Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 159-bis D.P.R. 115/2002 – (Disposizioni speciali per i procedimenti per l’apertura delle tutele dei minori non accompagnati)

    Art. 159-bis D.P.R. 115/2002 – (Disposizioni speciali per i procedimenti per l’apertura delle tutele dei minori non accompagnati)

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. I procedimenti per l'apertura delle tutele dei minori non accompagnati ai sensi dell' articolo 19, comma 5, del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, sono esenti dalle spese previste dall'articolo 131, comma 2.

  • CCNL Lavoro Domestico: vitto e alloggio dei conviventi

    CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter)

    In sintesi

    Per i lavoratori domestici conviventi il vitto e l’alloggio sono prestazioni in natura dovute dal datore, con valore convenzionale di € 6,66 al giorno nel 2026 (pranzo e/o colazione 2,33 € + cena 2,33 € + alloggio 2,00 €), cioè 199,80 € al mese. Il vitto deve essere sano e sufficiente; l’alloggio deve salvaguardare dignità e riservatezza. Se il lavoratore non ne usufruisce nei casi previsti (per esempio durante le ferie), spetta il compenso sostitutivo.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Fidaldo · Domina · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL · Federcolf
    Ultimo rinnovo
    28 ottobre 2025 (accordo economico, in vigore dal 1° novembre 2025)
    Vigenza
    Fino al 31 ottobre 2028
    Platea
    Oltre 817.000 assistenti familiari (dato delle parti firmatarie, ottobre 2025)

    Tabella riepilogativa

    Vitto e alloggio convenzionale CCNL Domestico 2026 (dal 1° gennaio 2026)
    Voce Valore giornaliero Valore mensile (× 30)
    Pranzo e/o colazione € 2,33 € 69,90
    Cena € 2,33 € 69,90
    Alloggio € 2,00 € 60,00
    Totale convenzionale € 6,66 € 199,80

    Valori della Tabella F allegata al CCNL, aggiornati con l’accordo dell’11 febbraio 2026 al Ministero del Lavoro (variazione ISTAT 1,00%, adeguamento pieno anche per vitto e alloggio). I valori mensili si ottengono moltiplicando per 30 quelli giornalieri (art. 36, comma 3). Sono prestazioni in natura, non transitano in busta paga come somma erogata, ma concorrono alla base dei contributi INPS, della tredicesima e del TFR. Si rivalutano ogni 1° gennaio (art. 38).

    Obblighi del datore: vitto sano e sufficiente

    L’art. 36 del CCNL (commi 1 e 2) fissa poche regole, ma nette:

    • Vitto sano e sufficiente: l’alimentazione dovuta al lavoratore deve essere sana e sufficiente e l’ambiente di lavoro non deve essere nocivo all’integrità fisica e morale;
    • Due voci di vitto nella tabella: la Tabella F distingue «pranzo e/o colazione» e «cena», ciascuna del valore convenzionale di 2,33 €;
    • Alloggio idoneo: il datore deve fornire un alloggio «idoneo a salvaguardarne la dignità e la riservatezza».

    Il contratto non detta menù, orari dei pasti o luoghi in cui consumarli: valgono i criteri di sufficienza, salubrità e rispetto della persona. Esigenze di salute, intolleranze o scelte alimentari vanno comunicate per tempo e rientrano, di fatto, nel concetto di vitto «sano e sufficiente».

    Alloggio: idoneo, dignitoso, riservato

    Il CCNL richiede un alloggio idoneo a salvaguardare dignità e riservatezza del lavoratore (art. 36, comma 2). Non fissa metrature o dotazioni; in concreto significa un ambiente abitabile, riscaldato, con una porta che chiuda e con spazio per riporre gli effetti personali (la lettera di assunzione deve indicare l’«adeguato spazio» in cui il lavoratore può custodirli, art. 6). Una cantina, una soffitta non abitabile o un locale di mero servizio non rispondono a questo requisito.

    Quando spetta il compenso sostitutivo

    Se il lavoratore non usufruisce di vitto e alloggio in alcuni periodi, il contratto riconosce in molti casi il compenso sostitutivo convenzionale (6,66 € al giorno nel 2026):

    • Ferie: spetta il compenso sostitutivo se durante le ferie il lavoratore non usufruisce di vitto e alloggio, cioè se va a stare altrove (art. 17, comma 7);
    • Congedo matrimoniale (15 giorni di calendario): stessa regola (art. 24, comma 2);
    • Sospensioni del lavoro per esigenze del datore: retribuzione globale di fatto, compreso il compenso sostitutivo se il lavoratore non usufruisce di vitto e alloggio (art. 18);
    • Malattia e infortunio: la quota sostitutiva si aggiunge solo se il lavoratore non è ricoverato in ospedale né curato a casa del datore (artt. 27, comma 9, e 29, comma 7);
    • Permesso non retribuito: non è dovuta alcuna indennità sostitutiva (art. 19, comma 6).

    Effetti su contributi, tredicesima e TFR

    Vitto e alloggio sono retribuzione in natura e incidono su:

    • Contributi INPS: il datore somma alla paga oraria la quota di tredicesima e l’eventuale valore di vitto e alloggio per ottenere la retribuzione convenzionale su cui calcolare il contributo (circolare INPS n. 9 del 3 febbraio 2026);
    • TFR: la retribuzione annua su cui si calcola comprende il valore convenzionale di vitto e alloggio; il totale si divide per 13,5 (art. 41). Nel 2026 sono 199,80 € al mese;
    • Tredicesima: pari alla retribuzione globale di fatto, indennità sostitutiva di vitto e alloggio compresa (art. 39), ma pagata in denaro;
    • Busta paga: il valore non viene erogato in denaro: è una prestazione in natura.

    Il contratto non prevede di sostituire stabilmente vitto e alloggio con un aumento in denaro: prevede un compenso sostitutivo nei casi in cui il lavoratore non ne usufruisce (art. 34, comma 2, lett. c).

    Casi pratici

    Tizio – Badante che chiede stanza con bagno privato
    Tizio è badante DS convivente. La famiglia datrice gli assegna una stanza di 12 mq con bagno di pertinenza (non condiviso). È un alloggio idoneo e riservato, in linea con l’art. 36 del CCNL. Il valore convenzionale resta di 2,00 €/giorno per l’alloggio, 6,66 € in totale con i pasti.
    Caia – Vitto vegetariano per credo religioso
    Caia è colf convivente vegetariana. Comunica al datore la sua scelta alimentare. Il CCNL richiede un vitto sano e sufficiente: un menù che la ignorasse sistematicamente la costringerebbe a integrare i pasti a proprie spese e darebbe titolo a contestare l’adeguatezza del vitto. Il valore convenzionale resta quello standard, 6,66 € al giorno.
    Sempronio – Ferie con rientro a casa propria
    Sempronio è badante CS convivente. Va in ferie per 2 settimane (14 giorni) e torna nella sua città di origine, senza usufruire di vitto e alloggio. Gli spetta il compenso sostitutivo convenzionale: 6,66 € × 14 = 93,24 €, in aggiunta alla retribuzione delle ferie (art. 17, commi 6 e 7).

    Domande frequenti

    Cos'è il valore convenzionale di vitto e alloggio?
    È il valore «in natura» di vitto e alloggio dei conviventi, fissato dalla Tabella F del CCNL e rivalutato ogni 1° gennaio: nel 2026 è di € 6,66 al giorno (€ 2,33 pranzo e/o colazione + € 2,33 cena + € 2,00 alloggio), cioè € 199,80 al mese. Concorre a contributi, TFR e tredicesima.
    Posso rinunciare al vitto/alloggio per avere più stipendio?
    Il CCNL non prevede lo scambio stabile di vitto e alloggio con un aumento in denaro. Prevede un compenso sostitutivo convenzionale nei casi in cui il lavoratore non ne usufruisce (per esempio le ferie trascorse altrove) e dispone che tra gli elementi della retribuzione ci sia l’«eventuale compenso sostitutivo di vitto e alloggio» (art. 34). Eventuali accordi diversi vanno scritti nella lettera di assunzione.
    Quali sono gli standard minimi dell'alloggio?
    Il CCNL richiede un alloggio idoneo a salvaguardare la dignità e la riservatezza del lavoratore (art. 36, comma 2) e uno spazio in cui custodire i propri effetti personali (art. 6). Non indica metrature né dotazioni: una cantina o una soffitta non abitabile non rispondono al requisito.
    Il datore deve rispettare allergie e religioni?
    Il vitto deve essere «sano e sufficiente» (art. 36, comma 1). Il contratto non elenca regimi alimentari specifici, ma un menù incompatibile con una patologia, un’intolleranza o una scelta religiosa dichiarata non può dirsi adeguato: il lavoratore deve comunicare le sue esigenze al datore.
    Il vitto/alloggio entra nel TFR?
    Sì: il TFR si calcola sulle retribuzioni percepite nell’anno, comprensive del valore convenzionale di vitto e alloggio, divise per 13,5 (art. 41). Esempio semplificato: un convivente con 1.000 €/mese per 13 mensilità e 199,80 € al mese di vitto e alloggio ha una base di (1.000 + 199,80) × 13 = 15.597,40 €; il TFR dell’anno è 15.597,40 / 13,5 = 1.155,36 €.
    Durante le ferie ho diritto al vitto?
    Se resti nell’abitazione del datore continui a usufruire di vitto e alloggio. Se vai altrove, e quindi non ne usufruisci, hai diritto al compenso sostitutivo convenzionale: 6,66 € per ogni giorno (art. 17, comma 7).

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2026 di colf e badanti, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, festività e permessi di colf e badanti, maternità, paternità e congedi parentali, tredicesima mensilità di colf e badanti e malattia e infortunio di colf e badanti.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Lavoro Domestico: Cas.sa.Colf, Ebincolf e Fondo Colf

    CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter)

    In sintesi

    Il CCNL Domestico prevede 3 enti bilaterali: Cas.sa.Colf (assistenza sanitaria integrativa), Ebincolf (ente bilaterale per formazione e welfare) e Fondo Colf (assistenza in casi specifici). Il contributo è di € 0,06/ora (di cui € 0,02 a carico del lavoratore) per finanziare gli enti. L’iscrizione è obbligatoria.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Fidaldo · Domina · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL · Federcolf
    Ultimo rinnovo
    28 ottobre 2025 (accordo economico, in vigore dal 1° novembre 2025)
    Vigenza
    Fino al 31 ottobre 2028
    Platea
    ~860.000 (di cui ~360.000 badanti)

    Tabella riepilogativa

    Enti bilaterali CCNL Domestico
    Ente Funzione Contributo
    Cas.sa.Colf Assistenza sanitaria integrativa (visite, esami, ricoveri) € 0,03/ora datore
    Ebincolf Ente bilaterale: formazione, mediazione conflitti € 0,01/ora datore
    Fondo Colf Assistenza casi specifici (es. lunga malattia) € 0,02/ora (€ 0,01 datore + € 0,01 lavoratore)
    Totale obbligatorio – € 0,06/ora (€ 0,04 datore + € 0,02 lavoratore)

    Cas.sa.Colf: assistenza sanitaria integrativa

    La Cas.sa.Colf (Cassa per l’assistenza sanitaria degli addetti al lavoro domestico) è la cassa sanitaria bilaterale di settore. Eroga prestazioni sanitarie integrative al SSN:

    • Visite specialistiche (cardiologia, dermatologia, ginecologia, ecc.)
    • Esami diagnostici (laboratori, radiologia, ecografie)
    • Ricoveri (rimborso ticket SSN o intervento in struttura privata convenzionata)
    • Cure odontoiatriche (pulizie, otturazioni con franchigia)
    • Indennità di degenza (€ 30/giorno per ricoveri ospedalieri)

    Le prestazioni sono accessibili al lavoratore in regola con i contributi (almeno 24 mesi precedenti per alcune prestazioni).

