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La guida
Contratto a tempo determinato e contingentamento nel CCNL Grande Distribuzione (Federdistribuzione)
Nella grande distribuzione il contratto a tempo determinato serve a gestire saldi, festività, nuove aperture e picchi di domanda. La sua disciplina ruota attorno a tre cardini: il tetto di contingentamento, le causali e i limiti a proroghe e rinnovi, fissati in parte dalla legge e in parte dagli artt. 63-70 del CCNL DMO.
Il CCNL DMO limita i contratti a termine al 20% annuo dell’organico a tempo indeterminato dell’unità produttiva (art. 63), con un tetto complessivo del 28% insieme alla somministrazione (art. 66). Oltre i 12 mesi, fino a 24, servono le causali dell’art. 63 bis: saldi, festività natalizie e pasquali, servizi innovativi, digitalizzazione, nuove aperture, incremento temporaneo. Per proroghe (massimo 4 in 24 mesi) e intervalli tra un contratto e l’altro vale la legge.
I limiti in sintesi
La disciplina del contratto a tempo determinato (D.Lgs. 81/2015, come modificato dal Decreto Dignità) fissa alcuni limiti inderogabili e rinvia per il resto al contratto collettivo. La tabella riepiloga i principali.
| Aspetto | Regola di legge | Ruolo del CCNL |
|---|---|---|
| Durata massima | 24 mesi (rinnovi e proroghe inclusi, pari livello) | Fino a 12 mesi senza causale; da 12 a 24 solo con le causali dell’art. 63 bis |
| Causale | Necessaria oltre 12 mesi e per i rinnovi | Art. 63 bis: saldi; festività natalizie (15 novembre-15 gennaio); festività pasquali (15 giorni prima e dopo); servizi innovativi; digitalizzazione; nuove aperture o ristrutturazioni (24 mesi dal 90° giorno prima); incremento temporaneo. Il contratto individuale deve richiamarla espressamente |
| Tetto di contingentamento | 20% degli stabili al 1° gennaio (art. 23 d.lgs. 81/2015) | 20% annuo dell’organico a tempo indeterminato dell’unità produttiva nell’esercizio precedente (art. 63); in ogni caso 4 lavoratori fino a 15 dipendenti e 6 da 16 a 30; con la somministrazione il tetto complessivo è il 28% (art. 66) |
| Esclusioni dal tetto | Sostituzioni, stagionali e altre ipotesi di legge | Nuove attività (art. 67), sostituzione di lavoratori assenti con diritto al posto, contratti di sostegno all’occupazione (art. 70), località turistiche (art. 63 ter) |
| Proroghe | Massimo 4 nei 24 mesi | Nessuna regola diversa dalla legge |
| Intervalli (stop&go) | 10 gg (≤ 6 mesi) / 20 gg (> 6 mesi) | Non si applicano alla successione motivata da ragioni sostitutive (art. 63, c. 7) né alle assunzioni per picchi nelle località turistiche (art. 63 ter) |
| Diritto di precedenza | Dopo 6 mesi nella stessa azienda | Accordi territoriali o aziendali possono regolarlo (art. 68) |
| Nuove attività | — | Contratti per la messa a regime, fino a 12 mesi, elevabili a 24 dalla contrattazione integrativa (art. 67) |
Il tetto di contingentamento e le causali
Nella grande distribuzione la gestione dei contratti a termine ruota attorno a due vincoli che la legge fissa e il CCNL DMO declina.
Il tetto di contingentamento
Per la legge il numero dei lavoratori assunti a termine non può superare, di norma, il 20% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio. L’art. 63 del CCNL DMO fissa il limite al 20% annuo dell’organico a tempo indeterminato dell’unità produttiva nell’esercizio precedente, con esclusione dei contratti per nuove attività (art. 67), per sostituzione di lavoratori con diritto alla conservazione del posto e di sostegno all’occupazione (art. 70). Nelle unità fino a 15 dipendenti sono sempre ammessi 4 contratti a termine, in quelle da 16 a 30 dipendenti 6.
L’azienda può compensare le eccedenze di un’unità con i minori contratti di altre, ma le assunzioni annue a termine non possono superare il 28% dell’organico a tempo indeterminato (art. 63, cc. 5-6), tetto che comprende anche la somministrazione (art. 66; la somministrazione da sola è limitata al 15%, art. 65). Il superamento non comporta la conversione ma sanzioni amministrative.
Le causali
Per i primi 12 mesi il contratto a termine può essere acausale. Oltre i 12 mesi (e per rinnovi e proroghe che superano tale soglia) serve una causale. L’art. 63 bis del CCNL DMO individua i casi in cui si possono stipulare, rinnovare e prorogare contratti oltre i 12 mesi e fino a 24: saldi invernali ed estivi; festività natalizie (assunzioni tra il 15 novembre e il 15 gennaio); festività pasquali (15 giorni prima e dopo la Pasqua); servizi innovativi e digitalizzazione (professionalità per prodotti e competenze digitali); nuove aperture e ristrutturazioni (fino a 24 mesi dal novantesimo giorno precedente l’apertura o la ristrutturazione); incremento temporaneo per progetti o incarichi di durata superiore a 12 mesi. Il contratto individuale deve richiamare espressamente il caso. Restano valide le causali di legge, come la sostituzione di lavoratori assenti.
Proroghe, rinnovi e precedenza
Sono ammesse al massimo 4 proroghe nell’arco dei 24 mesi; tra un contratto e l’altro vanno rispettati gli intervalli di stop&go (10 o 20 giorni). Dopo 6 mesi nella stessa azienda matura il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato; l’art. 68 del CCNL lascia agli accordi territoriali o aziendali la possibilità di regolarne i casi. Le assunzioni a termine per i picchi nelle località turistiche, individuate con accordo di secondo livello, sono considerate stagionali e sono escluse da limiti quantitativi, di durata, di intervallo e dalle causali per proroghe e rinnovi (art. 63 ter).
Diritto di precedenza e conversione
Due conseguenze meritano attenzione. La prima è il diritto di precedenza: il lavoratore che ha prestato attività a termine per più di sei mesi presso la stessa azienda ha titolo di preferenza nelle assunzioni a tempo indeterminato per mansioni equivalenti effettuate nei mesi successivi, a condizione di manifestare la propria volontà nei termini. La seconda è la conversione: il superamento dei limiti di durata, del numero di proroghe o degli intervalli, e l’assenza della causale dove richiesta, determinano la trasformazione del rapporto a tempo indeterminato fin dal momento della violazione.
Casi pratici
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Domande frequenti
Il contratto a termine deve indicare una causale?
Quante proroghe sono ammesse?
Che cosa sono gli intervalli di stop&go?
Quanti contratti a termine può avere l’azienda?
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Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (D.Lgs. 81/2015) e agli artt. 63-70 del testo unico CCNL DMO del 29 settembre 2025.
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