Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Assumo un giovane nel 2026: che esonero contributivo ottengo? esempio

    In sintesi

    • Esonero parziale contributivo a carico del datore di lavoro privato (escluso INAIL)
    • Durata massima dell’esonero: ventiquattro mesi
    • Assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni da determinato, entro il 31 dicembre 2026
    • Personale non dirigenziale: i dirigenti sono esclusi
    • Categorie e modalità definite da decreto attuativo non ancora pubblicato

    Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

    Il comma 153 della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) autorizza la spesa per riconoscere ai datori di lavoro privati un esonero parziale dai contributi previdenziali (escluso INAIL) per assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni da tempo determinato, effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026, di personale non dirigenziale. La durata massima è di ventiquattro mesi. Le categorie beneficiarie (giovani, lavoratrici svantaggiate, ZES unica) e le modalità attuative sono rinviate a decreto.

    Approfondimento normativo completo: Comma 153 LB 2026: esonero contributivo giovani, donne, ZES unica.

    Come funziona l'esonero contributivo per le nuove assunzioni 2026

    Il comma 153 della legge di bilancio 2026 introduce uno strumento di incentivo all’occupazione stabile rivolto ai datori di lavoro privati. La norma prevede un esonero parziale dai contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro – con esclusione dei premi INAIL, che restano dovuti per intero – per le assunzioni effettuate nell’anno 2026. L’esonero si applica per una durata massima di ventiquattro mesi a partire dall’assunzione o dalla trasformazione.

    Le categorie di lavoratori destinatarie dell’esonero – giovani per l’occupazione stabile, lavoratrici svantaggiate per le pari opportunità, lavoratori nella ZES unica del Mezzogiorno – sono indicate dalla norma ma il perimetro preciso, le procedure di accesso, i codici UNIEMENS e le regole di cumulo con altri esoneri sono rinviati a un decreto attuativo non ancora pubblicato. La norma fissa stanziamenti di spesa per il 2026, 2027 e 2028, che costituiscono limite di spesa: l’esonero è quindi contingentato.

    Per il datore di lavoro che intende assumere personale nel 2026, la misura è di potenziale interesse ma impone cautela nella pianificazione: senza il decreto attuativo non è possibile conoscere con certezza le categorie ammesse, la misura percentuale dell’esonero parziale e le modalità operative di fruizione. Attendere la pubblicazione del decreto prima di impostare le procedure di assunzione è la scelta più prudente.

    Requisiti e adempimenti principali

    • Essere un datore di lavoro privato (la norma esclude il settore pubblico)
    • Assumere personale non dirigenziale a tempo indeterminato tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026
    • In alternativa, trasformare un contratto da tempo determinato a tempo indeterminato nello stesso periodo
    • Verificare che il lavoratore rientri nelle categorie destinatarie (da definire con decreto attuativo)
    • Attendere il decreto attuativo per procedure di domanda, codici UNIEMENS e regole di cumulo

    Caso 1: Tizio, titolare di un'impresa artigiana con tre dipendenti

    Scenario. Tizio gestisce un’officina meccanica con tre dipendenti. Nel giugno 2026 intende assumere un giovane operaio qualificato con contratto a tempo indeterminato, retribuzione lorda mensile di circa 1.800 euro. Tizio si interroga se l’assunzione possa beneficiare dell’esonero contributivo previsto dal comma 153 della legge di bilancio 2026 e per quanto tempo si applica.

    Come si legge in pratica. Se il decreto attuativo confermerà l’inclusione della categoria ‘giovani’ nel senso definito dalla norma, e Tizio rispetta le condizioni di accesso, l’assunzione potrebbe beneficiare dell’esonero parziale per un massimo di ventiquattro mesi. La misura esatta dell’esonero parziale – percentuale o importo massimo mensile – dipende dal decreto attuativo. A titolo puramente illustrativo, i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro sono ordinariamente pari a una quota della retribuzione lorda; l’esonero ne ridurrebbe una parte per la durata consentita. Tizio non può però determinare l’importo esatto prima della pubblicazione delle istruzioni operative.

    Riepilogo Caso 1

    • Retribuzione lorda mensile del neo-assunto: 1.800 euro (esempio)
    • Durata massima esonero: ventiquattro mesi dall’assunzione
    • Natura del beneficio: esonero parziale contributi datoriali (escluso INAIL)
    • Misura percentuale: da definire con decreto attuativo
    • Azione: verificare con consulente del lavoro dopo pubblicazione del decreto

    Caso 2: Caia, SRL che vuole trasformare un contratto a termine

    Scenario. Caia è responsabile HR di una SRL nel settore dei servizi. La società ha in forza una dipendente con contratto a tempo determinato scadente nel luglio 2026, con retribuzione lorda mensile di 2.200 euro. Caia valuta se la trasformazione del contratto in tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2026 possa consentire alla SRL di beneficiare dell’esonero contributivo del comma 153 della legge di bilancio 2026.

    Come si legge in pratica. Il comma 153 prevede espressamente anche le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. La dipendente dovrebbe inoltre rientrare nelle categorie destinatarie (es. lavoratrice svantaggiata, secondo la definizione che fornirà il decreto attuativo). Se entrambe le condizioni sono soddisfatte, la SRL potrebbe beneficiare dell’esonero parziale per un massimo di ventiquattro mesi dalla data di trasformazione. Caia deve monitorare la pubblicazione del decreto per conoscere la procedura di domanda e i codici da utilizzare nelle denunce UNIEMENS.

    Riepilogo Caso 2

    • Operazione: trasformazione da tempo determinato a indeterminato entro 31/12/2026
    • Retribuzione lorda mensile: 2.200 euro (esempio)
    • Esonero applicabile: parziale, durata massima ventiquattro mesi
    • Esclusione: premi e contributi INAIL restano dovuti per intero
    • Verifica: la lavoratrice deve rientrare nelle categorie del decreto attuativo

    Caso 3: Sempronio, impresa nel Mezzogiorno all'interno della ZES unica

    Scenario. Sempronio è titolare di una società di logistica con sede operativa in Calabria, territorio incluso nella ZES unica del Mezzogiorno. Nel settembre 2026 intende assumere due operatori di magazzino con contratto a tempo indeterminato, retribuzione lorda mensile di circa 1.700 euro ciascuno. Vuole capire se l’ubicazione nella ZES unica offra condizioni aggiuntive rispetto all’esonero ordinario.