    Ebincolf: ente bilaterale formazione

    L’Ebincolf (Ente Bilaterale Nazionale del Lavoro Domestico) ha funzioni di:

    • Formazione professionale: corsi gratuiti per colf e badanti (igiene, cura anziani, primo soccorso, lingua italiana)
    • Certificazione delle competenze: rilascia attestati validi per accedere ai livelli “S” del CCNL
    • Mediazione: aiuta a risolvere conflitti tra datore e lavoratore senza ricorso al tribunale
    • Sportello informativo: assistenza su contratto, busta paga, contributi

    I corsi Ebincolf possono valere per il passaggio da CS a DS (con 500 ore di formazione certificata).

    Fondo Colf: assistenza in casi specifici

    Il Fondo Colf eroga assistenze straordinarie in casi specifici:

    • Indennità lunga malattia: oltre il comporto previsto dal CCNL
    • Indennità per gravi eventi familiari (decessi, malattie gravi dei familiari)
    • Contributo per spese funerarie in caso di decesso del lavoratore
    • Sussidio in caso di disoccupazione involontaria

    L’erogazione è subordinata alla regolarità dei contributi (almeno 12-24 mesi precedenti).

    Contributo orario e modalità di versamento

    Il contributo bilaterale è di € 0,06/ora lavorata:

    • € 0,04/ora a carico del datore di lavoro
    • € 0,02/ora a carico del lavoratore (trattenuto in busta paga)

    Il versamento avviene tramite il bollettino MAV trimestrale INPS: il datore riceve il bollettino con tutti i contributi (INPS + ferie + tredicesima + bilaterale) e versa entro la scadenza (10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre, 10 gennaio).

    Mancato versamento: sanzioni e perdita delle prestazioni per il lavoratore.

    Casi pratici

    Tizio – Cas.sa.Colf per visita cardiologica
    Tizio è colf B con 3 anni di contributi regolari. Deve fare una visita cardiologica privata (€ 150). Presenta richiesta a Cas.sa.Colf con fattura. Cas.sa.Colf rimborsa l’80% = € 120. Tizio paga € 30 di sua tasca.
    Caia – Formazione Ebincolf per diventare DS
    Caia è badante CS, vuole diventare DS. Si iscrive a corso Ebincolf di 500 ore. Il corso è gratuito (finanziato dall’ente). Al termine ottiene il diploma valido per il passaggio a DS, con aumento di ~€ 280/mese nello stipendio.
    Sempronio – Fondo Colf per lunga malattia
    Sempronio è badante DS, si ammala gravemente per 4 mesi. Il comporto CCNL è esaurito dopo 180 giorni. Presenta richiesta al Fondo Colf che eroga indennità integrativa per ulteriori 2 mesi. Tutela il rapporto e il reddito durante la convalescenza.

    Domande frequenti

    Cos'è la Cas.sa.Colf?
    È la cassa sanitaria bilaterale del lavoro domestico, finanziata con € 0,03/ora dal datore. Eroga rimborsi per visite specialistiche, esami, ricoveri, cure odontoiatriche e indennità di degenza ai lavoratori in regola con i contributi.
    Come accedo alle prestazioni Cas.sa.Colf?
    Servono almeno 12-24 mesi di contributi regolari. Si presenta richiesta online o via patronato con documentazione (fatture, prescrizioni mediche). Cas.sa.Colf rimborsa entro 30-60 giorni.
    I contributi bilaterali sono obbligatori?
    Sì, € 0,06/ora (€ 0,04 datore + € 0,02 lavoratore) è OBBLIGATORIO. Il mancato versamento espone il datore a sanzioni e il lavoratore alla perdita delle prestazioni.
    Posso fare corsi gratuiti da colf?
    Sì, Ebincolf organizza corsi gratuiti per colf, badanti e babysitter: igiene domestica, primo soccorso, lingua italiana, cura degli anziani. I corsi avanzati (500h) valgono per il passaggio CS->DS.
    Quando si versano i contributi bilaterali?
    Insieme ai contributi INPS, con bollettino MAV trimestrale: scadenze 10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre, 10 gennaio. Il datore versa per il trimestre precedente.
    Cosa fa il Fondo Colf?
    Eroga indennità in casi specifici: lunga malattia oltre il comporto, gravi eventi familiari, spese funerarie, sussidio disoccupazione. Tutela situazioni straordinarie non coperte dal contratto base.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2026 di colf e badanti, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, festività e permessi di colf e badanti, maternità, paternità e congedi parentali, tredicesima mensilità di colf e badanti e malattia e infortunio di colf e badanti.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Lavoro Domestico: tredicesima mensilità di colf e badanti

    CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter)

    In sintesi

    Il CCNL Lavoro Domestico riconosce 13 mensilità annue: 12 ordinarie + tredicesima. La tredicesima è pari alla retribuzione globale di fatto, compresa l’indennità sostitutiva di vitto e alloggio, e spetta per intero a chi ha lavorato l’anno intero; chi ha lavorato meno riceve tanti dodicesimi quanti sono i mesi di rapporto. Va corrisposta in occasione del Natale e comunque entro il mese di dicembre (art. 39).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Fidaldo · Domina · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL · Federcolf
    Ultimo rinnovo
    28 ottobre 2025 (accordo economico, in vigore dal 1° novembre 2025)
    Vigenza
    Fino al 31 ottobre 2028
    Platea
    Oltre 817.000 assistenti familiari (dato delle parti firmatarie, ottobre 2025)

    Tabella riepilogativa

    Tredicesima CCNL Domestico (art. 39)
    Voce Importo Scadenza
    Tredicesima piena 1 mensilità pari alla retribuzione globale di fatto In occasione del Natale, comunque entro dicembre
    Rapporto inferiore all’anno Tanti dodicesimi quanti sono i mesi del rapporto Alla scadenza di dicembre o alla cessazione
    Conviventi: vitto e alloggio Il valore convenzionale (nel 2026 € 199,80 al mese) entra nella base, ma la tredicesima è pagata in denaro Non in natura
    Su cessazione Proporzionale ai mesi lavorati Con le ultime competenze

    Calcolo della tredicesima

    La tredicesima è pari a una mensilità aggiuntiva uguale alla retribuzione globale di fatto, in essa compresa l’indennità sostitutiva di vitto e alloggio (art. 39, comma 1). La retribuzione globale di fatto comprende minimo tabellare, scatti di anzianità, superminimo e indennità fisse.

    Per chi ha lavorato meno di un anno spettano tanti dodicesimi quanti sono i mesi del rapporto di lavoro (art. 39, comma 2). Il testo del contratto non dice come trattare la frazione di mese: lo si concorda con il lavoratore e lo si scrive nella lettera di assunzione; un criterio diffuso è contare come mese intero la frazione pari o superiore a 15 giorni.

    Esempio: badante CS convivente assunta il 1° luglio 2026 (minimo € 1.193,84 + vitto e alloggio € 199,80 = € 1.393,64). Mesi di rapporto al 31 dicembre 2026: 6. Tredicesima: € 1.393,64 × 6 / 12 = € 696,82.

    Scadenza e modalità di pagamento

    La tredicesima spetta «in occasione del Natale, e comunque entro il mese di dicembre» (art. 39, comma 1).

    Per i conviventi: la tredicesima è una sola somma in denaro; vitto e alloggio di dicembre restano in natura (non si paga un «tredicesimo» del vitto). Il valore convenzionale di vitto e alloggio (nel 2026 € 6,66 al giorno, € 199,80 al mese) fa però parte della base di calcolo.

    Maturazione durante assenze

    L’art. 39, comma 3, dispone che la tredicesima maturi anche durante le assenze per malattia, infortunio sul lavoro, malattia professionale e maternità, nei limiti del periodo di conservazione del posto e per la parte non liquidata dagli enti preposti. Inoltre:

    • Ferie: il godimento delle ferie non interrompe la maturazione di alcun istituto (art. 17);
    • Malattia: la conservazione del posto è di 10, 45 o 180 giorni di calendario secondo l’anzianità (art. 27);
    • Congedo parentale non retribuito: non matura alcun istituto retributivo diretto o indiretto (art. 25);
    • Sospensione extraferiale richiesta dal lavoratore (fino a 12 mesi per gravi motivi): senza maturazione di alcun elemento retributivo (art. 18).

    Differenza vs Commercio (14 mensilità)

    Una differenza importante rispetto ad altri CCNL: il CCNL Domestico prevede 13 mensilità (12 ordinarie + tredicesima), non 14 come il CCNL Commercio. Non è prevista quattordicesima.

    Quando si confrontano stipendi tra settori, il moltiplicatore va corretto:

    • Domestico: 13 × stipendio mensile
    • Commercio: 14 × stipendio mensile
    • Metalmeccanici: 13 × stipendio mensile

    Casi pratici

    Tizio – Tredicesima piena per colf B
    Tizio è colf B non convivente, lavora dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 (40h/sett, € 1.213/mese). Tredicesima dicembre 2026: € 1.213. Va pagata in occasione del Natale e comunque entro dicembre.
    Caia – Tredicesima proporzionale per assunzione a metà anno
    Caia è assunta come badante CS convivente dal 1° aprile 2026. Mesi di rapporto al 31 dicembre: 9. Retribuzione di riferimento: minimo € 1.193,84 + vitto e alloggio € 199,80 = € 1.393,64. Tredicesima: € 1.393,64 × 9 / 12 = € 1.045,23.
    Sempronio – Tredicesima durante maternità
    Una colf è in maternità obbligatoria da luglio. Per l’art. 39, comma 3, la tredicesima matura anche durante la maternità, nei limiti del periodo di conservazione del posto e per la parte non liquidata dagli enti preposti: se l’INPS ne ha già coperto una parte nell’indennità di maternità, il datore integra solo la differenza.

