Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- Aliquota agevolata: il registro sulla prima casa è del 2% del valore (non del 9% ordinario).
- Minimo 1.000 euro: anche se il 2% dà una cifra inferiore, si paga almeno 1.000 euro.
- Ipotecaria e catastale fisse: tra privati entrambe sono 50 euro, non proporzionali.
- No immobili di lusso: l’agevolazione non spetta per le categorie A/1, A/8 e A/9.
- Residenza entro 18 mesi: l’acquirente deve stabilire la residenza nel Comune entro 18 mesi dal rogito.
- Sistema prezzo-valore: la base imponibile può essere il valore catastale, spesso inferiore al prezzo di mercato.
Quanto si paga di registro acquistando la prima casa
Comprare la prima casa è uno dei passi più importanti nella vita di una persona. Tra i costi da considerare c’è l’imposta di registro, cioè la tassa che si paga allo Stato al momento del rogito notarile. La buona notizia è che chi acquista la prima abitazione da un privato (o da un’impresa che vende senza IVA) beneficia di un’aliquota molto ridotta rispetto all’acquisto ordinario: il 2% invece del 9%.
Il 2% si calcola sul valore dell’immobile, ma c’è una soglia minima: si paga almeno 1.000 euro, anche se la matematica darebbe un risultato inferiore. Oltre al registro, si pagano l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale: tra privati entrambe sono fisse a 50 euro ciascuna. Il totale delle imposte sull’acquisto prima casa tra privati è quindi: 2% (min. 1.000 euro) + 50 + 50 euro.
Attenzione: per beneficiare dell’aliquota agevolata occorre rispettare precisi requisiti. L’immobile non deve essere di lusso, l’acquirente deve stabilire la residenza nel Comune entro 18 mesi, e non deve essere già proprietario di un’altra casa acquistata con le stesse agevolazioni sull’intero territorio nazionale. Vediamo in dettaglio come funziona il calcolo e quali documenti servono.
Un aspetto spesso trascurato è il sistema del prezzo-valore: chi acquista un’abitazione da una persona fisica può chiedere al notaio di calcolare l’imposta non sul prezzo pagato, ma sul valore catastale dell’immobile (rendita catastale rivalutata del 5%, poi moltiplicata per 110 nel caso di prima casa). Poiché il valore catastale è quasi sempre inferiore al prezzo di mercato, si ottiene un risparmio significativo sull’imposta.
| Tributo | Aliquota / Importo | Note |
|---|---|---|
| Imposta di registro | 2% del valore | Minimo 1.000 euro |
| Imposta ipotecaria | 50 euro (fissa) | Tra privati; 200 euro da impresa con IVA |
| Imposta catastale | 50 euro (fissa) | Tra privati; 200 euro da impresa con IVA |
| Base imponibile (prezzo-valore) | Rendita catastale × 1,05 × 110 | Su richiesta, se abitazione a persona fisica |
Esempio pratico
-
Tizio acquista la sua prima casa da un privato al prezzo di 200.000 euro. La rendita catastale rivalutata dell’immobile è 80.000 euro (cioè rendita × 1,05 × 110). Tizio chiede al notaio di applicare il sistema prezzo-valore: la base imponibile diventa 80.000 euro. L’imposta di registro è il 2% di 80.000 euro = 1.600 euro (supera il minimo di 1.000 euro). A questo si aggiungono 50 euro di imposta ipotecaria e 50 euro di imposta catastale. Totale imposte: 1.700 euro invece dei 4.000 euro che avrebbe pagato calcolando il 2% sul prezzo di acquisto.
Documenti necessari
- Atto notarile di compravendita (rogito)
- Dichiarazione in atto di possesso dei requisiti prima casa
- Visura catastale dell’immobile (per il prezzo-valore)
- Documento d’identità e codice fiscale delle parti
- Ricevuta del pagamento delle imposte tramite modello F24 (versate dal notaio)
Caso 1 — Tizio acquista la prima casa con il prezzo-valore
Scenario. Tizio, che non possiede altri immobili, acquista un appartamento (categoria A/2) in un Comune diverso dalla sua attuale residenza, al prezzo di 180.000 euro. La rendita catastale è 600 euro. Chiede al notaio di applicare il sistema prezzo-valore.
Come si applica. Il valore catastale si calcola così: rendita 600 euro × rivalutazione 5% = 630 euro, poi × 110 (coefficiente prima casa) = 69.300 euro. L’imposta di registro è il 2% di 69.300 euro = 1.386 euro, superiore al minimo di 1.000 euro. Tizio paga 1.386 euro di registro + 50 euro di ipotecaria + 50 euro di catastale = 1.486 euro totali. Deve poi trasferire la residenza nel Comune entro 18 mesi dal rogito, pena la decadenza dall’agevolazione e il pagamento della differenza d’imposta più sanzioni.
In pratica
- Base imponibile prezzo-valore: rendita × 1,05 × 110.