    Come si legge in pratica. Il comma 153 della legge di bilancio 2026 menziona esplicitamente la ZES unica del Mezzogiorno tra le finalità dell’esonero, accanto all’occupazione giovanile e alle pari opportunità. Questo suggerisce che il decreto attuativo potrebbe prevedere condizioni specifiche – o priorità nell’accesso alle risorse stanziate – per le assunzioni effettuate nella ZES. Tuttavia, senza il decreto non è possibile stabilire se l’esonero per la ZES abbia misura diversa da quello ordinario. Sempronio deve attendere le istruzioni operative, anche perché la componente ZES potrebbe essere soggetta ad autorizzazione europea in materia di aiuti di Stato.

    Riepilogo Caso 3

    • Localizzazione: ZES unica del Mezzogiorno (Calabria)
    • Assunzioni previste: due operatori con contratto a tempo indeterminato
    • ZES espressamente citata tra le finalità del comma 153
    • Misura e condizioni specifiche ZES: da definire con decreto attuativo
    • Possibile autorizzazione UE (aiuti di Stato) per la componente ZES

    Quando conviene una verifica

    Il decreto attuativo del comma 153 non è ancora pubblicato: pianifica le assunzioni 2026 con il supporto di un esperto. Parla con un consulente del lavoro.

    Norme e fonti collegate

    Domande frequenti

    Cosa prevede esattamente il comma 153 della legge di bilancio 2026 sull'esonero contributivo?

    Il comma 153 della legge di bilancio 2026 autorizza risorse – 154 milioni per il 2026, 400 milioni per il 2027, 271 milioni per il 2028 – per un esonero parziale dai contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati, con esclusione dei premi INAIL, della durata massima di ventiquattro mesi. Si rivolge alle assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 di personale non dirigenziale. Le categorie destinatarie e le modalità operative sono rinviate a decreto attuativo.

    Chi rientra tra i lavoratori 'giovani' per l'esonero contributivo 2026?

    Il comma 153 non definisce un’eta’ anagrafica precisa per la categoria ‘giovani’: la norma cita l’obiettivo di ‘incrementare l’occupazione giovanile stabile’ come finalita’ dell’esonero, ma la definizione operativa – inclusa l’eventuale soglia d’eta’ – e’ rinviata al decreto attuativo. Non e’ quindi possibile indicare con certezza se si tratti di lavoratori under 30, under 35 o altra fascia: attendere il decreto e confrontarsi con il consulente del lavoro è indispensabile.

    I premi INAIL sono compresi nell'esonero contributivo del comma 153?

    No. Il comma 153 esclude espressamente i premi e contributi dovuti all’INAIL: questi restano interamente a carico del datore di lavoro indipendentemente dall’esonero. L’agevolazione riguarda unicamente la quota dei contributi previdenziali di pertinenza del datore di lavoro, ovvero la componente destinata all’INPS o alle casse equivalenti.

    L'esonero si applica anche alle trasformazioni da tempo determinato a indeterminato?

    Sì. Il comma 153 prevede espressamente l’esonero anche per la trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato effettuata nel periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, laddove prevista. Anche in questo caso la durata massima è di ventiquattro mesi e le condizioni di ammissibilità dovranno essere verificate rispetto al decreto attuativo.

    L'esonero del comma 153 si può cumulare con altri incentivi all'assunzione vigenti?

    Il comma 153 non contiene una disciplina espressa del cumulo con altri esoneri contributivi. Le regole di compatibilità e cumulo con misure come gli incentivi per i percettori di NASpI, gli incentivi per l’assunzione di disabili o altri esoneri settoriali saranno definite dal decreto attuativo. In attesa della pubblicazione, il datore di lavoro non può pianificare con certezza strategie di cumulo; il consulente del lavoro potrà fornire orientamenti sulla base della prassi INPS sugli esoneri analoghi.

  • Art. 243 sexies TUEL – Articolo 243-sexies

    Art. 243 Sexies TUEL – Articolo 243-sexies

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. In considerazione dell’esigenza di dare prioritario impulso all’economia in attuazione dell’ articolo 41 della Costituzione , le risorse provenienti dal Fondo di rotazione di cui all’articolo 243-ter del presente testo unico sono destinate esclusivamente al pagamento dei debiti presenti nel piano di riequilibrio finanziario pluriennale di cui all’articolo 243-bis. 110

    2. Non sono ammessi atti di sequestro o di pignoramento sulle risorse di cui al comma 1.

  • Art. 244 Cod. Amb. – ordinanze

    Art. 244 Cod. Amb. – ordinanze

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. Le pubbliche amministrazioni che nell’esercizio delle proprie funzioni individuano siti nei quali accertino che i livelli di contaminazione sono superiori ai valori di concentrazione soglia di contaminazione, ne danno comunicazione alla regione, alla provincia e al comune competenti.

    2. La provincia, ricevuta la comunicazione di cui al comma 1, dopo aver svolto le opportune indagini volte ad identificare il responsabile dell’evento di superamento , con oneri a carico del medesimo, e sentito il comune, diffida con ordinanza motivata il responsabile della potenziale contaminazione a provvedere ai sensi del presente titolo.

    3. L’ordinanza di cui al comma 2 è comunque notificata anche al proprietario del sito ai sensi e per gli effetti dell’articolo

    253. 4. Se il responsabile non sia individuabile o non provveda e non provveda il proprietario del sito né altro soggetto interessato, gli interventi che risultassero necessari ai sensi delle disposizioni di cui al presente titolo sono adottati dall’amministrazione competente in conformità a quanto disposto dall’articolo

    250. 4-bis. Per le attività affidate alle province ai sensi del presente articolo, le province medesime si avvalgono del supporto tecnico dell’ARPA territorialmente competente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

  • Detrazione premi assicurazione rischio calamità naturali su immobili

    In sintesi

    • Aliquota ordinaria: 19% sui premi pagati per assicurazioni contro eventi calamitosi su unità immobiliari ad uso abitativo
    • Aliquota speciale: 90% se il contratto assicurativo è stipulato contestualmente alla cessione del Sismabonus al 110% ad un’impresa di assicurazione
    • Codice 43: contratti stipulati dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2024
    • Codice 54: contratti stipulati dal 1° gennaio 2025
    • Soggetto al riordino detrazioni: per redditi superiori a 75.000 euro si applicano i nuovi tetti complessivi introdotti dalla Legge di Bilancio 2025
    • Pagamento tracciabile: obbligatorio per fruire della detrazione del 19%

    Come funziona la detrazione per le assicurazioni contro le calamità

    Hai stipulato una polizza che copre la tua abitazione dai rischi di terremoto, alluvione o altri eventi calamitosi? Il premio che paghi ogni anno può darti diritto a una detrazione del 19% nel modello 730. Si tratta di un’agevolazione pensata per incentivare le famiglie a proteggersi dai rischi naturali, che in Italia sono particolarmente rilevanti.