    Domande frequenti

    Quando si paga la tredicesima nel CCNL Domestico?
    In occasione del Natale e comunque entro il mese di dicembre (art. 39). Se non viene pagata il lavoratore può chiederla per iscritto e, in mancanza, rivolgersi alla conciliazione o al giudice.
    Come si calcola la tredicesima proporzionale?
    Retribuzione globale di fatto mensile × mesi di rapporto / 12. Esempio: rapporto iniziato il 1° giugno = 7 mesi, tredicesima = retribuzione mensile × 7/12. Il testo del CCNL non indica come contare le frazioni di mese: si concordano per iscritto.
    La tredicesima matura durante la malattia?
    Sì, nei limiti del periodo di conservazione del posto (10, 45 o 180 giorni secondo l’anzianità) e per la parte non liquidata dagli enti preposti (art. 39, comma 3). Non matura durante il congedo parentale non retribuito né nelle sospensioni extraferiali chieste dal lavoratore.
    Esiste anche la quattordicesima?
    NO, il CCNL Domestico prevede 13 mensilità (12 + tredicesima). Non è prevista quattordicesima, a differenza del CCNL Commercio o Studi Professionali.
    Sul vitto e l'alloggio si calcola la tredicesima?
    Sì: la tredicesima è pari alla retribuzione globale di fatto, compresa l’indennità sostitutiva di vitto e alloggio (nel 2026 € 199,80 al mese). La tredicesima è però sempre in denaro (non in natura).
    Cosa succede se il datore non paga la tredicesima?
    Il lavoratore può: (1) richiederla per iscritto con raccomandata, (2) rivolgersi alla commissione di conciliazione o all’Ispettorato del Lavoro, (3) agire in giudizio contro il datore. Il termine di prescrizione dei crediti di lavoro è di 5 anni.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2026 di colf e badanti, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, festività e permessi di colf e badanti, maternità, paternità e congedi parentali, malattia e infortunio di colf e badanti e periodo di prova di colf e badanti.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Lavoro Domestico: TFR di colf e badanti

    CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter)

    In sintesi

    Il TFR del lavoratore domestico si calcola dividendo per 13,5 le retribuzioni percepite nell’anno, vitto e alloggio convenzionali compresi (art. 41 CCNL). Il datore lo liquida alla cessazione del rapporto, in ogni caso di cessazione; a richiesta del lavoratore anticipa, non più di una volta all’anno, fino al 70% di quanto maturato. Le quote accantonate si rivalutano dell’1,5% annuo più il 75% dell’aumento del costo della vita.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Fidaldo · Domina · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL · Federcolf
    Ultimo rinnovo
    28 ottobre 2025 (accordo economico, in vigore dal 1° novembre 2025)
    Vigenza
    Fino al 31 ottobre 2028
    Platea
    Oltre 817.000 assistenti familiari (dato delle parti firmatarie, ottobre 2025)

    Tabella riepilogativa

    Calcolo TFR CCNL Domestico (art. 41)
    Voce Formula Esempio
    Quota TFR annua Retribuzioni percepite nell’anno (vitto e alloggio compresi) ÷ 13,5 (€ 1.193,84 + € 199,80) × 13 = € 18.117,32; ÷ 13,5 = € 1.342,02
    Rivalutazione 1,5% annuo + 75% dell’aumento del costo della vita (ISTAT), esclusa la quota dell’anno in corso Con ISTAT 1,5%: 1,5% + 1,125% = 2,625%
    Anticipo A richiesta, non più di una volta all’anno Fino al 70% di quanto maturato
    Liquidazione In ogni caso di cessazione del rapporto Anche per dimissioni, licenziamento, scadenza

    Mesi parziali e assenze

    L’art. 41 del CCNL non fissa una soglia di giorni minimi per far maturare il mese: la quota si calcola sull’ammontare delle retribuzioni percepite nell’anno, diviso per 13,5. Un rapporto iniziato o terminato a metà mese concorre quindi per la retribuzione effettivamente percepita in quel mese, senza perdere il mese intero.

    Per le assenze per malattia, infortunio e maternità (le cause dell’art. 2110 c.c.) l’art. 2120 c.c. prevede che nella retribuzione annua si consideri l’equivalente di quanto il lavoratore avrebbe percepito se avesse lavorato normalmente. In caso di inizio o cessazione del rapporto in corso d’anno, il codice civile computa come mese intero le frazioni di mese pari o superiori a 15 giorni; l’art. 41 del CCNL, però, rinvia al totale delle retribuzioni percepite.

    Calcolo della quota TFR

    Il TFR si calcola dividendo per 13,5 le retribuzioni percepite nell’anno, comprensive del valore convenzionale di vitto e alloggio. La base include:

    • Retribuzione minima tabellare (nei livelli D e DS comprensiva dell’indennità di funzione)
    • Indennità aggiuntive effettivamente percepite (baby sitter, assistenza a più non autosufficienti, certificazione UNI)
    • Scatti di anzianità e superminimi
    • Valore convenzionale di vitto e alloggio per i conviventi (nel 2026 € 6,66 al giorno, € 199,80 al mese)
    • Tredicesima mensilità

    Esempio: badante DS convivente, minimo 2026 € 1.474,73 al mese, con vitto e alloggio convenzionali di € 199,80: (€ 1.474,73 + € 199,80) × 13 mensilità (la tredicesima comprende vitto e alloggio, art. 39) = € 21.768,89 annui. TFR dell’anno: € 21.768,89 / 13,5 = € 1.612,51.

    Rivalutazione del TFR

    Le quote accantonate negli anni precedenti vengono rivalutate ogni anno, esclusa la quota maturata nell’anno in corso:

    1,5% annuo + 75% dell'aumento del costo della vita (ISTAT)

    Esempio, ipotizzando un aumento ISTAT dell’1,5%: coefficiente = 1,5% + 75% × 1,5% = 2,625%. Su € 5.000 di TFR accantonato: rivalutazione di € 131,25.

    Liquidazione e anticipi

    In ogni caso di cessazione del rapporto il lavoratore ha diritto al TFR: il datore versa l’intero TFR accantonato più le rivalutazioni, meno gli anticipi già richiesti. In caso di morte del lavoratore il TFR e l’indennità di preavviso spettano al coniuge, ai figli e ai parenti secondo l’art. 42 del CCNL.

    A richiesta del lavoratore il datore anticipa il TFR, per non più di una volta all’anno, nella misura massima del 70% di quanto maturato (art. 41, comma 2). Il CCNL non elenca causali né richiede un’anzianità minima.

    Casi pratici

    Tizio – TFR di colf B dopo 5 anni
    Tizio è colf B convivente (minimo € 983,16/mese) da 5 anni. TFR annuo: (€ 983,16 + € 199,80 di vitto e alloggio) × 13 = € 15.378,48; ÷ 13,5 = € 1.139,15. In 5 anni: € 5.695,73 accantonati, a cui si aggiunge la rivalutazione annua.
    Caia – TFR di badante DS dopo 10 anni
    Caia è badante DS convivente (minimo € 1.474,73 + vitto e alloggio € 199,80) da 10 anni. Retribuzione annua con tredicesima: € 21.768,89. TFR annuo: € 1.612,51. In 10 anni: € 16.125,10, più la rivalutazione annua (1,5% + 75% dell’ISTAT) sulle quote degli anni precedenti.
    Sempronio – Anticipo TFR per acquisto casa
    Sempronio è badante CS da 9 anni. TFR accantonato: € 11.000. Chiede l’anticipo, che il CCNL consente una volta all’anno nella misura massima del 70%: € 7.700. Se nello stesso anno ha già avuto un anticipo, la richiesta va rinviata all’anno successivo.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR di una colf?
    Si dividono per 13,5 le retribuzioni percepite nell’anno, vitto e alloggio convenzionali compresi. Esempio: colf con € 12.000 percepiti nell’anno = € 888,89 di TFR maturato in un anno, accantonati dal datore.
    Se il rapporto inizia a metà mese, perde quel mese?
    No: il CCNL calcola il TFR sulle retribuzioni effettivamente percepite nell’anno, divise per 13,5, quindi anche il mese iniziato a metà concorre per quanto percepito. Il codice civile (art. 2120) richiama la regola dei 15 giorni per le frazioni di mese in caso di inizio o cessazione in corso d’anno, ma l’art. 41 del CCNL non la prevede.
    Il vitto e l'alloggio entrano nel TFR?
    Sì, per i conviventi il valore convenzionale di vitto e alloggio (€ 199,80/mese nel 2026, cioè € 6,66 al giorno) entra nelle retribuzioni percepite su cui si calcola il TFR. Per i non conviventi non si pone il problema.
    Posso chiedere un anticipo del TFR?
    Sì: a richiesta, non più di una volta all’anno, nella misura massima del 70% di quanto maturato (art. 41, comma 2). Il CCNL non richiede un’anzianità minima né elenca le causali.
    Il TFR viene rivalutato ogni anno?
    Sì: le quote accantonate (esclusa quella dell’anno in corso) si rivalutano dell’1,5% annuo più il 75% dell’aumento del costo della vita accertato dall’ISTAT. Il coefficiente cambia ogni anno con l’indice.
    Cosa succede al TFR se vengo licenziata?
    Il TFR spetta in ogni caso di cessazione del rapporto (art. 41), indipendentemente dal motivo: licenziamento, dimissioni, giusta causa. Se il datore non lo paga alla cessazione, il lavoratore può richiederlo per iscritto e, in mancanza, agire in giudizio.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2026 di colf e badanti, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, festività e permessi di colf e badanti, maternità, paternità e congedi parentali, tredicesima mensilità di colf e badanti e malattia e infortunio di colf e badanti.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Lavoro Domestico: preavviso, dimissioni e licenziamento

    CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter)

    In sintesi

    Il CCNL Domestico (art. 40) prevede preavviso di 8-30 giorni di calendario, variabile per anzianità e per orario settimanale (25 ore o più, meno di 25 ore). Per i rapporti di 25 ore o più i termini sono ridotti del 50% in caso di dimissioni. Il licenziamento è ad nutum (senza giustificazione, eccetto durante la gravidanza e per giusta causa documentata). Le dimissioni non seguono la procedura telematica generale.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Fidaldo · Domina · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL · Federcolf
    Ultimo rinnovo
    28 ottobre 2025 (accordo economico, in vigore dal 1° novembre 2025)
    Vigenza
    Fino al 31 ottobre 2028
    Platea
    Oltre 817.000 assistenti familiari (dato delle parti firmatarie, ottobre 2025)

    Tabella riepilogativa

    Preavviso CCNL Domestico per anzianità e orario (art. 40)
    Anzianità Orario di 25 ore o più a settimana Orario inferiore a 25 ore a settimana
    Fino a 2 anni 15 giorni di calendario 8 giorni di calendario
    Da 2 a 5 anni 15 giorni di calendario 15 giorni di calendario
    Oltre 5 anni 30 giorni di calendario 15 giorni di calendario

    Per i rapporti di 25 ore o più i termini sono ridotti del 50% in caso di dimissioni del lavoratore. Per i rapporti inferiori a 25 ore il testo dell’art. 40 non prevede questa riduzione.

    Preavviso variabile per anzianità e orario

    Il CCNL Domestico ha una struttura unica: il preavviso varia sia per anzianità che per orario settimanale. Ci sono 4 casi possibili:

    Caso Preavviso
    Orario di 25 ore o più, anzianità fino a 5 anni 15 giorni
    Orario di 25 ore o più, anzianità oltre 5 anni 30 giorni
    Orario inferiore a 25 ore, anzianità fino a 2 anni 8 giorni
    Orario inferiore a 25 ore, anzianità oltre 2 anni 15 giorni

    I giorni sono di calendario. I termini sono raddoppiati se il datore licenzia prima del trentunesimo giorno successivo al termine del congedo per maternità. Per portieri privati, custodi di villa e altri dipendenti che usufruiscono con la famiglia di un alloggio indipendente di proprietà del datore, il preavviso è di 30 giorni fino a un anno di anzianità e di 60 giorni oltre; alla scadenza l’alloggio va rilasciato.

    Licenziamento ad nutum e tutele specifiche

    Il datore può licenziare ad nutum (senza giustificazione) il lavoratore domestico, perché l’art. 4 della legge 108/1990 esclude i lavoratori domestici dalle tutele contro i licenziamenti illegittimi.

