Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 11 D.Lgs. 209/2005 – Attività assicurativa

    Art. 11 D.Lgs. 209/2005 – Attività assicurativa

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. L'esercizio dell'attività assicurativa nei rami vita e nei rami danni, come classificati all'articolo 2, è riservato alle imprese di assicurazione.

    2. L'impresa di assicurazione limita l'oggetto sociale all'esercizio dei soli rami vita oppure dei soli rami danni e della relativa riassicurazione.

    3. In deroga al comma 2, è consentito l'esercizio congiunto dei rami vita e dei soli rami danni infortuni e malattia di cui all'articolo 2, comma 3. L'impresa è tenuta ad una gestione separata per ciascuna delle due attività secondo le disposizioni stabilite dall' IVASS con regolamento.

    4. L'impresa di assicurazione può inoltre svolgere le operazioni connesse o strumentali all'esercizio dell'attività assicurativa o riassicurativa. Sono inoltre consentite le attività relative alla costituzione ed alla gestione delle forme di assistenza sanitaria e di previdenza integrative, nei limiti ed alle condizioni stabilite dalla legge.

  • Unione civile: come si costituisce, diritti e differenze col matrimonio

    L’unione civile è l’istituto introdotto dalla legge 76/2016 per dare riconoscimento giuridico alle coppie dello stesso sesso. Nella sostanza è molto vicina al matrimonio – stessi diritti successori, stessa tutela previdenziale, stesso regime patrimoniale – ma presenta alcune differenze precise che conviene conoscere. Vediamo come si costituisce, quali effetti produce, come si scioglie e in cosa si distingue dal matrimonio.

    Chi può costituirla

    L’unione civile può essere costituita da due persone maggiorenni dello stesso sesso. Per le coppie di sesso diverso lo strumento equivalente resta il matrimonio. Non possono unirsi civilmente le persone già vincolate da un matrimonio o da un’altra unione civile, gli interdetti per infermità di mente e i parenti negli stessi gradi che impediscono il matrimonio.

    Come si costituisce

    L’unione si costituisce mediante dichiarazione resa di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni. L’ufficiale provvede alla registrazione nell’archivio dello stato civile. Non sono previste pubblicazioni come per il matrimonio. Le parti possono indicare il regime patrimoniale prescelto.

    I diritti e i doveri

    Con l’unione civile le parti acquistano gli stessi diritti e assumono gli stessi doveri; dall’unione deriva l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione. Entrambe sono tenute a contribuire ai bisogni comuni in relazione alle proprie sostanze e alla capacità di lavoro. Sul piano patrimoniale il regime legale è la comunione dei beni, salvo diversa convenzione. Le parti possono inoltre scegliere un cognome comune per la durata dell’unione.

    Successione e previdenza

    Questo è il punto più rilevante in pratica: l’unito civilmente è equiparato al coniuge. È quindi erede legittimo e legittimario (ha una quota di eredità riservata), gode del diritto di abitazione sulla casa familiare ai sensi dell’art. 540 del codice civile e ha diritto alla pensione di reversibilità e al trattamento di fine rapporto. È la differenza decisiva rispetto alla semplice convivenza di fatto, che di questi diritti è priva.

    Le differenze con il matrimonio

    Pur nella sostanziale equiparazione, restano alcune differenze:

    • Nessun obbligo di fedeltà: il legislatore non lo ha richiamato tra i doveri dell’unione civile (resta l’assistenza morale e materiale);
    • Nessuna separazione personale: non esiste la fase della separazione che precede il divorzio nel matrimonio;
    • Adozione: la legge non prevede l’adozione del figlio del partner; la giurisprudenza l’ha ammessa in casi particolari (art. 44 della legge 184/1983), ma non come regola generale.

    Come si scioglie

    L’unione civile si scioglie per morte o per volontà delle parti. In quest’ultimo caso è sufficiente che anche una sola delle due manifesti all’ufficiale di stato civile la volontà di scioglimento; decorsi tre mesi si può proporre la domanda di scioglimento (divorzio). A differenza del matrimonio, quindi, non occorre passare per la separazione. Lo scioglimento avviene anche nelle altre ipotesi previste dalla legge sul divorzio.

    Articoli di legge da consultare

    Domande frequenti

    L’unione civile è solo per coppie dello stesso sesso?

    Sì. L’unione civile è riservata a due persone maggiorenni dello stesso sesso. Le coppie di sesso diverso possono sposarsi oppure costituire una convivenza di fatto.

    Nell’unione civile c’è l’obbligo di fedeltà?

    No. La legge 76/2016 non richiama l’obbligo di fedeltà tra i doveri dell’unione civile; restano l’obbligo di assistenza morale e materiale e di coabitazione.

    Come si scioglie un’unione civile?

    Basta che una delle parti dichiari all’ufficiale di stato civile la volontà di scioglimento; trascorsi tre mesi si propone la domanda di divorzio. Non è prevista la separazione personale.

