← Torna a Casi pratici applicati
Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Come funziona l'IVA quando compri da un fornitore UE

Quando un’impresa italiana acquista beni da un fornitore situato in un altro Paese dell’Unione Europea, l’IVA non viene addebitata dal venditore straniero ma viene applicata direttamente dall’acquirente italiano. Questo meccanismo si chiama ‘integrazione della fattura’ ed è disciplinato dall’art. 38 del DL 331/1993. In sostanza, ricevi una fattura senza IVA e sei tu a calcolare e annotare l’imposta.

Il meccanismo è una forma di inversione contabile (reverse charge): l’acquirente aggiunge sulla fattura estera l’aliquota IVA italiana applicabile a quei beni, poi registra l’importo sia tra le operazioni attive (IVA a debito) sia tra gli acquisti (IVA a credito). Se hai piena detrazione, le due voci si compensano e l’operazione è neutrale dal punto di vista finanziario. Se invece sei soggetto a limitazioni della detrazione (pro-rata, indetraibilità specifica), la quota indetraibile diventa un costo.

L’operazione va anche comunicata all’Agenzia delle Entrate tramite il Sistema di Interscambio con il codice TD18 (acquisto intracomunitario di beni), nell’ambito dell’esterometro. Inoltre, gli acquisti intracomunitari vanno riepilogati nel modello INTRASTAT acquisti, con periodicità mensile o trimestrale a seconda del volume.

Acquisto intracomunitario: passaggi operativi
Passaggio Cosa fare
Ricezione fattura estera Il fornitore UE invia fattura senza IVA, con dicitura equivalente a 'reverse charge'
Integrazione L'acquirente italiano aggiunge l'aliquota IVA italiana sul documento
Registrazione a debito L'IVA integrata si annota nel registro vendite (quadro VJ della dichiarazione IVA)
Registrazione a credito La stessa IVA si annota nel registro acquisti (quadro VF della dichiarazione IVA)
Esterometro Si invia file TD18 tramite Sistema di Interscambio
INTRASTAT acquisti Si presenta il modello INTRASTAT per gli acquisti intracomunitari

Esempio pratico

  • Beta Snc (Roma) acquista materie prime per 20.000 euro da un fornitore spagnolo. Il fornitore emette fattura da 20.000 euro senza IVA. Beta Snc integra la fattura aggiungendo l’IVA italiana al 22%: 4.400 euro. Registra 4.400 euro a debito nel registro delle vendite (quadro VJ) e 4.400 euro a credito nel registro degli acquisti (quadro VF). Avendo piena detrazione, il saldo netto è zero: Beta Snc non paga IVA aggiuntiva. Invia poi il file TD18 tramite il Sistema di Interscambio e compila il modello INTRASTAT acquisti.

Documenti necessari

  • Fattura del fornitore UE (senza IVA, con dicitura reverse charge o equivalente)
  • Documento di integrazione con l’IVA italiana calcolata e annotata
  • File esterometro TD18 inviato tramite Sistema di Interscambio
  • Modello INTRASTAT acquisti (mensile o trimestrale)
  • Registrazioni contabili a debito e a credito nei registri IVA

Caso 1 — Beta Snc acquista macchinari dalla Germania con piena detrazione

Scenario. Beta Snc riceve una fattura da 30.000 euro da un fornitore tedesco per l’acquisto di un macchinario. L’impresa ha piena detrazione IVA perché svolge solo operazioni imponibili.

Come si applica. Beta Snc integra la fattura tedesca calcolando l’IVA al 22% (6.600 euro) e la registra sia a debito che a credito. Il saldo netto è zero: l’operazione non genera esborso IVA. Il macchinario viene registrato al costo di 30.000 euro. Si invia il file TD18 via Sistema di Interscambio e si compila il modello INTRASTAT acquisti. In dichiarazione IVA annuale, i 6.600 euro compaiono sia nel quadro VJ (debito) sia nel quadro VF (credito).

In pratica

  • Con piena detrazione il meccanismo è neutrale: non si paga IVA aggiuntiva, ma gli adempimenti (integrazione, TD18, INTRASTAT) vanno eseguiti ugualmente.
  • Controllare che l’aliquota applicata sia quella italiana corretta per quella categoria di beni, non quella del Paese del fornitore.

Caso 2 — Tizio acquista beni da un fornitore francese con pro-rata di detrazione

Scenario. Tizio gestisce uno studio che effettua sia operazioni imponibili sia operazioni esenti. Il suo pro-rata di detrazione per l’anno è del 60%. Acquista attrezzature per 10.000 euro da un fornitore francese.