    Le uniche tutele rimaste:

    • Divieto di licenziamento durante la gravidanza e fino al 1° anno del bambino
    • Divieto di licenziamento discriminatorio (razza, religione, opinioni politiche, ecc.)
    • Obbligo di rispettare il preavviso o pagare l’indennità sostitutiva

    Dimissioni: regola particolare

    Le dimissioni dei lavoratori domestici sono una eccezione alla regola generale: il lavoro domestico è escluso dalla procedura telematica obbligatoria del D.Lgs. 151/2015. L’art. 40 non dice come vadano comunicate: conviene presentarle per iscritto al datore, conservando la prova della consegna.

    Il preavviso delle dimissioni segue la stessa tabella, con questa riduzione:

    • Orario di 25 ore o più: i termini sono ridotti del 50% (circa 7-8 giorni fino a 5 anni di anzianità, 15 giorni oltre);
    • Orario inferiore a 25 ore: 8 giorni fino a 2 anni di anzianità e 15 giorni oltre (nessuna riduzione prevista).

    Al lavoratore che si dimette per giusta causa spetta l’indennità di mancato preavviso (art. 40, comma 6).

    Indennità di mancato preavviso

    Se una parte recede senza rispettare il preavviso, deve corrispondere all’altra l’indennità sostitutiva, pari alla retribuzione corrispondente al periodo di preavviso non concesso (art. 40, comma 4).

    Esempio: badante CS convivente con 7 anni di anzianità, orario 40 ore settimanali. Preavviso dovuto per il licenziamento: 30 giorni. Retribuzione mensile: € 1.193,84 (minimo 2026), a cui si aggiunge il compenso sostitutivo di vitto e alloggio se spettante. Se il datore licenzia con effetto immediato, deve pagare l’indennità pari a circa un mese di retribuzione, oltre alle competenze maturate (ferie, tredicesima, TFR).

    Casi pratici

    Tizio – Licenziamento di colf B con 3 anni
    Tizio è colf livello B (40h/sett) da 3 anni. Il datore lo licenzia con 15 giorni di preavviso (orario di 25 ore o più, anzianità fino a 5 anni). Tizio lavora i 15 giorni e poi cessa. Riceve TFR, ferie non godute, tredicesima proporzionale.
    Caia – Dimissioni di badante DS con 6 anni
    Caia è badante DS convivente da 6 anni (orario di 25 ore o più, anzianità oltre 5 anni). Dà le dimissioni per cambiare famiglia: il preavviso per il licenziamento sarebbe di 30 giorni, ridotto del 50% per le dimissioni, quindi 15 giorni. Lavora 15 giorni, poi cessa. Riceve TFR e quote maturate.
    Sempronio – Licenziamento immediato senza preavviso
    Sempronio è colf B da 4 anni (30h/sett). Il datore lo licenzia con effetto immediato (no preavviso). Il preavviso dovuto è di 15 giorni (orario di 25 ore o più, anzianità fino a 5 anni): deve pagare l’indennità sostitutiva per 15 giorni di retribuzione, oltre a TFR, ferie e tredicesima maturate.

    Domande frequenti

    Quanto preavviso devo dare se mi dimetto?
    Con un orario di 25 ore o più i termini del licenziamento (15 giorni fino a 5 anni, 30 giorni oltre) sono ridotti del 50%: circa 7-8 giorni e 15 giorni. Con meno di 25 ore sono 8 giorni fino a 2 anni di anzianità, 15 giorni oltre.
    Il datore può licenziarmi senza motivo?
    Sì, ad nutum (l’art. 4 della legge 108/1990 esclude i lavoratori domestici dalle tutele anti-licenziamento). Ma deve rispettare il preavviso (da 8 a 30 giorni di calendario secondo orario e anzianità) o pagare l’indennità sostitutiva.
    Le dimissioni devono essere telematiche?
    No: il lavoro domestico è escluso dalla procedura telematica del D.Lgs. 151/2015. Il CCNL non prescrive una forma: conviene presentare le dimissioni per iscritto (lettera consegnata a mano con firma per ricevuta o raccomandata A/R).
    Cos'è l'indennità di mancato preavviso?
    È la retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito durante il preavviso, dovuta da chi recede senza rispettare i giorni di preavviso. Esempio: licenziamento immediato di badante con 30 giorni di preavviso dovuti = 1 mese di stipendio.
    Posso essere licenziata durante la gravidanza?
    No: l’art. 25 del CCNL vieta il licenziamento dall’inizio della gravidanza, purché intervenuta nel corso del rapporto, fino alla cessazione del congedo di maternità o di paternità alternativo e dell’eventuale congedo parentale (salvo giusta causa). Le dimissioni in quel periodo sono inefficaci se non comunicate in forma scritta o nelle sedi dell’art. 2113 c.c.
    La giusta causa esiste anche nel CCNL Domestico?
    Sì, in caso di grave inadempimento (furto, violenza, abbandono dell’assistito): licenziamento immediato SENZA preavviso. Il datore deve documentare i fatti per evitare contestazioni.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2026 di colf e badanti, ferie, festività e permessi di colf e badanti, maternità, paternità e congedi parentali, tredicesima mensilità di colf e badanti, malattia e infortunio di colf e badanti e periodo di prova di colf e badanti.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Lavoro Domestico: periodo di prova di colf e badanti

    CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter)

    In sintesi

    Il CCNL Domestico prevede un periodo di prova regolarmente retribuito di 30 giorni di lavoro effettivo per i lavoratori conviventi (qualunque sia il livello) e per quelli dei livelli D e DS, e di 8 giorni di lavoro effettivo per tutti gli altri rapporti. Durante la prova entrambe le parti possono recedere senza preavviso. La prova va indicata per iscritto nella lettera di assunzione.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Fidaldo · Domina · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL · Federcolf
    Ultimo rinnovo
    28 ottobre 2025 (accordo economico, in vigore dal 1° novembre 2025)
    Vigenza
    Fino al 31 ottobre 2028
    Platea
    Oltre 817.000 assistenti familiari (dato delle parti firmatarie, ottobre 2025)

    Tabella riepilogativa

    Periodo di prova CCNL Domestico (art. 12)
    Rapporto Durata prova Modalità recesso
    Lavoratori conviventi (qualunque livello) e lavoratori dei livelli D e DS 30 giorni di lavoro effettivo Libera per entrambe le parti, senza preavviso; retribuzione per il lavoro prestato
    Tutti gli altri rapporti (non conviventi dei livelli A-C) 8 giorni di lavoro effettivo Libera per entrambe le parti, senza preavviso; retribuzione per il lavoro prestato

    La prova è regolarmente retribuita e va indicata per iscritto (lettera di assunzione, art. 6). Il lavoratore che sia assunto come prima provenienza da altra Regione, senza aver trasferito la residenza, se il datore recede senza giusta causa ha diritto a un preavviso di 3 giorni o alla retribuzione corrispondente.

    La prova obbligatoria nella lettera di assunzione

    La lettera di assunzione (obbligatoria nel CCNL Domestico) deve indicare la durata del periodo di prova, e l’apposizione della prova deve risultare da atto scritto: senza clausola scritta la prova non è pattuita e il rapporto è definitivo fin dall’inizio.

    La durata è di 30 giorni di lavoro effettivo per i lavoratori conviventi (anche di livello A, B o C) e per quelli dei livelli D e D Super, di 8 giorni di lavoro effettivo per gli altri. Si contano i giorni effettivamente lavorati, non quelli di calendario.

    Recesso durante la prova

    Durante la prova entrambe le parti possono recedere liberamente, senza preavviso e senza necessità di motivazione. La cessazione del rapporto è immediata.

    Il lavoratore riceve la retribuzione per i giorni effettivamente lavorati, più la quota di tredicesima maturata, più le ferie maturate (se non godute, pagate come “ferie non godute”).

    Calcolo della prova: giorni di lavoro effettivo

    Il calcolo considera solo i giorni di lavoro effettivo: i giorni non lavorati non contano. La malattia in periodo di prova ne sospende la decorrenza (art. 27, comma 10), come l’infortunio sul lavoro (art. 29, comma 8).

    Esempio: colf non convivente di livello B che lavora il martedì e il giovedì (2 giorni a settimana): la prova di 8 giorni di lavoro effettivo si esaurisce in 4 settimane. Per un convivente la prova di 30 giorni di lavoro effettivo dura circa un mese.

    Cosa succede dopo la prova

    Superata la prova:

    • Il rapporto diventa definitivo e si applicano tutte le tutele del CCNL (preavviso, comporto, ecc.)
    • L’anzianità di servizio decorre dal primo giorno di lavoro (non dalla fine della prova)
    • I giorni di prova sono computati per maturazione di ferie, tredicesima, TFR

    Casi pratici

    Tizio – Recesso del lavoratore al 20° giorno di prova
    Tizio è colf livello B convivente, in prova da 20 giorni di lavoro effettivo (la prova è di 30). Non si trova a suo agio e dà le dimissioni. Recede liberamente, senza preavviso. Riceve la retribuzione per i 20 giorni di lavoro prestato, con il rateo di tredicesima e le ferie maturate.
    Caia – Conferma in servizio dopo 30 giorni
    Caia è badante CS convivente in prova. Dopo 30 giorni di lavoro effettivo il datore conferma il rapporto. La sua anzianità di servizio decorre dal primo giorno di assunzione, non dalla fine della prova: il servizio prestato durante la prova è computato a tutti gli effetti.
    Sempronio – Recesso del datore durante la prova
    Sempronio è un badante convivente in prova da 25 giorni quando il datore gli comunica il recesso per «mancato superamento della prova». Recesso libero, nessun preavviso. Sempronio riceve la retribuzione per il lavoro prestato e le competenze accessorie maturate.

    Domande frequenti

    Quanto dura la prova nel CCNL Domestico?
    30 giorni di lavoro effettivo per i conviventi (qualunque livello) e per i livelli D e DS; 8 giorni di lavoro effettivo per tutti gli altri rapporti (art. 12). Si contano le giornate realmente lavorate.
    La prova deve essere scritta?
    Sì, OBBLIGATORIAMENTE indicata nella lettera di assunzione. Se manca la clausola scritta, la prova si considera non pattuita e il rapporto è definitivo dall’inizio (con tutte le tutele).
    Posso essere licenziata durante la prova?
    Sì, liberamente e senza preavviso: il contratto prevede il pagamento del lavoro prestato e delle competenze accessorie. Se sei arrivata da un’altra Regione senza trasferire la residenza e il datore recede senza giusta causa, ti spettano 3 giorni di preavviso o la retribuzione corrispondente.
    La malattia sospende il periodo di prova?
    Sì: la malattia e l’infortunio sul lavoro sospendono la decorrenza della prova (art. 27, comma 10, e art. 29, comma 8). La prova riprende al rientro. I giorni non lavorati non rientrano nei giorni di lavoro effettivo.
    Dopo la prova ho diritto al TFR?
    Sì, il TFR matura dal primo giorno di lavoro effettivo, anche durante la prova. La frase comune “in prova non si matura TFR” è sbagliata.
    Cosa succede se la prova non è scritta?
    Il rapporto si considera definitivo dall’inizio: si applicano tutte le tutele del CCNL (preavviso, comporto malattia, divieto di licenziamento senza motivo). È una tutela importante per il lavoratore.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2026 di colf e badanti, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, festività e permessi di colf e badanti, maternità, paternità e congedi parentali, tredicesima mensilità di colf e badanti e malattia e infortunio di colf e badanti.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Lavoro Domestico: malattia e infortunio di colf e badanti

    CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter)

    In sintesi

    Nel CCNL Lavoro Domestico, in caso di malattia il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto per 10 giorni di calendario (anzianità fino a 6 mesi), 45 giorni (da 6 mesi a 2 anni) o 180 giorni (oltre 2 anni), nell’anno solare di 365 giorni dall’evento, aumentati del 50% per la malattia oncologica. La retribuzione è a carico del datore per un massimo di 8, 10 o 15 giorni complessivi nell’anno secondo l’anzianità: 50% fino al 3° giorno consecutivo e 100% dal 4°. L’INPS non eroga indennità di malattia ai lavoratori domestici.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Fidaldo · Domina · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL · Federcolf
    Ultimo rinnovo
    28 ottobre 2025 (accordo economico, in vigore dal 1° novembre 2025)
    Vigenza
    Fino al 31 ottobre 2028
    Platea
    Oltre 817.000 assistenti familiari (dato delle parti firmatarie, ottobre 2025)

    Tabella riepilogativa

    Conservazione del posto e retribuzione in caso di malattia (art. 27 CCNL Domestico)
    Anzianità (superata la prova) Conservazione del posto Giorni con retribuzione a carico del datore
    Fino a 6 mesi 10 giorni di calendario Max 8 giorni complessivi nell’anno
    Da più di 6 mesi a 2 anni 45 giorni di calendario Max 10 giorni complessivi nell’anno
    Oltre 2 anni 180 giorni di calendario Max 15 giorni complessivi nell’anno
    Malattia oncologica documentata dall’ASL Periodi aumentati del 50% I periodi di retribuzione si calcolano sui periodi aumentati

    I periodi si calcolano nell’anno solare, cioè i 365 giorni che decorrono dall’evento. La retribuzione globale di fatto spetta al 50% fino al 3° giorno consecutivo di malattia e al 100% dal 4° giorno, entro i giorni indicati. Per il convivente la quota sostitutiva di vitto e alloggio si aggiunge solo se non è ricoverato in ospedale né curato a casa del datore.

    Obblighi del lavoratore in caso di malattia

    Il lavoratore domestico in caso di malattia deve (art. 27):

    1. Avvertire tempestivamente il datore, salvo forza maggiore, entro l’orario contrattualmente previsto per l’inizio della prestazione;
    2. Farsi visitare dal medico, che rilascia il certificato entro il giorno successivo all’inizio della malattia;
    3. Consegnare o inviare con raccomandata il certificato, con la prognosi, al datore entro due giorni dal rilascio;

    I conviventi non devono inviare il certificato, salvo che il datore lo richieda espressamente e salvo che la malattia sopravvenga durante le ferie o in periodi in cui non sono presenti nell’abitazione del datore. Le assenze non giustificate entro il quinto giorno, in assenza di forza maggiore, sono giusta causa di licenziamento (art. 22).

    Retribuzione durante la malattia

    La retribuzione durante la malattia è a carico del datore di lavoro, non dell’INPS (l’INPS non eroga indennità di malattia ai lavoratori domestici). Durante i periodi di conservazione del posto la retribuzione globale di fatto spetta per un massimo di 8, 10 o 15 giorni complessivi nell’anno, secondo l’anzianità (fino a 6 mesi, da 6 mesi a 2 anni, oltre 2 anni), nella misura seguente:

    • Fino al 3° giorno consecutivo: 50% della retribuzione globale di fatto
    • Dal 4° giorno: 100% della retribuzione globale di fatto, entro il massimo di giorni indicato

    La retribuzione globale di fatto comprende indennità e voci stabili. La tredicesima matura anche durante la malattia, nei limiti del periodo di conservazione del posto e per la parte non liquidata dagli enti preposti (art. 39); le ferie maturano e non possono essere godute durante la malattia (art. 17). La malattia in periodo di prova o di preavviso ne sospende la decorrenza.

    Infortunio sul lavoro: indennità INAIL

    In caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale (art. 29) il lavoratore, convivente o no, conserva il posto per gli stessi periodi della malattia (10, 45 o 180 giorni di calendario in base all’anzianità, nell’anno solare di 365 giorni dall’evento) e ha diritto alle prestazioni del D.P.R. 1124/1965, erogate dall’INAIL, a cui il datore deve denunciare ogni infortunio:

    • entro 24 ore, anche per telegramma, se l’infortunio è mortale o presunto tale;
    • entro due giorni dalla ricezione del certificato, per gli eventi con prognosi superiore a tre giorni;
    • il datore corrisponde la retribuzione globale di fatto per i primi tre giorni di assenza (art. 29, comma 6);
    • l’INAIL eroga l’indennità giornaliera dal 4° giorno: 60% della retribuzione media giornaliera fino al 90° giorno e 75% dal 91°.

    L’infortunio e la malattia professionale in periodo di prova o di preavviso ne sospendono la decorrenza. Il periodo di infortunio è distinto da quello della malattia comune.

    Comporto e tutela del posto

    Il comporto è il periodo durante il quale il datore non può licenziare il lavoratore malato perché il posto è conservato. Per il CCNL Domestico è:

    • 10 giorni di calendario fino a 6 mesi di anzianità (superata la prova)
    • 45 giorni da più di 6 mesi a 2 anni
    • 180 giorni oltre 2 anni
    • I periodi sono aumentati del 50% in caso di malattia oncologica documentata dalla ASL

    Superato il comporto il datore può recedere (art. 2110 c.c.), rispettando il preavviso dell’art. 40 secondo l’anzianità e il numero di ore settimanali. La malattia sospende la decorrenza del preavviso.

    Casi pratici

    Tizio – Influenza per 5 giorni
    Tizio è colf da 1 anno (livello B non convivente, € 7,01/ora × 25h × 4,33 = € 758/mese). Si ammala per 5 giorni: ha un’anzianità tra 6 mesi e 2 anni, quindi conserva il posto per 45 giorni e ha diritto alla retribuzione per un massimo di 10 giorni nell’anno. Ragguagliando per esempio la giornata a 1/26 della retribuzione mensile (€ 29,15), i primi 3 giorni al 50% valgono € 43,73 e i giorni 4-5 al 100% € 58,30: in totale € 102,03 pagati dal datore.
    Caia – Convalescenza post-operatoria 30 giorni
    Caia è badante CS convivente da 5 anni (€ 1.193,84/mese + vitto e alloggio). Subisce un intervento e resta assente 30 giorni. Con oltre 2 anni di anzianità conserva il posto fino a 180 giorni e ha diritto alla retribuzione per un massimo di 15 giorni nell’anno: i primi 3 al 50%, poi 12 giorni al 100%. Dal 16° giorno il posto resta conservato, ma senza retribuzione, fino al rientro. Se è ricoverata in ospedale o curata a casa del datore, la quota sostitutiva di vitto e alloggio non si aggiunge.
    Sempronio – Infortunio domestico INAIL
    Sempronio è badante DS e si infortuna sollevando l’anziano (ernia). Il datore denuncia l’infortunio all’INAIL entro due giorni dal certificato. Per i primi tre giorni di assenza Sempronio riceve dal datore la retribuzione globale di fatto; dal 4° giorno l’INAIL paga il 60% della retribuzione media giornaliera (75% dopo il 90° giorno). L’infortunio non consuma il comporto della malattia comune.

    Domande frequenti

    L'INPS paga la malattia ai lavoratori domestici?
    No. La retribuzione durante la malattia è a carico del DATORE di lavoro, nei limiti di giorni previsti dall’art. 27 (8, 10 o 15 giorni complessivi nell’anno secondo l’anzianità). È una caratteristica del lavoro domestico rispetto ad altri settori.
    Quali sono i tempi del comporto?
    Dipende dall’anzianità: 10 giorni di calendario fino a 6 mesi, 45 giorni da 6 mesi a 2 anni, 180 giorni oltre 2 anni, aumentati del 50% per la malattia oncologica documentata dall’ASL. I periodi si calcolano nell’anno solare di 365 giorni dall’evento.
    Come si calcola la retribuzione di malattia?
    Fino al 3° giorno consecutivo si paga il 50% della retribuzione globale di fatto, dal 4° giorno il 100%, per un massimo di 8, 10 o 15 giorni complessivi nell’anno secondo l’anzianità. La retribuzione globale di fatto include le indennità fisse e le voci stabili.
    Il certificato medico va trasmesso telematicamente?
    Il CCNL prevede che il lavoratore consegni o invii con raccomandata il certificato al datore entro due giorni dal rilascio (art. 27, comma 2). I conviventi non devono inviarlo, salvo richiesta del datore o malattia durante le ferie o fuori dall’abitazione del datore.
    Dopo il comporto posso essere licenziata?
    Superato il periodo di conservazione del posto il datore può recedere (art. 2110 c.c.), rispettando il preavviso dell’art. 40 secondo anzianità e orario settimanale.
    L'infortunio sul lavoro è coperto?
    Sì: le prestazioni sono erogate dall’INAIL (D.P.R. 1124/1965) e il datore deve denunciare l’infortunio. Il datore paga la retribuzione globale di fatto per i primi tre giorni; poi l’indennità INAIL è del 60% fino al 90° giorno e del 75% dal 91°. Il periodo di infortunio è distinto da quello della malattia comune.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2026 di colf e badanti, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, festività e permessi di colf e badanti, maternità, paternità e congedi parentali, tredicesima mensilità di colf e badanti e periodo di prova di colf e badanti.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Lavoro Domestico: maternità, paternità e congedi parentali

    CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter)

    In sintesi

    Il CCNL Lavoro Domestico applica la legge nazionale sulla maternità (Testo Unico 151/2001): 5 mesi di congedo obbligatorio (2 prima e 3 dopo il parto, o 1+4), indennità INPS all’80% del salario, divieto di licenziamento fino al compimento di 1 anno del bambino. Congedi parentali e per allattamento accessibili anche al padre.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Fidaldo · Domina · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL · Federcolf
    Ultimo rinnovo
    28 ottobre 2025 (accordo economico, in vigore dal 1° novembre 2025)
    Vigenza
    Fino al 31 ottobre 2028
    Platea
    ~860.000 (di cui ~360.000 badanti)

    Tabella riepilogativa

    Tutele maternità CCNL Domestico
    Tutela Durata Indennità
    Maternità obbligatoria 5 mesi (2+3 o 1+4) INPS 80% retribuzione
    Maternità anticipata Da inizio gravidanza INPS 80% (su autorizzazione ITL)
    Congedo parentale 6 mesi cad. genitore INPS 30% (primi 9 mesi)
    Riposi giornalieri 2 ore/giorno (1h se part-time) Retribuiti dall’INPS
    Paternità obbligatoria 10 giorni INPS 100%
    Divieto licenziamento Dall’inizio gravidanza al 1° anno bambino –

    Maternità obbligatoria: 5 mesi

    La lavoratrice domestica ha diritto al congedo di maternità di 5 mesi complessivi, che possono essere distribuiti in due modalità:

    • 2 mesi prima + 3 mesi dopo il parto (modalità classica)
    • 1 mese prima + 4 mesi dopo il parto (modalità “flessibile”, richiede attestazione medica)

    L’indennità è erogata direttamente dall’INPS all’80% della retribuzione. Il CCNL Domestico, a differenza di altri, non prevede integrazione a carico del datore.

    Divieto di licenziamento

    Dal momento in cui la lavoratrice comunica la gravidanza al datore (anche solo verbalmente) fino al compimento di 1 anno del bambino è VIETATO il licenziamento (eccetto giusta causa documentata).

