Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 575 c.p.p.: Impugnazione del responsabile civile e della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria

    Art. 575 c.p.p.: Impugnazione del responsabile civile e della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria

    Art. 575 c.p.p. – Impugnazione del responsabile civile e della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Impugnazione del responsabile civile e della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria

    1. Il responsabile civile può proporre impugnazione contro le disposizioni della sentenza riguardanti la responsabilità dell’imputato e contro quelle relative alla condanna di questi e del responsabile civile alle restituzioni, al risarcimento del danno e alla rifusione delle spese processuali. L’impugnazione è proposta col mezzo che la legge attribuisce all’imputato.

    2. Lo stesso diritto spetta alla persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria nel caso in cui sia stata condannata.

    3. Il responsabile civile può altresì proporre impugnazione contro le disposizioni della sentenza di assoluzione relative alle domande proposte per il risarcimento del danno e per la rifusione delle spese processuali.

  • Art. 574 c.p.p.: Impugnazione dell’imputato per gli interessi civili

    Art. 574 c.p.p.: Impugnazione dell’imputato per gli interessi civili

    Art. 574 c.p.p. – Impugnazione dell’imputato per gli interessi civili

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Impugnazione dell’imputato per gli interessi civili

    1. L’imputato può proporre impugnazione contro i capi della sentenza che riguardano la sua condanna alle restituzioni e al risarcimento del danno e contro quelli relativi alla rifusione delle spese processuali.

    2. L’imputato può altresì proporre impugnazione contro le disposizioni della sentenza di assoluzione relative alle domande da lui proposte per il risarcimento del danno e per la rifusione delle spese processuali.

    3. L’impugnazione è proposta col mezzo previsto per le disposizioni penali della sentenza.

    4. L’impugnazione dell’imputato contro la pronuncia di condanna penale o di assoluzione estende i suoi effetti alla pronuncia di condanna alle restituzioni, al risarcimento dei danni e alla rifusione delle spese processuali, se questa pronuncia dipende dal capo o dal punto impugnato.

  • Art. 573 c.p.p.: Impugnazione per i soli interessi civili

    Art. 573 c.p.p.: Impugnazione per i soli interessi civili

    Art. 573 c.p.p. – Impugnazione per i soli interessi civili

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Impugnazione per i soli interessi civili

    1. L’impugnazione per gli interessi civili è proposta, trattata e decisa con le forme ordinarie del processo penale.

    1-bis. Quando la sentenza è impugnata per i soli interessi civili, il giudice d’appello e la Corte di cassazione, se l’impugnazione non è inammissibile, rinviano per la prosecuzione, rispettivamente, al giudice o alla sezione civile competente, che decide sulle questioni civili utilizzando le prove acquisite nel processo penale e quelle eventualmente acquisite nel giudizio civile.

    2. L’impugnazione per i soli interessi civili non sospende l’esecuzione delle disposizioni penali del provvedimento impugnato.

  • Articolo 571 Codice di Procedura Penale: Impugnazione dell’imputato

    Articolo 571 Codice di Procedura Penale: Impugnazione dell’imputato

    Art. 571 c.p.p. – Impugnazione dell’imputato

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Impugnazione dell’imputato 1.

    Salvo quanto previsto per il ricorso per cassazione dall’articolo 613, comma 1, L’imputato può proporre impugnazione personalmente o per mezzo di un procuratore speciale nominato anche prima della emissione del provvedimento.

    2. Il tutore per l’imputato soggetto alla tutela e il curatore speciale per l’imputato incapace di intendere o di volere, che non ha tutore, possono proporre l’impugnazione che spetta all’imputato.

    3. Può inoltre proporre impugnazione il difensore dell’imputato al momento del deposito del provvedimento ovvero il difensore nominato a tal fine.

    4. L’imputato, nei modi previsti per la rinuncia, può togliere effetto all’impugnazione proposta dal suo difensore. Per l’efficacia della dichiarazione nel caso previsto dal comma 2, è necessario il consenso del tutore o del curatore speciale.