    Risorse correlate

    I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.

  • Art. 13 D.P.R. 115/2002 – (L) Importi

    Art. 13 D.P.R. 115/2002 – (L) Importi

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. 1. Il contributo unificato è dovuto nei seguenti importi: a) euro 43 per i processi di valore fino a 1.100 euro, nonché per i processi per controversie di previdenza e assistenza obbligatorie, salvo quanto previsto dall'articolo 9, comma-1 bis, per i procedimenti su domanda congiunta di cui all'articolo 473-bis.51 del codice di procedura civile ; (27) (95) b) euro 98 per i processi di valore superiore a euro 1.100 e fino a euro 5.200 e per i processi di volontaria giurisdizione, nonché per i procedimenti contenziosi di cui all'articolo 473-bis.47 del codice di procedura civile e per i processi speciali di cui al libro IV, titolo II, capo VI, del medesimo codice, (27) (95) c) euro 237 per i processi di valore superiore a euro 5.200 e fino a euro 26.000 e per i processi contenziosi di valore indeterminabile di competenza esclusiva del giudice di pace; (27) d) euro 518 per i processi di valore superiore a euro 26.000 e fino a euro 52.000 e per i processi civili di valore indeterminabile; (27) e) euro 759 per i processi di valore superiore a euro 52.000 e fino a euro 260.000;(27) f) euro 1.214 per i processi di valore superiore a euro 260.000 e fino a euro 520.000; (27) g) euro 1.686 per i processi di valore superiore a euro 520.000. (27)

    1-bis. Il contributo di cui al comma 1 è aumentato della metà per i giudizi di impugnazione ed è raddoppiato per i processi dinanzi alla Corte di cassazione. (30)

    1-ter. Per i processi di competenza delle sezioni specializzate di cui al decreto legislativo 27 giugno 2003, n. 168 , e successive modificazioni, il contributo unificato di cui al comma 1 è raddoppiato. Si applica il comma 1-bis. (31)

    1-quater. Quando l'impugnazione, anche incidentale, è respinta integralmente o è dichiarata inammissibile o improcedibile, la parte che l'ha proposta è tenuta a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione, principale o incidentale, a norma del comma 1-bis. Il giudice dà atto nel provvedimento della sussistenza dei presupposti di cui al periodo precedente e l'obbligo di pagamento sorge al momento del deposito dello stesso. (34) 1-quater.1. Le disposizioni di cui al comma 1-quater non si applicano quando il ricorso per cassazione viene dichiarato estinto ai sensi dell'articolo 380-bis, secondo comma, ultimo periodo, del codice di procedura civile . (81) (84) (95)

    1-quinquies. Per il procedimento introdotto con l'istanza di cui all' articolo 492-bis, secondo comma, del codice di procedura civile il contributo dovuto è pari ad euro 43 e non si applica l'articolo 30. (40)(95)

    1-sexies. Per le controversie in materia di accertamento della cittadinanza italiana il contributo dovuto è pari a 600 euro. Il contributo è dovuto per ciascuna parte ricorrente, anche se la domanda è proposta congiuntamente nel medesimo giudizio .

    2. Per i processi di esecuzione immobiliare il contributo dovuto è pari a euro 278. Per gli altri processi esecutivi lo stesso importo è ridotto della metà. Per i processi esecutivi mobiliari di valore inferiore a 2.500 euro il contributo dovuto è pari a euro 43. Per i processi di opposizione agli atti esecutivi il contributo dovuto è pari a euro 168.

    2-bis. Fuori dei casi previsti dall'articolo 10, comma 6-bis, per i processi dinanzi alla Corte di cassazione, oltre al contributo unificato, è dovuto un importo pari all'imposta fissa di registrazione dei provvedimenti giudiziari.

    3. Il contributo è ridotto alla metà per i processi speciali previsti nel libro IV, titolo I, del codice di procedura civile , compreso il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo e di opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento e per le controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego, salvo quanto previsto dall'articolo 9, comma 1-bis. Ai fini del contributo dovuto, il valore dei processi di sfratto per morosità si determina in base all'importo dei canoni non corrisposti alla data di notifica dell'atto di citazione per la convalida e quello dei processi di finita locazione si determina in base all'ammontare del canone per ogni anno. (27)

    3-bis. Ove il difensore non indichi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata ai sensi dell' articolo 16, comma 1-bis, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 , ovvero qualora la parte ometta di indicare il codice fiscale nell'atto introduttivo del giudizio o, per il processo tributario, nel ricorso il contributo unificato è aumentato della metà. (27) (95)

    4. COMMA ABROGATO DALLA L. 23 DICEMBRE 2009, N. 191 . (27)

    5. Per la procedura fallimentare, che è la procedura dalla sentenza dichiarativa di fallimento alla chiusura, il contributo dovuto è pari a euro 851. (27)

    6. Se manca la dichiarazione di cui all'articolo 14, il processo si presume del valore indicato al comma 1, lettera g). Se manca la dichiarazione di cui al comma 3-bis dell'articolo 14, il processo si presume del valore indicato al comma 6-quater, lettera f).