    Anche le dimissioni della lavoratrice durante questo periodo devono essere convalidate presso l’Ispettorato del Lavoro (ITL) per essere valide, a tutela contro dimissioni “forzate”.

    Congedo parentale e riposi

    Dopo il congedo di maternità entrambi i genitori possono fruire del congedo parentale:

    • Max 6 mesi ciascuno, totale familiare 10 mesi (11 se il padre prende almeno 3 mesi)
    • Fruibile fino ai 14 anni del bambino
    • Indennità INPS al 30% per i primi 9 mesi (entro i 14 anni del bambino)

    Inoltre la madre ha diritto, fino al 1° anno del bambino, a 2 ore di riposo giornaliero retribuite (1 ora se l’orario è inferiore a 6h). I riposi sono trasferibili al padre.

    Paternità obbligatoria e facoltativa

    Il padre lavoratore domestico ha diritto al congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni da fruire da 2 mesi prima a 5 mesi dopo il parto. L’indennità INPS è al 100% della retribuzione.

    Inoltre il padre può fruire del congedo parentale (6 mesi) o subentrare alla madre nei riposi giornalieri (allattamento).

    Casi pratici

    Tizio – Padre badante con 10 giorni paternità
    Tizio è padre di un neonato e badante. Comunica al datore la nascita. Ha diritto a 10 giorni di paternità obbligatoria pagati dall’INPS al 100% della retribuzione. Il datore non può rifiutare ma deve essere preavvisato 5 giorni prima.
    Caia – Colf incinta a 7 mesi di servizio
    Caia è colf livello B non convivente da 7 mesi. Comunica gravidanza. Per i 5 mesi di congedo obbligatorio (2 prima + 3 dopo) percepirà l’80% dello stipendio dall’INPS (~€ 606/mese). Tornerà a lavoro entro il 1° anno del bambino con tutele anti-licenziamento.
    Sempronio – Madre badante DS torna a lavoro
    La madre badante DS rientra dal congedo a 3 mesi dal parto. Ha diritto a 2 ore di riposo giornaliero retribuite fino al 1° anno del bambino. Può sospendere il servizio nelle ore di riposo o cedere il diritto al padre. L’INPS paga le ore di riposo.

    Domande frequenti

    Quanti mesi di maternità ha una colf?
    5 mesi di congedo obbligatorio, distribuiti come 2+3 (modalità classica) o 1+4 (modalità flessibile con attestazione medica). L’indennità INPS è all’80% della retribuzione.
    Il datore può licenziarmi se sono incinta?
    No, è VIETATO licenziare dal momento della comunicazione della gravidanza fino al compimento di 1 anno del bambino. Anche le dimissioni in questo periodo devono essere convalidate dall’ITL per essere valide.
    Come si calcola l'indennità di maternità?
    L’INPS paga l’80% della retribuzione globale media degli ultimi 12 mesi. Per una colf con € 1.000/mese: indennità di ~€ 800/mese per 5 mesi = € 4.000 totali, pagati direttamente dall’INPS.
    I padri hanno tutele nel CCNL Domestico?
    Sì, paternità obbligatoria di 10 giorni al 100% INPS, congedo parentale di 6 mesi e possibilità di subentrare nei riposi giornalieri della madre. Le tutele sono equiparate agli altri settori.
    Cos'è il congedo parentale al 30%?
    Dopo la maternità obbligatoria, entrambi i genitori possono prendere fino a 6 mesi ciascuno di congedo parentale. L’INPS paga il 30% della retribuzione (per i primi 9 mesi, fino ai 6 anni del bambino).
    Posso lavorare fino al giorno del parto?
    Sì, se si sceglie la modalità “flessibile” (1 mese prima + 4 mesi dopo). Serve un’attestazione medica che certifichi l’assenza di rischi per la salute. Se ci sono rischi, l’ITL può imporre la maternità anticipata.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2026 di colf e badanti, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, festività e permessi di colf e badanti, tredicesima mensilità di colf e badanti, malattia e infortunio di colf e badanti e periodo di prova di colf e badanti.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Lavoro Domestico: ferie, festività e permessi di colf e badanti

    CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter)

    In sintesi

    Il CCNL Lavoro Domestico riconosce 26 giorni lavorativi di ferie all’anno (4,33 settimane), 13 festività retribuite (compreso il Santo Patrono) e permessi specifici. Le ferie vanno godute per almeno due settimane entro l’anno di maturazione e per altre due entro i 18 mesi successivi. Un periodo minimo di quattro settimane all’anno non può essere sostituito dall’indennità.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Fidaldo · Domina · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL · Federcolf
    Ultimo rinnovo
    28 ottobre 2025 (accordo economico, in vigore dal 1° novembre 2025)
    Vigenza
    Fino al 31 ottobre 2028
    Platea
    Oltre 817.000 assistenti familiari (dato delle parti firmatarie, ottobre 2025)

    Tabella riepilogativa

    Ferie, festività e permessi CCNL Domestico
    Voce Quantità Note
    Ferie annuali 26 giorni lavorativi Settimana di 6 giorni (lunedì-sabato): 4,33 settimane; 2,17 giorni al mese (art. 17)
    Festività retribuite 12 + Santo Patrono: 1/1, 6/1, lunedì di Pasqua, 25/4, 1/5, 2/6, 15/8, 4/10, 1/11, 8/12, 25/12, 26/12 Se lavorate: ore maggiorate del 60% oltre alla normale retribuzione (art. 16)
    Permessi per visite mediche 16 ore annue retribuite (conviventi); 12 ore per i non conviventi con almeno 30 ore settimanali Visite documentate, rinnovo del permesso di soggiorno, ricongiungimento familiare (art. 19)
    Congedo matrimoniale 15 giorni di calendario retribuiti Anche per unione civile; fruibile entro un anno (art. 24)
    Lutto o grave disgrazia 3 giorni lavorativi retribuiti Familiari conviventi o parenti entro il 2° grado (art. 19)
    Nascita di un figlio 2 giorni retribuiti al padre Oltre al congedo di paternità di 10 giorni lavorativi (art. 25)
    Formazione professionale 40 ore annue retribuite (64 per i corsi Ebincolf) Tempo pieno e indeterminato, almeno 6 mesi di servizio (art. 20)

    Le 26 giornate di ferie annuali

    Tutti i lavoratori domestici, conviventi e non, maturano 26 giorni lavorativi di ferie per ogni anno di servizio presso lo stesso datore, indipendentemente dalla durata e dalla distribuzione dell’orario (art. 17, comma 1). La settimana è sempre considerata di sei giorni lavorativi, dal lunedì al sabato, e quindi 26 giorni corrispondono a 4,33 settimane. Il ragguaglio è di 2,17 giorni al mese di servizio.

    Non c’è riproporzionamento per il part-time. Si calcolano dodicesimi solo se il rapporto dura meno di un anno o cessa in corso d’anno: allora spettano tanti dodicesimi quanti sono i mesi di servizio effettivo (art. 17, comma 9).

    La retribuzione dei giorni di ferie è quella normale per i lavoratori a mese; per i lavoratori ad ore è 1/6 dell’orario settimanale per ogni giorno; per il convivente, nei giorni di ferie, la retribuzione giornaliera è 1/26 della retribuzione globale di fatto mensile (art. 17, commi 2 e 6).

    Quando godere le ferie

    Le ferie hanno di regola carattere continuativo e possono essere divise in non più di due periodi all’anno. Il contratto prevede che almeno due settimane vengano fruite entro l’anno di maturazione e almeno altre due settimane entro i 18 mesi successivi all’anno di maturazione (es. ferie 2026: le ulteriori due settimane entro il 30 giugno 2028). Di norma il datore le fissa da giugno a settembre, tenendo conto delle esigenze di entrambi.

    Il diritto alle ferie è irrinunciabile: un periodo minimo di 4 settimane per ogni anno di servizio non può essere sostituito dall’indennità, salvo il caso del lavoratore straniero che, con l’accordo del datore, accumuli le ferie per un massimo di un biennio per un rimpatrio non definitivo (art. 17, commi 4, 5 e 8).

    Per i conviventi: se durante le ferie il lavoratore non usufruisce di vitto e alloggio perché va altrove, gli spetta il compenso sostitutivo convenzionale (nel 2026 € 6,66 al giorno). Le ferie non possono essere godute durante il preavviso né durante la malattia o l’infortunio, e un ricovero ospedaliero certificato durante le ferie ne interrompe il godimento (art. 17, commi 7, 10 e 12).

    Festività retribuite

    Sono festive 12 giornate più il Santo Patrono del luogo di lavoro (art. 16): 1° gennaio, 6 gennaio, lunedì di Pasqua, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, 15 agosto, 4 ottobre, 1° novembre, 8 dicembre, 25 dicembre, 26 dicembre. In queste giornate si osserva il completo riposo e si paga la normale retribuzione; per il rapporto ad ore la festività si paga con la paga oraria ragguagliata a 1/6 dell’orario settimanale, per tutte quelle che cadono nel periodo, anche se non era prevista la prestazione.

    Se il lavoratore presta servizio in una festività, riceve la normale retribuzione giornaliera più le ore lavorate pagate con la retribuzione globale di fatto maggiorata del 60%. Il riposo compensativo, o in alternativa 1/26 della retribuzione globale di fatto mensile, spetta invece quando la festività infrasettimanale cade di domenica (art. 16, comma 4).

    Permessi specifici

    Il CCNL prevede i seguenti permessi:

    • Visite mediche, permesso di soggiorno, ricongiungimento familiare: 16 ore annue retribuite per i conviventi (12 per i conviventi a orario ridotto dell’art. 14, comma 2), 12 ore per i non conviventi con almeno 30 ore settimanali, riproporzionate sotto le 30 ore; la visita deve essere documentata e coincidere almeno in parte con l’orario di lavoro;
    • Matrimonio o unione civile: 15 giorni di calendario retribuiti, fruibili anche non in coincidenza con la data, ma entro un anno;
    • Lutto o comprovata disgrazia a familiari conviventi o parenti entro il 2° grado: 3 giorni lavorativi retribuiti;
    • Nascita di un figlio: 2 giornate retribuite al padre;
    • Formazione professionale: 40 ore annue retribuite (64 per i corsi finanziati o riconosciuti da Ebincolf) per i lavoratori a tempo pieno e indeterminato con almeno 6 mesi di anzianità;
    • Assistenza a familiari con grave disabilità certificata: possibili permessi retribuiti (quelli per visite) e ulteriori permessi non retribuiti su accordo tra le parti;
    • Esami: le ore di esame entro l’orario giornaliero sono retribuite nei limiti di quelle occorrenti (diritto allo studio, art. 23).

    Per giustificati motivi possono essere concessi permessi di breve durata non retribuiti; in quel caso non è dovuta l’indennità sostitutiva di vitto e alloggio (art. 19).

