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La guida

CCNL Grande Distribuzione (Federdistribuzione)

Periodo di prova nel CCNL della Grande Distribuzione Organizzata

Il CCNL della Distribuzione Moderna Organizzata (art. 105) fissa il periodo di prova massimo in 6 mesi di calendario per Quadri e I livello, 60 giorni di lavoro effettivo dal II al V livello e 45 giorni per il VI e il VII. La forma scritta è obbligatoria: senza clausola scritta il rapporto è privo di prova fin dall’origine.

In sintesi

Nel CCNL Federdistribuzione (DMO) il periodo di prova massimo è di 6 mesi di calendario per Quadri e I livello, 60 giorni di lavoro effettivo dal II al V livello e 45 giorni per VI e VII (art. 105). Deve risultare da atto scritto; senza forma scritta il rapporto è privo di prova. Il recesso è libero per entrambe le parti.

Dati contrattuali

Parti firmatarie
Federdistribuzione · Filcams-Cgil · Fisascat-Cisl · Uiltucs-Uil
Ultimo rinnovo
23 aprile 2024
Vigenza
1° aprile 2023 – 31 marzo 2027
Norma di legge
Art. 2096 c.c. – periodo di prova

Tabella riepilogativa

Durata massima del periodo di prova per livello – CCNL DMO Federdistribuzione, art. 105
Livello Durata massima Modalità di computo
Quadri e I livello 6 mesi Giorni di calendario
II e III livello 60 giorni Lavoro effettivo
IV e V livello 60 giorni Lavoro effettivo
VI e VII livello 45 giorni Lavoro effettivo

Nota: sono limiti massimi: il contratto individuale può prevedere una prova più breve. Per Quadri e I livello il computo è in giorni di calendario; per tutti gli altri livelli si contano i giorni di lavoro effettivo, cioè quelli in cui si lavora davvero. Fonte: art. 105 del Testo unico CCNL DMO del 29 settembre 2025.

La forma scritta obbligatoria

Il codice civile (art. 2096 c.c.) richiede che il patto di prova risulti da atto scritto. Il CCNL DMO ribadisce questo requisito: la clausola deve essere inserita nella lettera di assunzione o in un documento separato firmato da entrambe le parti prima dell’inizio del rapporto.

L’atto scritto deve indicare almeno:

  • la durata del periodo di prova (in mesi o giorni, secondo il livello);
  • il livello di inquadramento e le mansioni affidate;
  • la data di inizio del rapporto di lavoro.

In assenza di forma scritta, il periodo di prova è nullo e il rapporto si considera a tempo indeterminato con piena tutela fin dal primo giorno. Il datore non può invocare il mancato superamento della prova per recedere liberamente.

Come si computa il periodo di prova

Il CCNL DMO distingue due modalità di computo a seconda del livello:

  • Per Quadri e I livello: la prova si misura in mesi di calendario, quindi le assenze (malattia, ferie, festività) non la prolungano.
  • Per tutti gli altri livelli (II-VII): la prova si misura in giorni di lavoro effettivo. Le giornate di assenza (malattia, infortunio, ferie e ogni altra causa di sospensione) non si contano e la scadenza slitta in avanti di altrettanti giorni.

Esempio pratico: un cassiere (IV livello) assume servizio il 1° febbraio 2026 con prova di 60 giorni di lavoro effettivo. Se lavora 5 giorni su 7 (lun-ven) senza assenze, il 60° giorno di lavoro effettivo cade intorno alla fine di aprile. Se nel frattempo è assente per malattia 10 giorni lavorativi, la prova si conclude 10 giorni lavorativi dopo.

Recesso durante la prova e suoi limiti

Durante il periodo di prova ciascuna delle parti può recedere liberamente, senza obbligo di preavviso e senza obbligo di motivazione (art. 105, c. 4). Il lavoratore ha diritto al TFR e ai ratei di tredicesima, quattordicesima e ferie maturati fino a quel momento.