    6-bis. 6-bis. Il contributo unificato per i ricorsi proposti davanti ai Tribunali amministrativi regionali e al Consiglio di Stato è dovuto nei seguenti importi: a) per i ricorsi previsti dagli articoli 116 e 117 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104 , per quelli aventi ad oggetto il diritto di cittadinanza, di residenza, di soggiorno e di ingresso nel territorio dello Stato e per i ricorsi di esecuzione nella sentenza o di ottemperanza del giudicato il contributo dovuto è di euro 300. Non è dovuto alcun contributo per i ricorsi previsti dall'articolo 25 della citata legge n. 241 del 1990 avverso il diniego di accesso alle informazioni di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195 , di attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale; b) per le controversie concernenti rapporti di pubblico impiego, si applica il comma 3; c) per i ricorsi cui si applica il rito abbreviato comune a determinate materie previsto dal libro IV, titolo V, del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104 , nonché da altre disposizioni che richiamino il citato rito, il contributo dovuto è di euro 1.800; (34) d) per i ricorsi di cui all'articolo 119, comma 1, lettere a) e b), del codice di cui all'allegato 1 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104 , il contributo dovuto è di euro 2.000 quando il valore della controversia è pari o inferiore ad euro 200.000; per quelle di importo compreso tra euro 200.000 e 1.000.000 il contributo dovuto è di euro 4.000 mentre per quelle di valore superiore a 1.000.000 di euro è pari ad euro 6.000. Se manca la dichiarazione di cui al comma 3-bis dell'articolo 14, il contributo dovuto è di euro 6.000; (34) e) in tutti gli altri casi non previsti dalle lettere precedenti e per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nei casi ammessi dalla normativa vigente, il contributo dovuto è di euro 650. PERIODO SOPPRESSO DAL D.L. 13 AGOSTO 2011, N. 138 , CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 14 SETTEMBRE 2011, N. 148 . PERIODO SOPPRESSO DAL D.L. 13 AGOSTO 2011, N. 138 , CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 14 SETTEMBRE 2011, N. 148 . (27) (34) 6-bis.1. Gli importi di cui alle lettere a), b ), c), d) ed e) del comma 6-bis sono aumentati della metà ove il difensore non indichi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata e il proprio recapito fax, ai sensi dell' articolo 136 del codice del processo amministrativo di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104 , ovvero qualora la parte ometta di indicare il codice fiscale nel ricorso. L'onere relativo al pagamento dei suddetti contributi è dovuto in ogni caso dalla parte soccombente, anche nel caso di compensazione giudiziale delle spese e anche se essa non si è costituita in giudizio. Ai fini predetti, la soccombenza si determina con il passaggio in giudicato della sentenza. Ai fini del presente comma, per ricorsi si intendono quello principale, quello incidentale e i motivi aggiunti che introducono domande nuove.

    6-ter. COMMA ABROGATO DAL D.L. 6 LUGLIO 2011, N. 98 , CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 15 LUGLIO 2011, N. 111 .

    6-quater. 6-quater. Per i ricorsi principale ed incidentale proposti avanti le Commissioni tributarie provinciali e regionali è dovuto il contributo unificato nei seguenti importi: a) euro 30 per controversie di valore fino a euro 2.582,28; b) euro 60 per controversie di valore superiore a euro 2.582,28 e fino a euro 5.000; c) euro 120 per controversie di valore superiore a euro 5.000 e fino a euro 25.000 e per le controversie tributarie di valore indeterminabile; d) euro 250 per controversie di valore superiore a euro 25.000 e fino a euro 75.000; e) euro 500 per controversie di valore superiore a euro 75.000 e fino a euro 200.000; f) euro 1.500 per controversie di valore superiore a euro 200.000. (27)

    6-quinquies. 6-quinquies. Per le controversie di cui al regolamento (UE) n. 655/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014 , che istituisce una procedura per l'ordinanza europea di sequestro conservativo su conti bancari al fine di facilitare il recupero transfrontaliero dei crediti in materia civile e commerciale, si applicano: a) gli importi stabiliti dall'articolo 13, commi 1, lettera b), e 1-bis, per i procedimenti previsti dagli articoli 21 e 37 del regolamento (UE) n. 655/2014 ; b) gli importi stabiliti dall'articolo 13, comma 3, per i procedimenti previsti dagli articoli 8 , 33 e 35 del regolamento (UE) n. 655/2014 ; c) gli importi stabiliti dall'articolo 13, comma 1, per i procedimenti previsti dall' articolo 34 del regolamento (UE) n. 655/2014 ; d) gli importi stabiliti dall'articolo 13, comma 1-quinquies, per i procedimenti previsti dall' articolo 14 del regolamento (UE) n. 655/2014 .