    Casi pratici

    Tizio – Ferie a 6 mesi di servizio
    Tizio è colf da 6 mesi. Ferie maturate: 2,17 × 6 = 13 giorni lavorativi. Se vuole prendere 2 settimane (12 giorni lavorativi, perché la settimana è di sei giorni), gliene resta 1 da godere entro i termini del contratto.
    Caia – Ferie estive durante vacanze famiglia
    Caia è badante convivente. La famiglia datrice va in vacanza ad agosto per 3 settimane. Due settimane possono essere imputate alle ferie, pagate con la normale retribuzione; la terza è una sospensione del lavoro dovuta a esigenze del datore, che va comunque pagata con la retribuzione globale di fatto (art. 18). Se Caia non usufruisce di vitto e alloggio in quel periodo spetta anche il compenso sostitutivo convenzionale (€ 6,66 al giorno nel 2026).
    Sempronio – Lavoro nel giorno di Natale
    Sempronio è badante non convivente e lavora il 25 dicembre (su richiesta straordinaria). Paga oraria CS: € 8,30. Le 8 ore lavorate valgono € 8,30 × 1,60 = € 13,28 l’ora, cioè € 106,24, e si sommano alla normale retribuzione giornaliera della festività.

    Domande frequenti

    Quanti giorni di ferie ha una badante?
    26 giorni lavorativi all’anno (4,33 settimane), uguale per conviventi e non conviventi. Si maturano 2,17 giorni al mese. È il minimo del CCNL: il datore può concedere di più ma mai di meno.
    Quante festività sono retribuite?
    12 festività (1/1, 6/1, lunedì di Pasqua, 25/4, 1/5, 2/6, 15/8, 4/10, 1/11, 8/12, 25/12, 26/12) più il Santo Patrono del luogo di lavoro. Per le festività non lavorate il lavoratore riceve la normale retribuzione.
    Posso non andare in ferie e farmi pagare?
    No per il periodo minimo di 4 settimane per ogni anno di servizio, che non può essere sostituito dall’indennità (art. 17, comma 4). Alla cessazione del rapporto o in caso di dimissioni spettano i dodicesimi di ferie maturati e non goduti.
    Le ferie possono essere divise?
    Sì, in non più di due periodi all’anno, concordati tra le parti. Almeno due settimane vanno godute entro l’anno di maturazione e almeno altre due entro i 18 mesi successivi.
    Cosa succede se la famiglia datrice va in vacanza?
    Se il datore sospende il lavoro per proprie esigenze fuori dalle ferie, al lavoratore spetta la retribuzione globale di fatto, compreso il compenso sostitutivo di vitto e alloggio se non ne usufruisce (art. 18). Conviene concordare le ferie del lavoratore con le vacanze del datore.
    I permessi visite mediche sono pagati?
    Sì: 16 ore annue retribuite per i conviventi, 12 ore per i non conviventi con almeno 30 ore settimanali (riproporzionate sotto le 30 ore). La visita deve essere documentata e coincidere, almeno in parte, con l’orario di lavoro. Eventuali ulteriori permessi di breve durata possono essere concessi non retribuiti.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2026 di colf e badanti, preavviso, dimissioni e licenziamento, maternità, paternità e congedi parentali, tredicesima mensilità di colf e badanti, malattia e infortunio di colf e badanti e periodo di prova di colf e badanti.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Lavoro Domestico: orario di lavoro per conviventi e non conviventi

    CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter)

    In sintesi

    Il CCNL Domestico distingue conviventi (max 54 ore settimanali, 10 ore al giorno) da non conviventi (max 40 ore settimanali, 8 ore al giorno). È obbligatorio un riposo giornaliero di 11 ore consecutive e un riposo settimanale di 36 ore per i conviventi (24 ore la domenica + 12 in un altro giorno) o di 24 ore la domenica per i non conviventi. Il lavoro notturno ordinario (22-6) è maggiorato del 20%; lo straordinario del 25% (6-22), del 50% (22-6) e del 60% (festivi e domenica).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Fidaldo · Domina · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL · Federcolf
    Ultimo rinnovo
    28 ottobre 2025 (accordo economico, in vigore dal 1° novembre 2025)
    Vigenza
    Fino al 31 ottobre 2028
    Platea
    Oltre 817.000 assistenti familiari (dato delle parti firmatarie, ottobre 2025)

    Tabella riepilogativa

    Orario di lavoro CCNL Domestico (art. 14)
    Tipologia Orario settimanale Orario giornaliero Riposo
    Convivente pieno tempo Max 54 ore Max 10 ore, non consecutive 11 ore consecutive al giorno + riposo intermedio non retribuito di almeno 2 ore; 36 ore settimanali (24 la domenica + 12 in altro giorno)
    Convivente a orario ridotto (solo livelli B, BS, C e studenti 16-40 anni) Fino a 30 ore Max 10 ore, in non più di 3 giorni, oppure fascia 6-14 o 14-22 11 ore consecutive al giorno; retribuzione della Tabella B (B € 702,25, BS € 737,39, C € 814,60 al mese)
    Non convivente pieno tempo 40 ore 8 ore, non consecutive, su 5 o 6 giorni 24 ore la domenica
    Non convivente part-time Meno di 40 ore Concordato per iscritto 24 ore la domenica
    Presenza notturna (art. 11) Interamente tra le 21 e le 8 Orario convenzionale di 5 ore ai soli fini contributivi Completo riposo notturno in alloggio idoneo; € 811,09 al mese (Tabella E, 2026)

    Orario dei conviventi: 54 ore settimanali

    Per i lavoratori conviventi a tempo pieno l’orario massimo settimanale è di 54 ore, distribuite in modo che non superino le 10 ore giornaliere non consecutive. Il datore deve garantire:

    • Un riposo giornaliero di almeno 11 ore consecutive;
    • Se l’orario non è interamente collocato tra le 6 e le 14 o tra le 14 e le 22, un riposo intermedio non retribuito di almeno 2 ore, normalmente nel pomeriggio, durante il quale il lavoratore può uscire dall’abitazione;
    • Un riposo settimanale di 36 ore: 24 ore la domenica e le restanti 12 ore in un altro giorno concordato, nel quale può essere richiesta un’attività non superiore alla metà dell’orario giornaliero normale; le prestazioni in quelle 12 ore sono pagate con la retribuzione globale di fatto maggiorata del 40% (art. 13).

    Orario dei non conviventi: 40 ore

    Per i non conviventi pieno tempo l’orario è di 40 ore settimanali, in giornate di 8 ore non consecutive distribuite su 5 oppure su 6 giorni. I non conviventi part-time hanno un orario inferiore alle 40 ore, concordato fra le parti.

    Al lavoratore con orario giornaliero pari o superiore a 6 ore, quando è concordata la presenza continuativa sul posto di lavoro, spetta il pasto oppure, se non viene dato, un’indennità pari al suo valore convenzionale. Il tempo per consumare il pasto è concordato fra le parti e non è retribuito (art. 14, comma 8).

    Lavoro notturno e presenza notturna

    Il lavoro notturno (22-6) ordinario è compensato con una maggiorazione del 20% sulla retribuzione globale di fatto oraria (art. 14, comma 6); se è straordinario valgono le percentuali dell’art. 15. Il lavoro notturno è vietato alle donne in gravidanza e fino al compimento di 1 anno del bambino.

    La presenza notturna è una figura specifica del CCNL Domestico: il lavoratore è assunto esclusivamente per garantire la presenza di notte e il periodo è interamente compreso tra le 21 e le 8, con completo riposo notturno in un alloggio idoneo. Retribuzione: € 811,09 al mese (Tabella E, 2026). Se vengono richieste prestazioni diverse dalla semplice presenza, non sono straordinario ma si pagano a parte con la paga dei non conviventi (Tabella C) per il tempo effettivo (art. 11).

    Diverse sono le discontinue prestazioni notturne di cura (art. 10): per chi presta assistenza notturna tra le 20 e le 8 vale la Tabella D, nel 2026 € 1.211,38 al mese per la B Super, € 1.372,91 per la CS e € 1.695,99 per la DS (non conviventi: € 8,91 l’ora per la CS, € 10,75 per la DS), con 11 ore di riposo consecutivo garantite al convivente.

    Straordinari e maggiorazioni

    È straordinario il lavoro oltre i limiti giornaliero o settimanale dell’art. 14 (salvo recupero di ore non lavorate). Si paga con la retribuzione globale di fatto oraria maggiorata (art. 15):

    • +25% se prestato dalle 6 alle 22;
    • +50% se prestato dalle 22 alle 6;
    • +60% nelle festività dell’art. 16 o la domenica;
    • +10% per i non conviventi, per le ore oltre la 40ª e fino alla 44ª settimanale, tra le 6 e le 22.

    Lo straordinario va richiesto con almeno un giorno di preavviso, salvo emergenza, e può essere rifiutato solo per giustificato motivo di impedimento; non deve pregiudicare il riposo giornaliero.

    Casi pratici

    Tizio – Colf non convivente 40h
    Tizio è colf livello B non convivente e lavora 40 ore settimanali da lunedì a venerdì, 8-17 (con 1h di pausa pasto non retribuita). Stipendio: € 7,01 × 40 × 4,33 = € 1.214,13 al mese. Se il datore gli chiede di lavorare il sabato mattina per 4 ore, le ore oltre la 40ª e fino alla 44ª, tra le 6 e le 22, valgono € 7,01 × 1,10 = € 7,71 l’ora (+10%).
    Caia – Badante convivente con riposo settimanale
    Caia è badante CS convivente a tempo pieno. Ha 36 ore di riposo settimanale: 24 ore la domenica e 12 ore in un altro giorno concordato, per esempio il mercoledì pomeriggio; se in quelle 12 ore le viene chiesto di lavorare, le ore si pagano con la retribuzione globale di fatto più il 40%. L’orario non supera 54 ore settimanali né 10 ore al giorno.
    Sempronio – Presenza notturna 6 notti/sett
    Sempronio è assunto esclusivamente per la presenza notturna presso un anziano, tra le 21 e le 8. Riceve € 811,09 al mese (Tabella E). Se una notte gli viene chiesto di fare altro, per esempio assistere l’anziano, quelle ore non sono straordinario ma si pagano a parte con la paga oraria dei non conviventi del suo livello.

    Domande frequenti

    Quante ore può lavorare al massimo una colf?
    Una colf convivente a tempo pieno può lavorare al massimo 54 ore settimanali (10 al giorno). Una colf non convivente a tempo pieno fa 40 ore settimanali (8 al giorno). Oltre questi limiti scatta lo straordinario, maggiorato del 25%, 50% o 60% secondo l’orario e il giorno (+10% per le ore dalla 41ª alla 44ª dei non conviventi).
    Il datore può chiamare la colf fuori orario?
    Il lavoro straordinario può essere richiesto, con almeno un giorno di preavviso salvo emergenze, e il lavoratore può rifiutarlo solo per giustificato motivo di impedimento. In nessun caso deve pregiudicare il riposo giornaliero. Le ore eccedenti vanno pagate con la maggiorazione.
    Le ore di pausa pranzo sono pagate?
    No. Per i conviventi che non lavorano interamente tra le 6 e le 14 o tra le 14 e le 22 c’è un riposo intermedio non retribuito di almeno 2 ore. Per tutti, il tempo per consumare il pasto è concordato fra le parti e non è retribuito.
    Cos'è la presenza notturna nel CCNL Domestico?
    È una figura specifica: il lavoratore è assunto solo per garantire la presenza di notte, in un periodo interamente compreso tra le 21 e le 8, con completo riposo notturno in un alloggio idoneo. La retribuzione è di € 811,09 al mese (Tabella E, 2026).
    Posso lavorare la domenica come colf?
    Il riposo domenicale è irrinunciabile (24 ore). Solo per esigenze imprevedibili che non possano essere soddisfatte altrimenti possono essere richieste prestazioni: le ore si pagano con la maggiorazione del 60% e viene concesso un pari numero di ore di riposo non retribuito il giorno dopo (art. 13, comma 4).
    Il lavoro notturno è ammesso per le badanti?
    Sì, con maggiorazione del 20% sulla retribuzione globale di fatto oraria se è lavoro ordinario (22-6), del 50% se è straordinario. È vietato per le donne in gravidanza e fino al 1° anno del bambino. La presenza notturna è una figura distinta, con retribuzione mensile propria.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2026 di colf e badanti, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, festività e permessi di colf e badanti, maternità, paternità e congedi parentali, tredicesima mensilità di colf e badanti e malattia e infortunio di colf e badanti.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Lavoro Domestico: tabelle retributive 2026 di colf e badanti

    CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter)

    In sintesi

    Dal 1° gennaio 2026 sono in vigore i nuovi minimi del CCNL Lavoro Domestico: per i conviventi vanno da € 908,10 (livello A) a € 1.474,73 (DS), per i non conviventi da € 6,51/ora (A) a € 9,97/ora (DS). Il rinnovo prevede aumenti progressivi fino al 2028 (+€ 100 sul livello BS convivente, riproporzionati sugli altri livelli).

