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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Perché la fattura elettronica è diventata la regola

Fino a qualche anno fa la fattura era un documento cartaceo: si stampava, si firmava, si spediva per posta o si consegnava a mano. Oggi, per la grande maggioranza di chi ha una partita IVA in Italia, la fattura deve essere un file XML trasmesso al Sistema di Interscambio (SdI) — la piattaforma telematica dell’Agenzia delle Entrate. Solo dopo il ‘via libera’ di questo sistema il documento arriva al destinatario.

L’obiettivo della digitalizzazione è duplice: ridurre l’evasione IVA e semplificare gli adempimenti nel lungo periodo. Per chi è abituato alla carta, la transizione richiede un po’ di pratica, ma il meccanismo di base non è complicato. Capire chi è obbligato — e chi invece è ancora escluso — è il primo passo.

Questo articolo risponde alla domanda concreta: ‘Ho una partita IVA, devo emettere fattura elettronica?’ e spiega quando la risposta è sì, quando è no, e cosa fare in ciascun caso.

Obbligo di fattura elettronica: chi è coinvolto
Soggetto Obbligo e-fattura Note
Imprese e professionisti in regime ordinario IVA Sì, obbligo generalizzato Trasmissione via SdI obbligatoria
Contribuenti in regime forfettario Esonerati (con possibili eccezioni per soglie elevate — verificare normativa vigente) Non addebitano IVA; possono aderire volontariamente
Operatori sanitari (medici, farmacisti, ecc.) Esonerati per prestazioni verso persone fisiche Tutela della riservatezza dei dati sanitari
Fornitori della Pubblica Amministrazione Sì, obbligo assoluto (vige da 2014 per la PA centrale) Codice IPA obbligatorio come destinatario
Soggetti non stabiliti in Italia Non tenuti a emettere e-fattura tramite SdI Comunicano le operazioni tramite esterometro

Esempio pratico

  • Esempio numerico. Tizio è un avvocato in regime IVA ordinario con uno studio a Milano. Assiste Beta Snc in una causa e a fine mese emette una parcella di 2.000 euro + IVA al 22% (pari a 440 euro), per un totale di 2.440 euro. Tizio deve trasmettere la fattura elettronica in formato XML tramite SdI, indicando il codice destinatario (o la PEC) di Beta Snc. Entro i termini di liquidazione, verserà i 440 euro di IVA raccolti. Se invece Tizio fosse in regime forfettario, non addebbiterebbe IVA e non sarebbe obbligato a usare l’e-fattura (salvo cambiamenti normativi successivi alle soglie minime).

Documenti necessari

  • File XML della fattura elettronica in formato FatturaPA (versione aggiornata disponibile sul sito SdI)
  • Codice destinatario a 7 cifre o indirizzo PEC del cliente (necessario per il recapito via SdI)
  • Ricevuta di consegna o ricevuta di impossibilità di consegna rilasciata da SdI
  • Registro delle fatture emesse (anche in forma elettronica o tramite portale AdE)
  • Software o servizio di fatturazione elettronica certificato, oppure portale gratuito AdE ‘Fatture e Corrispettivi’

Caso 1 — Tizio, architetto in regime ordinario: obbligo pieno

Scenario. Tizio è un architetto con partita IVA in regime ordinario. Progetta una ristrutturazione per Alfa Srl, un’impresa edile. A lavori ultimati emette una parcella per la propria prestazione professionale.

Come si applica. Tizio è soggetto all’obbligo generalizzato di fattura elettronica. Deve preparare il file XML nel formato FatturaPA, inserire il codice destinatario di Alfa Srl e trasmetterlo tramite SdI. Il sistema controlla formalmente il file: se è corretto, lo recapita ad Alfa Srl e invia a Tizio la ricevuta di consegna. Solo da quel momento la fattura è giuridicamente emessa. Tizio non può inviare una fattura cartacea in alternativa: non avrebbe valore.

In pratica

  • Senza ricevuta di consegna SdI la fattura non è considerata emessa: conservare sempre le ricevute.
  • Se Alfa Srl non ha comunicato il codice destinatario, Tizio può usare il codice generico ‘0000000’ e Alfa Srl recupererà la fattura dal proprio cassetto fiscale.
  • Il termine dei 12 giorni per l’emissione (fattura immediata) vale anche per l’e-fattura: conta la data di trasmissione a SdI.

Caso 2 — Caio, personal trainer in regime forfettario: esonero (ma attenzione)

Scenario. Caio fa il personal trainer come libero professionista in regime forfettario. Non supera la soglia di accesso al regime agevolato e non applica IVA sulle sue prestazioni.

Come si applica. In quanto forfettario, Caio è esonerato dall’obbligo di fattura elettronica: può emettere fatture cartacee con la dicitura ‘operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 — regime forfettario’ e senza addebito di IVA. Tuttavia, se in futuro Caio supera le soglie di accesso al regime forfettario e passa al regime ordinario, diventa immediatamente obbligato all’e-fattura. Conviene comunque che si doti per tempo di un sistema di fatturazione elettronica.