  • Buoni pasto e indennità sostitutiva di mensa nel CCNL Stabilimenti Balneari

    CCNL Stabilimenti Balneari

    Buoni pasto e indennità sostitutiva di mensa nel CCNL Stabilimenti Balneari

    Dove il lavoro si svolge in cantiere, in mobilità o in luoghi privi di strutture di ristorazione, al posto della mensa o del buono pasto può essere riconosciuta un’indennità sostitutiva di mensa. Il suo trattamento fiscale è particolare e va conosciuto per non confonderlo con quello del buono pasto.

    In sintesi

    L’indennità sostitutiva di mensa è una somma in denaro erogata in alternativa al servizio mensa. È di regola imponibile, salvo un’esenzione fino a 5,29 €/giorno per gli addetti a cantieri e a unità produttive in zone prive di strutture di ristorazione. I buoni pasto seguono invece le soglie di 4 € (cartaceo) e 10 € (elettronico; dal 1° gennaio 2026; fino al 2025: 8 €).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Associazione datoriale di categoria · CGIL · CISL · UIL di categoria
    Istituti trattati
    Indennità sostitutiva di mensa · Buoni pasto · Regime fiscale
    Riferimenti
    Art. 51, comma 2, TUIR (regime fiscale di mensa e buoni pasto) · CCNL per spettanza e importi
    Fonte
    Testo del CCNL depositato presso il CNEL

    Le forme del servizio pasto a confronto

    Il servizio sostitutivo della mensa può assumere quattro forme principali, con trattamenti fiscali differenti. Il diritto al beneficio e il suo importo nascono dal CCNL o dall’accordo aziendale; le soglie di esenzione sono invece fissate dalla legge.

    Servizio pasto — forme e regime fiscale (art. 51 TUIR)
    Forma In che cosa consiste Regime fiscale
    Mensa aziendale / convenzioni Somministrazione di vitto gestita dal datore o da terzi Non concorre al reddito (esente, senza limite)
    Buono pasto cartaceo Ticket cartaceo spendibile nella ristorazione convenzionata Esente fino a 4,00 €/giorno; eccedenza imponibile
    Buono pasto elettronico Ticket su card/app Esente fino a 10,00 €/giorno; eccedenza imponibile
    Indennità sostitutiva di mensa Somma in denaro al posto del servizio Imponibile, salvo esenzione fino a 5,29 €/giorno per cantieri e zone prive di ristorazione
    Di norma spetta un solo beneficio per giornata lavorativa. Gli importi e le condizioni di spettanza sono fissati dal CCNL e dagli accordi aziendali: per i valori esatti si rinvia al testo contrattuale vigente.

    Indennità sostitutiva di mensa: quando e quanto

    Dove il servizio mensa non è praticabile — cantieri, lavoro itinerante, sedi isolate — al lavoratore può essere riconosciuta una somma in denaro in sostituzione del pasto.

    Il regime fiscale

    L’indennità sostitutiva di mensa è in linea generale imponibile, perché erogata in denaro. La legge prevede però un’esenzione fino a 5,29 €/giorno per gli addetti a cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o a unità produttive ubicate in zone prive di strutture di ristorazione (art. 51, comma 2, TUIR).

    La differenza con il buono pasto

    È importante non confondere le due voci: il buono pasto gode delle soglie di 4 € (cartaceo) e 10 € (elettronico); l’indennità sostitutiva in denaro segue invece il regime sopra descritto. Anche la mensa aziendale, dove presente, resta integralmente esente.

    Un diritto contrattuale

    Spettanza, importo e condizioni dell’indennità sostitutiva derivano dal CCNL o dall’accordo aziendale: per i valori esatti si rinvia al testo contrattuale.

    Un diritto contrattuale, non di legge

    È bene chiarire un punto spesso frainteso: né il buono pasto né la mensa sono un diritto generale previsto dalla legge. La legge si limita a stabilire fino a quando questi benefici sono esenti da imposte; la loro spettanza dipende dal CCNL o dalla contrattazione aziendale. Vi sono quindi settori in cui il pasto è garantito e altri in cui non è previsto alcun beneficio. Dove esiste, il beneficio spetta di regola per le sole giornate di effettiva presenza con prestazione che dà titolo al pasto, e non matura nei giorni di assenza, ferie o malattia.

    Casi pratici

    Tizio — indennità sostitutiva in cantiere isolato
    Tizio lavora a tempo pieno in un cantiere in zona priva di ristoranti e percepisce un’indennità sostitutiva di mensa. Ricorrendo i presupposti dell’art. 51 TUIR, l’indennità è esente fino a 5,29 €/giorno; oltre tale soglia diventa imponibile.
    Caia — buono pasto al posto dell’indennità
    Per alcune giornate in sede, a Caia viene dato un buono pasto cartaceo da 5 €. Non si applica la soglia dei 5,29 € dell’indennità sostitutiva: il buono cartaceo è esente fino a 4 €, quindi 1 € concorre al reddito. Le due voci seguono regole distinte.