    La polizza deve riguardare unità immobiliari ad uso abitativo. Non è necessario che sia l’abitazione principale: anche una seconda casa o un appartamento affittato a uso residenziale rientrano, purché la destinazione d’uso sia abitativa. Il contratto deve essere stato stipulato a partire dal 1° gennaio 2018.

    Esiste poi un caso speciale: se hai ceduto il credito Sismabonus al 110% a un’impresa di assicurazione e contestualmente hai stipulato una polizza per il rischio sismico, la detrazione sui premi assicurativi sale al 90%. Questa aliquota più elevata si applica solo in quel preciso abbinamento (cessione del sismabonus + polizza calamità), e il credito corrispondente alla detrazione sui premi non può essere ulteriormente ceduto.

    Aliquote e codici per la detrazione assicurazioni calamità
    Situazione Aliquota Codice onere Rigo 730
    Polizza calamità stipulata dal 01/01/2018 al 31/12/2024 19% 43 da E8 a E10
    Polizza calamità stipulata dal 01/01/2025 19% 54 da E8 a E10
    Polizza calamità contestuale a cessione Sismabonus 110% 90% 81 da E8 a E10

    Esempio pratico

    • Esempio: Caio è proprietario di un appartamento in una zona a rischio sismico. Nel 2025 paga il premio annuale di una polizza multirischio (terremoto + alluvione) di 450 euro, contratto firmato nel 2023. Tratta il codice onere 43 (contratto fino al 31/12/2024): detrazione del 19% su 450 euro = 85,50 euro di imposta risparmiata. Se avesse stipulato la stessa polizza nel 2025, userebbe il codice 54 con la medesima aliquota del 19%.

    Documenti necessari

    • Contratto di assicurazione con data di stipula e indicazione del rischio coperto (eventi calamitosi)
    • Quietanza di pagamento del premio 2025 (deve attestare il pagamento tracciabile)
    • Per la polizza contestuale al sismabonus: atto di cessione del credito d’imposta e contratto assicurativo collegato
    • Documentazione attestante che l’immobile è ad uso abitativo (visura catastale o atto di proprietà)

    Proprietario con polizza calamità su prima casa stipulata nel 2022

    Scenario. Sempronia è proprietaria di un appartamento in zona sismica dove vive. Nel 2022 ha stipulato una polizza che copre il rischio di terremoto e alluvione. Nel 2025 paga il premio annuale di 600 euro con addebito diretto sul conto corrente.

    Come si applica. Il contratto è stato stipulato nel 2022, cioè tra il 2018 e il 2024: si usa il codice 43. La detrazione del 19% si applica sull’importo del premio pagato (600 euro): risparmio fiscale di 600 × 19% = 114 euro. Il pagamento con addebito bancario soddisfa il requisito della tracciabilità.

    In pratica

    • Indica il premio nel rigo da E8 a E10 del 730, codice 43 per contratti fino al 31/12/2024
    • Conserva la quietanza di pagamento e il contratto assicurativo
    • Se il reddito supera 75.000 euro, considera che questa spesa rientra nel nuovo ‘riordino delle detrazioni’ introdotto dalla Legge di Bilancio 2025

    Nuova polizza stipulata nel 2025 dopo interventi sismici

    Scenario. Tizio ha ristrutturato il proprio immobile nel 2024 con interventi antisismici. Nel 2025 decide di tutelare ulteriormente la casa stipulando una nuova polizza rischio calamità, pagando un premio di 520 euro.

    Come si applica. Il contratto è del 2025: si usa il codice 54. Il trattamento fiscale è identico al codice 43 (aliquota 19%), ma la spesa rientra nel ‘riordino delle detrazioni’ introdotto per i redditi sopra i 75.000 euro. Per redditi fino a 75.000 euro non cambia nulla rispetto al passato. Detrazione: 520 × 19% = 98,80 euro.

    In pratica

    • Usa il codice 54 per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2025 in poi
    • La detrazione del 19% spetta per intero fino a redditi di 120.000 euro, poi si riduce progressivamente azzerandosi a 240.000 euro
    • Per la speciale aliquota del 90% è necessario aver ceduto il Sismabonus al 110% a un’impresa di assicurazione contestualmente alla polizza

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    La polizza deve coprire solo il terremoto o anche altri rischi?

    Le istruzioni parlano di ‘rischio di eventi calamitosi’ senza specificare il tipo di calamità. Una polizza multirischio (terremoto, alluvione, frane, ecc.) che includa il rischio calamità su un immobile abitativo è ammessa. Verifica che il contratto menzioni espressamente la copertura di eventi calamitosi.

    Vale anche per la seconda casa o solo per l'abitazione principale?

    L’agevolazione riguarda le unità immobiliari ad uso abitativo in generale, non solo l’abitazione principale. Una seconda casa a uso residenziale è inclusa.

    Come si calcola la detrazione se il reddito supera i 75.000 euro?

    Per redditi sopra 75.000 euro, la Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un tetto complessivo sulle detrazioni (articolo 16-ter del TUIR). La spesa per premi calamità (contratti dal 2025) rientra in questo conteggio. La detrazione del 19% rimane però integra fino a 120.000 euro di reddito; decresce poi fino ad azzerarsi a 240.000 euro.

    Cosa cambia tra il codice 43 e il codice 54?

    Sostanzialmente nulla sul piano dell’aliquota (entrambi danno diritto al 19%). Cambia il periodo di stipula: codice 43 per contratti dal 01/01/2018 al 31/12/2024, codice 54 per contratti dal 01/01/2025. Ai fini del riordino delle detrazioni, le polizze con codice 54 (dal 2025) rientrano nel tetto complessivo per redditi sopra 75.000 euro.

    Il premio può essere pagato in contanti?

    No. La detrazione del 19% richiede il pagamento con strumenti tracciabili: bonifico, carta di debito, carta di credito, carta prepagata, assegno bancario o circolare. Il pagamento in contanti non dà diritto alla detrazione.

    La detrazione del 90% è cumulabile con quella del 19%?

    No. La detrazione del 90% (codice 81) si applica in un caso specifico: polizza stipulata contestualmente alla cessione del credito sismabonus al 110% a un’impresa di assicurazione. In quel caso si usa l’aliquota del 90% e non quella ordinaria del 19%. Sono due regimi alternativi, non cumulabili.

