Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Cos'è il comodato e quando si registra

Il comodato d’uso è il contratto con cui una persona – il comodante – consegna a un’altra – il comodatario – un bene da usare gratuitamente, con l’obbligo di restituirlo. La parola chiave è ‘gratuitamente’: nel comodato non si paga un affitto né un corrispettivo di alcun tipo. Proprio per questo, l’imposta di registro non viene calcolata in percentuale su un valore, ma è un importo fisso.

Il contratto di comodato registrato sconta l’imposta di registro fissa di 200 euro. La registrazione non è sempre obbligatoria per tutti i tipi di comodato, ma può diventarlo nella pratica quando vi sono conseguenze fiscali o legali che dipendono dall’avere un contratto ufficialmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate.

Il caso più comune in cui la registrazione del comodato diventa concretamente utile – e nella pratica quasi necessaria – riguarda l’IMU sugli immobili abitativi. Chi presta la propria abitazione a uso gratuito a un genitore o a un figlio può beneficiare di una riduzione del 50% sulla base imponibile IMU, a condizione che il comodato sia registrato e siano rispettati i requisiti previsti dalla norma.

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Vale la pena capire bene come funziona il meccanismo: registrare il contratto costa 200 euro una tantum, ma il risparmio IMU annuo può essere significativo, specialmente sugli immobili di valore catastale elevato.

Imposta di registro sul comodato: riepilogo
Voce Importo / Regola
Imposta di registro 200 euro (fissa)
Base proporzionale Assente (il comodato è gratuito)
Imposta di bollo Dovuta sui fogli del contratto
Termine di registrazione 20 giorni dalla firma
Effetto IMU Riduzione del 50% della base imponibile se il comodato è a genitori/figli e il contratto è registrato

Esempio pratico

  • Tizio è proprietario di un appartamento che presta gratuitamente alla figlia. L’immobile ha una rendita catastale rivalutata che produce una base imponibile IMU di 80.000 euro. Con la riduzione del 50% legata al comodato registrato, la base scende a 40.000 euro, con un risparmio annuo di imposta che dipende dall’aliquota comunale ma può essere anche di alcune centinaia di euro. Il costo della registrazione del contratto è di 200 euro (più il bollo), sostenuto una sola volta.

Documenti necessari

  • Contratto di comodato scritto e firmato dalle parti
  • Modello RLI (Richiesta di Registrazione Locazioni e Atti) per la registrazione telematica
  • Marca da bollo nella misura prevista dalla normativa vigente
  • Dati catastali dell’immobile (foglio, particella, subalterno, categoria)
  • Documento d’identità delle parti

Tizio presta casa alla madre per ridurre l'IMU

Scenario. Tizio possiede un appartamento (seconda casa ai fini IMU) e decide di concederlo in comodato gratuito alla madre anziana. Vuole beneficiare della riduzione IMU del 50%.

Come si applica. Per ottenere la riduzione è necessario che il contratto di comodato sia registrato. Tizio firma il contratto con la madre, lo registra tramite il modello RLI e versa i 200 euro di imposta fissa più il bollo. Dal momento della registrazione, la base imponibile IMU si riduce del 50%, con un risparmio annuo potenzialmente superiore al costo della registrazione stessa.

In pratica

  • Imposta di registro: 200 euro (fissa, una tantum).
  • Bollo: dovuto sui fogli del contratto.
  • Effetto IMU: base imponibile dimezzata grazie alla registrazione.
  • Il risparmio IMU annuo supera di norma il costo della registrazione.

Caio presta il garage al fratello senza fini IMU

Scenario. Caio presta il proprio garage al fratello gratuitamente per riporvi l’auto. Non intende richiedere alcuna agevolazione fiscale collegata al contratto.