    Domande frequenti

    Il buono pasto spetta anche nei giorni di ferie o malattia?
    No. Il buono pasto è collegato alla presenza effettiva e alla prestazione che dà titolo al pasto: non matura nelle giornate di assenza, ferie, malattia o permesso. Le regole di dettaglio sono fissate dal CCNL o dall’accordo aziendale.
    Posso ricevere insieme mensa, buono pasto e indennità?
    Di norma no: per ciascuna giornata lavorativa spetta un solo beneficio sostitutivo del pasto. Il CCNL o l’accordo aziendale individuano quale spetta in base alla sede e all’organizzazione del lavoro.
    Il valore del buono pasto entra nel calcolo del TFR o della tredicesima?
    No: i buoni pasto e i servizi sostitutivi del pasto hanno natura non retributiva e, di regola, non rientrano nella base di calcolo di TFR e mensilità aggiuntive. Fa eventualmente eccezione la quota imponibile eccedente le soglie, secondo la disciplina applicabile.
    L’indennità sostitutiva di mensa è esente come il buono pasto?
    No. È di regola imponibile perché in denaro, salvo un’esenzione fino a 5,29 €/giorno per addetti a cantieri e a zone prive di ristorazione. Il buono pasto segue invece le soglie di 4 € (cartaceo) e 10 € (elettronico).

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2024-2027, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento 2026, ferie, permessi e ROL 2026, maternità e congedi 2026 e tredicesima, quattordicesima e premi 2026.

    Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (art. 51 TUIR). Per spettanza, importi e condizioni di mensa, buoni pasto e indennità sostitutiva si rinvia sempre al testo del CCNL vigente e agli accordi aziendali.

  • Bonus madri per le lavoratrici autonome 2026: importo e calcolo su un caso

    In sintesi

    • Il comma 218 e una clausola finanziaria: fissa il tetto di spesa annuale per l’esonero madri.
    • L’INPS puo sospendere nuove ammissioni quando il limite di spesa e prossimo al raggiungimento.
    • La disciplina sostanziale dell’esonero e nei commi 215-217, che definiscono platea e requisiti.
    • Chi non rientra entro il tetto di spesa potrebbe non fruire del beneficio pur avendo i requisiti.
    • I professionisti devono leggere i commi 215-218 in modo unitario per valutare l’accesso.

    Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

    Il comma 218 della L. 199/2025 costituisce la clausola di copertura finanziaria per l’esonero contributivo madri (commi 215-217), fissando un tetto di spesa annuale e attribuendo all’INPS il potere di sospendere l’ammissione di nuovi beneficiari al raggiungimento del limite.

    Approfondimento normativo completo: Comma 218 LB26: limite di spesa per l’esonero contributivo madri.

    Prima degli esempi: il ruolo del comma 218 nel sistema della misura

    Il comma 218 della Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) non introduce una disciplina agevolativa in senso proprio, ma svolge una funzione di clausola di copertura finanziaria e salvaguardia di bilancio per l’esonero contributivo madri disciplinato dai commi 215-217. Si tratta di una tecnica legislativa ormai consolidata: ogni misura aperta, potenzialmente fruibile da un numero indeterminato di aventi diritto, e affiancata da un tetto di spesa annuale e da un meccanismo di monitoraggio affidato all’INPS.

    La ratio della norma e duplice: garantire la sostenibilita pluriennale della misura e impedire oneri non programmati. Quando il tetto di spesa fissato per l’anno e raggiunto o si profila come prossimo, l’INPS e abilitato a sospendere l’ammissione di nuovi beneficiari. Questo significa che, pur avendo i requisiti sostanziali dei commi 215-217, una lavoratrice o il suo datore potrebbero trovarsi nell’impossibilita pratica di fruire del beneficio se le domande gia accolte hanno saturato il plafond annuale.

    Per le lavoratrici autonome, la questione diventa ulteriormente delicata: i commi 215-217 definiranno la platea ammessa (che potrebbe includere anche autonome, in analogia con i precedenti esoneri madri), ma il comma 218 impone un monitoraggio che rende incerto il diritto effettivo di fruizione per chi presenta domanda in fase avanzata dell’anno. La circolare INPS attuativa indichera le modalita di accesso e il meccanismo di priorita nell’eventuale coda di richieste.

    Checklist per la lavoratrice autonoma che vuole accedere al bonus

    • Verificare se i commi 215-217 includono espressamente le lavoratrici autonome nella platea;
    • Presentare la domanda all’INPS il prima possibile nell’anno per non rischiare il raggiungimento del tetto;
    • Conservare la documentazione sui requisiti (figli minorenni, reddito, contributi versati);
    • Monitorare le circolari INPS per conoscere l’eventuale sospensione delle ammissioni;
    • Considerare l’assistenza di un patronato o CAF per la presentazione tempestiva della domanda.