  • Art. 243 quinquies TUEL – Articolo 243-quinquies

    Art. 243 Quinquies TUEL – Articolo 243-quinquies

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. Per la gestione finanziaria degli enti locali sciolti ai sensi dell’articolo 143, per i quali sussistono squilibri strutturali di bilancio, in grado di provocare il dissesto finanziario, la commissione straordinaria per la gestione dell’ente, entro sei mesi dal suo insediamento, può richiedere una anticipazione di cassa da destinare alle finalità di cui al comma 2. 112

    2. L’anticipazione di cui al comma 1, nel limite massimo di euro 200 per abitante, è destinata esclusivamente al pagamento delle retribuzioni al personale dipendente e ai conseguenti oneri previdenziali, al pagamento delle rate di mutui e di prestiti obbligazionari, nonché all’espletamento dei servizi locali indispensabili. Le somme a tal fine concesse non sono oggetto di procedure di esecuzione e di espropriazione forzata.

    3. L’anticipazione è concessa con decreto del Ministero dell’interno di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, nei limiti di 20 milioni di euro annui a valere sulle dotazioni del fondo di rotazione di cui all’articolo 243-ter.

    4. Il decreto ministeriale di cui al comma 3 stabilisce altresì le modalità per la restituzione dell’anticipazione straordinaria in un periodo massimo di dieci anni a decorrere dall’anno successivo a quello in cui è erogata l’anticipazione.

  • Art. 219 D.Lgs. 259/2003 – Disposizione finanziaria

    Art. 219 D.Lgs. 259/2003 – Disposizione finanziaria

    Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259)

    1. Dall’attuazione del Codice non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. articolo precedente articolo successivo

  • Art. 243 Cod. Amb. – Gestione delle acque sotterranee emunte

    Art. 243 Cod. Amb. – Gestione delle acque sotterranee emunte

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. Al fine di impedire e arrestare l’inquinamento delle acque sotterranee nei siti contaminati, oltre ad adottare le necessarie misure di messa in sicurezza e di prevenzione dell’inquinamento delle acque, anche tramite conterminazione idraulica con emungimento e trattamento, devono essere individuate e adottate le migliori tecniche disponibili per eliminare, anche mediante trattamento secondo quanto previsto dall’articolo 242, o isolare le fonti di contaminazione dirette e indirette; in caso di emungimento e trattamento delle acque sotterranee deve essere valutata la possibilità tecnica di utilizzazione delle acque emunte nei cicli produttivi in esercizio nel sito, in conformità alle finalità generali e agli obiettivi di conservazione e risparmio delle risorse idriche stabiliti nella parte terza.

    2. Il ricorso al barrieramento fisico è consentito solo nel caso in cui non sia possibile conseguire altrimenti gli obiettivi di cui al comma 1 secondo le modalità dallo stesso previste.

    3. Ove non si proceda ai sensi dei commi 1 e 2, l’immissione di acque emunte in corpi idrici superficiali o in fognatura deve avvenire previo trattamento depurativo da effettuare presso un apposito impianto di trattamento delle acque di falda o presso gli impianti di trattamento delle acque reflue industriali esistenti … , che risultino tecnicamente idonei.

    4. Le acque emunte convogliate tramite un sistema stabile di collettamento che collega senza soluzione di continuità il punto di prelievo di tali acque con il punto di immissione delle stesse, previo trattamento di depurazione, in corpo ricettore, sono assimilate alle acque reflue industriali che provengono da uno scarico e come tali soggette al regime di cui alla parte terza.

    5. In deroga a quanto previsto dal comma 1 dell’articolo 104, ai soli fini della bonifica, è ammessa la reimmissione, previo trattamento, delle acque sotterranee nello stesso acquifero da cui sono emunte. A tal fine il progetto di cui all’articolo 242 deve indicare la tipologia di trattamento, le caratteristiche qualitative e quantitative delle acque reimmesse, le modalità di reimmissione e le misure di controllo e monitoraggio della porzione di acquifero interessata; le acque emunte possono essere reimmesse anche mediante reiterati cicli di emungimento, trattamento e reimmissione, e non devono contenere altre acque di scarico né altre sostanze ad eccezione di sostanze necessarie per la bonifica espressamente autorizzate, con particolare riferimento alle quantità utilizzabili e alle modalità d’impiego.

    6. Il trattamento delle acque emunte, da effettuarsi anche in caso di utilizzazione nei cicli produttivi in esercizio nel sito, deve garantire un’effettiva riduzione della massa delle sostanze inquinanti scaricate in corpo ricettore, al fine di evitare il mero trasferimento della contaminazione presente nelle acque sotterranee ai corpi idrici superficiali. Al fine di garantire la tempestività degli interventi di messa in sicurezza, di emergenza e di prevenzione, i termini per il rilascio dell’autorizzazione allo scarico sono dimezzati.

  • Art. 243 quater TUEL – Articolo 243-quater

    Art. 243 Quater TUEL – Articolo 243-quater

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. Entro dieci giorni dalla data della delibera di cui all’articolo 243-bis, comma 5, il piano di riequilibrio finanziario pluriennale è trasmesso alla competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti, nonché alla Commissione di cui all’articolo 155, la quale, entro il termine di sessanta giorni dalla data di presentazione del piano, svolge la necessaria istruttoria anche sulla base delle Linee guida deliberate dalla sezione delle autonomie della Corte dei conti. All’esito dell’istruttoria, la Commissione redige una relazione finale, con gli eventuali allegati, che è trasmessa alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti. 112

    2. In fase istruttoria, la commissione di cui all’articolo 155 può formulare rilievi o richieste istruttorie, cui l’ente è tenuto a fornire risposta entro trenta giorni. Ai fini dell’espletamento delle funzioni assegnate, la Commissione di cui al comma 1 si avvale, senza diritto a compensi aggiuntivi, gettoni di presenza o rimborsi di spese, di cinque segretari comunali e provinciali in disponibilità, nonché di cinque unità di personale, particolarmente esperte in tematiche finanziarie degli enti locali, in posizione di comando o distacco e senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato. 112

    3. La sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, entro il termine di 30 giorni dalla data di ricezione della documentazione di cui al comma 1, delibera sull’approvazione o sul diniego del piano, valutandone la congruenza ai fini del riequilibrio. In caso di approvazione del piano, la Corte dei Conti vigila sull’esecuzione dello stesso, adottando in sede di controllo, effettuato ai sensi dell’articolo 243-bis, comma 6, lettera a), apposita pronuncia.

    4. La delibera di accoglimento o di diniego di approvazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale è comunicata al Ministero dell’interno.