  • Art. 570 c.p.p.: Impugnazione del pubblico ministero

    Art. 570 c.p.p.: Impugnazione del pubblico ministero

    Art. 570 c.p.p. – Impugnazione del pubblico ministero

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Impugnazione del pubblico ministero

    1. Il procuratore della Repubblica presso il tribunale e il procuratore generale presso la corte di appello possono proporre impugnazione, nei casi stabiliti dalla legge, quali che siano state le conclusioni del rappresentante del pubblico ministero. Salvo quanto previsto dall’articolo 593-bis, comma 2, il procuratore generale può proporre impugnazione nonostante l’impugnazione o l’acquiescenza del pubblico ministero presso il giudice che ha emesso il provvedimento.

    2. L’impugnazione può essere proposta anche dal rappresentante del pubblico ministero che ha presentato le conclusioni.

    3. Il rappresentante del pubblico ministero che ha presentato le conclusioni e che ne fa richiesta nell’atto di appello può partecipare al successivo grado di giudizio quale sostituto del procuratore generale presso la corte di appello. La partecipazione è disposta dal procuratore generale presso la corte di appello qualora lo ritenga opportuno. Gli avvisi spettano in ogni caso al procuratore generale.

  • Art. 564 c.p.p. – Tentativo di conciliazione (non più presente)

    Art. 564 c.p.p. – Tentativo di conciliazione (non più presente)

    Art. 564 c.p.p. – Tentativo di conciliazione

    D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447 – Codice di procedura penale

    Articolo non più presente. La L. 16 dicembre 1999, n. 479 ha sostituito il libro VIII dell’atto, che oggi comprende gli articoli da 549 a 559: questa numerazione non compare più nel testo vigente. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    In caso di reati perseguibili a querela, il pubblico ministero, anche prima di compiere atti di indagine preliminare, può citare il querelante e il querelato a comparire davanti a sé al fine di verificare se il querelante è disposto a rimettere la querela e il querelato ad accettare la remissione, avvertendoli che possono farsi assistere dai difensori

  • Art. 553 c.p.p.: Trasmissione degli atti al giudice dell’udienza di comparizione predibattimentale

    Art. 553 c.p.p.: Trasmissione degli atti al giudice dell’udienza di comparizione predibattimentale

    Art. 553 c.p.p. – Trasmissione degli atti al giudice dell’udienza di comparizione (predibattimentale

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    )

    1. Il pubblico ministero forma il fascicolo per il dibattimento e lo trasmette al giudice , unitamente al fascicolo del pubblico ministero e al decreto di citazione immediatamente dopo la notificazione.

  • Art. 549 c.p.p.: Norme applicabili al procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica

    Art. 549 c.p.p.: Norme applicabili al procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica

    Art. 549 c.p.p. – Norme applicabili al procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica

    In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

    1. Nel procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica, per tutto ciò che non è previsto nel presente libro o in altre disposizioni, si osservano le norme contenute nei libri che precedono, in quanto applicabili.

  • Art. 541 c.p.p.: Condanna alle spese relative all’azione civile

    Art. 541 c.p.p.: Condanna alle spese relative all’azione civile

    Art. 541 c.p.p. – Condanna alle spese relative all’azione civile

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Condanna alle spese relative all’azione civile

    1. Con la sentenza che accoglie la domanda di restituzione o di risarcimento del danno, il giudice condanna l’imputato e il responsabile civile in solido al pagamento delle spese processuali in favore della parte civile, salvo che ritenga di disporne, per giusti motivi, la compensazione totale o parziale.

    2. Con la sentenza che rigetta la domanda indicata nel comma 1 o che assolve l’imputato per cause diverse dal difetto di imputabilità, il giudice, se ne è fatta richiesta, condanna la parte civile alla rifusione delle spese processuali sostenute dall’imputato e dal responsabile civile per effetto dell’azione civile, sempre che non ricorrano giustificati motivi per la compensazione totale o parziale. Se vi è colpa grave, può inoltre condannarla al risarcimento dei danni causati all’imputato o al responsabile civile.

