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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Come funziona il bollo virtuale sulle fatture elettroniche

Quando si emette una fattura cartacea soggetta a bollo, la procedura è semplice ma fisica: si acquista una marca da bollo da 2 euro al tabaccaio e la si attacca al documento. Con la fattura elettronica — cioè quella trasmessa obbligatoriamente attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) gestito dall’Agenzia delle Entrate — la logica cambia completamente. Non c’è nulla da attaccare: il bollo si assolve in modo virtuale, con un versamento periodico.

Il funzionamento pratico è il seguente: ogni fattura elettronica soggetta a bollo viene identificata dai sistemi dell’Agenzia delle Entrate, che leggono i dati transitati sul SdI. L’Agenzia calcola l’importo complessivo dovuto in ogni trimestre e lo mette a disposizione del contribuente nell’area riservata del portale. Il contribuente non deve fare i conti da solo: trova il dato già elaborato e deve solo verificarlo e pagarlo.

Il versamento avviene con il modello F24, che è il modulo standard per pagare tributi all’Agenzia delle Entrate. Ci sono quattro codici tributo distinti — uno per trimestre — così il sistema sa a quale periodo si riferisce il pagamento. In alternativa al F24, chi preferisce può autorizzare l’addebito diretto sul proprio conto corrente bancario. Per i trimestri in cui l’importo dovuto è molto basso, la legge prevede un meccanismo di differimento o cumulo: invece di versare una cifra irrisoria ogni tre mesi, si paga insieme al trimestre successivo.

Codici F24 e scadenze trimestrali per il bollo sulle fatture elettroniche
Trimestre Periodo di riferimento Codice tributo F24
1° trimestre Gennaio-marzo 2521
2° trimestre Aprile-giugno 2522
3° trimestre Luglio-settembre 2523
4° trimestre Ottobre-dicembre 2524

Esempio pratico

  • Tizio è un consulente in regime forfettario che nel primo trimestre 2025 emette 15 fatture elettroniche, tutte senza IVA e tutte superiori a 77,47 euro. Il bollo è dovuto su tutte e 15: 15 × 2 euro = 30 euro. A fine trimestre, Tizio accede all’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate e trova già calcolato l’importo di 30 euro. Compila (o fa compilare dal proprio commercialista) un F24 con codice tributo 2521 e versa 30 euro entro la scadenza trimestrale. Se invece nel trimestre avesse emesso solo 2 fatture soggette a bollo — per un totale di 4 euro — potrebbe beneficiare del differimento e cumulare quell’importo con il trimestre successivo.

Documenti necessari

  • Accesso all’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate (SPID, CIE o CNS)
  • Modello F24 compilato con il codice tributo corretto (2521, 2522, 2523 o 2524)
  • Estratto del registro delle fatture elettroniche emesse (dal gestionale o dal portale SdI)
  • Eventuale delega al commercialista per la verifica dell’importo e il pagamento
  • Ricevuta del versamento F24 o conferma di addebito sul conto corrente

Tizio: professionista forfettario con molte fatture elettroniche

Scenario. Tizio è un grafico freelance in regime forfettario. Nel 2025 emette in media 20 fatture elettroniche al mese a clienti privati e aziende, tutte senza IVA e tutte superiori a 77,47 euro. Non ha mai pagato il bollo prima perché non sapeva come funzionasse con la fattura elettronica.

Come si applica. Tutte le 20 fatture mensili di Tizio sono soggette a bollo: 20 × 2 euro = 40 euro al mese, ovvero 120 euro a trimestre. Tizio non deve fare nulla di speciale sulla singola fattura: il dato è già nel SdI. A fine trimestre accede al portale dell’Agenzia, verifica l’importo (che dovrebbe essere 120 euro), e paga con F24 usando il codice tributo del trimestre corrispondente. Può anche delegare il commercialista a verificare e pagare. L’importante è non saltare la scadenza trimestrale per evitare sanzioni.

In pratica

  • 20 fatture × 2 euro × 3 mesi = 120 euro da versare ogni trimestre con F24.
  • L’importo esatto lo trova già calcolato nell’area riservata del portale Agenzia delle Entrate.
  • Può delegare il commercialista oppure attivare l’addebito automatico su conto corrente per non dimenticare le scadenze.

Caio: piccolo professionista con poche fatture esenti IVA

Scenario. Caio è un consulente del lavoro che emette circa 3-4 fatture elettroniche al mese per prestazioni esenti IVA. L’importo complessivo del bollo nel primo trimestre ammonta a soli 6 euro (3 fatture soggette a bollo).

Come si applica. Con un importo trimestrale di 6 euro, Caio rientra nelle situazioni in cui la legge prevede il differimento: invece di versare 6 euro nel primo trimestre, li può cumulare con il secondo e versare tutto insieme. Questo meccanismo evita di fare un F24 per cifre minime ogni tre mesi. Caio deve comunque monitorare il portale dell’Agenzia per verificare se l’Agenzia ha rilevato correttamente le fatture soggette a bollo e per controllare l’importo cumulato al momento del versamento.