- Imposta registro: 2% del valore catastale, minimo 1.000 euro.
- Ipotecaria e catastale: 50 + 50 euro fissi.
- Residenza da trasferire nel Comune entro 18 mesi.
Caso 2 — Caio già proprietario di un'abitazione nello stesso Comune
Scenario. Caio vuole acquistare una casa come prima abitazione, ma risulta già proprietario di un appartamento nello stesso Comune dove vorrebbe acquistare.
Come si applica. Questo è uno dei requisiti che fa perdere l’agevolazione: l’acquirente non deve essere titolare di altra abitazione nello stesso Comune. Caio non può quindi beneficiare dell’aliquota del 2%. Pagherà l’aliquota ordinaria del 9% sul valore dell’immobile, più le imposte ipotecaria e catastale da 50 euro ciascuna. L’unica via per recuperare l’agevolazione sarebbe vendere l’immobile già posseduto prima del rogito, oppure verificare se esistono le condizioni per la portabilità dell’agevolazione prima casa (che però riguarda le situazioni in cui si ha già una casa acquistata con i benefici e la si sostituisce).
In pratica
- Non si può avere un’altra casa nello stesso Comune (né su tutto il territorio nazionale un’abitazione acquistata con i benefici prima casa).
- Se il requisito manca, si paga l’aliquota ordinaria del 9%.
- La decadenza dai benefici comporta il recupero della differenza d’imposta più interessi e sanzioni.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Qual è l'aliquota di registro per la prima casa?
Il 2% del valore dell’immobile, con un importo minimo di 1.000 euro. Si applica tra privati o quando il venditore è un’impresa che vende senza IVA.
Cosa sono le imposte ipotecaria e catastale sull'acquisto prima casa?
Sono due tributi fissi da 50 euro ciascuno, dovuti insieme all’imposta di registro al momento del rogito. In totale fanno 100 euro aggiuntivi rispetto al registro.
Cosa si intende per sistema prezzo-valore?
È la possibilità di calcolare l’imposta di registro sul valore catastale dell’immobile invece che sul prezzo di acquisto. Si ottiene moltiplicando la rendita catastale per 1,05 e poi per 110. Di norma il valore catastale è inferiore al prezzo, quindi si paga meno.
Entro quanto tempo devo trasferire la residenza?
L’acquirente deve stabilire la residenza nel Comune dove si trova l’immobile entro 18 mesi dalla data del rogito. Se non lo fa, decade dall’agevolazione.
Posso avere i benefici prima casa se ho già un'altra abitazione?
Dipende. Non puoi averli se possiedi già un’abitazione nello stesso Comune. Non puoi averli nemmeno se possiedi, su tutto il territorio nazionale, un’altra casa acquistata con le agevolazioni prima casa (a meno che la venda entro un anno).
L'agevolazione vale anche per gli immobili di lusso?
No. Le categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio) sono escluse dall’agevolazione prima casa.
Chi paga materialmente l'imposta di registro?
Il notaio raccoglie le somme dalle parti e le versa all’Agenzia delle Entrate tramite modello F24. Nella prassi l’imposta è a carico dell’acquirente, salvo diversi accordi contrattuali.
Domande frequenti
Qual è l'aliquota di registro per la prima casa?
Il 2% del valore dell'immobile, con un importo minimo di 1.000 euro. Si applica tra privati o quando il venditore è un'impresa che vende senza IVA.
Cosa sono le imposte ipotecaria e catastale sull'acquisto prima casa?
Sono due tributi fissi da 50 euro ciascuno, dovuti insieme all'imposta di registro al momento del rogito. In totale fanno 100 euro aggiuntivi rispetto al registro.
Cosa si intende per sistema prezzo-valore?
È la possibilità di calcolare l'imposta di registro sul valore catastale dell'immobile invece che sul prezzo di acquisto. Si ottiene moltiplicando la rendita catastale per 1,05 e poi per 110. Di norma il valore catastale è inferiore al prezzo, quindi si paga meno.
Entro quanto tempo devo trasferire la residenza?
L'acquirente deve stabilire la residenza nel Comune dove si trova l'immobile entro 18 mesi dalla data del rogito. Se non lo fa, decade dall'agevolazione.
Posso avere i benefici prima casa se ho già un'altra abitazione?
Dipende. Non puoi averli se possiedi già un'abitazione nello stesso Comune. Non puoi averli nemmeno se possiedi, su tutto il territorio nazionale, un'altra casa acquistata con le agevolazioni prima casa (a meno che la venda entro un anno).
L'agevolazione vale anche per gli immobili di lusso?
No. Le categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio) sono escluse dall'agevolazione prima casa.
Chi paga materialmente l'imposta di registro?
Il notaio raccoglie le somme dalle parti e le versa all'Agenzia delle Entrate tramite modello F24. Nella prassi l'imposta è a carico dell'acquirente, salvo diversi accordi contrattuali.
Vedi anche