  • Art. 540 c.p.p.: Provvisoria esecuzione delle disposizioni civili

    Art. 540 c.p.p.: Provvisoria esecuzione delle disposizioni civili

    Art. 540 c.p.p. – Provvisoria esecuzione delle disposizioni civili

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Provvisoria esecuzione delle disposizioni civili

    1. La condanna alle restituzioniu e al risarcimento del danno è dichiarata provvisoriamente esecutiva, a richiesta della parte civile, quando ricorrono giustificati motivi.

    2. La condanna al pagamento della provvisionale è immediatamente esecutiva.

    Spiegazione

    Nel processo penale, quando c’è una parte civile, il giudice dichiara provvisoriamente esecutiva la condanna alle restituzioni e al risarcimento del danno, su richiesta della parte civile e se ricorrono giustificati motivi. La provvisionale è invece sempre immediatamente esecutiva.

    Come funziona e quando si applica

    La norma consente alla vittima costituita parte civile di ottenere subito – prima dell’irrevocabilità della sentenza – il pagamento di quanto liquidato. È strettamente collegata all’art. 600 c.p.p., che disciplina i provvedimenti in fase di impugnazione.

    Esempio pratico

    In un processo per lesioni la vittima costituita parte civile ottiene una provvisionale di 10.000 €: può escuterla subito, senza attendere il giudicato penale.

    Domande frequenti

    La vittima deve aspettare la sentenza definitiva per il risarcimento?

    Non sempre: il giudice può dichiarare provvisoriamente esecutiva la condanna civile, e la provvisionale è immediatamente esecutiva.

    Norme collegate

    Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

  • Art. 539 c.p.p.: Condanna generica ai danni e provvisionale

    Art. 539 c.p.p.: Condanna generica ai danni e provvisionale

    Art. 539 c.p.p. – Condanna generica ai danni e provvisionale

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Condanna generica ai danni e provvisionale

    1. Il giudice, se le prove acquisite non consentono la liquidazione del danno, pronuncia condanna generica e rimette le parti davanti al giudice civile

    2. A richiesta della parte civile, l’imputato e il responsabile civile sono condannati al pagamento di una provvisoriale nei limiti del danno per cui si ritiene già raggiunta la prova.

    2-bis. Nel caso di cui al comma 1, quando si procede per l’omicidio del coniuge, anche legalmente separato o divorziato, dell’altra parte dell’unione civile, anche se l’unione civile è cessata, o della persona che è o è stata legata da relazione affettiva anche senza stabile convivenza , il giudice, rilevata la presenza di figli della vittima minorenni o maggiorenni economicamente non autosufficienti, costituiti come parte civile, provvede, anche d’ufficio, all’assegnazione di una provvisionale in loro favore, in misura non inferiore al 50 per cento del presumibile danno, da liquidare in separato giudizio civile; nel caso vi siano beni dell’imputato già sottoposti a sequestro conservativo, in deroga all’articolo 320, comma 1, il sequestro si converte in pignoramento con la sentenza di condanna in primo grado, nei limiti della provvisionale accordata.

  • Art. 538 c.p.p.: Condanna per la responsabilità civile

    Art. 538 c.p.p.: Condanna per la responsabilità civile

    Art. 538 c.p.p. – Condanna per la responsabilità civile

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Condanna per la responsabilità civile

    1. Quando pronuncia sentenza di condanna, il giudice decide sulla domanda per le restituzioni e il risarcimento del danno, proposta a norma degli articoli 74 e seguenti.

    2. Se pronuncia condanna dell’imputato al risarcimento del danno, il giudice provvede altresì alla liquidazione, salvo che sia prevista la competenza di altro giudice.

    3. Se il responsabile civile è stato citato o è intervenuto nel giudizio, la condanna alle restituzioni e al risarcimento del danno è pronunciata anche contro di lui in solido, quando è riconosciuta la sua responsabilità.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.