    5. La delibera di approvazione o di diniego del piano può essere impugnata entro 30 giorni, nelle forme del giudizio ad istanza di parte, innanzi alle Sezioni riunite della Corte dei conti in speciale composizione che si pronunciano, nell’esercizio della propria giurisdizione esclusiva in tema di contabilità pubblica, ai sensi dell’ articolo 103, secondo comma, della Costituzione , entro 30 giorni dal deposito del ricorso. Fino alla scadenza del termine per impugnare e, nel caso di presentazione del ricorso, sino alla relativa decisione, le procedure esecutive intraprese nei confronti dell’ente sono sospese. Le medesime Sezioni riunite si pronunciano in unico grado, nell’esercizio della medesima giurisdizione esclusiva, sui ricorsi avverso i provvedimenti di ammissione al Fondo di rotazione di cui all’articolo 243-ter. 112

    6. Ai fini del controllo dell’attuazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale approvato, l’organo di revisione economico-finanziaria dell’ente trasmette al Ministero dell’interno e alla competente Sezione regionale della Corte dei Conti, entro quindici giorni successivi alla scadenza di ciascun semestre, una relazione sullo stato di attuazione del piano e sul raggiungimento degli obiettivi intermedi fissati dal piano stesso, nonché, entro il 31 gennaio dell’anno successivo all’ultimo di durata del piano, una relazione finale sulla completa attuazione dello stesso e sugli obiettivi di riequilibrio raggiunti.

    7. La mancata presentazione del piano entro il termine di cui all’articolo 243-bis, comma 5, il diniego dell’approvazione del piano, l’accertamento da parte della competente Sezione regionale della Corte dei conti di grave e reiterato mancato rispetto degli obiettivi intermedi fissati dal piano, ovvero il mancato raggiungimento del riequilibrio finanziario dell’ente al termine del periodo di durata del piano stesso, comportano l’applicazione dell” articolo 6, comma 2, del decreto legislativo n. 149 del 2011 , con l’assegnazione al Consiglio dell’ente, da parte del Prefetto, del termine non superiore a venti giorni per la deliberazione del dissesto.

    7-bis. Qualora, durante la fase di attuazione del piano, dovesse emergere, in sede di monitoraggio, un grado di raggiungimento degli obiettivi intermedi superiore rispetto a quello previsto, è riconosciuta all’ente locale la facoltà di proporre una rimodulazione dello stesso, anche in termini di riduzione della durata del piano medesimo. Tale proposta, corredata del parere positivo dell’organo di revisione economico-finanziaria dell’ente, deve essere presentata direttamente alla competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti. Si applicano i commi 3, 4 e 5.

    7-ter. In caso di esito positivo della procedura di cui al comma 7-bis, l’ente locale provvede a rimodulare il piano di riequilibrio approvato, in funzione della minore durata dello stesso. Restano in ogni caso fermi gli obblighi posti a carico dell’organo di revisione economico-finanziaria previsti dal comma 6.

  • Art. 242 ter Cod. Amb. – Interventi e opere nei siti oggetto di bonifica

    Art. 242 Ter Cod. Amb. – Interventi e opere nei siti oggetto di bonifica

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. Nei siti oggetto di bonifica, inclusi i siti di interesse nazionale, possono essere realizzati i progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza e del Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR (PNC), di cui all’ articolo 1 del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59 , convertito, con modificazioni, dalla legge 1° luglio 2021, n. 101 , interventi e opere richiesti dalla normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, di manutenzione ordinaria e straordinaria di impianti e infrastrutture, compresi adeguamenti alle prescrizioni autorizzative, nonché opere lineari necessarie per l’esercizio di impianti e forniture di servizi e, più in generale, altre opere lineari di pubblico interesse, di sistemazione idraulica, di mitigazione del rischio idraulico, opere per la realizzazione di impianti per la produzione energetica da fonti rinnovabili e di sistemi di accumulo, esclusi gli impianti termoelettrici, fatti salvi i casi di riconversione da un combustibile fossile ad altra fonte meno inquinante o qualora l’installazione comporti una riduzione degli impatti ambientali rispetto all’assetto esistente, opere con le medesime connesse, infrastrutture indispensabili alla costruzione e all’esercizio degli stessi impianti, nonché le tipologie di opere e interventi individuati nell’allegato I-bis al presente decreto, a condizione che detti interventi e opere siano realizzati secondo modalità e tecniche che non pregiudichino né interferiscano con l’esecuzione e il completamento della bonifica, né determinino rischi per la salute dei lavoratori e degli altri fruitori dell’area nel rispetto del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 .

    1-bis. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche per la realizzazione di opere che non prevedono scavi ma comportano occupazione permanente di suolo, a condizione che il sito oggetto di bonifica sia già caratterizzato ai sensi dell’articolo

    242. 2. La valutazione del rispetto delle condizioni di cui al comma 1 e al comma 1-bis è effettuata da parte dell’autorità competente ai sensi del Titolo V, Parte quarta, del presente decreto, nell’ambito dei procedimenti di approvazione e autorizzazione degli interventi e, ove prevista, nell’ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale.

    3. Per gli interventi e le opere individuate al comma 1 e al comma 1-bis, nonché per quelle di cui all’ articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 13 giugno 2017, n. 120 , il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare con proprio decreto per le aree ricomprese nei siti di interesse nazionale, e le regioni per le restanti aree, provvedono all’individuazione delle categorie di interventi che non necessitano della preventiva valutazione da parte dell’Autorità competente ai sensi del Titolo V, Parte quarta, del presente decreto, e, qualora necessaria, definiscono i criteri e le procedure per la predetta valutazione nonché le modalità di controllo. Nelle more dell’adozione da parte delle regioni delle disposizioni attuative del presente comma, le categorie di interventi nonché i criteri e le procedure di valutazione e le modalità di controllo definiti dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica ai sensi del primo periodo trovano applicazione anche per le aree ricomprese nei siti di competenza regionale.

