Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- La fattura elettronica va trasmessa tramite il Sistema di Interscambio (SdI) gestito dall’Agenzia delle Entrate.
- L’obbligo è generalizzato: riguarda la quasi totalità dei soggetti IVA stabiliti in Italia.
- Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo riguarda anche tutti i contribuenti in regime forfettario: l’ultimo esonero (ricavi fino a 25.000 euro) è venuto meno.
- Il file XML della fattura elettronica sostituisce integralmente la fattura cartacea.
- Per le operazioni con la Pubblica Amministrazione l’obbligo vige già da anni ed è assoluto.
- Il codice destinatario o PEC del cliente è necessario per il corretto recapito tramite SdI.
Perché la fattura elettronica è diventata la regola
Fino a qualche anno fa la fattura era un documento cartaceo: si stampava, si firmava, si spediva per posta o si consegnava a mano. Oggi, per la grande maggioranza di chi ha una partita IVA in Italia, la fattura deve essere un file XML trasmesso al Sistema di Interscambio (SdI) – la piattaforma telematica dell’Agenzia delle Entrate. Solo dopo il ‘via libera’ di questo sistema il documento arriva al destinatario.
L’obiettivo della digitalizzazione è duplice: ridurre l’evasione IVA e semplificare gli adempimenti nel lungo periodo. Per chi è abituato alla carta, la transizione richiede un po’ di pratica, ma il meccanismo di base non è complicato. Capire chi è obbligato – e chi invece è ancora escluso – è il primo passo.
Questo articolo risponde alla domanda concreta: ‘Ho una partita IVA, devo emettere fattura elettronica?’ e spiega quando la risposta è sì, quando è no, e cosa fare in ciascun caso.
- Tutte le spese che riducono le imposte, con i tetti aggiornati
- Le 4 regole che fanno perdere le detrazioni (tracciabilit\xc3\xa0, tetto oltre 75.000 \xe2\x82\xac...)
- Documenti da preparare e date del 730/2026
| Soggetto | Obbligo e-fattura | Note |
|---|---|---|
| Imprese e professionisti in regime ordinario IVA | Sì, obbligo generalizzato | Trasmissione via SdI obbligatoria |
| Contribuenti in regime forfettario | Sì, obbligo generalizzato dal 1° gennaio 2024 | Non addebitano IVA: fattura senza imposta con la dicitura del regime |
| Operatori sanitari (medici, farmacisti, ecc.) | Divieto di e-fattura per le prestazioni verso persone fisiche (a regime dal 2026) | Tutela della riservatezza dei dati sanitari (D.Lgs. 81/2025) |
| Fornitori della Pubblica Amministrazione | Sì, obbligo assoluto (vige da 2014 per la PA centrale) | Codice IPA obbligatorio come destinatario |
| Soggetti non stabiliti in Italia | Non tenuti a emettere e-fattura tramite SdI | Sono i clienti/fornitori italiani a comunicare a SdI i dati delle operazioni transfrontaliere (ex esterometro) |
Esempio pratico
-
Esempio numerico. Tizio è un avvocato in regime IVA ordinario con uno studio a Milano. Assiste Beta Snc in una causa e a fine mese emette una parcella di 2.000 euro + IVA al 22% (pari a 440 euro), per un totale di 2.440 euro. Tizio deve trasmettere la fattura elettronica in formato XML tramite SdI, indicando il codice destinatario (o la PEC) di Beta Snc. Entro i termini di liquidazione, verserà i 440 euro di IVA raccolti. Se invece Tizio fosse in regime forfettario, non addebiterebbe IVA ma dal 1° gennaio 2024 sarebbe comunque obbligato a trasmettere la fattura in formato elettronico tramite SdI.
