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La guida
TFR e fine rapporto nel CCNL della Grande Distribuzione Organizzata
Il trattamento di fine rapporto (TFR) è uno dei diritti più rilevanti del lavoratore dipendente: si accumula per tutta la durata del rapporto e viene liquidato alla cessazione, qualunque ne sia la causa. Nella GDO, dove il lavoro part-time è diffuso e si alternano assunzioni a termine e a tempo indeterminato, conoscere il meccanismo del TFR è fondamentale.
Il TFR nella GDO si calcola secondo l’art. 2120 c.c.: un dodicesimo della retribuzione annua (incluse tredicesima e quattordicesima), rivalutato ogni anno del 75% dell’inflazione + 1,5%. Il lavoratore può scegliere di destinarlo al fondo pensione complementare (Fon.Te., con contributo del datore dell’1,55%) o lasciarlo in azienda (o all’INPS se azienda oltre 50 dipendenti). Il TFR va pagato entro 45 giorni dalla cessazione (art. 235 CCNL).
- Il minimo d'ingresso a confronto in 8 settori chiave
- Dal minimo tabellare alla busta paga: cosa si aggiunge davvero
Tabella riepilogativa
| Aspetto | Regola | Fonte |
|---|---|---|
| Formula di calcolo annuo | Retribuzione annua lorda (incluse 13ª e 14ª) ÷ 13,5 | Art. 2120 c.c. |
| Rivalutazione annua | 75% della variazione ISTAT + 1,5% fisso (tasso sul saldo al 31/12) | Art. 2120 c.c. |
| Imposta sostitutiva sulla rivalutazione | 17% annuo sulla rivalutazione maturata | Art. 11 d.lgs. 47/2000 |
| Destinazione TFR (aziende oltre 50 dip.) | Fondo pensione complementare oppure Fondo di Tesoreria INPS | D.lgs. 252/2005 |
| Destinazione TFR (aziende fino a 50 dip.) | Fondo pensione complementare oppure in azienda | D.lgs. 252/2005 |
| Contributo datoriale a Fon.Te. | 1,55% della retribuzione utile per il TFR per ogni iscritto; minimo a carico del lavoratore 0,55%; quota associativa 22 euro | Art. 95 CCNL DMO |
| Termine di pagamento | Alla cessazione, non oltre 45 giorni; in caso di ritardo non imputabile al lavoratore, interesse del 2% sopra il tasso ufficiale di sconto | Art. 235 CCNL DMO |
| Anticipo | Fino al 70% del maturato, dopo 8 anni, per causali di legge | Art. 2120 c.c. |
| Tassazione alla liquidazione | Tassazione separata con aliquota media degli ultimi 5 anni | Art. 19 TUIR |
Nota: il calcolo del TFR è disciplinato dalla legge (art. 2120 c.c.) ed è uniforme per tutti i lavoratori dipendenti. Il CCNL influisce sulla base di calcolo: l’art. 233 elenca le somme escluse dalla quota annua (rimborsi spese, una tantum e gratificazioni straordinarie non contrattuali, compensi per straordinario e lavoro festivo, contribuzioni a fondi sanitari e pensionistici, indennità sostitutiva di preavviso e di ferie, trasferte non continuative). Il fondo pensione di riferimento è Fon.Te. Fonte: Testo unico CCNL DMO del 29 settembre 2025.
Come si calcola il TFR: la formula
Ogni anno di rapporto il lavoratore accumula una quota di TFR pari alla retribuzione annua lorda divisa per 13,5. Nella base di calcolo rientrano tutte le somme erogate in dipendenza del rapporto con carattere di continuità, comprese:
- la paga base nazionale conglobata e la contingenza (la “retribuzione di fatto” dell’art. 191 CCNL);
- gli scatti di anzianità;
- la tredicesima mensilità;
- la quattordicesima mensilità (prevista dal CCNL DMO);
- le indennità continuative (es. indennità di funzione dei Quadri);
- le somme dovute per sospensioni del lavoro per malattia, infortunio e simili, computate come retribuzione normale al posto delle indennità INPS e INAIL (art. 233, c. 4).
