stato commesso da persona imputabile.

    3. Se vi è la prova che il fatto è stato commesso in presenza di una causa di giustificazione o di una causa personale di non punibilità ovvero vi è dubbio sull’esistenza delle stesse, il giudice pronuncia sentenza di assoluzione a norma del comma 1.

    4. Con la sentenza di assoluzione il giudice applica, nei casi previsti dalla legge, le misure di sicurezza.

  • Art. 529 c.p.p.: Sentenza di non doversi procedere

    Art. 529 c.p.p.: Sentenza di non doversi procedere

    Art. 529 c.p.p. – Sentenza di non doversi procedere

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Sentenza di non doversi procedere

    1. Se l’azione penale non doveva essere iniziata o non deve essere proseguita, il giudice pronuncia sentenza di non doversi procedere indicandone la causa nel dispositivo.

    2. Il giudice provvede nello stesso modo quando la prova dell’esistenza di una condizione di procedibilità è insufficiente o contraddittoria.

  • Art. 528 c.p.p.: Lettura del verbale in camera di consiglio

    Art. 528 c.p.p.: Lettura del verbale in camera di consiglio

    Art. 528 c.p.p. – Lettura del verbale in camera di consiglio

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Lettura del verbale in camera di consiglio

    1. Qualora sia necessaria la lettura del verbale di udienza redatto con la stenotipia ovvero l’ascolto o la visione di riproduzioni fonografiche o audiovisive di atti del dibattimento, il giudice sospende la deliberazione e procede in camera di consiglio alle operazioni necessarie, con l’assistenza dell’ausiliario ed eventualmente del tecnico incaricato della documentazione.

  • Articolo 527 Codice di Procedura Penale: Deliberazione collegiale

    Articolo 527 Codice di Procedura Penale: Deliberazione collegiale

    Art. 527 c.p.p. – Deliberazione collegiale

    In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

    1. Il collegio, sotto la direzione del presidente, decide separatamente le questioni preliminari non ancora risolte e ogni altra questione relativa al processo. Qualora l’esame del merito non risulti precluso dall’esito della votazione, sono poste in decisione le questioni di fatto e di diritto concernenti l’imputazione e, se occorre, quelle relative all’applicazione delle pene e delle misure di sicurezza (199-240 c.p.) nonché quelle relative alla responsabilità civile (74-89).

    2. Tutti i giudici enunciano le ragioni della loro opinione e votano su ciascuna questione qualunque sia stato il voto espresso sulle altre. Il presidente raccoglie i voti cominciando dal giudice con minore anzianità di servizio e vota per ultimo. Nei giudizi davanti alla corte di assise votano per primi i giudici popolari, cominciando dal meno anziano per età.

    3. Se nella votazione sull’entità della pena o della misura di sicurezza si manifestano più di due opinioni, i voti espressi per la pena o la misura di maggiore gravità si riuniscono a quelli per la pena o la misura gradatamente inferiore, fino a che venga a risultare la maggioranza In ogni altro caso, qualora vi sia parità di voti, prevale la soluzione più favorevole all’imputato.

  • Art. 526 c.p.p.: Prove utilizzabili ai fini della liberazione

    Art. 526 c.p.p.: Prove utilizzabili ai fini della liberazione

    Art. 526 c.p.p. – Prove utilizzabili ai fini della deliberazione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Prove utilizzabili ai fini della deliberazione

    1. Il giudice non può utilizzare ai fini della deliberazione prove diverse da quelle legittimamente acquisite nel dibattimento.

    1-bis. La colpevolezza dell’imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all’esame da parte dell’imputato o del suo difensore

  • Articolo 524 Codice di Procedura Penale: Chiusura del dibattimento

    Articolo 524 Codice di Procedura Penale: Chiusura del dibattimento

    Art. 524 c.p.p. – Chiusura del dibattimento

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Chiusura del dibattimento

    1. Esaurita la discussione, il presidente dichiara chiuso il dibattimento.

  • Art. 522 c.p.p.: Nullità della sentenza per difetto di contestazione

    Art. 522 c.p.p.: Nullità della sentenza per difetto di contestazione

    Art. 522 c.p.p. – Nullità della sentenza per difetto di contestazione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Nullità della sentenza per difetto di contestazione

    1. L’inosservanza delle disposizioni previste in questo capo è causa di nullità.

    2. La sentenza di condanna pronunciata per un fatto nuovo, per un reato concorrente o per una circostanza aggravante senza che siano state osservate le disposizioni degli articoli precedenti è nulla soltanto nella parte relativa al fatto nuovo, al reato concorrente o alla circostanza aggravante.

  • Art. 521-bis c.p.p.: Modifiche alla composizione del giudice a seguito di nuove contestazioni

    Art. 521-bis c.p.p.: Modifiche alla composizione del giudice a seguito di nuove contestazioni

    Art. 521-bis c.p.p. – Modifiche alla composizione del giudice a seguito di nuove contestazioni

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    1. Se, in seguito ad una diversa definizione giuridica o alle contestazioni previste dagli articoli 516, commi 1-bis e 1-ter, 517, comma 1-bis e 518, il reato risulta tra quelli attribuiti alla cognizione del tribunale per cui è prevista l’udienza preliminare e questa non si è tenuta, il giudice dispone con ordinanza la trasmissione degli atti al pubblico ministero.

    2. L’inosservanza della disposizione prevista dal comma 1 deve essere eccepita, a pena di decadenza, nei motivi di impugnazione.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.