    Caso 1: Caia libera professionista chiede il bonus madri

    Scenario. Caia, avvocato con partita IVA, ha tre figli minorenni (5, 9 e 14 anni) e vuole sapere se puo accedere all’esonero contributivo madri della LB 2026, e se il tetto di spesa del comma 218 la riguarda.

    Come si legge in pratica. L’esonero sostanziale e nei commi 215-217: se questi includono le lavoratrici autonome nella platea, Caia puo presentare domanda. Il comma 218 non e un requisito soggettivo, ma una clausola di sistema: riguarda Caia solo nel senso che, se il tetto e esaurito, l’INPS sospende le nuove ammissioni. La tempestivita della domanda e quindi determinante: Caia dovra attivarsi all’apertura del canale di richiesta per non restare esclusa per esaurimento fondi.

    Azione

    • Verificare il testo dei commi 215-217 per confermare l’inclusione delle autonome;
    • Attendere la circolare INPS che aprira il canale di domanda;
    • Presentare domanda online sul portale INPS immediatamente all’apertura;
    • Allegare documentazione figli (stato di famiglia) e situazione contribuzioni;
    • Conservare il numero di protocollo della domanda come prova della presentazione.

    Caso 2: Tizio consiglia Caia di aspettare i chiarimenti INPS

    Scenario. Caia, artigiana con due dipendenti, ha tre figli minorenni. Il suo commercialista Tizio le dice di aspettare la circolare INPS prima di muoversi, per capire l’importo esatto del bonus.

    Come si legge in pratica. Il consiglio di Tizio e comprensibile sul piano dell’accuratezza, ma rischia di essere controproducente. Il comma 218 prevede che l’INPS possa sospendere le ammissioni al raggiungimento del tetto: chi presenta domanda in ritardo potrebbe restare fuori anche avendo pieno diritto. La strategia ottimale e presentare domanda non appena il portale INPS e operativo, eventualmente con riserva di integrare i documenti, per garantirsi la priorita temporale.

    Strategia

    • Non attendere oltre la circolare per presentare la domanda;
    • Monitorare il sito INPS per l’apertura dello sportello di domanda;
    • Predisporre in anticipo tutta la documentazione richiesta (figli, contribuzioni);
    • Verificare se e prevista una finestra temporale di presentazione o un click-day;
    • Delegare al CAF o patronato la presentazione puntuale per evitare ritardi.

    Caso 3: Sempronio verifica se il tetto e esaurito a ottobre 2026

    Scenario. Sempronio vuole assumere Caia (tre figli minorenni, inoccupata) a ottobre 2026, ma teme che il tetto di spesa del comma 218 sia gia stato raggiunto a quella data.

    Come si legge in pratica. Il rischio sollevato da Sempronio e reale: il comma 218 abilita l’INPS a sospendere le nuove ammissioni in corso d’anno se il limite di spesa e raggiunto. A ottobre, con nove mesi di fruizione gia contabilizzati, e possibile che il plafond sia prossimo all’esaurimento. Sempronio dovra verificare preventivamente sul portale INPS se le ammissioni sono ancora aperte prima di formalizzare l’assunzione.

    Rischio

    • Consultare il portale INPS per lo stato del tetto di spesa aggiornato;
    • Verificare se l’INPS ha emesso comunicati di sospensione delle ammissioni;
    • Valutare l’anticipo dell’assunzione a data precedente per garantire l’esonero;
    • Calcolare il costo-beneficio dell’assunzione anche senza l’esonero;
    • Aggiornare il contratto di assunzione solo dopo conferma INPS dell’ammissione.

    Quando conviene una verifica

    Il tetto di spesa si esaurisce: non aspettare, chiedi supporto ora Affidati a un patronato o CAF per presentare la domanda in tempo.

    Norme e fonti collegate

    Domande frequenti

    Cos'e il tetto di spesa del comma 218 e come funziona?

    Il comma 218 della L. 30 dicembre 2025, n. 199, fissa un limite massimo di spesa annuale per l’esonero contributivo madri disciplinato dai commi 215-217. L’INPS e incaricato di monitorare le richieste e, al raggiungimento o al profilarsi del limite, puo sospendere l’ammissione di nuovi beneficiari. Si tratta di una clausola di salvaguardia finanziaria tipica delle misure aperte nelle leggi di bilancio italiane, che garantisce la sostenibilita della spesa pubblica.

    Le lavoratrici autonome rientrano nell'esonero madri della LB 2026?

    La risposta dipende dalla platea definita dai commi 215-217, che costituiscono la disciplina sostanziale. Il comma 218, da solo, non include ne esclude le autonome: e necessario leggere unitariamente i due blocchi normativi e attendere la circolare INPS per conferma definitiva.