    Minimi tabellari — in vigore dal 1° gennaio 2026

    Livello Minimo mensile lordo
    DS (badante formata) 1.474,73 €
    D 1.404,51 €
    CS (badante persona non autosufficiente) 1.193,84 €
    C 1.123,63 €
    BS (assistente persona autosufficiente / baby-sitter) 1.053,39 €
    B (colf generica) 983,16 €
    AS 958,55 €
    A (mansioni base) 908,10 €

    Importi = minimo mensile per lavoratori CONVIVENTI del CCNL lavoro domestico (Fidaldo e Domina con Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, UILTuCS e Federcolf), rinnovato il 28 ottobre 2025 (vigenza dal 1° novembre 2025 al 31 ottobre 2028): i minimi in tabella decorrono dal 1° gennaio 2026 e sono quelli dell’accordo della Commissione nazionale dell’11 febbraio 2026 al Ministero del Lavoro (primo aumento del rinnovo + adeguamento ISTAT dell’1,00%). Nei livelli D e DS il minimo comprende già l’indennità di funzione di 207,69 € (art. 34, comma 2). Per i NON conviventi la paga è oraria: da 6,51 € (livello A) a 9,97 € (DS); il livello CS — la badante di persona non autosufficiente, il caso più comune — vale 8,30 €/ora. Assistenza notturna (discontinue prestazioni notturne, art. 10): conviventi 1.211,38 € (BS), 1.372,91 € (CS) e 1.695,99 € (DS) al mese; non conviventi 8,91 €/ora (CS) e 10,75 €/ora (DS). Presenza notturna (art. 11): 811,09 € al mese. L’indennità sostitutiva di vitto e alloggio vale 6,66 € al giorno (2,33 pranzo e/o colazione + 2,33 cena + 2,00 alloggio). A questi minimi si aggiungono scatti di anzianità biennali, tredicesima e TFR.

    Fonte: tabella dei minimi retributivi del lavoro domestico con decorrenza 1° gennaio 2026, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (accordo dell’11 febbraio 2026), e testo del CCNL (ipotesi di accordo del 28 ottobre 2025). Valori riscontrati sul documento il 12 ottobre 2026; ogni 1° gennaio la Commissione nazionale li aggiorna (art. 38).

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    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Fidaldo · Domina · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL · Federcolf
    Ultimo rinnovo
    28 ottobre 2025 (parte economica, in vigore dal 1° novembre 2025); valori 2026 dalla tabella ministeriale dell’11 febbraio 2026
    Vigenza
    Fino al 31 ottobre 2028
    Platea
    Oltre 817.000 assistenti familiari (dato delle parti firmatarie, ottobre 2025)

    Tabella riepilogativa

    Tabelle retributive CCNL Lavoro Domestico 2026 (vigenti dal 1° gennaio 2026)
    Livello Convivente (mese) Non convivente (ora) Note
    A € 908,10 € 6,51 –
    AS € 958,55 € 6,76 –
    B € 983,16 € 7,01 + € 30,27/mese con certificazione UNI 11766:2019
    BS € 1.053,39 € 7,45 Baby sitter con bambini fino a 6 anni: + € 138,54/mese (conv.) o € 0,84/h (non conv.); + € 30,27 con certificazione UNI
    C € 1.123,63 € 7,86 –
    CS € 1.193,84 € 8,30 Più di una persona non autosufficiente: + € 119,66/mese o € 0,70/h; + € 30,27 con certificazione UNI
    D € 1.404,51 € 9,57 Il minimo comprende l’indennità di funzione (€ 207,69)
    DS € 1.474,73 € 9,97 Il minimo comprende l’indennità di funzione (€ 207,69); più di una persona non autosufficiente: + € 119,66/mese o € 0,70/h

    Importi al lordo, escludono vitto e alloggio (valore convenzionale € 6,66/giorno: pranzo e/o colazione € 2,33 + cena € 2,33 + alloggio € 2,00), tredicesima e contributi a carico del lavoratore. La quota di assistenza contrattuale è di € 0,06 l’ora, di cui € 0,02 a carico del lavoratore (art. 54).

    Conviventi vs non conviventi

    La distinzione fondamentale del CCNL Domestico è tra conviventi (alloggio presso il datore) e non conviventi (a ore). I conviventi hanno minimo mensile e vitto/alloggio (o il compenso sostitutivo); i non conviventi hanno minimo orario.

    Per i conviventi a tempo pieno l’orario massimo è di 54 ore settimanali (10 ore al giorno); per i non conviventi di 40 ore (art. 14). Fino a 30 ore settimanali possono essere assunti in convivenza solo i lavoratori dei livelli B, BS e C (e gli studenti tra 16 e 40 anni che frequentano corsi riconosciuti): per loro vale la Tabella B, cioè € 702,25 al mese per il livello B, € 737,39 per il BS e € 814,60 per il C.

    Aumenti contrattuali 2025-2028

    L’art. 55 del rinnovo del 28 ottobre 2025 fissa un aumento di +€ 100 lordi mensili per i conviventi inquadrati nel livello BS, in quattro step; per tutti gli altri livelli e tabelle l’aumento è riproporzionato con le stesse modalità e termini:

    • 1° gennaio 2026: + € 40
    • 1° gennaio 2027: + € 30
    • 1° gennaio 2028: + € 15
    • 1° settembre 2028: + € 15

    A ogni scadenza si somma l’adeguamento ISTAT dell’art. 38 (variazione dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati rilevata al 30 novembre): per il 2026 è dell’1,00% e, essendo stato raggiunto l’accordo, si applica per intero a minimi e a valori convenzionali di vitto e alloggio. Se la Commissione non trova l’accordo, il Ministero determina l’adeguamento dei minimi al 90% della variazione ISTAT.

    Valore convenzionale di vitto e alloggio

    Per i conviventi, il valore convenzionale 2026 di vitto e alloggio è:

    Voce Valore giornaliero Valore mensile (× 30)
    Pranzo e/o colazione € 2,33 € 69,90
    Cena € 2,33 € 69,90
    Alloggio € 2,00 € 60,00
    Totale € 6,66 € 199,80

    Questo importo concorre alla base di contributi INPS, tredicesima e TFR ma non è erogato in busta paga (è in natura). Dettagli nella scheda vitto e alloggio dei conviventi.

    Indennità aggiuntive: baby sitter e assistenza a più persone

    Fino al sesto anno di età di ciascun bambino assistito, la baby sitter (livello BS) ha un’indennità aggiuntiva di € 138,54/mese (conviventi) o € 0,84/ora (non conviventi). Per i conviventi part-time: € 97,06/mese (Tabella H).

    Ai lavoratori CS o DS addetti all’assistenza di più di una persona non autosufficiente spettano in più € 119,66/mese (conviventi) o € 0,70/ora (non conviventi) (Tabella I). Entrambe le indennità sono assorbibili da eventuali superminimi individuali di miglior favore.

    Casi pratici

    Tizio – Colf part-time 12h/settimana
    Tizio è colf livello B, lavora 12 ore settimanali presso una famiglia. Tariffa oraria: € 7,01. Stipendio lordo: € 7,01 × 12h × 4,33 sett = € 364,30/mese, più tredicesima (€ 30,36/mese accantonato) e ferie maturate.
    Caia – Badante CS convivente con anziano
    Caia è badante livello CS convivente e assiste una sola persona non autosufficiente. Minimo mensile € 1.193,84; vitto e alloggio sono in natura (valore convenzionale € 199,80 al mese, non in busta). Se assistesse più di una persona non autosufficiente avrebbe in più € 119,66 (totale € 1.313,50). Tredicesima a dicembre: pari alla retribuzione globale di fatto, vitto e alloggio compresi (art. 39), quindi € 1.193,84 + € 199,80 = € 1.393,64.
    Sempronio – Badante DS con diploma
    Sempronio ha diploma OSS, lavora come badante DS convivente. Il minimo è € 1.474,73 al mese, comprensivo dell’indennità di funzione di € 207,69. Su 13 mensilità: € 19.171,49 lordi annui, più vitto e alloggio in natura. Differenza rispetto a una CS senza diploma: € 280,89 al mese, circa € 3.652 l’anno su 13 mensilità.

    Domande frequenti

    Quando sono entrate in vigore le nuove tabelle 2026?
    Dal 1° gennaio 2026, dopo l’accordo siglato presso il Ministero del Lavoro l’11 febbraio 2026. Include il primo step del rinnovo (+€ 40 sul livello BS convivente, riproporzionati sugli altri livelli) e l’adeguamento ISTAT dell’1,00%.
    Quanto deve guadagnare una colf di livello B?
    Almeno € 983,16/mese se convivente, oppure € 7,01/ora se non convivente. Sotto questi minimi il contratto è in violazione del CCNL.
    Quanto vale il vitto e l'alloggio?
    Valore convenzionale 2026 (tabella ministeriale): € 6,66/giorno (pranzo e/o colazione € 2,33 + cena € 2,33 + alloggio € 2,00), cioè € 199,80 al mese. Concorre a contributi, tredicesima e TFR ma non è corrisposto in busta paga quando è fornito in natura.
    La baby-sitter ha aumenti specifici?
    Sì: fino al sesto anno di età di ciascun bambino assistito, indennità di € 138,54/mese (convivente) o € 0,84/ora (non convivente); € 97,06/mese per i conviventi part-time. L’indennità è assorbibile da eventuali superminimi di miglior favore.
    Come si calcola lo stipendio annuale di una badante?
    Stipendio mensile × 13 mensilità (12 + tredicesima). Una badante DS convivente: € 1.474,73 × 13 = € 19.171,49 lordi annui (il minimo comprende già l’indennità di funzione), più vitto/alloggio in natura.
    Gli scatti di anzianità esistono nel CCNL Domestico?
    Sì, scatti del 4% del minimo tabellare ogni 2 anni, fino a un massimo di 7 scatti. Il calcolo è sulla retribuzione minima del livello.

    Stesso CCNL: consulta anche preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, festività e permessi di colf e badanti, maternità, paternità e congedi parentali, tredicesima mensilità di colf e badanti, malattia e infortunio di colf e badanti e periodo di prova di colf e badanti.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.