Non entrano nel TFR, secondo l’art. 233, c. 3: i rimborsi spese; le somme una tantum e le gratificazioni straordinarie non contrattuali; i compensi per lavoro straordinario e per lavoro festivo; le contribuzioni ai fondi sanitari e pensionistici; l’indennità sostitutiva del preavviso e delle ferie; le diarie e le trasferte non continuative; le prestazioni in natura con corrispettivo a carico del lavoratore.
Rivalutazione annua e imposta
Il TFR accantonato in azienda o al Fondo di Tesoreria INPS viene rivalutato ogni anno di un tasso pari al 75% dell’inflazione ISTAT dell’anno precedente, più 1,5 punti percentuali fissi. La rivalutazione è soggetta a un’imposta sostitutiva del 17%, che viene anticipata dal datore di lavoro con periodicità annuale.
Se il TFR è versato a un fondo pensione complementare, la rivalutazione non si applica: il rendimento dipende dal fondo prescelto e dalle performance dei comparti di investimento. In questo caso la tassazione alla liquidazione (pensione o riscatto) segue le regole della previdenza complementare.
Scelta del lavoratore: fondo pensione o TFR in azienda/INPS
I lavoratori neo-assunti (o che non abbiano ancora espresso la scelta) hanno 6 mesi dall’assunzione per decidere la destinazione del TFR:
- Versamento a un fondo pensione complementare: il TFR maturando viene versato al fondo; possono aggiungersi contributi volontari del lavoratore e un contributo datoriale, se previsto dal CCNL o dall’accordo aziendale.
- Mantenimento in azienda / INPS: per le aziende con più di 50 dipendenti (la quasi totalità delle grandi catene GDO), il TFR va obbligatoriamente al Fondo di Tesoreria INPS. Per le aziende più piccole, resta in azienda.
Il fondo di riferimento del CCNL DMO è Fon.Te. (art. 95): il datore versa il 1,55% della retribuzione utile per il TFR per ogni lavoratore iscritto (quota associativa di 22 euro compresa nei limiti previsti) e il lavoratore almeno lo 0,55%. Il contributo datoriale si aggiunge alla destinazione del TFR e rende la previdenza complementare economicamente conveniente. Per gli apprendisti il contributo del datore è dell’1,05% (art. 50).
Anticipazione del TFR
Il lavoratore con almeno 8 anni di servizio continuativo può richiedere un’anticipazione fino al 70% del TFR maturato. Le causali ammesse dalla legge (art. 2120 c.c.) sono:
- acquisto o ristrutturazione della prima casa di abitazione per sé o per i figli;
- spese sanitarie straordinarie per patologie gravi del lavoratore o dei familiari a carico;
- fruizione di congedi parentali o di formazione (ex L. 53/2000).
L’anticipazione si può chiedere una sola volta nel corso del rapporto ed è tassata con le regole della tassazione separata (art. 19 TUIR); riduce il TFR residuo. Le priorità per la concessione sono fissate dall’Allegato 7 del CCNL.
Casi pratici
Quanto TFR hai maturato?
Calcola il TFR netto: accantonamento annuo, rivalutazione ISTAT e tassazione separata, partendo dalla retribuzione del tuo CCNL.
Domande frequenti
Come si calcola il TFR nella grande distribuzione?
Dove va il TFR se non viene destinato al fondo pensione?
Si può chiedere l’anticipo del TFR?
Il TFR viene pagato anche in caso di dimissioni?
Tredicesima e quattordicesima entrano nel calcolo del TFR?
Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2027, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi parentali e tredicesima, quattordicesima e premi.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL della Distribuzione Moderna Organizzata sottoscritto il 23 aprile 2024 da Federdistribuzione, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.