    Cosa succede se il tetto di spesa si esaurisce prima della mia domanda?

    L’INPS sospende le nuove ammissioni: anche avendo tutti i requisiti sostanziali, non si puo fruire del beneficio fino all’eventuale rifinanziamento della misura. Per questo motivo, la tempestivita nella presentazione della domanda e fondamentale.

    Come posso sapere se il tetto di spesa e stato raggiunto?

    L’INPS pubblica in genere comunicati e aggiornamenti sul proprio portale istituzionale in caso di sospensione delle ammissioni. Il consulente del lavoro o il patronato di riferimento e la fonte di aggiornamento piu affidabile per monitorare la situazione in corso d’anno.

    Il bonus madri autonome e cumulabile con altri benefici previdenziali?

    Le regole di cumulabilita con altri benefici o detrazioni saranno definite dalla circolare INPS attuativa e dalla norma specifica dei commi 215-217. In linea generale, le misure contributive agevolate sono soggette a limiti di cumulo definiti caso per caso, nel rispetto delle norme europee sugli aiuti di Stato.

  • Art. 12 D.P.R. 115/2002 – Azione civile nel processo penale

    Art. 12 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. L'esercizio dell'azione civile nel processo penale non è soggetto al pagamento del contributo unificato, se è chiesta solo la condanna generica del responsabile.

    2. Se è chiesta, anche in via provvisionale, la condanna al pagamento di una somma a titolo di risarcimento del danno, il contributo è dovuto, in caso di accoglimento della domanda, in base al valore dell'importo liquidato e secondo gli scaglioni di valore di cui all'articolo 13.

  • Articolo 40 L. 184/1983 – Adozione di minore italiano da parte di stranieri o italiani residenti all’estero

    Art. 40 L. 184/1983 – Adozione di minore italiano da parte di stranieri o italiani residenti all’estero

    Testo vigente – Legge 4 maggio 1983, n. 184 (aggiornato da Normattiva)

    I residenti all'estero, stranieri o cittadini italiani, che intendono adottare un cittadino italiano minore di età, devono presentare domanda al console italiano competente per territorio, che la inoltra al tribunale per i minorenni del distretto dove si trova il luogo di dimora del minore, ovvero il luogo del suo ultimo domicilio; in mancanza di dimora o di precedente domicilio nello Stato, è competente il tribunale per i minorenni di Roma. Agli stranieri stabilmente residenti in Paesi che hanno ratificato la Convenzione, in luogo della procedura disciplinata dal primo comma si applicano le procedure stabilite nella Convenzione per quanto riguarda l'intervento ed i compiti delle autorità centrali e degli enti autorizzati. Per il resto si applicano le disposizioni della presente legge.

  • Art. 214 D.Lgs. 259/2003 – Esecuzione di impianti radioelettrici non autorizzati

    Art. 214 D.Lgs. 259/2003 – Esecuzione di impianti radioelettrici non autorizzati

    Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259)

    1. Chiunque esegua impianti radioelettrici, per conto di chi non sia munito di autorizzazione quando questa sia richiesta, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 240,00 a euro 2.420,00. articolo precedente articolo successivo

  • Art. 10 D.Lgs. 209/2005 – Segreto d’ufficio

    Art. 10 D.Lgs. 209/2005 – Segreto d’ufficio

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Tutte le notizie, le informazioni e i dati in possesso dell' IVASS in ragione della sua attività di vigilanza sono coperti dal segreto d'ufficio anche nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Sono fatti salvi i casi previsti dalla legge per le indagini su violazioni sanzionate penalmente.

    2. I dipendenti dell' IVASS, nell'esercizio delle funzioni di vigilanza, sono pubblici ufficiali e hanno l'obbligo di riferire esclusivamente al presidente dell' IVASS tutte le irregolarità constatate, anche se costituenti reato perseguibile d'ufficio.

    3. I dipendenti dell'IVASS, i consulenti, i revisori e gli esperti dei quali l'Istituto si avvale sono vincolati dal segreto d'ufficio, anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro o la conclusione dell'incarico. Tutte le notizie, informazioni, dati ricevuti da questi soggetti nell'esercizio delle loro funzioni non possono essere divulgati ad alcuna persona o autorità se non in forma sommaria o aggregata in modo che non si possano individuare le singole imprese di assicurazione o di riassicurazione.

    4. La disposizione di cui al comma 3 non osta a che l'IVASS collabori, anche mediante scambio di informazioni, con la Banca d'Italia, la Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB), l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP), e ciascuna delle suddette istituzioni collabora con l'IVASS al fine di agevolare l'esercizio delle rispettive funzioni. Non può essere reciprocamente opposto il segreto di ufficio.

    5. Il segreto di ufficio non può essere altresì opposto nei confronti del Ministro dello sviluppo economico e nei confronti dei due rami del Parlamento che acquisiscono i dati, le notizie e le informazioni secondo le competenze e le modalità stabilite nei rispettivi regolamenti.

