Indice
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La guida

CCNL Grande Distribuzione (Federdistribuzione)

Contratto a tempo determinato e contingentamento nel CCNL Grande Distribuzione (Federdistribuzione)

Nella grande distribuzione il contratto a tempo determinato serve a gestire saldi, festività, nuove aperture e picchi di domanda. La sua disciplina ruota attorno a tre cardini: il tetto di contingentamento, le causali e i limiti a proroghe e rinnovi, fissati in parte dalla legge e in parte dagli artt. 63-70 del CCNL DMO.

In sintesi

Il CCNL DMO limita i contratti a termine al 20% annuo dell’organico a tempo indeterminato dell’unità produttiva (art. 63), con un tetto complessivo del 28% insieme alla somministrazione (art. 66). Oltre i 12 mesi, fino a 24, servono le causali dell’art. 63 bis: saldi, festività natalizie e pasquali, servizi innovativi, digitalizzazione, nuove aperture, incremento temporaneo. Per proroghe (massimo 4 in 24 mesi) e intervalli tra un contratto e l’altro vale la legge.

Dati contrattuali

Parti firmatarie
Federdistribuzione · Filcams-Cgil · Fisascat-Cisl · Uiltucs-Uil
Istituti trattati
Contratto a termine · Tetto di contingentamento · Proroghe e precedenza
Riferimenti
D.Lgs. 81/2015, artt. 19-29 (contratto a termine, Decreto Dignità) · Artt. 63-70 del CCNL DMO (causali, contingentamento, nuove attività, sostegno all’occupazione)
Fonte
Testo unico CCNL DMO del 29/9/2025 (codice CNEL H008)

I limiti in sintesi

La disciplina del contratto a tempo determinato (D.Lgs. 81/2015, come modificato dal Decreto Dignità) fissa alcuni limiti inderogabili e rinvia per il resto al contratto collettivo. La tabella riepiloga i principali.

Contratto a termine — limiti di legge e rinvio al CCNL
Aspetto Regola di legge Ruolo del CCNL
Durata massima 24 mesi (rinnovi e proroghe inclusi, pari livello) Fino a 12 mesi senza causale; da 12 a 24 solo con le causali dell’art. 63 bis
Causale Necessaria oltre 12 mesi e per i rinnovi Art. 63 bis: saldi; festività natalizie (15 novembre-15 gennaio); festività pasquali (15 giorni prima e dopo); servizi innovativi; digitalizzazione; nuove aperture o ristrutturazioni (24 mesi dal 90° giorno prima); incremento temporaneo. Il contratto individuale deve richiamarla espressamente
Tetto di contingentamento 20% degli stabili al 1° gennaio (art. 23 d.lgs. 81/2015) 20% annuo dell’organico a tempo indeterminato dell’unità produttiva nell’esercizio precedente (art. 63); in ogni caso 4 lavoratori fino a 15 dipendenti e 6 da 16 a 30; con la somministrazione il tetto complessivo è il 28% (art. 66)
Esclusioni dal tetto Sostituzioni, stagionali e altre ipotesi di legge Nuove attività (art. 67), sostituzione di lavoratori assenti con diritto al posto, contratti di sostegno all’occupazione (art. 70), località turistiche (art. 63 ter)
Proroghe Massimo 4 nei 24 mesi Nessuna regola diversa dalla legge
Intervalli (stop&go) 10 gg (≤ 6 mesi) / 20 gg (> 6 mesi) Non si applicano alla successione motivata da ragioni sostitutive (art. 63, c. 7) né alle assunzioni per picchi nelle località turistiche (art. 63 ter)
Diritto di precedenza Dopo 6 mesi nella stessa azienda Accordi territoriali o aziendali possono regolarlo (art. 68)
Nuove attività — Contratti per la messa a regime, fino a 12 mesi, elevabili a 24 dalla contrattazione integrativa (art. 67)
Fonte: artt. 63-70 del Testo unico CCNL DMO del 29 settembre 2025. Le aziende comunicano semestralmente i contratti a termine e in somministrazione a E.Bi.Di.M. (art. 69).

Il tetto di contingentamento e le causali

Nella grande distribuzione la gestione dei contratti a termine ruota attorno a due vincoli che la legge fissa e il CCNL DMO declina.

Il tetto di contingentamento

Per la legge il numero dei lavoratori assunti a termine non può superare, di norma, il 20% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio. L’art. 63 del CCNL DMO fissa il limite al 20% annuo dell’organico a tempo indeterminato dell’unità produttiva nell’esercizio precedente, con esclusione dei contratti per nuove attività (art. 67), per sostituzione di lavoratori con diritto alla conservazione del posto e di sostegno all’occupazione (art. 70). Nelle unità fino a 15 dipendenti sono sempre ammessi 4 contratti a termine, in quelle da 16 a 30 dipendenti 6.