Limiti al recesso datoriale:

  • Il recesso non può essere discriminatorio (art. 15 Statuto dei Lavoratori) per motivi di sesso, religione, razza, opinioni politiche, appartenenza sindacale.
  • Il recesso non può essere ritorsivo (es. per aver segnalato irregolarità o esercitato un diritto).
  • Il recesso effettuato quando il lavoratore non ha avuto la concreta possibilità di svolgere la prova (es. totale coincidenza con la malattia) può essere contestato come abuso del diritto.

La retribuzione durante la prova non può essere inferiore al minimo contrattuale del livello assegnato: è vietata la prassi di retribuire la prova con importi ridotti rispetto al minimo tabellare.

Superamento della prova e conferma

Trascorso il periodo di prova senza che nessuna delle parti abbia comunicato il recesso, il rapporto si intende automaticamente confermato a tempo indeterminato, senza necessità di comunicazioni formali aggiuntive. Il periodo di prova si computa nell’anzianità di servizio ai fini di: scatti di anzianità, ferie, comporto per malattia, TFR e preavviso.

Casi pratici

Tizio – Cassiere: prova interrotta da malattia
Tizio (IV livello) è assunto il 3 marzo 2026 con prova di 60 giorni di lavoro effettivo. Dal 15 al 25 marzo è assente per malattia (8 giorni lavorativi). La prova si prolunga di 8 giorni di lavoro: il 60° giorno di lavoro effettivo arriva otto giornate lavorative dopo la data che si sarebbe avuta senza malattia. Se entro tale data nessuno recede, Tizio è confermato a tempo indeterminato.
Caia – Store manager (I livello): prova di 6 mesi di calendario
Caia è assunta come responsabile di punto vendita (I livello) il 1° aprile 2026. La prova dura 6 mesi di calendario: scade il 30 settembre 2026, indipendentemente dalle assenze. Se Caia è in ferie 2 settimane a giugno, la prova scade ugualmente il 30 settembre. Dal 1° ottobre 2026, senza comunicazione di recesso, l’assunzione è confermata e il periodo di prova conta nell’anzianità.
Sempronio – Recesso datoriale sospettato di essere ritorsivo
Sempronio (V livello) è in prova da 30 giorni effettivi. Aveva segnalato al responsabile un problema di sicurezza nel magazzino. Pochi giorni dopo riceve il recesso per «mancato superamento della prova». Sospettando un recesso ritorsivo, si rivolge alla Filcams-Cgil locale: il sindacato esamina la cronologia degli eventi e valuta se presentare ricorso al Giudice del Lavoro per nullità del recesso.

Domande frequenti

Quanto dura il periodo di prova nel CCNL Federdistribuzione?
Al massimo 6 mesi di calendario per Quadri e I livello, 60 giorni di lavoro effettivo dal II al V livello e 45 giorni per il VI e il VII livello (art. 105).
Come si calcolano i giorni di lavoro effettivo?
Si contano solo i giorni in cui si lavora davvero: malattia, infortunio, ferie e le altre assenze non entrano nel conteggio. Se un lavoratore è assente per malattia 10 giorni lavorativi, la prova si estende di 10 giorni lavorativi.
Il periodo di prova deve essere scritto?
Sì. L’art. 2096 c.c. richiede l’atto scritto e l’art. 103 del CCNL elenca la durata della prova tra le indicazioni della lettera di assunzione. In assenza di clausola scritta il rapporto è a tempo indeterminato senza prova, con piena tutela fin dal primo giorno.
Si può essere licenziati senza motivo durante la prova?
Sì, durante la prova entrambe le parti possono recedere liberamente, senza preavviso né obbligo di motivazione. Rimangono però vietati i recessi discriminatori o ritorsivi, che sono nulli e impugnabili davanti al Giudice del Lavoro.
Il periodo di prova conta per l’anzianità di servizio?
Sì. Superata la prova, il periodo si computa nell’anzianità di servizio (art. 105, c. 5), con effetto su scatti, ferie, preavviso e comporto.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2027, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi parentali e tredicesima, quattordicesima e premi.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL della Distribuzione Moderna Organizzata sottoscritto il 23 aprile 2024 da Federdistribuzione, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

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