Come si applica. In questo caso il comodato non determina effetti fiscali rilevanti per Caio (il garage non beneficia delle agevolazioni IMU riservate al comodato tra genitori e figli). Se le parti scelgono comunque di mettere per iscritto e registrare il contratto – per esempio per tutelarsi in caso di controversie – versano l’imposta fissa di 200 euro più il bollo. Non vi è un’aliquota proporzionale perché il comodato è gratuito.

In pratica

  • La registrazione rimane facoltativa se non vi sono effetti fiscali da presidiare.
  • Se si sceglie di registrare: 200 euro di imposta fissa + bollo.
  • Nessuna imposta proporzionale: il comodato non prevede un corrispettivo.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

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Domande frequenti

Quanto costa registrare un contratto di comodato?

L’imposta di registro è fissa: 200 euro. A questo si aggiunge l’imposta di bollo, calcolata in base al numero di fogli del contratto scritto. Non vi è alcuna imposta proporzionale perché il comodato è per definizione gratuito.

La registrazione del comodato è obbligatoria?

Non sempre. Tuttavia diventa necessaria nella pratica quando si vogliono far valere effetti fiscali collegati al contratto, come la riduzione del 50% sulla base imponibile IMU per il comodato a genitori o figli.

Il comodato verbale vale ai fini IMU?

No. Per ottenere la riduzione IMU del 50% è necessario che il contratto di comodato sia registrato presso l’Agenzia delle Entrate. Un accordo verbale non è sufficiente.

Entro quando va registrato il contratto di comodato?

Il termine ordinario è 20 giorni dalla data di firma del contratto. La registrazione può avvenire in via telematica tramite il modello RLI o allo sportello dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

Se il comodato è a titolo gratuito perché si paga il registro?

Perché l’imposta di registro si applica all’atto scritto in quanto tale, indipendentemente dal fatto che l’atto produca un’entrata economica. La misura fissa di 200 euro copre la registrazione dell’atto, non un corrispettivo proporzionale.

Chi paga l'imposta di registro nel comodato: il comodante o il comodatario?

In linea generale entrambe le parti sono obbligate in solido verso l’Agenzia delle Entrate. Tra le parti è possibile accordarsi liberamente su chi sostiene materialmente il costo.

Vedi anche: Imposta di registro sull’affitto, Risoluzione e proroga dell’affitto, Registrare un contratto di affitto, Canone RAI, Canoni non percepiti e Immobile in comodato gratuito.

Domande frequenti

Quanto costa registrare un contratto di comodato?

L'imposta di registro è fissa: 200 euro. A questo si aggiunge l'imposta di bollo, calcolata in base al numero di fogli del contratto scritto. Non vi è alcuna imposta proporzionale perché il comodato è per definizione gratuito.

La registrazione del comodato è obbligatoria?

Non sempre. Tuttavia diventa necessaria nella pratica quando si vogliono far valere effetti fiscali collegati al contratto, come la riduzione del 50% sulla base imponibile IMU per il comodato a genitori o figli.

Il comodato verbale vale ai fini IMU?

No. Per ottenere la riduzione IMU del 50% è necessario che il contratto di comodato sia registrato presso l'Agenzia delle Entrate. Un accordo verbale non è sufficiente.

Entro quando va registrato il contratto di comodato?

Il termine ordinario è 20 giorni dalla data di firma del contratto. La registrazione può avvenire in via telematica tramite il modello RLI o allo sportello dell'ufficio dell'Agenzia delle Entrate.

Se il comodato è a titolo gratuito perché si paga il registro?

Perché l'imposta di registro si applica all'atto scritto in quanto tale, indipendentemente dal fatto che l'atto produca un'entrata economica. La misura fissa di 200 euro copre la registrazione dell'atto, non un corrispettivo proporzionale.

Chi paga l'imposta di registro nel comodato: il comodante o il comodatario?

In linea generale entrambe le parti sono obbligate in solido verso l'Agenzia delle Entrate. Tra le parti è possibile accordarsi liberamente su chi sostiene materialmente il costo.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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