    4. Ai fini del rispetto delle condizioni previste dal comma 1, anche nelle more dell’attuazione del comma 3, sono rispettate le seguenti procedure e modalità di caratterizzazione, scavo e gestione dei terreni movimentati: a) nel caso in cui non sia stata ancora realizzata la caratterizzazione dell’area oggetto dell’intervento ai sensi dell’articolo 242, il soggetto proponente accerta lo stato di potenziale contaminazione del sito mediante un Piano di indagini preliminari. Il Piano, comprensivo della lista degli analiti da ricercare, è concordato con l’Agenzia di protezione ambientale territorialmente competente che si pronuncia entro e non oltre il termine di trenta giorni dalla richiesta del proponente, eventualmente stabilendo particolari prescrizioni in relazione alla specificità del sito. In caso di mancata pronuncia nei termini da parte dell’Agenzia di protezione ambientale territorialmente competente, il Piano di indagini preliminari è concordato con l’ISPRA che si pronuncia entro i quindici giorni successivi su segnalazione del proponente. Il proponente, trenta giorni prima dell’avvio delle attività d’indagine, trasmette agli enti interessati il piano con la data di inizio delle operazioni. Qualora l’indagine preliminare accerti l’avvenuto superamento delle CSC anche per un solo parametro, il soggetto proponente ne dà immediata comunicazione con le forme e le modalità di cui all’articolo 245, comma 2, con la descrizione delle misure di prevenzione e di messa in sicurezza di emergenza adottate; b) in presenza di attività di messa in sicurezza operativa già in essere, il proponente può avviare la realizzazione degli interventi e delle opere di cui al comma 1 previa comunicazione all’Agenzia di protezione ambientale territorialmente competente da effettuarsi con almeno quindici giorni di anticipo rispetto all’avvio delle opere. Al termine dei lavori, l’interessato assicura il ripristino delle opere di messa in sicurezza operativa; c) le attività di scavo sono effettuate con le precauzioni necessarie a non aumentare i livelli di inquinamento delle matrici ambientali interessate e, in particolare, delle acque sotterranee. Le eventuali fonti attive di contaminazione, quali rifiuti o prodotto libero, rilevate nel corso delle attività di scavo, sono rimosse e gestite nel rispetto delle norme in materia di gestione dei rifiuti. I terreni e i materiali provenienti dallo scavo sono gestiti nel rispetto del decreto del Presidente della Repubblica 13 giugno 2017, n. 120 . c-bis) ove l’indagine preliminare di cui alla lettera a) accerti che il livello delle CSC non sia stato superato, per i siti di interesse nazionale il procedimento si conclude secondo le modalità previste dal comma 4-bis dell’articolo 252 e per gli altri siti nel rispetto di quanto previsto dal comma 2 dell’articolo

    242. 4-bis. Ai fini della definizione dei valori di fondo naturale si applica la procedura prevista dall’ articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 13 giugno 2017, n. 120 . È fatta comunque salva la facoltà dell’ARPA territorialmente competente di esprimersi sulla compatibilità delle CSC rilevate nel sito con le condizioni geologiche, idrogeologiche e antropiche del contesto territoriale in cui esso è inserito. In tale caso le CSC riscontrate nel sito sono ricondotte ai valori di fondo.

    5. All’attuazione del presente articolo le amministrazioni interessate provvedono con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

  • Art. 243 ter TUEL – Articolo 243-ter

    Art. 243 Ter TUEL – Articolo 243-ter

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. Per il risanamento finanziario degli enti locali che hanno deliberato la procedura di riequilibrio finanziario di cui all’articolo 243-bis lo Stato prevede un’anticipazione a valere sul Fondo di rotazione, denominato: “Fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria degli enti locali”.

    2. Con decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, da emanare entro il 30 novembre 2012, sono stabiliti i criteri per la determinazione dell’importo massimo dell’anticipazione di cui al comma 1 attribuibile a ciascun ente locale, nonché le modalità per la concessione e per la restituzione della stessa in un periodo massimo di 10 anni decorrente dall’anno successivo a quello in cui viene erogata l’anticipazione di cui al comma 1.

    3. 3. I criteri per la determinazione dell’anticipazione attribuibile a ciascun ente locale, nei limiti dell’importo massimo fissato in euro 300 per abitante per i comuni e in euro 20 per abitante per le province o per le città metropolitane, e della disponibilità annua del Fondo, devono tenere anche conto: a) dell’incremento percentuale delle entrate tributarie ed extratributarie previsto nell’ambito del piano di riequilibrio pluriennale; b) della riduzione percentuale delle spese correnti previste nell’ambito del piano di riequilibrio pluriennale.

  • Art. 242 bis Cod. Amb. – (Procedura semplificata per le operazioni di bonifica)

    Art. 242 Bis Cod. Amb. – (Procedura semplificata per le operazioni di bonifica)

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. L’operatore interessato a effettuare, a proprie spese, interventi di bonifica del suolo con riduzione della contaminazione ad un livello uguale o inferiore ai valori di concentrazione soglia di contaminazione, può presentare all’amministrazione di cui agli articoli 242 o 252 uno specifico progetto completo degli interventi programmati sulla base dei dati dello stato di contaminazione del sito, nonché del cronoprogramma di svolgimento dei lavori. La caratterizzazione e il relativo progetto di bonifica non sono sottoposti alle procedure di approvazione di cui agli articoli 242 e 252, bensì a controllo ai sensi dei commi 3 e 4 del presente articolo per la verifica del conseguimento dei valori di concentrazione soglia di contaminazione nei suoli per la specifica destinazione d’uso . L’operatore è responsabile della veridicità dei dati e delle informazioni forniti, ai sensi e per gli effetti dell’ articolo 21 della legge 7 agosto 1990, n. 241 . 1-bis. Qualora il progetto di bonifica di cui al comma 1 riguardi un sito di estensione superiore a 15.000 metri quadrati, esso può essere attuato in non più di tre fasi, ciascuna delle quali è soggetta al termine di esecuzione di cui al comma

    2. Nel caso di bonifica di un sito avente estensione superiore a 400.000 metri quadrati, il numero delle fasi o dei lotti funzionali in cui si articola il progetto è stabilito dallo specifico crono-programma ivi annesso, la cui definizione deve formare oggetto di intesa con l’autorità competente. Il crono-programma deve precisare, in particolare, gli interventi per la bonifica e le misure di prevenzione e messa in sicurezza relativi all’intera area, con specifico riferimento anche alle acque di falda

    2. Per il rilascio degli atti di assenso necessari alla realizzazione e all’esercizio degli impianti e attività previsti dal progetto di bonifica l’interessato presenta gli elaborati tecnici esecutivi di tali impianti e attività alla regione nel cui territorio ricade la maggior parte degli impianti e delle attività, che, entro i successivi trenta giorni, convoca apposita conferenza di servizi, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241 , o delle discipline regionali applicabili in materia. Entro novanta giorni dalla convocazione, la regione adotta la determinazione conclusiva che sostituisce a tutti di effetti ogni autorizzazione, concessione, nulla osta o atto di assenso comunque denominato. Non oltre trenta giorni dalla comunicazione dell’atto di assenso, il soggetto interessato comunica all’amministrazione titolare del procedimento di cui agli articoli 242 o 252 e all’ARPA territorialmente competente, la data di avvio dell’esecuzione della bonifica che si deve concludere nei successivi diciotto mesi, salva eventuale proroga non superiore a sei mesi; decorso tale termine, salvo motivata sospensione, deve essere avviato il procedimento ordinario ai sensi degli articoli 242 o

    252. 2-bis. Nella selezione della strategia di intervento dovranno essere privilegiate modalità tecniche che minimizzino il ricorso allo smaltimento in discarica. In particolare, nel rispetto dei principi di cui alla parte IV del presente decreto legislativo, dovrà essere privilegiato il riutilizzo in situ dei materiali trattati.