Documenti necessari
- File XML della fattura elettronica in formato FatturaPA (versione aggiornata disponibile sul sito SdI)
- Codice destinatario a 7 cifre o indirizzo PEC del cliente (necessario per il recapito via SdI)
- Ricevuta di consegna o ricevuta di impossibilità di consegna rilasciata da SdI
- Registro delle fatture emesse (anche in forma elettronica o tramite portale AdE)
- Software o servizio di fatturazione elettronica certificato, oppure portale gratuito AdE ‘Fatture e Corrispettivi’
Caso 1 – Tizio, architetto in regime ordinario: obbligo pieno
Scenario. Tizio è un architetto con partita IVA in regime ordinario. Progetta una ristrutturazione per Alfa Srl, un’impresa edile. A lavori ultimati emette una parcella per la propria prestazione professionale.
Come si applica. Tizio è soggetto all’obbligo generalizzato di fattura elettronica. Deve preparare il file XML nel formato FatturaPA, inserire il codice destinatario di Alfa Srl e trasmetterlo tramite SdI. Il sistema controlla formalmente il file: se è corretto, lo recapita ad Alfa Srl e invia a Tizio la ricevuta di consegna. Solo da quel momento la fattura è giuridicamente emessa. Tizio non può inviare una fattura cartacea in alternativa: non avrebbe valore.
In pratica
- Senza ricevuta di consegna SdI la fattura non è considerata emessa: conservare sempre le ricevute.
- Se Alfa Srl non ha comunicato il codice destinatario, Tizio può usare il codice generico ‘0000000’ e Alfa Srl recupererà la fattura dal proprio cassetto fiscale.
- Il termine dei 12 giorni per l’emissione (fattura immediata) vale anche per l’e-fattura: conta la data di trasmissione a SdI.
Caso 2 – Caio, personal trainer in regime forfettario: obbligo anche per lui dal 2024
Scenario. Caio fa il personal trainer come libero professionista in regime forfettario. Non supera la soglia di accesso al regime agevolato e non applica IVA sulle sue prestazioni.
Come si applica. Dal 1° gennaio 2024 anche Caio, come tutti i forfettari, è obbligato alla fattura elettronica: l’esonero che valeva per chi aveva ricavi o compensi fino a 25.000 euro è cessato con il 2023. Emette quindi fatture in formato XML tramite SdI, senza addebito di IVA e con la dicitura ‘operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 – regime forfettario’; sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro assolve l’imposta di bollo da 2 euro. Se in futuro supera le soglie del regime e passa all’ordinario, cambia solo il contenuto della fattura (con l’IVA): il canale resta SdI.
In pratica
- L’obbligo per i forfettari è pieno dal 1° gennaio 2024: fino al 2023 era escluso chi nel 2021 aveva ricavi o compensi fino a 25.000 euro.
- La fattura del forfettario non riporta IVA: si indica la natura dell’operazione (regime forfettario) e, sopra 77,47 euro, si assolve il bollo da 2 euro.
- Il portale gratuito ‘Fatture e Corrispettivi’ dell’Agenzia delle Entrate basta per i volumi tipici di un professionista nei primi anni di attività.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
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Domande frequenti
Posso ancora usare la fattura cartacea se preferisco?
No, se sei soggetto all’obbligo. Per la grande maggioranza delle partite IVA in regime ordinario la fattura cartacea non ha valore fiscale: l’unico documento valido è quello trasmesso tramite SdI. La fattura cartacea resta possibile solo in casi residuali: il principale è quello degli operatori sanitari per le prestazioni verso persone fisiche, ai quali l’invio a SdI è addirittura vietato a tutela dei dati sanitari.
Cosa succede se SdI rifiuta la mia fattura?
SdI restituisce una ‘ricevuta di scarto’ con il codice di errore. La fattura non è stata emessa: devi correggerla e ritrasmettere entro i termini previsti per non incorrere in sanzioni. Gli errori più comuni riguardano il codice fiscale del destinatario, il formato del file o i campi obbligatori mancanti.
Come fa un privato (persona fisica) a ricevere la fattura elettronica?
Se il cliente è una persona fisica senza partita IVA, non ha un codice destinatario. Il fornitore inserisce nel campo ‘codice destinatario’ il valore generico ‘0000000’. La fattura viene depositata nel cassetto fiscale del privato sul portale dell’Agenzia delle Entrate, dove può essere consultata con le proprie credenziali.