In pratica

  • Con importi molto bassi per trimestre, il versamento può essere differito al trimestre successivo.
  • Anche se si differisce, conviene sempre controllare l’area riservata per verificare che l’Agenzia abbia conteggiato correttamente le fatture soggette a bollo.
  • Non bisogna confondere il differimento con l’esonero: il debito rimane e andrà versato nel trimestre in cui si supera la soglia minima.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Devo attaccare una marca da bollo sulla fattura elettronica?

No. Sulla fattura elettronica il bollo non si assolve con la marca fisica. Il pagamento avviene in modo virtuale, tramite F24 con i codici tributo 2521-2524, su base trimestrale.

Come faccio a sapere quanto devo pagare di bollo?

L’Agenzia delle Entrate calcola l’importo dovuto in autonomia, leggendo i dati delle fatture transitate sul Sistema di Interscambio. Trovi il totale già elaborato nell’area riservata del portale dell’Agenzia. Non devi fare i calcoli da solo, ma è buona pratica verificare che l’importo corrisponda alle fatture che hai emesso.

Entro quando si paga il bollo trimestrale?

Il pagamento è trimestrale. Le scadenze precise vengono stabilite ogni anno dall’Agenzia delle Entrate; occorre verificare il calendario sul portale ufficiale per l’anno di riferimento, poiché possono variare.

Cosa succede se non pago il bollo in tempo?

L’omesso o tardivo versamento comporta l’applicazione di sanzioni e interessi. L’Agenzia delle Entrate può contestare l’inadempimento sulla base dei dati SdI. È possibile regolarizzare la posizione con il ravvedimento operoso, pagando la sanzione ridotta in base ai giorni di ritardo.

Posso pagare il bollo con addebito diretto invece del F24?

Sì. In alternativa al modello F24, è possibile autorizzare l’addebito diretto sul conto corrente bancario. Questa opzione è più comoda perché evita di compilare il F24 ogni trimestre.

Se emetto sia fatture con IVA sia fatture senza IVA, come mi comporto?

Il bollo riguarda solo le fatture senza IVA (esenti, fuori campo, non imponibili, forfettari) che superano 77,47 euro. Le fatture con IVA non generano bollo. L’Agenzia separa automaticamente le due tipologie dai dati SdI.

Il bollo è deducibile per chi lo paga?

Il bollo che il professionista addebita al cliente è una partita di giro e non incide sul reddito. L’imposta di bollo in sé, quando è un costo effettivo per l’impresa o il professionista, segue le regole generali di deducibilità dei costi documentati.

Domande frequenti

Devo attaccare una marca da bollo sulla fattura elettronica?

No. Sulla fattura elettronica il bollo non si assolve con la marca fisica. Il pagamento avviene in modo virtuale, tramite F24 con i codici tributo 2521-2524, su base trimestrale.

Come faccio a sapere quanto devo pagare di bollo?

L'Agenzia delle Entrate calcola l'importo dovuto in autonomia, leggendo i dati delle fatture transitate sul Sistema di Interscambio. Trovi il totale già elaborato nell'area riservata del portale dell'Agenzia. Non devi fare i calcoli da solo, ma è buona pratica verificare che l'importo corrisponda alle fatture che hai emesso.

Entro quando si paga il bollo trimestrale?

Il pagamento è trimestrale. Le scadenze precise vengono stabilite ogni anno dall'Agenzia delle Entrate; occorre verificare il calendario sul portale ufficiale per l'anno di riferimento, poiché possono variare.

Cosa succede se non pago il bollo in tempo?

L'omesso o tardivo versamento comporta l'applicazione di sanzioni e interessi. L'Agenzia delle Entrate può contestare l'inadempimento sulla base dei dati SdI. È possibile regolarizzare la posizione con il ravvedimento operoso, pagando la sanzione ridotta in base ai giorni di ritardo.

Posso pagare il bollo con addebito diretto invece del F24?

Sì. In alternativa al modello F24, è possibile autorizzare l'addebito diretto sul conto corrente bancario. Questa opzione è più comoda perché evita di compilare il F24 ogni trimestre.

Se emetto sia fatture con IVA sia fatture senza IVA, come mi comporto?

Il bollo riguarda solo le fatture senza IVA (esenti, fuori campo, non imponibili, forfettari) che superano 77,47 euro. Le fatture con IVA non generano bollo. L'Agenzia separa automaticamente le due tipologie dai dati SdI.

Il bollo è deducibile per chi lo paga?

Il bollo che il professionista addebita al cliente è una partita di giro e non incide sul reddito. L'imposta di bollo in sé, quando è un costo effettivo per l'impresa o il professionista, segue le regole generali di deducibilità dei costi documentati.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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