    3. Ultimati gli interventi di bonifica, l’interessato presenta il piano di caratterizzazione all’autorità di cui agli articoli 242 o 252 al fine di verificare il conseguimento dei valori di concentrazione soglia di contaminazione della matrice suolo per la specifica destinazione d’uso. Il piano è approvato nei successivi quarantacinque giorni. In via sperimentale, per i procedimenti avviati entro il 31 dicembre 2017, decorso inutilmente il termine di cui al periodo precedente, il piano di caratterizzazione si intende approvato. L’esecuzione di tale piano è effettuata in contraddittorio con l’ARPA territorialmente competente, che procede alla validazione dei relativi dati e ne dà comunicazione all’autorità titolare del procedimento di bonifica entro quarantacinque giorni.

    4. La validazione dei risultati del piano di campionamento di collaudo finale da parte dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente territorialmente competente, che conferma il conseguimento dei valori di concentrazione soglia di contaminazione nei suoli, costituisce certificazione dell’avvenuta bonifica del suolo. I costi dei controlli sul piano di campionamento finale e della relativa validazione sono a carico del soggetto di cui al comma

    1. Ove i risultati del campionamento di collaudo finale dimostrino che non sono stati conseguiti i valori di concentrazione soglia di contaminazione nella matrice suolo, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente territorialmente competente comunica le difformità riscontrate all’autorità titolare del procedimento di bonifica e al soggetto di cui al comma 1, il quale deve presentare, entro i successivi quarantacinque giorni, le necessarie integrazioni al progetto di bonifica che è istruito nel rispetto delle procedure ordinarie ai sensi degli articoli 242 o 252 del presente decreto.

    5. Resta fermo l’obbligo di adottare le misure di prevenzione, messa in sicurezza e bonifica delle acque di falda, se necessarie, secondo le procedure di cui agli articoli 242 o

    252. 6. Conseguiti i valori di concentrazione soglia di contaminazione del suolo, il sito può essere utilizzato in conformità alla destinazione d’uso prevista secondo gli strumenti urbanistici vigenti, salva la valutazione di eventuali rischi sanitari per i fruitori del sito derivanti dai contaminanti volatili presenti nelle acque di falda.

  • Art. 243 bis TUEL – Articolo 243-bis

    Art. 243 Bis TUEL – Articolo 243-bis

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. I comuni e le province per i quali, anche in considerazione delle pronunce delle competenti sezioni regionali della Corte dei conti sui bilanci degli enti, sussistano squilibri strutturali del bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario, nel caso in cui le misure di cui agli articoli 193 e 194 non siano sufficienti a superare le condizioni di squilibrio rilevate, possono ricorrere, con deliberazione consiliare alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale prevista dal presente articolo. La predetta procedura non può essere iniziata qualora sia decorso il termine assegnato dal prefetto, con lettera notificata ai singoli consiglieri, per la deliberazione del dissesto, di cui all’ articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149 .

    2. La deliberazione di ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale è trasmessa, entro 5 giorni dalla data di esecutività, alla competente sezione regionale della Corte dei conti e al Ministero dell’interno.

    3. Il ricorso alla procedura di cui al presente articolo sospende temporaneamente la possibilità per la Corte dei Conti di assegnare, ai sensi dell’ articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149 , il termine per l’adozione delle misure correttive di cui al comma 6, lettera a), del presente articolo.

    4. Le procedure esecutive intraprese nei confronti dell’ente sono sospese dalla data di deliberazione di ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale fino alla data di approvazione o di diniego di approvazione del piano di riequilibrio pluriennale di cui all’articolo 243-quater, commi 1 e 3.

    5. Il consiglio dell’ente locale, entro il termine perentorio di novanta giorni dalla data di esecutività della delibera di cui al comma 1, delibera un piano di riequilibrio finanziario pluriennale di durata compresa tra quattro e venti anni, compreso quello in corso, corredato del parere dell’organo di revisione economico-finanziario. Qualora, in caso di inizio mandato, la delibera di cui al presente comma risulti già presentata dalla precedente amministrazione, ordinaria o commissariale, e non risulti ancora intervenuta la delibera della Corte dei conti di approvazione o di diniego di cui all’articolo 243-quater, comma 3, l’amministrazione in carica ha facoltà di rimodulare il piano di riequilibrio, presentando la relativa delibera nei sessanta giorni successivi alla sottoscrizione della relazione di cui all’ articolo 4-bis, comma 2, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149 . 137

    5-bis. La durata massima del piano di riequilibrio finanziario pluriennale, di cui al primo periodo del comma 5, è determinata sulla base del rapporto tra le passività da ripianare nel medesimo e l’ammontare degli impegni di cui al titolo I della spesa del rendiconto dell’anno precedente a quello di deliberazione del ricorso alla procedura di riequilibrio o dell’ultimo rendiconto approvato, secondo la seguente tabella:

    6. 6. Il piano di riequilibrio finanziario pluriennale deve tenere conto di tutte le misure necessarie a superare le condizioni di squilibrio rilevate e deve, comunque, contenere: a) le eventuali misure correttive adottate dall’ente locale in considerazione dei comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria e del mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto di stabilità interno accertati dalla competente sezione regionale della Corte dei conti; b) la puntuale ricognizione, con relativa quantificazione, dei fattori di squilibrio rilevati, dell’eventuale disavanzo di amministrazione risultante dall’ultimo rendiconto approvato e di eventuali debiti fuori bilancio; c) l’individuazione, con relative quantificazione e previsione dell’anno di effettivo realizzo, di tutte le misure necessarie per ripristinare l’equilibrio strutturale del bilancio, per l’integrale ripiano del disavanzo di amministrazione accertato e per il finanziamento dei debiti fuori bilancio entro il periodo massimo di dieci anni, a partire da quello in corso alla data di accettazione del piano; d) l’indicazione, per ciascuno degli anni del piano di riequilibrio, della percentuale di ripiano del disavanzo di amministrazione da assicurare e degli importi previsti o da prevedere nei bilanci annuali e pluriennali per il finanziamento dei debiti fuori bilancio.

    7. Ai fini della predisposizione del piano, l’ente è tenuto ad effettuare una ricognizione di tutti i debiti fuori bilancio riconoscibili ai sensi dell’articolo 194. Per il finanziamento dei debiti fuori bilancio l’ente può provvedere anche mediante un piano di rateizzazione, della durata massima pari agli anni del piano di riequilibrio, compreso quello in corso, convenuto con i creditori.