    6. Le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici forniscono dati, notizie e documenti e ogni ulteriore collaborazione richiesta dall' IVASS, in conformità alle leggi disciplinanti i rispettivi ordinamenti.

    7. L' IVASS, secondo le modalità e alle condizioni previste dalle disposizioni dell'Unione europea, collabora, anche mediante scambio di informazioni, con l'AEAP e le altre autorità di vigilanza europee, con il Comitato congiunto, con il CERS, con le istituzioni dell'Unione europea e le autorità di vigilanza dei singoli Stati membri, al fine di agevolare l'esercizio delle rispettive funzioni. L' IVASS adempie nei confronti di tali soggetti agli obblighi di comunicazione stabiliti dalle disposizioni dell'Unione europea. Le informazioni ricevute dall'IVASS provenienti da Autorità di vigilanza di altri Stati membri possono essere trasmesse ad altre autorità italiane o a terzi solo con il consenso dell'autorità che le ha fornite e unicamente per i fini per cui il consenso è stato accordato.

    7-bis. Nei casi e nei modi previsti dalle disposizioni dell'Unione europea, l' IVASS può concludere con l'AEAP e con le autorità di vigilanza degli altri Stati membri accordi che possono prevedere anche la delega di compiti; può, inoltre, ricorrere all'AEAP per la risoluzione delle controversie con le autorità di vigilanza degli altri Stati membri in situazioni transfrontaliere.

    8. Nell'ambito di accordi di cooperazione e a condizione di reciprocità e di equivalenti obblighi di riservatezza, l' IVASS può scambiare informazioni con le autorità competenti degli Stati terzi rispetto all'Unione europea.

    9. L' IVASS può scambiare informazioni con le autorità amministrative o giudiziarie o gli altri organi che intervengono nell'ambito di procedimenti di liquidazione o concorsuali, in Italia o all'estero, relativi ai soggetti vigilati. Nei rapporti con le autorità di Stati terzi lo scambio di informazioni avviene con le modalità di cui al comma 7.

  • Art. 8 D.Lgs. 209/2005 – Rapporti con il diritto dell’Unione europea e integrazione nel SEVIF

    Art. 8 D.Lgs. 209/2005 – Rapporti con il diritto dell’Unione europea e integrazione nel SEVIF

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Il Ministero dello sviluppo economico e l' IVASS esercitano i poteri attribuiti in armonia con le disposizioni dell'Unione europea, si conformano ai regolamenti e alle decisioni dell'Unione europea e provvedono in merito alle raccomandazioni concernenti le materie disciplinate dal presente codice.

  • Art. 6 D.P.R. 115/2002 – Remissione del debito

    Art. 6 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Se l'interessato non è stato detenuto o internato, il debito per le spese del processo è rimesso nei confronti di chi si trova in disagiate condizioni economiche e ha tenuto una regolare condotta in libertà.

    2. Se l'interessato è stato detenuto o internato, il debito per le spese del processo e per quelle di mantenimento è rimesso nei confronti di chi si trova in disagiate condizioni economiche e ha tenuto in istituto una regolare condotta, ai sensi dell' articolo 30 ter, comma 8, della legge 26 luglio 1975, n. 354 .

    3. La domanda, corredata da idonea documentazione, è presentata dall'interessato o dai prossimi congiunti, o proposta dal consiglio di disciplina, di cui alla legge 26 luglio 1975, n. 354 , al magistrato competente, fino a che non è conclusa la procedura per il recupero, che è sospesa se in corso.

  • Art. 6 D.Lgs. 209/2005 – Destinatari della vigilanza

    Art. 6 D.Lgs. 209/2005 – Destinatari della vigilanza

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. 1. L' IVASS esercita le funzioni di vigilanza nei confronti: a) delle imprese, comunque denominate e costituite, che esercitano nel territorio della Repubblica attività di assicurazione o di riassicurazione in qualsiasi ramo e in qualsiasi forma, ovvero operazioni di capitalizzazione e di gestione di fondi collettivi costituiti per l'erogazione di prestazioni in caso di morte, in caso di vita o in caso di cessazione o riduzione dell'attività lavorativa; b) dei gruppi assicurativi e dei conglomerati finanziari nei quali sono incluse imprese di assicurazione e di riassicurazione in conformità alla specifica normativa ad essi applicabile; c) dei soggetti, enti e organizzazioni che in qualunque forma svolgono funzioni parzialmente comprese nel ciclo operativo delle imprese di assicurazione o di riassicurazione limitatamente ai profili assicurativi e riassicurativi ,fermi restando i poteri nei confronti delle imprese di assicurazione o di riassicurazione per le attività esternalizzate; d) degli intermediari di assicurazione e di riassicurazione … e di ogni altro operatore del mercato assicurativo.

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