L’azienda può compensare le eccedenze di un’unità con i minori contratti di altre, ma le assunzioni annue a termine non possono superare il 28% dell’organico a tempo indeterminato (art. 63, cc. 5-6), tetto che comprende anche la somministrazione (art. 66; la somministrazione da sola è limitata al 15%, art. 65). Il superamento non comporta la conversione ma sanzioni amministrative.

Le causali

Per i primi 12 mesi il contratto a termine può essere acausale. Oltre i 12 mesi (e per rinnovi e proroghe che superano tale soglia) serve una causale. L’art. 63 bis del CCNL DMO individua i casi in cui si possono stipulare, rinnovare e prorogare contratti oltre i 12 mesi e fino a 24: saldi invernali ed estivi; festività natalizie (assunzioni tra il 15 novembre e il 15 gennaio); festività pasquali (15 giorni prima e dopo la Pasqua); servizi innovativi e digitalizzazione (professionalità per prodotti e competenze digitali); nuove aperture e ristrutturazioni (fino a 24 mesi dal novantesimo giorno precedente l’apertura o la ristrutturazione); incremento temporaneo per progetti o incarichi di durata superiore a 12 mesi. Il contratto individuale deve richiamare espressamente il caso. Restano valide le causali di legge, come la sostituzione di lavoratori assenti.

Proroghe, rinnovi e precedenza

Sono ammesse al massimo 4 proroghe nell’arco dei 24 mesi; tra un contratto e l’altro vanno rispettati gli intervalli di stop&go (10 o 20 giorni). Dopo 6 mesi nella stessa azienda matura il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato; l’art. 68 del CCNL lascia agli accordi territoriali o aziendali la possibilità di regolarne i casi. Le assunzioni a termine per i picchi nelle località turistiche, individuate con accordo di secondo livello, sono considerate stagionali e sono escluse da limiti quantitativi, di durata, di intervallo e dalle causali per proroghe e rinnovi (art. 63 ter).

Diritto di precedenza e conversione

Due conseguenze meritano attenzione. La prima è il diritto di precedenza: il lavoratore che ha prestato attività a termine per più di sei mesi presso la stessa azienda ha titolo di preferenza nelle assunzioni a tempo indeterminato per mansioni equivalenti effettuate nei mesi successivi, a condizione di manifestare la propria volontà nei termini. La seconda è la conversione: il superamento dei limiti di durata, del numero di proroghe o degli intervalli, e l’assenza della causale dove richiesta, determinano la trasformazione del rapporto a tempo indeterminato fin dal momento della violazione.

Casi pratici

Tizio — proroga oltre i 12 mesi senza causale
Tizio è assunto a termine per 8 mesi (acausale); l’azienda vuole prorogarlo per altri 6. Poiché la proroga porta il rapporto oltre i 12 mesi complessivi, serve una causale valida: rientra nell’art. 63 bis, per esempio, un incremento temporaneo legato a un progetto che richiede più di 12 mesi, purché il contratto lo richiami espressamente. Senza causale, la proroga espone alla conversione a tempo indeterminato.
Caia — superato il tetto del 20%
In un supermercato con 100 dipendenti a tempo indeterminato nell’esercizio precedente il limite dell’art. 63 è di 20 contratti a termine all’anno, esclusi quelli per nuove attività, sostituzione di assenti con diritto al posto e sostegno all’occupazione. Se l’azienda ne stipula 25 senza rientrare nelle eccezioni (e senza compensare con altre unità, nel limite del 28%), il superamento non converte i contratti di Caia ma comporta sanzioni amministrative a carico del datore.

Domande frequenti

Il contratto a termine deve indicare una causale?
Non sempre: fino a 12 mesi può essere acausale. Oltre i 12 mesi, e per i rinnovi, serve una causale: sostituzione, ragioni tecnico-organizzative o i casi dell’art. 63 bis del CCNL DMO (saldi, festività natalizie e pasquali, servizi innovativi, digitalizzazione, nuove aperture, incremento temporaneo), richiamati nel contratto individuale.
Quante proroghe sono ammesse?
Al massimo quattro nell’arco dei 24 mesi, a prescindere dal numero di contratti. La quinta proroga determina la trasformazione del rapporto a tempo indeterminato.
Che cosa sono gli intervalli di stop&go?
Sono i giorni che devono intercorrere tra due contratti a termine con lo stesso lavoratore: 10 giorni se il primo contratto era fino a 6 mesi, 20 giorni se superiore. Le attività stagionali ne sono esenti.
Quanti contratti a termine può avere l’azienda?
Per l’art. 63 del CCNL DMO non oltre il 20% annuo dell’organico a tempo indeterminato dell’unità produttiva nell’esercizio precedente, con esclusione di nuove attività, sostituzioni e contratti di sostegno all’occupazione; sempre 4 contratti fino a 15 dipendenti e 6 da 16 a 30. Con la somministrazione il tetto complessivo è il 28% (art. 66). Il superamento comporta sanzioni amministrative, non la conversione dei contratti.

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Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (D.Lgs. 81/2015) e agli artt. 63-70 del testo unico CCNL DMO del 29 settembre 2025.

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