In pratica

  • L’esonero dal forfettario non è definitivo: dipende dal mantenimento dei requisiti del regime.
  • I forfettari possono aderire volontariamente all’e-fattura: alcuni lo fanno per semplificare la contabilità.
  • Anche i forfettari devono annotare le fatture emesse e conservarle; semplicemente non sono obbligati al canale SdI.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Posso ancora usare la fattura cartacea se preferisco?

No, se sei soggetto all’obbligo. Per la grande maggioranza delle partite IVA in regime ordinario la fattura cartacea non ha valore fiscale: l’unico documento valido è quello trasmesso tramite SdI. La fattura cartacea può essere usata solo dai soggetti espressamente esonerati (come i forfettari o le categorie sanitarie protette).

Cosa succede se SdI rifiuta la mia fattura?

SdI restituisce una ‘ricevuta di scarto’ con il codice di errore. La fattura non è stata emessa: devi correggerla e ritrasmettere entro i termini previsti per non incorrere in sanzioni. Gli errori più comuni riguardano il codice fiscale del destinatario, il formato del file o i campi obbligatori mancanti.

Come fa un privato (persona fisica) a ricevere la fattura elettronica?

Se il cliente è una persona fisica senza partita IVA, non ha un codice destinatario. Il fornitore inserisce nel campo ‘codice destinatario’ il valore generico ‘0000000’. La fattura viene depositata nel cassetto fiscale del privato sul portale dell’Agenzia delle Entrate, dove può essere consultata con le proprie credenziali.

Il portale gratuito dell'Agenzia delle Entrate è sufficiente per emettere e-fatture?

Sì, il portale ‘Fatture e Corrispettivi’ dell’Agenzia è gratuito e permette di creare, trasmettere e ricevere fatture elettroniche. Per chi ha volumi elevati o esigenze di integrazione contabile, i software dedicati offrono funzionalità aggiuntive (automatismi, integrazione con la contabilità, conservazione sostitutiva).

Cosa si intende per 'split payment' e come si indica in fattura?

Lo split payment (scissione dei pagamenti) si applica alle forniture a Pubbliche Amministrazioni e a determinate società. Il fornitore espone l’IVA in fattura ma l’ente acquirente non la paga al fornitore: la versa direttamente all’Erario. In fattura va inserita la dicitura ‘scissione dei pagamenti’ e il tipo di esigibilità IVA ‘S’.

I forfettari devono emettere fattura elettronica se vendono a una PA?

Sì. Anche i forfettari sono obbligati all’e-fattura per le operazioni verso la Pubblica Amministrazione, in deroga all’esonero generale. La fattura non contiene IVA (operazione in regime forfettario) ma deve essere trasmessa obbligatoriamente via SdI con il codice IPA dell’ente.

Domande frequenti

Posso ancora usare la fattura cartacea se preferisco?

No, se sei soggetto all'obbligo. Per la grande maggioranza delle partite IVA in regime ordinario la fattura cartacea non ha valore fiscale: l'unico documento valido è quello trasmesso tramite SdI. La fattura cartacea può essere usata solo dai soggetti espressamente esonerati (come i forfettari o le categorie sanitarie protette).

Cosa succede se SdI rifiuta la mia fattura?

SdI restituisce una 'ricevuta di scarto' con il codice di errore. La fattura non è stata emessa: devi correggerla e ritrasmettere entro i termini previsti per non incorrere in sanzioni. Gli errori più comuni riguardano il codice fiscale del destinatario, il formato del file o i campi obbligatori mancanti.

Come fa un privato (persona fisica) a ricevere la fattura elettronica?

Se il cliente è una persona fisica senza partita IVA, non ha un codice destinatario. Il fornitore inserisce nel campo 'codice destinatario' il valore generico '0000000'. La fattura viene depositata nel cassetto fiscale del privato sul portale dell'Agenzia delle Entrate, dove può essere consultata con le proprie credenziali.

Il portale gratuito dell'Agenzia delle Entrate è sufficiente per emettere e-fatture?

Sì, il portale 'Fatture e Corrispettivi' dell'Agenzia è gratuito e permette di creare, trasmettere e ricevere fatture elettroniche. Per chi ha volumi elevati o esigenze di integrazione contabile, i software dedicati offrono funzionalità aggiuntive (automatismi, integrazione con la contabilità, conservazione sostitutiva).

Cosa si intende per 'split payment' e come si indica in fattura?

Lo split payment (scissione dei pagamenti) si applica alle forniture a Pubbliche Amministrazioni e a determinate società. Il fornitore espone l'IVA in fattura ma l'ente acquirente non la paga al fornitore: la versa direttamente all'Erario. In fattura va inserita la dicitura 'scissione dei pagamenti' e il tipo di esigibilità IVA 'S'.

I forfettari devono emettere fattura elettronica se vendono a una PA?

Sì. Anche i forfettari sono obbligati all'e-fattura per le operazioni verso la Pubblica Amministrazione, in deroga all'esonero generale. La fattura non contiene IVA (operazione in regime forfettario) ma deve essere trasmessa obbligatoriamente via SdI con il codice IPA dell'ente.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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