Come si applica. Tizio integra la fattura con l’IVA italiana al 22% (2.200 euro). A debito registra 2.200 euro; a credito può detrarre solo il 60%, cioè 1.320 euro. La differenza di 880 euro (il 40% indetraibile) diventa un costo che si somma al prezzo delle attrezzature. Non è un errore: è la corretta applicazione del pro-rata. Gli adempimenti INTRASTAT e TD18 restano obbligatori anche in questo caso.

In pratica

  • Se sei soggetto a pro-rata o a indetraibilità specifica, la quota non detraibile è un costo reale che incide sul prezzo finale dell’acquisto.
  • L’obbligo di integrare la fattura e di presentare il TD18 e l’INTRASTAT vale indipendentemente dal tuo diritto alla detrazione.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Devo emettere una fattura per integrare quella estera?

No, non emetti una fattura a te stesso nel senso classico. Integri il documento ricevuto aggiungendo i dati IVA italiani (aliquota e importo), poi lo registri nei registri IVA come se fosse una tua operazione attiva e contemporaneamente come acquisto.

Cosa cambia tra acquisto intracomunitario e acquisto da un fornitore extra-UE?

Per gli acquisti da Paesi terzi (fuori UE) l’IVA si paga in dogana al momento dell’importazione, tramite bolla doganale. Per gli acquisti intracomunitari invece non c’è dogana: sei tu ad applicare l’IVA italiana con il meccanismo di integrazione.

Cos'è il codice TD18 e quando si usa?

TD18 è il codice tipo documento usato nell’esterometro per comunicare all’Agenzia delle Entrate gli acquisti intracomunitari di beni. Si invia tramite il Sistema di Interscambio in formato fattura elettronica.

Sono obbligato a presentare il modello INTRASTAT acquisti?

Sì, se effettui acquisti intracomunitari sei in linea generale obbligato alla presentazione del modello INTRASTAT acquisti. La periodicità (mensile o trimestrale) dipende dal volume degli acquisti. Verifica la soglia vigente per l’anno di riferimento.

L'acquisto intracomunitario incide sulla liquidazione IVA periodica?

Sì. L’IVA integrata entra nella liquidazione del periodo in cui la fattura è stata ricevuta e registrata: va sia a debito (aumenta il debito IVA) sia a credito (aumenta il credito). Con piena detrazione si bilanciano; altrimenti la quota indetraibile rimane a debito.

Cosa succede se dimentico di integrare la fattura estera?

Omettere l’integrazione è una violazione degli obblighi IVA. Puoi regolarizzare con il ravvedimento operoso, pagando la sanzione ridotta e gli interessi legali. Prima lo fai, minore è la sanzione.

Domande frequenti

Devo emettere una fattura per integrare quella estera?

No, non emetti una fattura a te stesso nel senso classico. Integri il documento ricevuto aggiungendo i dati IVA italiani (aliquota e importo), poi lo registri nei registri IVA come se fosse una tua operazione attiva e contemporaneamente come acquisto.

Cosa cambia tra acquisto intracomunitario e acquisto da un fornitore extra-UE?

Per gli acquisti da Paesi terzi (fuori UE) l'IVA si paga in dogana al momento dell'importazione, tramite bolla doganale. Per gli acquisti intracomunitari invece non c'è dogana: sei tu ad applicare l'IVA italiana con il meccanismo di integrazione.

Cos'è il codice TD18 e quando si usa?

TD18 è il codice tipo documento usato nell'esterometro per comunicare all'Agenzia delle Entrate gli acquisti intracomunitari di beni. Si invia tramite il Sistema di Interscambio in formato fattura elettronica.

Sono obbligato a presentare il modello INTRASTAT acquisti?

Sì, se effettui acquisti intracomunitari sei in linea generale obbligato alla presentazione del modello INTRASTAT acquisti. La periodicità (mensile o trimestrale) dipende dal volume degli acquisti. Verifica la soglia vigente per l'anno di riferimento.

L'acquisto intracomunitario incide sulla liquidazione IVA periodica?

Sì. L'IVA integrata entra nella liquidazione del periodo in cui la fattura è stata ricevuta e registrata: va sia a debito (aumenta il debito IVA) sia a credito (aumenta il credito). Con piena detrazione si bilanciano; altrimenti la quota indetraibile rimane a debito.

Cosa succede se dimentico di integrare la fattura estera?

Omettere l'integrazione è una violazione degli obblighi IVA. Puoi regolarizzare con il ravvedimento operoso, pagando la sanzione ridotta e gli interessi legali. Prima lo fai, minore è la sanzione.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.