In sintesi
L’art. 60 del D.Lgs. 231/2001 introduce una causa di improcedibilità specifica: non può procedersi alla contestazione dell’illecito amministrativo all’ente quando il reato da cui l’illecito dipende è estinto per prescrizione. La norma riflette il principio di accessorietà che caratterizza il sistema 231: l’illecito dell’ente è necessariamente dipendente dal reato-presupposto commesso dalla persona fisica, e se il reato-presupposto si estingue per prescrizione prima che la contestazione all’ente sia avvenuta, il procedimento 231 non può avere inizio. Diverso è il caso in cui la prescrizione del reato-presupposto sopravvenga dopo la contestazione all’ente: in tal caso il procedimento a carico dell’ente prosegue autonomamente, in virtù dell’art. 8 D.Lgs. 231/2001 che prevede l’autonomia della responsabilità dell’ente. L’art. 60 è quindi una norma di confine temporale: fotografa la soglia oltre la quale l’illecito dell’ente non può più essere contestato per effetto della prescrizione del reato-presupposto.
Testo dell'articoloVigente
Art. 60 D.Lgs. 231/2001 Responsabilita Enti — Decadenza dalla contestazione
In vigore dal 04/07/2001
1. Non può procedersi alla contestazione di cui all'articolo 59 quando il reato da cui dipende l'illecito amministrativo dell'ente è estinto per prescrizione.
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Commento
L’art. 60 è la norma che più chiaramente evidenzia il rapporto di accessorietà tra illecito dell’ente e reato-presupposto. Il divieto di contestazione per prescrizione del reato non è una limitazione arbitraria: riflette la scelta sistematica del legislatore di costruire la responsabilità dell’ente come una responsabilità derivata da un fatto-reato umano, ancorché autonoma nei suoi presupposti e nelle sue sanzioni.
La distinzione tra prescrizione ante contestazione e prescrizione post contestazione è cruciale e va letta in combinazione con l’art. 8, che garantisce l’autonomia del procedimento 231 rispetto a quello penale individuale. Se l’ente è già stato contestato e successivamente il reato si prescrive (o la persona fisica muore, o è ignota), il procedimento a carico dell’ente prosegue. Ma se la prescrizione è già maturata al momento della contestazione, l’art. 60 fa scattare la preclusione.
Per la governance aziendale, questa norma ha un riflesso strategico: il MOG non può essere costruito come strumento di «dilazione» delle indagini nella speranza che la prescrizione del reato-presupposto travolga anche il procedimento 231. L’art. 8 D.Lgs. 231/2001 neutralizza questa logica per i procedimenti già avviati. Le linee guida Confindustria sottolineano che l’efficacia del MOG va valutata indipendentemente dall’esito del procedimento penale individuale.
Domande frequenti
Se il reato-presupposto si prescrive, l’ente non può mai essere contestato?
Dipende dal momento: se la prescrizione del reato-presupposto matura prima della contestazione all’ente ex art. 59, l’art. 60 impedisce di avviare il procedimento. Se invece la prescrizione sopravviene dopo la contestazione all’ente già avvenuta, il procedimento 231 prosegue autonomamente in virtù dell’art. 8 D.Lgs. 231/2001, che sancisce l’autonomia della responsabilità dell’ente.
L’art. 60 si applica anche se la persona fisica è ignota o muore prima della contestazione?
No: l’art. 60 è specifico per la prescrizione del reato-presupposto. I casi di autore ignoto, morte della persona fisica o altre cause di improcedibilità personali sono regolati dall’art. 8, che prevede espressamente l’autonomia del procedimento 231 anche in queste ipotesi. La decadenza ex art. 60 è limitata alla fattispecie della prescrizione del reato.
Quali reati-presupposto hanno termini di prescrizione più brevi rilevanti ai fini dell’art. 60?
I reati-presupposto ex D.Lgs. 231/2001 variano molto per termini di prescrizione. Alcuni reati societari (artt. 25-ter) possono prescriversi in 6-8 anni, mentre i reati più gravi come associazione per delinquere (art. 24-ter) o corruzione hanno termini più lunghi. Il professionista legale qualificato deve verificare il termine di prescrizione del reato-presupposto specifico per valutare se la contestazione all’ente sia ancora possibile.
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