Il portale gratuito dell'Agenzia delle Entrate è sufficiente per emettere e-fatture?
Sì, il portale ‘Fatture e Corrispettivi’ dell’Agenzia è gratuito e permette di creare, trasmettere e ricevere fatture elettroniche. Per chi ha volumi elevati o esigenze di integrazione contabile, i software dedicati offrono funzionalità aggiuntive (automatismi, integrazione con la contabilità, conservazione sostitutiva).
Cosa si intende per 'split payment' e come si indica in fattura?
Lo split payment (scissione dei pagamenti) si applica alle forniture a Pubbliche Amministrazioni e a determinate società. Il fornitore espone l’IVA in fattura ma l’ente acquirente non la paga al fornitore: la versa direttamente all’Erario. In fattura va inserita la dicitura ‘scissione dei pagamenti’ e il tipo di esigibilità IVA ‘S’.
I forfettari devono emettere fattura elettronica se vendono a una PA?
Sì, come per tutte le altre operazioni: dal 1° gennaio 2024 i forfettari sono obbligati alla fattura elettronica in via generale. Verso gli enti pubblici resta la particolarità del codice univoco IPA come destinatario; la fattura non contiene IVA (operazione in regime forfettario).
Vedi anche: Forfettario e fatturazione elettronica, Fattura elettronica scartata, descrizione generica e data errata, Bollo sulla fattura elettronica, Fattura immediata o differita, Autofattura e Acquisti intracomunitari.
Domande frequenti
Posso ancora usare la fattura cartacea se preferisco?
No, se sei soggetto all'obbligo. Per la grande maggioranza delle partite IVA in regime ordinario la fattura cartacea non ha valore fiscale: l'unico documento valido è quello trasmesso tramite SdI. La fattura cartacea resta possibile solo in casi residuali: il principale è quello degli operatori sanitari per le prestazioni verso persone fisiche, ai quali l'invio a SdI è addirittura vietato a tutela dei dati sanitari.
Cosa succede se SdI rifiuta la mia fattura?
SdI restituisce una 'ricevuta di scarto' con il codice di errore. La fattura non è stata emessa: devi correggerla e ritrasmettere entro i termini previsti per non incorrere in sanzioni. Gli errori più comuni riguardano il codice fiscale del destinatario, il formato del file o i campi obbligatori mancanti.
Come fa un privato (persona fisica) a ricevere la fattura elettronica?
Se il cliente è una persona fisica senza partita IVA, non ha un codice destinatario. Il fornitore inserisce nel campo 'codice destinatario' il valore generico '0000000'. La fattura viene depositata nel cassetto fiscale del privato sul portale dell'Agenzia delle Entrate, dove può essere consultata con le proprie credenziali.
Il portale gratuito dell'Agenzia delle Entrate è sufficiente per emettere e-fatture?
Sì, il portale 'Fatture e Corrispettivi' dell'Agenzia è gratuito e permette di creare, trasmettere e ricevere fatture elettroniche. Per chi ha volumi elevati o esigenze di integrazione contabile, i software dedicati offrono funzionalità aggiuntive (automatismi, integrazione con la contabilità, conservazione sostitutiva).
Cosa si intende per 'split payment' e come si indica in fattura?
Lo split payment (scissione dei pagamenti) si applica alle forniture a Pubbliche Amministrazioni e a determinate società. Il fornitore espone l'IVA in fattura ma l'ente acquirente non la paga al fornitore: la versa direttamente all'Erario. In fattura va inserita la dicitura 'scissione dei pagamenti' e il tipo di esigibilità IVA 'S'.
I forfettari devono emettere fattura elettronica se vendono a una PA?
Sì, come per tutte le altre operazioni: dal 1° gennaio 2024 i forfettari sono obbligati alla fattura elettronica in via generale. Verso gli enti pubblici resta la particolarità del codice univoco IPA come destinatario; la fattura non contiene IVA (operazione in regime forfettario).