Testo dell'articoloVigente
Art. 55 D.Lgs. 231/2001 Responsabilita Enti — Annotazione dell’illecito amministrativo
In vigore dal 04/07/2001
1. Il pubblico ministero che acquisisce la notizia dell'illecito amministrativo dipendente da reato commesso dall'ente annota immediatamente, nel registro di cui all' articolo 335 del codice di procedura penale , gli elementi identificativi dell'ente unitamente, ove possibile, alle generalità del suo legale rappresentante nonché il reato da cui dipende l'illecito.
2. L'annotazione di cui al comma 1 è comunicata all'ente o al suo difensore che ne faccia richiesta negli stessi limiti in cui è consentita la comunicazione delle iscrizioni della notizia di reato alla persona alla quale il reato è attribuito. Nota all'art. 55: – Si riporta il testo dell' art. 335 del codice di procedura penale : "Art. 335 (Registro delle notizie di reato). –
1. Il pubblico ministero iscrive immediatamente, nell'apposito registro custodito presso l'ufficio, ogni notizia di reato che gli perviene o che ha acquisito di propria iniziativa nonché, contestualmente o dal momento in cui risulta, il nome della persona alla quale il reato stesso è attribuito.
2. Se nel corso delle indagini preliminari muta la qualificazione giuridica del fatto ovvero questo risulta diversamente circostanziato, il pubblico ministero cura l'aggiornamento delle iscrizioni previste dal comma 1 senza procedere a nuove iscrizioni.
3. Ad esclusione dei casi in cui si procede per uno dei delitti di cui all'art. 407, comma 2, lettera a), le iscrizioni previste dai commi 1 e 2 sono comunicate alla persona alla quale il reato è attribuito, alla persona offesa e ai rispettivi difensori, ove ne facciano richiesta.
3-bis. Se sussistono specifiche esigenze attinenti all'attività di indagine, il pubblico ministero, nel decidere sulla richiesta, può disporre, con decreto motivato, il segreto sulle iscrizioni per un periodo non superiore a tre mesi e non rinnovabili.".
Commento
L’art. 55 introduce nel procedimento 231 un istituto mutuato dal diritto processuale penale ordinario: l’iscrizione nel registro ex art. 335 c.p.p. La norma adatta il meccanismo alla soggettività dell’ente collettivo, richiedendo l’identificazione del soggetto giuridico e del suo legale rappresentante pro tempore. Il riferimento al «ove possibile» per le generalità del rappresentante riflette la consapevolezza del legislatore che, nei grandi gruppi societari, la rappresentanza legale può essere distribuita o contestata.
Dal punto di vista della compliance aziendale, l’annotazione rappresenta il segnale d’allarme più precoce dell’esposizione dell’ente al rischio 231. L’OdV, se informato tempestivamente dell’avvenuta iscrizione, deve attivarsi per raccogliere e conservare la documentazione relativa al MOG vigente al momento dei fatti: verbali di riunione, segnalazioni di whistleblowing ricevute, log di formazione del personale. Il D.Lgs. 24/2023 (whistleblowing) rafforza questo aspetto: le segnalazioni ricevute tramite i canali interni obbligatori possono essere decisive per dimostrare che l’ente aveva già tentato di prevenire o interrompere la condotta illecita.
Sul piano dei rapporti tra procedimento penale e procedimento 231, l’annotazione dell’ente è distinta dall’iscrizione della persona fisica indagata: possono decorrere in parallelo, con termini che non necessariamente coincidono. Questo disallineamento impone all’ente di monitorare l’andamento delle indagini sul soggetto apicale o subordinato per anticipare eventuali contestazioni a proprio carico.
Domande frequenti
Quando scatta l’obbligo del PM di annotare l’illecito dell’ente nel registro ex art. 335 c.p.p.?
Il PM deve procedere «immediatamente», non appena acquisisce la notizia dell’illecito amministrativo dipendente da reato. Non è necessario che le indagini sulla persona fisica siano già avanzate: l’obbligo sorge al momento stesso dell’acquisizione della notitia criminis che coinvolge l’ente, insieme all’indicazione del reato-presupposto.
L’ente può sapere di essere iscritto nel registro delle notizie di reato?
Sì, l’ente o il suo difensore può richiedere la comunicazione dell’annotazione, ma negli stessi limiti previsti per la persona fisica: se le esigenze investigative lo richiedono, il PM può ritardare la comunicazione con decreto motivato. L’ente viene comunque a conoscenza dell’iscrizione al più tardi con la notifica dell’informazione di garanzia ex art. 57.
Qual è il ruolo del whistleblowing (D.Lgs. 24/2023) nella fase dell’annotazione ex art. 55?
Le segnalazioni ricevute tramite i canali di whistleblowing obbligatori (D.Lgs. 24/2023) e la relativa documentazione gestita dall’OdV possono dimostrare che l’ente era a conoscenza del rischio e aveva attivato misure preventive. Questi elementi, conservati e prodotti tempestivamente dopo l’annotazione, supportano la strategia difensiva fondata sull’efficace attuazione del MOG.
Vedi anche