    7-bis. Al fine di pianificare la rateizzazione dei pagamenti di cui al comma 7, l’ente locale interessato può richiedere all’agente della riscossione una dilazione dei carichi affidati dalle agenzie fiscali e relativi alle annualità ricomprese nel piano di riequilibrio pluriennale dell’ente. Le rateizzazioni possono avere una durata temporale massima di dieci anni con pagamenti rateali mensili. Alle rateizzazioni concesse si applica la disciplina di cui all’ articolo 19, commi 1-quater , 3 e 3-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 . Sono dovuti gli interessi di dilazione di cui all’articolo 21 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973 .

    7-ter. Le disposizioni del comma 7-bis si applicano anche ai carichi affidati dagli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatoria.

    7-quater. Le modalità di applicazione delle disposizioni dei commi 7-bis e 7-ter sono definite con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione.

    7-quinquies. L’ente locale è tenuto a rilasciare apposita delegazione di pagamento ai sensi dell’articolo 206 quale garanzia del pagamento delle rate relative ai carichi delle agenzie fiscali e degli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatoria di cui ai commi 7-bis e 7-ter.

    8. 8. Al fine di assicurare il prefissato graduale riequilibrio finanziario, per tutto il periodo di durata del piano, l’ente: a) può deliberare le aliquote o tariffe dei tributi locali nella misura massima consentita, anche in deroga ad eventuali limitazioni disposte dalla legislazione vigente; b) è soggetto ai controlli centrali in materia di copertura di costo di alcuni servizi, di cui all’articolo 243, comma 2, ed è tenuto ad assicurare la copertura dei costi della gestione dei servizi a domanda individuale prevista dalla lettera a) del medesimo articolo 243, comma 2; c) è tenuto ad assicurare, con i proventi della relativa tariffa, la copertura integrale dei costi della gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani e del servizio acquedotto; d) è soggetto al controllo sulle dotazioni organiche e sulle assunzioni di personale previsto dall’articolo 243, comma 1; e) è tenuto ad effettuare una revisione straordinaria di tutti i residui attivi e passivi conservati in bilancio, stralciando i residui attivi inesigibili o di dubbia esigibilità da inserire nel conto del patrimonio fino al compimento dei termini di prescrizione, nonché una sistematica attività di accertamento delle posizioni debitorie aperte con il sistema creditizio e dei procedimenti di realizzazione delle opere pubbliche ad esse sottostanti ed una verifica della consistenza ed integrale ripristino dei fondi delle entrate con vincolo di destinazione; f) è tenuto ad effettuare una rigorosa revisione della spesa con indicazione di precisi obiettivi di riduzione della stessa, nonché una verifica e relativa valutazione dei costi di tutti i servizi erogati dall’ente e della situazione di tutti gli organismi e delle società partecipati e dei relativi costi e oneri comunque a carico del bilancio dell’ente; g) può procedere all’assunzione di mutui per la copertura di debiti fuori bilancio riferiti a spese di investimento in deroga ai limiti di cui all’articolo 204, comma 1, previsti dalla legislazione vigente, nonché accedere al Fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria degli enti locali di cui all’articolo 243-ter, a condizione che si sia avvalso della facoltà di deliberare le aliquote o tariffe nella misura massima prevista dalla lettera a), che abbia previsto l’impegno ad alienare i beni patrimoniali disponibili non indispensabili per i fini istituzionali dell’ente e che abbia provveduto alla rideterminazione della dotazione organica ai sensi dell’articolo 259, comma 6, fermo restando che la stessa non può essere variata in aumento per la durata del piano di riequilibrio.

    9. 9. In caso di accesso al Fondo di rotazione di cui all’articolo 243-ter, l’Ente deve adottare entro il termine dell’esercizio finanziario le seguenti misure di riequilibrio della parte corrente del bilancio: a) a decorrere dall’esercizio finanziario successivo, riduzione delle spese di personale, da realizzare in particolare attraverso l’eliminazione dai fondi per il finanziamento della retribuzione accessoria del personale dirigente e di quello del comparto, delle risorse di cui agli articoli 15, comma 5, e 26, comma 3, dei Contratti collettivi nazionali di lavoro del 1° aprile 1999 (comparto) e del 23 dicembre 1999 (dirigenza), per la quota non connessa all’effettivo incremento delle dotazioni organiche; b) entro il termine di un quinquennio, riduzione almeno del 10 per cento delle spese per acquisti di beni e prestazioni di servizi di cui al macroaggregato 03 della spesa corrente, finanziate attraverso risorse proprie. Ai fini del computo della percentuale di riduzione, dalla base di calcolo sono esclusi gli stanziamenti destinati: 1) alla copertura dei costi di gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani; 2) alla copertura dei costi di gestione del servizio di acquedotto; 3) al servizio di trasporto pubblico locale; 4) al servizio di illuminazione pubblica; 5) al finanziamento delle spese relative all’accoglienza, su disposizione della competente autorità giudiziaria, di minori in strutture protette in regime di convitto e semiconvitto; c) entro il termine di un quinquennio, riduzione almeno del 25 per cento delle spese per trasferimenti di cui al macroaggregato 04 della spesa corrente, finanziate attraverso risorse proprie. Ai fini del computo della percentuale di riduzione, dalla base di calcolo sono escluse le somme relative a trasferimenti destinati ad altri livelli istituzionali, a enti, agenzie o fondazioni lirico-sinfoniche; c-bis) ferma restando l’obbligatorietà delle riduzioni indicate nelle lettere b) e c), l’ente locale ha facoltà di procedere a compensazioni, in valore assoluto e mantenendo la piena equivalenza delle somme, tra importi di spesa corrente, ad eccezione della spesa per il personale e ferme restando le esclusioni di cui alle medesime lettere b) e c) del presente comma. Tali compensazioni sono puntualmente evidenziate nel piano di riequilibrio approvato; d) blocco dell’indebitamento, fatto salvo quanto previsto dal primo periodo del comma 8, lettera g), per i soli mutui connessi alla copertura di debiti fuori bilancio pregressi.

    9-bis. In deroga al comma 8, lettera g), e al comma 9, lettera d), del presente articolo e all’articolo 243-ter, i comuni che fanno ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale prevista dal presente articolo possono contrarre mutui, oltre i limiti di cui al comma 1 dell’articolo 204, necessari alla copertura di spese di investimento relative a progetti e interventi che garantiscano l’ottenimento di risparmi di gestione funzionali al raggiungimento degli obiettivi fissati nel piano di riequilibrio finanziario pluriennale, per un importo non superiore alle quote di capitale dei mutui e dei prestiti obbligazionari precedentemente contratti ed emessi, rimborsate nell’esercizio precedente, nonché alla copertura, anche a titolo di anticipazione, di spese di investimento strettamente funzionali all’ordinato svolgimento di progetti e interventi finanziati in prevalenza con risorse provenienti dall’Unione europea o da amministrazioni ed enti nazionali, pubblici o privati. 137

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