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La guida
Periodo di prova nel CCNL della Grande Distribuzione Organizzata
Il CCNL della Distribuzione Moderna Organizzata (art. 105) fissa il periodo di prova massimo in 6 mesi di calendario per Quadri e I livello, 60 giorni di lavoro effettivo dal II al V livello e 45 giorni per il VI e il VII. La forma scritta è obbligatoria: senza clausola scritta il rapporto è privo di prova fin dall’origine.
Nel CCNL Federdistribuzione (DMO) il periodo di prova massimo è di 6 mesi di calendario per Quadri e I livello, 60 giorni di lavoro effettivo dal II al V livello e 45 giorni per VI e VII (art. 105). Deve risultare da atto scritto; senza forma scritta il rapporto è privo di prova. Il recesso è libero per entrambe le parti.
Tabella riepilogativa
| Livello | Durata massima | Modalità di computo |
|---|---|---|
| Quadri e I livello | 6 mesi | Giorni di calendario |
| II e III livello | 60 giorni | Lavoro effettivo |
| IV e V livello | 60 giorni | Lavoro effettivo |
| VI e VII livello | 45 giorni | Lavoro effettivo |
Nota: sono limiti massimi: il contratto individuale può prevedere una prova più breve. Per Quadri e I livello il computo è in giorni di calendario; per tutti gli altri livelli si contano i giorni di lavoro effettivo, cioè quelli in cui si lavora davvero. Fonte: art. 105 del Testo unico CCNL DMO del 29 settembre 2025.
La forma scritta obbligatoria
Il codice civile (art. 2096 c.c.) richiede che il patto di prova risulti da atto scritto. Il CCNL DMO ribadisce questo requisito: la clausola deve essere inserita nella lettera di assunzione o in un documento separato firmato da entrambe le parti prima dell’inizio del rapporto.
L’atto scritto deve indicare almeno:
- la durata del periodo di prova (in mesi o giorni, secondo il livello);
- il livello di inquadramento e le mansioni affidate;
- la data di inizio del rapporto di lavoro.
In assenza di forma scritta, il periodo di prova è nullo e il rapporto si considera a tempo indeterminato con piena tutela fin dal primo giorno. Il datore non può invocare il mancato superamento della prova per recedere liberamente.
Come si computa il periodo di prova
Il CCNL DMO distingue due modalità di computo a seconda del livello:
- Per Quadri e I livello: la prova si misura in mesi di calendario, quindi le assenze (malattia, ferie, festività) non la prolungano.
- Per tutti gli altri livelli (II-VII): la prova si misura in giorni di lavoro effettivo. Le giornate di assenza (malattia, infortunio, ferie e ogni altra causa di sospensione) non si contano e la scadenza slitta in avanti di altrettanti giorni.
Esempio pratico: un cassiere (IV livello) assume servizio il 1° febbraio 2026 con prova di 60 giorni di lavoro effettivo. Se lavora 5 giorni su 7 (lun-ven) senza assenze, il 60° giorno di lavoro effettivo cade intorno alla fine di aprile. Se nel frattempo è assente per malattia 10 giorni lavorativi, la prova si conclude 10 giorni lavorativi dopo.
Recesso durante la prova e suoi limiti
Durante il periodo di prova ciascuna delle parti può recedere liberamente, senza obbligo di preavviso e senza obbligo di motivazione (art. 105, c. 4). Il lavoratore ha diritto al TFR e ai ratei di tredicesima, quattordicesima e ferie maturati fino a quel momento.
Limiti al recesso datoriale:
- Il recesso non può essere discriminatorio (art. 15 Statuto dei Lavoratori) per motivi di sesso, religione, razza, opinioni politiche, appartenenza sindacale.
- Il recesso non può essere ritorsivo (es. per aver segnalato irregolarità o esercitato un diritto).
- Il recesso effettuato quando il lavoratore non ha avuto la concreta possibilità di svolgere la prova (es. totale coincidenza con la malattia) può essere contestato come abuso del diritto.
La retribuzione durante la prova non può essere inferiore al minimo contrattuale del livello assegnato: è vietata la prassi di retribuire la prova con importi ridotti rispetto al minimo tabellare.
Superamento della prova e conferma
Trascorso il periodo di prova senza che nessuna delle parti abbia comunicato il recesso, il rapporto si intende automaticamente confermato a tempo indeterminato, senza necessità di comunicazioni formali aggiuntive. Il periodo di prova si computa nell’anzianità di servizio ai fini di: scatti di anzianità, ferie, comporto per malattia, TFR e preavviso.
Casi pratici
Domande frequenti
Quanto dura il periodo di prova nel CCNL Federdistribuzione?
Come si calcolano i giorni di lavoro effettivo?
Il periodo di prova deve essere scritto?
Si può essere licenziati senza motivo durante la prova?
Il periodo di prova conta per l’anzianità di servizio?
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Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL della Distribuzione Moderna Organizzata sottoscritto il 23 aprile 2024 da Federdistribuzione, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.